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	<title>Commenti a: DOGVILLEOvvero un trattato di Teologia Politica per capire il nostro Tempo</title>
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		<title>Di: calma</title>
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		<dc:creator>calma</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>dogville - come tutto il cinema di von trier - è anche un capolvoro di ironia, nel senso etimologico del termine.
tutto quello che scrivi (bè, diciamo quasi tutto) c&#039;è, ma è presentato con un distacco evidente (brechtiano?), che rende impossibile leggere il film semplicemente come un trattato teologico.
trier è anche un furbo e un burlone. sembra desiderare che lo spettatore creda nei suo film più di quanto non ci creda lui stesso.
pare che nel tuo caso ce l&#039;abbia fatta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dogville &#8211; come tutto il cinema di von trier &#8211; è anche un capolvoro di ironia, nel senso etimologico del termine.<br />
tutto quello che scrivi (bè, diciamo quasi tutto) c&#8217;è, ma è presentato con un distacco evidente (brechtiano?), che rende impossibile leggere il film semplicemente come un trattato teologico.<br />
trier è anche un furbo e un burlone. sembra desiderare che lo spettatore creda nei suo film più di quanto non ci creda lui stesso.<br />
pare che nel tuo caso ce l&#8217;abbia fatta.</p>
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		<title>Di: marco alderano rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/06/dogvilleovvero-un-trattato-di-teologia-politica-per-capire-il-nostro-tempo/#comment-7857</link>
		<dc:creator>marco alderano rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Che von Trier sia furbo, lo penso anch&#039;io. Altrimenti non avrebbe fatto Dancer in the dark... Per quanto mi riguarda, ho tentato di esporre il discorso che sorregge il film - ed è questo discorso che per me è decisivo. Tu concordi che questo ci sia. Bene. Non ho certo scritto di aver esaurito tutto quello che c&#039;era da dire di Dogville - e tantomeno del cinema di von Trier, e della sua cifra ironica, distanziatrice, cosa su cui sono d&#039;accordo (se devo parlare dello stile, devo dire di essere stato coinvolto proprio da questa distanza, che mi ha trascinato, per così dire, nel &#039;vivo dell&#039;astrazione&#039;).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che von Trier sia furbo, lo penso anch&#8217;io. Altrimenti non avrebbe fatto Dancer in the dark&#8230; Per quanto mi riguarda, ho tentato di esporre il discorso che sorregge il film &#8211; ed è questo discorso che per me è decisivo. Tu concordi che questo ci sia. Bene. Non ho certo scritto di aver esaurito tutto quello che c&#8217;era da dire di Dogville &#8211; e tantomeno del cinema di von Trier, e della sua cifra ironica, distanziatrice, cosa su cui sono d&#8217;accordo (se devo parlare dello stile, devo dire di essere stato coinvolto proprio da questa distanza, che mi ha trascinato, per così dire, nel &#8216;vivo dell&#8217;astrazione&#8217;).</p>
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		<title>Di: vins gallico</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/06/dogvilleovvero-un-trattato-di-teologia-politica-per-capire-il-nostro-tempo/#comment-7858</link>
		<dc:creator>vins gallico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Oh, Alderano, a me DITD è piaciuto e non poco. Perché gli dici così male?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oh, Alderano, a me DITD è piaciuto e non poco. Perché gli dici così male?</p>
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		<title>Di: emmina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/06/dogvilleovvero-un-trattato-di-teologia-politica-per-capire-il-nostro-tempo/#comment-7859</link>
		<dc:creator>emmina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Eh, dai, meno male ci sono diversi livelli di lettura! Un film di denuncia. O un film involutivamente esibizionista. O un film ironico. O un film supermetaforico. O un film di attualità. O un film schematico, dalla scenografia al plot. O un film catastrofico. O un film teatrale. O un film fatalista. O un film....
