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	<title>Commenti a: Una lettera sul Poetry Slam</title>
	<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/</link>
	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Fri, 16 May 2008 23:30:33 +0000</pubDate>
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		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5325</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ho detto all’amico Lello Voce che della sua lettera non condividevo molto l’idea, da lui sottolineata, che ci siano dei Poetry Slam ortodossi e altri no. Che il Poetry Slam abbia una storia e che in virtù di questa storia sia emersa una certa logica, un’insieme di regole funzionali al gioco, va benissimo, ma che questo obblighi chiunque organizzi una serata di poesia, sotto il titolo di “Poetry Slam”, a rispettarle, mi sembra eccessivo. Il Poetry Slam nelle sue versioni ortodosse è in Italia non un’istituzione decennale e radicata, ma un’esperienza senz’altro fortunata, ma recente. Dunque che male c’è, se dei tipi a Brescia o a Reggio Calabria organizzano Poetry Slam non conformi, un po’ taroccati? Questa mia osservazione non tocca la sostanza della lettera di Voce, che denuncia una bassa furberia di tutt’altro genere e per tutt’altri scopi (millantare la paternità del Poetry Slam in Italia).

Infine un’osservazione personale sul Poetry Slam. Ci sono alcuni poeti “Poetry-slam dipendenti”, vere bestie da palco, che tengono questa iniziativa in altissima considerazione. Ce ne sono altri, che aborrono il “Poetry Slam”, non concordando con i presupposti stessi della formula: la competizione, l’osanna del pubblico, lo stile spettacolare. Io ho partecipato solo a tre Poetry Slam, tra cui uno organizzato dallo stesso Lello, piazzandomi sempre, con decisione, all’ultimo o penultimo posto. È probabile che le mie scarse attitudini a suscitare gli entusiasmi del pubblico, siano parte del mio giudizio disincantato su tale tipo di iniziativa. In realtà, non ho un partito preso per il duello poetico. (E qui varrebbe la pena di ricordare l’eccellente iniziativa dei poeti genovesi di ALTRI LUOGHI che avevani dato vita negli anni Novanta a “Verso e Sovverso”, competizione poetica a due partecipanti, con temi, generi e rime vincolate.) Né credo il palco incompatibile con il dire poetico. L’unica cosa che mi lascia scettico nei confronti del Poetry Slam è una sua tendenza ad oscillare tra l’evento televisivo e l’evento da sagra paesana. 

Ebbene, quando l’atmosfera di sagra paesana prende il sopravvento, io mi diverto. Anche se le mie poesie non si prestano a letture urlate dal palco, godo dell’atmosfera festosa e goliardica, a patto che poetesse e poeti siano in via di ubriacatura, che il pubblico sia riottoso e beffardo, che le salamelle non costino più di due euro. Se invece prevale il modello televisivo, con esigenza di scaldare le folle con battute prevedibili, e tutti quanti devono mostrare una disinvoltura posticcia, pur prendendo seriosissimamente la faccenda, allora preferisco le letture canoniche da biblioteca di provincia, con i due professori di liceo in prima fila.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho detto all’amico Lello Voce che della sua lettera non condividevo molto l’idea, da lui sottolineata, che ci siano dei Poetry Slam ortodossi e altri no. Che il Poetry Slam abbia una storia e che in virtù di questa storia sia emersa una certa logica, un’insieme di regole funzionali al gioco, va benissimo, ma che questo obblighi chiunque organizzi una serata di poesia, sotto il titolo di “Poetry Slam”, a rispettarle, mi sembra eccessivo. Il Poetry Slam nelle sue versioni ortodosse è in Italia non un’istituzione decennale e radicata, ma un’esperienza senz’altro fortunata, ma recente. Dunque che male c’è, se dei tipi a Brescia o a Reggio Calabria organizzano Poetry Slam non conformi, un po’ taroccati? Questa mia osservazione non tocca la sostanza della lettera di Voce, che denuncia una bassa furberia di tutt’altro genere e per tutt’altri scopi (millantare la paternità del Poetry Slam in Italia).</p>
<p>Infine un’osservazione personale sul Poetry Slam. Ci sono alcuni poeti “Poetry-slam dipendenti”, vere bestie da palco, che tengono questa iniziativa in altissima considerazione. Ce ne sono altri, che aborrono il “Poetry Slam”, non concordando con i presupposti stessi della formula: la competizione, l’osanna del pubblico, lo stile spettacolare. Io ho partecipato solo a tre Poetry Slam, tra cui uno organizzato dallo stesso Lello, piazzandomi sempre, con decisione, all’ultimo o penultimo posto. È probabile che le mie scarse attitudini a suscitare gli entusiasmi del pubblico, siano parte del mio giudizio disincantato su tale tipo di iniziativa. In realtà, non ho un partito preso per il duello poetico. (E qui varrebbe la pena di ricordare l’eccellente iniziativa dei poeti genovesi di ALTRI LUOGHI che avevani dato vita negli anni Novanta a “Verso e Sovverso”, competizione poetica a due partecipanti, con temi, generi e rime vincolate.) Né credo il palco incompatibile con il dire poetico. L’unica cosa che mi lascia scettico nei confronti del Poetry Slam è una sua tendenza ad oscillare tra l’evento televisivo e l’evento da sagra paesana. </p>
<p>Ebbene, quando l’atmosfera di sagra paesana prende il sopravvento, io mi diverto. Anche se le mie poesie non si prestano a letture urlate dal palco, godo dell’atmosfera festosa e goliardica, a patto che poetesse e poeti siano in via di ubriacatura, che il pubblico sia riottoso e beffardo, che le salamelle non costino più di due euro. Se invece prevale il modello televisivo, con esigenza di scaldare le folle con battute prevedibili, e tutti quanti devono mostrare una disinvoltura posticcia, pur prendendo seriosissimamente la faccenda, allora preferisco le letture canoniche da biblioteca di provincia, con i due professori di liceo in prima fila.</p>
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		<title>Di: franco forte</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5326</link>
		<dc:creator>franco forte</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>e allora chiama la polizia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e allora chiama la polizia.</p>
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		<title>Di: cigar4000volts</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5327</link>
		<dc:creator>cigar4000volts</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5327</guid>
		<description>ma non è più sano un bel rave party, con esctasy? e poi farsi un'orgia di sesso? che c'entra la poesia? mi sembra una trombonata. il copyright sul nulla. le gare di poesia. ma che è il cantagiro? le salamelle? e voi siete degli intellettuali?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma non è più sano un bel rave party, con esctasy? e poi farsi un&#8217;orgia di sesso? che c&#8217;entra la poesia? mi sembra una trombonata. il copyright sul nulla. le gare di poesia. ma che è il cantagiro? le salamelle? e voi siete degli intellettuali?</p>
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		<title>Di: LelloSvociato</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5328</link>
		<dc:creator>LelloSvociato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>a'lello, eri mejo quando te facevi le pere!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a&#8217;lello, eri mejo quando te facevi le pere!</p>
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		<title>Di: andrea raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5329</link>
		<dc:creator>andrea raos</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5329</guid>
		<description>be', svociato, il tuo si chiama essere un vero figlio di puttana. eri meglio quando non eri nato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>be&#8217;, svociato, il tuo si chiama essere un vero figlio di puttana. eri meglio quando non eri nato.</p>
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		<title>Di: LelloSvociato</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5330</link>
		<dc:creator>LelloSvociato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>volevo essere ironico - ma se l'ironia non è passata, scusate. (io comunque mi riferivo al personaggio del suo romanzo - eroina - io nemmeno lo so se lui se le faceva veramente le pere. comunque, ariscusa).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>volevo essere ironico - ma se l&#8217;ironia non è passata, scusate. (io comunque mi riferivo al personaggio del suo romanzo - eroina - io nemmeno lo so se lui se le faceva veramente le pere. comunque, ariscusa).</p>
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		<title>Di: Gianni Biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5331</link>
		<dc:creator>Gianni Biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5331</guid>
		<description>Sono appena tornato dalle vacanze (e da un ristorante cinese piccante assai). Voglio dire una cosa a Lello: tutto quello che hai scritto l'ho scritto io. Tu mi rubi le mie stesse parole. Anche il tuo nome è mio. IO SONO LELLO VOCE. Tu non esisti. Tu sei Gianni Biondillo, che semini zizzania su quei galantuomini di Interrete.

