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	<title>Commenti a: Il regalo della frase. A proposito di parentesi (e di virgolette)</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 12:34:32 +0000</pubDate>
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		<title>Di: elena commessatti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/05/17/il-regalo-della-frase-a-proposito-di-parentesi-e-di-virgolette/#comment-4289</link>
		<dc:creator>elena commessatti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Plauso alla sintesi di Rascel: dentro alle sue (parentesi) tutto un mondo.</description>
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		<title>Di: mauro</title>
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		<dc:creator>mauro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Mi piacciono le parentesi, precisano il senso del testo o ne prendono le distanze e lo deridono. Scavano buchi al di sotto o rafforzano come architravi. Fanno da metatesto di alto commento o da testo di servizio, fornendo le informazioni più concrete, come indirizzi, numeri di telefono, partite iva. 

Ridicole le virgolette. Uno sceglie la sua parola e la sua frase e poi ne prende le distanze confinandolo tra virgolette. Se uno crede in quello che scrive, allora lo mette nudo nella pagina, saprà difendersi da solo. Se non ci crede, non sarà la labile corazza delle virgolette a difendere e rafforzare, anzi le virgolette denunceranno con evidenza il punto di vulnerabilità.

Ci sarebbero anche le note a piè di pagina, che impongono un movimento verticale del collo e sono preziose per la riabilitazione delle vertebre cervicali dopo aver subito un tamponamento. Quanto alle note in fondo al capitolo, richiedono troppa fatica di sfogliare pagine avanti e indietro e così nessuno le frequenta. Sono i vicoli deserti dei libri, sono come gli stand più negletti delle fiere tipo expocasa, confinati in padiglioni così remoti e così poco accattivanti che nessuna freccia o indicazione riesce a convogliarvi dei visitatori. Solo spente standiste li popolano, sfumazzanti, dimentiche del richiamo delle loro minigonne, anche quel richiamo sbiadisce.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacciono le parentesi, precisano il senso del testo o ne prendono le distanze e lo deridono. Scavano buchi al di sotto o rafforzano come architravi. Fanno da metatesto di alto commento o da testo di servizio, fornendo le informazioni più concrete, come indirizzi, numeri di telefono, partite iva. </p>
<p>Ridicole le virgolette. Uno sceglie la sua parola e la sua frase e poi ne prende le distanze confinandolo tra virgolette. Se uno crede in quello che scrive, allora lo mette nudo nella pagina, saprà difendersi da solo. Se non ci crede, non sarà la labile corazza delle virgolette a difendere e rafforzare, anzi le virgolette denunceranno con evidenza il punto di vulnerabilità.</p>
<p>Ci sarebbero anche le note a piè di pagina, che impongono un movimento verticale del collo e sono preziose per la riabilitazione delle vertebre cervicali dopo aver subito un tamponamento. Quanto alle note in fondo al capitolo, richiedono troppa fatica di sfogliare pagine avanti e indietro e così nessuno le frequenta. Sono i vicoli deserti dei libri, sono come gli stand più negletti delle fiere tipo expocasa, confinati in padiglioni così remoti e così poco accattivanti che nessuna freccia o indicazione riesce a convogliarvi dei visitatori. Solo spente standiste li popolano, sfumazzanti, dimentiche del richiamo delle loro minigonne, anche quel richiamo sbiadisce.</p>
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		<title>Di: Gianni Biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/05/17/il-regalo-della-frase-a-proposito-di-parentesi-e-di-virgolette/#comment-4291</link>
		<dc:creator>Gianni Biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>mauro: d'accordo su tutto.

