25 aprile

25 aprile 2004
By

di Giuseppe Caliceti

25apr.jpgFare un giro in bicicletta…. E’ un modo serio di festeggiare i nostri martiri, questo? Mah. E’ come se durante una messa si cominciasse a giocare a nascondino davanti all’altare!

Ma questo non è un giro in bicicletta qualsiasi, Ivan. Il percorso tocca i cippi partigiani della provincia… I cicloturisti rimangono fermi un minuto ai bordi della strada…

Per me è solo un giro in bicicletta… A una vera manifestazione politica non c’è bisogno di distribuire medaglie e panini a tutti!

Il fiume colorato di cicloturisti passava otto lo striscione del XXI Trofeo della Resistenza e piazza Zanti si riempiva di colori e grida che si inseguivano nell’aria primaverile. Calzoncini neri aderenti, cappellino con visiera, i cicloturisti smontavano dalle loro biciclette e prendevano d’assalto il Caffè Centrale.

In Italia ormai non c’è più nessuno che insegna veramente ai giovani come sono andate le cose in passato… Nessuno parla a mio nipote dei sacrifici, delle lotte, dei morti seppelliti per raggiungere la libertà e l’uguaglianza! Nè i genitori né gli insegnanti!

Ci sarebbe bisogno di nuovi educatori comunisti, Palmiro. Hai ragione. Gente capace di insegnare le conquiste positive dell’umanità! Invece ai ragazzi si fanno studiare i fatti e le persone peggiori. Guerre! Dittatori! Re! Regine! Bombe! Traditori! Pestilenze! Pazzi criminali come Hitler o Mussolini che hanno procurato morte e dolore a migliaia di persone!

I compagni pensionati erano seduti in un tavolino d’angolo della distesa del Caffè Centrale. L’altoparlante chiamava squadre e partecipanti sul palco. Vennero premiate le squadre arrivate più numerose al traguardo, quelle che venivano da più lontano. Vennero premiati i corridori più veloci, più lenti, più giovani, più anziani, i non vedenti sui tandem gialli, arrivati al traguardo con la loro guida. E per tutti c’era comunque la medaglia ricordo.

Terminate le premiazioni agli sportivi, iniziarono quelle ai partigiani. Poi salirono sul palco il giovane sindaco di Cavriago e un pezzo grosso dell’Anpi nazionale che cominciò a parlare di pacificazione nazionale tra antifascisti e fascisti e invitò la folla di cicloturisti a chiudere per sempre la parentesi della Resistenza e a ricomporre un’unica storia nazionale, fascismo compreso. Libero e i suoi amici protestarono.

CHI NON HA FATTO LA GUERRA NON SA COSA VUOL DIRE FARE LA PACE! I FASCISTI ESISTONO ANCORA!

E COI FASCISTI NON C’E’ NESSUNA PACIFICAZIONE DA FARE!

LA REVISIONE DELLA RESISTENZA E’ SOLO FANGO GETTATO SU TUTTI I PARTIGIANI!

STATE RIMETTENDO LA CAMICIA NERA ALL’ITALIA! VERGOGNA!

____________________

Dal romanzo Il busto di Lenin, Sironi, 2004.

Altri articoli su questo argomento:

  1. La ragione dei barbari di Marco Revelli Il centro è cieco, la verità si vede dai margini. Quest’affermazione di metodo, propria degli studi post-coloniali...
  2. Luoghi contro flussi. La resistenza di Massa di Marco Rovelli (pubblicato sul manifesto, 29/1/2011) Massa è una città di confine che addensa da sempre una serie di...
  3. CALPESTARE L’OBLIO CALPESTARE L’OBLIO Antologia a cura di Davide Nota Trenta poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria...
  4. Sangue d’Italia di Linnio Accorroni Sono sostanzialmente due, nell’Italia contemporanea, le maniere con le quali si affronta la storia: una è quella...
  5. Le brioches di Londra di Marco Rovelli Un altro resistente schiacciato dalla macina del denaro, un altro respiro che manca. La calca causata dall’incivile...

Tags: ,