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	<title>Commenti a: I maiali</title>
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	<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 03:32:09 +0000</pubDate>
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		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1306</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>L'ho sentito leggere da Moresco nella biblioteca di Santarcangelo di Romagna. Mi ricordo come adesso la parte su Alfredino, anche perché con quei cucù allo stesso tempo ti veniva da sorridere e sentivi l'orrore della storia, e poi quel dialogo stranissimo del bambino con la formica, col lombrico, dopo aver parlato col Presidente della Repubblica parlava con gli esseri più semplici che abitano nella terra. Fosse soltanto visionario non farebbe quell'effetto, invece è tutto innestato nella realtà. Anche Mozzi aveva cominciato un po' così, con Questo è il giardino, c'era il visionario e il reale che andavano assieme, per esempio nel racconto Tana. Veramente viene da pensare che con le parole si possono muovere parecchie cose dentro le persone, basta credere che sia possibile FARE con le parole, come dice Scarpa in un commento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ho sentito leggere da Moresco nella biblioteca di Santarcangelo di Romagna. Mi ricordo come adesso la parte su Alfredino, anche perché con quei cucù allo stesso tempo ti veniva da sorridere e sentivi l&#8217;orrore della storia, e poi quel dialogo stranissimo del bambino con la formica, col lombrico, dopo aver parlato col Presidente della Repubblica parlava con gli esseri più semplici che abitano nella terra. Fosse soltanto visionario non farebbe quell&#8217;effetto, invece è tutto innestato nella realtà. Anche Mozzi aveva cominciato un po&#8217; così, con Questo è il giardino, c&#8217;era il visionario e il reale che andavano assieme, per esempio nel racconto Tana. Veramente viene da pensare che con le parole si possono muovere parecchie cose dentro le persone, basta credere che sia possibile FARE con le parole, come dice Scarpa in un commento.</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1307</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Bello! molto bello! non saprei dire di più</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bello! molto bello! non saprei dire di più</p>
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		<title>Di: Dario Voltolini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1308</link>
		<dc:creator>Dario Voltolini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ieri in tv, da Ferrara sulla 7, hanno augurato all'autore di questo testo di finirci e di restarci lui nel pozzo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri in tv, da Ferrara sulla 7, hanno augurato all&#8217;autore di questo testo di finirci e di restarci lui nel pozzo.</p>
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		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1309</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>L'importante è che Moresco, e voi autori, nonostante le incomprensioni, le stronzaggini, le querele, le richieste stolide delle case editrici continuiate a lavorare a tutto vapore.
Mentre a Ferrara non gli si può augurare niente che dal pozzo non ci passa nemmeno un piede.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;importante è che Moresco, e voi autori, nonostante le incomprensioni, le stronzaggini, le querele, le richieste stolide delle case editrici continuiate a lavorare a tutto vapore.<br />
Mentre a Ferrara non gli si può augurare niente che dal pozzo non ci passa nemmeno un piede.</p>
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		<title>Di: Raul Montanari</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1310</link>
		<dc:creator>Raul Montanari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Dario, sai che io questo caritatevole augurio non l'ho sentito? 
Guardo sempre Otto e Mezzo perché ho un debole per l'intelligenza. E' un guaio, lo so, ma che ci posso fare? 
Con un bastardo intelligente ci puoi parlare, con un cretino buono ci si può solo scaldare i piedi a vicenda. Non parliamo poi di quello che capita quando hai a che fare con i cretini bastardi: un vero disastro.
Insomma, ho seguito tutto dall'inizio, compreso il momento in cui Benedetta Centovalli, in un look alquanto sbarazzino, ha riassunto il racconto di Bettin e quello di Moresco, ma a parte qualche snort di Ferrara, deluso perché non c'era nessun racconto che parlava bene dei carabinieri, non ho colto assolutamente un'espressione del genere. 
