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	<title>Commenti a: Blackout e business energetico</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 15:08:30 +0000</pubDate>
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		<title>Di: b.georg</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-109</link>
		<dc:creator>b.georg</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>ne parlava anche Beppe, che ti segnalo http://blogs.it/0100206/2003/06/28.html#a873
e mi permetto di segnalarti anche questo http://blogs.it/0100206/2003/06/27.html#a871 per continuare un discorso interrotto... ciao (senza Lei ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ne parlava anche Beppe, che ti segnalo <a href="http://blogs.it/0100206/2003/06/28.html#a873" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/blogs.it');" rel="nofollow">http://blogs.it/0100206/2003/06/28.html#a873</a><br />
e mi permetto di segnalarti anche questo <a href="http://blogs.it/0100206/2003/06/27.html#a871" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/blogs.it');" rel="nofollow">http://blogs.it/0100206/2003/06/27.html#a871</a> per continuare un discorso interrotto&#8230; ciao (senza Lei ;-)</p>
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		<title>Di: b.georg</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-110</link>
		<dc:creator>b.georg</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>se poi non sembro troppo tromboneggiante, vorrei segnalarti, in relazione al tuo articolo su l'espresso sulla questione della tecnica, alcune tortuose riflessioni a tema depositate qui</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se poi non sembro troppo tromboneggiante, vorrei segnalarti, in relazione al tuo articolo su l&#8217;espresso sulla questione della tecnica, alcune tortuose riflessioni a tema depositate qui</p>
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		<title>Di: b.georg</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-111</link>
		<dc:creator>b.georg</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>pardon, i vostri commenti non prendono i codici html.. ecco l'indirizzo (e mi taccio)
http://falsoidillio.splinder.it/1047842019#103429</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pardon, i vostri commenti non prendono i codici html.. ecco l&#8217;indirizzo (e mi taccio)<br />
<a href="http://falsoidillio.splinder.it/1047842019#103429" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/falsoidillio.splinder.it');" rel="nofollow">http://falsoidillio.splinder.it/1047842019#103429</a></p>
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		<title>Di: aladar - giuseppe cornacchia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-112</link>
		<dc:creator>aladar - giuseppe cornacchia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Gentili sig.ra Benedetti e tutti, sarebbe difficile vedere a breve centrali nucleari anche se l'Italia riaprisse immediatamente al nucleare, ma di sicuro esiste una necessità energetica di qualche migliaio di megawatt da coprire al più presto con nuove centrali di stazza media (magari a ciclo combinato); il rinnovabile ha poche prospettive, essendo sproporzionati gli investimenti rispetto ai ritorni. Io ovviamente sarei per il ritorno al nucleare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentili sig.ra Benedetti e tutti, sarebbe difficile vedere a breve centrali nucleari anche se l&#8217;Italia riaprisse immediatamente al nucleare, ma di sicuro esiste una necessità energetica di qualche migliaio di megawatt da coprire al più presto con nuove centrali di stazza media (magari a ciclo combinato); il rinnovabile ha poche prospettive, essendo sproporzionati gli investimenti rispetto ai ritorni. Io ovviamente sarei per il ritorno al nucleare.</p>
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		<title>Di: andrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-113</link>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Io vorrei ricordare che tra i nuclearisti si schierò anche uno dei più grandi artisti italiani del novecento, Piero Manzoni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io vorrei ricordare che tra i nuclearisti si schierò anche uno dei più grandi artisti italiani del novecento, Piero Manzoni.</p>
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	<item>
		<title>Di: Fabio Carpina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-114</link>
		<dc:creator>Fabio Carpina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Mi incuriosisce molto chi, a un uso che che si pretende (spesso a ragione, intendiamoci) manipolatorio e deviato dei "dati", delle ragioni della tecnica,  oppone quelli che definisce unilateralmente "dati inconfutabili". 
Ad esempio, dalla seguente affermazione, basata sui suddetti "dati": 
"La potenza nominale degli impianti attualmente esistenti è di 76mila MW (MegaWatt), mentre la massima potenza effettiva disponibile è 48mila MW&gt;. Il fabbisogno massimo di potenza registrato a tutto il 2002 è stato di 52mila MW. Il disavanzo è stato colmato con circa 6mila MW importati dall'estero."
si fa seguire questa:
"Questo vuol dire che ottimizzando l'utilizzo degli impianti esistenti e lasciando inalterata la quota delle importazioni si potrebbe raggiungere una potenza di circa 80mila MW, cioè il 53% in più del fabbisogno massimo nel 2002."

