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	<title>Commenti a: I PARTIGIANI CHIAMANO</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 20:01:22 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Roberto Saviano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5440</link>
		<dc:creator>Roberto Saviano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Terribile. Bisogna aderire. Tentare di cancellare la memoria della resistenza non mi pare neanche il miglior modo di studiare ed analizzare la vita di chi stava dalla "parte sbagliata". Sono felice Sergio che hai pubblicato questa notizia e quest'appello.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Terribile. Bisogna aderire. Tentare di cancellare la memoria della resistenza non mi pare neanche il miglior modo di studiare ed analizzare la vita di chi stava dalla &#8220;parte sbagliata&#8221;. Sono felice Sergio che hai pubblicato questa notizia e quest&#8217;appello.</p>
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		<title>Di: pasquale la forgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5441</link>
		<dc:creator>pasquale la forgia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>concordo con chi è stato più veloce di me a commentare il post di sergio baratto. bisogna assolutamente aderire. non credo che sia nemmeno questione di ribadire un'appartenenza... è soprattutto per rinfrescare la memoria, per proteggerla. grazie per aver postato una cosa di tale importanza. pregherei i curatori del blog di mantenere questo pezzo in apertura di pagina, almeno per qualche giorno, o perlomeno di evidenziarlo.

grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo con chi è stato più veloce di me a commentare il post di sergio baratto. bisogna assolutamente aderire. non credo che sia nemmeno questione di ribadire un&#8217;appartenenza&#8230; è soprattutto per rinfrescare la memoria, per proteggerla. grazie per aver postato una cosa di tale importanza. pregherei i curatori del blog di mantenere questo pezzo in apertura di pagina, almeno per qualche giorno, o perlomeno di evidenziarlo.</p>
<p>grazie</p>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5442</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Potranno anche cercare di cancellare la memoria della resistenza, ma la storia non si cancella...
curioso, oggi un'amica francese mi raccontava della cerimonia svoltasi in Francia sabato scorso, per commemorare la morte del nonno ammazzato sessant'anni fa dai nazisti. D'altrocanto il rapimento dei giornalisti francesi ha portato in piazza a protestare tutti i francesi (di ogni razza e credo religioso)! Forse per le prossime elezioni saremo stomacati per benino, o forse no.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Potranno anche cercare di cancellare la memoria della resistenza, ma la storia non si cancella&#8230;<br />
curioso, oggi un&#8217;amica francese mi raccontava della cerimonia svoltasi in Francia sabato scorso, per commemorare la morte del nonno ammazzato sessant&#8217;anni fa dai nazisti. D&#8217;altrocanto il rapimento dei giornalisti francesi ha portato in piazza a protestare tutti i francesi (di ogni razza e credo religioso)! Forse per le prossime elezioni saremo stomacati per benino, o forse no.</p>
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		<title>Di: vins gallico</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5443</link>
		<dc:creator>vins gallico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Scusami, Gabriella, ma io una frase del tuo intervento non l'ho mica capita. Che vuol dire: "Potranno anche cercare di cancellare la memoria della resistenza, ma la storia non si cancella"?

E poi aggiungo qualcosa, che però su un argomento di questo tipo risulterà comunque incompleta e smangiucchiata. 
C'è un tentativo in atto di cancellare la resistenza, su questo credo siamo tutti concordi. Operazioni di revisione storica (sia a livello politico che a livello letterario) vanno ormai avanti da un po' di tempo: c'è chi tenta di "rivalutare il sangue dei vinti", di sfruttare le zone d'ombra nella storia della resistenza stessa per fare - scusate l'espressione in questo caso paradossale - di tutta l'erba un fascio. C'è anche chi - molto spesso inconsapevolmente e mosso da buona fede - osserva le parti in causa da un punto di vista umananista e morale e s'interroga sui morti (forse sulla morte in generale. cfr. il post su Baldoni). Il partigiano morto e il fascista morto: morti da un lato e dall'altro, morti veri, corpi senza vita, morti terribili entrambi. 
I retroscena, le scelte, i perché che hanno condotto a un tipo di vita rispetto ad un altro vanno però sempre considerati, anche nella morte. Il carnefice ucciso dalla propria vittima è vittima o rimane carnefice?
