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	<title>Commenti a: The Passion of the Christ, pro Mel</title>
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	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 02:08:35 +0000</pubDate>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3588</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Iacopo, sono molto d'accordo con le tue riflessioni su questo controverso film. A me è piaciuto molto e non mi sento pre-conciliare e neppure conservatrice, l'ho trovato di una violenza inaudita e d'altro canto come è possibile raccontare di una tortura e di una crocefissione in modo delicato? Ciaruffoli nella sua recensione ha scritto che la passione di Cristo è un laboratorio, la ritualizzazione meccanica, eminentemente cinematografica,della tortura sul corpo geografico della sofferenza umana. Ecco, trovo qui il nodo principale del film, con tutte poi le critiche che se ne possano fare. D'altro canto in tutte le mistiche è dal dolore, dalla sofferenza che nasce la riflessione sul Mistero e da cui origina la via della conoscenza. Ho pensato molto se scrivere un commento perchè intorno a questo film circola una resistenza dovuta alle dichiarazioni di Gibson, uomo alquanto reazionario e integralista. Ma ho cercato di andare oltre e sinceramente per la prima volta non mi interessa discutere, ognuno vede e riflette con le proprie categorie e quindi ti ringrazio per il tuo contributo ricco di spunti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Iacopo, sono molto d&#8217;accordo con le tue riflessioni su questo controverso film. A me è piaciuto molto e non mi sento pre-conciliare e neppure conservatrice, l&#8217;ho trovato di una violenza inaudita e d&#8217;altro canto come è possibile raccontare di una tortura e di una crocefissione in modo delicato? Ciaruffoli nella sua recensione ha scritto che la passione di Cristo è un laboratorio, la ritualizzazione meccanica, eminentemente cinematografica,della tortura sul corpo geografico della sofferenza umana. Ecco, trovo qui il nodo principale del film, con tutte poi le critiche che se ne possano fare. D&#8217;altro canto in tutte le mistiche è dal dolore, dalla sofferenza che nasce la riflessione sul Mistero e da cui origina la via della conoscenza. Ho pensato molto se scrivere un commento perchè intorno a questo film circola una resistenza dovuta alle dichiarazioni di Gibson, uomo alquanto reazionario e integralista. Ma ho cercato di andare oltre e sinceramente per la prima volta non mi interessa discutere, ognuno vede e riflette con le proprie categorie e quindi ti ringrazio per il tuo contributo ricco di spunti.</p>
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		<title>Di: dario</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3589</link>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Mi ha molto colpito questo film perché sono andato a vederlo con molti pregiudizi negativi e nonostante quasi tutti i pregiudizi me li sia visti confermati, qualcosa mi ha punto dove non mi aspettavo di essere vulnerabile. Ci devo pensare su. A proposito della mistica Emmerich invece voglio segnalare un intervento che si trova alla pagina http://evangelici.altervista.org/gibson.html
in cui si rubricano i prelievi di Gibson dalle visioni della mistica come "falsità". L'idea è che il film non è basato sulla Bibbia, anzi se ne discosta fino all'eresia in moltissimi punti. Trovo interessante questo richiamo al "realismo" visto come fedeltà al dettato fattuale biblico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha molto colpito questo film perché sono andato a vederlo con molti pregiudizi negativi e nonostante quasi tutti i pregiudizi me li sia visti confermati, qualcosa mi ha punto dove non mi aspettavo di essere vulnerabile. Ci devo pensare su. A proposito della mistica Emmerich invece voglio segnalare un intervento che si trova alla pagina <a href="http://evangelici.altervista.org/gibson.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/evangelici.altervista.org');" rel="nofollow">http://evangelici.altervista.org/gibson.html</a><br />
in cui si rubricano i prelievi di Gibson dalle visioni della mistica come &#8220;falsità&#8221;. L&#8217;idea è che il film non è basato sulla Bibbia, anzi se ne discosta fino all&#8217;eresia in moltissimi punti. Trovo interessante questo richiamo al &#8220;realismo&#8221; visto come fedeltà al dettato fattuale biblico.</p>
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	<item>
		<title>Di: anna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3590</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>anch'io ho visto il film con qualche pregiudizio. oltre l'attesa di immagini cruente e dolorose all'inverosimile, ciò che mi ha procurato tensione è stato lo scenario della sala, e la scia di commenti finali (potrei dire il teatro esteriore, usando l'espressione che usa Guerriero). mi turbava più l'idea delle reazioni (emotive, psicologiche, sentimentali...) che il film avrebbe prodotto, piuttosto che il film stesso. non a caso, durante la proiezione, più e più volte mi sono girata a guardare intorno: osservare le facce di chi in quel momento stava guardando teso, o chiudendo gli occhi, o piangendo, o facendo una smorfia di dolore... all'uscita dalla sala ho ascoltato i commenti dei miei amici, che si dicevano choccati, sconvolti. qualcuno ha detto che era un film del cazzo, che non si poteva far vedere tanta violenza, e tutti loro(ma anche altre persone che mi passavano accanto commentando) ripetevano di quanto fosse stata tremenda la scena del flagello che scarnifica. e poi quella dei chiodi e di quando la croce è capovolta e via così a elencare le immagini più forti della Passione di "questo povero Cristo" che "chi l'avrebbe mai immaginata così". a me hanno dato (magari scherzando) della cinica perché non mostravo nessuno choc: non avevo pianto, non avevo chiuso gli occhi, non mi era venuto da vomitare. in realtà, non avevo voglia di parlarne, perché il mio cruccio era un altro e fomentato dai loro stessi commenti.
quanto di ciò che si era appena visto sarebbe rimasto sterile rappresentazione? non che il film debba avere fini di evangelizzazione (sarebbe come apprezzare vanity fair che esce con i Vangeli allegati!) ma tanta impressione può davvero portare molti a interrogarsi sulla morte di Cristo. sulla passione(sul senso) di quel povero Cristo? dubito. sarà perché credo di più nei percorsi mistici, perché credo di più nel teatro interiore della Passione (dove io sono protagonista, io faccio esperienza intima e viva di quel Calvario, di quel dolore). a me il film di Gibson non dice niente di più di quanto, da secoli, è raccontato e ricordato il venerdì santo. però è probable che molti l'anno prossimo, a ridosso della Pasqua, ripenseranno alla Passione di Cristo ricordando una scena del film. magari quella del flagello.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anch&#8217;io ho visto il film con qualche pregiudizio. oltre l&#8217;attesa di immagini cruente e dolorose all&#8217;inverosimile, ciò che mi ha procurato tensione è stato lo scenario della sala, e la scia di commenti finali (potrei dire il teatro esteriore, usando l&#8217;espressione che usa Guerriero). mi turbava più l&#8217;idea delle reazioni (emotive, psicologiche, sentimentali&#8230;) che il film avrebbe prodotto, piuttosto che il film stesso. non a caso, durante la proiezione, più e più volte mi sono girata a guardare intorno: osservare le facce di chi in quel momento stava guardando teso, o chiudendo gli occhi, o piangendo, o facendo una smorfia di dolore&#8230; all&#8217;uscita dalla sala ho ascoltato i commenti dei miei amici, che si dicevano choccati, sconvolti. qualcuno ha detto che era un film del cazzo, che non si poteva far vedere tanta violenza, e tutti loro(ma anche altre persone che mi passavano accanto commentando) ripetevano di quanto fosse stata tremenda la scena del flagello che scarnifica. e poi quella dei chiodi e di quando la croce è capovolta e via così a elencare le immagini più forti della Passione di &#8220;questo povero Cristo&#8221; che &#8220;chi l&#8217;avrebbe mai immaginata così&#8221;. a me hanno dato (magari scherzando) della cinica perché non mostravo nessuno choc: non avevo pianto, non avevo chiuso gli occhi, non mi era venuto da vomitare. in realtà, non avevo voglia di parlarne, perché il mio cruccio era un altro e fomentato dai loro stessi commenti.<br />
quanto di ciò che si era appena visto sarebbe rimasto sterile rappresentazione? non che il film debba avere fini di evangelizzazione (sarebbe come apprezzare vanity fair che esce con i Vangeli allegati!) ma tanta impressione può davvero portare molti a interrogarsi sulla morte di Cristo. sulla passione(sul senso) di quel povero Cristo? dubito. sarà perché credo di più nei percorsi mistici, perché credo di più nel teatro interiore della Passione (dove io sono protagonista, io faccio esperienza intima e viva di quel Calvario, di quel dolore). a me il film di Gibson non dice niente di più di quanto, da secoli, è raccontato e ricordato il venerdì santo. però è probable che molti l&#8217;anno prossimo, a ridosso della Pasqua, ripenseranno alla Passione di Cristo ricordando una scena del film. magari quella del flagello.</p>
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		<title>Di: anna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3591</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>anch'io ho visto il film con qualche pregiudizio. oltre l'attesa di immagini cruente e dolorose all'inverosimile, ciò che mi ha procurato tensione è stato lo scenario della sala, e la scia di commenti finali (potrei dire il teatro esteriore, usando l'espressione che usa Guerriero). mi turbava più l'idea delle reazioni (emotive, psicologiche, sentimentali...) che il film avrebbe prodotto, piuttosto che il film stesso. non a caso, durante la proiezione, più e più volte mi sono girata a guardare intorno: osservare le facce di chi in quel momento stava guardando teso, o chiudendo gli occhi, o piangendo, o facendo una smorfia di dolore... all'uscita dalla sala ho ascoltato i commenti dei miei amici, che si dicevano choccati, sconvolti. qualcuno ha detto che era un film del cazzo, che non si poteva far vedere tanta violenza, e tutti loro(ma anche altre persone che mi passavano accanto commentando) ripetevano di quanto fosse stata tremenda la scena del flagello che scarnifica. e poi quella dei chiodi e di quando la croce è capovolta e via così a elencare le immagini più forti della Passione di "questo povero Cristo" che "chi l'avrebbe mai immaginata così". a me hanno dato (magari scherzando) della cinica perché non mostravo nessuno choc: non avevo pianto, non avevo chiuso gli occhi, non mi era venuto da vomitare. in realtà, non avevo voglia di parlarne, perché il mio cruccio era un altro e fomentato dai loro stessi commenti.
quanto di ciò che si era appena visto sarebbe rimasto sterile rappresentazione? non che il film debba avere fini di evangelizzazione (sarebbe come apprezzare vanity fair che esce con i Vangeli allegati!) ma tanta impressione può davvero portare molti a interrogarsi sulla morte di Cristo. sulla passione(sul senso) di quel povero Cristo? dubito. sarà perché credo di più nei percorsi mistici, perché credo di più nel teatro interiore della Passione (dove io sono protagonista, io faccio esperienza intima e viva di quel Calvario, di quel dolore). a me il film di Gibson non dice niente di più di quanto, da secoli, è raccontato e ricordato il venerdì santo. però è probable che molti l'anno prossimo, a ridosso della Pasqua, ripenseranno alla Passione di Cristo ricordando una scena del film. magari quella del flagello.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anch&#8217;io ho visto il film con qualche pregiudizio. oltre l&#8217;attesa di immagini cruente e dolorose all&#8217;inverosimile, ciò che mi ha procurato tensione è stato lo scenario della sala, e la scia di commenti finali (potrei dire il teatro esteriore, usando l&#8217;espressione che usa Guerriero). mi turbava più l&#8217;idea delle reazioni (emotive, psicologiche, sentimentali&#8230;) che il film avrebbe prodotto, piuttosto che il film stesso. non a caso, durante la proiezione, più e più volte mi sono girata a guardare intorno: osservare le facce di chi in quel momento stava guardando teso, o chiudendo gli occhi, o piangendo, o facendo una smorfia di dolore&#8230; all&#8217;uscita dalla sala ho ascoltato i commenti dei miei amici, che si dicevano choccati, sconvolti. qualcuno ha detto che era un film del cazzo, che non si poteva far vedere tanta violenza, e tutti loro(ma anche altre persone che mi passavano accanto commentando) ripetevano di quanto fosse stata tremenda la scena del flagello che scarnifica. e poi quella dei chiodi e di quando la croce è capovolta e via così a elencare le immagini più forti della Passione di &#8220;questo povero Cristo&#8221; che &#8220;chi l&#8217;avrebbe mai immaginata così&#8221;. a me hanno dato (magari scherzando) della cinica perché non mostravo nessuno choc: non avevo pianto, non avevo chiuso gli occhi, non mi era venuto da vomitare. in realtà, non avevo voglia di parlarne, perché il mio cruccio era un altro e fomentato dai loro stessi commenti.<br />
quanto di ciò che si era appena visto sarebbe rimasto sterile rappresentazione? non che il film debba avere fini di evangelizzazione (sarebbe come apprezzare vanity fair che esce con i Vangeli allegati!) ma tanta impressione può davvero portare molti a interrogarsi sulla morte di Cristo. sulla passione(sul senso) di quel povero Cristo? dubito. sarà perché credo di più nei percorsi mistici, perché credo di più nel teatro interiore della Passione (dove io sono protagonista, io faccio esperienza intima e viva di quel Calvario, di quel dolore). a me il film di Gibson non dice niente di più di quanto, da secoli, è raccontato e ricordato il venerdì santo. però è probable che molti l&#8217;anno prossimo, a ridosso della Pasqua, ripenseranno alla Passione di Cristo ricordando una scena del film. magari quella del flagello.</p>
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	<item>
		<title>Di: Fabrizio Corselli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3592</link>
		<dc:creator>Fabrizio Corselli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>"MORS SOLEMNIS"


