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	<title>Commenti a: La città di notte</title>
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	<pubDate>Sun, 18 May 2008 00:03:34 +0000</pubDate>
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		<title>Di: valentina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2883</link>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Conosco Roberto da poco tempo, e ci tengo molto a fargli i complimenti anche dal post di nazione indiana.
Il suo  impegno coraggiosissimo contro la camorra lo porta a rischiare spesso la pelle.
Convive con una realtà assurda, dove perdere gente che si conosce diventa praticamente una consuetudine.
La cosa incredibile è che quella realtà non si consuma tra i confini di un paesino sperduto chissà dove. Sono cose che succedono ogni giorno nel sud d' Italia.

Quello che racconta- sia nei suoi articoli, sia nei suoi racconti- mi lascia sempre senza parole.

So che Roberto ci tiene a non essere dipinto come un eroe, ma io non saprei come altro definire un ragazzo di 25 anni che anche ieri è stato minacciato, eppure continua a denunciare e a scrivere di camorra...

Lo stimo molto. 
In bocca al lupo, Roberto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Conosco Roberto da poco tempo, e ci tengo molto a fargli i complimenti anche dal post di nazione indiana.<br />
Il suo  impegno coraggiosissimo contro la camorra lo porta a rischiare spesso la pelle.<br />
Convive con una realtà assurda, dove perdere gente che si conosce diventa praticamente una consuetudine.<br />
La cosa incredibile è che quella realtà non si consuma tra i confini di un paesino sperduto chissà dove. Sono cose che succedono ogni giorno nel sud d&#8217; Italia.</p>
<p>Quello che racconta- sia nei suoi articoli, sia nei suoi racconti- mi lascia sempre senza parole.</p>
<p>So che Roberto ci tiene a non essere dipinto come un eroe, ma io non saprei come altro definire un ragazzo di 25 anni che anche ieri è stato minacciato, eppure continua a denunciare e a scrivere di camorra&#8230;</p>
<p>Lo stimo molto.<br />
In bocca al lupo, Roberto!</p>
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		<title>Di: Francesco D'Elia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2884</link>
		<dc:creator>Francesco D'Elia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Saviano,
la seguo anche su "Diario". Continui a proporci le sue inchieste coraggiose. Saluti cordialissimi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Saviano,<br />
la seguo anche su &#8220;Diario&#8221;. Continui a proporci le sue inchieste coraggiose. Saluti cordialissimi</p>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2885</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie davvero,si rischia di diventare retorici, ma in un paese dove il giornalismo d'inchiesta è pressochè scomparso, leggere i tuoi "racconti" è sempre sconvolgente e lascia gli animi gonfi d'impotenza e amarezza.
Grazie ancora.
Un saluto solidale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie davvero,si rischia di diventare retorici, ma in un paese dove il giornalismo d&#8217;inchiesta è pressochè scomparso, leggere i tuoi &#8220;racconti&#8221; è sempre sconvolgente e lascia gli animi gonfi d&#8217;impotenza e amarezza.<br />
Grazie ancora.<br />
Un saluto solidale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bianca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2886</link>
		<dc:creator>bianca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>un bellissimo pezzo di inchiesta. complimenti a roberto da una collega.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un bellissimo pezzo di inchiesta. complimenti a roberto da una collega.</p>
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	</item>
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		<title>Di: roberto saviano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2887</link>
		<dc:creator>roberto saviano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie davvero per i messaggi che avete voluto dedicarmi. Vivere dove vivo significa anche avere immani difficoltà di condivisione. Il pezzo, o meglio la qualità di esso ti viene attestata dalle minacce o querele. Ricevere invece dialettiche di riflessione mi riempie di gioia. Non sono affatto un eroe. Non basta esser minacciati per esserlo. Chi vive qui, a sud, nella provincia d'Italia fa semplicemente una scelta. Io ho fatto la mia. 
