<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Vi racconto di Marano e dei due compari. </title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/2004/08/05/vi-racconto-di-marano-e-dei-due-compari/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/05/vi-racconto-di-marano-e-dei-due-compari/</link>
	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Sun, 18 May 2008 03:06:00 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5.1</generator>
	<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/05/vi-racconto-di-marano-e-dei-due-compari/#comment-5247</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=545#comment-5247</guid>
		<description>Massimo rispetto, Roberto, dal tuo maddalonese in pectore. Lo sai, il mio divano letto è sempre pronto quando ne avrai bisogno.

G.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Massimo rispetto, Roberto, dal tuo maddalonese in pectore. Lo sai, il mio divano letto è sempre pronto quando ne avrai bisogno.</p>
<p>G.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marcodettori</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/05/vi-racconto-di-marano-e-dei-due-compari/#comment-5248</link>
		<dc:creator>marcodettori</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=545#comment-5248</guid>
		<description>grazie. la sensazione quando si leggono queste cose è di frustrazione e di impotenza. serve qualcuno che abbia il coraggio di continuare a parlarne. la stampa nazionale? un coro di petomani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie. la sensazione quando si leggono queste cose è di frustrazione e di impotenza. serve qualcuno che abbia il coraggio di continuare a parlarne. la stampa nazionale? un coro di petomani.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: JQ</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/05/vi-racconto-di-marano-e-dei-due-compari/#comment-5249</link>
		<dc:creator>JQ</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=545#comment-5249</guid>
		<description>Visit my site about Graal:



http//:digilander.libero.it/vicit.leo









1) Una bambina di Poggibonsi

Voleva mangiare un gelato

 tenendo il braccio alzato

Saltava saltava

Ma non lo raggiungeva

Gli colò in bocca

Fu felice e gridò: c’è l’ho fata ce l’ho fata, 

quella bambina di Poggibonsi tenace e sciocca

 

 

 

2) Un signore eremita

Voleva temperare una matita

Sfruttando un unghia incarnita

Finì all’ospedale e gli amputarono il piede

Ci rimase male quel bizzarro e parsimonioso eremita

 

 

3) Un goliardo di Monleale 

Cercava di ruttare e scoreggiare all’unisono

Senza farsi del male

Ma stonò una nota e lo presero a pomodorate

Quell’ambizioso goliardo di Monleale

 

4) una lepre educata del Poggio

che viveva fuori dal  salmì

voleva mangiare una carota del vicino

allora gliela chiese

e due ne ottenne senza attese

ma si ritrovò con loro dentro al salmì

la imprudente  gentile lepre del Poggio

 

5) un volpino di Volpara

voleva accoppare un pollo

senza rompergli il collo

lo rapì  e lo lasciò morir di fame

ma non ne fu satollo

quel cinico e sentimentale Volpino di Volpara

 

6) un rospo di Guazzora

desiderava tanto una donna baciare

per farla diventare rospa

trovò di notte una ciospa

e disse: il nuoto mi dovrebbe bastare

ad altri divertimenti tornò 

il lussurioso rospo di Guazzora

 

 

7) il Marco di Tortona

lasciava la bella per una buona

poi spariva e tornava spettinato

chi aveva lasciato?

Lo sapremo alla prossima sorpresona

Di quel misterofilo esteta di Marco di Tortona

 

 

 

 

 

 

 

 

Un signore molto piccolo di Como 

Una volta salì in cima al duomo 

E quando fu in cima 

Era alto come prima 

Quel signore micropiccolo di Como

 

Una volta un dottore di Ferrara 

Voleva levare le tonsille a una zanzara. 

L’insetto si rivoltò 

E il naso puncicò 

A quel tonsillifico dottore di Ferrara

 

Due amici di Torino 

Due amici di Torino

che abitavano in un camino,

un bel giorno presero fuoco

perché stava cucinando il cuoco.

Quegli stracotti amici di Torino.