G.</description>
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		<title>Di: riccardo ferrazzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/05/17/il-regalo-della-frase-a-proposito-di-parentesi-e-di-virgolette/#comment-4292</link>
		<dc:creator>riccardo ferrazzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>E' legittimo stabilire un parallelismo fra le parentesi e le digressioni ? Io credo di sì, e ho una particolare simpatia per le digressioni ben fatte. Ma i redattori editoriali non condividono questa simpatia. Avranno sicuramente le loro ragioni. Ma, sbaglio o le tendenze editoriali contemporanee mettono fuori legge interi generi letterari ? Per esempio il romanzo-saggio. Kundera ha scritto romanzi-saggio e ha venduto. Ma provate a scrivere un romanzo con un paio di capitoli-digressione. Se siete autori affermati, con un vostro pubblico, probabilmente i redattori storceranno il naso, la bocca e altro. Se siete esordienti... accendete un cero a San Gennaro. 
Si dice: un libro deve catturare l'attenzione del lettore e non mollarla più, quindi la narrazione deve essere serrata, incalzante. Il "quindi" non è un po' semplicistico ? Siamo sicuri che i lettori siano così insofferenti ? Non sarà che la voglia di best seller porta a immaginare un lettore-tipo che non esiste ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; legittimo stabilire un parallelismo fra le parentesi e le digressioni ? Io credo di sì, e ho una particolare simpatia per le digressioni ben fatte. Ma i redattori editoriali non condividono questa simpatia. Avranno sicuramente le loro ragioni. Ma, sbaglio o le tendenze editoriali contemporanee mettono fuori legge interi generi letterari ? Per esempio il romanzo-saggio. Kundera ha scritto romanzi-saggio e ha venduto. Ma provate a scrivere un romanzo con un paio di capitoli-digressione. Se siete autori affermati, con un vostro pubblico, probabilmente i redattori storceranno il naso, la bocca e altro. Se siete esordienti&#8230; accendete un cero a San Gennaro.<br />
Si dice: un libro deve catturare l&#8217;attenzione del lettore e non mollarla più, quindi la narrazione deve essere serrata, incalzante. Il &#8220;quindi&#8221; non è un po&#8217; semplicistico ? Siamo sicuri che i lettori siano così insofferenti ? Non sarà che la voglia di best seller porta a immaginare un lettore-tipo che non esiste ?</p>
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		<title>Di: mauro</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/05/17/il-regalo-della-frase-a-proposito-di-parentesi-e-di-virgolette/#comment-4293</link>
		<dc:creator>mauro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Gianni, possiamo continuare la discussione nello stand all'expocasa. Lo trovi in fondo al padiglione 14 bis, anzi 14 ter, vicino all'uscita di emergenza, parleremo di parentesi e intanto ti illustrerò il nostro CrackFire, l'esclusivo schiaccianoci che fa anche da accendino per il gas.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni, possiamo continuare la discussione nello stand all&#8217;expocasa. Lo trovi in fondo al padiglione 14 bis, anzi 14 ter, vicino all&#8217;uscita di emergenza, parleremo di parentesi e intanto ti illustrerò il nostro CrackFire, l&#8217;esclusivo schiaccianoci che fa anche da accendino per il gas.</p>
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		<title>Di: Arimigu Lisini Sanna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/05/17/il-regalo-della-frase-a-proposito-di-parentesi-e-di-virgolette/#comment-4294</link>
		<dc:creator>Arimigu Lisini Sanna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=463#comment-4294</guid>
		<description>Le digressioni di cui parli ( e anche tu ora digrada/digredisci, anzi, aggrada e aggredisci, con movimento di vertebre cervicali -di cui sopra- verso il sopra e verso il sotto questa serie verticale di commenti) sono cosa diversa da questa '()'. Alessandro Manzoni nel XIX secolo, Sterne, prima di lui, e dopo le digressioni connaturate al testo, dal flusso di coscienza, alle ricerche della memoria nel XX sec., ai capitoli avulsi di B.E. Ellis, dimostrano che si può ancora fare di una digressione un intero capitolo.
Che queste digressioni siano per la struttura del romanzo quello che le parentesi sono per la frase o il periodo? 
