Marco Berisso
I nostri nomi
ho sillabato il tuo nome, nel buio,
poi l’ho diviso in lettere,
l’ho preso tra le labbra, per una volta ancora,
dicendolo così, come se fosse
la prima volta,
per risentirlo dentro la mia testa
e a ogni suono che usciva silenzioso
era un pezzo di te che componevo,
era la vampa, gli anni, le figure,
le mille posizioni,
erano i nostri corpi e i nostri nomi,
legati in noi, in me,
di una sostanza
[Marco Berisso, Annali, Salerno, Oèdipus, 2002]









Un commento
Ancora parole e corpi.
Sillabe, lettere, suoni, figure.
Parti. Sezioni. Frammenti (del discorso amoroso).