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	<title>Commenti a: Quattro porte su &#8216;Petrolio&#8217; # 1</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 22:07:25 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Nazione Indiana 2.0 &#187; Blog Archive &#187; Trent&#8217;anni senza Pasolini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-11650</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana 2.0 &#187; Blog Archive &#187; Trent&#8217;anni senza Pasolini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2005 17:48:19 +0000</pubDate>
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		<description>[...] [vd. anche il &#8220;Corriere della era&#8221; del 7 agosto &#8216;05 e &#8220;l&#8217;Unità&#8221; del 9 agosto. E Carla Benedetti, Quattro porte su &#8220;Petrolio&#8221;, parte 1  parte 2  parte 3 [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] [vd. anche il &#8220;Corriere della era&#8221; del 7 agosto &#8216;05 e &#8220;l&#8217;Unità&#8221; del 9 agosto. E Carla Benedetti, Quattro porte su &#8220;Petrolio&#8221;, parte 1  parte 2  parte 3 [...]</p>
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		<title>Di: giuseppe genna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-813</link>
		<dc:creator>giuseppe genna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Eh, carla, hai ragione... bisogna parlarne di questa cosa della consolazione del protocollo interpretativo paranoide... però io ne sono affascinato in quanto motore di affabulazione e verosomiglianza, non in quanto struttura ermeneutica della realtà storica. è diverso. che si tratti di una fase superata, lo dimostra l'uscita di TUTTO QUELLO CHE SAI E' FALSO, presso nuovimondi media. da straleggere! bisogna riprendere il discorso sul trauma che si faceva con raimo al convegno. tu non c'eri, io diedi torto a raimo e ancora glielo dò: sosteneva che la mia e la sua è una generazione che non ha subìto traumi. però raimo pone, e molto molto rigorosamente, un problema determinante. io che penso che la fase di fiction sociale imposta autorappresenti una comunità in post stress disorder syndrome devo tornare a canossa e chiedere numi a christian. c'è sempre una cartina tornasole, comunque: Pynchon. vediamo che cosa fa prossimamente... :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eh, carla, hai ragione&#8230; bisogna parlarne di questa cosa della consolazione del protocollo interpretativo paranoide&#8230; però io ne sono affascinato in quanto motore di affabulazione e verosomiglianza, non in quanto struttura ermeneutica della realtà storica. è diverso. che si tratti di una fase superata, lo dimostra l&#8217;uscita di TUTTO QUELLO CHE SAI E&#8217; FALSO, presso nuovimondi media. da straleggere! bisogna riprendere il discorso sul trauma che si faceva con raimo al convegno. tu non c&#8217;eri, io diedi torto a raimo e ancora glielo dò: sosteneva che la mia e la sua è una generazione che non ha subìto traumi. però raimo pone, e molto molto rigorosamente, un problema determinante. io che penso che la fase di fiction sociale imposta autorappresenti una comunità in post stress disorder syndrome devo tornare a canossa e chiedere numi a christian. c&#8217;è sempre una cartina tornasole, comunque: Pynchon. vediamo che cosa fa prossimamente&#8230; :-)</p>
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		<title>Di: carla benedetti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-814</link>
		<dc:creator>carla benedetti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, bisognerebbe parlarne. Grazie del commento e anche dell'indicazione.
Ma non riesco a capire fino in fondo qual è la tua idea. Che vuoi dire con "la fase di fiction sociale imposta autorappresenta una comunità in post stress disorder"?
Un caro saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, bisognerebbe parlarne. Grazie del commento e anche dell&#8217;indicazione.<br />
Ma non riesco a capire fino in fondo qual è la tua idea. Che vuoi dire con &#8220;la fase di fiction sociale imposta autorappresenta una comunità in post stress disorder&#8221;?<br />
Un caro saluto</p>
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		<title>Di: giuseppe genna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-815</link>
		<dc:creator>giuseppe genna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Hai ragione, carla, sono criptico, anche per motivi di luogo d'espressione. Con quella frase intendevo: la fiction atmosferica, che Debord identifica con una fase postrema dell'azione di un potere teso a sostituire definitivamente l'umano, rappresenta un'umanità che agisce e comunica e sente come se avesse subito un trauma. Anche così, capisco, c'è molto da chiarire. Per esempio, la teoria del trauma. Mi rifaccio, qui, alle conclusioni della Shapiro (la si trova in Ubaldini): trauma che biologicamente si installa in processi cerebrali, in piena sincronicità di cognitivo ed emotivo, costringendo il soggetto, nel post trauma, a filtrare le esperienze che fa. Il filtro è una luce distorsiva. Il traumatizzato, in una fase postraumatica, non si rende conto che il trauma c'è, che lui è traumatizzato, e che l'esperienza che compie, quella che gli sembra l'esperienza normale, è un'esperienza finta, fictionalizzata dal trauma. Per altre indicazioni in merito, si può ora leggere il bellissimo LA COSCIENZA IN PSICANALISI di Alberto Semi, edito da Cortina.