Scherzi a parte: condivido tutto, compreso la nota di Andrea I. E poi, che male c'è a volere le salamelle? Gli intellettuali non possono mangiarle? Anzi: a quando una bella fumata collettiva? ;-)
go ahed, G.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono appena tornato dalle vacanze (e da un ristorante cinese piccante assai). Voglio dire una cosa a Lello: tutto quello che hai scritto l&#8217;ho scritto io. Tu mi rubi le mie stesse parole. Anche il tuo nome è mio. IO SONO LELLO VOCE. Tu non esisti. Tu sei Gianni Biondillo, che semini zizzania su quei galantuomini di Interrete.</p>
<p>Scherzi a parte: condivido tutto, compreso la nota di Andrea I. E poi, che male c&#8217;è a volere le salamelle? Gli intellettuali non possono mangiarle? Anzi: a quando una bella fumata collettiva? ;-)<br />
go ahed, G.</p>
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		<title>Di: a. i.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5332</link>
		<dc:creator>a. i.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5332</guid>
		<description>Caro Gianni, c'è ancora chi pensa che gli intellettuali non abbiano il tubo digerente. (O siano necessariamente vegetariani.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gianni, c&#8217;è ancora chi pensa che gli intellettuali non abbiano il tubo digerente. (O siano necessariamente vegetariani.)</p>
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		<title>Di: Lellovoce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5333</link>
		<dc:creator>Lellovoce</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5333</guid>
		<description>Ue giuvinò... E non  mi fate ridere, chè sto provando a scrivere una risposta seria ad Inglese ;-)
La fumata presto, spero.
Un abbraccione
Lello

PS: Andrea Raos, grazie del tuo intervento. Svociato caro le pere me le sono fatte, nessun segreto. E allora?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ue giuvinò&#8230; E non  mi fate ridere, chè sto provando a scrivere una risposta seria ad Inglese ;-)<br />
La fumata presto, spero.<br />
Un abbraccione<br />
Lello</p>
<p>PS: Andrea Raos, grazie del tuo intervento. Svociato caro le pere me le sono fatte, nessun segreto. E allora?</p>
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		<title>Di: cigar4000volts</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5334</link>
		<dc:creator>cigar4000volts</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5334</guid>
		<description>mah. io il tubo digerente ce l'ho. e mangio churrasco come un pazzo.
ma forse non sono un intellettuale.
come voi.
fatevi anche 2 patate fritte, prima del rutto microfonato, mi raccomando, se no non è abbastanza poetico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mah. io il tubo digerente ce l&#8217;ho. e mangio churrasco come un pazzo.<br />
ma forse non sono un intellettuale.<br />
come voi.<br />
fatevi anche 2 patate fritte, prima del rutto microfonato, mi raccomando, se no non è abbastanza poetico.</p>
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		<title>Di: LelloSvociato</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5335</link>
		<dc:creator>LelloSvociato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5335</guid>
		<description>non ho niente contro le pere. intendevo dire - e questa è l'ultima volta che mi spiego - che preferivo lello voce romanziere, quello di eroina. chiaro adesso?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non ho niente contro le pere. intendevo dire - e questa è l&#8217;ultima volta che mi spiego - che preferivo lello voce romanziere, quello di eroina. chiaro adesso?</p>
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		<title>Di: a. i.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5336</link>
		<dc:creator>a. i.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>prova a dirlo cosi' la prossima volta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>prova a dirlo cosi&#8217; la prossima volta</p>
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		<title>Di: Gianni Biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5337</link>
		<dc:creator>Gianni Biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5337</guid>
		<description>Calma, ragazzi, calma. Fumiamoci un bel calumet della pace. Fatevelo dire da un ciccione mangiasalamelelle ignorante come una capra!