Devo dire, comunque, che ciò che ha scritto Marco Alderano Rovelli mi è piaciuto. Più che altro perché credo sia molto difficile scremare questo capolavoro di L.V.T. da tutti gli altri possibili significati, mettere una sbarra a tutte le stradine secondarie (e alle autostrade, magari) e concentrarsi solo su un&#039;interpretazione in modo così netto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eh, dai, meno male ci sono diversi livelli di lettura! Un film di denuncia. O un film involutivamente esibizionista. O un film ironico. O un film supermetaforico. O un film di attualità. O un film schematico, dalla scenografia al plot. O un film catastrofico. O un film teatrale. O un film fatalista. O un film&#8230;.<br />
Devo dire, comunque, che ciò che ha scritto Marco Alderano Rovelli mi è piaciuto. Più che altro perché credo sia molto difficile scremare questo capolavoro di L.V.T. da tutti gli altri possibili significati, mettere una sbarra a tutte le stradine secondarie (e alle autostrade, magari) e concentrarsi solo su un&#8217;interpretazione in modo così netto.</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/06/dogvilleovvero-un-trattato-di-teologia-politica-per-capire-il-nostro-tempo/#comment-7860</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Bisognerebbe finirla con questa storia banale e sciocca per cui se uno è furbo e burlone e vuole offrici in pasto le sue maschere, la mancanza di sincerità significherebbe assenza di verità. Non è così antropologicamente. E&#039; un ingenuo psicologismo che continua a permanere come una dogma morale, mentre invece è la falsità della morale, di cui la sincerità è un perno portante.
La figura delò trickster e del fool niente ha da insegnare ai moralisti? 
 Von Trier è un gran regista e ha la capacità di spiazzare, di lasciare segno nello spettatore. Non è a mio parere un regista concettuale come quell&#039;altro grande regista che è stato presentato da Raul Montanari. Von Trier è un sintomologo. 
Ho letto con molto interesse e piacere questa lettura intelligente di Marco Alderano Rovelli, che scrive cose molto istruttive, e certi suoi passaggi su cui concordo moltissimo (sarà perchè mi sento e mi definisco un anarchico platonico?).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisognerebbe finirla con questa storia banale e sciocca per cui se uno è furbo e burlone e vuole offrici in pasto le sue maschere, la mancanza di sincerità significherebbe assenza di verità. Non è così antropologicamente. E&#8217; un ingenuo psicologismo che continua a permanere come una dogma morale, mentre invece è la falsità della morale, di cui la sincerità è un perno portante.<br />
La figura delò trickster e del fool niente ha da insegnare ai moralisti?<br />
 Von Trier è un gran regista e ha la capacità di spiazzare, di lasciare segno nello spettatore. Non è a mio parere un regista concettuale come quell&#8217;altro grande regista che è stato presentato da Raul Montanari. Von Trier è un sintomologo.<br />
Ho letto con molto interesse e piacere questa lettura intelligente di Marco Alderano Rovelli, che scrive cose molto istruttive, e certi suoi passaggi su cui concordo moltissimo (sarà perchè mi sento e mi definisco un anarchico platonico?).</p>
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		<title>Di: emmina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/06/dogvilleovvero-un-trattato-di-teologia-politica-per-capire-il-nostro-tempo/#comment-7861</link>
		<dc:creator>emmina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Certo se si va a rileggere il manifesto di Dogma 95, sebbene di 10 anni fa, si puo&#039; anche eliminare il dubbio che L.V.T. sia &quot;un furbo e un burlone&quot;, visto che vi si dichiara che - dato che &quot;l&#039;obiettivo supremo&quot; dei cineasti decadenti è ingannare il pubblico - proprio a questo inganno ci si vuole contrapporre. &quot;Per DOGMA 95 il cinema non è illusione!&quot;.
Poi mah, certo, illusione non vuol dire ironia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo se si va a rileggere il manifesto di Dogma 95, sebbene di 10 anni fa, si puo&#8217; anche eliminare il dubbio che L.V.T. sia &#8220;un furbo e un burlone&#8221;, visto che vi si dichiara che &#8211; dato che &#8220;l&#8217;obiettivo supremo&#8221; dei cineasti decadenti è ingannare il pubblico &#8211; proprio a questo inganno ci si vuole contrapporre. &#8220;Per DOGMA 95 il cinema non è illusione!&#8221;.<br />
Poi mah, certo, illusione non vuol dire ironia.</p>
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		<title>Di: emmina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/06/dogvilleovvero-un-trattato-di-teologia-politica-per-capire-il-nostro-tempo/#comment-7862</link>
		<dc:creator>emmina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Però poi vengono dubbi leggendo notizie come queste:

Lars Von Trier si autocensura  
&quot;Il regista danese Lars Von Trier ha provveduto a tagliare una scena del suo nuovo film, &quot;Manderlay&quot;. 
Si tratta di una sequenza molto cruenta nella quale viene uccisa una scimmia per essere mangiata. Trier ha deciso di tagliarla dopo le numerose proteste degli animalisti, e per evitare che l&#039;attenzione si concentrasse solo su questo, mettendo in secondo piano la portata politica e sociale del film. 
