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	<title>Commenti a: Da &#8220;La caduta occidentale&#8221;</title>
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	<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 04:46:29 +0000</pubDate>
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		<title>Di: r.f.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6674</link>
		<dc:creator>r.f.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate, non è che adesso esageriamo ?</description>
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		<title>Di: Alfonso Berardinelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6675</link>
		<dc:creator>Alfonso Berardinelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>In effetti si esagera. Ma mi sembra in relazione alla complessione sintagmatica, alla forza di correlazione dell'immagine (vedi Rifaterre), e non al senso eterodosso, eteromorfo, eteroflesso del postmoderno, non in relazione al principio di casualità, di incastro casuale dell'immaginario, di ecolalia tipica della maggior parte dei poeti contemporanei. Difficile tenere questo ritmo serrato. Mi sembra che Zizzi ci riesca benissimo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti si esagera. Ma mi sembra in relazione alla complessione sintagmatica, alla forza di correlazione dell&#8217;immagine (vedi Rifaterre), e non al senso eterodosso, eteromorfo, eteroflesso del postmoderno, non in relazione al principio di casualità, di incastro casuale dell&#8217;immaginario, di ecolalia tipica della maggior parte dei poeti contemporanei. Difficile tenere questo ritmo serrato. Mi sembra che Zizzi ci riesca benissimo.</p>
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		<title>Di: Elio Paoloni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6676</link>
		<dc:creator>Elio Paoloni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Benvenuto, Michelangelo.

