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	<title>Commenti a: Laureata, 40 anni, 250 euro al mese</title>
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	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 02:46:46 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Guido Caserza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-26743</link>
		<dc:creator>Guido Caserza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Apr 2006 18:07:35 +0000</pubDate>
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		<description>Per adesso, a caldo, e in pochissime righe, non avendo ancora letto il libro, ma con l'intenzione di ritornare sull'argomento a libro letto: le recriminazioni personali vanno benissimo, l'osservazione sociologica (che sia spontaneistica o meditata in questo caso non fa importanza). Ma Aldo Nove ha scritto un libro, ovvero ha fatto letteratura. Quindi dovremmo parlare anche di questo. Ora, Sebastiano Vassalli, nella sua nota alla raccolta di racconti "La morte di Marx" scrive: "Dopo aver pensato per vent'anni (credo a ragione) che il presente non fosse raccontabile, ho voluto tornarci per vedere se era cambiato qualcosa." Ma arriva tardi, ci arriva spompato e non ha capito un cazzo: non ha capito, soprattutto, che era già passato Nove con il suo "Woobinda" che segna, questo sì veramente, una svolta. L'einaudiano rivolto di copertina al libro di Vassalli recita: Vassalli "ci dice che la modernità è finita. Tutto è cambiato e anche la letteratura, se vuole fare i conti con la contemporaneità, non può più essere la stessa che si è scritta o letta fino a pochi anni fa. Dunque questo è un libro di svolta. Sicuramente per Vassalli. Forse anche per la letteratura". Ora credo (e il mio parere è che il libro di Vassalli sia piuttosto brutto e insignificante) che la letteratura può tranquillamente essere la stessa che si è scritta fino a ieri, credo che Kafka (checché ne dica Vassalli) continui assolutamente a essere moderno ma credo soprattutto (ma, ohibò, mi ricrederò dopo aver letto il libro di Nove? non penso...) che la vera svolta sia quella impressa dal Woobinda di Nove e ora, come immagino, da questo nuovo libro che dovrebbe, sul piano critico, sollevare enormi questini: stile, deletteraturizzazione, epica ecc ecc. Non tutte le cose che ha scritto Nove mi sono piaciute, non ne condivido alcune posizioni ma penso che nei suoi scritti circoli l'aria del grande realismo, del realismo formale intendo (non si pensi a Cassola vi scongiuro), ovvero del realismo che mette a nudo i rapporti di forza che governano, da sempre, la società. 
Dovevano essere poche righe, sono state un po' troppe e scritte di getto. Me ne scuso, ma vogliono, per intanto, valere come invito a parlare anche dell'aspetto letterario dell'operazione. Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per adesso, a caldo, e in pochissime righe, non avendo ancora letto il libro, ma con l&#8217;intenzione di ritornare sull&#8217;argomento a libro letto: le recriminazioni personali vanno benissimo, l&#8217;osservazione sociologica (che sia spontaneistica o meditata in questo caso non fa importanza). Ma Aldo Nove ha scritto un libro, ovvero ha fatto letteratura. Quindi dovremmo parlare anche di questo. Ora, Sebastiano Vassalli, nella sua nota alla raccolta di racconti &#8220;La morte di Marx&#8221; scrive: &#8220;Dopo aver pensato per vent&#8217;anni (credo a ragione) che il presente non fosse raccontabile, ho voluto tornarci per vedere se era cambiato qualcosa.&#8221; Ma arriva tardi, ci arriva spompato e non ha capito un cazzo: non ha capito, soprattutto, che era già passato Nove con il suo &#8220;Woobinda&#8221; che segna, questo sì veramente, una svolta. L&#8217;einaudiano rivolto di copertina al libro di Vassalli recita: Vassalli &#8220;ci dice che la modernità è finita. Tutto è cambiato e anche la letteratura, se vuole fare i conti con la contemporaneità, non può più essere la stessa che si è scritta o letta fino a pochi anni fa. Dunque questo è un libro di svolta. Sicuramente per Vassalli. Forse anche per la letteratura&#8221;. Ora credo (e il mio parere è che il libro di Vassalli sia piuttosto brutto e insignificante) che la letteratura può tranquillamente essere la stessa che si è scritta fino a ieri, credo che Kafka (checché ne dica Vassalli) continui assolutamente a essere moderno ma credo soprattutto (ma, ohibò, mi ricrederò dopo aver letto il libro di Nove? non penso&#8230;) che la vera svolta sia quella impressa dal Woobinda di Nove e ora, come immagino, da questo nuovo libro che dovrebbe, sul piano critico, sollevare enormi questini: stile, deletteraturizzazione, epica ecc ecc. Non tutte le cose che ha scritto Nove mi sono piaciute, non ne condivido alcune posizioni ma penso che nei suoi scritti circoli l&#8217;aria del grande realismo, del realismo formale intendo (non si pensi a Cassola vi scongiuro), ovvero del realismo che mette a nudo i rapporti di forza che governano, da sempre, la società.<br />
Dovevano essere poche righe, sono state un po&#8217; troppe e scritte di getto. Me ne scuso, ma vogliono, per intanto, valere come invito a parlare anche dell&#8217;aspetto letterario dell&#8217;operazione. Grazie</p>
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		<title>Di: emmina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8358</link>
		<dc:creator>emmina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sento nello stesso (identico!!!) stato d'animo, sebbene io abbia lasciato l'Università (praticamente alla fine) per accalappiare "appena in tempo" un contratto a tempo indeterminato e salvarmi le chiappe.