Un bacione!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione, carla, sono criptico, anche per motivi di luogo d&#8217;espressione. Con quella frase intendevo: la fiction atmosferica, che Debord identifica con una fase postrema dell&#8217;azione di un potere teso a sostituire definitivamente l&#8217;umano, rappresenta un&#8217;umanità che agisce e comunica e sente come se avesse subito un trauma. Anche così, capisco, c&#8217;è molto da chiarire. Per esempio, la teoria del trauma. Mi rifaccio, qui, alle conclusioni della Shapiro (la si trova in Ubaldini): trauma che biologicamente si installa in processi cerebrali, in piena sincronicità di cognitivo ed emotivo, costringendo il soggetto, nel post trauma, a filtrare le esperienze che fa. Il filtro è una luce distorsiva. Il traumatizzato, in una fase postraumatica, non si rende conto che il trauma c&#8217;è, che lui è traumatizzato, e che l&#8217;esperienza che compie, quella che gli sembra l&#8217;esperienza normale, è un&#8217;esperienza finta, fictionalizzata dal trauma. Per altre indicazioni in merito, si può ora leggere il bellissimo LA COSCIENZA IN PSICANALISI di Alberto Semi, edito da Cortina.<br />
Un bacione!</p>
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		<title>Di: Gabriella Fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-816</link>
		<dc:creator>Gabriella Fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Avendo letto con molto interesse gli articoli della Benedetti e il tuo post,mettendo a nudo la mia incapacità di comprendere fino in fondo,mi piacerebbe un chiarimento del nesso della teoria del trauma,che ho chiara,con l'azione di un potere teso a sostituire definitivamente l'umano.Cioè,vorrei un chiarimento sul collegamento che tu fai tra trame di potere e umnità traumatizzata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avendo letto con molto interesse gli articoli della Benedetti e il tuo post,mettendo a nudo la mia incapacità di comprendere fino in fondo,mi piacerebbe un chiarimento del nesso della teoria del trauma,che ho chiara,con l&#8217;azione di un potere teso a sostituire definitivamente l&#8217;umano.Cioè,vorrei un chiarimento sul collegamento che tu fai tra trame di potere e umnità traumatizzata.</p>
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		<title>Di: giuseppe genna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-817</link>
		<dc:creator>giuseppe genna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Il potere, per come lo approccio, è un meccanismo che occupa l'umano: un riflesso condizionante che crea effetti condizionati su larga scala. E' un dèmone che sta nell'etere: di natura anelementale, penetra nella realtà psichica, è una sovrarealtà psichica. Sostengo che la fiction, che per me è automaticamente una strumentazione del potere, agisce e condiziona soltanto nel momento in cui l'uomo è mutato, in quanto condizionato. Per sostenere una simile tesi, sono costretto a parlare di fiction di potere e di fiction umanistica. La prima essendo una perversione della seconda, che è puro affrontamento dell'indeterminatezza e dell'incalcolabilità del mondo. Questo, che io considero il "canone umano", si abbassa a riflesso quando il potere "occupa" l'uomo: e qui mi riferisco soprattutto all'espropriazione come categoria marxiana. L'uomo che sembra l'uomo si schiera contro l'uomo che è l'uomo. Che si manifesti un uomo che sembra uomo io lo attribuisco a una traumatizzazione dell'uomo, che non è consapevole di avere subìto il trauma. Chiarimenti in privato, se vuoi, Gabriella, perché altrimenti qui splafono in un trattato... :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il potere, per come lo approccio, è un meccanismo che occupa l&#8217;umano: un riflesso condizionante che crea effetti condizionati su larga scala. E&#8217; un dèmone che sta nell&#8217;etere: di natura anelementale, penetra nella realtà psichica, è una sovrarealtà psichica. Sostengo che la fiction, che per me è automaticamente una strumentazione del potere, agisce e condiziona soltanto nel momento in cui l&#8217;uomo è mutato, in quanto condizionato. Per sostenere una simile tesi, sono costretto a parlare di fiction di potere e di fiction umanistica. La prima essendo una perversione della seconda, che è puro affrontamento dell&#8217;indeterminatezza e dell&#8217;incalcolabilità del mondo. Questo, che io considero il &#8220;canone umano&#8221;, si abbassa a riflesso quando il potere &#8220;occupa&#8221; l&#8217;uomo: e qui mi riferisco soprattutto all&#8217;espropriazione come categoria marxiana. L&#8217;uomo che sembra l&#8217;uomo si schiera contro l&#8217;uomo che è l&#8217;uomo. Che si manifesti un uomo che sembra uomo io lo attribuisco a una traumatizzazione dell&#8217;uomo, che non è consapevole di avere subìto il trauma. Chiarimenti in privato, se vuoi, Gabriella, perché altrimenti qui splafono in un trattato&#8230; :-)</p>
