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	<title>Commenti a: Attuali tendenze della narrativa italiana (viste dal buco della serratura)</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 19:38:07 +0000</pubDate>
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		<title>Di: dante virgili</title>
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		<dc:creator>dante virgili</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2004 10:38:14 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate l'interruzione. Vi rubo solo trenta secondi. Giuseppe Genna cambia casa editrice: da mondadori passa a tropea. Ho bisogno del vostro aiuto, avanti, tutti in coro: E 'STI GRAN CAZZIIIIIII</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate l&#8217;interruzione. Vi rubo solo trenta secondi. Giuseppe Genna cambia casa editrice: da mondadori passa a tropea. Ho bisogno del vostro aiuto, avanti, tutti in coro: E &#8216;STI GRAN CAZZIIIIIII</p>
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		<title>Di: riccardo</title>
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		<dc:creator>riccardo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>"Tutto e’ iniziato quando ho scritto una specie di romanzo di fantascienza alla Blade Runner che ho mandato "tipo Jack London" a tutte le case editrici. Solo Canalini ha risposto e a 16 anni, timido ed emozionato, mi sono presentato a quell'incontro. Canalini, dopo aver cestinato il mio libro, mi ha proposto di scrivere qualcosa di più vicino alla vita reale. E allora io, che in quel periodo vivevo questa storia con una ragazza, praticamente suora, l'estate successiva alla sua partenza ho lavorato alla stesura del romanzo". (E.Brizzi)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Tutto e’ iniziato quando ho scritto una specie di romanzo di fantascienza alla Blade Runner che ho mandato &#8220;tipo Jack London&#8221; a tutte le case editrici. Solo Canalini ha risposto e a 16 anni, timido ed emozionato, mi sono presentato a quell&#8217;incontro. Canalini, dopo aver cestinato il mio libro, mi ha proposto di scrivere qualcosa di più vicino alla vita reale. E allora io, che in quel periodo vivevo questa storia con una ragazza, praticamente suora, l&#8217;estate successiva alla sua partenza ho lavorato alla stesura del romanzo&#8221;. (E.Brizzi)</p>
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		<title>Di: G-host</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6107</link>
		<dc:creator>G-host</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Da qualche mese sto lavorando sull'idea  che sia possibile produrre  una nuova forma di narrativa utilizzando la tecnologia blog e le risorse infinite della Rete. Non si tratta solo di usare al massimo le potenzialità degli ipertesti, nè di produrre un'opera a più mani stile "Luther Blisset" e neanche di proporre un "incipit" (più o meno lungo) la cui continuazione è affidata ai navigatori del Web: lo strumento del blog consente di andare oltre tutto questo. 
Si tratta di produrre un romanzo polifonico (perchè si avvale dei contributi tratti da tutte le discipline artistiche: musica, poesia, pittura, eccetera) multimediale (perchè il testo può venire "letto" con il supporto di filmati, file musicali, immagini, eccetera) interattivo (perchè la tecnologia dei post e dei commenti consente di lavorare insieme ad altre persone) in evoluzione continua (sulla base dei contributi provenienti da altri, o anche di nuove idee dell'autore, si possono aggiornare continuamente i post, i link e tutto il resto del blog).Con un neologismo potremmo chiamarlo un "Blogromance".
Nella sperimentazione  pratica che ho avviato sul blog arthurcab.splinder.com sto quindi cercando di fare contemporaneamente più cose: 
a) scrivere un romanzo - per leggerlo dall'inizio, basta cliccare sulle categorie "romanzo" (1,2,3...) sulla colonna di sx - che nella fattispecie si propone come un viaggio nella letteratura fantastica (intesa in senso ampio, alla Borges) di tutti i tempi (attraverso la ripresa,il rimescolamento, il "tradimento", la mutazione di luoghi, miti, formule degli autori del passato, nella convinzione che, sostanzialmente, tutto sia già stato scritto, si tratta solo di reinterpretarlo....ma qui il discorso si farebbe lungo -vedi ad esempio, su questo, Omar Calabrese, Caos e bellezza, 1991, ma anche Francesco Varanini in Le Nuove frontiere della cultura d'impresa, ETAS, 2004), nonchè come una nuova versione dei Quadri ad una esibizione di Mussorsgky. Questo romanzo, come quelli d'appendice ottocenteschi, viene pubblicato a puntate sul blog (ogni post una puntata)
b) all'interno del romanzo inserire immagini, musiche o filmati che si riferiscono direttamente o indirettamente al testo o che sono lo spunto per sviluppi ulteriori della trama
c) mettere a punto una struttura di link che consenta la navigazione verso altri contenuti reperibili in rete coerenti con i contenuti del testo, ma non inseriti direttamente "nel" testo;
d) scrivere, oltre al romanzo, il commento al romanzo (clicca la categoria "spiegazioni" per visualizzare solo questo elemento)
e) realizzare "variazioni" alla trama attraverso l'inserimento di trame parallele da parte di altri autori, che potrebbero essere raggruppate in singole nuove categorie. L'insieme del Blog consentirebbe di leggere quindi non un "romanzo polifonico multimediale interattivo", ma "n" romanzi. Il Blogromance è una "unità molteplice".