Ne dubito: seguendo il paradigma 'regalo', una digressione può diventare capitolo, e diventandolo può essere saltata; mentre  difficilmente una parentesi può essere una struttura autonoma. Nasce gregaria, anche se falsa gregaria, e accessoria, che è come dire peggio che subordinata; come ogni regalo aperto non è libera di non essere ricordata: si può evitare solo non aprendola e non restituendola al mittente, come un capitolo digressivo non letto. Ma se saltiamo una parentesi, qualcosa di necessario all'espressione e alla comprensione  verrà perduto. 
Perché una parentesi è un impegno tacito alla lettura, un regalo a cui l'autore vuole che si guardi in bocca. 
Una digressione si può invece amare, sopportare, e saltare. E non ne farei una questione di mercato.

Dallo stand 12 expocasa, Arimigu passa e chiude.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le digressioni di cui parli ( e anche tu ora digrada/digredisci, anzi, aggrada e aggredisci, con movimento di vertebre cervicali -di cui sopra- verso il sopra e verso il sotto questa serie verticale di commenti) sono cosa diversa da questa &#8216;()&#8217;. Alessandro Manzoni nel XIX secolo, Sterne, prima di lui, e dopo le digressioni connaturate al testo, dal flusso di coscienza, alle ricerche della memoria nel XX sec., ai capitoli avulsi di B.E. Ellis, dimostrano che si può ancora fare di una digressione un intero capitolo.<br />
Che queste digressioni siano per la struttura del romanzo quello che le parentesi sono per la frase o il periodo?<br />
Ne dubito: seguendo il paradigma &#8216;regalo&#8217;, una digressione può diventare capitolo, e diventandolo può essere saltata; mentre  difficilmente una parentesi può essere una struttura autonoma. Nasce gregaria, anche se falsa gregaria, e accessoria, che è come dire peggio che subordinata; come ogni regalo aperto non è libera di non essere ricordata: si può evitare solo non aprendola e non restituendola al mittente, come un capitolo digressivo non letto. Ma se saltiamo una parentesi, qualcosa di necessario all&#8217;espressione e alla comprensione  verrà perduto.<br />
Perché una parentesi è un impegno tacito alla lettura, un regalo a cui l&#8217;autore vuole che si guardi in bocca.<br />
Una digressione si può invece amare, sopportare, e saltare. E non ne farei una questione di mercato.</p>
<p>Dallo stand 12 expocasa, Arimigu passa e chiude.</p>
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		<title>Di: riccardo ferrazzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/05/17/il-regalo-della-frase-a-proposito-di-parentesi-e-di-virgolette/#comment-4295</link>
		<dc:creator>riccardo ferrazzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Anche se passi e chiudi, caro Arimigu, non sono d'accordo. Il tuo ragionamento presuppone che una parentesi sia indispensabile per la comprensione della frase, mentre una digressione, nell'economia di un'opera,  sia un optional. Ma allora perché l'autore l'avrebbe scritta ? Secondo me, perché la ritiene necessaria alla comprensione dell'opera. Magari può sbagliarsi (come credo si sia sbagliato Manzoni con la biografia del Cardinal Federigo), ma se si vuol leggere i Promessi sposi per come lo intendeva l'autore bisogna leggere anche quella.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se passi e chiudi, caro Arimigu, non sono d&#8217;accordo. Il tuo ragionamento presuppone che una parentesi sia indispensabile per la comprensione della frase, mentre una digressione, nell&#8217;economia di un&#8217;opera,  sia un optional. Ma allora perché l&#8217;autore l&#8217;avrebbe scritta ? Secondo me, perché la ritiene necessaria alla comprensione dell&#8217;opera. Magari può sbagliarsi (come credo si sia sbagliato Manzoni con la biografia del Cardinal Federigo), ma se si vuol leggere i Promessi sposi per come lo intendeva l&#8217;autore bisogna leggere anche quella.</p>
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		<title>Di: Arimigu Lisini Sanna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/05/17/il-regalo-della-frase-a-proposito-di-parentesi-e-di-virgolette/#comment-4296</link>
		<dc:creator>Arimigu Lisini Sanna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=463#comment-4296</guid>
		<description>Il problema non mi pare solo autoriale: un Manzoni che sceglie o che non sceglie di fare la digressione e dell'obbligo di chi legge di seguitare nella lettura, pena incomprensione del testo. Anche l'idea di partenza su cui si rifletteva (la parentesi/la digressione come regalo) presuppone un secondo lato dell'opera che pesa di più della solita presunzione del lettore. L'atto della lettura  ha una sua specificità che non riesco a ritenere operazione extra-letteraria. Ci possono essere quindi momenti che sono di preminente appannaggio del lettore; o che il lettore sceglie come suoi: un'opera è fatta anche di questi spalancamenti (autore volente o autore nolente).