Grazie ancora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie davvero per i messaggi che avete voluto dedicarmi. Vivere dove vivo significa anche avere immani difficoltà di condivisione. Il pezzo, o meglio la qualità di esso ti viene attestata dalle minacce o querele. Ricevere invece dialettiche di riflessione mi riempie di gioia. Non sono affatto un eroe. Non basta esser minacciati per esserlo. Chi vive qui, a sud, nella provincia d&#8217;Italia fa semplicemente una scelta. Io ho fatto la mia.<br />
Grazie ancora.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: franz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2888</link>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Il coraggio delle proprie scelte, proprio. Complimenti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il coraggio delle proprie scelte, proprio. Complimenti!</p>
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		<title>Di: Malatesta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2889</link>
		<dc:creator>Malatesta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Roberto,

sono anch'io di "quaggiù", come diciamo noi (un mio amico poeta con cui ero al telefono una volta sbottò ironicamente: "Noi di quaggiù... le cose di quaggiù... Ma perché dici sempre "quaggiù"? Dove credi di vivere, nel sottoscala di un palazzo?"). Sono un pugliese. In Puglia non abbiamo la camorra, bensì la Sacra Corona Unita, ma la situazione non è certo migliore. Anni fa, sulla mia strada di casa, hanno ammazzato due giovani dopo un inseguimento. La notte noi sentivamo i colpi nell'aria e ci guardavamo stupiti e ci chiedevamo: "Che santo è oggi? Che festa è? Perché fanno i fuochi d'artificio?". Finché il giorno dopo, a due passi da casa, il muretto sfondato dall'auto, le sagome tracciate col gesso sull'asfalto...

Capisco a cuore tutto quello che scrivi: la colpa, la voglia di fuggire, la rassegnazione e assuefazione che s'insinuano sottopelle, il lavoro come "fatica" (dalle mie parti addirittura si dice "fatìa", con la caduta della c, come a rimarcare la sofferta stanchezza di chi pronuncia la parola)...
Sappiamo come i governi (e quindi anche i mezzi di comunicazione, che sono al loro servizio) usino la politica estera per stornare l'attenzione dagli eventi interni che denunciano il malessere sociale. In un'epoca di guerre internazionali, di eventi e tragedie di portata planetaria, niente di più facile e politicamente conveniente per la cricca di coloro che giocano allo Stato! In questi casi la letteratura deve abbandonare estetismi e narcisismi, uscire dalle torri d'avorio per dire la realtà nuda e cruda,  evidenziare l'invisibile, essere bollettino d'informazione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Roberto,</p>
<p>sono anch&#8217;io di &#8220;quaggiù&#8221;, come diciamo noi (un mio amico poeta con cui ero al telefono una volta sbottò ironicamente: &#8220;Noi di quaggiù&#8230; le cose di quaggiù&#8230; Ma perché dici sempre &#8220;quaggiù&#8221;? Dove credi di vivere, nel sottoscala di un palazzo?&#8221;). Sono un pugliese. In Puglia non abbiamo la camorra, bensì la Sacra Corona Unita, ma la situazione non è certo migliore. Anni fa, sulla mia strada di casa, hanno ammazzato due giovani dopo un inseguimento. La notte noi sentivamo i colpi nell&#8217;aria e ci guardavamo stupiti e ci chiedevamo: &#8220;Che santo è oggi? Che festa è? Perché fanno i fuochi d&#8217;artificio?&#8221;. Finché il giorno dopo, a due passi da casa, il muretto sfondato dall&#8217;auto, le sagome tracciate col gesso sull&#8217;asfalto&#8230;</p>
<p>Capisco a cuore tutto quello che scrivi: la colpa, la voglia di fuggire, la rassegnazione e assuefazione che s&#8217;insinuano sottopelle, il lavoro come &#8220;fatica&#8221; (dalle mie parti addirittura si dice &#8220;fatìa&#8221;, con la caduta della c, come a rimarcare la sofferta stanchezza di chi pronuncia la parola)&#8230;<br />