Dietro questo metodo solo una follia?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche mese sto lavorando sull&#8217;idea  che sia possibile produrre  una nuova forma di narrativa utilizzando la tecnologia blog e le risorse infinite della Rete. Non si tratta solo di usare al massimo le potenzialità degli ipertesti, nè di produrre un&#8217;opera a più mani stile &#8220;Luther Blisset&#8221; e neanche di proporre un &#8220;incipit&#8221; (più o meno lungo) la cui continuazione è affidata ai navigatori del Web: lo strumento del blog consente di andare oltre tutto questo.<br />
Si tratta di produrre un romanzo polifonico (perchè si avvale dei contributi tratti da tutte le discipline artistiche: musica, poesia, pittura, eccetera) multimediale (perchè il testo può venire &#8220;letto&#8221; con il supporto di filmati, file musicali, immagini, eccetera) interattivo (perchè la tecnologia dei post e dei commenti consente di lavorare insieme ad altre persone) in evoluzione continua (sulla base dei contributi provenienti da altri, o anche di nuove idee dell&#8217;autore, si possono aggiornare continuamente i post, i link e tutto il resto del blog).Con un neologismo potremmo chiamarlo un &#8220;Blogromance&#8221;.<br />
Nella sperimentazione  pratica che ho avviato sul blog arthurcab.splinder.com sto quindi cercando di fare contemporaneamente più cose:<br />
a) scrivere un romanzo - per leggerlo dall&#8217;inizio, basta cliccare sulle categorie &#8220;romanzo&#8221; (1,2,3&#8230;) sulla colonna di sx - che nella fattispecie si propone come un viaggio nella letteratura fantastica (intesa in senso ampio, alla Borges) di tutti i tempi (attraverso la ripresa,il rimescolamento, il &#8220;tradimento&#8221;, la mutazione di luoghi, miti, formule degli autori del passato, nella convinzione che, sostanzialmente, tutto sia già stato scritto, si tratta solo di reinterpretarlo&#8230;.ma qui il discorso si farebbe lungo -vedi ad esempio, su questo, Omar Calabrese, Caos e bellezza, 1991, ma anche Francesco Varanini in Le Nuove frontiere della cultura d&#8217;impresa, ETAS, 2004), nonchè come una nuova versione dei Quadri ad una esibizione di Mussorsgky. Questo romanzo, come quelli d&#8217;appendice ottocenteschi, viene pubblicato a puntate sul blog (ogni post una puntata)<br />
b) all&#8217;interno del romanzo inserire immagini, musiche o filmati che si riferiscono direttamente o indirettamente al testo o che sono lo spunto per sviluppi ulteriori della trama<br />
c) mettere a punto una struttura di link che consenta la navigazione verso altri contenuti reperibili in rete coerenti con i contenuti del testo, ma non inseriti direttamente &#8220;nel&#8221; testo;<br />
d) scrivere, oltre al romanzo, il commento al romanzo (clicca la categoria &#8220;spiegazioni&#8221; per visualizzare solo questo elemento)<br />
e) realizzare &#8220;variazioni&#8221; alla trama attraverso l&#8217;inserimento di trame parallele da parte di altri autori, che potrebbero essere raggruppate in singole nuove categorie. L&#8217;insieme del Blog consentirebbe di leggere quindi non un &#8220;romanzo polifonico multimediale interattivo&#8221;, ma &#8220;n&#8221; romanzi. Il Blogromance è una &#8220;unità molteplice&#8221;.<br />
Dietro questo metodo solo una follia?</p>
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		<title>Di: Pacioni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6108</link>
		<dc:creator>Pacioni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Mozzi con tutte le cose belle che puoi scrivere, ci proponi sempre queste cazzate da esperto - ma tu sei un esperto di tendenze? I tuoi libri non stanno neanche nelle librerie... Enrico Brizzi potrebbe essere un esperto o Ammaniti. Ma tu...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mozzi con tutte le cose belle che puoi scrivere, ci proponi sempre queste cazzate da esperto - ma tu sei un esperto di tendenze? I tuoi libri non stanno neanche nelle librerie&#8230; Enrico Brizzi potrebbe essere un esperto o Ammaniti. Ma tu&#8230;</p>
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		<title>Di: Pensieri Oziosi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6109</link>
		<dc:creator>Pensieri Oziosi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ken Scott? Ridley Scott [1]!

