<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Gli ossimori e gli eroi</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/2003/11/19/gli-ossimori-e-gli-eroi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/19/gli-ossimori-e-gli-eroi/</link>
	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 04:25:32 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.6.5</generator>
		<item>
		<title>Di: silvia brusotti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/19/gli-ossimori-e-gli-eroi/#comment-1487</link>
		<dc:creator>silvia brusotti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=209#comment-1487</guid>
		<description>No, non è cinico Giordano Meacci. Condivido appieno il suo pensiero e le sue preoccupazioni. Anche io ritengo che queste morti siano state subdolamente strumentalizzate da quanti la guerra l'hanno voluta. E questa strumentalizzazione convince. Sono in molti oramai a credere che sia  giusto mandare altri "ragazzi" là.
Condivido il suo pensiero. Non ho certezze, ma viene anche a me la nausea di fronte a tanta ingombrante celebrazione. Come se volessero venderci una volta ancora la vita per la morte e la morte per la vita. Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No, non è cinico Giordano Meacci. Condivido appieno il suo pensiero e le sue preoccupazioni. Anche io ritengo che queste morti siano state subdolamente strumentalizzate da quanti la guerra l&#8217;hanno voluta. E questa strumentalizzazione convince. Sono in molti oramai a credere che sia  giusto mandare altri &#8220;ragazzi&#8221; là.<br />
Condivido il suo pensiero. Non ho certezze, ma viene anche a me la nausea di fronte a tanta ingombrante celebrazione. Come se volessero venderci una volta ancora la vita per la morte e la morte per la vita. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: anna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2003/11/19/gli-ossimori-e-gli-eroi/#comment-1488</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=209#comment-1488</guid>
		<description>non è carino, forse, fare un copiaeincolla dei propri post ma ciò che ho scritto commentando il pezzo di Moresco, l'altro giorno, vale anche oggi e mi pare s'addica a quanto scritto da Meacci. perciò riporto:

"In che razza di spaventoso paese viviamo, sotto la sottile crosta della sua vanità e cinica inconsistenza? E’ tutto marcio. Un paese che si prende per il culo da solo, si attribuisce sentimenti che non possiede. Sentimentale, ma privo di sentimenti. Moralista, ma privo di ogni morale. Ipocrita e corrotto fino al midollo". 
Caro Moresco, penso alle parole (pavide, abiette, sconce) di questi giorni, a chi ha parlato di "morti per la patria", di "ground zero italiano". Non so dire se sia più forte il cordoglio umano per la morte di uomini, padri,figli, mariti... o la rabbia, la nausea, la rabbia, la nausea, la rabbia, per il siparietto che si è aperto immediato su quella scena. uno sproloquio assordante rispetto al quale pure la vergogna si vergogna di definire. dosi massicce di retorica, di sedativi linguistici, di facili argomenti sentimental popolari, che inibiscono, intorpidiscono, anestetizzano qualunque stimolo, impulso critico. tutti che spiegano con le parole pronte, giuste, opportune, e che piangono, sì piangono si addolorano, mostrano le loro facce contrite di patrioti colpiti al cuore. la faccia dell'Italia partecipe al dolore, all'umore, ma anche fiera del sacrificio dei suoi figli, pronta a difenderne e avvalorarne l'onore, la memoria. bene. bello. giusto (seppure fosse). ma per quanto? cinque, dieci minuti, venti... insomma sì i tempi della diretta o della registrazione i tempi necessari perché passi l'immagine, la rap-presentazione, l'idea precotta o quantomeno buona per condire, riempire la zucca di quella che chiamano l'opinione pubblica, un bel piatto. gustoso e veloce. quattro salti in padella. ecco, i tempi necessari perché arrivi l'ora dello spot, delle letterine, dei quiz che, dei commedianti sabato a sera, delle partite in cui zittitutti per un minuto e poi pluf, come per magia, come d'incanto,altro mondo, altra storia. nuova vita. luci e colori alla ribalta. balli, canti, culi, c'è posta per te, 5000 euro, l'accendiamo? l'ultimo libro di vespa accanto al plastico di nassyria, piccolo compenente d'arredo perché no? le trombe da costanzo prima dello show, e, audience alle stelle, l'isola dei famosi, con il delirio e la preoccupazione per gli eroici finalisti, "i sopravvisuti". chi prima, chi dopo il tg (c'è da rimpiangere il tempo del cacao meravigliao!) non ci lasciano mai soli. generosi, altruisti, coraggiosi perché loro sanno che "the show must go on". 
L'Italia si dice che sia desta, ma a me pare che dorma, narcotizzata. su fratelli, sveglia, che è ora...