L'ha detto alla fine?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dario, sai che io questo caritatevole augurio non l&#8217;ho sentito?<br />
Guardo sempre Otto e Mezzo perché ho un debole per l&#8217;intelligenza. E&#8217; un guaio, lo so, ma che ci posso fare?<br />
Con un bastardo intelligente ci puoi parlare, con un cretino buono ci si può solo scaldare i piedi a vicenda. Non parliamo poi di quello che capita quando hai a che fare con i cretini bastardi: un vero disastro.<br />
Insomma, ho seguito tutto dall&#8217;inizio, compreso il momento in cui Benedetta Centovalli, in un look alquanto sbarazzino, ha riassunto il racconto di Bettin e quello di Moresco, ma a parte qualche snort di Ferrara, deluso perché non c&#8217;era nessun racconto che parlava bene dei carabinieri, non ho colto assolutamente un&#8217;espressione del genere.<br />
L&#8217;ha detto alla fine?</p>
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		<title>Di: anna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1311</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>"In che razza di spaventoso paese viviamo, sotto la sottile crosta della sua vanità e cinica inconsistenza? E’ tutto marcio. Un paese che si prende per il culo da solo, si attribuisce sentimenti che non possiede. Sentimentale, ma privo di sentimenti. Moralista, ma privo di ogni morale. Ipocrita e corrotto fino al midollo". 
Caro Moresco, penso alle parole (pavide, abiette, sconce) di questi giorni, a chi ha parlato di "morti per la patria", di "ground zero italiano". Non so dire se sia più forte il cordoglio umano per la morte di uomini, padri,figli, mariti... o la rabbia, la nausea, la rabbia, la nausea, la rabbia, per il siparietto che si è aperto immediato su quella scena. uno sproloquio  assordante rispetto al quale pure la vergogna si vergogna di definire. dosi massicce di retorica, di sedativi linguistici, di facili argomenti sentimental popolari, che inibiscono, intorpidiscono, anestetizzano qualunque stimolo, impulso critico. tutti che spiegano con le parole pronte, giuste, opportune, e che piangono, sì piangono si addolorano, mostrano le loro facce contrite di patrioti colpiti al cuore. la faccia dell'Italia partecipe al dolore, all'umore, ma anche fiera del sacrificio dei suoi figli, pronta a difenderne e avvalorarne l'onore, la memoria. bene. bello. giusto (seppure fosse). ma per quanto? cinque, dieci minuti, venti... insomma sì i tempi della diretta o della registrazione i tempi necessari perché passi l'immagine, la rap-presentazione, l'idea precotta o quantomeno buona per condire, riempire la zucca di quella che chiamano l'opinione pubblica, un bel piatto. gustoso e veloce. quattro salti in padella. ecco, i tempi necessari perché arrivi l'ora dello spot, delle letterine, dei quiz che, dei commedianti sabato a sera, delle partite in cui zittitutti per un minuto e poi pluf, come per magia, come d'incanto,altro mondo, altra storia. nuova vita. luci e colori alla ribalta. balli, canti, culi, c'è posta per te, 5000 euro, l'accendiamo? l'ultimo libro di vespa accanto al plastico di nassyria, piccolo compenente d'arredo perché no? le trombe da costanzo prima dello show,  e, audience alle stelle, l'isola dei famosi, con il delirio e la preoccupazione per gli eroici finalisti, "i sopravvisuti". chi prima, chi dopo il tg (c'è da rimpiangere il tempo del cacao meravigliao!) non ci lasciano mai soli. generosi, altruisti, coraggiosi perché loro sanno che "the show must go on". 