Sembra logico, ma per esserlo si dovrebbe fornire una spiegazione altrettanto "inconfutabile" alla seguente domanda: "per quali motivi la potenza nominale non è effettivamente disponibile?"; domanda che potrebbe tradursi anche in "è possibile rendere disponibile la potenza mancante, e se sì quanto costerebbe sia in termini economici che ambientali?". 

Bisogna avere il coraggio di ammettere che, se è vero che l'informazione su questi argomenti è "manipolata", lo è da entrambi gli "schieramenti". Non per questo si deve rinunciare a farsi un'idea il più possibile obiettiva - lo si fa facendo la tara alle affermazioni degli uni e degli altri.

ps per aladar: la difesa delle ragioni del nucleare passa da una via più stretta e pericolosa di quella dei numeri - deve sfidare l'immaginario collettivo. D'altronde non ci si può scegliere i nemici. C'è da esserne coscienti, perché opporre le considerazioni tecniche-razionali contro l'irrazionale di solito è, a andar bene, una perdita di tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi incuriosisce molto chi, a un uso che che si pretende (spesso a ragione, intendiamoci) manipolatorio e deviato dei &#8220;dati&#8221;, delle ragioni della tecnica,  oppone quelli che definisce unilateralmente &#8220;dati inconfutabili&#8221;.<br />
Ad esempio, dalla seguente affermazione, basata sui suddetti &#8220;dati&#8221;:<br />
&#8220;La potenza nominale degli impianti attualmente esistenti è di 76mila MW (MegaWatt), mentre la massima potenza effettiva disponibile è 48mila MW>. Il fabbisogno massimo di potenza registrato a tutto il 2002 è stato di 52mila MW. Il disavanzo è stato colmato con circa 6mila MW importati dall&#8217;estero.&#8221;<br />
si fa seguire questa:<br />
&#8220;Questo vuol dire che ottimizzando l&#8217;utilizzo degli impianti esistenti e lasciando inalterata la quota delle importazioni si potrebbe raggiungere una potenza di circa 80mila MW, cioè il 53% in più del fabbisogno massimo nel 2002.&#8221;</p>
<p>Sembra logico, ma per esserlo si dovrebbe fornire una spiegazione altrettanto &#8220;inconfutabile&#8221; alla seguente domanda: &#8220;per quali motivi la potenza nominale non è effettivamente disponibile?&#8221;; domanda che potrebbe tradursi anche in &#8220;è possibile rendere disponibile la potenza mancante, e se sì quanto costerebbe sia in termini economici che ambientali?&#8221;. </p>
<p>Bisogna avere il coraggio di ammettere che, se è vero che l&#8217;informazione su questi argomenti è &#8220;manipolata&#8221;, lo è da entrambi gli &#8220;schieramenti&#8221;. Non per questo si deve rinunciare a farsi un&#8217;idea il più possibile obiettiva - lo si fa facendo la tara alle affermazioni degli uni e degli altri.</p>
<p>ps per aladar: la difesa delle ragioni del nucleare passa da una via più stretta e pericolosa di quella dei numeri - deve sfidare l&#8217;immaginario collettivo. D&#8217;altronde non ci si può scegliere i nemici. C&#8217;è da esserne coscienti, perché opporre le considerazioni tecniche-razionali contro l&#8217;irrazionale di solito è, a andar bene, una perdita di tempo.</p>
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	<item>
		<title>Di: giuseppe cornacchia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-115</link>
		<dc:creator>giuseppe cornacchia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Fabio, a prescindere da sponsorizzazioni nei confronti dell'una o dell'altra forma di sorgente, a mio avviso (da radicale) va senza dubbio incrementata la capacità energetica di questo paese a scopo industriale; non penso si debba colpire l'immaginario collettivo: la propaganda di ambientalisti e boicottatori colpisce la competitività del sistema Italia e aumenta le bollette (e i disagi) che essi stessi pagano di tasca loro, accomunando noi, resto del paese, nello stesso esagerato pagamento. Questo è uno dei motivi per cui la sinistra, da alcuni punti di vista, fa ridere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Fabio, a prescindere da sponsorizzazioni nei confronti dell&#8217;una o dell&#8217;altra forma di sorgente, a mio avviso (da radicale) va senza dubbio incrementata la capacità energetica di questo paese a scopo industriale; non penso si debba colpire l&#8217;immaginario collettivo: la propaganda di ambientalisti e boicottatori colpisce la competitività del sistema Italia e aumenta le bollette (e i disagi) che essi stessi pagano di tasca loro, accomunando noi, resto del paese, nello stesso esagerato pagamento. Questo è uno dei motivi per cui la sinistra, da alcuni punti di vista, fa ridere.</p>