G.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Calma, ragazzi, calma. Fumiamoci un bel calumet della pace. Fatevelo dire da un ciccione mangiasalamelelle ignorante come una capra!</p>
<p>G.</p>
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		<title>Di: Markelo Uffenwanken</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5338</link>
		<dc:creator>Markelo Uffenwanken</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>La poesia è una. Non importa se la poesia viene eruttata, o mangiata, o anche defecata. Importa che essa esista. Nei nostri cuori, nelle parole dei poeti che amiamo, che non conosciamo ma che conosceremo.
La poesia sta nella prosa, nella prosa spesso si annida, fasciata di nervi contratti, la poesia. Che senso ha, ancora oggi, fare distinzioni? 
Lo sguardo lucido e gelido di un uomo che ha appena ucciso può essere poetico.
La lacrima di circostanza di un coccodrillo da terza pagina non lo è mai.
La salamella può essere poetica, così la voce di Lello Voce, così la cantina di un romanziere alcolizzato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La poesia è una. Non importa se la poesia viene eruttata, o mangiata, o anche defecata. Importa che essa esista. Nei nostri cuori, nelle parole dei poeti che amiamo, che non conosciamo ma che conosceremo.<br />
La poesia sta nella prosa, nella prosa spesso si annida, fasciata di nervi contratti, la poesia. Che senso ha, ancora oggi, fare distinzioni?<br />
Lo sguardo lucido e gelido di un uomo che ha appena ucciso può essere poetico.<br />
La lacrima di circostanza di un coccodrillo da terza pagina non lo è mai.<br />
La salamella può essere poetica, così la voce di Lello Voce, così la cantina di un romanziere alcolizzato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5339</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5339</guid>
		<description>Non mi è mai capitato di assistere a un Poetry Slam ma ne ho letto sui vari siti dedicati e anche articoli di giornali. Al di là del fatto che un poeta possa trovare questa iniziativa consona al suo stile o meno, l'idea che mi sono fatta è quella di una specie di avanguardia poetica e non di trsh da palco televisivo, e quindi non riesco a capire perché se ci sono delle regole non debbano essere rispettate anche se l'iniziativa è giovane. Di sicuro so che il maestro di cerimonia in Italia è sempre stato Lello Voce e di conseguenza la sua lettera mi sembra più che appropriata sia nei toni che nei contenuti. Se ho sparato cazzate non infierite vi prego, che qui bisogna stare attenti a quel che si dice... perciò Andrea io capisco tu possa preferire la lettura canonica però rimane sempre un fenomeno interessante. Sono due anni che cerco di andare a Roma e quest'anno, avendo chi mi ospita, vorrei proprio esserci. Detto questo le salamelle sono ottime con le patate fritte e pure accompagnate da buon vino e smettiamola con 'sta storia degli intellettuali ascetici, non ne conosco nemmeno uno,forse qualcuno confonde gli intellettuali con i guru. Mah!
Cari saluti, specialmente a Blondel :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi è mai capitato di assistere a un Poetry Slam ma ne ho letto sui vari siti dedicati e anche articoli di giornali. Al di là del fatto che un poeta possa trovare questa iniziativa consona al suo stile o meno, l&#8217;idea che mi sono fatta è quella di una specie di avanguardia poetica e non di trsh da palco televisivo, e quindi non riesco a capire perché se ci sono delle regole non debbano essere rispettate anche se l&#8217;iniziativa è giovane. Di sicuro so che il maestro di cerimonia in Italia è sempre stato Lello Voce e di conseguenza la sua lettera mi sembra più che appropriata sia nei toni che nei contenuti. Se ho sparato cazzate non infierite vi prego, che qui bisogna stare attenti a quel che si dice&#8230; perciò Andrea io capisco tu possa preferire la lettura canonica però rimane sempre un fenomeno interessante. Sono due anni che cerco di andare a Roma e quest&#8217;anno, avendo chi mi ospita, vorrei proprio esserci. Detto questo le salamelle sono ottime con le patate fritte e pure accompagnate da buon vino e smettiamola con &#8217;sta storia degli intellettuali ascetici, non ne conosco nemmeno uno,forse qualcuno confonde gli intellettuali con i guru. Mah!<br />
Cari saluti, specialmente a Blondel :-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5340</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5340</guid>
		<description>gabriella non penso che il poetry slam sia trash, né che non sia interessante, né ho una passione per le letture canoniche di poesia; penso davvero che ogni forma di manifestazione della poesia sia giustificata, in quanto la poesia ha molteplici anime, e anche una di carattere "performativo", o getuale, o come vuoi chiamarla. Ma ho fatto l'avvocato del diavolo, non credo gratuitamente. Perché penso che il Poetry Slam possa prestarsi a certi rischi, laddove i rischi delle letture canoniche di poesia li conosciamo, credo, purtroppo tutti (senso di abbandono cosmico, sbadiglio infracerebrale, spossatezza libidica).
Quanto alla questione delle regole, resto del mio parere. Sarà colpa della mia costituzione anarcoide. Ma non capisco perché non mi possa saltare in testa di fare un poetry slam con regole non ortodosse. E' una questione solo di "nome"? Ossia se cambio le regole, non posso più chiamarlo "poetry slam"? Ma allora è come se davvero ci fosse un vincolo ad usare questo termine. Insomma, magari Lello Voce mi chiarirà questo punto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gabriella non penso che il poetry slam sia trash, né che non sia interessante, né ho una passione per le letture canoniche di poesia; penso davvero che ogni forma di manifestazione della poesia sia giustificata, in quanto la poesia ha molteplici anime, e anche una di carattere &#8220;performativo&#8221;, o getuale, o come vuoi chiamarla. Ma ho fatto l&#8217;avvocato del diavolo, non credo gratuitamente. Perché penso che il Poetry Slam possa prestarsi a certi rischi, laddove i rischi delle letture canoniche di poesia li conosciamo, credo, purtroppo tutti (senso di abbandono cosmico, sbadiglio infracerebrale, spossatezza libidica).<br />
Quanto alla questione delle regole, resto del mio parere. Sarà colpa della mia costituzione anarcoide. Ma non capisco perché non mi possa saltare in testa di fare un poetry slam con regole non ortodosse. E&#8217; una questione solo di &#8220;nome&#8221;? Ossia se cambio le regole, non posso più chiamarlo &#8220;poetry slam&#8221;? Ma allora è come se davvero ci fosse un vincolo ad usare questo termine. Insomma, magari Lello Voce mi chiarirà questo punto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GiusCo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5341</link>
		<dc:creator>GiusCo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5341</guid>
		<description>Anche a me interesserebbe sapere da Lello Voce cosa lo ha spinto su quel versante (a parte, credo, l'orgoglio di fare qualcosa di "nuovo" per l'Italia, come nello spirito del suo fu gruppo avanguardistico); o magari potrebbe consigliarci qualche cd-dvd o altri supporti di poetry slam esemplari, o dei migliori in assoluto. Per me la poesia è concepibile solo come testo scritto, del tutto slegato anche dalla figura privata dell'autore, quindi ci sono davvero lontanissimo. Però la curiosità c'è, un'idea vorrei farmela.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche a me interesserebbe sapere da Lello Voce cosa lo ha spinto su quel versante (a parte, credo, l&#8217;orgoglio di fare qualcosa di &#8220;nuovo&#8221; per l&#8217;Italia, come nello spirito del suo fu gruppo avanguardistico); o magari potrebbe consigliarci qualche cd-dvd o altri supporti di poetry slam esemplari, o dei migliori in assoluto. Per me la poesia è concepibile solo come testo scritto, del tutto slegato anche dalla figura privata dell&#8217;autore, quindi ci sono davvero lontanissimo. Però la curiosità c&#8217;è, un&#8217;idea vorrei farmela.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: g.f.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5342</link>
		<dc:creator>g.f.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5342</guid>
		<description>Andrea d'accordo su tutta la linea, attendiamo chiarimenti da Lelo Voce, ma mi sorge una domanda riguardo la costituzione anarcoide: se tu fai un Poetry Slam con regole non ortodosse non si chiamerà più Poetry Slam, sarà qualcos'altro. Ben venga la creatività, ma qui si parlava di appropriazione indebita di idee, o no? :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea d&#8217;accordo su tutta la linea, attendiamo chiarimenti da Lelo Voce, ma mi sorge una domanda riguardo la costituzione anarcoide: se tu fai un Poetry Slam con regole non ortodosse non si chiamerà più Poetry Slam, sarà qualcos&#8217;altro. Ben venga la creatività, ma qui si parlava di appropriazione indebita di idee, o no? :-)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: a. i.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5343</link>
		<dc:creator>a. i.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5343</guid>
		<description>dilemma (etico o giuridico?). Appropriazione indebita è quella di spacciarsi falsamente come i promotori di un'iniziativa, di saccheggiare discorsi altrui, e di presentarli come propri. Ma organizzare una lettura sul tipo poetry slam, senza rispettarne per forza ogni regola, mi sembra un'altra cosa. Cos'è il "poetry slam"? Un'istituzione compiuta, chiusa, di cui esistono autorità indiscutibili, o una pratica in qualche modo aperta, disposta a variare a seconda dei contesti diversi e dei diversi soggetti che vi sono coinvolti. Ma forse a me mancano degli elementi di maggiore comprensione. Mo' Lello, devi chiarirci un po' le idee, per favore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dilemma (etico o giuridico?). Appropriazione indebita è quella di spacciarsi falsamente come i promotori di un&#8217;iniziativa, di saccheggiare discorsi altrui, e di presentarli come propri. Ma organizzare una lettura sul tipo poetry slam, senza rispettarne per forza ogni regola, mi sembra un&#8217;altra cosa. Cos&#8217;è il &#8220;poetry slam&#8221;? Un&#8217;istituzione compiuta, chiusa, di cui esistono autorità indiscutibili, o una pratica in qualche modo aperta, disposta a variare a seconda dei contesti diversi e dei diversi soggetti che vi sono coinvolti. Ma forse a me mancano degli elementi di maggiore comprensione. Mo&#8217; Lello, devi chiarirci un po&#8217; le idee, per favore.</p>
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		<title>Di: LELLO</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5344</link>
		<dc:creator>LELLO</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5344</guid>
		<description>cari amici,