Scusa, Riccardo, esagerare in che senso?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuto, Michelangelo.</p>
<p>Scusa, Riccardo, esagerare in che senso?</p>
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		<title>Di: aladar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6677</link>
		<dc:creator>aladar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Elogio! Finalmente riappari a noi vecchi alabardieri di un mai troppo rimpianto forum transuranico...... come va? Procede bene la storia con Sofia, vedo.... ti ricordi Serenella? Il pallino lo ripassiamo a te, volentieri, magari si ricrea per un po' la vecchia ganga.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Elogio! Finalmente riappari a noi vecchi alabardieri di un mai troppo rimpianto forum transuranico&#8230;&#8230; come va? Procede bene la storia con Sofia, vedo&#8230;. ti ricordi Serenella? Il pallino lo ripassiamo a te, volentieri, magari si ricrea per un po&#8217; la vecchia ganga.</p>
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		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6678</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Finalmente ho capito chi era il nick "Elogio dell'eccedenza" del forum Società delle menti che mi aveva chiamato pene vegetale. Vabe' me l'ero cercata, il mio nick era assolutamente demenziale: "Carburo Fiore Verde" (non ricordo come mi fosse venuto) e poi non ero mai d'accordo con Zizzi, aggressivissimo su quel forum già aggressivo di suo (nella cartella preferiti l'avevo chiamato "Gli esaltati di Clarence"). La discussione in cui mi dava del pene vegetale era su Matteo Galiazzo che secondo me era (ora ha smesso di scrivere) tra i migliori talenti in Italia. Zizzi postava a ripetizione post cattivissimi e in fondo divertenti per demolire Galiazzo e chi lo sosteneva. Intervenne alla fine anche Galiazzo stesso e poi Dalia Oggero. Era una discussione abbastanza bella, Matteo spiegava perché voleva smettere di scrivere. Elogio  sparava bordate demenziali, la Oggero diceva che non conosceva Elogio ma che comunque era molto intelligente, io dicevo che Elogio sapeva scrivere ma che questo non significa essere intelligenti o che comunque se quella era intelligenza chiudeva invece di aprire. L'intervento più bello fu di Matteo Galiazzo che raccontò come realizzare cose con le mani, costruire (programmi informatici), gli dava più soddisfazione della scrittura. Non era un giudizio assoluto, era una cosa che valeva per lui. Be' comunque nessuno trovò quel discorso interessante, eppure da allora Matteo ha veramente smesso di scrivere.
Tutto questo non lo dico per sputtanare Elogio, che mi era simpatico, era un discolone divertente, ma più che altro per confrontare le cose che scriveva allora con queste poesie. Cavolo, ma la sua vena polemico-sarcastica dov'è finita? Sarà stato faticoso chiuderla nell'armadio per scrivere delle cose così leccate. Insomma Elogio/Zizzi perché questo ritorno all'ordine?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente ho capito chi era il nick &#8220;Elogio dell&#8217;eccedenza&#8221; del forum Società delle menti che mi aveva chiamato pene vegetale. Vabe&#8217; me l&#8217;ero cercata, il mio nick era assolutamente demenziale: &#8220;Carburo Fiore Verde&#8221; (non ricordo come mi fosse venuto) e poi non ero mai d&#8217;accordo con Zizzi, aggressivissimo su quel forum già aggressivo di suo (nella cartella preferiti l&#8217;avevo chiamato &#8220;Gli esaltati di Clarence&#8221;). La discussione in cui mi dava del pene vegetale era su Matteo Galiazzo che secondo me era (ora ha smesso di scrivere) tra i migliori talenti in Italia. Zizzi postava a ripetizione post cattivissimi e in fondo divertenti per demolire Galiazzo e chi lo sosteneva. Intervenne alla fine anche Galiazzo stesso e poi Dalia Oggero. Era una discussione abbastanza bella, Matteo spiegava perché voleva smettere di scrivere. Elogio  sparava bordate demenziali, la Oggero diceva che non conosceva Elogio ma che comunque era molto intelligente, io dicevo che Elogio sapeva scrivere ma che questo non significa essere intelligenti o che comunque se quella era intelligenza chiudeva invece di aprire. L&#8217;intervento più bello fu di Matteo Galiazzo che raccontò come realizzare cose con le mani, costruire (programmi informatici), gli dava più soddisfazione della scrittura. Non era un giudizio assoluto, era una cosa che valeva per lui. Be&#8217; comunque nessuno trovò quel discorso interessante, eppure da allora Matteo ha veramente smesso di scrivere.<br />
Tutto questo non lo dico per sputtanare Elogio, che mi era simpatico, era un discolone divertente, ma più che altro per confrontare le cose che scriveva allora con queste poesie. Cavolo, ma la sua vena polemico-sarcastica dov&#8217;è finita? Sarà stato faticoso chiuderla nell&#8217;armadio per scrivere delle cose così leccate. Insomma Elogio/Zizzi perché questo ritorno all&#8217;ordine?</p>
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		<title>Di: aladar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6679</link>
		<dc:creator>aladar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>ehi, carburo floro verde, ma non eri anche hormiguero ugoloso?? :-))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ehi, carburo floro verde, ma non eri anche hormiguero ugoloso?? :-))</p>
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		<title>Di: Nicoletta P.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6680</link>
		<dc:creator>Nicoletta P.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>E' una poesia che trovo...come dire....stimolante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una poesia che trovo&#8230;come dire&#8230;.stimolante.</p>
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		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6681</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, ma poi avevo cambiato nick. Elogio scrisse un post lunghissimo in cui massacrava uno per uno tutti quelli di Maltese. Drago per esempio era diventato Draghignazzo e gli capitavano le peggiori cose, io ero un benzinaio-pene vegetale, ecc. ecc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, ma poi avevo cambiato nick. Elogio scrisse un post lunghissimo in cui massacrava uno per uno tutti quelli di Maltese. Drago per esempio era diventato Draghignazzo e gli capitavano le peggiori cose, io ero un benzinaio-pene vegetale, ecc. ecc.</p>
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		<title>Di: Carlo Botulino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6682</link>
		<dc:creator>Carlo Botulino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ma non è che Zizzi, così verboso, assomigli a Cortellessa, anche d'aspetto??!!
Ammorbante, peeesaaaante!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma non è che Zizzi, così verboso, assomigli a Cortellessa, anche d&#8217;aspetto??!!<br />
Ammorbante, peeesaaaante!!!</p>
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		<title>Di: Graziano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6683</link>
		<dc:creator>Graziano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Questo poema 'in fieri', di cui un altro stralcio è apparso sull'ultimo numero di Nuovi argomenti, è una riflessione estetico-letteraria che Zizzi ha iniziato a intrecciare dal 2001, anno del crollo delle torri e dell'uscita di 'Scrivere sul fronte occidentale', un libro collettivo di cui Michelangelo non ha apprezzato tutto (anzi solo alcune e poche cose, a suo dire) ma che con ogni probabilità ha fornito una prima idea germinale al futuro lavoro. All'indomani dell'uscita di 'Occidente per principianti' di Lagioia, stimatissimo da Zizzi, e di altre scritture 'occidentaliste' (il Kamikaze di Scarpa, ad esempio), il poema si pone nel solco dell’elaborazione etico-letteraria di fine secolo, calamitata dallo scenario internazionale dominato dal (vero o presunto?) scontro tra civiltà.

