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	<title>Commenti a: Rosa Rosae #2 - Apologia di Liala</title>
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	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 10:31:32 +0000</pubDate>
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		<title>Di: gino tasca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4528</link>
		<dc:creator>gino tasca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Posso pisciare in chiesa - proprio come un cane bastardo? (solo che, poi, sparisco per quindici giorni e non potrò seguire la cosa, ma, insomma, non è poi così grave: se mi si darà della testa di cazzo non mi verrà l'ematoma).
La frase di Proust - sì, proprio quella - è proprio una frase lialesca, con quei sogni e con quelle lacrime che riempirebbero la pessima musica, anzi la "cattiva" musica (en passant: notare l'uso di una categoria etica anziché di una categoria estetica: "brutta" ...). Ci mancava solo un passo e un Baudo proustiano avrebbe chiesto a noi tutti: cose le ricorda questa musica? Il suo primo amore, signora mia? Proust era un tale genio della parodia che - quando gli scappava la penna - parodiava se stesso. E camaleontico come era, parlando di "mauvaise musique", ha scritto una "mauvaise phrase". Non bastasse: i sogni e le lacrime sono - boom - degli uomini. Intesi come "genere"? Da quelle di Petra Von Kant a quelle del vincitore del Grande Fratello? Cosa c'è di venerabile in "Fin che la barca va"? Ma, allora: c'è cattiva musica e cattiva musica? Edith Piaf, sì, Reitano, no? E perché? Io sono un melomane e so benissimo come stanno le cose: almeno in Verdi. In tutto il primo Verdi, fino alla trilogia (Traviata, Trovatore,Rigoletto), ci sono cose sublimi mischiate a musicaccia cosidetta "con accompagnamento a chittarone" o zum-pa-pà. Ora, premesso che la più ariosa e guaritrice aria di melodramma, è "Ah, non credea mirarti!" da "La sonnambula" di Bellini che ha un accompagnamento irrisorio), molto spesso, la musica, in Verdi (apice? "Noi siam le zingarelle" in Traviata)è veramente brutta: e, allora, dai, con Barilli sopratutto, a dire che proprio quella musica lì era sublime. Che era solo un'operazione dei grandi letterati per salvarsi l'anima il cui teorema è presto detto: amo della musica volgare? So che è tale? Bene, dico che è piena di sangue, a-letteraria, non intellettuale, e mi ci butto a corpo morto? Viva le zingarelle e - ad un passo - è pronta la categoria del "kitsch" che è solo l'arte di rendere esteticamente plausibili le cose brutte che amiamo. (n.b.: anch'io amo certi rush sanguinari e di fuoco del Verdi più semplice ma vi trovo una categoria primaria che manca negli altri ed è quella del "pulsare": la musica di Verdi "pulsa" e spinge. E non finirò mai di ammirarlo perché partendo di lì arrivò all'Otello che è una cosa straordinaria in sé e quasi impensabile in un autore con le sue premesse.)
Post lunghissimo ma, ormai, visto l'aire che ho preso, vorrei aggiungere un'altra cosa: Proust parla di "cantare". E dice che si canta "bien plus passionément" la cattiva musica. Certo che a molti può capitare di cantare a squarciagola "la donna è mobile" o "Ridi pagliaccio!" ma a quanti verrà mai in mente di cantare qualcosa di Wotan o di Wozzeck? Sì, forse: a Mario Bortolotto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Posso pisciare in chiesa - proprio come un cane bastardo? (solo che, poi, sparisco per quindici giorni e non potrò seguire la cosa, ma, insomma, non è poi così grave: se mi si darà della testa di cazzo non mi verrà l&#8217;ematoma).<br />