se non sono ancora intervenuto è perché volevo raccogliere un po' di interventi. a questo punto mi pare che la carne al fuoco sia tanta e dunque nel pomeriggio mi metto al lavoro;)
se ci metto tempo è perchè vorrei riuscire a dare una risposta seria ed esaustiva e ovviamente le cose che dite mi fanno riflettere. Stay tuned. E speriamo che la montagna non partorisca il topolino
un grazie a tutti per l'attaenzione
lello</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cari amici,</p>
<p>se non sono ancora intervenuto è perché volevo raccogliere un po&#8217; di interventi. a questo punto mi pare che la carne al fuoco sia tanta e dunque nel pomeriggio mi metto al lavoro;)<br />
se ci metto tempo è perchè vorrei riuscire a dare una risposta seria ed esaustiva e ovviamente le cose che dite mi fanno riflettere. Stay tuned. E speriamo che la montagna non partorisca il topolino<br />
un grazie a tutti per l&#8217;attaenzione<br />
lello</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lellovoce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5345</link>
		<dc:creator>Lellovoce</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5345</guid>
		<description>PS: per intanto vi  incollo qui quanto ho risposto 2 giorni fa alla letteraccia di calunnie che Interrete ha prima messo on line e poi precipitsamente ritirato. Magari non ttutti hanno avuto modo di vederla sul mio sito:

Infine i signori di Interrete si sono palesati. Mi sono apparsi!

Una mail privata, in cui mi si comunicava che il Gatto e la Volpe avevano – saggiamente e solertemente – deciso di rimuovere dalla rete il Manifesto risultante dalla scopiazzatura dei miei scritti (ma io ne conservo copia a futura memoria) e una lettera pubblica che trovate  qui. 

Nella lettera privata, rassicurandomi sull’abolizione del Manifesto clonato, si giustificano dicendo che quelle frasi sono riportate in molti siti in Rete: è vero. Ma sempre citando l’autore, o, comunque, senza apporvi sotto un minaccioso copyright, che di fatto illegittimamente se ne appropria. 

Nella lettera privata (chissà perché non nella lettera pubblica) si nega l’episodio torinese: peccato che io abbia ricevuto una telefonata in diretta da persone assolutamente affidabili e che non avevano alcun interesse specifico a inventarsi balle al proposito. Peccato anche che sul loro sito continuino tranquillamente a parlare dei loro Slam come una anteprima assoluta. «In anteprima nazionale lo Slam Poetry.» così si legge sulla pagina di presentazione dei loro eventi, ancora adesso. Chi avesse dubbi clicchi qui. [i link inseriti purtroppo non funzionano, ma sul mio sito sì ...]