Quanto a stile, nessun ritorno all'ordine, caro Andrea. Lo Zizzi polemista è tutt'altra cosa dallo Zizzi poeta, è una specie di realtà schizofrenica, quanto a modi e maniere naturalmente (altra cosa sono i contenuti), e ti auguro di non averci mai a che fare direttamente, visti i precedenti con Wu Ming 1 e 2, al limite della rissa, con Christian Raimo e, recentemente, il che francamente mi è anche un po' dispiaciuto, date le cattive maniere del ‘carnefice’ e il fondo pacifico della 'vittima', con Livio Romano. Quanto allo stile, dicevo, nessun ritorno all’ordine. Siamo nel solco delle precedenti opere di Zizzi, soprattutto ‘La casa cantoniera’, arricchite di una più matura riflessione letteraria e dalla influenze del romanzo moderno (Moresco su tutti, se pensiamo alla densità materica, di una materia degradata, di cui si nutrono questi versi). Con Zizzi, insomma, siamo in pieno barocco. Due nomi su tutti: Vittorio Bodini (l'ultimo, soprattutto, quello ‘industriale’) e Dylan Thomas (e su Bodini, Zizzi ha preparato la sua tesi di laurea, su Thomas ha scritto alcuni articoli) . Le immagini rampollano, dunque, una sull'altra, per geminazione spontanea, attrazione visiva o fonica, in un crescendo vertiginoso, in estenuanti gorghi visivi e canori, in catene e festoni analogici di gusto, potremmo dire, quasi marinettiano. Pure, ma è questione di gusti, in alcuni punti l’intreccio è troppo spesso, lo gnommero (direbbe Gadda) infittisce, e allora mi sembra che lo Zizzi migliore lo si incontri nei passi più pacifici, lineari, dove sembra attingere a pozzi di ispirazione più pura e libera da certo gioco e arzigogolo un po’ intellettualistico (“Immaginate ora altro: che vivete invece, / magari, magari, /
adesso qui, nel buio buono, con le famiglia in festa, a pic nic oltre porta, / con la radio accanto, i monitor delle iniziazioni, / le vostre spese a supermercati, / le discese dalle stazioni sciistiche. // O che morite immaginate – che è simile”, “E quel sangue? Tutto quel sangue? / Così tanto musicale nelle cicale delle tue vene”, “New York ora sei meno fittizia / città desolata che sole immagini / da nebulose stornate abitavano / gremendo come aquiloni del vuoto / d’oppio di vetrate vetrate vetrate / trucco zen”, “Così che la caduta dell’Occidente / mi pare ora una sorta di lapsus, / un respiro breve, / una figura della retorica.”).

Dato lo stile e l’argomentare del commento, poi, non mi stupirebbe se colui che si firma Alfonso Berardinelli, fosse lo stesso Michelangelo, istriotico come non mai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo poema &#8216;in fieri&#8217;, di cui un altro stralcio è apparso sull&#8217;ultimo numero di Nuovi argomenti, è una riflessione estetico-letteraria che Zizzi ha iniziato a intrecciare dal 2001, anno del crollo delle torri e dell&#8217;uscita di &#8216;Scrivere sul fronte occidentale&#8217;, un libro collettivo di cui Michelangelo non ha apprezzato tutto (anzi solo alcune e poche cose, a suo dire) ma che con ogni probabilità ha fornito una prima idea germinale al futuro lavoro. All&#8217;indomani dell&#8217;uscita di &#8216;Occidente per principianti&#8217; di Lagioia, stimatissimo da Zizzi, e di altre scritture &#8216;occidentaliste&#8217; (il Kamikaze di Scarpa, ad esempio), il poema si pone nel solco dell’elaborazione etico-letteraria di fine secolo, calamitata dallo scenario internazionale dominato dal (vero o presunto?) scontro tra civiltà.</p>
<p>Quanto a stile, nessun ritorno all&#8217;ordine, caro Andrea. Lo Zizzi polemista è tutt&#8217;altra cosa dallo Zizzi poeta, è una specie di realtà schizofrenica, quanto a modi e maniere naturalmente (altra cosa sono i contenuti), e ti auguro di non averci mai a che fare direttamente, visti i precedenti con Wu Ming 1 e 2, al limite della rissa, con Christian Raimo e, recentemente, il che francamente mi è anche un po&#8217; dispiaciuto, date le cattive maniere del ‘carnefice’ e il fondo pacifico della &#8216;vittima&#8217;, con Livio Romano. Quanto allo stile, dicevo, nessun ritorno all’ordine. Siamo nel solco delle precedenti opere di Zizzi, soprattutto ‘La casa cantoniera’, arricchite di una più matura riflessione letteraria e dalla influenze del romanzo moderno (Moresco su tutti, se pensiamo alla densità materica, di una materia degradata, di cui si nutrono questi versi). Con Zizzi, insomma, siamo in pieno barocco. Due nomi su tutti: Vittorio Bodini (l&#8217;ultimo, soprattutto, quello ‘industriale’) e Dylan Thomas (e su Bodini, Zizzi ha preparato la sua tesi di laurea, su Thomas ha scritto alcuni articoli) . Le immagini rampollano, dunque, una sull&#8217;altra, per geminazione spontanea, attrazione visiva o fonica, in un crescendo vertiginoso, in estenuanti gorghi visivi e canori, in catene e festoni analogici di gusto, potremmo dire, quasi marinettiano. Pure, ma è questione di gusti, in alcuni punti l’intreccio è troppo spesso, lo gnommero (direbbe Gadda) infittisce, e allora mi sembra che lo Zizzi migliore lo si incontri nei passi più pacifici, lineari, dove sembra attingere a pozzi di ispirazione più pura e libera da certo gioco e arzigogolo un po’ intellettualistico (“Immaginate ora altro: che vivete invece, / magari, magari, /<br />
adesso qui, nel buio buono, con le famiglia in festa, a pic nic oltre porta, / con la radio accanto, i monitor delle iniziazioni, / le vostre spese a supermercati, / le discese dalle stazioni sciistiche. // O che morite immaginate – che è simile”, “E quel sangue? Tutto quel sangue? / Così tanto musicale nelle cicale delle tue vene”, “New York ora sei meno fittizia / città desolata che sole immagini / da nebulose stornate abitavano / gremendo come aquiloni del vuoto / d’oppio di vetrate vetrate vetrate / trucco zen”, “Così che la caduta dell’Occidente / mi pare ora una sorta di lapsus, / un respiro breve, / una figura della retorica.”).</p>
<p>Dato lo stile e l’argomentare del commento, poi, non mi stupirebbe se colui che si firma Alfonso Berardinelli, fosse lo stesso Michelangelo, istriotico come non mai.</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6684</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Benvenuto Michelangelo. 
Con stima e affetto Emanuele.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuto Michelangelo.<br />
Con stima e affetto Emanuele.</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6685</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido molto questa tua analisi Graziano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido molto questa tua analisi Graziano.</p>
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		<title>Di: Andrea Cortellessa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6686</link>
		<dc:creator>Andrea Cortellessa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Mah, veramente... sentite la mia voce nasale? Come? Devo parlare più forte?? Datemi un microfono migliore, perdindirindina!!
Se Alfonso fosse Zizzi, come io credo - siamo una goccia d'acqua con michelangelo!-, allora, più che un istrione, il mio amico, che paura! ma tanto so' grosso!!! è un proprio un buffone.
Scusate ho digerito male er cacciucco alla liburnese!! Sgurp, blorp, prrrruuuuuu!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, veramente&#8230; sentite la mia voce nasale? Come? Devo parlare più forte?? Datemi un microfono migliore, perdindirindina!!<br />
Se Alfonso fosse Zizzi, come io credo - siamo una goccia d&#8217;acqua con michelangelo!-, allora, più che un istrione, il mio amico, che paura! ma tanto so&#8217; grosso!!! è un proprio un buffone.<br />
Scusate ho digerito male er cacciucco alla liburnese!! Sgurp, blorp, prrrruuuuuu!!!!</p>
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		<title>Di: Gianni Biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6687</link>
		<dc:creator>Gianni Biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Qui c'è gente che fuma roba tagliata male. Malissimo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qui c&#8217;è gente che fuma roba tagliata male. Malissimo.</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6688</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito di critici, da Alice:

Il canone oscillante
La letteratura italiana negli ultimi trent’anni

Fondazione Banco di Sicilia, Villa Zito, Viale della Libertà 52 - Palermo
24-26 novembre 2004 


Un convegno che si occupi del canone letterario degli ultimi trent’anni, dei suoi cambiamenti e delle modifiche del suo statuto, è importante per chiudere, almeno provvisoriamente, il Novecento. Questi ultimi trent’anni hanno operato mutamenti macroscopici nella definizione, emersione, ricezione del fatto letterario: è nata l’editoria di massa, ha vacillato l’autorevolezza della critica letteraria, l’invasione mediatica ha trasformato la scena culturale nazionale e internazionale, e sono emersi autori di altri continenti che hanno reso più provinciale l’Europa, tutto questo sul filo di un grande cambiamento epocale, storico e sociale. 
In questi trent’anni il Premio Mondello ha promosso nuove visibilità, autori nuovi e autori che venivano da molto lontano, dando modo anche al canone italiano di mobilitarsi in vista di nuove ipotesi critiche. Ricordiamo che, in assoluto anticipo con la loro consacrazione, il Premio è stato attribuito negli anni ad autori come da Milan Kundera, Seamus Heaney, Josè Saramago, V.S. Naipaul, Kenzaburo Oe e Wole Sojnka. 
Il convegno sarà un’occasione per discutere la famosa definizione di Harold Bloom, secondo la quale “uno dentro il canone irrompe solo per forza estetica” e cioè per “padronanza del linguaggio figurativo, originalità, capacità cognitiva, sapere, esuberanza espressiva”. E sarà la sede giusta per approfondire questioni di carattere teorico, per discutere gli aspetti legislativi del canone, se esso presupponga ancora una “lotta per la sopravvivenza” o se sia compatibile con l’idea stessa di democrazia: e qui torna centrale il rapporto tra canone e costellazione, tra canone e best-sellers, tra permanenza e evoluzione dell’opera letteraria. Non sfuggirà, a molti relatori, la complessa questione dell’“autorità” del testo e della sua relazione con l’esistenza di quella comunità di lettori utile a definire la forza di un autore canonico. Se questa comunità sia, oggi, una pura congettura sarà argomento di discussione. 
Infine attraverso gli esiti del convegno sarà possibile scrivere una mappa degli ultimi trent’anni, nella quale appariranno nomi nuovi e nella quale perderanno centralità nomi che sembravano sicuri. Di sicuro, vista la qualità e l’eterogeneità degli invitati, il Novecento sembrerà un secolo ancora tutto in movimento, ancora oscillante, e questa data palermitana sarà una tappa importante del processo, lentissimo, di assestamento del canone.