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	<item>
		<title>Di: Fabio Carpina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-116</link>
		<dc:creator>Fabio Carpina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>caro beppe, ma io sono d'accordo! e tu forse lo sai o puoi immaginarlo. ma non possiamo negarcelo: da una parte ci sono grandezze fisiche, misurabili con maggiore o minore precisione, che sono i "rischi", i "costi", i "benefici" di una tecnologia; dall'altra parte ci sono le stesse grandezze, per come sono percepite dall'opinione pubblica: il "rischio percepito", il "beneficio percepito" e perfino il "costo percepito". Questo vale, come sappiamo bene, per il nucleare come per ogni altro tipo di sorgente energetica - quelle rinnovabili comprese. Vogliamo adottare un tecnocratico isolamento e dichiarare che l'opinione pubblica è stupida e solo noi sappiamo come stanno davvero le cose? E quella cosuccia che si chiama democrazia, dove la mettiamo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro beppe, ma io sono d&#8217;accordo! e tu forse lo sai o puoi immaginarlo. ma non possiamo negarcelo: da una parte ci sono grandezze fisiche, misurabili con maggiore o minore precisione, che sono i &#8220;rischi&#8221;, i &#8220;costi&#8221;, i &#8220;benefici&#8221; di una tecnologia; dall&#8217;altra parte ci sono le stesse grandezze, per come sono percepite dall&#8217;opinione pubblica: il &#8220;rischio percepito&#8221;, il &#8220;beneficio percepito&#8221; e perfino il &#8220;costo percepito&#8221;. Questo vale, come sappiamo bene, per il nucleare come per ogni altro tipo di sorgente energetica - quelle rinnovabili comprese. Vogliamo adottare un tecnocratico isolamento e dichiarare che l&#8217;opinione pubblica è stupida e solo noi sappiamo come stanno davvero le cose? E quella cosuccia che si chiama democrazia, dove la mettiamo?</p>
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		<title>Di: Gius. Co.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-117</link>
		<dc:creator>Gius. Co.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Più che fare il nostro lavoro da tecnici, in questo tipo di discussioni, non possiamo; il resto -nell'interesse pubblico- è un interagire di tante istanze, delle quali alcune mi lasciano esterrefatto. La sig.ra Benedetti ha sollevato su questo intellettualmente importante sito/blog un problema sul quale mi sento tenuto ad intervenire, anche in maniera secca, avendo una certa conoscenza del problema e dell'aggravio di costi economico-sociali sul sistema Italia. Se questo urta una parte della sinistra, pazienza, è la democrazia: non sono di sinistra e neppure di destra, sarei radicale e su queste problematiche ci sono di certo più affinità con la destra. Pace e bene a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Più che fare il nostro lavoro da tecnici, in questo tipo di discussioni, non possiamo; il resto -nell&#8217;interesse pubblico- è un interagire di tante istanze, delle quali alcune mi lasciano esterrefatto. La sig.ra Benedetti ha sollevato su questo intellettualmente importante sito/blog un problema sul quale mi sento tenuto ad intervenire, anche in maniera secca, avendo una certa conoscenza del problema e dell&#8217;aggravio di costi economico-sociali sul sistema Italia. Se questo urta una parte della sinistra, pazienza, è la democrazia: non sono di sinistra e neppure di destra, sarei radicale e su queste problematiche ci sono di certo più affinità con la destra. Pace e bene a tutti.</p>
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		<title>Di: Fabio Carpina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-118</link>