La frase di Proust - sì, proprio quella - è proprio una frase lialesca, con quei sogni e con quelle lacrime che riempirebbero la pessima musica, anzi la &#8220;cattiva&#8221; musica (en passant: notare l&#8217;uso di una categoria etica anziché di una categoria estetica: &#8220;brutta&#8221; &#8230;). Ci mancava solo un passo e un Baudo proustiano avrebbe chiesto a noi tutti: cose le ricorda questa musica? Il suo primo amore, signora mia? Proust era un tale genio della parodia che - quando gli scappava la penna - parodiava se stesso. E camaleontico come era, parlando di &#8220;mauvaise musique&#8221;, ha scritto una &#8220;mauvaise phrase&#8221;. Non bastasse: i sogni e le lacrime sono - boom - degli uomini. Intesi come &#8220;genere&#8221;? Da quelle di Petra Von Kant a quelle del vincitore del Grande Fratello? Cosa c&#8217;è di venerabile in &#8220;Fin che la barca va&#8221;? Ma, allora: c&#8217;è cattiva musica e cattiva musica? Edith Piaf, sì, Reitano, no? E perché? Io sono un melomane e so benissimo come stanno le cose: almeno in Verdi. In tutto il primo Verdi, fino alla trilogia (Traviata, Trovatore,Rigoletto), ci sono cose sublimi mischiate a musicaccia cosidetta &#8220;con accompagnamento a chittarone&#8221; o zum-pa-pà. Ora, premesso che la più ariosa e guaritrice aria di melodramma, è &#8220;Ah, non credea mirarti!&#8221; da &#8220;La sonnambula&#8221; di Bellini che ha un accompagnamento irrisorio), molto spesso, la musica, in Verdi (apice? &#8220;Noi siam le zingarelle&#8221; in Traviata)è veramente brutta: e, allora, dai, con Barilli sopratutto, a dire che proprio quella musica lì era sublime. Che era solo un&#8217;operazione dei grandi letterati per salvarsi l&#8217;anima il cui teorema è presto detto: amo della musica volgare? So che è tale? Bene, dico che è piena di sangue, a-letteraria, non intellettuale, e mi ci butto a corpo morto? Viva le zingarelle e - ad un passo - è pronta la categoria del &#8220;kitsch&#8221; che è solo l&#8217;arte di rendere esteticamente plausibili le cose brutte che amiamo. (n.b.: anch&#8217;io amo certi rush sanguinari e di fuoco del Verdi più semplice ma vi trovo una categoria primaria che manca negli altri ed è quella del &#8220;pulsare&#8221;: la musica di Verdi &#8220;pulsa&#8221; e spinge. E non finirò mai di ammirarlo perché partendo di lì arrivò all&#8217;Otello che è una cosa straordinaria in sé e quasi impensabile in un autore con le sue premesse.)<br />
Post lunghissimo ma, ormai, visto l&#8217;aire che ho preso, vorrei aggiungere un&#8217;altra cosa: Proust parla di &#8220;cantare&#8221;. E dice che si canta &#8220;bien plus passionément&#8221; la cattiva musica. Certo che a molti può capitare di cantare a squarciagola &#8220;la donna è mobile&#8221; o &#8220;Ridi pagliaccio!&#8221; ma a quanti verrà mai in mente di cantare qualcosa di Wotan o di Wozzeck? Sì, forse: a Mario Bortolotto.</p>
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		<title>Di: riccardo ferrazzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4529</link>
		<dc:creator>riccardo ferrazzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ho due diverse osservazioni da fare. Una: l'articolo è del 1979 e quindi (immagino) precedente alla rivisitazione del kitsch. E' inutile (credo) fare dell'ironia sugli scrittori kitsch: Sveva Casati Modignani vende mezzo milione di copie per volta, Elisa di Rivombrosa fa ascolti da far paura. Perché noi intellettuali non siamo capaci di fare altrettanto ? Perché il popolo è bue ? E noi cosa facciamo per trarlo dalla bovinità ? Eppure Goethe (Goethe !) ha scritto fior di best seller. Lui, che era Goethe, non aveva paura di mettersi al livello del cameriere che comperava "I dolori del giovane Werther" sulla bancarella dei libri usati.
Due. A Gino Tasca: colpa mia, ma non ho capito il senso del post. La frase di Proust non va bene ? La musica del primo Verdi è poropò-poropò ? Vero. Ma non vale la pena di capire come mai quel poropò-poropò incantava la Scala e l'Opera di Parigi ? Forse Proust ce lo sta spiegando. Forse nel kitsch non c'è solo fuffa, ma anche qualcosa che tocca i sentimenti (non solo in superficie, ma nel profondo). A me pare che valga la pena di meditarci sopra.
