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	<title>Commenti a: Teorie estetiche 2. L&#8217;anarchico di destra.</title>
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	<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 03:13:34 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Enrica Cesana</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/05/teorie-estetiche-2-lanarchico-di-destra/#comment-821</link>
		<dc:creator>Enrica Cesana</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>L'ultima strofa è magistrale, e vale tutta la poesia! 
Se devo fare una critica, mi pare che Montanari renda fin troppo romantico il personaggio. E non ho capito bene cosa c'entra Voltolini... cioè, quella dell'anarchico di  destra è una teoria che avete elaborato insieme? Poi la poesia l'ha scritta Montanari? 
Comunque fa riflettere parecchio, complimenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultima strofa è magistrale, e vale tutta la poesia!<br />
Se devo fare una critica, mi pare che Montanari renda fin troppo romantico il personaggio. E non ho capito bene cosa c&#8217;entra Voltolini&#8230; cioè, quella dell&#8217;anarchico di  destra è una teoria che avete elaborato insieme? Poi la poesia l&#8217;ha scritta Montanari?<br />
Comunque fa riflettere parecchio, complimenti.</p>
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		<title>Di: dario</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/05/teorie-estetiche-2-lanarchico-di-destra/#comment-822</link>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Enrica, è tutta farina del sacco di Raul. Compreso il suggerimento di includere la cover nella lista delle "Teorie estetiche" che avevo inaugurato con l'Obliquomo. Io ho semplicemente apprezzato, accettato ed eseguito. Inoltre Raul soffre di una particolare forma di timidezza che gli impedisce di affiggere interventi di propria mano su Nazione Indiana. Ho il sospetto che il termine scientifico di questa sua forma di timidezza sia "Pigrizia".
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Enrica, è tutta farina del sacco di Raul. Compreso il suggerimento di includere la cover nella lista delle &#8220;Teorie estetiche&#8221; che avevo inaugurato con l&#8217;Obliquomo. Io ho semplicemente apprezzato, accettato ed eseguito. Inoltre Raul soffre di una particolare forma di timidezza che gli impedisce di affiggere interventi di propria mano su Nazione Indiana. Ho il sospetto che il termine scientifico di questa sua forma di timidezza sia &#8220;Pigrizia&#8221;.<br />
Saluti</p>
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	<item>
		<title>Di: riccardo ferrazzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/05/teorie-estetiche-2-lanarchico-di-destra/#comment-823</link>
		<dc:creator>riccardo ferrazzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Raul, come sempre una descrizione stupenda, precisa e suggestiva. Mi sembrava di guardarmi allo specchio. C'è solo una cosa che non capisco: perché di destra ?
A quando un bel "dibbattito" sulle camicie a righe di destra e quelle a quadretti di sinistra ?
O viceversa ? 
A me pare che la distinzione sia da fare solo tra chi ha una visione missionaria della vita e chi la prende un po' più bassa. Perché vivere la vita dovrebbe consistere soltanto nel gettarsi a capofitto come gli eroi di Stendhal ? Chi crede di vivere più intensamente seguendo gli impulsi (e meravigliandosi del fatto che non tutti facciano come lui) è libero di rompersi il naso contro tutti i muri. Basta che poi non dica che erano muri di destra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Raul, come sempre una descrizione stupenda, precisa e suggestiva. Mi sembrava di guardarmi allo specchio. C&#8217;è solo una cosa che non capisco: perché di destra ?<br />
A quando un bel &#8220;dibbattito&#8221; sulle camicie a righe di destra e quelle a quadretti di sinistra ?<br />
O viceversa ?<br />
A me pare che la distinzione sia da fare solo tra chi ha una visione missionaria della vita e chi la prende un po&#8217; più bassa. Perché vivere la vita dovrebbe consistere soltanto nel gettarsi a capofitto come gli eroi di Stendhal ? Chi crede di vivere più intensamente seguendo gli impulsi (e meravigliandosi del fatto che non tutti facciano come lui) è libero di rompersi il naso contro tutti i muri. Basta che poi non dica che erano muri di destra.</p>
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		<title>Di: Raul Montanari</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/05/teorie-estetiche-2-lanarchico-di-destra/#comment-824</link>