Penetra un chiodo, e un altro ancora, tra la carne vibratile
che ansima e singhiozza per un peccato mai commesso,

flesso è il corpo e alta la fronte in gabbia,
percosso e attonito dagli staffili del proprio carnefice,

scende un rovo al di sotto della palpebra desta
per agganciar come fibbia di sferzante sale,
la visione di una nuova rinascita,

riverbera lo stridore di quella crosta lacera
finché oscilla e s'annida,
come verme tra gli incavi della Terra.

Una terra non meritevole di alcun perdono:
questo è il sacrificio e l'atto d'amore
illuso tra gli angoli della strada d'una città
ove il peccato s'insinua come radici di sempreverdi.

Il peso di una croce e di una corona di spine
a dirompere le ossa del collo come una bestia da soma
dopo la fatica e l'amaro sudore dei campi incolti.

Nessuna semina, nessun raccolto
se non una bestemmia ed una parabola
concimata ancor più dall'ibrido inganno
di coloro che conobbero la ragione dell'incesto e del sangue.

Si discioglie e si dipana adesso la corona di spine
sul corpo frantumato e afflitto dalla propria caduta
di angelo senza ali e senza nome, il cui paterno comando
dall'alto di una volta celeste, affoga nel vuoto
di un silenzio mai udito dalla mortale progenie;

e squarcia nella sua eterna e ciclica discesa, 
ogni lembo di vana speranza, finché le carni
e il cuore si aprano come strale fra la tormentata tempesta,
nel pieno rigurgito di un diluvio di sangue e di piaghe infette.

Questo l'antico ricordo, d'una terra lontana;

così dalle contuse lacrime di un logoro flagello,
di mia Madre, il viso, scarno e flagellato
dalle singulte passioni del proprio figlio mortale
sfrigola e geme tra le mani congiunte, 
portate alla bocca di chi assapora l'altrui dolore
come il destino di coloro che dell'immolato sguardo 
decretarono il veto.

Il mio cuore e la mia anima, pegni questi
per un popolo cieco e di sé giudice,
fuggono via dalle provate ossa di martire
insieme al mio alito, incarnatosi 
in una sorda e falsa religiosa promessa,