 

 

Mio fratello golosone

Mio fratello golosone

mangiava ogni giorno tre torte e un cappone

sì caprette, no polpette

tutto sempre senza forchette

mio fratello gran mangione.

 (Sara Biscaro e Giorgia Pregnolato)

 

 

Un riccio di Parigi

aveva un fratello di nome Gigi,

nella città lui passeggiava

e tutti quanti punzecchiava.

Quel vagabondo riccio di Parigi.

 

Uno scienziato un po' turbato

uscì a prendere il gelato

ma il gelato si sciolse

quando cadde lo raccolse.

Quello strambo scienziato turbato.

 

Mia sorella Celestina

amava ballare da sera a mattina.

Nella spiaggia di Tropea

ballava come una dea .

La giraspiagge Celestina 

C'era un signore di Treviso

che abitava in un paradiso

seduto su di un cartello

cantava uno strano ritornello.

Quel canterino signore di Treviso.

 

 C'era un inquilino triste e scontento:

era per tutti un vero tormento

ma gli dissero: "Bello strazio

averti qui in questo spazio!

Oh triste signor scontento".

 

 

C'era una signora che in terrazza

allevava una mucca pazza

e la gente che passava

le chiedeva come stava

quella mucca pazza in terrazza.

 

C'era un inquilino triste e scontento

era per tutti un vero tormento.

Un giorno si prese una sassata

e tornò a casa con una chiappa fasciata

e di quel giorno ne fece un tormento.

 

 Un animale un po' strano

galoppò fino al Duomo di Milano

incontrò una vecchietta

che gli diede l'erbetta

allo strano animale di Milano.

 

C'era un cane da tartufo

che era sempre stufo

aveva le gambe snodate

e mangiava spesso patate

quel goloso cane da tartufo.

 

Un tipo di Tortona
voleva una manona,
la scaldava in una serra
piantata nella terra,
quel tipo manogigante di Tortona.

Un tipo di Tortona



 

tomaco scarabocchiò,
quello 

Limericks da G.M. Prati ( amico di Marco Candida uomo dello schermo)

 

C’era un Marco da Tortona che giocava con l’arco

L’arco era fatto di parole e sparava lontano

Un giorno sparò un “ ohi vita mia”  nel culo di un soprano

Che gorgheggiò per un mese innamorata di qual paroliere di Marco 

 

C’era un pompiere a Bruggi

Ma di boschi non ne trovava

Allora un giorno bruciò di notte una casa

Da allora fece il piromane

Quel pirofilo di Bruggi

 

C’era una mucca di Caldirola

Che era stufa di farsi chiamare vacca

E allora aggiunse al suo nome l’acca

E la chiamarono Luanah

Quella merdarola e vanitosa mucca

 

C’era un blog di Poggio Decima fatto di vuoto

Che risucchiava gli altri blog

Sembrava gog e magog

Un giorno fece ingestione

E partorì un blob

Quell’ ingordo di blog

 

C’era un gelataio di Monza

Che voleva vender gelati nella pista 

Ma poi dopo il terzo ricovero in ospedale

 si stufò e disse basta

Quell’impaziente gelataio di Monza

 

C’era  un fauno di Casasco che oziava

Felice con un fiasco, un giorno gli fecero le zampe

In salmì  e e lui gridò: ohi mimì ohi mimì

Quell’incauto e accidioso fauno di Casasco

 