L'Italia si dice che sia desta, ma a me pare che dorma, narcotizzata. su fratelli, sveglia, che è ora...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In che razza di spaventoso paese viviamo, sotto la sottile crosta della sua vanità e cinica inconsistenza? E’ tutto marcio. Un paese che si prende per il culo da solo, si attribuisce sentimenti che non possiede. Sentimentale, ma privo di sentimenti. Moralista, ma privo di ogni morale. Ipocrita e corrotto fino al midollo&#8221;.<br />
Caro Moresco, penso alle parole (pavide, abiette, sconce) di questi giorni, a chi ha parlato di &#8220;morti per la patria&#8221;, di &#8220;ground zero italiano&#8221;. Non so dire se sia più forte il cordoglio umano per la morte di uomini, padri,figli, mariti&#8230; o la rabbia, la nausea, la rabbia, la nausea, la rabbia, per il siparietto che si è aperto immediato su quella scena. uno sproloquio  assordante rispetto al quale pure la vergogna si vergogna di definire. dosi massicce di retorica, di sedativi linguistici, di facili argomenti sentimental popolari, che inibiscono, intorpidiscono, anestetizzano qualunque stimolo, impulso critico. tutti che spiegano con le parole pronte, giuste, opportune, e che piangono, sì piangono si addolorano, mostrano le loro facce contrite di patrioti colpiti al cuore. la faccia dell&#8217;Italia partecipe al dolore, all&#8217;umore, ma anche fiera del sacrificio dei suoi figli, pronta a difenderne e avvalorarne l&#8217;onore, la memoria. bene. bello. giusto (seppure fosse). ma per quanto? cinque, dieci minuti, venti&#8230; insomma sì i tempi della diretta o della registrazione i tempi necessari perché passi l&#8217;immagine, la rap-presentazione, l&#8217;idea precotta o quantomeno buona per condire, riempire la zucca di quella che chiamano l&#8217;opinione pubblica, un bel piatto. gustoso e veloce. quattro salti in padella. ecco, i tempi necessari perché arrivi l&#8217;ora dello spot, delle letterine, dei quiz che, dei commedianti sabato a sera, delle partite in cui zittitutti per un minuto e poi pluf, come per magia, come d&#8217;incanto,altro mondo, altra storia. nuova vita. luci e colori alla ribalta. balli, canti, culi, c&#8217;è posta per te, 5000 euro, l&#8217;accendiamo? l&#8217;ultimo libro di vespa accanto al plastico di nassyria, piccolo compenente d&#8217;arredo perché no? le trombe da costanzo prima dello show,  e, audience alle stelle, l&#8217;isola dei famosi, con il delirio e la preoccupazione per gli eroici finalisti, &#8220;i sopravvisuti&#8221;. chi prima, chi dopo il tg (c&#8217;è da rimpiangere il tempo del cacao meravigliao!) non ci lasciano mai soli. generosi, altruisti, coraggiosi perché loro sanno che &#8220;the show must go on&#8221;.<br />
L&#8217;Italia si dice che sia desta, ma a me pare che dorma, narcotizzata. su fratelli, sveglia, che è ora&#8230;</p>
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		<title>Di: Raul Montanari</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1312</link>
		<dc:creator>Raul Montanari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Impossibile non essere d'accordo con Anna e il suo bellissimo post.
 
Nell'attesa di mettere a punto un intervento, sto facendo un piccolo studio sul mio speaker televisivo preferito, Giorgino di Rai1. 
Il giorno della tragedia Giorgino aveva un'espressione molto cupa, pienamente consapevole e compartecipe. 
Il giorno dopo il suo volto esibiva un'adombrata amarezza, con una lieve sfumatura di malinconia tendente all'ennui.
Attualmente mantiene una facies che definirei severa. 
Uno che non sapesse di quello che è successo si stupirebbe nel vedere una simile mutria parlare di sport o cucina, e penserebbe a problemi personali, o caratteriali, comunque in via di risoluzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Impossibile non essere d&#8217;accordo con Anna e il suo bellissimo post.</p>
<p>Nell&#8217;attesa di mettere a punto un intervento, sto facendo un piccolo studio sul mio speaker televisivo preferito, Giorgino di Rai1.<br />
Il giorno della tragedia Giorgino aveva un&#8217;espressione molto cupa, pienamente consapevole e compartecipe.<br />
Il giorno dopo il suo volto esibiva un&#8217;adombrata amarezza, con una lieve sfumatura di malinconia tendente all&#8217;ennui.<br />
Attualmente mantiene una facies che definirei severa.<br />
Uno che non sapesse di quello che è successo si stupirebbe nel vedere una simile mutria parlare di sport o cucina, e penserebbe a problemi personali, o caratteriali, comunque in via di risoluzione.</p>
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	</item>
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		<title>Di: il superficiale</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1313</link>
		<dc:creator>il superficiale</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>è una specie di "io non ho paura" scritto da un letterato...</description>
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		<title>Di: Raul Montanari</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1314</link>
		<dc:creator>Raul Montanari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Che strana osservazione fa Il superficiale. 
