<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: TEATRO E VALENTINO ROSSI? Confini ed essenza</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/2003/08/20/teatro-e-valentino-rossi-confini-ed-essenza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/08/20/teatro-e-valentino-rossi-confini-ed-essenza/</link>
	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 00:25:18 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.6.5</generator>
		<item>
		<title>Di: andrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/08/20/teatro-e-valentino-rossi-confini-ed-essenza/#comment-573</link>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=108#comment-573</guid>
		<description>Non so, a me sembra una storia molto bella questa di una seconda vocazione che si è insinuata in modo apparentemente dolce e alla fine ha vinto la prima, quella della corsa. Immagino che raccontarla in teatro non deve essere facile, perché è lo stesso regista che l'ha vissuta, o forse è già diventata uno spettacolo, io non conosco bene i lavori di Teatro Aperto. E' un po' come se Giovanni Soldini avesse lasciato le regate intorno al mondo in solitario per diventare suo fratello il regista di Pane e tulipani Silvio Soldini. E il filo conduttore nella metamorfosi di Martinelli mi pare sia nella qualità del lavoro, Teatro Aperto (scusate parlo solo del regista, non c'è solo lui) spinge in continuazione oltre il limite di quello che si può fare, altrimenti non scriverebbe(ro) in quel modo e non porterebbe(ro) in scena i lavori di Moresco. Ci sarebbe un filo conduttore anche nell'immaginaria trasformazione da Giovanni a Silvio Soldini, uno ha viaggiato in posti della terra dove ci sono solo iceberg e tempeste, l'altro fa film su viaggi interiori altrettanto potenti. 
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so, a me sembra una storia molto bella questa di una seconda vocazione che si è insinuata in modo apparentemente dolce e alla fine ha vinto la prima, quella della corsa. Immagino che raccontarla in teatro non deve essere facile, perché è lo stesso regista che l&#8217;ha vissuta, o forse è già diventata uno spettacolo, io non conosco bene i lavori di Teatro Aperto. E&#8217; un po&#8217; come se Giovanni Soldini avesse lasciato le regate intorno al mondo in solitario per diventare suo fratello il regista di Pane e tulipani Silvio Soldini. E il filo conduttore nella metamorfosi di Martinelli mi pare sia nella qualità del lavoro, Teatro Aperto (scusate parlo solo del regista, non c&#8217;è solo lui) spinge in continuazione oltre il limite di quello che si può fare, altrimenti non scriverebbe(ro) in quel modo e non porterebbe(ro) in scena i lavori di Moresco. Ci sarebbe un filo conduttore anche nell&#8217;immaginaria trasformazione da Giovanni a Silvio Soldini, uno ha viaggiato in posti della terra dove ci sono solo iceberg e tempeste, l&#8217;altro fa film su viaggi interiori altrettanto potenti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