C’era una volpe di Val nera

Che mangiava polli solo di sera, una sera 

Il pollo mangiò prima di lei

E lei non se la sentì di spezzargli il collo 

La sciocca e compassionevole volpe di Val nera</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Visit my site about Graal:</p>
<p>http//:digilander.libero.it/vicit.leo</p>
<p>1) Una bambina di Poggibonsi</p>
<p>Voleva mangiare un gelato</p>
<p> tenendo il braccio alzato</p>
<p>Saltava saltava</p>
<p>Ma non lo raggiungeva</p>
<p>Gli colò in bocca</p>
<p>Fu felice e gridò: c’è l’ho fata ce l’ho fata, </p>
<p>quella bambina di Poggibonsi tenace e sciocca</p>
<p>2) Un signore eremita</p>
<p>Voleva temperare una matita</p>
<p>Sfruttando un unghia incarnita</p>
<p>Finì all’ospedale e gli amputarono il piede</p>
<p>Ci rimase male quel bizzarro e parsimonioso eremita</p>
<p>3) Un goliardo di Monleale </p>
<p>Cercava di ruttare e scoreggiare all’unisono</p>
<p>Senza farsi del male</p>
<p>Ma stonò una nota e lo presero a pomodorate</p>
<p>Quell’ambizioso goliardo di Monleale</p>
<p>4) una lepre educata del Poggio</p>
<p>che viveva fuori dal  salmì</p>
<p>voleva mangiare una carota del vicino</p>
<p>allora gliela chiese</p>
<p>e due ne ottenne senza attese</p>
<p>ma si ritrovò con loro dentro al salmì</p>
<p>la imprudente  gentile lepre del Poggio</p>
<p>5) un volpino di Volpara</p>
<p>voleva accoppare un pollo</p>
<p>senza rompergli il collo</p>
<p>lo rapì  e lo lasciò morir di fame</p>
<p>ma non ne fu satollo</p>
<p>quel cinico e sentimentale Volpino di Volpara</p>
<p>6) un rospo di Guazzora</p>
<p>desiderava tanto una donna baciare</p>
<p>per farla diventare rospa</p>
<p>trovò di notte una ciospa</p>
<p>e disse: il nuoto mi dovrebbe bastare</p>
<p>ad altri divertimenti tornò </p>
<p>il lussurioso rospo di Guazzora</p>
<p>7) il Marco di Tortona</p>
<p>lasciava la bella per una buona</p>
<p>poi spariva e tornava spettinato</p>
<p>chi aveva lasciato?</p>
<p>Lo sapremo alla prossima sorpresona</p>
<p>Di quel misterofilo esteta di Marco di Tortona</p>
<p>Un signore molto piccolo di Como </p>
<p>Una volta salì in cima al duomo </p>
<p>E quando fu in cima </p>
<p>Era alto come prima </p>
<p>Quel signore micropiccolo di Como</p>
<p>Una volta un dottore di Ferrara </p>
<p>Voleva levare le tonsille a una zanzara. </p>
<p>L’insetto si rivoltò </p>
<p>E il naso puncicò </p>
<p>A quel tonsillifico dottore di Ferrara</p>
<p>Due amici di Torino </p>
<p>Due amici di Torino</p>
<p>che abitavano in un camino,</p>
<p>un bel giorno presero fuoco</p>
<p>perché stava cucinando il cuoco.</p>
<p>Quegli stracotti amici di Torino.</p>
<p>Mio fratello golosone</p>
<p>Mio fratello golosone</p>
<p>mangiava ogni giorno tre torte e un cappone</p>
<p>sì caprette, no polpette</p>
<p>tutto sempre senza forchette</p>
<p>mio fratello gran mangione.</p>
<p> (Sara Biscaro e Giorgia Pregnolato)</p>
<p>Un riccio di Parigi</p>
<p>aveva un fratello di nome Gigi,</p>
<p>nella città lui passeggiava</p>
<p>e tutti quanti punzecchiava.</p>
<p>Quel vagabondo riccio di Parigi.</p>
<p>Uno scienziato un po&#8217; turbato</p>
<p>uscì a prendere il gelato</p>
<p>ma il gelato si sciolse</p>
<p>quando cadde lo raccolse.</p>
<p>Quello strambo scienziato turbato.</p>
<p>Mia sorella Celestina</p>
<p>amava ballare da sera a mattina.</p>
<p>Nella spiaggia di Tropea</p>
<p>ballava come una dea .</p>
<p>La giraspiagge Celestina </p>
<p>C&#8217;era un signore di Treviso</p>
<p>che abitava in un paradiso</p>
<p>seduto su di un cartello</p>
<p>cantava uno strano ritornello.</p>
<p>Quel canterino signore di Treviso.</p>
<p> C&#8217;era un inquilino triste e scontento:</p>
<p>era per tutti un vero tormento</p>
<p>ma gli dissero: &#8220;Bello strazio</p>
<p>averti qui in questo spazio!</p>
<p>Oh triste signor scontento&#8221;.</p>
<p>C&#8217;era una signora che in terrazza</p>
<p>allevava una mucca pazza</p>
<p>e la gente che passava</p>
<p>le chiedeva come stava</p>
<p>quella mucca pazza in terrazza.</p>
<p>C&#8217;era un inquilino triste e scontento</p>
<p>era per tutti un vero tormento.</p>
<p>Un giorno si prese una sassata</p>
<p>e tornò a casa con una chiappa fasciata</p>
<p>e di quel giorno ne fece un tormento.</p>
<p> Un animale un po&#8217; strano</p>
<p>galoppò fino al Duomo di Milano</p>
<p>incontrò una vecchietta</p>
<p>che gli diede l&#8217;erbetta</p>
<p>allo strano animale di Milano.</p>
<p>C&#8217;era un cane da tartufo</p>