Leggere la risposta pubblica di costoro, che alterna con maestria auto-promozione  e calunnia, mi ha poi ancor più convinto di aver fatto bene a dire basta. 
Per quanto riguarda ciò che scrivono il Gatto e la Volpe, tra un urletto e l’altro, solo alcune notazioni, per pignoleria:

1)Ovviamente io non ho preteso di impedire a nessuno di farsi il proprio Poetry Slam. Né gestisco alcun circuito personale di poeti. Il Gatto e la Volpe, essendo agenti letterari, hanno la deformazione professionale. Loro vivono di percentuali, io, essendo un poeta, casomai avessi un agente, dovrei pagarle a lui le percentuali.  Non ho alcun interesse a gestire circuiti di poeti. Mi limito a invitare quelli che - di volta in volta  - mi sembrano i più ‘giusti’. In Italia si fanno decine di Slam ogni mese e che Dio li benedica, soprattutto quelli in cui io non c’entro un bel nulla. Ho solo voluto chiarire che, a mio parere, quelli di Interrete non sono Poetry Slam. Sono strane gare di poesia (più belle, o più brutte non mi interessa) che con lo Slam non c’entrano nulla, perché nello Slam si possono cambiare tante regole: la durata dell’esibizione, l’uso di strumenti musicali, o costumi, qualsiasi cosa, ma non i criteri di composizione della giuria. Io stesso ho appena diretto il primo Slam per poeti ‘a braccio’ al Festival Vis Musicae e ovviamente una serie di regole (quelle, ad esempio, riguardanti il tema dell’improvvisazione poetica) abbiamo dovuto stabilirle ex novo. Ma uno Slam è uno Slam solo se tutti i giurati sono estratti a sorte tra il pubblico. Altrimenti è qualche altra cosa. Padroni di continuare a chiamarlo Slam, ma non è così, e ho notato con piacere che, dopo la mia lettera aperta, sulla pagina del Gatto e della Volpe adesso si legge che le loro sono gare «liberamente ispirate» al Poetry Slam e che il loro regolamento è «liberamente ispirato» a quello di Smith. Potenza persuasiva della censura, o saggia ritirata strategica?. Che almeno la gente che partecipa alle loro gare (poeti e pubblico) sappia cosa sta facendo e cosa, invece non sta facendo affatto! Tutti i Poetry Slam sono gare di poesia, non tutte le gare di poesia sono Poetry Slam. Lo Slam non è un premio di poesia in estemporanea. Cosa dovrebbe presiedere il Presidente inventato dal Gatto e dalla Volpe? E l’EmCee che ci sta a fare, se c’è già un Presidente? Il presentatore? Ma un EmCee è cosa ben diversa da un presentatore, ecc. ecc.
2)Ovviamente io non ho tentato di censurare nessuno, mi sono limitato a dire al Gatto e alla Volpe di smetterla di copiare i miei scritti senza citarne la fonte. Che è tutt’altra cosa. Ma di questo nella lettera pubblica non parlano… Loro sono poco interessati al tema del diritto d’autore visto che – in qualche misura – ne vivono e sono accuratissimi nel difendere il loro.
3)Ancor più ovviamente – come sarà chiaro a qualsiasi lettore sereno – io non ho mai tentato il «ricatto fisico», né nei confronti del Gatto, né in quelli della Volpe…
4)Ulteriormente ovvio è che, a leggere quanto pubblicano i Signori in risposta, l’impressione è quella di trovarsi di fronte a dei piazzisti più che a dei letterati. Tante strombazzate a proposito dell’«indiscutibile qualità degli Slam Interrete» certificata da questo e da quello, ma non una parola sulle faccende davvero serie che tira in ballo il mio scritto.
5)Infine devo dire che a mia conoscenza l’unica pagina letteraria italiana dove coabitino Poetry Slam e copyright è la loro. Che sul loro sito si preoccupino di specificare che non hanno intenzione alcuna di «monopolizzare lo slam in Italia» ha infine sapore chiaro di denegazione freudiana. Peccato! Gli è andata male…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PS: per intanto vi  incollo qui quanto ho risposto 2 giorni fa alla letteraccia di calunnie che Interrete ha prima messo on line e poi precipitsamente ritirato. Magari non ttutti hanno avuto modo di vederla sul mio sito:</p>
<p>Infine i signori di Interrete si sono palesati. Mi sono apparsi!</p>
<p>Una mail privata, in cui mi si comunicava che il Gatto e la Volpe avevano – saggiamente e solertemente – deciso di rimuovere dalla rete il Manifesto risultante dalla scopiazzatura dei miei scritti (ma io ne conservo copia a futura memoria) e una lettera pubblica che trovate  qui. </p>
<p>Nella lettera privata, rassicurandomi sull’abolizione del Manifesto clonato, si giustificano dicendo che quelle frasi sono riportate in molti siti in Rete: è vero. Ma sempre citando l’autore, o, comunque, senza apporvi sotto un minaccioso copyright, che di fatto illegittimamente se ne appropria. </p>
<p>Nella lettera privata (chissà perché non nella lettera pubblica) si nega l’episodio torinese: peccato che io abbia ricevuto una telefonata in diretta da persone assolutamente affidabili e che non avevano alcun interesse specifico a inventarsi balle al proposito. Peccato anche che sul loro sito continuino tranquillamente a parlare dei loro Slam come una anteprima assoluta. «In anteprima nazionale lo Slam Poetry.» così si legge sulla pagina di presentazione dei loro eventi, ancora adesso. Chi avesse dubbi clicchi qui. [i link inseriti purtroppo non funzionano, ma sul mio sito sì &#8230;]</p>
<p>Leggere la risposta pubblica di costoro, che alterna con maestria auto-promozione  e calunnia, mi ha poi ancor più convinto di aver fatto bene a dire basta.<br />
Per quanto riguarda ciò che scrivono il Gatto e la Volpe, tra un urletto e l’altro, solo alcune notazioni, per pignoleria:</p>
<p>1)Ovviamente io non ho preteso di impedire a nessuno di farsi il proprio Poetry Slam. Né gestisco alcun circuito personale di poeti. Il Gatto e la Volpe, essendo agenti letterari, hanno la deformazione professionale. Loro vivono di percentuali, io, essendo un poeta, casomai avessi un agente, dovrei pagarle a lui le percentuali.  Non ho alcun interesse a gestire circuiti di poeti. Mi limito a invitare quelli che - di volta in volta  - mi sembrano i più ‘giusti’. In Italia si fanno decine di Slam ogni mese e che Dio li benedica, soprattutto quelli in cui io non c’entro un bel nulla. Ho solo voluto chiarire che, a mio parere, quelli di Interrete non sono Poetry Slam. Sono strane gare di poesia (più belle, o più brutte non mi interessa) che con lo Slam non c’entrano nulla, perché nello Slam si possono cambiare tante regole: la durata dell’esibizione, l’uso di strumenti musicali, o costumi, qualsiasi cosa, ma non i criteri di composizione della giuria. Io stesso ho appena diretto il primo Slam per poeti ‘a braccio’ al Festival Vis Musicae e ovviamente una serie di regole (quelle, ad esempio, riguardanti il tema dell’improvvisazione poetica) abbiamo dovuto stabilirle ex novo. Ma uno Slam è uno Slam solo se tutti i giurati sono estratti a sorte tra il pubblico. Altrimenti è qualche altra cosa. Padroni di continuare a chiamarlo Slam, ma non è così, e ho notato con piacere che, dopo la mia lettera aperta, sulla pagina del Gatto e della Volpe adesso si legge che le loro sono gare «liberamente ispirate» al Poetry Slam e che il loro regolamento è «liberamente ispirato» a quello di Smith. Potenza persuasiva della censura, o saggia ritirata strategica?. Che almeno la gente che partecipa alle loro gare (poeti e pubblico) sappia cosa sta facendo e cosa, invece non sta facendo affatto! Tutti i Poetry Slam sono gare di poesia, non tutte le gare di poesia sono Poetry Slam. Lo Slam non è un premio di poesia in estemporanea. Cosa dovrebbe presiedere il Presidente inventato dal Gatto e dalla Volpe? E l’EmCee che ci sta a fare, se c’è già un Presidente? Il presentatore? Ma un EmCee è cosa ben diversa da un presentatore, ecc. ecc.<br />
2)Ovviamente io non ho tentato di censurare nessuno, mi sono limitato a dire al Gatto e alla Volpe di smetterla di copiare i miei scritti senza citarne la fonte. Che è tutt’altra cosa. Ma di questo nella lettera pubblica non parlano… Loro sono poco interessati al tema del diritto d’autore visto che – in qualche misura – ne vivono e sono accuratissimi nel difendere il loro.<br />
3)Ancor più ovviamente – come sarà chiaro a qualsiasi lettore sereno – io non ho mai tentato il «ricatto fisico», né nei confronti del Gatto, né in quelli della Volpe…<br />
4)Ulteriormente ovvio è che, a leggere quanto pubblicano i Signori in risposta, l’impressione è quella di trovarsi di fronte a dei piazzisti più che a dei letterati. Tante strombazzate a proposito dell’«indiscutibile qualità degli Slam Interrete» certificata da questo e da quello, ma non una parola sulle faccende davvero serie che tira in ballo il mio scritto.<br />
5)Infine devo dire che a mia conoscenza l’unica pagina letteraria italiana dove coabitino Poetry Slam e copyright è la loro. Che sul loro sito si preoccupino di specificare che non hanno intenzione alcuna di «monopolizzare lo slam in Italia» ha infine sapore chiaro di denegazione freudiana. Peccato! Gli è andata male…</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lellovoce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5346</link>
		<dc:creator>Lellovoce</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5346</guid>
		<description>PPS: Mi pare corretto mettervi qui sotto anche il testo della loro lettera pubblica, poi (chissà perchè) oscurata e rimossa