[1] http://www.imdb.com/title/tt0083658/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ken Scott? Ridley Scott [1]!</p>
<p>[1] <a href="http://www.imdb.com/title/tt0083658/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.imdb.com');" rel="nofollow">http://www.imdb.com/title/tt0083658/</a></p>
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		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6110</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ops! Grazie, ho corretto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ops! Grazie, ho corretto.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Be', è vero</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6111</link>
		<dc:creator>Be', è vero</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Mozzi fetecchia saputella.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mozzi fetecchia saputella.</p>
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	<item>
		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6112</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Pacioni, la questione non è se io sono "per natura" esperto o no. La questione è se nel riscontrare certe tendenze nel materiale che ho esaminato (e che è simile, immagino, a quello che circola per tutte le case editrici) io ci ho preso o no. Secondo te, ci ho preso o no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Pacioni, la questione non è se io sono &#8220;per natura&#8221; esperto o no. La questione è se nel riscontrare certe tendenze nel materiale che ho esaminato (e che è simile, immagino, a quello che circola per tutte le case editrici) io ci ho preso o no. Secondo te, ci ho preso o no?</p>
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		<title>Di: Pacioni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6113</link>
		<dc:creator>Pacioni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Mozzi, "il cielo a volte è azzurro a volte grigio a volte ha altre sfumature". Ci ho preso o no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mozzi, &#8220;il cielo a volte è azzurro a volte grigio a volte ha altre sfumature&#8221;. Ci ho preso o no?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6114</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Pacioni, sui cielo ci hai preso benissimo, ma la cosa è irrilevante. Prima hai scritto che io ho scritto "cazzate": hai espresso un giudizio sul contenuto di ciò che ho scritto. Ritenevo quindi (credo legittimamente) che tu ti ritenessi in grado di esprimere un giudizio sul contenuto di ciò che ho scritto. Invece, divagando in questo modo, fai intendere di non essere in grado di esprimere questo giudizio: e cioè che quella parola, "cazzate", che hai scritta, l'hai scritta senza nemmeno sapere di che cosa stavi scrivendo. Se non è così, ti invito a spiegare perché e percome le cose che ho scritto sono secondo te "cazzate".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Pacioni, sui cielo ci hai preso benissimo, ma la cosa è irrilevante. Prima hai scritto che io ho scritto &#8220;cazzate&#8221;: hai espresso un giudizio sul contenuto di ciò che ho scritto. Ritenevo quindi (credo legittimamente) che tu ti ritenessi in grado di esprimere un giudizio sul contenuto di ciò che ho scritto. Invece, divagando in questo modo, fai intendere di non essere in grado di esprimere questo giudizio: e cioè che quella parola, &#8220;cazzate&#8221;, che hai scritta, l&#8217;hai scritta senza nemmeno sapere di che cosa stavi scrivendo. Se non è così, ti invito a spiegare perché e percome le cose che ho scritto sono secondo te &#8220;cazzate&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Pacioni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6115</link>
		<dc:creator>Pacioni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=617#comment-6115</guid>
		<description>Caro Mozzi, en passant, non ho scritto che scrivi cazzate, ma che "ci proponi sempre queste cazzate da esperto". Credo ci sia differenza differenza.
Tu dici che io sul cielo ci ho preso benissimo; ma io non sono un esperto di "cielo".
Credo sia palese dove voglio arrivare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mozzi, en passant, non ho scritto che scrivi cazzate, ma che &#8220;ci proponi sempre queste cazzate da esperto&#8221;. Credo ci sia differenza differenza.<br />
Tu dici che io sul cielo ci ho preso benissimo; ma io non sono un esperto di &#8220;cielo&#8221;.<br />
Credo sia palese dove voglio arrivare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fabio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6116</link>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>ciò che dici della scrittura femminile e maschile è fuori dalla realtà. stai proprio fuori con l'accuso, ma di brutto.
la parte sulla cosiddetta "letteratura minimum fax" è abbastanza vaga da poter essere presa come una provocazione tout court, quindi non saprei come commentarla.