<p>che era sempre stufo</p>
<p>aveva le gambe snodate</p>
<p>e mangiava spesso patate</p>
<p>quel goloso cane da tartufo.</p>
<p>Un tipo di Tortona<br />
voleva una manona,<br />
la scaldava in una serra<br />
piantata nella terra,<br />
quel tipo manogigante di Tortona.</p>
<p>Un tipo di Tortona</p>
<p>tomaco scarabocchiò,<br />
quello </p>
<p>Limericks da G.M. Prati ( amico di Marco Candida uomo dello schermo)</p>
<p>C’era un Marco da Tortona che giocava con l’arco</p>
<p>L’arco era fatto di parole e sparava lontano</p>
<p>Un giorno sparò un “ ohi vita mia”  nel culo di un soprano</p>
<p>Che gorgheggiò per un mese innamorata di qual paroliere di Marco </p>
<p>C’era un pompiere a Bruggi</p>
<p>Ma di boschi non ne trovava</p>
<p>Allora un giorno bruciò di notte una casa</p>
<p>Da allora fece il piromane</p>
<p>Quel pirofilo di Bruggi</p>
<p>C’era una mucca di Caldirola</p>
<p>Che era stufa di farsi chiamare vacca</p>
<p>E allora aggiunse al suo nome l’acca</p>
<p>E la chiamarono Luanah</p>
<p>Quella merdarola e vanitosa mucca</p>
<p>C’era un blog di Poggio Decima fatto di vuoto</p>
<p>Che risucchiava gli altri blog</p>
<p>Sembrava gog e magog</p>
<p>Un giorno fece ingestione</p>
<p>E partorì un blob</p>
<p>Quell’ ingordo di blog</p>
<p>C’era un gelataio di Monza</p>
<p>Che voleva vender gelati nella pista </p>
<p>Ma poi dopo il terzo ricovero in ospedale</p>
<p> si stufò e disse basta</p>
<p>Quell’impaziente gelataio di Monza</p>
<p>C’era  un fauno di Casasco che oziava</p>
<p>Felice con un fiasco, un giorno gli fecero le zampe</p>
<p>In salmì  e e lui gridò: ohi mimì ohi mimì</p>
<p>Quell’incauto e accidioso fauno di Casasco</p>
<p>C’era una volpe di Val nera</p>
<p>Che mangiava polli solo di sera, una sera </p>
<p>Il pollo mangiò prima di lei</p>
<p>E lei non se la sentì di spezzargli il collo </p>
<p>La sciocca e compassionevole volpe di Val nera</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: claudio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/05/vi-racconto-di-marano-e-dei-due-compari/#comment-5250</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=545#comment-5250</guid>
		<description>Grazie a Saviano per questo articolo. A noi, qui al nord, certe cose sembrano lontane: ho pensato tra me e me che leggendo la notizia dello scioglimento del consiglio comunale di Bertini mi sarei ripassato il solito ritornello, "eccone un altro, tutti uguali alla fine, politicanti e mafiosi, sia a destra che a sinistra..." 
Grazie ancora, di cuore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Saviano per questo articolo. A noi, qui al nord, certe cose sembrano lontane: ho pensato tra me e me che leggendo la notizia dello scioglimento del consiglio comunale di Bertini mi sarei ripassato il solito ritornello, &#8220;eccone un altro, tutti uguali alla fine, politicanti e mafiosi, sia a destra che a sinistra&#8230;&#8221;<br />
Grazie ancora, di cuore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: diego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/05/vi-racconto-di-marano-e-dei-due-compari/#comment-5251</link>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=545#comment-5251</guid>
		<description>di cuore anch'io ti ringrazio,e spero che questo abbia anche un minimo valore per te. 
Ho appena finito di leggere il libro sui 25 anni di lotta alla mafia di Saverio Lodato; prima avevo letto "La Nebulosa" sul caso Moro e prima ancora "Piombo Rosso" di Galli. Perché cito quegli altri due? mmm, sento delle sovra-connessioni; vedo incroci sottili tra fatti apparentemente lontani; soffro la volontà di non "leggere" lo stato delle cose per come veramente è da parte di molti. Troppi.
A tutto quello che dici sui Nuvoletta c'è riscontro nelle indagini sulla "cupola" in Sicilia e molto altro.
Ho frequentato l'università a Napoli: ho l'mpressione di aver conosciuto Siani quando mi recai alla redazione del Mattino per chiedere informazioni per una tesi su politica dell'ambiente e fui accolto da un giovane magro e occhialuto che mi fornì delle indicazioni utili. Non sono certo che fosse lui ma sotto sotto sento di sì. Quando morì, se non sbaglio nell'85,  leggendo su di lui mi passò dentro una sofferenza che ancora adesso mi prende ai polmoni e mi sfrangia la respirazione.
Tutto questo per dirti, Roberto Saviano, che apprezzo molto quello che fai e che ci rendi un gran servizio raccontandoci le cose proprio come fai tu.

