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	<title>Commenti a: L&#8217;infibulatore  #2</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 06:26:54 +0000</pubDate>
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		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/17/linfibulatore-2/#comment-8135</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Il complottismo è consolatorio e rassicurante perché è una cosmogonia, ci dice che i fatti del mondo ubbidiscono a un disegno e a delle leggi precise, il cui artefice - il c.d. Grande Vecchio - è raffigurato in modo non dissimile, seppur caricaturale, dal Dio che compare negli occhielli di tante annunciazioni (anziano e barbuto). E, a ben vedere, in molti di questi best seller l'elemento culturale, o pseudoculturale, è presente proprio per nobilitare e gratificare chi ne è totalmente digiuno, cioè il lettore occasionale e sporadico, l'unico in grado di decretarne l'enorme successo. Perfino la vulgata turistica dell'arte, secondo la quale questa viene intesa essenzialmente come svago, diversivo al presente, immersione in un passato rappresentato in modo aneddotico, ne esce rafforzata e confermata, perché in sostanza si discreditano secoli di interpretazioni critiche e fiumi di inchiostro di specialisti. Ciononostante, temo che le dotte e puntuali confutazioni come questa ed altre finiscano in qualche modo per alimentare la curiosità, vengano percepite come elementi dialettici di un dibattito il cui senso ultimo è che questi libri sono meritevoli di attenzione. Sarà snobistico,ma io preferisco ignorarli. Come diceva mirabilmente Scheiwiller: "non l'ho letto e non mi piace". C'è così poco tempo libero a disposizione e così tanti bei libri da leggere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il complottismo è consolatorio e rassicurante perché è una cosmogonia, ci dice che i fatti del mondo ubbidiscono a un disegno e a delle leggi precise, il cui artefice - il c.d. Grande Vecchio - è raffigurato in modo non dissimile, seppur caricaturale, dal Dio che compare negli occhielli di tante annunciazioni (anziano e barbuto). E, a ben vedere, in molti di questi best seller l&#8217;elemento culturale, o pseudoculturale, è presente proprio per nobilitare e gratificare chi ne è totalmente digiuno, cioè il lettore occasionale e sporadico, l&#8217;unico in grado di decretarne l&#8217;enorme successo. Perfino la vulgata turistica dell&#8217;arte, secondo la quale questa viene intesa essenzialmente come svago, diversivo al presente, immersione in un passato rappresentato in modo aneddotico, ne esce rafforzata e confermata, perché in sostanza si discreditano secoli di interpretazioni critiche e fiumi di inchiostro di specialisti. Ciononostante, temo che le dotte e puntuali confutazioni come questa ed altre finiscano in qualche modo per alimentare la curiosità, vengano percepite come elementi dialettici di un dibattito il cui senso ultimo è che questi libri sono meritevoli di attenzione. Sarà snobistico,ma io preferisco ignorarli. Come diceva mirabilmente Scheiwiller: &#8220;non l&#8217;ho letto e non mi piace&#8221;. C&#8217;è così poco tempo libero a disposizione e così tanti bei libri da leggere&#8230;</p>
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		<title>Di: luminamenti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/17/linfibulatore-2/#comment-8136</link>
		<dc:creator>luminamenti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>C'è un evidente (falso) bisogno semiotico nel successo editoriale, quindi nella massa dei suoi lettori, estimatori.
Penetrato dalle accademie strutturaliste (e post) fino alla vulgata ormai accettata da masse di lettori, che hanno "fede" nella proposizione: tutto è segno, tutto è linguaggio. Anche loro credono di sapere, quindi credono di vedere.
Il Codice è il codice che non dà scampo: finalmente è così! qualcuno ce lo dice. Ora, sappiamo. Il segno ha dato i suoi Segni.
Non c'è poi da stupirsi delle preoccupazioni della Chiesa. La Chiesa cattolica è guidata da uomini molto intelligenti. E questi uomini hanno compreso bene il pericolo insito in  questa metafisica del bisogno, che Dan Brown da genio maledetto quale è, ha interpretato con arguzia togliendo terra sotto i piedi  a una teologia (moderna) che non è più allegorica, allegoresi continua, ma ormai organizzata come sapere solipsistico. E ora ha trovato pane per i suoi denti. C'è uno che riesce a dirci "finalmente" come stanno le cose meglio della (falsa) Chiesa con una storia, che significa (falsamente). 
Una narrativa che sostituisce anche il vuoto per l'assenza di una teologia dialettica, razionale, morale, che doveva esser svolta dal sano ateismo.