Sempre ritornando alla resistenza c'è anche chi ha un rapporto estremamente nazionalistico con la storia della liberazione ed esalta la nazione liberata dallo straniero e non l'uomo liberato dalla schiavitù, dalla malattia, dalla perversione del nazifascimo. 
Il mio modesto parere è che la salvaguardia della memoria della resistenza corra su due binari:
1 è la "storicizzazione" della resistenza, ovvero il contestualizzarla nella sua precisa dinamica storica, che le chiacchiere da tabacchino spesso dimenticano e sostituiscono con equazioni di incredibile banalità e voli che nemmeno il buon Pindaro si sarebbe sognato di fare, tipo, la resistenza=i partigiani=i comunisti=allora guarda il comunismo in Russia che macello=e poi i comunisti mangiano i bambini.
2 è "l'aspetto negativo" della resistenza, cioè l'affermazione della propria identità tramite la ricusa e la lotta contro determinati anti-valori propagandati ed impersonificati dal nazifascimo. La resistenza è stata l'opposizione ad un certo modello di "dis-umanità", è stata il dire no, l'urlare no alla mentalità e ai programmi di un pensiero politico, quello nazifascista, che mortificava il "valore della persona".
Quindi ben venga la richiesta di sottoscrizione.

P.s. un grazie a Sergio per il post e un off topic: sui commenti al tuo post sulla Cap Anamur qualcuno s'è divertito a rompere le balle con una serie d'idiozie. A proposito Cap Anamur, l'hai sentito che uno dei responsabili della nave s'è mezzo impazzito ed ha appoggiato la proposta del ministro degli esteri tedesco Otto Schily di creare dei cpt nell'Africa settentrionale?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusami, Gabriella, ma io una frase del tuo intervento non l&#8217;ho mica capita. Che vuol dire: &#8220;Potranno anche cercare di cancellare la memoria della resistenza, ma la storia non si cancella&#8221;?</p>
<p>E poi aggiungo qualcosa, che però su un argomento di questo tipo risulterà comunque incompleta e smangiucchiata.<br />
C&#8217;è un tentativo in atto di cancellare la resistenza, su questo credo siamo tutti concordi. Operazioni di revisione storica (sia a livello politico che a livello letterario) vanno ormai avanti da un po&#8217; di tempo: c&#8217;è chi tenta di &#8220;rivalutare il sangue dei vinti&#8221;, di sfruttare le zone d&#8217;ombra nella storia della resistenza stessa per fare - scusate l&#8217;espressione in questo caso paradossale - di tutta l&#8217;erba un fascio. C&#8217;è anche chi - molto spesso inconsapevolmente e mosso da buona fede - osserva le parti in causa da un punto di vista umananista e morale e s&#8217;interroga sui morti (forse sulla morte in generale. cfr. il post su Baldoni). Il partigiano morto e il fascista morto: morti da un lato e dall&#8217;altro, morti veri, corpi senza vita, morti terribili entrambi.<br />
I retroscena, le scelte, i perché che hanno condotto a un tipo di vita rispetto ad un altro vanno però sempre considerati, anche nella morte. Il carnefice ucciso dalla propria vittima è vittima o rimane carnefice?<br />
Sempre ritornando alla resistenza c&#8217;è anche chi ha un rapporto estremamente nazionalistico con la storia della liberazione ed esalta la nazione liberata dallo straniero e non l&#8217;uomo liberato dalla schiavitù, dalla malattia, dalla perversione del nazifascimo.<br />
Il mio modesto parere è che la salvaguardia della memoria della resistenza corra su due binari:<br />
1 è la &#8220;storicizzazione&#8221; della resistenza, ovvero il contestualizzarla nella sua precisa dinamica storica, che le chiacchiere da tabacchino spesso dimenticano e sostituiscono con equazioni di incredibile banalità e voli che nemmeno il buon Pindaro si sarebbe sognato di fare, tipo, la resistenza=i partigiani=i comunisti=allora guarda il comunismo in Russia che macello=e poi i comunisti mangiano i bambini.<br />