pallido e arso di vergogna
per avere della propria indulgenza
mortificato le ultime delizie,
in veste di semplice Uomo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;MORS SOLEMNIS&#8221;</p>
<p>Penetra un chiodo, e un altro ancora, tra la carne vibratile<br />
che ansima e singhiozza per un peccato mai commesso,</p>
<p>flesso è il corpo e alta la fronte in gabbia,<br />
percosso e attonito dagli staffili del proprio carnefice,</p>
<p>scende un rovo al di sotto della palpebra desta<br />
per agganciar come fibbia di sferzante sale,<br />
la visione di una nuova rinascita,</p>
<p>riverbera lo stridore di quella crosta lacera<br />
finché oscilla e s&#8217;annida,<br />
come verme tra gli incavi della Terra.</p>
<p>Una terra non meritevole di alcun perdono:<br />
questo è il sacrificio e l&#8217;atto d&#8217;amore<br />
illuso tra gli angoli della strada d&#8217;una città<br />
ove il peccato s&#8217;insinua come radici di sempreverdi.</p>
<p>Il peso di una croce e di una corona di spine<br />
a dirompere le ossa del collo come una bestia da soma<br />
dopo la fatica e l&#8217;amaro sudore dei campi incolti.</p>
<p>Nessuna semina, nessun raccolto<br />
se non una bestemmia ed una parabola<br />
concimata ancor più dall&#8217;ibrido inganno<br />
di coloro che conobbero la ragione dell&#8217;incesto e del sangue.</p>
<p>Si discioglie e si dipana adesso la corona di spine<br />
sul corpo frantumato e afflitto dalla propria caduta<br />
di angelo senza ali e senza nome, il cui paterno comando<br />
dall&#8217;alto di una volta celeste, affoga nel vuoto<br />
di un silenzio mai udito dalla mortale progenie;</p>
<p>e squarcia nella sua eterna e ciclica discesa,<br />
ogni lembo di vana speranza, finché le carni<br />
e il cuore si aprano come strale fra la tormentata tempesta,<br />
nel pieno rigurgito di un diluvio di sangue e di piaghe infette.</p>
<p>Questo l&#8217;antico ricordo, d&#8217;una terra lontana;</p>
<p>così dalle contuse lacrime di un logoro flagello,<br />
di mia Madre, il viso, scarno e flagellato<br />
dalle singulte passioni del proprio figlio mortale<br />
sfrigola e geme tra le mani congiunte,<br />
portate alla bocca di chi assapora l&#8217;altrui dolore<br />
come il destino di coloro che dell&#8217;immolato sguardo<br />
decretarono il veto.</p>
<p>Il mio cuore e la mia anima, pegni questi<br />
per un popolo cieco e di sé giudice,<br />
fuggono via dalle provate ossa di martire<br />
insieme al mio alito, incarnatosi<br />
in una sorda e falsa religiosa promessa,</p>
<p>pallido e arso di vergogna<br />
per avere della propria indulgenza<br />
mortificato le ultime delizie,<br />
in veste di semplice Uomo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Jacopo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3593</link>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio sinceramente Gabriella Fuschini che ha colto molto dello spirito con cui ho scritto questo pezzo così perfettibile, abbozzato. Grazie anche del consiglio, andrò presto a leggermi Ciaruffoli, persona che stimo, la cui recensione, questa volta, mi era sfuggita. Quanto all'osservazione di Dario: non stento a credere che gli evangelici muovano una critica del genere. Si inscirive nella loro teologia.
Io penso, però, che lo fonti della Rivelazione siano due. Scrittura e Tradizione. Un gigante come De Lubac ha lasciato cose bellissime in proposito. Non sola scriptura allora. 
Certo sarebbe folle ignorare il contributo storiografico enorme che anche oggi viene dato dalle opere di Bruce, di Meier..Sul Sole di ieri  mons. Ravasi citava anche l'ambito delle fonti extrabibliche (Gibson, qualcosa, sembra conoscere). Quello che voglio dire, ultimamente, è che la parola e il realismo biblico di cui tu dici sono importanti.
Ma scrive Silesio:«Se Cristo nascesse mille volte a Betlemme e neanche una nel mio cuore tutto sarebbe inutile». Né la Emmerick né tantomeno Gibson sono esegeti. Però me li tengo stretti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio sinceramente Gabriella Fuschini che ha colto molto dello spirito con cui ho scritto questo pezzo così perfettibile, abbozzato. Grazie anche del consiglio, andrò presto a leggermi Ciaruffoli, persona che stimo, la cui recensione, questa volta, mi era sfuggita. Quanto all&#8217;osservazione di Dario: non stento a credere che gli evangelici muovano una critica del genere. Si inscirive nella loro teologia.<br />
Io penso, però, che lo fonti della Rivelazione siano due. Scrittura e Tradizione. Un gigante come De Lubac ha lasciato cose bellissime in proposito. Non sola scriptura allora.<br />
Certo sarebbe folle ignorare il contributo storiografico enorme che anche oggi viene dato dalle opere di Bruce, di Meier..Sul Sole di ieri  mons. Ravasi citava anche l&#8217;ambito delle fonti extrabibliche (Gibson, qualcosa, sembra conoscere). Quello che voglio dire, ultimamente, è che la parola e il realismo biblico di cui tu dici sono importanti.<br />
Ma scrive Silesio:«Se Cristo nascesse mille volte a Betlemme e neanche una nel mio cuore tutto sarebbe inutile». Né la Emmerick né tantomeno Gibson sono esegeti. Però me li tengo stretti&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Jacopo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3594</link>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Dimenticavo (scusate): Anna mi chiarisci meglio il senso del tuo intervento? Non ho capito molto bene cosa pensi di questo film..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo (scusate): Anna mi chiarisci meglio il senso del tuo intervento? Non ho capito molto bene cosa pensi di questo film..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: anna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3595</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=391#comment-3595</guid>
		<description>penso che sia un film, come è stato scritto, estremamente, radicalmente, realista (nella raffigurazione della violenza subita da Cristo). ma questo è tutto. posso dire che mi è piaciuto tantissimo il personaggio di Maria (come è stato intepretato e tratteggiato); mi ha toccata molto di più delle scene cruente in cui schizzavano sangue e brandelli di carne. ma non posso dire che questo film mi aiuti ad accostarmi e a comprendere (partecipare) al sacrificio di Cristo. "L'incessante consumazione d'amore" passa da un'esperienza intima, profondissima, trascendente. che è prima di tutto, credo, un'esperienza di fede. di abbandono. spontaneo (come tu scrivi). e in questo senso il film non mi dà niente. né lo respingo, né mi scandalizza, ma neppure mi fa sentire più di quanto senta leggendo il racconto della Passione secondo Marco, o Giovanni, o Matteo, o luca. Anzi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>penso che sia un film, come è stato scritto, estremamente, radicalmente, realista (nella raffigurazione della violenza subita da Cristo). ma questo è tutto. posso dire che mi è piaciuto tantissimo il personaggio di Maria (come è stato intepretato e tratteggiato); mi ha toccata molto di più delle scene cruente in cui schizzavano sangue e brandelli di carne. ma non posso dire che questo film mi aiuti ad accostarmi e a comprendere (partecipare) al sacrificio di Cristo. &#8220;L&#8217;incessante consumazione d&#8217;amore&#8221; passa da un&#8217;esperienza intima, profondissima, trascendente. che è prima di tutto, credo, un&#8217;esperienza di fede. di abbandono. spontaneo (come tu scrivi). e in questo senso il film non mi dà niente. né lo respingo, né mi scandalizza, ma neppure mi fa sentire più di quanto senta leggendo il racconto della Passione secondo Marco, o Giovanni, o Matteo, o luca. Anzi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Saviano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3596</link>