sul resto, sostanzialmente, si potrebbe pure essere d'accordo. però boh.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciò che dici della scrittura femminile e maschile è fuori dalla realtà. stai proprio fuori con l&#8217;accuso, ma di brutto.<br />
la parte sulla cosiddetta &#8220;letteratura minimum fax&#8221; è abbastanza vaga da poter essere presa come una provocazione tout court, quindi non saprei come commentarla.<br />
sul resto, sostanzialmente, si potrebbe pure essere d&#8217;accordo. però boh.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ladro</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6117</link>
		<dc:creator>Ladro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Dagli ultimi commenti mi viene in mente una tredicesima tendenza (sempre fortunata): la narrativa scurrile. Ma ha un po' stufato, direi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dagli ultimi commenti mi viene in mente una tredicesima tendenza (sempre fortunata): la narrativa scurrile. Ma ha un po&#8217; stufato, direi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: claudia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6118</link>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>un po' basita da questo suo intervento. se non avessi seguito altri suoi pezzi il giudizio sarebbe affrettato. non metto bocca sulla pertinenza della categorizzazione. ma sull'idea e il metodo: che vor dì? quali sono i parametri? sesso, frequenza, imitazione buona, imitazione brutta, interesse (suo)? bah. evviva la narrazione fantastico-paradossale, che mette d'accordo moglie e marito...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un po&#8217; basita da questo suo intervento. se non avessi seguito altri suoi pezzi il giudizio sarebbe affrettato. non metto bocca sulla pertinenza della categorizzazione. ma sull&#8217;idea e il metodo: che vor dì? quali sono i parametri? sesso, frequenza, imitazione buona, imitazione brutta, interesse (suo)? bah. evviva la narrazione fantastico-paradossale, che mette d&#8217;accordo moglie e marito&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea morosini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6119</link>
		<dc:creator>andrea morosini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=617#comment-6119</guid>
		<description>I lettori italiani leggono (quei pochi che leggono!) solo quello che vogliono gli editori e che piace ai loro "consulenti", come è tra gli altri Giulio Mozzi. Ma se Giulio Mozzi ha davvero le idee (o, meglio, le "non idee") che ha espresso qui, allora si capisce perchè molti libri "piuttosto buoni: magari noiosi, ma ben costruiti e bene scritti" oppure "romanzi ben fatti, lodevoli, gradevolmente scritti" (parole del Mozzi) rimangono inediti. Occorrerebbe un po' più di coraggio (negli editori) ed accettare (i "consulenti" che sono essi stessi autori) anche i libri che ... fanno concorrenza ai propri! E poi, quanta parte dell'editoria italiana è fatta di libri scritti a catena di montaggio da autori "mostri sacri", che ne sfornano uno ogni sei mesi e che la gente compera per automatismo mentale e perchè è chic dire di averli letti (anche se magari non è vero)? Quanto al maschile-femminile, è assodato che a leggere romanzi (oltre che a scriverli) sono più le donne che gli uomini (che si limitano, se va bene, alla Gazzetta dello Sport al lunedì), per cui gli editori e i loro "consulenti" tendono a privilegiare romanzi comunque graditi alle lettrici: e non intendo, ovviamente, solo i romanzi "rosa", ma si tratta sempre libri in cui la "letteratura" (amore, odio, famiglie più o meno in crisi, droga, problemi personali, ecc., cioè temi vicini al proprio vissuto - vedi il successo delle trasmissioni TV in cui la gente va a raccontare le proprie cose senza alcun pudore) ha il sopravvento sui "fatti", sulla costruzione di un intreccio che stia in piedi, che dica qualcosa (possibilmente) di nuovo e con la sintassi e l'ortografia al loro posto. I pochi italiani (maschi) che leggono davvero, questo lo trovano - e non sempre - in autori stranieri che qualcuno ha il coraggio di pubblicare. Ad esempio, prima che nascesse il "legal thriller" e avesse la fortuna di diventare un genere, nessuno in Italia ha mai "osato" pubblicare romanzi contenenti tali temi. Così nel giallo e nel noir, basti pensare alle difficoltà incontrate per affermarsi da uno Scerbanenco, ecc. ecc., la casistica potrebbe moltiplicarsi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I lettori italiani leggono (quei pochi che leggono!) solo quello che vogliono gli editori e che piace ai loro &#8220;consulenti&#8221;, come è tra gli altri Giulio Mozzi. Ma se Giulio Mozzi ha davvero le idee (o, meglio, le &#8220;non idee&#8221;) che ha espresso qui, allora si capisce perchè molti libri &#8220;piuttosto buoni: magari noiosi, ma ben costruiti e bene scritti&#8221; oppure &#8220;romanzi ben fatti, lodevoli, gradevolmente scritti&#8221; (parole del Mozzi) rimangono inediti. Occorrerebbe un po&#8217; più di coraggio (negli editori) ed accettare (i &#8220;consulenti&#8221; che sono essi stessi autori) anche i libri che &#8230; fanno concorrenza ai propri! E poi, quanta parte dell&#8217;editoria italiana è fatta di libri scritti a catena di montaggio da autori &#8220;mostri sacri&#8221;, che ne sfornano uno ogni sei mesi e che la gente compera per automatismo mentale e perchè è chic dire di averli letti (anche