Sappiamo come i governi (e quindi anche i mezzi di comunicazione, che sono al loro servizio) usino la politica estera per stornare l&#8217;attenzione dagli eventi interni che denunciano il malessere sociale. In un&#8217;epoca di guerre internazionali, di eventi e tragedie di portata planetaria, niente di più facile e politicamente conveniente per la cricca di coloro che giocano allo Stato! In questi casi la letteratura deve abbandonare estetismi e narcisismi, uscire dalle torri d&#8217;avorio per dire la realtà nuda e cruda,  evidenziare l&#8217;invisibile, essere bollettino d&#8217;informazione&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: roberto saviano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2890</link>
		<dc:creator>roberto saviano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Capisco MALATESTA (approposito ma è un omaggio al grande ERRICO delle mie parti?) che le nostre situazioni si assomigliano. Molto di più che quelle che si vivono in SICILIA. Della MAFIA si parla ma dei camorristi, dei sacristi, della N'drangheta, nessuno sa nulla. Le notizie che si hanno sono di mero folkore da FAR-WEST. Non so se la soluzione, intendo a questo silensio, si può trovare spingendo la letteratura a divenire bollettino d'informazione. E' il tempo della denuncia e dell'indignazione, dell'analisi e forse per alcuni della partecipazione. La letteratura saprà in molteplici cammini prescegliere le giuste strade. Speriamo. Grazie per l'attenzione Malatesta, della provincia, del sottoscala d'Italia si sa davvero poco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Capisco MALATESTA (approposito ma è un omaggio al grande ERRICO delle mie parti?) che le nostre situazioni si assomigliano. Molto di più che quelle che si vivono in SICILIA. Della MAFIA si parla ma dei camorristi, dei sacristi, della N&#8217;drangheta, nessuno sa nulla. Le notizie che si hanno sono di mero folkore da FAR-WEST. Non so se la soluzione, intendo a questo silensio, si può trovare spingendo la letteratura a divenire bollettino d&#8217;informazione. E&#8217; il tempo della denuncia e dell&#8217;indignazione, dell&#8217;analisi e forse per alcuni della partecipazione. La letteratura saprà in molteplici cammini prescegliere le giuste strade. Speriamo. Grazie per l&#8217;attenzione Malatesta, della provincia, del sottoscala d&#8217;Italia si sa davvero poco.</p>
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		<title>Di: Malatesta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2891</link>
		<dc:creator>Malatesta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Roberto,

sì, il mio nick è un omaggio a Errico Malatesta (ci sta dentro il pensiero anarchico che sempre mi appassiona, il legame col sud e anche - a un livello linguistico superficiale, di calembour - la volontà di un atteggiamento controcorrente e anticonformistico, di "mala testa", "testaccia" come si dice da queste parti...).
Penso che spingere la letteratura a farsi bollettino d'informazione (ma rimanendo sempre letteratura, cioè non scivolando nel giornalismo!) non sia un rimedio certo e assoluto contro il silenzio imperante, ma spero e credo che una letteratura "responsabile" possa almeno sforacchiare il fondo dell'attuale omertà politica e mediatica perché qualcosa passi, notizia o pensiero, sgocciolando... 
Una letteratura d'impegno oggi, nell'era massmediatica per eccellenza, non può molto, ma qualcosa può comunque: infastidire, informare, stimolare, anche se pochi... Oggi la capacità di focalizzare questioni e suscitare dibattiti è passata nelle mani del cinema (vedi Buongiorno, notte di Bellocchio o la più recente Passione di Mel Gibson),
tuttavia i libri e anche solo le idee degli scrittori sono continua fonte di ispirazione, base e nucleo di partenza per molti registi (Buongiorno, notte sarebbe esistito senza il libro Il prigioniero?). E penso a I cento passi di Giordana... 