Giù le mani dalla libertà di espressione
Lettere aperta al signor Lello Voce che vuole fare tacere i poeti dello Slam
Poetry Interrete
Cari poeti,

il caldo estivo ha senza dubbio creato difficoltà a molti, ma il signor
Lello Voce ha certamente subito un a danno maggiore rispetto ad anziani
cardiopatici e asmatici. Deduciamo questo da un attacco che lo stesso signor
Voce ha lanciato contro Interrete e lo Slam Poetry che organizziamo in
Italia da circa due anni.
Il signor Voce, che stimavamo come persona dedita alla poesia con
correttezza e forma, si è esibito in un lungo sproloquio carico di
controsensi e accuse false e ingiuriose, ma non vogliamo parlare di questo.
La visibilità avuta dagli Slam Poetry organizzati da Interrete su Rai Due,
su Repubblica, sul Corriere della Sera e su moltissimi quotidiani italiani,
dimostra ampiamente la bontà delle nostre iniziative. Bontà e correttezza
culturale riconosciuta anche dal Salone del Libro di Torino e dalle Librerie
FNAC.
Desideriamo dunque, tralasciata la qualità indiscutibile degli Slam di
Interrete, porre alla vostra attenzione ancora una volta la settaria e
stupida gestione della cultura nel nostro povero paese. Vogliamo con forza
puntare il dito contro il signor Voce che ha calpestato ogni senso civico e
poetico. Ha coltivato il suo orticello chiudendo il dialogo ad ogni altra
via. Ha utilizzato la poesia cercando di chiudere la porta a chiunque altro
ne voglia parlare o desideri diffonderla.
Ha gridato ai quattro venti che "lui e solo lui" sia in grado e abbia le
facoltà di poter fare e parlare di poesia.
Siamo visibilmente dispiaciuti di questo. Di queste minacce di "denuncia" e
di "querela", di queste minacce di morte della poesia.
Siamo pronti a ricevere critiche anche feroci, ma non siamo disposti a
cedere sulla libertà di espressione. Sulla nostra libertà di poter mettere
su un palco altri poeti, oltre quelli del circuito gestito dal signor Lello
Voce.
Questo signore, che ribadiamo, stimavamo, ha deciso di metterci il bavaglio
e di gestire in maniera esclusiva l'idea di Marc Kelly Smith.
Non rifuggiamo le critiche, cari amici poeti, bensì la voglia di CENSURA. La
richiesta di tacere.
No, caro signor Lello Voce, eravamo pronti a confrontarci con lei sulle
tematiche degli Slam Poetry, ma non a subire un ricatto fisico. Non a
tacere. Non a subire il suo insensato e personale attacco.
Amareggiati e stupiti proseguiremo sulla nostra strada, continuando a
mettere sul palco altri poeti. Continuando a lanciare e recitare poesie. In
piena libertà, senza subire abusi e minacce.
Se desidera avere l'esclusiva sullo Slam Poetry, sul copyright si accomodi
pure signor Lello Voce, ma non ci intimi di smettere di fare poesia. Di
gridare in alto le nostre poesie.
La nostra libertà di espressione non si tocca.