E adesso me ne vado a fare una doccia: mi scappa di cantare "Denn einer nur freie die Braut, der freier als ich, der Gott !"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho due diverse osservazioni da fare. Una: l&#8217;articolo è del 1979 e quindi (immagino) precedente alla rivisitazione del kitsch. E&#8217; inutile (credo) fare dell&#8217;ironia sugli scrittori kitsch: Sveva Casati Modignani vende mezzo milione di copie per volta, Elisa di Rivombrosa fa ascolti da far paura. Perché noi intellettuali non siamo capaci di fare altrettanto ? Perché il popolo è bue ? E noi cosa facciamo per trarlo dalla bovinità ? Eppure Goethe (Goethe !) ha scritto fior di best seller. Lui, che era Goethe, non aveva paura di mettersi al livello del cameriere che comperava &#8220;I dolori del giovane Werther&#8221; sulla bancarella dei libri usati.<br />
Due. A Gino Tasca: colpa mia, ma non ho capito il senso del post. La frase di Proust non va bene ? La musica del primo Verdi è poropò-poropò ? Vero. Ma non vale la pena di capire come mai quel poropò-poropò incantava la Scala e l&#8217;Opera di Parigi ? Forse Proust ce lo sta spiegando. Forse nel kitsch non c&#8217;è solo fuffa, ma anche qualcosa che tocca i sentimenti (non solo in superficie, ma nel profondo). A me pare che valga la pena di meditarci sopra.<br />
E adesso me ne vado a fare una doccia: mi scappa di cantare &#8220;Denn einer nur freie die Braut, der freier als ich, der Gott !&#8221;</p>
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		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4530</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo parola per parola mit Richard (con Riccardo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo parola per parola mit Richard (con Riccardo).</p>
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		<title>Di: Gianni Biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4531</link>
		<dc:creator>Gianni Biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>L'articolo della Bertini è bellissimo. Proust non si tocca!! (leggasi la splendida pagina sulla musa della storia)
Labranca ha scritto cose fondamentali sull'argomento. Andate a visitare il suo sito.

Ciao, vado a mangiare.

G.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo della Bertini è bellissimo. Proust non si tocca!! (leggasi la splendida pagina sulla musa della storia)<br />
Labranca ha scritto cose fondamentali sull&#8217;argomento. Andate a visitare il suo sito.</p>
<p>Ciao, vado a mangiare.</p>
<p>G.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tiziano Scarpa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4532</link>
		<dc:creator>Tiziano Scarpa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>"E' inutile (credo) fare dell'ironia sugli scrittori kitsch: Sveva Casati Modignani vende mezzo milione di copie per volta, Elisa di Rivombrosa fa ascolti da far paura. Perché noi intellettuali non siamo capaci di fare altrettanto?"

Caro Riccardo,
non sono d'accordo.
Quel che dici nella frase che ho citato ha avuto, in questi mesi, una controprova preziosissima. 
Anzi, due.
La prima: Elisa Di Rivombrosa.
Lo sai, vero, che "Pamela" di Samuel Richardson è entrato nelle classifiche grazie allo sceneggiato televisivo? Elisa di Rivombrosa infatti è ispirato a "Pamela" di Richardson. Parliamo di un romanzo epistolare del Settecento, che era stato pubblicato in una collana di Classici (Frassinelli) anni fa, ed era stato accolto come uno sfizio storicistico, una documentazione dei primordi dell'era del romanzo... Anzi, noin era stato accolto affatto: era passato del tutto inosservato!
Due. Vinicio Capossela.
Il suo libro è arduo. Non voglio dare giudizi di valore, per carità. Dico solo che è di difficilissima lettura. Non ha una trama, e accumula bravate di finta poesia che risultano pesantissime dopo mezza pagina (io comunque il libro l'ho letto in buona parte). Se fosse stato scritto da te, o da me, non dico che non avrebbe avuto successo: peggio: avrebbe fatto fatica a TROVARE UN EDITORE. Se fossimo riusciti a pubblicarlo, adesso i critici ci rimproverebbero di aver messo insieme una cosa intellettualistica, informe, respingente, gratuitamente sperimentale.
Di sicuro, Riccardo, né tu nè io con un libro simile, e con i nostri nomi al posto di quello di Capossela in copertina, avremmo raggiunto numerose ristampe e sessantamila copie in poche settimane (mi è arrivato un comunicato Feltrinelli).
Che cosa concluderne?
IL GIOCO E' TRUCCATO! (queste parole dovrebbero lampeggiare sopra la scrivania di qualsiasi scrittore).