Poi, come vedi, oggi c'è anche internet, che consente qualche movimento in più. Dunque, bisogna scrivere per far circolare tutto, informazioni e idee, come un polline, ché sempre più ne respirino...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Roberto,</p>
<p>sì, il mio nick è un omaggio a Errico Malatesta (ci sta dentro il pensiero anarchico che sempre mi appassiona, il legame col sud e anche - a un livello linguistico superficiale, di calembour - la volontà di un atteggiamento controcorrente e anticonformistico, di &#8220;mala testa&#8221;, &#8220;testaccia&#8221; come si dice da queste parti&#8230;).<br />
Penso che spingere la letteratura a farsi bollettino d&#8217;informazione (ma rimanendo sempre letteratura, cioè non scivolando nel giornalismo!) non sia un rimedio certo e assoluto contro il silenzio imperante, ma spero e credo che una letteratura &#8220;responsabile&#8221; possa almeno sforacchiare il fondo dell&#8217;attuale omertà politica e mediatica perché qualcosa passi, notizia o pensiero, sgocciolando&#8230;<br />
Una letteratura d&#8217;impegno oggi, nell&#8217;era massmediatica per eccellenza, non può molto, ma qualcosa può comunque: infastidire, informare, stimolare, anche se pochi&#8230; Oggi la capacità di focalizzare questioni e suscitare dibattiti è passata nelle mani del cinema (vedi Buongiorno, notte di Bellocchio o la più recente Passione di Mel Gibson),<br />
tuttavia i libri e anche solo le idee degli scrittori sono continua fonte di ispirazione, base e nucleo di partenza per molti registi (Buongiorno, notte sarebbe esistito senza il libro Il prigioniero?). E penso a I cento passi di Giordana&#8230;<br />
Poi, come vedi, oggi c&#8217;è anche internet, che consente qualche movimento in più. Dunque, bisogna scrivere per far circolare tutto, informazioni e idee, come un polline, ché sempre più ne respirino&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: kanji</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2892</link>
		<dc:creator>kanji</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>sai roberto, io ho sempre vissuto al nord, in piccole cittadine o paesini, al sud ci sono stata in ferie e credo di non aver capito un bel niente come si conviene ad ogni turista. sai una cosa? sono terrorizzata al pensiero  che raramente la cronaca del sud ci tocca la coscienza, io non sono menefreghista cinica o disinformata eppure era da un bel pò che non mi sentivo "coinvolta" da ciò che sta succedendo a casa nostra, a qualche chilometro più al sole. e ora, mi sento in dovere di ringraziarti ma soprattutto di chiedere scusa. scusa e grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sai roberto, io ho sempre vissuto al nord, in piccole cittadine o paesini, al sud ci sono stata in ferie e credo di non aver capito un bel niente come si conviene ad ogni turista. sai una cosa? sono terrorizzata al pensiero  che raramente la cronaca del sud ci tocca la coscienza, io non sono menefreghista cinica o disinformata eppure era da un bel pò che non mi sentivo &#8220;coinvolta&#8221; da ciò che sta succedendo a casa nostra, a qualche chilometro più al sole. e ora, mi sento in dovere di ringraziarti ma soprattutto di chiedere scusa. scusa e grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto saviano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2893</link>
		<dc:creator>roberto saviano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Si, capisco Malatesta far passare nella foggiatura della letteratura tutto quanto è marginalizzato, reso vano, inutile, dal quotidiano informare. La letteratura come ambito ultimo in cui poter congetturare e quindi avvicinarsi al vero. Credo che Uwe Johnson abbia molto da isnegnare a tutti noi. A presto Malatesta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, capisco Malatesta far passare nella foggiatura della letteratura tutto quanto è marginalizzato, reso vano, inutile, dal quotidiano informare. La letteratura come ambito ultimo in cui poter congetturare e quindi avvicinarsi al vero. Credo che Uwe Johnson abbia molto da isnegnare a tutti noi. A presto Malatesta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto saviano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2894</link>
		<dc:creator>roberto saviano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=337#comment-2894</guid>
		<description>Cara Kanij non c'è nulla da chieder scusa. La tua email mi ha molto commosso. Mi ha fatto molto, moltissimo piacere sapere che il mio racconto-inchiesta ha stimolato la tua sensibile coscienza coinvolgendola. Non è affattuo tua colpa se da turista o da attenta lettrice non ti sia accorta del sistema-camorra. E' cosa complessa, sotterranea, nascosta. Arrivare a comprender ecerte notizie significa avere il copro per tre quarti già immerso nella fanghiglia...Bisogna tener gli occi spalancati e stringere l'indignazione nel palmo. Come un sampietrino. Forse così non lasceremo troppe notizie e troppe nostre realtà scomparire come se non fossero mai accaduto o esistite. Grazie davvero per le tue parole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Kanij non c&#8217;è nulla da chieder scusa. La tua email mi ha molto commosso. Mi ha fatto molto, moltissimo piacere sapere che il mio racconto-inchiesta ha stimolato la tua sensibile coscienza coinvolgendola. Non è affattuo tua colpa se da turista o da attenta lettrice non ti sia accorta del sistema-camorra. E&#8217; cosa complessa, sotterranea, nascosta. Arrivare a comprender ecerte notizie significa avere il copro per tre quarti già immerso nella fanghiglia&#8230;Bisogna tener gli occi spalancati e stringere l&#8217;indignazione nel palmo. Come un sampietrino. Forse così non lasceremo troppe notizie e troppe nostre realtà scomparire come se non fossero mai accaduto o esistite. Grazie davvero per le tue parole.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2895</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=337#comment-2895</guid>
		<description>essendo anch'io un SUDato SUDista aancor più a meridione del tuo centro so di cosa stai parlando, so cosa vuol dire parlare di certe cose e rischiare anche per un aggettivo di troppo (a me è successo) una rappresaglia da parte della SCU
 ( o camorra o 'ndrangheta o quarta mafia....tutto il mondo,quasi, è paese...)