se magari non è vero)? Quanto al maschile-femminile, è assodato che a leggere romanzi (oltre che a scriverli) sono più le donne che gli uomini (che si limitano, se va bene, alla Gazzetta dello Sport al lunedì), per cui gli editori e i loro &#8220;consulenti&#8221; tendono a privilegiare romanzi comunque graditi alle lettrici: e non intendo, ovviamente, solo i romanzi &#8220;rosa&#8221;, ma si tratta sempre libri in cui la &#8220;letteratura&#8221; (amore, odio, famiglie più o meno in crisi, droga, problemi personali, ecc., cioè temi vicini al proprio vissuto - vedi il successo delle trasmissioni TV in cui la gente va a raccontare le proprie cose senza alcun pudore) ha il sopravvento sui &#8220;fatti&#8221;, sulla costruzione di un intreccio che stia in piedi, che dica qualcosa (possibilmente) di nuovo e con la sintassi e l&#8217;ortografia al loro posto. I pochi italiani (maschi) che leggono davvero, questo lo trovano - e non sempre - in autori stranieri che qualcuno ha il coraggio di pubblicare. Ad esempio, prima che nascesse il &#8220;legal thriller&#8221; e avesse la fortuna di diventare un genere, nessuno in Italia ha mai &#8220;osato&#8221; pubblicare romanzi contenenti tali temi. Così nel giallo e nel noir, basti pensare alle difficoltà incontrate per affermarsi da uno Scerbanenco, ecc. ecc., la casistica potrebbe moltiplicarsi.</p>
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	</item>
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		<title>Di: gino tasca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6120</link>
		<dc:creator>gino tasca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Wow, che gioia! Non rientro in nessuna categoria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Wow, che gioia! Non rientro in nessuna categoria.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giordano Tedoldi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6121</link>
		<dc:creator>Giordano Tedoldi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=617#comment-6121</guid>
		<description>Ciao Giulio Mozzi. Non ci conosciamo. Ho scritto un racconto in un'antologia minimum fax uscita qualche mese fa. Poi sono più o meno tornato nel dimenticatoio, cosa che non mi spiace, del resto se ne può uscire facilmente - basta scrivere un altro racconto (e ti pare poco). Solitamente i miei veri e più sentiti amici mi accusano di non dire le cose apertamente, e hanno ragione. Sono uno di quei puerili individui che ancora sentono la fascinazione del tramare nel buio. Ma con te voglio essere esplicito. Non ho mai letto niente di tuo, niente nel senso metodico, scientifico. Leggiucchiare in libreria non è leggere. Però andresti comunque monumentalizzato per aver pubblicato il miglior libro italiano da decenni a questa parte, sto parlando ovviamente di Pausa Caffè di Giorgio Falco. Sul resto, voglio cominciare timidamente a comunicarti che ti trovo buffo. Pensando a te, penso alla provincia, alla superficialità, all'ignoranza, alla cultura dozzinale, all'Italia alle vongole, alle sigarette nazionali, insomma, ti guardo un po' dall'alto in basso. Sei come un'opera di arte povera. Non penso tu sia male (certo migliore di me, ci vuol niente) penso però che non sarai mai veramente affascinante. Tu dirai: chi se ne importa. Oh certo. Però, e continuerei per migliaia di parole, io ho come la sensazione di trovarmi in seconda classe, ogni volta che entro nel tuo mondo.
Abbi pazienza, sono sotto psicofarmaci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Giulio Mozzi. Non ci conosciamo. Ho scritto un racconto in un&#8217;antologia minimum fax uscita qualche mese fa. Poi sono più o meno tornato nel dimenticatoio, cosa che non mi spiace, del resto se ne può uscire facilmente - basta scrivere un altro racconto (e ti pare poco). Solitamente i miei veri e più sentiti amici mi accusano di non dire le cose apertamente, e hanno ragione. Sono uno di quei puerili individui che ancora sentono la fascinazione del tramare nel buio. Ma con te voglio essere esplicito. Non ho mai letto niente di tuo, niente nel senso metodico, scientifico. Leggiucchiare in libreria non è leggere. Però andresti comunque monumentalizzato per aver pubblicato il miglior libro italiano da decenni a questa parte, sto parlando ovviamente di Pausa Caffè di Giorgio Falco. Sul resto, voglio cominciare timidamente a comunicarti che ti trovo buffo. Pensando a te, penso alla provincia, alla superficialità, all&#8217;ignoranza, alla cultura dozzinale, all&#8217;Italia alle vongole, alle sigarette nazionali, insomma, ti guardo un po&#8217; dall&#8217;alto in basso. Sei come un&#8217;opera di arte povera. Non penso tu sia male (certo migliore di me, ci vuol niente) penso però che non sarai mai veramente affascinante. Tu dirai: chi se ne importa. Oh certo. Però, e continuerei per migliaia di parole, io ho come la sensazione di trovarmi in seconda classe, ogni volta che entro nel tuo mondo.<br />
Abbi pazienza, sono sotto psicofarmaci.</p>
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		<title>Di: biblios café</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6122</link>
		<dc:creator>biblios café</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>salve
sono la titolare di una libreria di Siracusa
abbiamo organizzato degli incontri con autori, ditor ecc. per parlare della scrittura creativa, delle autoproduzioni ecc. ecc. gli incontri si svolgeranno a dicembre...