Non accetterò MAI PIU' critiche di intellettualismo, incapacità di comunicare con il pubblico, ecc., rivolte a me o agli altri scrittori veri. E' il gioco che è truccato.
Saperlo è liberatorio. 
Continueremo a scrivere i nostri libri, senza neanche un residuo di chimera di poter "comunicare". Daremo forma a cristalli ancora più puri.
Un saluto carissimo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;E&#8217; inutile (credo) fare dell&#8217;ironia sugli scrittori kitsch: Sveva Casati Modignani vende mezzo milione di copie per volta, Elisa di Rivombrosa fa ascolti da far paura. Perché noi intellettuali non siamo capaci di fare altrettanto?&#8221;</p>
<p>Caro Riccardo,<br />
non sono d&#8217;accordo.<br />
Quel che dici nella frase che ho citato ha avuto, in questi mesi, una controprova preziosissima.<br />
Anzi, due.<br />
La prima: Elisa Di Rivombrosa.<br />
Lo sai, vero, che &#8220;Pamela&#8221; di Samuel Richardson è entrato nelle classifiche grazie allo sceneggiato televisivo? Elisa di Rivombrosa infatti è ispirato a &#8220;Pamela&#8221; di Richardson. Parliamo di un romanzo epistolare del Settecento, che era stato pubblicato in una collana di Classici (Frassinelli) anni fa, ed era stato accolto come uno sfizio storicistico, una documentazione dei primordi dell&#8217;era del romanzo&#8230; Anzi, noin era stato accolto affatto: era passato del tutto inosservato!<br />
Due. Vinicio Capossela.<br />
Il suo libro è arduo. Non voglio dare giudizi di valore, per carità. Dico solo che è di difficilissima lettura. Non ha una trama, e accumula bravate di finta poesia che risultano pesantissime dopo mezza pagina (io comunque il libro l&#8217;ho letto in buona parte). Se fosse stato scritto da te, o da me, non dico che non avrebbe avuto successo: peggio: avrebbe fatto fatica a TROVARE UN EDITORE. Se fossimo riusciti a pubblicarlo, adesso i critici ci rimproverebbero di aver messo insieme una cosa intellettualistica, informe, respingente, gratuitamente sperimentale.<br />
Di sicuro, Riccardo, né tu nè io con un libro simile, e con i nostri nomi al posto di quello di Capossela in copertina, avremmo raggiunto numerose ristampe e sessantamila copie in poche settimane (mi è arrivato un comunicato Feltrinelli).<br />
Che cosa concluderne?<br />
IL GIOCO E&#8217; TRUCCATO! (queste parole dovrebbero lampeggiare sopra la scrivania di qualsiasi scrittore).<br />
Non accetterò MAI PIU&#8217; critiche di intellettualismo, incapacità di comunicare con il pubblico, ecc., rivolte a me o agli altri scrittori veri. E&#8217; il gioco che è truccato.<br />
Saperlo è liberatorio.<br />
Continueremo a scrivere i nostri libri, senza neanche un residuo di chimera di poter &#8220;comunicare&#8221;. Daremo forma a cristalli ancora più puri.<br />
Un saluto carissimo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: gino tasca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4533</link>
		<dc:creator>gino tasca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=484#comment-4533</guid>
		<description>Per Riccardo: scrivo così male?
E allora mi tocca precisare: la frase di Proust con quelle larmes e con quei reves, è scandalosamente sbagliata: ci sono larmes e larmes e ci sono reves e reves (mi scuso ma non so mettere l'accento circonflesso sulla prima "e" di "reves"). Mi toccherà adesso fare come quando si parla di terroristi e bisogna star lì a premettere: premesso che io condanno il terrorismo ... bla bla bla, mi tocca - dicevo - dire: premesso che amo molto Proust ... ? La frase resta generica, sfocata, e scritta con vocaboli da sartina anche se l'ha scritta lui. (Entro le otto di stassera fate in tempo a lapidarmi, poi parto.)
- Ho scritto: la musica del primo Verdi è piena di "cose sublimi e cattiva musica", quindi non mi si può chiedere ragione di una frase in cui attribuirei solo poropopò a questo musicista: non l'ho detto ne lo penso. Ho anche aggiunto che quel che c'è di buono anche nella sua musica non-migliore (non in "Noi siam le zingarelle" però), è la tensione/pulsante. Ho anche detto che "Otello" è una cosa da vomitare quant'è bello.
