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	<title>Commenti a: I &#8220;misteri&#8221; di Piazza Fontana</title>
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	<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 21:40:20 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Vincenzo Garzillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/02/13/i-misteri-di-piazza-fontana/#comment-7381</link>
		<dc:creator>Vincenzo Garzillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Alcune osservazioni personali, stimolate da questa lettura.
Proprio l'altro giorno passavo da piazza Fontana e mi rendevo conto di non ricordare più il nome della banca in cui era esplosa la bomba. Mi sembrava la Banca Nazionale dell'Agricoltura, ma vedendola ancora lì al suo posto mi son detto, irrazionalmente: "Beh, se è ancora in piedi vuol dire che non era quella". Come se non fossero passati più di trent'anni, (in trent'anni si fa in tempo a riparare i danni). O come se dovesse esserci per forza un "Ground Zero" per ogni attentato. Oggi mi dico che purtroppo il vero Ground Zero non l'hanno fatto i "terroristi" sui bersagli degli attentati, ma qualcun altro sulle indagini che riguardavano gli attentati. 
La storia si ripete ogni volta, tristemente identica. La verità, storica o giuridica, arriva, se arriva, dopo decenni, quando ormai i fatti hanno assunto i tratti nebulosi di antiche leggende e le persone coinvolte non sono più che vaghi nomi, gente già morta o comunque fuori dai giochi politici e dal coinvolgimento penale. Gli esempi sono infiniti, tanti a destra quanti a sinistra. Per dirne uno, sempre in questi giorni va in scena la ricoperta delle foibe. Che dire della "Ragion di Stato" invocata da DC e PCI? Che dire della strumentalizzazione della destra attuale? Mi viene da dire solo che siamo in una democrazia. Che la gente dovrebbe essere informata, sapere, conoscere le cose. E saperle in tempo, naturalmente, perché abbia senso uno dei pilastri della democrazia, ossia il voto. Sento a volte denunciare il fatto che siamo in una "democrazia formale, non reale". Io la chiamerei invece "democrazia reale" proprio perché questo che stiamo vivendo, e solo questo, è l'esito storico, fattuale, della Rivoluzione Francese.
E allora mi chiedo: di chi è la colpa? Di chi è la responsabilità? Di tutti, di nessuno, dei pochi?
Personalmente, ho deciso di guardarla in faccia questa famosa democrazia.
Per questo sto seguendo con grande interesse gli interventi su "Giornalismo e Verità". Mi sembra un tassello irrinunciabile nel quadro di riflessioni che intitolerei "Democrazia e Verità", oppure, ancora più su: "Potere e Verità". 
Aggiungo che sempre oggi sta accadendo un'altra cosa che mi fa interrogare sulla reale gestione del potere in democrazia. E' in atto una guerra (anzi, più di una) i cui responsabili sono e resteranno impuniti. Non gli succederà nulla. Niente Norimberga. O forse succederà fra 100 anni, come episodio di una Saga, o di una fiction?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune osservazioni personali, stimolate da questa lettura.<br />
Proprio l&#8217;altro giorno passavo da piazza Fontana e mi rendevo conto di non ricordare più il nome della banca in cui era esplosa la bomba. Mi sembrava la Banca Nazionale dell&#8217;Agricoltura, ma vedendola ancora lì al suo posto mi son detto, irrazionalmente: &#8220;Beh, se è ancora in piedi vuol dire che non era quella&#8221;. Come se non fossero passati più di trent&#8217;anni, (in trent&#8217;anni si fa in tempo a riparare i danni). O come se dovesse esserci per forza un &#8220;Ground Zero&#8221; per ogni attentato. Oggi mi dico che purtroppo il vero Ground Zero non l&#8217;hanno fatto i &#8220;terroristi&#8221; sui bersagli degli attentati, ma qualcun altro sulle indagini che riguardavano gli attentati.<br />
La storia si ripete ogni volta, tristemente identica. La verità, storica o giuridica, arriva, se arriva, dopo decenni, quando ormai i fatti hanno assunto i tratti nebulosi di antiche leggende e le persone coinvolte non sono più che vaghi nomi, gente già morta o comunque fuori dai giochi politici e dal coinvolgimento penale. Gli esempi sono infiniti, tanti a destra quanti a sinistra. Per dirne uno, sempre in questi giorni va in scena la ricoperta delle foibe. Che dire della &#8220;Ragion di Stato&#8221; invocata da DC e PCI? Che dire della strumentalizzazione della destra attuale? Mi viene da dire solo che siamo in una democrazia. Che la gente dovrebbe essere informata, sapere, conoscere le cose. E saperle in tempo, naturalmente, perché abbia senso uno dei pilastri della democrazia, ossia il voto. Sento a volte denunciare il fatto che siamo in una &#8220;democrazia formale, non reale&#8221;. Io la chiamerei invece &#8220;democrazia reale&#8221; proprio perché questo che stiamo vivendo, e solo questo, è l&#8217;esito storico, fattuale, della Rivoluzione Francese.<br />
E allora mi chiedo: di chi è la colpa? Di chi è la responsabilità? Di tutti, di nessuno, dei pochi?<br />
Personalmente, ho deciso di guardarla in faccia questa famosa democrazia.<br />
Per questo sto seguendo con grande interesse gli interventi su &#8220;Giornalismo e Verità&#8221;. Mi sembra un tassello irrinunciabile nel quadro di riflessioni che intitolerei &#8220;Democrazia e Verità&#8221;, oppure, ancora più su: &#8220;Potere e Verità&#8221;.<br />
Aggiungo che sempre oggi sta accadendo un&#8217;altra cosa che mi fa interrogare sulla reale gestione del potere in democrazia. E&#8217; in atto una guerra (anzi, più di una) i cui responsabili sono e resteranno impuniti. Non gli succederà nulla. Niente Norimberga. O forse succederà fra 100 anni, come episodio di una Saga, o di una fiction?</p>
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		<title>Di: Vincenzo Garzillo</title>
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		<dc:creator>Vincenzo Garzillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Dimenticavo. Ho due cose da chiedere. Che cosa rappresenta la sigla SUTTVUESS, che ha prodotto il documentario "12 dicembre"? E se e dove è possibile vederlo.


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