Manderlay è una sorta di sequel di &quot;Dogville&quot; che fa parte della trilogia americana di Von Trier ed evoca la schiavitù nel Sud degli Stati Uniti durante gli anni &#039;30. Nel cast Willem Dafoe e Lauren Bacall&quot;.
(ANSA) ROMA, 4 MAR 

Nel voto di castità di Dogma 95 c&#039;era un punto che diceva:
&quot;Il film non deve contenere azioni superficiali (omicidi, armi ecc. non devono essere ripresi in nessun caso).&quot;

magari non valeva per le scimmie (?)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Però poi vengono dubbi leggendo notizie come queste:</p>
<p>Lars Von Trier si autocensura<br />
&#8220;Il regista danese Lars Von Trier ha provveduto a tagliare una scena del suo nuovo film, &#8220;Manderlay&#8221;.<br />
Si tratta di una sequenza molto cruenta nella quale viene uccisa una scimmia per essere mangiata. Trier ha deciso di tagliarla dopo le numerose proteste degli animalisti, e per evitare che l&#8217;attenzione si concentrasse solo su questo, mettendo in secondo piano la portata politica e sociale del film.<br />
Manderlay è una sorta di sequel di &#8220;Dogville&#8221; che fa parte della trilogia americana di Von Trier ed evoca la schiavitù nel Sud degli Stati Uniti durante gli anni &#8216;30. Nel cast Willem Dafoe e Lauren Bacall&#8221;.<br />
(ANSA) ROMA, 4 MAR </p>
<p>Nel voto di castità di Dogma 95 c&#8217;era un punto che diceva:<br />
&#8220;Il film non deve contenere azioni superficiali (omicidi, armi ecc. non devono essere ripresi in nessun caso).&#8221;</p>
<p>magari non valeva per le scimmie (?)</p>
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		<title>Di: Sonny Dritto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/06/dogvilleovvero-un-trattato-di-teologia-politica-per-capire-il-nostro-tempo/#comment-7863</link>
		<dc:creator>Sonny Dritto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Von Trier è furbo come tutti i grandi artisti. Viva i furbi, viva Von Trier!
Bel pezzo, anche se Dancer in the Dark è molto bello, molto bello.
Furbo è bello!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Von Trier è furbo come tutti i grandi artisti. Viva i furbi, viva Von Trier!<br />
Bel pezzo, anche se Dancer in the Dark è molto bello, molto bello.<br />
Furbo è bello!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marco alderano rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/06/dogvilleovvero-un-trattato-di-teologia-politica-per-capire-il-nostro-tempo/#comment-7864</link>
		<dc:creator>marco alderano rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Luminamenti, mi rende felice questo con.cordare con l&#039;anarchico platonico - per il quale, sia detto, nutro molta stima. 
Quanto a Dancer in the dark: Ciò che mi ha tenuto lontano è stato, credo, l&#039;itinerario dell&#039;eroina, esposto e prevedibile. Tutto bianco/nero: il buono e il cattivo, la realtà e il sogno... In Dogville invece, quello che ho apprezzato (ma prima di tutto, non essendo un critico: quello di cui ho gioito, quello da cui sono stato investito) è stata l&#039;estrema lucidità, geometrica direi, del suo discorso: un discorso potente proprio perchè non c&#039;è polarizzazione, ma si concentra sulla zona grigia, come ho già detto, quella zona di indistinzione tra l&#039;uomo, l&#039;angelo e la belva, tra l&#039;umano e l&#039;inumano. Questa è a mio parere la grandezza di dogville, che manca a Dancer in the dark. Potrei dire, forse, che in DID c&#039;è una Bjork di troppo e una Grace in meno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Luminamenti, mi rende felice questo con.cordare con l&#8217;anarchico platonico &#8211; per il quale, sia detto, nutro molta stima.<br />
Quanto a Dancer in the dark: Ciò che mi ha tenuto lontano è stato, credo, l&#8217;itinerario dell&#8217;eroina, esposto e prevedibile. Tutto bianco/nero: il buono e il cattivo, la realtà e il sogno&#8230; In Dogville invece, quello che ho apprezzato (ma prima di tutto, non essendo un critico: quello di cui ho gioito, quello da cui sono stato investito) è stata l&#8217;estrema lucidità, geometrica direi, del suo discorso: un discorso potente proprio perchè non c&#8217;è polarizzazione, ma si concentra sulla zona grigia, come ho già detto, quella zona di indistinzione tra l&#8217;uomo, l&#8217;angelo e la belva, tra l&#8217;umano e l&#8217;inumano. Questa è a mio parere la grandezza di dogville, che manca a Dancer in the dark. Potrei dire, forse, che in DID c&#8217;è una Bjork di troppo e una Grace in meno.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Franz Krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/06/dogvilleovvero-un-trattato-di-teologia-politica-per-capire-il-nostro-tempo/#comment-7865</link>