L'attacco a quattro violoncelli del duetto d'amore è vertiginoso più di tutto Tristan und Isolde e il tremolio dei violini alla fine, quando "Venere splende", è un tessuto di velluto notturno e stelle che nessuno riscriverà altrettanto bene se non Schonberg nella Verklarte Nacht (e, qui, mi mancano le dieresi).
- Ciò che di splendido c'è nella musica di Verdi o di Bellini, non è certo il suo coté kitsh - quello serve per le strepitose mise en scéne di Aspinal o di Poli. E' proprio fufa. E non ho neanche detto che ce ne sia poi così tanta - un po', ogni tanto. Al muro le zingarelle! (Aspetta: che, poi, magari, mi legge un musicologo e finisce che mi dà bacchettate sulle dita: so benissimo che con le zingarelle Verdi optava per un color-locale e quindi mimetico alla supposta musica zigana: resta una cosa orribile: bisognerà attendere Carmen perché una zingara sia credibile sulla scena ((non lo era neanche Azucena, se è per questo ...)).)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Riccardo: scrivo così male?<br />
E allora mi tocca precisare: la frase di Proust con quelle larmes e con quei reves, è scandalosamente sbagliata: ci sono larmes e larmes e ci sono reves e reves (mi scuso ma non so mettere l&#8217;accento circonflesso sulla prima &#8220;e&#8221; di &#8220;reves&#8221;). Mi toccherà adesso fare come quando si parla di terroristi e bisogna star lì a premettere: premesso che io condanno il terrorismo &#8230; bla bla bla, mi tocca - dicevo - dire: premesso che amo molto Proust &#8230; ? La frase resta generica, sfocata, e scritta con vocaboli da sartina anche se l&#8217;ha scritta lui. (Entro le otto di stassera fate in tempo a lapidarmi, poi parto.)<br />
- Ho scritto: la musica del primo Verdi è piena di &#8220;cose sublimi e cattiva musica&#8221;, quindi non mi si può chiedere ragione di una frase in cui attribuirei solo poropopò a questo musicista: non l&#8217;ho detto ne lo penso. Ho anche aggiunto che quel che c&#8217;è di buono anche nella sua musica non-migliore (non in &#8220;Noi siam le zingarelle&#8221; però), è la tensione/pulsante. Ho anche detto che &#8220;Otello&#8221; è una cosa da vomitare quant&#8217;è bello.<br />
L&#8217;attacco a quattro violoncelli del duetto d&#8217;amore è vertiginoso più di tutto Tristan und Isolde e il tremolio dei violini alla fine, quando &#8220;Venere splende&#8221;, è un tessuto di velluto notturno e stelle che nessuno riscriverà altrettanto bene se non Schonberg nella Verklarte Nacht (e, qui, mi mancano le dieresi).<br />
- Ciò che di splendido c&#8217;è nella musica di Verdi o di Bellini, non è certo il suo coté kitsh - quello serve per le strepitose mise en scéne di Aspinal o di Poli. E&#8217; proprio fufa. E non ho neanche detto che ce ne sia poi così tanta - un po&#8217;, ogni tanto. Al muro le zingarelle! (Aspetta: che, poi, magari, mi legge un musicologo e finisce che mi dà bacchettate sulle dita: so benissimo che con le zingarelle Verdi optava per un color-locale e quindi mimetico alla supposta musica zigana: resta una cosa orribile: bisognerà attendere Carmen perché una zingara sia credibile sulla scena ((non lo era neanche Azucena, se è per questo &#8230;)).)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nick Names</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4534</link>
		<dc:creator>Nick Names</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>60.000 copie per Capossela?!?!? Ecco: rovinata la giornata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>60.000 copie per Capossela?!?!? Ecco: rovinata la giornata.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: riccardo ferrazzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4535</link>
		<dc:creator>riccardo ferrazzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Devo almeno un paio di risposte. A Tiziano: ho l'impressione che stiamo mettendo l'accento su due aspetti della stessa cosa. Come mai i romanzi degli intellettuali vendono poco e invece vendono molto i romanzi rosa e i libri dei dj ? Risposta tua: perché il gioco è truccato (gli editori favoriscono i titoli che promettono di vendere molto). Risposta mia: perché gli intellettuali sono un po' schifiltosi e non si mettono sul piano della massa dei lettori (soprattutto in materia di sentimenti). Il discorso su Elisa di Rivombrosa è lungo e credo possa portare acqua a tutte due le tesi. Quello su Vinicio Capossela (che non ho letto) mi mette un po' in crisi (ma potrebbe essere una rondine che non fa primavera). Almeno provvisoriamente, io credo ancora che siano valide tutte e due le risposte. Magari si può discutere su quale delle due venga prima dell'altra, ma anche se si potesse stabilire una cosa del genere le cose resterebbero allo stesso punto: per vendere di più bisogna aggiornare il prodotto. Forse è maturo un nuovo romanticismo. Forse la gente non ne può più di questi intellettuali sempre un po' incazzati, critici, pessimisti. Lo dico battendomi il petto perché anch'io sono sempre incazzato, critico e pessimista. Ma proprio per questo so che è vero. Forse il pubblico gradirebbe un po' di fiducia nei sentimenti. Guarda cos'è successo alla Vita spericolata di Vasco Rossi: a Sanremo le giurie la misero in coda, ma la gente la canta da dieci anni e continua a cantarla.