(Qui per esempio mi sono trovato in imbarazzo: volevo rivolgermi direttamente a questa persona, con cortesia, dandole del lei. Ma come potevo fare? "Che strana osservazione fa, Superficiale". "Che strana osservazione fa, signor (Il) superficiale". Suonano tutte ironiche, sarcastiche, esattamente come non vorrebbero essere.) Non l'ho capita ma mi ha incuriosito, vorrei me ne spiegasse i sottintesi. 
1. Il sottinteso è che Moresco è un letterato e Ammaniti non lo è?
2. Sia come sia, la definizione letterato è semplicemente descrittiva o a sua volta sottintende una connotazione positiva o negativa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che strana osservazione fa Il superficiale.<br />
(Qui per esempio mi sono trovato in imbarazzo: volevo rivolgermi direttamente a questa persona, con cortesia, dandole del lei. Ma come potevo fare? &#8220;Che strana osservazione fa, Superficiale&#8221;. &#8220;Che strana osservazione fa, signor (Il) superficiale&#8221;. Suonano tutte ironiche, sarcastiche, esattamente come non vorrebbero essere.) Non l&#8217;ho capita ma mi ha incuriosito, vorrei me ne spiegasse i sottintesi.<br />
1. Il sottinteso è che Moresco è un letterato e Ammaniti non lo è?<br />
2. Sia come sia, la definizione letterato è semplicemente descrittiva o a sua volta sottintende una connotazione positiva o negativa?</p>
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	</item>
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		<title>Di: il superficiale</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1315</link>
		<dc:creator>il superficiale</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>sinceramente non l'ho capita nemmeno io. non esamino a fondo le cose che dico, sono generico, poco profondo. mi chiami pure superficiale, e tralasci il signor.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sinceramente non l&#8217;ho capita nemmeno io. non esamino a fondo le cose che dico, sono generico, poco profondo. mi chiami pure superficiale, e tralasci il signor.</p>
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		<title>Di: anna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1316</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>piccola nota a quanto scritto: oggi niente spot sulla rai per tutto il giorno, mediaset, la7 e sky per tre ore, negozi chiusi per un quarto d'ora, minuti di silenzio e sessanta secondi di stop alle operazioni di borsa (immagino le facce degli agenti e il loro borsino cerebrale che decelera per qualche secondo, quanto basta per realizzare che è cominciato il minuto di lutto, allora "pensiamo che sono degli eroi, che poveracci loro e le famiglie, che hai visto quanta gente, che in certe occasioni ci si ritrova tutti", e intanto il pensiero accelera, che "mancano pochi secondi prima che allo scadere del minuto e porca miseria dobbiamo venderevendere tim, comprarecomprare snam, e sperare sperare che il  il Mibtel riprenda, che se non finisce 'sta giornata a piazza affari non si respira!"); la giornata del dolore l'hanno chiamata e io mi sento una stronza, una cinica, una poco di buono, a non parteciparvi. a non aver fatto la fila di quattro ore, a non aver portato fiori, a non aver tirato fuori dalla tasca un fazzoletto se non per riparare a un raffreddore imminente; mi sento una disertrice di questa Patria , mi sento estranea, estranea alle immagini, ai commenti. leggevo poc'anzi un giornalista che definisce "crudele" (riferito ai familiari delle vittime) non potersi abbandonare all'afflizione che brucia nel petto, e "essere accanto a una bara dinanzi a migliaia di occhi affettuosi ma estranei, semza poter mostrare il più umano sconforto per quella vita che non c'è più"... ecco se c'è una cosa di cui mi sento partecipe, complice è quella crudeltà. la crudeltà di celebrare, enfatizzare, massificare il dolore(anche come spettratrice),fino a farne un evento. occasione di gossip. in un certo senso si può in guerra a nassirya, come questi uomini, o in pace a roma come un attore, quello che va ricordato è quante ore e quanti chilometri di coda si fanno a piazza venezia. 