		<dc:creator>Roberto Saviano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=391#comment-3596</guid>
		<description>Mi è piaciuta molto questa intuizione di Jacopo Guerriero che interpreta il film di Gibson come una sorta di tragedia mistica contemporanea. La mistica cristiana che Jacopo riesce a sintetizzare in poche righe, pone la passione, la compartecipazione, il deliquio ad un livello superiore superiore rispetto alla conoscenza teologica o storica. Sia Brentano che pone l'esperienza mistica solo sul piano passionale sia il grande Balthasar (approposito prima o poi si rivaluterà la sua grande qualità di scrittore) che considera invece l'esperienza mistica consustanziale alla conoscenza, mostrano la centralità della sofferenza-pathos nell'esperienza cristiana. L'alleanza nata con la circoncisione è ora rinsaldata e suggellata con il sangue. Più nulla può Cristo, solo offrire se stesso. Non gli è dato altro, è figlio dell'uomo sulla croce. Molto interessante, davvero, questa riflessione di Guerriero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è piaciuta molto questa intuizione di Jacopo Guerriero che interpreta il film di Gibson come una sorta di tragedia mistica contemporanea. La mistica cristiana che Jacopo riesce a sintetizzare in poche righe, pone la passione, la compartecipazione, il deliquio ad un livello superiore superiore rispetto alla conoscenza teologica o storica. Sia Brentano che pone l&#8217;esperienza mistica solo sul piano passionale sia il grande Balthasar (approposito prima o poi si rivaluterà la sua grande qualità di scrittore) che considera invece l&#8217;esperienza mistica consustanziale alla conoscenza, mostrano la centralità della sofferenza-pathos nell&#8217;esperienza cristiana. L&#8217;alleanza nata con la circoncisione è ora rinsaldata e suggellata con il sangue. Più nulla può Cristo, solo offrire se stesso. Non gli è dato altro, è figlio dell&#8217;uomo sulla croce. Molto interessante, davvero, questa riflessione di Guerriero.</p>
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		<title>Di: Roberto Saviano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3597</link>
		<dc:creator>Roberto Saviano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Mi è piaciuta molto questa intuizione di Jacopo Guerriero che interpreta il film di Gibson come una sorta di tragedia mistica contemporanea. La mistica cristiana che Jacopo riesce a sintetizzare in poche righe, pone la passione, la compartecipazione, il deliquio ad un livello superiore superiore rispetto alla conoscenza teologica o storica. Sia Brentano che pone l'esperienza mistica solo sul piano passionale sia il grande Balthasar (approposito prima o poi si rivaluterà la sua grande qualità di scrittore) che considera invece l'esperienza mistica consustanziale alla conoscenza, mostrano la centralità della sofferenza-pathos nell'esperienza cristiana. L'alleanza nata con la circoncisione è ora rinsaldata e suggellata con il sangue. Più nulla può Cristo, solo offrire se stesso. Non gli è dato altro, è figlio dell'uomo sulla croce. Molto interessante, davvero, questa riflessione di Guerriero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è piaciuta molto questa intuizione di Jacopo Guerriero che interpreta il film di Gibson come una sorta di tragedia mistica contemporanea. La mistica cristiana che Jacopo riesce a sintetizzare in poche righe, pone la passione, la compartecipazione, il deliquio ad un livello superiore superiore rispetto alla conoscenza teologica o storica. Sia Brentano che pone l&#8217;esperienza mistica solo sul piano passionale sia il grande Balthasar (approposito prima o poi si rivaluterà la sua grande qualità di scrittore) che considera invece l&#8217;esperienza mistica consustanziale alla conoscenza, mostrano la centralità della sofferenza-pathos nell&#8217;esperienza cristiana. L&#8217;alleanza nata con la circoncisione è ora rinsaldata e suggellata con il sangue. Più nulla può Cristo, solo offrire se stesso. Non gli è dato altro, è figlio dell&#8217;uomo sulla croce. Molto interessante, davvero, questa riflessione di Guerriero.</p>
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		<title>Di: Roberto Saviano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3598</link>
		<dc:creator>Roberto Saviano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Mi è piaciuta molto questa intuizione di Jacopo Guerriero che interpreta il film di Gibson come una sorta di tragedia mistica contemporanea. La mistica cristiana che Jacopo riesce a sintetizzare in poche righe, pone la passione, la compartecipazione, il deliquio ad un livello superiore superiore rispetto alla conoscenza teologica o storica. Sia Brentano che pone l'esperienza mistica solo sul piano passionale sia il grande Balthasar (approposito prima o poi si rivaluterà la sua grande qualità di scrittore) che considera invece l'esperienza mistica consustanziale alla conoscenza, mostrano la centralità della sofferenza-pathos nell'esperienza cristiana. L'alleanza nata con la circoncisione è ora rinsaldata e suggellata con il sangue. Più nulla può Cristo, solo offrire se stesso. Non gli è dato altro, è figlio dell'uomo sulla croce. Molto interessante, davvero, questa riflessione di Guerriero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è piaciuta molto questa intuizione di Jacopo Guerriero che interpreta il film di Gibson come una sorta di tragedia mistica contemporanea. La mistica cristiana che Jacopo riesce a sintetizzare in poche righe, pone la passione, la compartecipazione, il deliquio ad un livello superiore superiore rispetto alla conoscenza teologica o storica. Sia Brentano che pone l&#8217;esperienza mistica solo sul piano passionale sia il grande Balthasar (approposito prima o poi si rivaluterà la sua grande qualità di scrittore) che considera invece l&#8217;esperienza mistica consustanziale alla conoscenza, mostrano la centralità della sofferenza-pathos nell&#8217;esperienza cristiana. L&#8217;alleanza nata con la circoncisione è ora rinsaldata e suggellata con il sangue. Più nulla può Cristo, solo offrire se stesso. Non gli è dato altro, è figlio dell&#8217;uomo sulla croce. Molto interessante, davvero, questa riflessione di Guerriero.</p>
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		<title>Di: Malatesta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3599</link>
		<dc:creator>Malatesta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=391#comment-3599</guid>
		<description>Caro Guerriero, non solo lei ha dannatamente ragione, ma bisogna fare mente critica sulla situazione generale riguardo gli attuali detrattori del realismo o iperrealismo cinematografico. Ma che pretendono, che eventi e termini come passione, calvario ecc. siano rappresentati con scene patinate, senza un goccio di sangue, con Gesù che sorride e mostra, come in certe sculture di crocifissi, degli addominali da culturista? Tempo fa, certi critici pretendevano di censurare Lupin perché c'è Jigen che fuma, e questo non è bello da mostrare ai bambini. Ma è chiaro che il pistolero che fuma spavaldo, che si accende e aspira con calma e sicurezza poco prima di ammazzare il nemico, è un modo di rappresentare, psicologicamente, il personaggio. Lo stesso vale per la Passione. 
Poi le reazioni sono diverse: una mia amica mi ha raccontato di un ragazzo che, dopo aver visto il film, ha iniziato a leggersi il vangelo, tanto n'era rimasto sconvolto. E' chiaro che le reazioni di scandalo sono normali - ma non vuole forse scandalizzare Gibson? e non è forse scandalo, in sé, la passione di Cristo?
