IL PROBLEMA DELLA VITA

Andrea Inglese

Siamo tutti molto preoccupati
ormai. È difficile vederci chiaro
dietro questa coltre di preoccupazioni.
Lo si vede da come camminiamo,
masticando a vuoto, gli occhi a seguire
i contorcimenti dei pensieri, le dita
che si piegano o si allungano,
scandendo i calcoli.

Ci sono cani in giro senza museruola
che possono farti a brandelli un polpaccio.
Ci sono idraulici che ti scassano il pavimento,
e poi spariscono. C’è il caldo
che ti fa sudare proprio
dietro la nuca. Non sai ancora
se è meglio il nuovo o l’usato.

Se all’improvviso perdi sangue
in un luogo isolato
il cellulare può essere spento.
A quest’ora non sai neppure
dove lei sia esattamente
e con chi dorma stasera.
Ti impensierisce anche il porcospino
trovato di notte sul prato:
vedergli il muso è un’impresa,
se stai zitto lui sta fermo, se lo tocchi
schiaccia la testa a terra e fa scudo,
quando finalmente lo rovesci
di lato con la scarpa nella mano
ecco che diventa un palla di spine
perfetta e senza organi.

A forza di vedere polizieschi
mi convinco che il vero problema della vita
sta nel sopravvivere ad un inseguitore
armato. Bisogna riuscire a seminarlo,
salendo senza esitazione
sulla scala antincendio. E mai
voltarsi indietro.
Mai osservare
le crepe di vernice sul corrimano.

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Un commento

  1. stefano
    Pubblicato 29 Agosto 2003 alle 21:49 | Permalink

    . Il lutto 2

    Deserta casa attesa del rimosso,
    ma che l’immobile spazio della vista
    possa farsi maremoto e cancroregina
    non lo temo.
    Bello il poco confuso al dentro
    acuminato duomo in pietra, costruito;
    bello che crolli e che ritorni
    con l’abside intarsiato di macerie,
    sotto il sole del mezzo settembre.

    Anche una parola sola
    e io sarò salvato, ma non un corpo
    da cui si tenda il suono
    perché così io potrò essere salvato:

    nuovamente

    riposto al centro del labirinto.