Alba Donati


Il programma

IL CANONE OSCILLANTE
La letteratura italiana negli ultimi trent’anni
Convegno 24-26 novembre

Fondazione Banco di Sicilia, VILLA ZITO, Viale della Libertà 52

Mercoledì 24, ore 16
Saluto del Sindaco di Palermo, Diego Cammarata
Introduzione del Presidente della Giuria del Premio Mondello, Gianni Puglisi
Presentazione, Alba Donati

Relazioni:
Cesare Segre, Le prospettive del canone
Giulio Ferroni, Decanonizzazioni 
Giorgio Ficara, Il canone salvato dai ragazzini?
Presiede Gianni Puglisi

Giovedì 25, ore 10
Alfonso Berardinelli, Postmodernità canonica
Remo Ceserani, Le antologie come strumenti di canonizzazione
Filippo La Porta, La dispersione dei canoni. Fine dell’autorità e rilancio dell’argomentazione
Marino Biondi Il canone feudale. A ognuno il suo.
Presiede Franco Cordelli

Giovedì 25, ore 16
Walter Siti, Il canone per chi?
Salvatore Silvano Nigro, Il caso Camilleri
Giuseppe Conte, Il deserto e il giardino, il nulla e l’anima 
Niva Lorenzini, “Piccoli indizi” e “vaste ombre”: corsi, ricorsi, trascorsi critici
Presiede Walter Pedullà

Venerdì 26, ore 10
Romano Luperini, Postmoderni e neomoderni. Intrecci, generazioni a confronto, fasi storiche 
Andrea Cortellessa, Un canone ‘per’ la contemporaneità
Michele Rak, La società letteraria e la rete Internet
Intervento di Les Murray
Presiede Franco Marenco

Venerdì 26, ore 16,30
Giuseppe Leonelli, Tre poeti: Penna, Bertolucci, Caproni
Renato Nisticò, Dal Canone alla Biblioteca: per una critica antropologicamente sostenibile
Intervento di George Steiner
Presiede Silvio Ramat
Conclusioni dell’Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Gianni Puglisi.