avevamo contattato una scrittrice che purtropo aoogi ha dovuto disdire per impegni improvvisi... tra gli invitati c'è matteo b. bianchi, che è ormai venuto più volte qui a siracusa e che più volte cii ha parlato di lei , perchè è con lui che è venuta l'idea di organizzare questi incontri... ora ci chiedevamo se lei avesse il tempo per poter venire... le date sono o fine novembre o metà dicembre.. tutti gli altri sono già confermati.. lei dovrebbe tenere una sorta di lezione diciamo sulla scrittura.. se fosse disponibile le faccio avere tutto al più presto.. ovviamente mi dice anche quali sono le condizioni, a parte viaggio, soggiorno ecc.
spero di essere stata chiara e saremmo contetissimi se fosse tra i nostri ospiti
grazie per l'attenzione e attendo sue notizie in ogni caso
luisa fiandaca (titolare)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve<br />
sono la titolare di una libreria di Siracusa<br />
abbiamo organizzato degli incontri con autori, ditor ecc. per parlare della scrittura creativa, delle autoproduzioni ecc. ecc. gli incontri si svolgeranno a dicembre&#8230;<br />
avevamo contattato una scrittrice che purtropo aoogi ha dovuto disdire per impegni improvvisi&#8230; tra gli invitati c&#8217;è matteo b. bianchi, che è ormai venuto più volte qui a siracusa e che più volte cii ha parlato di lei , perchè è con lui che è venuta l&#8217;idea di organizzare questi incontri&#8230; ora ci chiedevamo se lei avesse il tempo per poter venire&#8230; le date sono o fine novembre o metà dicembre.. tutti gli altri sono già confermati.. lei dovrebbe tenere una sorta di lezione diciamo sulla scrittura.. se fosse disponibile le faccio avere tutto al più presto.. ovviamente mi dice anche quali sono le condizioni, a parte viaggio, soggiorno ecc.<br />
spero di essere stata chiara e saremmo contetissimi se fosse tra i nostri ospiti<br />
grazie per l&#8217;attenzione e attendo sue notizie in ogni caso<br />
luisa fiandaca (titolare)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: anna setari</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6123</link>
		<dc:creator>anna setari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=617#comment-6123</guid>
		<description>"La narrativa memoriale. Qui il campo è quasi del tutto femminile. (...) : sono scritture che vorrei tanto incoraggiare, ma che non penso sia opportuno incoraggiare con la pubblicazione. Sono scritture che mi sembrano molto sane, ma ho l'impressione che la pubblicazione non sia la cosa migliore che possa loro capitare."
Cosa significa?
Perché le vorresti incoraggiare? 
In che senso le vorresti incoraggiare?
E perché poi la pubblicazione non sarebbe la cosa migliore che potrebbe loro capitare?
Quale sarebbe la cosa migliore per loro?
E come si conciliano queste affermazioni con quelle che fai in precedenza, quando sembri lamentare il fatto che le donne, pur scrivendo (a tuo dire) meglio degli uomini, "tendono più spesso a considerare la scrittura come un'attività privata o, al massimo, da mettere in comune dentro una cerchia di amicizie."?
Voglio dire: sono le donne che non hanno il coraggio e la voglia di pubblicare o forse non vengono incoraggiate a farlo  perché i maestri fan loro capire che "non sarebbe la cosa migliore che potrebbe capitare ai loro scritti"?