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		<title>Di: carla benedeti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-818</link>
		<dc:creator>carla benedeti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Giuseppe,
io faccio ancora abbastanza fatica a seguirti, ma forse è colpa mia. Però mi domando, come mai il potere di cui parla Pasolini è chiarissimo, per quanto lui lo avvolga di mistero, talmente chiaro che si sa cosa provoca, chi uccide e come funziona, mentre il potere di cui tu parli, questo 'dèmone che sta nell'etere', di natura anelementale', non mi fa capire molto del mondo in cui siamo immersi? Perché tutto questo esoterismo? E poi, scusa, che ne è nel tuo quadro delle lacerazioni reali, della distruzione di vita, dei biopoteri, delle guerre, delle ideologie con cui si mascherano, della possibilità di critica, di opposizione, di rsistenza?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giuseppe,<br />
io faccio ancora abbastanza fatica a seguirti, ma forse è colpa mia. Però mi domando, come mai il potere di cui parla Pasolini è chiarissimo, per quanto lui lo avvolga di mistero, talmente chiaro che si sa cosa provoca, chi uccide e come funziona, mentre il potere di cui tu parli, questo &#8216;dèmone che sta nell&#8217;etere&#8217;, di natura anelementale&#8217;, non mi fa capire molto del mondo in cui siamo immersi? Perché tutto questo esoterismo? E poi, scusa, che ne è nel tuo quadro delle lacerazioni reali, della distruzione di vita, dei biopoteri, delle guerre, delle ideologie con cui si mascherano, della possibilità di critica, di opposizione, di rsistenza?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: giuseppe genna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/04/quattro-porte-su-petrolio-1/#comment-819</link>
		<dc:creator>giuseppe genna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=143#comment-819</guid>
		<description>Cara Carla, tutto ciò che si dice, da un certo punto di vista, è esoterismo. Allora, o si va sul piano dell'analisi, sul quale se certe cose non si sanno non si possono evocare trattatistiche in pillole, o si va su quello dell'intervento civile e della letteratura, dove davvero non c'è bisogno di esoterismo. L'analisi di pasolini sarà pure chiara, fatto sta che non ha avuto effetti sul reale: ma davvero NESSUN effetto. L'analisi di Foucault sarà esoterica, fatto sta che continua ad avere effetti sul reale. Anche se, con quell'esoterismo, Focault rischia, come sai bene, di essere misinterpretato, ridotto a sociologo, a manifestino poco utile. Mi chiedo, a questo punto, che cosa significhi Debord nella tua lettura: è esoterico "La società dello spettacolo"? No, perché Debord parla di spettacolare integrato in una maniera in cui davvero è difficile ridurlo al "quadro delle lacerazioni reali, della distruzione di vita, dei biopoteri, delle guerre, delle ideologie con cui si mascherano, della possibilità di critica, di opposizione, di resistenza"... E poi, resistenza a cosa? E quale resistenza? Cioè, si resiste analizzando? Protestando? Scrivendo? Intervenendo?
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Carla, tutto ciò che si dice, da un certo punto di vista, è esoterismo. Allora, o si va sul piano dell&#8217;analisi, sul quale se certe cose non si sanno non si possono evocare trattatistiche in pillole, o si va su quello dell&#8217;intervento civile e della letteratura, dove davvero non c&#8217;è bisogno di esoterismo. L&#8217;analisi di pasolini sarà pure chiara, fatto sta che non ha avuto effetti sul reale: ma davvero NESSUN effetto. L&#8217;analisi di Foucault sarà esoterica, fatto sta che continua ad avere effetti sul reale. Anche se, con quell&#8217;esoterismo, Focault rischia, come sai bene, di essere misinterpretato, ridotto a sociologo, a manifestino poco utile. Mi chiedo, a questo punto, che cosa significhi Debord nella tua lettura: è esoterico &#8220;La società dello spettacolo&#8221;? No, perché Debord parla di spettacolare integrato in una maniera in cui davvero è difficile ridurlo al &#8220;quadro delle lacerazioni reali, della distruzione di vita, dei biopoteri, delle guerre, delle ideologie con cui si mascherano, della possibilità di critica, di opposizione, di resistenza&#8221;&#8230; E poi, resistenza a cosa? E quale resistenza? Cioè, si resiste analizzando? Protestando? Scrivendo? Intervenendo?</p>
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