Il convegno è a cura di Alba Donati

Premio Mondello</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di critici, da Alice:</p>
<p>Il canone oscillante<br />
La letteratura italiana negli ultimi trent’anni</p>
<p>Fondazione Banco di Sicilia, Villa Zito, Viale della Libertà 52 - Palermo<br />
24-26 novembre 2004 </p>
<p>Un convegno che si occupi del canone letterario degli ultimi trent’anni, dei suoi cambiamenti e delle modifiche del suo statuto, è importante per chiudere, almeno provvisoriamente, il Novecento. Questi ultimi trent’anni hanno operato mutamenti macroscopici nella definizione, emersione, ricezione del fatto letterario: è nata l’editoria di massa, ha vacillato l’autorevolezza della critica letteraria, l’invasione mediatica ha trasformato la scena culturale nazionale e internazionale, e sono emersi autori di altri continenti che hanno reso più provinciale l’Europa, tutto questo sul filo di un grande cambiamento epocale, storico e sociale.<br />
In questi trent’anni il Premio Mondello ha promosso nuove visibilità, autori nuovi e autori che venivano da molto lontano, dando modo anche al canone italiano di mobilitarsi in vista di nuove ipotesi critiche. Ricordiamo che, in assoluto anticipo con la loro consacrazione, il Premio è stato attribuito negli anni ad autori come da Milan Kundera, Seamus Heaney, Josè Saramago, V.S. Naipaul, Kenzaburo Oe e Wole Sojnka.<br />
Il convegno sarà un’occasione per discutere la famosa definizione di Harold Bloom, secondo la quale “uno dentro il canone irrompe solo per forza estetica” e cioè per “padronanza del linguaggio figurativo, originalità, capacità cognitiva, sapere, esuberanza espressiva”. E sarà la sede giusta per approfondire questioni di carattere teorico, per discutere gli aspetti legislativi del canone, se esso presupponga ancora una “lotta per la sopravvivenza” o se sia compatibile con l’idea stessa di democrazia: e qui torna centrale il rapporto tra canone e costellazione, tra canone e best-sellers, tra permanenza e evoluzione dell’opera letteraria. Non sfuggirà, a molti relatori, la complessa questione dell’“autorità” del testo e della sua relazione con l’esistenza di quella comunità di lettori utile a definire la forza di un autore canonico. Se questa comunità sia, oggi, una pura congettura sarà argomento di discussione.<br />
Infine attraverso gli esiti del convegno sarà possibile scrivere una mappa degli ultimi trent’anni, nella quale appariranno nomi nuovi e nella quale perderanno centralità nomi che sembravano sicuri. Di sicuro, vista la qualità e l’eterogeneità degli invitati, il Novecento sembrerà un secolo ancora tutto in movimento, ancora oscillante, e questa data palermitana sarà una tappa importante del processo, lentissimo, di assestamento del canone.</p>
<p>Alba Donati</p>
<p>Il programma</p>
<p>IL CANONE OSCILLANTE<br />
La letteratura italiana negli ultimi trent’anni<br />
Convegno 24-26 novembre</p>
<p>Fondazione Banco di Sicilia, VILLA ZITO, Viale della Libertà 52</p>
<p>Mercoledì 24, ore 16<br />
Saluto del Sindaco di Palermo, Diego Cammarata<br />
Introduzione del Presidente della Giuria del Premio Mondello, Gianni Puglisi<br />
Presentazione, Alba Donati</p>
<p>Relazioni:<br />
Cesare Segre, Le prospettive del canone<br />
Giulio Ferroni, Decanonizzazioni<br />
Giorgio Ficara, Il canone salvato dai ragazzini?<br />
Presiede Gianni Puglisi</p>
<p>Giovedì 25, ore 10<br />
Alfonso Berardinelli, Postmodernità canonica<br />
Remo Ceserani, Le antologie come strumenti di canonizzazione<br />
Filippo La Porta, La dispersione dei canoni. Fine dell’autorità e rilancio dell’argomentazione<br />
Marino Biondi Il canone feudale. A ognuno il suo.<br />
Presiede Franco Cordelli</p>
<p>Giovedì 25, ore 16<br />
Walter Siti, Il canone per chi?<br />
Salvatore Silvano Nigro, Il caso Camilleri<br />
Giuseppe Conte, Il deserto e il giardino, il nulla e l’anima<br />
Niva Lorenzini, “Piccoli indizi” e “vaste ombre”: corsi, ricorsi, trascorsi critici<br />
Presiede Walter Pedullà</p>
<p>Venerdì 26, ore 10<br />
Romano Luperini, Postmoderni e neomoderni. Intrecci, generazioni a confronto, fasi storiche<br />
Andrea Cortellessa, Un canone ‘per’ la contemporaneità<br />
Michele Rak, La società letteraria e la rete Internet<br />
Intervento di Les Murray<br />
Presiede Franco Marenco</p>
<p>Venerdì 26, ore 16,30<br />
Giuseppe Leonelli, Tre poeti: Penna, Bertolucci, Caproni<br />
Renato Nisticò, Dal Canone alla Biblioteca: per una critica antropologicamente sostenibile<br />
Intervento di George Steiner<br />
Presiede Silvio Ramat<br />
Conclusioni dell’Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Gianni Puglisi.</p>
<p>Il convegno è a cura di Alba Donati</p>
<p>Premio Mondello</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: il figlio di Biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6689</link>