sono passati duetre giorni, e segni di risveglio neppure uno. anche se parrebbe che i signori dell'informazione siano ben attenti e desti. mai lette tante affermazioni di anti-retorica. o meglio di metaretorica. l'ultima oggi: un giornalista che si compiace del comportamento degli italiani, capaci di "trasformare il cordoglio in un sentimento complesso fatto di orgoglio, dignità, fierezza, di rifiuto dell'ostentazione." rifiuto dell'ostentazione? siamo al surreale, davvero. le bare in passerella, i familiari in vetrina, e i tricolori appesi e portati al collo e si ha il coraggio di dire rifuto dell'ostentazione?! e continua parlando di questo nostro "paese serio che non si è fatto catturare dalla retorica che in questi giorni gli è stata somministrata"; giusto, peccato che questa retorica pare essere proprio sulla bocca di tutti, pure di quelli che ne fanno smodatamente parlando di quella degli altri. chissà magari è un incubo.
su fratelli, sveglia, che è ora...
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non è carino, forse, fare un copiaeincolla dei propri post ma ciò che ho scritto commentando il pezzo di Moresco, l&#8217;altro giorno, vale anche oggi e mi pare s&#8217;addica a quanto scritto da Meacci. perciò riporto:</p>
<p>&#8220;In che razza di spaventoso paese viviamo, sotto la sottile crosta della sua vanità e cinica inconsistenza? E’ tutto marcio. Un paese che si prende per il culo da solo, si attribuisce sentimenti che non possiede. Sentimentale, ma privo di sentimenti. Moralista, ma privo di ogni morale. Ipocrita e corrotto fino al midollo&#8221;.<br />
Caro Moresco, penso alle parole (pavide, abiette, sconce) di questi giorni, a chi ha parlato di &#8220;morti per la patria&#8221;, di &#8220;ground zero italiano&#8221;. Non so dire se sia più forte il cordoglio umano per la morte di uomini, padri,figli, mariti&#8230; o la rabbia, la nausea, la rabbia, la nausea, la rabbia, per il siparietto che si è aperto immediato su quella scena. uno sproloquio assordante rispetto al quale pure la vergogna si vergogna di definire. dosi massicce di retorica, di sedativi linguistici, di facili argomenti sentimental popolari, che inibiscono, intorpidiscono, anestetizzano qualunque stimolo, impulso critico. tutti che spiegano con le parole pronte, giuste, opportune, e che piangono, sì piangono si addolorano, mostrano le loro facce contrite di patrioti colpiti al cuore. la faccia dell&#8217;Italia partecipe al dolore, all&#8217;umore, ma anche fiera del sacrificio dei suoi figli, pronta a difenderne e avvalorarne l&#8217;onore, la memoria. bene. bello. giusto (seppure fosse). ma per quanto? cinque, dieci minuti, venti&#8230; insomma sì i tempi della diretta o della registrazione i tempi necessari perché passi l&#8217;immagine, la rap-presentazione, l&#8217;idea precotta o quantomeno buona per condire, riempire la zucca di quella che chiamano l&#8217;opinione pubblica, un bel piatto. gustoso e veloce. quattro salti in padella. ecco, i tempi necessari perché arrivi l&#8217;ora dello spot, delle letterine, dei quiz che, dei commedianti sabato a sera, delle partite in cui zittitutti per un minuto e poi pluf, come per magia, come d&#8217;incanto,altro mondo, altra storia. nuova vita. luci e colori alla ribalta. balli, canti, culi, c&#8217;è posta per te, 5000 euro, l&#8217;accendiamo? l&#8217;ultimo libro di vespa accanto al plastico di nassyria, piccolo compenente d&#8217;arredo perché no? le trombe da costanzo prima dello show, e, audience alle stelle, l&#8217;isola dei famosi, con il delirio e la preoccupazione per gli eroici finalisti, &#8220;i sopravvisuti&#8221;. chi prima, chi dopo il tg (c&#8217;è da rimpiangere il tempo del cacao meravigliao!) non ci lasciano mai soli. generosi, altruisti, coraggiosi perché loro sanno che &#8220;the show must go on&#8221;.<br />
L&#8217;Italia si dice che sia desta, ma a me pare che dorma, narcotizzata. su fratelli, sveglia, che è ora&#8230;</p>
<p>sono passati duetre giorni, e segni di risveglio neppure uno. anche se parrebbe che i signori dell&#8217;informazione siano ben attenti e desti. mai lette tante affermazioni di anti-retorica. o meglio di metaretorica. l&#8217;ultima oggi: un giornalista che si compiace del comportamento degli italiani, capaci di &#8220;trasformare il cordoglio in un sentimento complesso fatto di orgoglio, dignità, fierezza, di rifiuto dell&#8217;ostentazione.&#8221; rifiuto dell&#8217;ostentazione? siamo al surreale, davvero. le bare in passerella, i familiari in vetrina, e i tricolori appesi e portati al collo e si ha il coraggio di dire rifuto dell&#8217;ostentazione?! e continua parlando di questo nostro &#8220;paese serio che non si è fatto catturare dalla retorica che in questi giorni gli è stata somministrata&#8221;; giusto, peccato che questa retorica pare essere proprio sulla bocca di tutti, pure di quelli che ne fanno smodatamente parlando di quella degli altri. chissà magari è un incubo.<br />
su fratelli, sveglia, che è ora&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