Cosa rimane da fare? Tantissimo, anche se va da sé che il lettore prima o poi si ravvede, si ravvedrà non per sapere, ma per la struttura stessa della sua esperienza. Rimane per adesso dissociato. Perché la sintesi disgiuntiva lo afferri occorre una teoria che si faccia vulgata.
Per le istruzioni ad uso:
Cronosentività di La Matina e La Linea e il circolo di Enzo Melandri.  
Un nuovo pensiero non più acefalo può nascere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un evidente (falso) bisogno semiotico nel successo editoriale, quindi nella massa dei suoi lettori, estimatori.<br />
Penetrato dalle accademie strutturaliste (e post) fino alla vulgata ormai accettata da masse di lettori, che hanno &#8220;fede&#8221; nella proposizione: tutto è segno, tutto è linguaggio. Anche loro credono di sapere, quindi credono di vedere.<br />
Il Codice è il codice che non dà scampo: finalmente è così! qualcuno ce lo dice. Ora, sappiamo. Il segno ha dato i suoi Segni.<br />
Non c&#8217;è poi da stupirsi delle preoccupazioni della Chiesa. La Chiesa cattolica è guidata da uomini molto intelligenti. E questi uomini hanno compreso bene il pericolo insito in  questa metafisica del bisogno, che Dan Brown da genio maledetto quale è, ha interpretato con arguzia togliendo terra sotto i piedi  a una teologia (moderna) che non è più allegorica, allegoresi continua, ma ormai organizzata come sapere solipsistico. E ora ha trovato pane per i suoi denti. C&#8217;è uno che riesce a dirci &#8220;finalmente&#8221; come stanno le cose meglio della (falsa) Chiesa con una storia, che significa (falsamente).<br />
Una narrativa che sostituisce anche il vuoto per l&#8217;assenza di una teologia dialettica, razionale, morale, che doveva esser svolta dal sano ateismo.<br />
Cosa rimane da fare? Tantissimo, anche se va da sé che il lettore prima o poi si ravvede, si ravvedrà non per sapere, ma per la struttura stessa della sua esperienza. Rimane per adesso dissociato. Perché la sintesi disgiuntiva lo afferri occorre una teoria che si faccia vulgata.<br />
Per le istruzioni ad uso:<br />
Cronosentività di La Matina e La Linea e il circolo di Enzo Melandri.<br />
Un nuovo pensiero non più acefalo può nascere.</p>
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		<title>Di: emmina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/17/linfibulatore-2/#comment-8137</link>
		<dc:creator>emmina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Dupond e Dupont, quelli di TinTin?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dupond e Dupont, quelli di TinTin?</p>
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		<title>Di: Angelo Petrelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/17/linfibulatore-2/#comment-8138</link>
		<dc:creator>Angelo Petrelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>il problema è che continuiamo a scriverne e a parlare... saltiamo di blog in blog, giornale in giornale; dovremmo riflettere meglio, credo, su come non scriverne e come non parlarne, sarebbe la soluzione meno avvilente meno snobbistica più coerente con il nostro disprezzo.. almeno il dibattito avrebbe un altro senso... chiaramente questo non centra niente con il post della Benedetti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il problema è che continuiamo a scriverne e a parlare&#8230; saltiamo di blog in blog, giornale in giornale; dovremmo riflettere meglio, credo, su come non scriverne e come non parlarne, sarebbe la soluzione meno avvilente meno snobbistica più coerente con il nostro disprezzo.. almeno il dibattito avrebbe un altro senso&#8230; chiaramente questo non centra niente con il post della Benedetti&#8230;</p>
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		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/17/linfibulatore-2/#comment-8139</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ma credo che la Benedetti faccia parecchie cose oltre parlare di Brown, e anche parlarne va bene se è una vivisezione puntuale come quella nel suo pezzo. Non per fare l'avvocato difensore, è solo che a me certe cose sue mi sembrano proprio venire fuori da un entusiasmo soprannaturale, e allora tutte le sacrosante volte che la Benedetti posta qualcosa, siccome ho paura che venga dissipata con un discorso sbagliato, vengo fuori a puntualizzare e ripuntualizzare come un avvocato :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma credo che la Benedetti faccia parecchie cose oltre parlare di Brown, e anche parlarne va bene se è una vivisezione puntuale come quella nel suo pezzo. Non per fare l&#8217;avvocato difensore, è solo che a me certe cose sue mi sembrano proprio venire fuori da un entusiasmo soprannaturale, e allora tutte le sacrosante volte che la Benedetti posta qualcosa, siccome ho paura che venga dissipata con un discorso sbagliato, vengo fuori a puntualizzare e ripuntualizzare come un avvocato :-)</p>
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