		<dc:creator>il figlio di Biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>oh biondì, come se quel che tu ti fumi, sia tagliato bene!! solo tu in questa riserva puoi sparare cazzate! càlmate e fai silenzio na vorta ogni tanto, nvece di lasciare le solite cacatine di piccione!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>oh biondì, come se quel che tu ti fumi, sia tagliato bene!! solo tu in questa riserva puoi sparare cazzate! càlmate e fai silenzio na vorta ogni tanto, nvece di lasciare le solite cacatine di piccione!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6690</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Graziano, sì che in queste poesie "Le immagini rampollano, dunque, una sull'altra, per geminazione spontanea, attrazione visiva o fonica, in un crescendo vertiginoso..." però Moresco è un'altra cosa, con Moresco spegni la luce e comincia il film, sei proprio in un altro mondo, mica immagini che rampollano: nei Canti del caos c'è sistema e Moresco non è matto. Poi nel suo film ci entri facilmente e ci rimani, niente parole strane al massimo un "cascomaschera", le parole ti scordi che sono parole (non sono similitudini, Moresco non ha bisogno di dire "come"), mentre in Zizzi le parole sono dei cartelli stradali per indicare un'immagine, sempre slegata da quella precedente, come se il proiettore saltasse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Graziano, sì che in queste poesie &#8220;Le immagini rampollano, dunque, una sull&#8217;altra, per geminazione spontanea, attrazione visiva o fonica, in un crescendo vertiginoso&#8230;&#8221; però Moresco è un&#8217;altra cosa, con Moresco spegni la luce e comincia il film, sei proprio in un altro mondo, mica immagini che rampollano: nei Canti del caos c&#8217;è sistema e Moresco non è matto. Poi nel suo film ci entri facilmente e ci rimani, niente parole strane al massimo un &#8220;cascomaschera&#8221;, le parole ti scordi che sono parole (non sono similitudini, Moresco non ha bisogno di dire &#8220;come&#8221;), mentre in Zizzi le parole sono dei cartelli stradali per indicare un&#8217;immagine, sempre slegata da quella precedente, come se il proiettore saltasse.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gianni Biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6691</link>
		<dc:creator>Gianni Biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>ho un figlio ribelle. Sarà per la roba che fumo, che non gliela offro mai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho un figlio ribelle. Sarà per la roba che fumo, che non gliela offro mai.</p>
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	<item>
		<title>Di: Graziano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6692</link>
		<dc:creator>Graziano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Andrea, non ho detto che Zizzi è Moresco. Ho detto che la densità materica ("i velli cerchiati di sangue", "trappole di vulve", "anatomie o atlanti assoluti / con tunnel vaginici, con canali bronchiali") fa pensare a Moresco. Zizzi, in un certo senso, si 'serve' di Moresco, cioè fa 'cortocircuitare' la materia degradata moreschiana con picchi orfici e metafisici, che gli sono propri. Insomma, quel cocktail di concreto e astratto, di basso e alto, che trovi in Rebora o, perché no?, nel Ferrari de "La franca sostanza del degrado". Cocktail che era già nella linea poetica zizziana, fin dai tempi della Casa cantoniera, ma in cui il versante del concreto attingeva allora a una materia ancora nobile, non bassa, vile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea, non ho detto che Zizzi è Moresco. Ho detto che la densità materica (&#8221;i velli cerchiati di sangue&#8221;, &#8220;trappole di vulve&#8221;, &#8220;anatomie o atlanti assoluti / con tunnel vaginici, con canali bronchiali&#8221;) fa pensare a Moresco. Zizzi, in un certo senso, si &#8217;serve&#8217; di Moresco, cioè fa &#8216;cortocircuitare&#8217; la materia degradata moreschiana con picchi orfici e metafisici, che gli sono propri. Insomma, quel cocktail di concreto e astratto, di basso e alto, che trovi in Rebora o, perché no?, nel Ferrari de &#8220;La franca sostanza del degrado&#8221;. Cocktail che era già nella linea poetica zizziana, fin dai tempi della Casa cantoniera, ma in cui il versante del concreto attingeva allora a una materia ancora nobile, non bassa, vile.</p>
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	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6693</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Zizzi, in ogni caso, è un enciclocefalo (o riddocerebro o bolgiadimenti)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Zizzi, in ogni caso, è un enciclocefalo (o riddocerebro o bolgiadimenti)</p>
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	<item>
		<title>Di: Graziano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6694</link>
		<dc:creator>Graziano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, Andrea (Inglese), condivido. E' una bellissima mente, Michelangelo. 
Per Andrea Barbieri: che nel poema di Michelangelo non ci sia "sistema" penso non si possa dire davanti a dei 'frammenti' (che di questo, qui, si tratta) e, se ho capito l'idea poematica di volute, ritorni, richiami, ramificazioni ecc. che ha Michelangelo, penso proprio che, a opera compiuta, 'sistema' ci sarà...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, Andrea (Inglese), condivido. E&#8217; una bellissima mente, Michelangelo.<br />
Per Andrea Barbieri: che nel poema di Michelangelo non ci sia &#8220;sistema&#8221; penso non si possa dire davanti a dei &#8216;frammenti&#8217; (che di questo, qui, si tratta) e, se ho capito l&#8217;idea poematica di volute, ritorni, richiami, ramificazioni ecc. che ha Michelangelo, penso proprio che, a opera compiuta, &#8217;sistema&#8217; ci sarà&#8230;</p>
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		<title>Di: il figlio di biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6695</link>
		<dc:creator>il figlio di biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Papà Biondì, quella roba tientela tu, non ne ho bisogno! Già da piccolo, a traviarmi!! E poi ti lamenti dei pariniani, uffa!! :-((