Un'ultima nota, poi, sul dispiegamento di preti e pretonzoli che in questi giorni si sono affaccendati a criticare il film e, nella maggior parte dei casi, a dire: "Gibson è un regista e non un uomo di Chiesa" e "in fondo è un film e non un'opera teologica". Certo, ma allo stesso modo non dimentichino, i nostri cari pretonzoli, che anche loro non sono critici cinematografici...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Guerriero, non solo lei ha dannatamente ragione, ma bisogna fare mente critica sulla situazione generale riguardo gli attuali detrattori del realismo o iperrealismo cinematografico. Ma che pretendono, che eventi e termini come passione, calvario ecc. siano rappresentati con scene patinate, senza un goccio di sangue, con Gesù che sorride e mostra, come in certe sculture di crocifissi, degli addominali da culturista? Tempo fa, certi critici pretendevano di censurare Lupin perché c&#8217;è Jigen che fuma, e questo non è bello da mostrare ai bambini. Ma è chiaro che il pistolero che fuma spavaldo, che si accende e aspira con calma e sicurezza poco prima di ammazzare il nemico, è un modo di rappresentare, psicologicamente, il personaggio. Lo stesso vale per la Passione.<br />
Poi le reazioni sono diverse: una mia amica mi ha raccontato di un ragazzo che, dopo aver visto il film, ha iniziato a leggersi il vangelo, tanto n&#8217;era rimasto sconvolto. E&#8217; chiaro che le reazioni di scandalo sono normali - ma non vuole forse scandalizzare Gibson? e non è forse scandalo, in sé, la passione di Cristo?<br />
Un&#8217;ultima nota, poi, sul dispiegamento di preti e pretonzoli che in questi giorni si sono affaccendati a criticare il film e, nella maggior parte dei casi, a dire: &#8220;Gibson è un regista e non un uomo di Chiesa&#8221; e &#8220;in fondo è un film e non un&#8217;opera teologica&#8221;. Certo, ma allo stesso modo non dimentichino, i nostri cari pretonzoli, che anche loro non sono critici cinematografici&#8230;</p>
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		<title>Di: franz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3600</link>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>D'accordo con tutti (anche se il film non l'ho ancora visto...)Ma insomma, mi sono cuccato un pò di trailer e qualcosa si capisce. Seguendo i vs discorsi, Gibson ha mostrato il lato duro e puro della Passione di Cristo, che poi è l'unico lato. Zeffirelli si rivolta nel suo giardino simil-Boboli: chi se ne frega, andasse a confessarsi per i suoi peccati di reazionario del put e per aver ideato le targhe azzurre (ve le ricordate?). Cristo ha sofferto le pene dell'inferno. Tutta le accuse di antisemitismo mi sembrano oziose, detto così a spanne larghe da-non-ancora-vedente-del-film. Essì, faccio come Gad Lerner ma al contrario, che si è sentito in dovere in una trasmissione televisiva di criticare aspramente il film senza averlo visto. Io, senza averlo ancora visto, ne parlo bene. E meno male che l'ottimo Sbragia (Caifa nel film) bravissimo attore tra l'altro di origine israelita, ha tappato la bocca al pur bravo (in altre cose) Gad.
Cristo è morto per noi. La rappresentazione del suo immenso, universale dolore umano è oggi più che mai doverosa. Senza fronzoli, senza abbellimenti, senza occhi blu. Un esempio forte, perchè Lui è l'Esempio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo con tutti (anche se il film non l&#8217;ho ancora visto&#8230;)Ma insomma, mi sono cuccato un pò di trailer e qualcosa si capisce. Seguendo i vs discorsi, Gibson ha mostrato il lato duro e puro della Passione di Cristo, che poi è l&#8217;unico lato. Zeffirelli si rivolta nel suo giardino simil-Boboli: chi se ne frega, andasse a confessarsi per i suoi peccati di reazionario del put e per aver ideato le targhe azzurre (ve le ricordate?). Cristo ha sofferto le pene dell&#8217;inferno. Tutta le accuse di antisemitismo mi sembrano oziose, detto così a spanne larghe da-non-ancora-vedente-del-film. Essì, faccio come Gad Lerner ma al contrario, che si è sentito in dovere in una trasmissione televisiva di criticare aspramente il film senza averlo visto. Io, senza averlo ancora visto, ne parlo bene. E meno male che l&#8217;ottimo Sbragia (Caifa nel film) bravissimo attore tra l&#8217;altro di origine israelita, ha tappato la bocca al pur bravo (in altre cose) Gad.<br />
Cristo è morto per noi. La rappresentazione del suo immenso, universale dolore umano è oggi più che mai doverosa. Senza fronzoli, senza abbellimenti, senza occhi blu. Un esempio forte, perchè Lui è l&#8217;Esempio.</p>
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		<title>Di: gabriella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3601</link>
		<dc:creator>gabriella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>A mio parere le accuse di antisemitismo sono proprio oziose, hai ragione Franz. O io sono particolarmente ottusa e non riesco a leggere tra le righe, anzi tra i fotogrammi, oppure c'è la volontà di martellare il film a tutti i costi. Sono d'accordo anche con Anna, la figura di Maria è così ben tratteggiata in tutto il film e la pietà finale è di un'intensità incredibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A mio parere le accuse di antisemitismo sono proprio oziose, hai ragione Franz. O io sono particolarmente ottusa e non riesco a leggere tra le righe, anzi tra i fotogrammi, oppure c&#8217;è la volontà di martellare il film a tutti i costi. Sono d&#8217;accordo anche con Anna, la figura di Maria è così ben tratteggiata in tutto il film e la pietà finale è di un&#8217;intensità incredibile.</p>
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		<title>Di: franz</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3602</link>
		<dc:creator>franz</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>IO ho sempre ragione...</description>
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		<title>Di: Jacopo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3603</link>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=391#comment-3603</guid>
		<description>Grazie a tutti per l'adesione (anche a Franz in splendido berzerk autoreferenziale). Con questo pezzo non dico nulla di eccelso e, come nel caso di Anna, può anche benissimo accadere che questo film lasci del tutto inerti o quasi. Però, ripeto, l'accento sulla Parola va posto perchè essa -in ambito cristiano- è annuncio di un evento, è buona novella. Altrimenti non ha senso. Il centro è lì e da nessun altra parte. Nell'evento, intendo. In quel dolore di cui partecipano i mistici.
E'per questo che si continua a rappresentare la Passione. C'entra anche, forse, un senso tipicamente ebraico-cristiano che ha a che fare con il memoriale (zkor), con una rivisitazione che porti a passare da schauspieler a mitspieler: da spettatore a compartecipe. 
Che mi frega, insisto, se poi il colore del mantello di Gesù  era diverso, o se un uomo non può soffrire a quel modo per dodici ore..
E' un aspetto da considerare ma è secondario. Lombardi Vallauri  ha studiato a lungo i miti di resurrezione in contesto non cristiano ma il risultato del suo lavoro è stato identico. Ogni comunità che vive una "passione" ne ricerca poi una rivisitazione periodica e costante. L'attualizzazione e la pietà vanno di pari passo. Sono temi su cui si potrebbe discutere all'infinito</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti per l&#8217;adesione (anche a Franz in splendido berzerk autoreferenziale). Con questo pezzo non dico nulla di eccelso e, come nel caso di Anna, può anche benissimo accadere che questo film lasci del tutto inerti o quasi. Però, ripeto, l&#8217;accento sulla Parola va posto perchè essa -in ambito cristiano- è annuncio di un evento, è buona novella. Altrimenti non ha senso. Il centro è lì e da nessun altra parte. Nell&#8217;evento, intendo. In quel dolore di cui partecipano i mistici.<br />