		<dc:creator>Fabio Carpina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ma il problema non è urtare o meno una parte della sinistra, il problema è che c'è una larga maggioranza di persone nel paese che la pensano in un certo modo rispetto alle questioni ambientali, sinistra o no! Il problema è cercare di far capire a queste persone che la scelta non è mai tra "far qualcosa che comporta un rischio" e "non far nulla", perché anche non far nulla comporta un rischio, e un costo, spesso grandissimi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma il problema non è urtare o meno una parte della sinistra, il problema è che c&#8217;è una larga maggioranza di persone nel paese che la pensano in un certo modo rispetto alle questioni ambientali, sinistra o no! Il problema è cercare di far capire a queste persone che la scelta non è mai tra &#8220;far qualcosa che comporta un rischio&#8221; e &#8220;non far nulla&#8221;, perché anche non far nulla comporta un rischio, e un costo, spesso grandissimi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-119</link>
		<dc:creator>Lina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Tiziano, ho appena letto il tuo 'Blogger, siete peggio di Liala!' dopo averlo a sua volta visto citato sul Corriere della sera del 20-08-2003.L'articolo mi ha molto incuriosita e alla prima occasione di pormi davanti al pc ho cercato di divenire anch'io una blogger e naturalmente, ho scelto un nickname e una password. Risultato: dopo alcuni minuti trascorsi a decidere l'impaginazione del sito, il colore dello sfondo e tutto quanto il resto potevo partire con il mio primo articolo. Sob,non mi andava più di continuare e così ho spento il pc e me ne sono andata al mare. Ora è settembre e così mi sono accinta a entrare nel mio sito per scrivere qualcosa.Risultato: ho dimenticato la password, non l'ho scritta e così dovrò attendere che una e-mail me la ricomunichi!E vabbè, menomale che ho messo nazioneindiana tra i Preferiti e così vi vengo a trovare e scopro che posso spedirvi un comment.Quello che voglio dire semplicemente è che è difficile parlare liberamente di sè sapendo che si è ascoltati o meglio letti e, riletti.Molte volte mi capita di censurare le e-mail scritte agli amici, figurati se si è su un sito che uno può regolarmente andare a visitare...Tempo fa, mi ha fatto molto invidia il sito di un amico in cui egli presentava sè e la sua famiglia, raccontando dei loro hobbies e dei loro lavori.Sarà solare, ma per me sarà difficile quest'apertura.Comunque, ci proverò e magari per non dimenticare il nickname e la password sarò semplicemente me stessa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tiziano, ho appena letto il tuo &#8216;Blogger, siete peggio di Liala!&#8217; dopo averlo a sua volta visto citato sul Corriere della sera del 20-08-2003.L&#8217;articolo mi ha molto incuriosita e alla prima occasione di pormi davanti al pc ho cercato di divenire anch&#8217;io una blogger e naturalmente, ho scelto un nickname e una password. Risultato: dopo alcuni minuti trascorsi a decidere l&#8217;impaginazione del sito, il colore dello sfondo e tutto quanto il resto potevo partire con il mio primo articolo. Sob,non mi andava più di continuare e così ho spento il pc e me ne sono andata al mare. Ora è settembre e così mi sono accinta a entrare nel mio sito per scrivere qualcosa.Risultato: ho dimenticato la password, non l&#8217;ho scritta e così dovrò attendere che una e-mail me la ricomunichi!E vabbè, menomale che ho messo nazioneindiana tra i Preferiti e così vi vengo a trovare e scopro che posso spedirvi un comment.Quello che voglio dire semplicemente è che è difficile parlare liberamente di sè sapendo che si è ascoltati o meglio letti e, riletti.Molte volte mi capita di censurare le e-mail scritte agli amici, figurati se si è su un sito che uno può regolarmente andare a visitare&#8230;Tempo fa, mi ha fatto molto invidia il sito di un amico in cui egli presentava sè e la sua famiglia, raccontando dei loro hobbies e dei loro lavori.Sarà solare, ma per me sarà difficile quest&#8217;apertura.Comunque, ci proverò e magari per non dimenticare il nickname e la password sarò semplicemente me stessa.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Cesarini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-120</link>
		<dc:creator>Giovanni Cesarini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=68#comment-120</guid>
		<description>Sono un po' imbarazzato ad inserire questo commento, un po' perche' ho solo letto a spizzichi e bocconi l'intero sito e un po' perche' non ho avuto il tempo (o la voglia) di documentarmi con precisione.