L'analisi perfetta su Zizzi l'ha fatta Andrea Barbieri. Bravo! Non offendiamo Moresco, non c'è paragone!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Papà Biondì, quella roba tientela tu, non ne ho bisogno! Già da piccolo, a traviarmi!! E poi ti lamenti dei pariniani, uffa!! :-((</p>
<p>L&#8217;analisi perfetta su Zizzi l&#8217;ha fatta Andrea Barbieri. Bravo! Non offendiamo Moresco, non c&#8217;è paragone!!</p>
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	<item>
		<title>Di: Gianni Biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6696</link>
		<dc:creator>Gianni Biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>il lavoro di Zizzi sulla lingua e sulle allegorie è impressionante. E' chiaro che Moresco non è Zizzi, ma lo sanno anche loro. Usano "forme" diverse. In questo senso Graziano ha ragione come, altrettanto, Andrea. 
Questa "cosa" non si legge facilmente, ma lascia nel cervello fotogrammi delineatissimi.

In quanto al mio figlioletto:
c'è una sostanziale differenza fra me e te. 
Io sparo cazzate innoque. Puoi cercare tutto quello che ho postato o commentato qui su NI e noterai che non ho mai insultato nessuno. Ho discusso, anche animatamente, ma solo sul piano delle idee. Ed ogni tanto sparo una cazzata.
E' come se, chiacchierando fra amici ogni tanto qualcuno facesse una battuta. Si fa, alleggerisce il discorso. Bisogna fare le cose seriamente senza prendersi troppo sul serio, io la vedo così.
Tu, invece insulti ad personam. Questa è la differenza.
Credi che non ne sarei capace? Io sono un professionista dell'insulto, ma non mi interessa, non mi piace questo gioco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il lavoro di Zizzi sulla lingua e sulle allegorie è impressionante. E&#8217; chiaro che Moresco non è Zizzi, ma lo sanno anche loro. Usano &#8220;forme&#8221; diverse. In questo senso Graziano ha ragione come, altrettanto, Andrea.<br />
Questa &#8220;cosa&#8221; non si legge facilmente, ma lascia nel cervello fotogrammi delineatissimi.</p>
<p>In quanto al mio figlioletto:<br />
c&#8217;è una sostanziale differenza fra me e te.<br />
Io sparo cazzate innoque. Puoi cercare tutto quello che ho postato o commentato qui su NI e noterai che non ho mai insultato nessuno. Ho discusso, anche animatamente, ma solo sul piano delle idee. Ed ogni tanto sparo una cazzata.<br />
E&#8217; come se, chiacchierando fra amici ogni tanto qualcuno facesse una battuta. Si fa, alleggerisce il discorso. Bisogna fare le cose seriamente senza prendersi troppo sul serio, io la vedo così.<br />
Tu, invece insulti ad personam. Questa è la differenza.<br />
Credi che non ne sarei capace? Io sono un professionista dell&#8217;insulto, ma non mi interessa, non mi piace questo gioco.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6697</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Io penso che Moresco, per un dono naturale, non "scrive" ma "installa", mi sembra veramente che lui vada a prendere delle cose e le appoggi davanti a me, delle cose che esistono (non esistono solo le sue combinazioni, ma non esistono nemmeno quelle di Kounellis). Quando lo leggo entro anch'io in quegli accrocchi di roba familiare, mentre Zizzi continua a usare solo parole, fa ronfare con roba surrealista tipo "in Nilo nero/
mulinando su sarcofagi d’enigma/"
quella che non è domanda [...]". 
L'immagine può essere riprodotta come ti pare, ma deve essere semplice altrimenti non funziona e a me rimangono davanti solo parole. Hai presente i lavori di quell'artista che fa, uhm, diciamo cartoni animati, William Kentridge, hai presente come sono semplici le sue immagini, non so un uomo in una stanza in doppiopetto immerso nell'acqua che sale. Vabe' oppure Kounellis, travi di ferro che schiacciano delle scarpe. Poi se vuoi fare un film, allora queste immagini efficaci le metti in sequenza, allora io spengo la luce e entro dentro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io penso che Moresco, per un dono naturale, non &#8220;scrive&#8221; ma &#8220;installa&#8221;, mi sembra veramente che lui vada a prendere delle cose e le appoggi davanti a me, delle cose che esistono (non esistono solo le sue combinazioni, ma non esistono nemmeno quelle di Kounellis). Quando lo leggo entro anch&#8217;io in quegli accrocchi di roba familiare, mentre Zizzi continua a usare solo parole, fa ronfare con roba surrealista tipo &#8220;in Nilo nero/<br />
mulinando su sarcofagi d’enigma/&#8221;<br />
quella che non è domanda [...]&#8220;.<br />
L&#8217;immagine può essere riprodotta come ti pare, ma deve essere semplice altrimenti non funziona e a me rimangono davanti solo parole. Hai presente i lavori di quell&#8217;artista che fa, uhm, diciamo cartoni animati, William Kentridge, hai presente come sono semplici le sue immagini, non so un uomo in una stanza in doppiopetto immerso nell&#8217;acqua che sale. Vabe&#8217; oppure Kounellis, travi di ferro che schiacciano delle scarpe. Poi se vuoi fare un film, allora queste immagini efficaci le metti in sequenza, allora io spengo la luce e entro dentro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: il figlio di biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2004/11/11/da-la-caduta-occidentale/#comment-6698</link>
		<dc:creator>il figlio di biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=703#comment-6698</guid>
		<description>Ehi, papà, veramente non credo di averti offeso; è facile fare la vittima! solo perchè ho detto che lasci cacatine di piccione spesso e volentieri? Forse non è vero? Non c'è nulla di male, sai. L'importante che non te ne esci col politicamente corretto che spesso utilizzi.
Mamma mia, chiamo lei, che è meglio! Suscettibili i papà maschi!!

Quanto a Zizzi: maniera di maniera, sforbiciata maniera.Giri, rigiri, volute, capovolte...e poi...ti guardi un po' attorno, cerchi nel cervello, nelle mani...e cosa ti resta? na sbobba per nulla filtrata. Ma la poesia è "anche", ma non soprattutto, questo!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ehi, papà, veramente non credo di averti offeso; è facile fare la vittima! solo perchè ho detto che lasci cacatine di piccione spesso e volentieri? Forse non è vero? Non c&#8217;è nulla di male, sai. L&#8217;importante che non te ne esci col politicamente corretto che spesso utilizzi.<br />
Mamma mia, chiamo lei, che è meglio! Suscettibili i papà maschi!!</p>
<p>Quanto a Zizzi: maniera di maniera, sforbiciata maniera.Giri, rigiri, volute, capovolte&#8230;e poi&#8230;ti guardi un po&#8217; attorno, cerchi nel cervello, nelle mani&#8230;e cosa ti resta? na sbobba per nulla filtrata. Ma la poesia è &#8220;anche&#8221;, ma non soprattutto, questo!!!</p>
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