Sono io che non capisco o qualcosa non funziona in questa tua analisi panoramica?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La narrativa memoriale. Qui il campo è quasi del tutto femminile. (&#8230;) : sono scritture che vorrei tanto incoraggiare, ma che non penso sia opportuno incoraggiare con la pubblicazione. Sono scritture che mi sembrano molto sane, ma ho l&#8217;impressione che la pubblicazione non sia la cosa migliore che possa loro capitare.&#8221;<br />
Cosa significa?<br />
Perché le vorresti incoraggiare?<br />
In che senso le vorresti incoraggiare?<br />
E perché poi la pubblicazione non sarebbe la cosa migliore che potrebbe loro capitare?<br />
Quale sarebbe la cosa migliore per loro?<br />
E come si conciliano queste affermazioni con quelle che fai in precedenza, quando sembri lamentare il fatto che le donne, pur scrivendo (a tuo dire) meglio degli uomini, &#8220;tendono più spesso a considerare la scrittura come un&#8217;attività privata o, al massimo, da mettere in comune dentro una cerchia di amicizie.&#8221;?<br />
Voglio dire: sono le donne che non hanno il coraggio e la voglia di pubblicare o forse non vengono incoraggiate a farlo  perché i maestri fan loro capire che &#8220;non sarebbe la cosa migliore che potrebbe capitare ai loro scritti&#8221;?<br />
Sono io che non capisco o qualcosa non funziona in questa tua analisi panoramica?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: anna setari</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6124</link>
		<dc:creator>anna setari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>P.S Dimenticavo: cosa significa che le scritture di narrativa memoriale, prevalentemente femminili, sono molto "sane"?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>P.S Dimenticavo: cosa significa che le scritture di narrativa memoriale, prevalentemente femminili, sono molto &#8220;sane&#8221;?</p>
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		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6125</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=617#comment-6125</guid>
		<description>Cara Anna Setari, rivolterei il modo in cui tu poni la faccenda. Secondo me, non è che "le donne non hanno il coraggio e la voglia di pubblicare"; è che i maschi hanno un eccesso di coraggio e di voglia di pubblicare.
Non credo che l'unica forma di esistenza per la scrittura sia l'essere pubblicata (stampata, mandata in libreria). Credo che abbiano senso le pubblicazioni private, le circolazioni di testi all'interno di cerchie ben definite. Credo che molte donne facciano benissimo a considerare la scrittura un'attività privata. Credo che molti maschi dovrebbero rendersi conto che le scritture che tentano di far pubblicare sono in realtà scritture private. Credo che le scritture femminili di narrativa memoriale siano "sane" perché, mentre le leggo, mi sento assai bene. Al contrario, la maggior parte delle scritture maschili che leggo mi mettono a disagio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Anna Setari, rivolterei il modo in cui tu poni la faccenda. Secondo me, non è che &#8220;le donne non hanno il coraggio e la voglia di pubblicare&#8221;; è che i maschi hanno un eccesso di coraggio e di voglia di pubblicare.<br />
Non credo che l&#8217;unica forma di esistenza per la scrittura sia l&#8217;essere pubblicata (stampata, mandata in libreria). Credo che abbiano senso le pubblicazioni private, le circolazioni di testi all&#8217;interno di cerchie ben definite. Credo che molte donne facciano benissimo a considerare la scrittura un&#8217;attività privata. Credo che molti maschi dovrebbero rendersi conto che le scritture che tentano di far pubblicare sono in realtà scritture private. Credo che le scritture femminili di narrativa memoriale siano &#8220;sane&#8221; perché, mentre le leggo, mi sento assai bene. Al contrario, la maggior parte delle scritture maschili che leggo mi mettono a disagio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6126</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=617#comment-6126</guid>
		<description>Caro Pacioni: no, non mi sembra palese dove vuoi arrivare. Sei disponibile a dire quello che vuoi dire, o intendi solo alluderlo? Adesso che hai presa la parola, perbacco!, ùsala.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Pacioni: no, non mi sembra palese dove vuoi arrivare. Sei disponibile a dire quello che vuoi dire, o intendi solo alluderlo? Adesso che hai presa la parola, perbacco!, ùsala.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: anna setari</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6127</link>
		<dc:creator>anna setari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Scusami, Giulio Mozzi, se torno ancora sull'argomento. Ma sul serio vorrei capire.
Anch'io non penso che l'unica forma di esistenza per la scrittura sia l'essere pubblicata (stampata, mandata in libreria).
La scrittura più che altro vuol essere letta - e anche una piccola cerchia privata può appagare pienamente questo bisogno.
Però ugualmente non capisco.
Cioè: capisco  che un autore  possa  non essere smanioso di pubblicare (non solo lo capisco, ma mi è anzi particolarmente simpatico). 
Non capisco, invece, il "lettore di casa editrice" che  giudica un testo "ben scritto" e, addirittura,  "si sente assai bene" nel leggerlo e poi, però, non ne promuove la pubblicazione: decide cioè di privare i lettori comuni di una buona e gradevole lettura.