di questa crudeltà, per i morti e per i vivi, mi dispiaccio e mi vergogno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>piccola nota a quanto scritto: oggi niente spot sulla rai per tutto il giorno, mediaset, la7 e sky per tre ore, negozi chiusi per un quarto d&#8217;ora, minuti di silenzio e sessanta secondi di stop alle operazioni di borsa (immagino le facce degli agenti e il loro borsino cerebrale che decelera per qualche secondo, quanto basta per realizzare che è cominciato il minuto di lutto, allora &#8220;pensiamo che sono degli eroi, che poveracci loro e le famiglie, che hai visto quanta gente, che in certe occasioni ci si ritrova tutti&#8221;, e intanto il pensiero accelera, che &#8220;mancano pochi secondi prima che allo scadere del minuto e porca miseria dobbiamo venderevendere tim, comprarecomprare snam, e sperare sperare che il  il Mibtel riprenda, che se non finisce &#8217;sta giornata a piazza affari non si respira!&#8221;); la giornata del dolore l&#8217;hanno chiamata e io mi sento una stronza, una cinica, una poco di buono, a non parteciparvi. a non aver fatto la fila di quattro ore, a non aver portato fiori, a non aver tirato fuori dalla tasca un fazzoletto se non per riparare a un raffreddore imminente; mi sento una disertrice di questa Patria , mi sento estranea, estranea alle immagini, ai commenti. leggevo poc&#8217;anzi un giornalista che definisce &#8220;crudele&#8221; (riferito ai familiari delle vittime) non potersi abbandonare all&#8217;afflizione che brucia nel petto, e &#8220;essere accanto a una bara dinanzi a migliaia di occhi affettuosi ma estranei, semza poter mostrare il più umano sconforto per quella vita che non c&#8217;è più&#8221;&#8230; ecco se c&#8217;è una cosa di cui mi sento partecipe, complice è quella crudeltà. la crudeltà di celebrare, enfatizzare, massificare il dolore(anche come spettratrice),fino a farne un evento. occasione di gossip. in un certo senso si può in guerra a nassirya, come questi uomini, o in pace a roma come un attore, quello che va ricordato è quante ore e quanti chilometri di coda si fanno a piazza venezia.<br />
di questa crudeltà, per i morti e per i vivi, mi dispiaccio e mi vergogno.</p>
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		<title>Di: anna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1317</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>piccola nota a quanto scritto: oggi niente spot sulla rai per tutto il giorno, mediaset, la7 e sky per tre ore, negozi chiusi per un quarto d'ora, minuti di silenzio e sessanta secondi di stop alle operazioni di borsa (immagino le facce degli agenti e il loro borsino cerebrale che decelera per qualche secondo, quanto basta per realizzare che è cominciato il minuto di lutto, allora "pensiamo che sono degli eroi, che poveracci loro e le famiglie, che hai visto quanta gente, che in certe occasioni ci si ritrova tutti", e intanto il pensiero accelera, che "mancano pochi secondi prima che allo scadere del minuto e porca miseria dobbiamo venderevendere tim, comprarecomprare snam, e sperare sperare che il il Mibtel riprenda, che se non finisce 'sta giornata a piazza affari non si respira!"); la giornata del dolore l'hanno chiamata e io mi sento una stronza, una cinica, una poco di buono, a non parteciparvi. a non aver fatto la fila di quattro ore, a non aver portato fiori, a non aver tirato fuori dalla tasca un fazzoletto se non per riparare a un raffreddore imminente; mi sento una disertrice di questa Patria , mi sento estranea, estranea alle immagini, ai commenti. leggevo poc'anzi un giornalista che definisce "crudele" (riferito ai familiari delle vittime) non potersi abbandonare all'afflizione che brucia nel petto, e "essere accanto a una bara dinanzi a migliaia di occhi affettuosi ma estranei, semza poter mostrare il più umano sconforto per quella vita che non c'è più"... ecco se c'è una cosa di cui mi sento partecipe, complice è quella crudeltà. la crudeltà di celebrare, enfatizzare, massificare il dolore(anche come spettratrice),fino a farne un evento. occasione di gossip. in un certo senso si può morire in guerra a nassirya, come questi uomini, o in pace a roma come un attore, quello che va ricordato è quante ore e quanti chilometri di coda si fanno a piazza venezia. 