Sono salentino e di morti ne ho visti, sia inseguiti e fulminati sotto un tavolo per caso come da te, sia massacrati da un pera "regalata" dal tuo giuda personale.
Conosco anche il tuo paese, ci son venuto parecchie volte quand'ero a Roma,lo conosco anche per la sua nomea di "città interculturale" (se non sbaglio è il paese col rapporto più alto di immigrati rispetto a "li paesani").So di cosa parli.
Qui nel salento stiamo cercando di far voce forte contro simili deeviazioni (che poi per molti dei nostri coetanei fare il mafioso non è affatto una deviazione, ma un modo come un altro per gudagnare,spacciando,taglieggando,e talvolta intimando col piombo chi non abbassa la voce )
Ti andrebbe di scrivere qualcosa per la nostra (mia tua nostra di tutto il sud )rivista ? qualsiasi cosa valga per te la pena di far tuonare nel nostro sottoscala....
se ti interessa c'è il mio indirizzo, la rivista è Ariosto219
Coraggio,siamo più di quanto possano immaginare!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>essendo anch&#8217;io un SUDato SUDista aancor più a meridione del tuo centro so di cosa stai parlando, so cosa vuol dire parlare di certe cose e rischiare anche per un aggettivo di troppo (a me è successo) una rappresaglia da parte della SCU<br />
 ( o camorra o &#8216;ndrangheta o quarta mafia&#8230;.tutto il mondo,quasi, è paese&#8230;)<br />
Sono salentino e di morti ne ho visti, sia inseguiti e fulminati sotto un tavolo per caso come da te, sia massacrati da un pera &#8220;regalata&#8221; dal tuo giuda personale.<br />
Conosco anche il tuo paese, ci son venuto parecchie volte quand&#8217;ero a Roma,lo conosco anche per la sua nomea di &#8220;città interculturale&#8221; (se non sbaglio è il paese col rapporto più alto di immigrati rispetto a &#8220;li paesani&#8221;).So di cosa parli.<br />
Qui nel salento stiamo cercando di far voce forte contro simili deeviazioni (che poi per molti dei nostri coetanei fare il mafioso non è affatto una deviazione, ma un modo come un altro per gudagnare,spacciando,taglieggando,e talvolta intimando col piombo chi non abbassa la voce )<br />
Ti andrebbe di scrivere qualcosa per la nostra (mia tua nostra di tutto il sud )rivista ? qualsiasi cosa valga per te la pena di far tuonare nel nostro sottoscala&#8230;.<br />
se ti interessa c&#8217;è il mio indirizzo, la rivista è Ariosto219<br />
Coraggio,siamo più di quanto possano immaginare!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Jacopo Guerriero</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2896</link>
		<dc:creator>Jacopo Guerriero</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Apprezzo sinceramente i pezzi di Saviano perchè consuma molto meno colore di quanto la tradizione letteraria e il costume utilizzano nel raccontare vite e personaggi del genere. La cosa più bella, poi, è che i suoi luoghi sono comunque sempre luoghi dell'affetto, si capisce bene, anche se non c'è alcuna pietas regionale -che sarebbe intollerabile nella narrazione-. Nel contempo, però, non c'è neppure nessuna purezza, c'è anzi un'inconciliabilità di fondo che parla di due realtà, di due mondi, uno egemone ed uno, quello di Saviano, vinto. Due entità che non sono separate o estranee ma concentriche. Così si crea questo senso dispari, una pulsazione forte che mi sembra essere poi il dolore che agisce dietro il racconto, che ne determina la peculiarità.