2 è &#8220;l&#8217;aspetto negativo&#8221; della resistenza, cioè l&#8217;affermazione della propria identità tramite la ricusa e la lotta contro determinati anti-valori propagandati ed impersonificati dal nazifascimo. La resistenza è stata l&#8217;opposizione ad un certo modello di &#8220;dis-umanità&#8221;, è stata il dire no, l&#8217;urlare no alla mentalità e ai programmi di un pensiero politico, quello nazifascista, che mortificava il &#8220;valore della persona&#8221;.<br />
Quindi ben venga la richiesta di sottoscrizione.</p>
<p>P.s. un grazie a Sergio per il post e un off topic: sui commenti al tuo post sulla Cap Anamur qualcuno s&#8217;è divertito a rompere le balle con una serie d&#8217;idiozie. A proposito Cap Anamur, l&#8217;hai sentito che uno dei responsabili della nave s&#8217;è mezzo impazzito ed ha appoggiato la proposta del ministro degli esteri tedesco Otto Schily di creare dei cpt nell&#8217;Africa settentrionale?</p>
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		<title>Di: gabriella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5444</link>
		<dc:creator>gabriella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>In effetti non mi sono spiegata molto bene,ero talmente disgustata dalla notizia che nella fretta ho scritto una frase poco chiara, ma l'idea è che possono anche cercare di rivedere tutto quello che vogliono ma i fatti, i documenti restano. Ci sono decine di libri che raccontano la resistenza, testimonianze di chi l'ha vissuta che impediscono alla storia di venire modificata come del resto è successo per l'olocausto. Quindi sono perfettamente d'accordo con quanto dici sulla storicizzazione della resistenza. E' ovvia per me la necessità di appoggiare la richiesta dell'ANPI.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti non mi sono spiegata molto bene,ero talmente disgustata dalla notizia che nella fretta ho scritto una frase poco chiara, ma l&#8217;idea è che possono anche cercare di rivedere tutto quello che vogliono ma i fatti, i documenti restano. Ci sono decine di libri che raccontano la resistenza, testimonianze di chi l&#8217;ha vissuta che impediscono alla storia di venire modificata come del resto è successo per l&#8217;olocausto. Quindi sono perfettamente d&#8217;accordo con quanto dici sulla storicizzazione della resistenza. E&#8217; ovvia per me la necessità di appoggiare la richiesta dell&#8217;ANPI.</p>
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		<title>Di: Sergio Baratto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5445</link>
		<dc:creator>Sergio Baratto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie a te, Vins. Sono perfettamente d'accordo con quello che dici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te, Vins. Sono perfettamente d&#8217;accordo con quello che dici.</p>
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		<title>Di: andrea raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5446</link>
		<dc:creator>andrea raos</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>sulla memoria, sulla francia, sulle lapidi.
penso a quanto ha scritto gabriella fuschini. mi hanno sempre colpito le lapidi francesi sulla seconda guerra mondiale: parigi è tappezzata di quadratini di pietra, su cui c'è scritto "taldeitali, morto per la francia" nel 1944-45 etc., con una bella bandierina tricolore sopra.  memore delle lapidi italiane sugli stessi eventi (frase-tipo: "assassinato dalla barbarie nazifascista"), mi stupiva il contrasto fra il tono politico, autenticamente storico delle pietre italiane, e quello nazionalista, degno del peggior risorgimento, di quelle francesi. 
ora i due movimenti si invertono: in italia si cerca di cancellare (con il sangue, che certo è in tutti dello stesso colore, ma che vuol dire?) la ferita, proprio mentre in francia appaiono lapidi più aderenti al reale, più sofferte: davanti alle scuole dei quartieri "ebraici", ora si legge "in ricordo dei bambini deportati dai nazisti CON LA COLLABORAZIONE ATTIVA DEL GOVERNO DI VICHY" o simili. 