A Gino Tasca: evidentemente scrivo male anch'io perché credevo di aver detto altro. Ci mancherebbe che mi metta io a fare la difesa d'ufficio di Proust e di Verdi ! Quello che sostengo è che il kitsch non va rifiutato tout court e neanche riabilitato a prescindere. Va studiato. In particolare, va studiato il perché della sua presa sul pubblico. 
Da ultimo, non posso trattenermi dal dire che non condivido il paragone dell'Otello con il Tristano. Otello è grande, ma Tristano è di un'altra categoria. Tristano è iperuranio. (Ecco, Tiziano: chi riuscisse a scrivere di sentimenti come Wagner nel Tristano stai tranquillo che venderebbe milioni di copie, anche con un editore dei più cinici. Non credi ?)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devo almeno un paio di risposte. A Tiziano: ho l&#8217;impressione che stiamo mettendo l&#8217;accento su due aspetti della stessa cosa. Come mai i romanzi degli intellettuali vendono poco e invece vendono molto i romanzi rosa e i libri dei dj ? Risposta tua: perché il gioco è truccato (gli editori favoriscono i titoli che promettono di vendere molto). Risposta mia: perché gli intellettuali sono un po&#8217; schifiltosi e non si mettono sul piano della massa dei lettori (soprattutto in materia di sentimenti). Il discorso su Elisa di Rivombrosa è lungo e credo possa portare acqua a tutte due le tesi. Quello su Vinicio Capossela (che non ho letto) mi mette un po&#8217; in crisi (ma potrebbe essere una rondine che non fa primavera). Almeno provvisoriamente, io credo ancora che siano valide tutte e due le risposte. Magari si può discutere su quale delle due venga prima dell&#8217;altra, ma anche se si potesse stabilire una cosa del genere le cose resterebbero allo stesso punto: per vendere di più bisogna aggiornare il prodotto. Forse è maturo un nuovo romanticismo. Forse la gente non ne può più di questi intellettuali sempre un po&#8217; incazzati, critici, pessimisti. Lo dico battendomi il petto perché anch&#8217;io sono sempre incazzato, critico e pessimista. Ma proprio per questo so che è vero. Forse il pubblico gradirebbe un po&#8217; di fiducia nei sentimenti. Guarda cos&#8217;è successo alla Vita spericolata di Vasco Rossi: a Sanremo le giurie la misero in coda, ma la gente la canta da dieci anni e continua a cantarla.<br />
A Gino Tasca: evidentemente scrivo male anch&#8217;io perché credevo di aver detto altro. Ci mancherebbe che mi metta io a fare la difesa d&#8217;ufficio di Proust e di Verdi ! Quello che sostengo è che il kitsch non va rifiutato tout court e neanche riabilitato a prescindere. Va studiato. In particolare, va studiato il perché della sua presa sul pubblico.<br />
Da ultimo, non posso trattenermi dal dire che non condivido il paragone dell&#8217;Otello con il Tristano. Otello è grande, ma Tristano è di un&#8217;altra categoria. Tristano è iperuranio. (Ecco, Tiziano: chi riuscisse a scrivere di sentimenti come Wagner nel Tristano stai tranquillo che venderebbe milioni di copie, anche con un editore dei più cinici. Non credi ?)</p>
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	<item>
		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4536</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me gli editori favoriscono gli autori che promettono di vendere molto, gente nota in altri ambiti(vedi anche Ligabue con il suo ultimo romanzo), e se invece di pensare che il pubblico vorrebbe sentimenti pensassimo che il pubblico vuole sempre più anestetici? Che svegliare dal sonno sia compito arduo? Preferisco rimanere incazzata e critica... ci mancherebbe anche di tornare a un nuovo romanticismo, allora Denis de Rougemont avrebbe scritto invano il suo L'amore e l'occidente.