		<dc:creator>Franz Krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Però... Dancer è un musical rivoluzionario. Von Trier ha girato un musical, cioè è entrato in un genere che più genere non si puo&#039;, e l&#039;ha stravolto. Ha reinventato il musical, in qualche modo. Dogville è proprio un&#039;altra cosa. Due film, questi, che io personalmente ritengo straordinari ciascuno a suo modo. Mi defilo prontamente;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Però&#8230; Dancer è un musical rivoluzionario. Von Trier ha girato un musical, cioè è entrato in un genere che più genere non si puo&#8217;, e l&#8217;ha stravolto. Ha reinventato il musical, in qualche modo. Dogville è proprio un&#8217;altra cosa. Due film, questi, che io personalmente ritengo straordinari ciascuno a suo modo. Mi defilo prontamente;-)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Elio Paoloni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/06/dogvilleovvero-un-trattato-di-teologia-politica-per-capire-il-nostro-tempo/#comment-7866</link>
		<dc:creator>Elio Paoloni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Molto defilato anch&#039;io, vorrei solo dire che a volte si discute dei film un po&#039; &quot;alla Moravia&quot;. Moravia nella sua rubrica cominciava così: il film dice che... e continuava esponendo, approvando o confutando, la tesi del film. Dava l&#039;impressione, anzi lo dichiarava (non mi intendo di fotografia, movimenti e recitazione) di occuparsi unicamente del lavoro dello sceneggiatore, anzi del soggettista. Niente di male. A volte giudichiamo un film – o un romanzo – sulla base della nostra opinione del mondo. 
Sarebbe importante capire anche, a parte la furbizia o l’onestà del regista, se il film ci ha divertito. Non sto a spiegare che questo “divertimento” è qualcosa di molto diverso dal sollazzarsi. 
Insomma, abbiamo goduto o il troppo brechtiano ci ha raffreddati troppo? E’ una domanda che pongo a me stesso senza riuscire a darmi risposta. Confonde il quadro anche la presenza di quell’attrice. E’ una che mi raggela, mi allontana anche dai film non brechtiani. So solo che non lo rivedrei una seconda volta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto defilato anch&#8217;io, vorrei solo dire che a volte si discute dei film un po&#8217; &#8220;alla Moravia&#8221;. Moravia nella sua rubrica cominciava così: il film dice che&#8230; e continuava esponendo, approvando o confutando, la tesi del film. Dava l&#8217;impressione, anzi lo dichiarava (non mi intendo di fotografia, movimenti e recitazione) di occuparsi unicamente del lavoro dello sceneggiatore, anzi del soggettista. Niente di male. A volte giudichiamo un film – o un romanzo – sulla base della nostra opinione del mondo.<br />
Sarebbe importante capire anche, a parte la furbizia o l’onestà del regista, se il film ci ha divertito. Non sto a spiegare che questo “divertimento” è qualcosa di molto diverso dal sollazzarsi.<br />
Insomma, abbiamo goduto o il troppo brechtiano ci ha raffreddati troppo? E’ una domanda che pongo a me stesso senza riuscire a darmi risposta. Confonde il quadro anche la presenza di quell’attrice. E’ una che mi raggela, mi allontana anche dai film non brechtiani. So solo che non lo rivedrei una seconda volta.</p>
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	<item>
		<title>Di: marco alderano rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/06/dogvilleovvero-un-trattato-di-teologia-politica-per-capire-il-nostro-tempo/#comment-7867</link>
		<dc:creator>marco alderano rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=1004#comment-7867</guid>
		<description>Franz, non posso che rispettare il tuo parere, anche perchè io credo (e qui, contemporaneamente, vengo a Elio) che sia anzitutto una questione di godimento - di jouissance... Dogville non mi ha divertito: mi ha tenuto in pugno. Dancer in the dark no. (Credo che in alcuni film vi siano ottimi motivi tanto per amarli quanto per odiarli, insomma).
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Franz, non posso che rispettare il tuo parere, anche perchè io credo (e qui, contemporaneamente, vengo a Elio) che sia anzitutto una questione di godimento &#8211; di jouissance&#8230; Dogville non mi ha divertito: mi ha tenuto in pugno. Dancer in the dark no. (Credo che in alcuni film vi siano ottimi motivi tanto per amarli quanto per odiarli, insomma).</p>
]]></content:encoded>
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