E&#8217;per questo che si continua a rappresentare la Passione. C&#8217;entra anche, forse, un senso tipicamente ebraico-cristiano che ha a che fare con il memoriale (zkor), con una rivisitazione che porti a passare da schauspieler a mitspieler: da spettatore a compartecipe.<br />
Che mi frega, insisto, se poi il colore del mantello di Gesù  era diverso, o se un uomo non può soffrire a quel modo per dodici ore..<br />
E&#8217; un aspetto da considerare ma è secondario. Lombardi Vallauri  ha studiato a lungo i miti di resurrezione in contesto non cristiano ma il risultato del suo lavoro è stato identico. Ogni comunità che vive una &#8220;passione&#8221; ne ricerca poi una rivisitazione periodica e costante. L&#8217;attualizzazione e la pietà vanno di pari passo. Sono temi su cui si potrebbe discutere all&#8217;infinito</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Jacopo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3604</link>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Come al solito dimentico qualcosa, qualcosa che ci tenevo proprio a fare: giusto, Malatesta! proprio pretonzoli sono. E quanto saccenti..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito dimentico qualcosa, qualcosa che ci tenevo proprio a fare: giusto, Malatesta! proprio pretonzoli sono. E quanto saccenti..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: dario</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3605</link>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ma. Devo dire che sento un "ma". Ho letto qualche giorno fa un pezzo di Bianchi (comunità di Bose) molto critico sul film. Il film non l'avevo ancora visto, dunque gli argomenti di Bianchi sono divenuti un mio pre-giudizio. Uno di quei pregiudizi che il film mi ha confermato, non contrastato. Devo ritrovare il pezzo, poi magari lo posto o ne metto su dei passi. Il film mi inquieta perché da qualche parte ha fatto pervenire alla mia sensibilità un tocco che avrei preferito non sentire. Non sono contento, insomma, che qualcosa mi abbia detto. Devo capire cosa. Non è niente semplice il discorso sulla ricezione di questo film, vedrete che ce ne renderemo conto. Per esempio, a me uno dei passi evangelici che mi è sempre piaciuto moltissimo è quello dei discepoli di Emmaus. Ora, se anche ci sarà un sequel di questo macello ambientato nella pistisofiaca ascensione al cielo del Cristo, scommetto che quelli di Emmaus ce li perdiamo. Perdere Emmaus equivale a perdere la "funzione memoria" e anche la "funzione riconoscimento". La vedo veramente complicata, amici. Aiutatemi a capirci qualcosa, a prescindere dal corvo e dalla Satanessa e da altre puttanate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma. Devo dire che sento un &#8220;ma&#8221;. Ho letto qualche giorno fa un pezzo di Bianchi (comunità di Bose) molto critico sul film. Il film non l&#8217;avevo ancora visto, dunque gli argomenti di Bianchi sono divenuti un mio pre-giudizio. Uno di quei pregiudizi che il film mi ha confermato, non contrastato. Devo ritrovare il pezzo, poi magari lo posto o ne metto su dei passi. Il film mi inquieta perché da qualche parte ha fatto pervenire alla mia sensibilità un tocco che avrei preferito non sentire. Non sono contento, insomma, che qualcosa mi abbia detto. Devo capire cosa. Non è niente semplice il discorso sulla ricezione di questo film, vedrete che ce ne renderemo conto. Per esempio, a me uno dei passi evangelici che mi è sempre piaciuto moltissimo è quello dei discepoli di Emmaus. Ora, se anche ci sarà un sequel di questo macello ambientato nella pistisofiaca ascensione al cielo del Cristo, scommetto che quelli di Emmaus ce li perdiamo. Perdere Emmaus equivale a perdere la &#8220;funzione memoria&#8221; e anche la &#8220;funzione riconoscimento&#8221;. La vedo veramente complicata, amici. Aiutatemi a capirci qualcosa, a prescindere dal corvo e dalla Satanessa e da altre puttanate.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gabriella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3606</link>
		<dc:creator>gabriella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Strano questo collegamento che fai Dario, vorrei capire meglio perchè pensi a una possibile perdita della "funzione riconoscimento"... il passo di Emmaus è per me uno dei più pregnanti, e quindi questo tuo "ma" mette un piccolo tarlo anche a me. Butto lì un pensiero che mi è passato leggendo il tuo post: non è che lo "svelamento" eccessivo del Mistero tende ad annullare il senso del Mistero? Jung diceva che cercare di spiegare l'inspiegabile è un'operazione mentale che ti porta lontano dalla via... mah! se trovi il pezzo di padre Bianchi postalo, il suo è un pensare profondo, molto lontano da certi pretonzoli...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Strano questo collegamento che fai Dario, vorrei capire meglio perchè pensi a una possibile perdita della &#8220;funzione riconoscimento&#8221;&#8230; il passo di Emmaus è per me uno dei più pregnanti, e quindi questo tuo &#8220;ma&#8221; mette un piccolo tarlo anche a me. Butto lì un pensiero che mi è passato leggendo il tuo post: non è che lo &#8220;svelamento&#8221; eccessivo del Mistero tende ad annullare il senso del Mistero? Jung diceva che cercare di spiegare l&#8217;inspiegabile è un&#8217;operazione mentale che ti porta lontano dalla via&#8230; mah! se trovi il pezzo di padre Bianchi postalo, il suo è un pensare profondo, molto lontano da certi pretonzoli&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Elio Paoloni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3607</link>
		<dc:creator>Elio Paoloni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Sono ferratissimo: ho letto almeno venti lunghi articoli e fatto domande precise agli amici che l’hanno visto. Chi se ne frega se non l’ho visto? Ho anche il cattivo esempio del Grande Franz. 
Il punto, mi sembra, non è la crudezza delle immagini (ci si chiedeva giustamente, sopra: perché mai si dovrebbe essere zeffirellianamente patinati?) ma il fatto che non ci sia altro.
Certo, l’intento è dichiarato nel titolo, che non è mica “La vita di Gesù”. Legittimo concentrarsi sulla sola Passione. Ma se una catarsi è richiesta a qualsiasi opera drammatica, foss’anche pagana, per la sua stessa natura,  come si può non pretenderla in QUESTO caso? 
Si è detto che il film era la riscossa dei cristiani duri, dei conservatori. Mah. Io so che la tavola più grande di ogni via Crucis è la Resurrezione,che può stare sull’altare o dietro. E’ l’unica tavola sempre visibile. In un santuario del mio paese ce n’è una in bronzo di quattro metri. 
Sono perplesso dall’approvazione degli addetti ai lavori (dei preti, non dei critici). Il martirio lo subiscono ogni giorno nel mondo centinaia di poveri cristi. Ma i cristiani dovrebbero credere nella resurrezione, cioè nella vittoria, nella sublimazione. La gente dal film esce sconvolta, non sa darsi pace. A tanti questo sembra un buon segno (lo Scandalo e altre amenità). Ma è pura frustrazione, che c’entra la frustrazione con la fede e tutto il resto? Il senso di colpa (il “siamo tutti colpevoli” con mano del regista che pianta il chiodo) farà comodo ai preti, che ci hanno sempre giocato ma Cristo sarebbe sceso giù a mondarci, non a lordarci. 
La reazione a questa tortura non può che essere una reazione di vendetta (non a caso il film è stato accolto benissimo nei paesi arabi e nel covo di Arafat, cioè dove alla resurrezione non si crede). Penso che per la cristianità sarebbe più benefica la visione di un Cristo trionfante, sereno ma vittorioso. 