Concordo che il blakout e' stato utilizzato volutamente per instillare nell'opinione pubblica l'idea che qualche centrale elettrica debba essere costruita; a me tuttavia e' parso di piu' che il monopolista ENEL abbia sfruttato la cosa per sottolineare come era bello il mondo quando non si parlava di libero mercato nella generazione elettrica e quando le centrali le poteva fare solo l'ENEL.
Sara' che io penso che la concorrenza in questo campo possa essere una cosa positiva, sara' che di centrali in Italia se ne sono fatte pochissime negli ultimi due decenni, ma non mi pare che instillare il dubbio che costruire le centrali serva sia una cosa positiva.

Detta questa premessa un po' caotica, vada ad un punto non molto condivisibile dell'articolo che qualcuno ha gia' criticato.

Si dice:-OMISSIS-"Ricordiamo alcuni dati della realtà italiana.
La potenza nominale degli impianti attualmente esistenti è di 76mila MW (MegaWatt), mentre la massima potenza effettiva disponibile è 48mila MW&gt;. Il fabbisogno massimo di potenza registrato a tutto il 2002 è stato di 52mila MW. Il disavanzo è stato colmato con circa 6mila MW importati dall'estero. 

Questo vuol dire che ottimizzando l'utilizzo degli impianti esistenti e lasciando inalterata la quota delle importazioni si potrebbe raggiungere una potenza di circa 80mila MW, cioè il 53% in più del fabbisogno massimo nel 2002. "
-OMISSIS- 

"a fronte di una domanda alla punta di circa 55-60.000 Mw, l'Italia dispone di una capacità di generazione di oltre 70.000 MW installati, quindi, largamente in eccesso rispetto alla domanda di picco, circa il 20-25% di energia residua di riserva, quantità al di sopra della media standard europea." 

Ora come qualcuno ha gia' detto ci si deve domandare perche' se l'Italia ha 70 GW installati piu' l'importazioni di 6 GW ci possano esser i blackout, ovvero ci si deve domandare perche' non tutta la potenza sia "disponibile". Provo a rispondere:
1) quest'anno ha piovuto poco, questo in un sistema dove il 25,2% della potenza di punta e' coperta da impianti idroelettrici ha il suo peso.
2) normalmente si effettua la manutenzione degli impianti, quindi per farla si fermano oppure producono meno. La manutenzione puo' essere programmata o straordinaria (se si rompe). Questo ha anche lui il suo peso
3) Conta molto dove sono gli impianti, perche' le capacità di trasporto degli elettrodotti sono finite. Quindi in un sistema dove il flusso va dal nord verso il centro/sud potrebbe verificarsi che le centrali del nord non servano a coprire un fabbissogno di potenza che si verifichi nel centro sud.

Infine va ricordato che per non rischiare di spaccare il sistema va tenuta pronta la cosiddetta riserva che intervenga nel caso uno o piu' impianti vadano fuori linea.

Il messaggio che vorrei dare e' che non e' cosi' pacifico dire che l'Italia ha sufficiente capacità installata per il proprio fabbisogno.
Ci sono una certa quantità di variabili che fanno si' che il blackout sia tutto sommato un'ipotesi probabile. Mi pare che qualche anno fa, sempre d'estate, ce ne sia stato uno nel centro-sud provocato appunto da problemi alle linee nord/sud e alla scarsa capaità installata presente al sud.

In un altro punto viene detto:
-OMISSIS- "Perché sono stati spesi miliardi, al solo scopo di legiferare ad hoc per salvaguardare il portafogli, oltre che l’impunità di Berlusconi &#038; Company, invece di utilizzare maggiori fondi per la ricerca e la promozione di fonti energetiche alternative, pulite."

A parte la condivisibile tirata antiberlusconiana, vorrei far notare che almeno in teoria di soldi spesi nella promozione di fonti alternative e pulite se ne sono spesi parecchi. Innanzitutto l'abbandono del nucleare lo stiamo pagando ancora in bolletta elettrica; in se' non costruire centrali nucleari ha un senso economico, ma perche' spegnere le esistenti o non finire quelle iniziate? Va bene, il popolo sovrano lo ha deciso, benissimo, ma allora perche' i costi non li deve pagare la fiscalità generale?
Tornando alle fonti rinnovabili è stato fatto un provvedimento nel 92 del Cip (il n.6) per svilupparle, in pratica sovvenzionandone il costo facendo pagare all'ENEL un costo di punta per i kwh prodotti da certi tipi di centrali rinnovabili e credo che tuttora sia possibile accedere a tariffe agevolate in caso di costruzioni di centrali "pulite". 
Credo che di centrali veramente rinnovabili se ne siano fatte davvero poche e una serie di grandi società petrolifere, chimiche ed elettriche godano delle sovvenzioni.
Il problema qui non e' tanto di spendere dei soldi, ma spenderli bene, nella direzione giusta che non e' del tutto chiaro quale sia.