di questa crudeltà, per i morti e per i vivi, mi dispiaccio e mi vergogno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>piccola nota a quanto scritto: oggi niente spot sulla rai per tutto il giorno, mediaset, la7 e sky per tre ore, negozi chiusi per un quarto d&#8217;ora, minuti di silenzio e sessanta secondi di stop alle operazioni di borsa (immagino le facce degli agenti e il loro borsino cerebrale che decelera per qualche secondo, quanto basta per realizzare che è cominciato il minuto di lutto, allora &#8220;pensiamo che sono degli eroi, che poveracci loro e le famiglie, che hai visto quanta gente, che in certe occasioni ci si ritrova tutti&#8221;, e intanto il pensiero accelera, che &#8220;mancano pochi secondi prima che allo scadere del minuto e porca miseria dobbiamo venderevendere tim, comprarecomprare snam, e sperare sperare che il il Mibtel riprenda, che se non finisce &#8217;sta giornata a piazza affari non si respira!&#8221;); la giornata del dolore l&#8217;hanno chiamata e io mi sento una stronza, una cinica, una poco di buono, a non parteciparvi. a non aver fatto la fila di quattro ore, a non aver portato fiori, a non aver tirato fuori dalla tasca un fazzoletto se non per riparare a un raffreddore imminente; mi sento una disertrice di questa Patria , mi sento estranea, estranea alle immagini, ai commenti. leggevo poc&#8217;anzi un giornalista che definisce &#8220;crudele&#8221; (riferito ai familiari delle vittime) non potersi abbandonare all&#8217;afflizione che brucia nel petto, e &#8220;essere accanto a una bara dinanzi a migliaia di occhi affettuosi ma estranei, semza poter mostrare il più umano sconforto per quella vita che non c&#8217;è più&#8221;&#8230; ecco se c&#8217;è una cosa di cui mi sento partecipe, complice è quella crudeltà. la crudeltà di celebrare, enfatizzare, massificare il dolore(anche come spettratrice),fino a farne un evento. occasione di gossip. in un certo senso si può morire in guerra a nassirya, come questi uomini, o in pace a roma come un attore, quello che va ricordato è quante ore e quanti chilometri di coda si fanno a piazza venezia.<br />
di questa crudeltà, per i morti e per i vivi, mi dispiaccio e mi vergogno.</p>
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		<title>Di: anna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1318</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=189#comment-1318</guid>
		<description>scusate il doppio post; mancava una parola (importante) al primo ma non ho trovato il modo di aggiungerla. poi volevo inserire il nuovo post tra i commenti all'articolo di piotti e invece ho ripubblicato qui... insomma un'imbranata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate il doppio post; mancava una parola (importante) al primo ma non ho trovato il modo di aggiungerla. poi volevo inserire il nuovo post tra i commenti all&#8217;articolo di piotti e invece ho ripubblicato qui&#8230; insomma un&#8217;imbranata</p>
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		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/13/i-maiali/#comment-1319</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=189#comment-1319</guid>
		<description>Anna, sei stata grande. (Altro che imbranata!)
Continua così.
(I 2 post uguali vanno bene, si rilegge con molto piacere.)

</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anna, sei stata grande. (Altro che imbranata!)<br />
Continua così.<br />
(I 2 post uguali vanno bene, si rilegge con molto piacere.)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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