		<dc:creator>Raul Montanari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>E' difficile darti torto, Riccardo. Però la cover non voleva tanto fare una distinzione, quando descrivere un tipo. Quando la distinzione viene introdotta ("se fosse un anarchico di sinistra"...) è abbastanza evidente che il narratore, non dico io ma almeno il narratore, simpatizza con il personaggio. Tieni però anche presente che di anarchici di destra ce ne sono almeno due tipi: quello un po' romantico, esistenzialista, che descrivo io, e l'immondo leccaculo opportunista che si sta attualmente moltiplicando specie fra i media, e che con la gente che ha in mano il potere oggi ci sta comodo come il porco in brago.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; difficile darti torto, Riccardo. Però la cover non voleva tanto fare una distinzione, quando descrivere un tipo. Quando la distinzione viene introdotta (&#8221;se fosse un anarchico di sinistra&#8221;&#8230;) è abbastanza evidente che il narratore, non dico io ma almeno il narratore, simpatizza con il personaggio. Tieni però anche presente che di anarchici di destra ce ne sono almeno due tipi: quello un po&#8217; romantico, esistenzialista, che descrivo io, e l&#8217;immondo leccaculo opportunista che si sta attualmente moltiplicando specie fra i media, e che con la gente che ha in mano il potere oggi ci sta comodo come il porco in brago.</p>
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		<title>Di: riccardo ferrazzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/05/teorie-estetiche-2-lanarchico-di-destra/#comment-825</link>
		<dc:creator>riccardo ferrazzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=145#comment-825</guid>
		<description>Un momento ! Sulla cover non finirò mai di farti i complimenti. Sulla distinzione che fai mi permetto di storcere il naso: che c'entrano i leccaculi ? Quelli non mancano mai, e anzi saltano disinvoltamente da un tavolo all'altro, oggi col diavolo e domani con l'acqua santa. Ce ne erano alle corti di tutti i tiranni di destra e di sinistra, dei presidenti democratici di centro e non di centro, ce ne saranno sempre. Ma che c'entrano i leccaculi e gli opportunisti con gli anarchici di destra o di sinistra ? Gli anarchici detestano il potere, i leccaculi lo adorano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un momento ! Sulla cover non finirò mai di farti i complimenti. Sulla distinzione che fai mi permetto di storcere il naso: che c&#8217;entrano i leccaculi ? Quelli non mancano mai, e anzi saltano disinvoltamente da un tavolo all&#8217;altro, oggi col diavolo e domani con l&#8217;acqua santa. Ce ne erano alle corti di tutti i tiranni di destra e di sinistra, dei presidenti democratici di centro e non di centro, ce ne saranno sempre. Ma che c&#8217;entrano i leccaculi e gli opportunisti con gli anarchici di destra o di sinistra ? Gli anarchici detestano il potere, i leccaculi lo adorano.</p>
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		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/05/teorie-estetiche-2-lanarchico-di-destra/#comment-826</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>"Tanto valeva avere torto e viverla"... (La vita).
L'anarchico di destra! Ne sentivo parlare parecchi anni fa. Mi sembra un bel ritratto, questo, il ritratto di uno di cui si è sentito parlare, di un personaggio del quale si parla da anni ma che non si vede mai, forse mai lo si è visto.
Ma già, lui, più o meno, si nasconde.
Io lo chiamerei anche Lupo Solitario. Magari è un disc-jockey.
In qualcosa, devo dire, mi assomiglia; stando alla descrizione di Dario e Raul.
Anche a me piace Houellebecq, trovo che il suo successo sia meritato. Glass no, mi annoia quasi sempre. Su Tacito ho il tacito accordo con me stesso di non parlarne...
Scettico blu (yes, abbastanza), ma i drink me li bevo fino alla fine, con quello che costano!
I santi no, non credo che diventino corrotti, altrimenti perderebbero l'aurea.
Sul potere che corrompe l'anarchico di destra ha ragione. E anch'io, come lui, ho amici di sinistra (quasi tutti). Per il resto, l'anarchico di destra è un perdente d'insuccesso, così come, invece, Albertazzi, autore dell'autobiografia "Un perdente di successo" (mai letta)è un attore di successo. Ecco perchè, forse, Albertazzi non è un anarchico di destra, ma è uno di destra e basta. O no?
Io invece credo di essere un vincente su me stesso. Finchè non m'abbatto.
Ma poi mi riprendo.