ps
auguri a Tasca per il suo ricovero :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me gli editori favoriscono gli autori che promettono di vendere molto, gente nota in altri ambiti(vedi anche Ligabue con il suo ultimo romanzo), e se invece di pensare che il pubblico vorrebbe sentimenti pensassimo che il pubblico vuole sempre più anestetici? Che svegliare dal sonno sia compito arduo? Preferisco rimanere incazzata e critica&#8230; ci mancherebbe anche di tornare a un nuovo romanticismo, allora Denis de Rougemont avrebbe scritto invano il suo L&#8217;amore e l&#8217;occidente.<br />
ps<br />
auguri a Tasca per il suo ricovero :-)</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4537</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>"Pandora e l'olandese volante" di Albert Lewin paragonato a Liala???
Ma quel film è un'esperienza estetica terrificante.(Nel senso buono). Un melò surrealista, detto in due parole. Un film unico. Non è giusto mettere sullo stesso piano Liala e Albert Lewin - soprattutto in quel film. Io l'ho visto grazie a Ghezzi (bontà sua). E' un capolavoro del cinema di tutti i tempi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Pandora e l&#8217;olandese volante&#8221; di Albert Lewin paragonato a Liala???<br />
Ma quel film è un&#8217;esperienza estetica terrificante.(Nel senso buono). Un melò surrealista, detto in due parole. Un film unico. Non è giusto mettere sullo stesso piano Liala e Albert Lewin - soprattutto in quel film. Io l&#8217;ho visto grazie a Ghezzi (bontà sua). E&#8217; un capolavoro del cinema di tutti i tempi.</p>
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		<title>Di: gino tasca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4538</link>
		<dc:creator>gino tasca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Che rabbia, che rabbia non poter proseguire il discorso che Riccardo butta lì, con nonchalance, quando dice che basterebbe scrivere di sentimenti come fa Wagner in Tristan und Isolde, per vendere milioni di copie. Mi piacerebbe prendere il libretto scritto da lui (che è altra cosa dalla musica, comunque) con tutti quei deliri di tu sei me e io sono te e insieme siamo la Notte, per vedere se si tratta di una scrittura dei sentimenti così "popolare". ... Ma non credo proprio che mi aspetterete per quindici giorni. Questo "argomento" sarà stato subissato, allora, da mille altre cose. Amen.
(Sommessamente, in punta di voce, ringrazio chi mi ha augurato una buona sorte. Merci.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che rabbia, che rabbia non poter proseguire il discorso che Riccardo butta lì, con nonchalance, quando dice che basterebbe scrivere di sentimenti come fa Wagner in Tristan und Isolde, per vendere milioni di copie. Mi piacerebbe prendere il libretto scritto da lui (che è altra cosa dalla musica, comunque) con tutti quei deliri di tu sei me e io sono te e insieme siamo la Notte, per vedere se si tratta di una scrittura dei sentimenti così &#8220;popolare&#8221;. &#8230; Ma non credo proprio che mi aspetterete per quindici giorni. Questo &#8220;argomento&#8221; sarà stato subissato, allora, da mille altre cose. Amen.<br />
(Sommessamente, in punta di voce, ringrazio chi mi ha augurato una buona sorte. Merci.)</p>
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	</item>
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		<title>Di: fabio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/06/01/rosa-rosae-2-apologia-di-liala/#comment-4539</link>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=484#comment-4539</guid>
		<description>bellissimo, bellissimo post. e interessantissimo.

f.
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		<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimo, bellissimo post. e interessantissimo.</p>
<p>f.</p>
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