Insomma: se tu "ti senti bene" nel leggere quelle memorie femminili, perché poi pensi che solo chi conosca l'autrice potrebbe essere interessato a leggerle?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusami, Giulio Mozzi, se torno ancora sull&#8217;argomento. Ma sul serio vorrei capire.<br />
Anch&#8217;io non penso che l&#8217;unica forma di esistenza per la scrittura sia l&#8217;essere pubblicata (stampata, mandata in libreria).<br />
La scrittura più che altro vuol essere letta - e anche una piccola cerchia privata può appagare pienamente questo bisogno.<br />
Però ugualmente non capisco.<br />
Cioè: capisco  che un autore  possa  non essere smanioso di pubblicare (non solo lo capisco, ma mi è anzi particolarmente simpatico).<br />
Non capisco, invece, il &#8220;lettore di casa editrice&#8221; che  giudica un testo &#8220;ben scritto&#8221; e, addirittura,  &#8220;si sente assai bene&#8221; nel leggerlo e poi, però, non ne promuove la pubblicazione: decide cioè di privare i lettori comuni di una buona e gradevole lettura.<br />
Insomma: se tu &#8220;ti senti bene&#8221; nel leggere quelle memorie femminili, perché poi pensi che solo chi conosca l&#8217;autrice potrebbe essere interessato a leggerle?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Con Pacioni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6128</link>
		<dc:creator>Con Pacioni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=617#comment-6128</guid>
		<description>La parola l'ha usata, Pacioni, eccome! Caro Mozzi, l'ha usata per smascherarti, te e il tuo metodo pseudo oggettivo, da santone dei fenomeni e dell'esistente. Ora sei tu che farfugli, con le tue pose da esperto, che trova credito ormai soltanto presso gli ingneui "aspiranti scrittori".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La parola l&#8217;ha usata, Pacioni, eccome! Caro Mozzi, l&#8217;ha usata per smascherarti, te e il tuo metodo pseudo oggettivo, da santone dei fenomeni e dell&#8217;esistente. Ora sei tu che farfugli, con le tue pose da esperto, che trova credito ormai soltanto presso gli ingneui &#8220;aspiranti scrittori&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/10/14/attuali-tendenze-della-narrativa-italiana-viste-dal-buco-della-serratura/#comment-6129</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=617#comment-6129</guid>
		<description>Cara Anna. (1) Immagina di lavorare per un editore che può permettersi di pubblicare una dozzina di libri l'anno. Immagina che di questa dozzina di libri non più di quattro possano essere libri d'esordio (ci sono delle ragioni economiche, per questo). Immagina quindi di prendere in mano ogni anno sette-ottocento dattiloscritti di persone che non hanno mai pubblicato nulla.
(2)Sarebbe bello poter dividere la massa delle proposte in schifezze (da buttare) e capolavori (da pubblicare). Il problema è che, una volta eliminate le indubbie schifezze (circa il 90% del tutto), ti restano comunque settanta-ottanta testi (ogni anno!) da prendere seriamente in considerazione. Tra questi settanta-ottanta testi ne troverai probabilmente uno o due che si imporranno facilmente sugli altri. E poi ne troverai dieci, quindici, se non addirittura venti, che ti sembreranno bene scritti, di gradevole lettura, ben congegnati, interessanti, commoventi, eccetera. Ma tu hai la possibilità di pubblicare quattro libri d'esordio ogni anno. Quindi fai le tue scelte. Porti quei libri "buoni" in redazione, li fai leggere, se ne discute, ci si confronta. E (a volte con fatica, con litigi, con delusioni, con perplessità, con tutto quello che ci vuole) si sceglie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Anna. (1) Immagina di lavorare per un editore che può permettersi di pubblicare una dozzina di libri l&#8217;anno. Immagina che di questa dozzina di libri non più di quattro possano essere libri d&#8217;esordio (ci sono delle ragioni economiche, per questo). Immagina quindi di prendere in mano ogni anno sette-ottocento dattiloscritti di persone che non hanno mai pubblicato nulla.<br />
(2)Sarebbe bello poter dividere la massa delle proposte in schifezze (da buttare) e capolavori (da pubblicare). Il problema è che, una volta eliminate le indubbie schifezze (circa il 90% del tutto), ti restano comunque settanta-ottanta testi (ogni anno!) da prendere seriamente in considerazione. Tra questi settanta-ottanta testi ne troverai probabilmente uno o due che si imporranno facilmente sugli altri. E poi ne troverai dieci, quindici, se non addirittura venti, che ti sembreranno bene scritti, di gradevole lettura, ben congegnati, interessanti, commoventi, eccetera. Ma tu hai la possibilità di pubblicare quattro libri d&#8217;esordio ogni anno. Quindi fai le tue scelte. Porti quei libri &#8220;buoni&#8221; in redazione, li fai leggere, se ne discute, ci si confronta. E (a volte con fatica, con litigi, con delusioni, con perplessità, con tutto quello che ci vuole) si sceglie.</p>
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