Per esempio, non ho qui i dati precisi, ma lo sapete che il parco termoelettrico italiano e' piuttosto anziano, che e' composto in prevalenza da impianti a petrolio o suoi derivati, perche' in Italia il carbone non ci piace. Probabilmente si dimentica che una nuova centrale, sperabilmente rispettosa dei vincoli ambientali, a carbone potrebbe essere meno inquinante di una vecchia a petrolio (e tra l'altro l'energia prodotta costrebbe sensibilmente meno).
 Pero' giustamente nessuno vuole una centrale elettrica davanti alla finestra!

Ora la pianto qui che mi pare di aver scritto troppo e male, credo di aver fatto intuire il mio punto di vista; termino con la postilla che dai dati pubblicati dal gestore della rete sembrerebbe che il black out in giugno sia stato relativamente democratico e sparso sul territorio, pero' potrebbe essere solo un'illusione dettata dai dati di sintesi.
(http://www.grtn.it/ita/statistiche/listadoc2.asp?IdDoc=RM)

Giovanni Cesarini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un po&#8217; imbarazzato ad inserire questo commento, un po&#8217; perche&#8217; ho solo letto a spizzichi e bocconi l&#8217;intero sito e un po&#8217; perche&#8217; non ho avuto il tempo (o la voglia) di documentarmi con precisione.</p>
<p>Concordo che il blakout e&#8217; stato utilizzato volutamente per instillare nell&#8217;opinione pubblica l&#8217;idea che qualche centrale elettrica debba essere costruita; a me tuttavia e&#8217; parso di piu&#8217; che il monopolista ENEL abbia sfruttato la cosa per sottolineare come era bello il mondo quando non si parlava di libero mercato nella generazione elettrica e quando le centrali le poteva fare solo l&#8217;ENEL.<br />
Sara&#8217; che io penso che la concorrenza in questo campo possa essere una cosa positiva, sara&#8217; che di centrali in Italia se ne sono fatte pochissime negli ultimi due decenni, ma non mi pare che instillare il dubbio che costruire le centrali serva sia una cosa positiva.</p>
<p>Detta questa premessa un po&#8217; caotica, vada ad un punto non molto condivisibile dell&#8217;articolo che qualcuno ha gia&#8217; criticato.</p>
<p>Si dice:-OMISSIS-&#8221;Ricordiamo alcuni dati della realtà italiana.<br />
La potenza nominale degli impianti attualmente esistenti è di 76mila MW (MegaWatt), mentre la massima potenza effettiva disponibile è 48mila MW>. Il fabbisogno massimo di potenza registrato a tutto il 2002 è stato di 52mila MW. Il disavanzo è stato colmato con circa 6mila MW importati dall&#8217;estero. </p>
<p>Questo vuol dire che ottimizzando l&#8217;utilizzo degli impianti esistenti e lasciando inalterata la quota delle importazioni si potrebbe raggiungere una potenza di circa 80mila MW, cioè il 53% in più del fabbisogno massimo nel 2002. &#8221;<br />
-OMISSIS- </p>
<p>&#8220;a fronte di una domanda alla punta di circa 55-60.000 Mw, l&#8217;Italia dispone di una capacità di generazione di oltre 70.000 MW installati, quindi, largamente in eccesso rispetto alla domanda di picco, circa il 20-25% di energia residua di riserva, quantità al di sopra della media standard europea.&#8221; </p>
<p>Ora come qualcuno ha gia&#8217; detto ci si deve domandare perche&#8217; se l&#8217;Italia ha 70 GW installati piu&#8217; l&#8217;importazioni di 6 GW ci possano esser i blackout, ovvero ci si deve domandare perche&#8217; non tutta la potenza sia &#8220;disponibile&#8221;. Provo a rispondere:<br />
1) quest&#8217;anno ha piovuto poco, questo in un sistema dove il 25,2% della potenza di punta e&#8217; coperta da impianti idroelettrici ha il suo peso.<br />
2) normalmente si effettua la manutenzione degli impianti, quindi per farla si fermano oppure producono meno. La manutenzione puo&#8217; essere programmata o straordinaria (se si rompe). Questo ha anche lui il suo peso<br />