Saluti
Interrete</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PPS: Mi pare corretto mettervi qui sotto anche il testo della loro lettera pubblica, poi (chissà perchè) oscurata e rimossa</p>
<p>Giù le mani dalla libertà di espressione<br />
Lettere aperta al signor Lello Voce che vuole fare tacere i poeti dello Slam<br />
Poetry Interrete<br />
Cari poeti,</p>
<p>il caldo estivo ha senza dubbio creato difficoltà a molti, ma il signor<br />
Lello Voce ha certamente subito un a danno maggiore rispetto ad anziani<br />
cardiopatici e asmatici. Deduciamo questo da un attacco che lo stesso signor<br />
Voce ha lanciato contro Interrete e lo Slam Poetry che organizziamo in<br />
Italia da circa due anni.<br />
Il signor Voce, che stimavamo come persona dedita alla poesia con<br />
correttezza e forma, si è esibito in un lungo sproloquio carico di<br />
controsensi e accuse false e ingiuriose, ma non vogliamo parlare di questo.<br />
La visibilità avuta dagli Slam Poetry organizzati da Interrete su Rai Due,<br />
su Repubblica, sul Corriere della Sera e su moltissimi quotidiani italiani,<br />
dimostra ampiamente la bontà delle nostre iniziative. Bontà e correttezza<br />
culturale riconosciuta anche dal Salone del Libro di Torino e dalle Librerie<br />
FNAC.<br />
Desideriamo dunque, tralasciata la qualità indiscutibile degli Slam di<br />
Interrete, porre alla vostra attenzione ancora una volta la settaria e<br />
stupida gestione della cultura nel nostro povero paese. Vogliamo con forza<br />
puntare il dito contro il signor Voce che ha calpestato ogni senso civico e<br />
poetico. Ha coltivato il suo orticello chiudendo il dialogo ad ogni altra<br />
via. Ha utilizzato la poesia cercando di chiudere la porta a chiunque altro<br />
ne voglia parlare o desideri diffonderla.<br />
Ha gridato ai quattro venti che &#8220;lui e solo lui&#8221; sia in grado e abbia le<br />
facoltà di poter fare e parlare di poesia.<br />
Siamo visibilmente dispiaciuti di questo. Di queste minacce di &#8220;denuncia&#8221; e<br />
di &#8220;querela&#8221;, di queste minacce di morte della poesia.<br />
Siamo pronti a ricevere critiche anche feroci, ma non siamo disposti a<br />
cedere sulla libertà di espressione. Sulla nostra libertà di poter mettere<br />
su un palco altri poeti, oltre quelli del circuito gestito dal signor Lello<br />
Voce.<br />
Questo signore, che ribadiamo, stimavamo, ha deciso di metterci il bavaglio<br />
e di gestire in maniera esclusiva l&#8217;idea di Marc Kelly Smith.<br />
Non rifuggiamo le critiche, cari amici poeti, bensì la voglia di CENSURA. La<br />
richiesta di tacere.<br />
No, caro signor Lello Voce, eravamo pronti a confrontarci con lei sulle<br />
tematiche degli Slam Poetry, ma non a subire un ricatto fisico. Non a<br />
tacere. Non a subire il suo insensato e personale attacco.<br />
Amareggiati e stupiti proseguiremo sulla nostra strada, continuando a<br />
mettere sul palco altri poeti. Continuando a lanciare e recitare poesie. In<br />
piena libertà, senza subire abusi e minacce.<br />
Se desidera avere l&#8217;esclusiva sullo Slam Poetry, sul copyright si accomodi<br />
pure signor Lello Voce, ma non ci intimi di smettere di fare poesia. Di<br />
gridare in alto le nostre poesie.<br />
La nostra libertà di espressione non si tocca.</p>
<p>Saluti<br />
Interrete</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni Biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5347</link>
		<dc:creator>Gianni Biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5347</guid>
		<description>wow, come sono cazzuti questi di interrete.  Proprio tosti. Immagino che Lello stia tremando tutto.