Se ho riportato inesattezze, corrigetemi. Fustigherò quelli che me l’hanno raccontato male.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ferratissimo: ho letto almeno venti lunghi articoli e fatto domande precise agli amici che l’hanno visto. Chi se ne frega se non l’ho visto? Ho anche il cattivo esempio del Grande Franz.<br />
Il punto, mi sembra, non è la crudezza delle immagini (ci si chiedeva giustamente, sopra: perché mai si dovrebbe essere zeffirellianamente patinati?) ma il fatto che non ci sia altro.<br />
Certo, l’intento è dichiarato nel titolo, che non è mica “La vita di Gesù”. Legittimo concentrarsi sulla sola Passione. Ma se una catarsi è richiesta a qualsiasi opera drammatica, foss’anche pagana, per la sua stessa natura,  come si può non pretenderla in QUESTO caso?<br />
Si è detto che il film era la riscossa dei cristiani duri, dei conservatori. Mah. Io so che la tavola più grande di ogni via Crucis è la Resurrezione,che può stare sull’altare o dietro. E’ l’unica tavola sempre visibile. In un santuario del mio paese ce n’è una in bronzo di quattro metri.<br />
Sono perplesso dall’approvazione degli addetti ai lavori (dei preti, non dei critici). Il martirio lo subiscono ogni giorno nel mondo centinaia di poveri cristi. Ma i cristiani dovrebbero credere nella resurrezione, cioè nella vittoria, nella sublimazione. La gente dal film esce sconvolta, non sa darsi pace. A tanti questo sembra un buon segno (lo Scandalo e altre amenità). Ma è pura frustrazione, che c’entra la frustrazione con la fede e tutto il resto? Il senso di colpa (il “siamo tutti colpevoli” con mano del regista che pianta il chiodo) farà comodo ai preti, che ci hanno sempre giocato ma Cristo sarebbe sceso giù a mondarci, non a lordarci.<br />
La reazione a questa tortura non può che essere una reazione di vendetta (non a caso il film è stato accolto benissimo nei paesi arabi e nel covo di Arafat, cioè dove alla resurrezione non si crede). Penso che per la cristianità sarebbe più benefica la visione di un Cristo trionfante, sereno ma vittorioso. </p>
<p>Se ho riportato inesattezze, corrigetemi. Fustigherò quelli che me l’hanno raccontato male.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3608</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=391#comment-3608</guid>
		<description>Ormai ti stai identificando col Papa: se sbaglio mi corrigerete... Comunque io penso che Gibson, nel suo film che NON HO VISTO, abbia voluto proprio farci vedere il sangue che non è acqua e che, tutto sommato, non è nemmeno vin santo. Che poi nei covi dei delinquenti fondamentalisti si applauda allo scannamento cristologico è un altro paio di maniche; quelli ce l'hanno da qualche secolo con i presunti deicidi, con gli ebrei. Con tutto il rispetto,mi fido di più del parere di un osservatore occidentale. Il Cristo vittorioso e maestoso ce l'ha già fatto vedere Zeffirelli quasi trent'anni fa. Un Cristo a immagine e somiglianza di un'immaginetta, politically (?) correct. Ora, io odio tutti i fondamentalismi. E mi fanno davvero paura. Spero soltanto che questo film non aizzi i cani del fondamentalismo cristiano, che non diventi pretesto importante per sopraffazioni. La sublimazione nella ressurrezione di cui tu parli, Elio, è cosa, appunto, fuori da questa vita di dolore. Io credo che Gibson abbia voluto spalancarci una visione sugli ultimi giorni di Cristo uomo, tutto qui. Umanizzare Cristo nell' indicibile sofferenza umana per farcelo assomigliare vieppiù. Ritorniamo così all'esempio. Cristo è stato rivoluzionario; e per questo ha pagato un prezzo piuttosto alto. Farci vedere come, senza risparmiarci i dettagli, a me pare un'operazione perlomeno onesta.
E ora anch'io, dopo la visione del film, sarò pronto a fustigare tutti coloro che eventualmente mi avranno fatto capire Roma per Toma...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai ti stai identificando col Papa: se sbaglio mi corrigerete&#8230; Comunque io penso che Gibson, nel suo film che NON HO VISTO, abbia voluto proprio farci vedere il sangue che non è acqua e che, tutto sommato, non è nemmeno vin santo. Che poi nei covi dei delinquenti fondamentalisti si applauda allo scannamento cristologico è un altro paio di maniche; quelli ce l&#8217;hanno da qualche secolo con i presunti deicidi, con gli ebrei. Con tutto il rispetto,mi fido di più del parere di un osservatore occidentale. Il Cristo vittorioso e maestoso ce l&#8217;ha già fatto vedere Zeffirelli quasi trent&#8217;anni fa. Un Cristo a immagine e somiglianza di un&#8217;immaginetta, politically (?) correct. Ora, io odio tutti i fondamentalismi. E mi fanno davvero paura. Spero soltanto che questo film non aizzi i cani del fondamentalismo cristiano, che non diventi pretesto importante per sopraffazioni. La sublimazione nella ressurrezione di cui tu parli, Elio, è cosa, appunto, fuori da questa vita di dolore. Io credo che Gibson abbia voluto spalancarci una visione sugli ultimi giorni di Cristo uomo, tutto qui. Umanizzare Cristo nell&#8217; indicibile sofferenza umana per farcelo assomigliare vieppiù. Ritorniamo così all&#8217;esempio. Cristo è stato rivoluzionario; e per questo ha pagato un prezzo piuttosto alto. Farci vedere come, senza risparmiarci i dettagli, a me pare un&#8217;operazione perlomeno onesta.<br />
E ora anch&#8217;io, dopo la visione del film, sarò pronto a fustigare tutti coloro che eventualmente mi avranno fatto capire Roma per Toma&#8230;</p>
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		<title>Di: Roberto Saviano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3609</link>
		<dc:creator>Roberto Saviano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>25 dicembre 1950