eppure, la lapide più straordinaria della mia vita l'ho vista a brescia, per la strage di piazza della loggia. in una piazza letteralmente tappezzata di pietrone trasudanti retorica, parole che nascondono - con la scusa di ricordarli - i morti a milioni, risorgimento, prima guerra mondiale... una pietrina seminascosta con una data e i nomi delle vittime, che NON DICE a quale evento si riferisce. per me è straordinaria, e la interpreto cosi': le pietre scritte uccidono - imbalsamano - gli eventi, solo la memoria viva, corporale - il raccontare ai propri figli o nipoti: "quella lapide è li' perché..." - spinge a reagire, a riflettere, a esigere giustizia. ho imparato dal quella pietrina molte cose sul rapporto non semplice fra scrittura e memoria - non basta scrivere per ricordare, la scrittura non salva niente. che non è un buon motivo per rinunciare a scrivere, naturalmente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sulla memoria, sulla francia, sulle lapidi.<br />
penso a quanto ha scritto gabriella fuschini. mi hanno sempre colpito le lapidi francesi sulla seconda guerra mondiale: parigi è tappezzata di quadratini di pietra, su cui c&#8217;è scritto &#8220;taldeitali, morto per la francia&#8221; nel 1944-45 etc., con una bella bandierina tricolore sopra.  memore delle lapidi italiane sugli stessi eventi (frase-tipo: &#8220;assassinato dalla barbarie nazifascista&#8221;), mi stupiva il contrasto fra il tono politico, autenticamente storico delle pietre italiane, e quello nazionalista, degno del peggior risorgimento, di quelle francesi.<br />
ora i due movimenti si invertono: in italia si cerca di cancellare (con il sangue, che certo è in tutti dello stesso colore, ma che vuol dire?) la ferita, proprio mentre in francia appaiono lapidi più aderenti al reale, più sofferte: davanti alle scuole dei quartieri &#8220;ebraici&#8221;, ora si legge &#8220;in ricordo dei bambini deportati dai nazisti CON LA COLLABORAZIONE ATTIVA DEL GOVERNO DI VICHY&#8221; o simili.<br />
eppure, la lapide più straordinaria della mia vita l&#8217;ho vista a brescia, per la strage di piazza della loggia. in una piazza letteralmente tappezzata di pietrone trasudanti retorica, parole che nascondono - con la scusa di ricordarli - i morti a milioni, risorgimento, prima guerra mondiale&#8230; una pietrina seminascosta con una data e i nomi delle vittime, che NON DICE a quale evento si riferisce. per me è straordinaria, e la interpreto cosi&#8217;: le pietre scritte uccidono - imbalsamano - gli eventi, solo la memoria viva, corporale - il raccontare ai propri figli o nipoti: &#8220;quella lapide è li&#8217; perché&#8230;&#8221; - spinge a reagire, a riflettere, a esigere giustizia. ho imparato dal quella pietrina molte cose sul rapporto non semplice fra scrittura e memoria - non basta scrivere per ricordare, la scrittura non salva niente. che non è un buon motivo per rinunciare a scrivere, naturalmente.</p>
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		<title>Di: gabriella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5447</link>
		<dc:creator>gabriella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=554#comment-5447</guid>
		<description>Ecco hai colto il nodo di quanto confusamente cercavo di dire, Andrea. L'importanza del tramandare, ricordo una conferenza di Liliana Segre all'università che sottolineava la necessità che le persone presenti raccontassero a loro volta quanto avevano udito. Lo stesso motivo per cui la mia amica ha portato alla commemorazione del nonno la sua bambina di sette anni e per cui io racconto a mio figlio tutte le storie che mi hanno trasmesso, durante le ore di fisioterapia, i miei pazienti che hanno partecipato alla resistenza. Hanno più valore di tutte le commemorazioni al di là dell'importanza delle stesse.
 
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco hai colto il nodo di quanto confusamente cercavo di dire, Andrea. L&#8217;importanza del tramandare, ricordo una conferenza di Liliana Segre all&#8217;università che sottolineava la necessità che le persone presenti raccontassero a loro volta quanto avevano udito. Lo stesso motivo per cui la mia amica ha portato alla commemorazione del nonno la sua bambina di sette anni e per cui io racconto a mio figlio tutte le storie che mi hanno trasmesso, durante le ore di fisioterapia, i miei pazienti che hanno partecipato alla resistenza. Hanno più valore di tutte le commemorazioni al di là dell&#8217;importanza delle stesse.</p>
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