Saluti a tutti,
Franz</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Tanto valeva avere torto e viverla&#8221;&#8230; (La vita).<br />
L&#8217;anarchico di destra! Ne sentivo parlare parecchi anni fa. Mi sembra un bel ritratto, questo, il ritratto di uno di cui si è sentito parlare, di un personaggio del quale si parla da anni ma che non si vede mai, forse mai lo si è visto.<br />
Ma già, lui, più o meno, si nasconde.<br />
Io lo chiamerei anche Lupo Solitario. Magari è un disc-jockey.<br />
In qualcosa, devo dire, mi assomiglia; stando alla descrizione di Dario e Raul.<br />
Anche a me piace Houellebecq, trovo che il suo successo sia meritato. Glass no, mi annoia quasi sempre. Su Tacito ho il tacito accordo con me stesso di non parlarne&#8230;<br />
Scettico blu (yes, abbastanza), ma i drink me li bevo fino alla fine, con quello che costano!<br />
I santi no, non credo che diventino corrotti, altrimenti perderebbero l&#8217;aurea.<br />
Sul potere che corrompe l&#8217;anarchico di destra ha ragione. E anch&#8217;io, come lui, ho amici di sinistra (quasi tutti). Per il resto, l&#8217;anarchico di destra è un perdente d&#8217;insuccesso, così come, invece, Albertazzi, autore dell&#8217;autobiografia &#8220;Un perdente di successo&#8221; (mai letta)è un attore di successo. Ecco perchè, forse, Albertazzi non è un anarchico di destra, ma è uno di destra e basta. O no?<br />
Io invece credo di essere un vincente su me stesso. Finchè non m&#8217;abbatto.<br />
Ma poi mi riprendo.<br />
Saluti a tutti,<br />
Franz</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Raul Montanari</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/05/teorie-estetiche-2-lanarchico-di-destra/#comment-827</link>
		<dc:creator>Raul Montanari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=145#comment-827</guid>
		<description>Caro Riccardo, sicuramente il vero anarchico si autodefinisce proprio in odio al potere, ed è quello rappresentato nella cover e apprezzato da Franz. Con l'accenno ai leccaculo, mi riferisco a una certa categoria paraintellettuale che è fiorita da un tot di anni in qua, che questa definizione (anarchico di destra) usa, anche se non frequentemente, per coprire il proprio banale opportunismo. Gente tipo Zecchi, per capirci. Credo che anche Sgarbi si potrebbe definire un anarchico di destra. Quella roba lì, insomma. Niente a che vedere, ripeto, con la persona di cui parlo io.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Riccardo, sicuramente il vero anarchico si autodefinisce proprio in odio al potere, ed è quello rappresentato nella cover e apprezzato da Franz. Con l&#8217;accenno ai leccaculo, mi riferisco a una certa categoria paraintellettuale che è fiorita da un tot di anni in qua, che questa definizione (anarchico di destra) usa, anche se non frequentemente, per coprire il proprio banale opportunismo. Gente tipo Zecchi, per capirci. Credo che anche Sgarbi si potrebbe definire un anarchico di destra. Quella roba lì, insomma. Niente a che vedere, ripeto, con la persona di cui parlo io.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: riccardo ferrazzir</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/10/05/teorie-estetiche-2-lanarchico-di-destra/#comment-828</link>
		<dc:creator>riccardo ferrazzir</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=145#comment-828</guid>
		<description>Caro Raul, acclarata la tua antipatia (che mi guardo bene dal discutere) per Zecchi e Sgarbi (ma, spero, non per sua sorella Elisabetta, una delle poche femmine la cui visione mi produce ancora un curioso fenomeno circolatorio), acclarato ciò, dicevo, vorrei chiederti conto di altri tre versi della cover. E precisamente questi: “Non crede che una classe dirigente/illuminata possa fare il bene/dell’uomo, praticare la giustizia.”
Ma perché, tu ci credi ? Dopo i brillanti esempi che ci ha offerto il secolo scorso riesci ancora a coltivare questi sogni settecenteschi alla Fénélon ? Io no, te lo dico sinceramente. Intendiamoci: la cosa non mi rallegra neanche un po’. Ma a che serve nascondere la testa sotto la sabbia, oppure guardarsi allo specchio e dirsi: “sì, i buoni esistono e io sono uno di loro” ?
Caro Raul, mi viene da credere che tu non abbia letto uno stupendo romanzo intitolato “La perfezione”. Te lo racconto in breve. Il piccolo mondo del romanzo è dominato da due antagonisti: lo sfregiato e l’olandese. Altro che buoni ! Uno più carogna dell’altro. E finiscono per distruggersi tutti e due. Adesso allarghiamo la visuale. Quando mai un buono ha fatto parte di una classe dirigente e ha realizzato le sue idee ? Mai. I santi sono stati strumentalizzati, Trotzky picconato, Danton accorciato. Le “classi dirigenti” si chiamano Alessandro VI, Stalin, Robespierre.