A Gesù di Nazareth primo martire socialista

PSI

(Scritta riportata sui manifesti del partito socialista di Nenni che venivano affissi fuori tutte le chiese dell'Emilia Romagna la notte del 24 dicembre)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>25 dicembre 1950</p>
<p>A Gesù di Nazareth primo martire socialista</p>
<p>PSI</p>
<p>(Scritta riportata sui manifesti del partito socialista di Nenni che venivano affissi fuori tutte le chiese dell&#8217;Emilia Romagna la notte del 24 dicembre)</p>
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		<title>Di: Malatesta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3610</link>
		<dc:creator>Malatesta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Paoloni, come diceva Schopenhauer l'arte di non leggere è più importante di quella di leggere, perché leggere significa pensare coi pensieri degli altri. La tua obiezione sembra presa dai commenti dei pretonzoli sopracitati. Primo: l'artista - poeta, scrittore, pittore, regista ecc. - mette l'accento dove gli pare e piace. L'opera s'intitola La Passione e parla della passione. Se si fosse intitolata Passione e Resurrezione di Gesù Cristo o solo La Resurrezione, e se Gibson avesse voluto farne davvero un'opera teologica, come hanno detto alcuni, allora sarebbe stata un'altra storia. Se Gibson, come già tanti artisti hanno fatto, vuole evidenziare il lato umano del Cristo, liberissimo di farlo. Anzi, aggiungo una cosa a quanto già detto giustamente da Franz. Secondo me, il lato umano del Cristo - dalla vita nella bottega di Giuseppe al tradimento subito dall'amico alla tortura del calvario - è ciò che lo rende davvero universale. Se questa figura appassiona e ha tanto appassionato - anche i non credenti come me - non è certo per la sua ascensiose finale al cielo, ma per tutto quello che viene prima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Paoloni, come diceva Schopenhauer l&#8217;arte di non leggere è più importante di quella di leggere, perché leggere significa pensare coi pensieri degli altri. La tua obiezione sembra presa dai commenti dei pretonzoli sopracitati. Primo: l&#8217;artista - poeta, scrittore, pittore, regista ecc. - mette l&#8217;accento dove gli pare e piace. L&#8217;opera s&#8217;intitola La Passione e parla della passione. Se si fosse intitolata Passione e Resurrezione di Gesù Cristo o solo La Resurrezione, e se Gibson avesse voluto farne davvero un&#8217;opera teologica, come hanno detto alcuni, allora sarebbe stata un&#8217;altra storia. Se Gibson, come già tanti artisti hanno fatto, vuole evidenziare il lato umano del Cristo, liberissimo di farlo. Anzi, aggiungo una cosa a quanto già detto giustamente da Franz. Secondo me, il lato umano del Cristo - dalla vita nella bottega di Giuseppe al tradimento subito dall&#8217;amico alla tortura del calvario - è ciò che lo rende davvero universale. Se questa figura appassiona e ha tanto appassionato - anche i non credenti come me - non è certo per la sua ascensiose finale al cielo, ma per tutto quello che viene prima.</p>
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		<title>Di: gabriella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3611</link>
		<dc:creator>gabriella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Già, la sofferenza è la realtà, la resurrezione presuppone un atto di fede, il passaggio da Gesù uomo a Gesù figlio di Dio... comunque il film per buona paca di tutti non termina con la martellata sul chiodo. Accade il terremoto, Caifa si aggira per il tempio che crolla, con aria sconvolta( che fosse vero quel che diceva il profeta?), si vede il sepolcro dove il buio a poco a poco scompare, il lenzuolo bianco del sudario e infine si intravede un corpo nudo in piedi, un braccio, la mano con i segni delle ferite riemarginate: la resurrezione! Dopo due ore di tortura, l'immagine luminosa dà un senso di leggerezza... io l'ho vissuta così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già, la sofferenza è la realtà, la resurrezione presuppone un atto di fede, il passaggio da Gesù uomo a Gesù figlio di Dio&#8230; comunque il film per buona paca di tutti non termina con la martellata sul chiodo. Accade il terremoto, Caifa si aggira per il tempio che crolla, con aria sconvolta( che fosse vero quel che diceva il profeta?), si vede il sepolcro dove il buio a poco a poco scompare, il lenzuolo bianco del sudario e infine si intravede un corpo nudo in piedi, un braccio, la mano con i segni delle ferite riemarginate: la resurrezione! Dopo due ore di tortura, l&#8217;immagine luminosa dà un senso di leggerezza&#8230; io l&#8217;ho vissuta così.</p>
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		<title>Di: Jacopo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3612</link>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Dario se posti il priore mi aiuti davvero perchè purtroppo io l'ho perso. Lui proprio non è un pretonzolo. Poi andiamo avanti a discutere, mi incuriosisci quando dici che la ricezione sarà più difficile di quanto pensiamo.
Quanto al resto: sempre di più mi trovo d'accordo con Malatesta, in particolare con riferimento all'ascensione. I cristiani sono testimoni di un sepolcro vuoto e sulla Resurrezione si può dire pochissimo. Insisto nel mettere l'accento sul fatto che tutto questo prescindere dalla memoria della morte del Cristo, questa leggerezza nel farci i conti, induce solo superficialità, banalità..
Cristo è sceso a lordarSI.
Non mi sento minimamente conservatore perchè dico questo, anzi.  
Ricordate Palombella Rossa di Moretti? Ricordate Michele Apicella che passeggia vicino alla piscina e incontra quel ragazzo che gli dice più o meno:"Tu credi nel tuo lavoro? Credi nella tua famiglia? Io ci credo, crediamoci insieme. Io sono cattolico, tu? Io ti voglio bene, tu ne vuoi a me?2
"No" gli risponedeva Moretti.
Ecco, appunto..
Essere cristiani è un caso serio.
Poche storie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dario se posti il priore mi aiuti davvero perchè purtroppo io l&#8217;ho perso. Lui proprio non è un pretonzolo. Poi andiamo avanti a discutere, mi incuriosisci quando dici che la ricezione sarà più difficile di quanto pensiamo.<br />
Quanto al resto: sempre di più mi trovo d&#8217;accordo con Malatesta, in particolare con riferimento all&#8217;ascensione. I cristiani sono testimoni di un sepolcro vuoto e sulla Resurrezione si può dire pochissimo. Insisto nel mettere l&#8217;accento sul fatto che tutto questo prescindere dalla memoria della morte del Cristo, questa leggerezza nel farci i conti, induce solo superficialità, banalità..<br />
Cristo è sceso a lordarSI.<br />
Non mi sento minimamente conservatore perchè dico questo, anzi.<br />
Ricordate Palombella Rossa di Moretti? Ricordate Michele Apicella che passeggia vicino alla piscina e incontra quel ragazzo che gli dice più o meno:&#8221;Tu credi nel tuo lavoro? Credi nella tua famiglia? Io ci credo, crediamoci insieme. Io sono cattolico, tu? Io ti voglio bene, tu ne vuoi a me?2<br />
&#8220;No&#8221; gli risponedeva Moretti.<br />
Ecco, appunto..<br />
Essere cristiani è un caso serio.<br />
Poche storie</p>
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