Da un irpino d'origine, avellinese -cognome a testimone-, un grazie sincero a Saviano. Continui ma cerchi anche di non rischiare troppo, speriamo di conoscerci prima o poi..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Apprezzo sinceramente i pezzi di Saviano perchè consuma molto meno colore di quanto la tradizione letteraria e il costume utilizzano nel raccontare vite e personaggi del genere. La cosa più bella, poi, è che i suoi luoghi sono comunque sempre luoghi dell&#8217;affetto, si capisce bene, anche se non c&#8217;è alcuna pietas regionale -che sarebbe intollerabile nella narrazione-. Nel contempo, però, non c&#8217;è neppure nessuna purezza, c&#8217;è anzi un&#8217;inconciliabilità di fondo che parla di due realtà, di due mondi, uno egemone ed uno, quello di Saviano, vinto. Due entità che non sono separate o estranee ma concentriche. Così si crea questo senso dispari, una pulsazione forte che mi sembra essere poi il dolore che agisce dietro il racconto, che ne determina la peculiarità.<br />
Da un irpino d&#8217;origine, avellinese -cognome a testimone-, un grazie sincero a Saviano. Continui ma cerchi anche di non rischiare troppo, speriamo di conoscerci prima o poi..</p>
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		<title>Di: roberto saviano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2897</link>
		<dc:creator>roberto saviano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=337#comment-2897</guid>
		<description>Grazie roberto, grazie jacopo. Sarò prudente. Anche se è cosa difficile come sapete non ci è dao sapere sin dove è possibile esporsi. Questa solidarietà però che cerchiamo di attestarci credo sia molto. Davvero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie roberto, grazie jacopo. Sarò prudente. Anche se è cosa difficile come sapete non ci è dao sapere sin dove è possibile esporsi. Questa solidarietà però che cerchiamo di attestarci credo sia molto. Davvero.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Adriano Petta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/03/22/la-citta-di-notte/#comment-2898</link>
		<dc:creator>Adriano Petta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Solo oggi ho letto “Annalisa. Cronaca di un funerale.” E, soprattutto, “La città di notte” di Roberto Saviano. Perché “soprattutto”. Annalisa è stata uccisa, l’Italia intera ha conosciuto la sua storia attraverso i media. Anche Vincenzo e Giuseppe sono stati ammazzati come cani, a sangue freddo… ma nessuno ha parlato di loro. Tranne Roberto Saviano. Leggendo “La città di notte” mi sono sentito male: in quattro pagine l’autore dell’articolo ci sbatte in faccia un orrore senza pietà, con una tale forza… che si resta di ghiaccio, senza speranza. Ma forse è proprio questo l’effetto che Roberto vuol produrre: sommergerci con un’ombra emanante muffa e putredine affinché rivoli di sangue penetrino nella nostra razionalità… e producano uno scrollone alle nostre coscienze atrofizzate.
A Roberto Saviano va la mia gratitudine per il “male” e il dolore che mi hanno prodotto i suoi terribili articoli… brani, tra l’altro, di alta letteratura che mandano in frantumi l’idea dell’impotenza del “sapere narrativo”.
Adriano Petta

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		<content:encoded><![CDATA[<p>Solo oggi ho letto “Annalisa. Cronaca di un funerale.” E, soprattutto, “La città di notte” di Roberto Saviano. Perché “soprattutto”. Annalisa è stata uccisa, l’Italia intera ha conosciuto la sua storia attraverso i media. Anche Vincenzo e Giuseppe sono stati ammazzati come cani, a sangue freddo… ma nessuno ha parlato di loro. Tranne Roberto Saviano. Leggendo “La città di notte” mi sono sentito male: in quattro pagine l’autore dell’articolo ci sbatte in faccia un orrore senza pietà, con una tale forza… che si resta di ghiaccio, senza speranza. Ma forse è proprio questo l’effetto che Roberto vuol produrre: sommergerci con un’ombra emanante muffa e putredine affinché rivoli di sangue penetrino nella nostra razionalità… e producano uno scrollone alle nostre coscienze atrofizzate.<br />
A Roberto Saviano va la mia gratitudine per il “male” e il dolore che mi hanno prodotto i suoi terribili articoli… brani, tra l’altro, di alta letteratura che mandano in frantumi l’idea dell’impotenza del “sapere narrativo”.<br />
Adriano Petta</p>
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