Eppure, nonostante tutto, in prospettiva storica, il progresso sociale ed economico è innegabile. Lento, lentissimo, ma innegabile. Segno che qualcosa si muove al di sotto delle “classi dirigenti” (con i lumi accesi o spenti). In effetti, l’imperativo delle classi dirigenti è: Primum vivere. Le classi dirigenti non fanno che rincorrere i movimenti spontanei di opinione, le modificazioni nei modi della convivenza civile, spesso anche le mode. Non le impongono e non le propongono. Al contrario: le seguono e le strumentalizzano.
Ecco, io non credo alle classi dirigenti, non credo agli eroi. Credo alle grandi correnti di pensiero. Non è stato Lincoln ad abolire la schiavitù: sono stati i milioni di americani che hanno mandato i loro figli a morire in battaglia perché non sopportavano più di vivere in un paese schiavista. So bene che tu mi dirai: l’hanno fatto perché Lincoln li ha convinti (e/o costretti). Lasciami anticipare la replica: di questo passo la faccenda diventa una disputa fra l’uovo e la gallina.  
Se sei d’accordo, propongo di metterla così: tu hai fiducia in Lenin e in una aristocrazia a guida delle masse, io credo più a Hegel e alla Storia. 

</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Raul, acclarata la tua antipatia (che mi guardo bene dal discutere) per Zecchi e Sgarbi (ma, spero, non per sua sorella Elisabetta, una delle poche femmine la cui visione mi produce ancora un curioso fenomeno circolatorio), acclarato ciò, dicevo, vorrei chiederti conto di altri tre versi della cover. E precisamente questi: “Non crede che una classe dirigente/illuminata possa fare il bene/dell’uomo, praticare la giustizia.”<br />
Ma perché, tu ci credi ? Dopo i brillanti esempi che ci ha offerto il secolo scorso riesci ancora a coltivare questi sogni settecenteschi alla Fénélon ? Io no, te lo dico sinceramente. Intendiamoci: la cosa non mi rallegra neanche un po’. Ma a che serve nascondere la testa sotto la sabbia, oppure guardarsi allo specchio e dirsi: “sì, i buoni esistono e io sono uno di loro” ?<br />
Caro Raul, mi viene da credere che tu non abbia letto uno stupendo romanzo intitolato “La perfezione”. Te lo racconto in breve. Il piccolo mondo del romanzo è dominato da due antagonisti: lo sfregiato e l’olandese. Altro che buoni ! Uno più carogna dell’altro. E finiscono per distruggersi tutti e due. Adesso allarghiamo la visuale. Quando mai un buono ha fatto parte di una classe dirigente e ha realizzato le sue idee ? Mai. I santi sono stati strumentalizzati, Trotzky picconato, Danton accorciato. Le “classi dirigenti” si chiamano Alessandro VI, Stalin, Robespierre.<br />
Eppure, nonostante tutto, in prospettiva storica, il progresso sociale ed economico è innegabile. Lento, lentissimo, ma innegabile. Segno che qualcosa si muove al di sotto delle “classi dirigenti” (con i lumi accesi o spenti). In effetti, l’imperativo delle classi dirigenti è: Primum vivere. Le classi dirigenti non fanno che rincorrere i movimenti spontanei di opinione, le modificazioni nei modi della convivenza civile, spesso anche le mode. Non le impongono e non le propongono. Al contrario: le seguono e le strumentalizzano.<br />
Ecco, io non credo alle classi dirigenti, non credo agli eroi. Credo alle grandi correnti di pensiero. Non è stato Lincoln ad abolire la schiavitù: sono stati i milioni di americani che hanno mandato i loro figli a morire in battaglia perché non sopportavano più di vivere in un paese schiavista. So bene che tu mi dirai: l’hanno fatto perché Lincoln li ha convinti (e/o costretti). Lasciami anticipare la replica: di questo passo la faccenda diventa una disputa fra l’uovo e la gallina.<br />
Se sei d’accordo, propongo di metterla così: tu hai fiducia in Lenin e in una aristocrazia a guida delle masse, io credo più a Hegel e alla Storia.</p>
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