L'idea di Vasta della parentesi come regalo mi pareva sottintendesse in qualche modo il germe di questa (sempre più) grave alterità. A volte un testo va dove l'autore non vuole proprio a causa di questa doppia esistenza nella fruizione (opera perfettibile) e nella composizione (opera compiuta).
Quando poi parliamo di 'necessità' di un elemento all'interno di un corpo del testo e leghiamo questa necessità all'intenzione originaria dell'autore, mi vengono subito dei dubbi. Perché la compiutezza diventerà allora ''perfezione'', e non in senso di coerenza/coesione del testo, ma di sua aderenza a principi altri dal testo stesso. 
QUESTA ERA UNA DIGRESSIONE (un fuori tema, più che altro). FORSE AVRESTI FATTO BENE A SALTARLA.
PASSO.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema non mi pare solo autoriale: un Manzoni che sceglie o che non sceglie di fare la digressione e dell&#8217;obbligo di chi legge di seguitare nella lettura, pena incomprensione del testo. Anche l&#8217;idea di partenza su cui si rifletteva (la parentesi/la digressione come regalo) presuppone un secondo lato dell&#8217;opera che pesa di più della solita presunzione del lettore. L&#8217;atto della lettura  ha una sua specificità che non riesco a ritenere operazione extra-letteraria. Ci possono essere quindi momenti che sono di preminente appannaggio del lettore; o che il lettore sceglie come suoi: un&#8217;opera è fatta anche di questi spalancamenti (autore volente o autore nolente).<br />
L&#8217;idea di Vasta della parentesi come regalo mi pareva sottintendesse in qualche modo il germe di questa (sempre più) grave alterità. A volte un testo va dove l&#8217;autore non vuole proprio a causa di questa doppia esistenza nella fruizione (opera perfettibile) e nella composizione (opera compiuta).<br />
Quando poi parliamo di &#8216;necessità&#8217; di un elemento all&#8217;interno di un corpo del testo e leghiamo questa necessità all&#8217;intenzione originaria dell&#8217;autore, mi vengono subito dei dubbi. Perché la compiutezza diventerà allora &#8221;perfezione&#8221;, e non in senso di coerenza/coesione del testo, ma di sua aderenza a principi altri dal testo stesso.<br />
QUESTA ERA UNA DIGRESSIONE (un fuori tema, più che altro). FORSE AVRESTI FATTO BENE A SALTARLA.<br />
PASSO.</p>
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	<item>
		<title>Di: riccardo ferrazzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/05/17/il-regalo-della-frase-a-proposito-di-parentesi-e-di-virgolette/#comment-4297</link>
		<dc:creator>riccardo ferrazzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=463#comment-4297</guid>
		<description>Bah. Io i libri li leggo per (cercare di) capire il punto di vista dell'autore. Poi uno può reinterpretare (e magari anche reinventare) ma prima sarebbe il caso di aver capito.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bah. Io i libri li leggo per (cercare di) capire il punto di vista dell&#8217;autore. Poi uno può reinterpretare (e magari anche reinventare) ma prima sarebbe il caso di aver capito.</p>
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