G.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>wow, come sono cazzuti questi di interrete.  Proprio tosti. Immagino che Lello stia tremando tutto.</p>
<p>G.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Markelo Uffenwanken</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5348</link>
		<dc:creator>Markelo Uffenwanken</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5348</guid>
		<description>Sommessamente. E' come se, d'improvviso, i neri del Bronx che più di vent'anni fa hanno inventato il rap (che è un "linguaggio poetico" veramente innovativo) si mettessero a discutere con Eminem, il bianco sfruttatore della loro idea primigenia. I rapper americani si sparano pure (non solo cazzate, anche vere pallottole calibro 38)ma, a parte qualche omicidio di tanto in tanto, non invadono più di tanto i mezzi di comunicazione con le loro polemiche. Forse perchè hanno già "sistemato" la faccenda. I signori di Interrete citano Marc Kelly Smith. Lello Voce, credo giustamente (perchè non credergli?) sottolinea però di essere il padre italiano dello slam poetry. A ciascuno il suo. Voce rimane il primo, il pioniere più accreditato. Ma chiunque, io penso, può inventarsi una manifestazione "slam" con le regole che più crede opportune. Perchè, santiddio, pestarsi i piedi, perchè questa maledetta guerra tra poveri? Solo per farsi un po' di pubblicità? Forse, ma non solo per questo, oso sperare. Perchè se fosse solo un affare di pubblicità, allora ci sarebbe da soffermarsi la mattina allo specchio un po' più del dovuto. Detto questo, non mi pronuncio sulla validità della formula, non è questo che mi interessa. Io bado ai contenuti. Sarebbe bello che quelle poesie fossero messe per iscritto e lanciate in rete. O è già stato fatto?
Un saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sommessamente. E&#8217; come se, d&#8217;improvviso, i neri del Bronx che più di vent&#8217;anni fa hanno inventato il rap (che è un &#8220;linguaggio poetico&#8221; veramente innovativo) si mettessero a discutere con Eminem, il bianco sfruttatore della loro idea primigenia. I rapper americani si sparano pure (non solo cazzate, anche vere pallottole calibro 38)ma, a parte qualche omicidio di tanto in tanto, non invadono più di tanto i mezzi di comunicazione con le loro polemiche. Forse perchè hanno già &#8220;sistemato&#8221; la faccenda. I signori di Interrete citano Marc Kelly Smith. Lello Voce, credo giustamente (perchè non credergli?) sottolinea però di essere il padre italiano dello slam poetry. A ciascuno il suo. Voce rimane il primo, il pioniere più accreditato. Ma chiunque, io penso, può inventarsi una manifestazione &#8220;slam&#8221; con le regole che più crede opportune. Perchè, santiddio, pestarsi i piedi, perchè questa maledetta guerra tra poveri? Solo per farsi un po&#8217; di pubblicità? Forse, ma non solo per questo, oso sperare. Perchè se fosse solo un affare di pubblicità, allora ci sarebbe da soffermarsi la mattina allo specchio un po&#8217; più del dovuto. Detto questo, non mi pronuncio sulla validità della formula, non è questo che mi interessa. Io bado ai contenuti. Sarebbe bello che quelle poesie fossero messe per iscritto e lanciate in rete. O è già stato fatto?<br />
Un saluto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: LELLO</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5349</link>
		<dc:creator>LELLO</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/23/una-lettera-sul-poetry-slam/#comment-5349</guid>
		<description>Un poetry slam non è un concorso di poesia in estemporanea, e nemmeno la Corrida. Non è trash poetry. Né la soluzione ai problemi  della poesia. Ci sono ottimi poeti che fanno slam. Altri, altrettanto bravi che preferiscono di no.
Lo slam è semplicemente un gioco. Un gioco che ha avuto successo. Addirittura direi un successo ‘popolare’. Ma perché è accaduto questo. E qual è il gioco che si gioca?
Durante un poetry slam forse i poeti giocano a fare i poeti? Certo che no, sono poeti veri (bravi o meno ). Forse è il pubblico che gioca a fare il pubblico? Meno che mai, il pubblico dello slam è un vero, normalissimo, pubblico. 
Ma allora qual è il gioco che si gioca giocando lo Slam e che piace tanto ai tanti che lo fanno (pubblico e poeti)? 
La mia risposta è: si gioca a fare la comunità, a competere cioè a condividere, a giudicare, cioè a prendersi delle responsabilità, a dissentire, cioè a fare delle scelte. E noi non siamo più abituati a far parte di una comunità. Così ci piace giocare al gioco della comunità. Ci è addirittura indispensabile. Per riabituarci. Da quegli infanti socialmente atrofizzati che siamo diventati. 
Credo che in fondo la faccenda sia tutta qua. Allegorizziamo attraverso il gesto gratuito e socialmente innocuo del giudizio estetico, quel giudizio, politico e antropologico, sommamente rischioso, di cui non siamo più capaci e di cui rischiamo di perdere anche la memoria, ma che è necessario, indispensabile a qualsiasi società. C’è chi la chiama partecipazione. Altri politica. Ma sono comunisti.
E’ questa la ragione per la quale qualsiasi regola dello slam può essere cambiata, adattata, violata, distorta tranne una: quella che riguarda la giuria: popolare ed aleatoria. Come la realtà.
Un’altra notazione. 
L’EmCee non è un presentatore e nemmeno un presidente di Giuria. Piuttosto è il demiurgo.   L’EmCee è il garante, colui che permette il gioco perché fa da tramite comunicativo, (perché ogni gioco è ovviamente comunicazione) ed è il corifeo, colui che annuncia che la poesia è tornata nella comunità e vuole parlare con e della comunità. 
E’ per questo che poeti bravissimi accettano sorridendo votazioni bassissime. E per la medesima ragione, chi invece vince, non pensa di essere il migliore, crede solo ( e ritengo a ragione) che quella sera è stato più utile e efficace di altri. E se vince danaro anche più fortunato. 
Poiché ognuno di noi che fa slam sa che ogni slam rimette tutto in discussione e che al gioco non c’è fine.

Un abbraccio a tutti
lello</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un poetry slam non è un concorso di poesia in estemporanea, e nemmeno la Corrida. Non è trash poetry. Né la soluzione ai problemi  della poesia. Ci sono ottimi poeti che fanno slam. Altri, altrettanto bravi che preferiscono di no.<br />
Lo slam è semplicemente un gioco. Un gioco che ha avuto successo. Addirittura direi un successo ‘popolare’. Ma perché è accaduto questo. E qual è il gioco che si gioca?<br />
Durante un poetry slam forse i poeti giocano a fare i poeti? Certo che no, sono poeti veri (bravi o meno ). Forse è il pubblico che gioca a fare il pubblico? Meno che mai, il pubblico dello slam è un vero, normalissimo, pubblico.<br />
Ma allora qual è il gioco che si gioca giocando lo Slam e che piace tanto ai tanti che lo fanno (pubblico e poeti)?<br />
La mia risposta è: si gioca a fare la comunità, a competere cioè a condividere, a giudicare, cioè a prendersi delle responsabilità, a dissentire, cioè a fare delle scelte. E noi non siamo più abituati a far parte di una comunità. Così ci piace giocare al gioco della comunità. Ci è addirittura indispensabile. Per riabituarci. Da quegli infanti socialmente atrofizzati che siamo diventati.<br />
Credo che in fondo la faccenda sia tutta qua. Allegorizziamo attraverso il gesto gratuito e socialmente innocuo del giudizio estetico, quel giudizio, politico e antropologico, sommamente rischioso, di cui non siamo più capaci e di cui rischiamo di perdere anche la memoria, ma che è necessario, indispensabile a qualsiasi società. C’è chi la chiama partecipazione. Altri politica. Ma sono comunisti.<br />
E’ questa la ragione per la quale qualsiasi regola dello slam può essere cambiata, adattata, violata, distorta tranne una: quella che riguarda la giuria: popolare ed aleatoria. Come la realtà.<br />
Un’altra notazione.<br />
L’EmCee non è un presentatore e nemmeno un presidente di Giuria. Piuttosto è il demiurgo.   L’EmCee è il garante, colui che permette il gioco perché fa da tramite comunicativo, (perché ogni gioco è ovviamente comunicazione) ed è il corifeo, colui che annuncia che la poesia è tornata nella comunità e vuole parlare con e della comunità.<br />
E’ per questo che poeti bravissimi accettano sorridendo votazioni bassissime. E per la medesima ragione, chi invece vince, non pensa di essere il migliore, crede solo ( e ritengo a ragione) che quella sera è stato più utile e efficace di altri. E se vince danaro anche più fortunato.<br />
Poiché ognuno di noi che fa slam sa che ogni slam rimette tutto in discussione e che al gioco non c’è fine.</p>
<p>Un abbraccio a tutti<br />
lello</p>
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