ti abbraccio
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>di cuore anch&#8217;io ti ringrazio,e spero che questo abbia anche un minimo valore per te.<br />
Ho appena finito di leggere il libro sui 25 anni di lotta alla mafia di Saverio Lodato; prima avevo letto &#8220;La Nebulosa&#8221; sul caso Moro e prima ancora &#8220;Piombo Rosso&#8221; di Galli. Perché cito quegli altri due? mmm, sento delle sovra-connessioni; vedo incroci sottili tra fatti apparentemente lontani; soffro la volontà di non &#8220;leggere&#8221; lo stato delle cose per come veramente è da parte di molti. Troppi.<br />
A tutto quello che dici sui Nuvoletta c&#8217;è riscontro nelle indagini sulla &#8220;cupola&#8221; in Sicilia e molto altro.<br />
Ho frequentato l&#8217;università a Napoli: ho l&#8217;mpressione di aver conosciuto Siani quando mi recai alla redazione del Mattino per chiedere informazioni per una tesi su politica dell&#8217;ambiente e fui accolto da un giovane magro e occhialuto che mi fornì delle indicazioni utili. Non sono certo che fosse lui ma sotto sotto sento di sì. Quando morì, se non sbaglio nell&#8217;85,  leggendo su di lui mi passò dentro una sofferenza che ancora adesso mi prende ai polmoni e mi sfrangia la respirazione.<br />
Tutto questo per dirti, Roberto Saviano, che apprezzo molto quello che fai e che ci rendi un gran servizio raccontandoci le cose proprio come fai tu.</p>
<p>ti abbraccio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

<!-- Dynamic Page Served (once) in 0.429 seconds -->