3) Conta molto dove sono gli impianti, perche&#8217; le capacità di trasporto degli elettrodotti sono finite. Quindi in un sistema dove il flusso va dal nord verso il centro/sud potrebbe verificarsi che le centrali del nord non servano a coprire un fabbissogno di potenza che si verifichi nel centro sud.</p>
<p>Infine va ricordato che per non rischiare di spaccare il sistema va tenuta pronta la cosiddetta riserva che intervenga nel caso uno o piu&#8217; impianti vadano fuori linea.</p>
<p>Il messaggio che vorrei dare e&#8217; che non e&#8217; cosi&#8217; pacifico dire che l&#8217;Italia ha sufficiente capacità installata per il proprio fabbisogno.<br />
Ci sono una certa quantità di variabili che fanno si&#8217; che il blackout sia tutto sommato un&#8217;ipotesi probabile. Mi pare che qualche anno fa, sempre d&#8217;estate, ce ne sia stato uno nel centro-sud provocato appunto da problemi alle linee nord/sud e alla scarsa capaità installata presente al sud.</p>
<p>In un altro punto viene detto:<br />
-OMISSIS- &#8220;Perché sono stati spesi miliardi, al solo scopo di legiferare ad hoc per salvaguardare il portafogli, oltre che l’impunità di Berlusconi &#038; Company, invece di utilizzare maggiori fondi per la ricerca e la promozione di fonti energetiche alternative, pulite.&#8221;</p>
<p>A parte la condivisibile tirata antiberlusconiana, vorrei far notare che almeno in teoria di soldi spesi nella promozione di fonti alternative e pulite se ne sono spesi parecchi. Innanzitutto l&#8217;abbandono del nucleare lo stiamo pagando ancora in bolletta elettrica; in se&#8217; non costruire centrali nucleari ha un senso economico, ma perche&#8217; spegnere le esistenti o non finire quelle iniziate? Va bene, il popolo sovrano lo ha deciso, benissimo, ma allora perche&#8217; i costi non li deve pagare la fiscalità generale?<br />
Tornando alle fonti rinnovabili è stato fatto un provvedimento nel 92 del Cip (il n.6) per svilupparle, in pratica sovvenzionandone il costo facendo pagare all&#8217;ENEL un costo di punta per i kwh prodotti da certi tipi di centrali rinnovabili e credo che tuttora sia possibile accedere a tariffe agevolate in caso di costruzioni di centrali &#8220;pulite&#8221;.<br />
Credo che di centrali veramente rinnovabili se ne siano fatte davvero poche e una serie di grandi società petrolifere, chimiche ed elettriche godano delle sovvenzioni.<br />
Il problema qui non e&#8217; tanto di spendere dei soldi, ma spenderli bene, nella direzione giusta che non e&#8217; del tutto chiaro quale sia.</p>
<p>Per esempio, non ho qui i dati precisi, ma lo sapete che il parco termoelettrico italiano e&#8217; piuttosto anziano, che e&#8217; composto in prevalenza da impianti a petrolio o suoi derivati, perche&#8217; in Italia il carbone non ci piace. Probabilmente si dimentica che una nuova centrale, sperabilmente rispettosa dei vincoli ambientali, a carbone potrebbe essere meno inquinante di una vecchia a petrolio (e tra l&#8217;altro l&#8217;energia prodotta costrebbe sensibilmente meno).<br />
 Pero&#8217; giustamente nessuno vuole una centrale elettrica davanti alla finestra!</p>
<p>Ora la pianto qui che mi pare di aver scritto troppo e male, credo di aver fatto intuire il mio punto di vista; termino con la postilla che dai dati pubblicati dal gestore della rete sembrerebbe che il black out in giugno sia stato relativamente democratico e sparso sul territorio, pero&#8217; potrebbe essere solo un&#8217;illusione dettata dai dati di sintesi.<br />
(http://www.grtn.it/ita/statistiche/listadoc2.asp?IdDoc=RM)</p>
<p>Giovanni Cesarini</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: nexium</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/06/28/blackout-e-business-energetico/#comment-179</link>
		<dc:creator>nexium</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=68#comment-179</guid>
		<description>&lt;strong&gt;nexium&lt;/strong&gt;

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