Stesso senso di inadeguatezza, di incertezza. Stessi problemi nel pagare l'affitto. Stessa difficoltà a "collocarmi in una posizione di senso".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sento nello stesso (identico!!!) stato d&#8217;animo, sebbene io abbia lasciato l&#8217;Università (praticamente alla fine) per accalappiare &#8220;appena in tempo&#8221; un contratto a tempo indeterminato e salvarmi le chiappe.<br />
Stesso senso di inadeguatezza, di incertezza. Stessi problemi nel pagare l&#8217;affitto. Stessa difficoltà a &#8220;collocarmi in una posizione di senso&#8221;.</p>
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		<title>Di: enrico rossi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8359</link>
		<dc:creator>enrico rossi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>capisco molte delle difficoltà di questa donna...ma trovarsi un lavoro che dia uno stipendio decente non è certo difficile anche a roma...se certo decidi di aspettare tutta la vita un lavoro ideale che forse non arriverà mai mi sembra un vivere in una dimensione parallela di sogno...farsi mantenere dalla famiglia a 40 anni è quanto meno una forma di scarso rispetto per se stessi e per i familiari...anch'io ho lavorato durante l'università dai 23 ai 27 anni...i miei sono operaio e casalinga...e ci ho messo un po di più degli altri...ma se la situazione è grave non sto certo li ad aspettare un tram che non passerà mai..ci si adatta a fare altro...ma mi pare che per la signora "altro" vuol dire chiedere soldi alla mamma...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>capisco molte delle difficoltà di questa donna&#8230;ma trovarsi un lavoro che dia uno stipendio decente non è certo difficile anche a roma&#8230;se certo decidi di aspettare tutta la vita un lavoro ideale che forse non arriverà mai mi sembra un vivere in una dimensione parallela di sogno&#8230;farsi mantenere dalla famiglia a 40 anni è quanto meno una forma di scarso rispetto per se stessi e per i familiari&#8230;anch&#8217;io ho lavorato durante l&#8217;università dai 23 ai 27 anni&#8230;i miei sono operaio e casalinga&#8230;e ci ho messo un po di più degli altri&#8230;ma se la situazione è grave non sto certo li ad aspettare un tram che non passerà mai..ci si adatta a fare altro&#8230;ma mi pare che per la signora &#8220;altro&#8221; vuol dire chiedere soldi alla mamma&#8230;</p>
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		<title>Di: aldo nove</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8360</link>
		<dc:creator>aldo nove</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Il commento di Enrico Rossi mi crea una profonda amarezza. Come a dire che se una realtà è allucinante allora vuol dire che, in prospettiva ultraliberista (E' Berlusconi a dire che gli italiani "sono bravi" e che al massimo, con "qualche lavoretto in nero, si arrangiano"), la "colpa" è di chi la subisce. Perché? La "signora" (da me intervistata) che "non si adatta a fare altro", e per cui "fare altro" significa "chiedere soldi alla mamma" sta aspettando mese dopo mese soldi che le spetterebbero di diritto, soldi di lavori precedenti fatti tempo fa, che dovrebbe avere già ricevuto da parecchio, e che la regione da una parte e l'unione europea dall'altra non le hanno dato. Questa l'ha portata a ridursi così. Dopo essersi fatta il culo a LAVORARE GRATIS. Non l'attesa di un tram che non passa. Il problema non è, berlusconianamente, la buona volontà. il problema è che IL LAVORO INTELLETTUALE NON VIENE PAGATO. Con buona pace dei penpensanti che evidentemente non hanno mai provato finti contratti, licenziamenti improvvisi, promesse di "pagherò" mentre il tempo passa, e una presunta "dignità" dovrebbe invece consentirti di "adattare a fare altro". Con orgoglio e umiltà dimostrerò con decine di interviste (non con invenzioni letterararie), fino a che potrò, quello che è sotto gli occhi di tutti e nessuno vuole vedere. L'eccezione (il quarantenne che non riesce in alcun modo legale a recuperare i 2000 euro al mese che ci vogliono per vivere in una metropoli) è diventata la regola. E in questo SISTEMA la "buona volontà" non c'entra niente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il commento di Enrico Rossi mi crea una profonda amarezza. Come a dire che se una realtà è allucinante allora vuol dire che, in prospettiva ultraliberista (E&#8217; Berlusconi a dire che gli italiani &#8220;sono bravi&#8221; e che al massimo, con &#8220;qualche lavoretto in nero, si arrangiano&#8221;), la &#8220;colpa&#8221; è di chi la subisce. Perché? La &#8220;signora&#8221; (da me intervistata) che &#8220;non si adatta a fare altro&#8221;, e per cui &#8220;fare altro&#8221; significa &#8220;chiedere soldi alla mamma&#8221; sta aspettando mese dopo mese soldi che le spetterebbero di diritto, soldi di lavori precedenti fatti tempo fa, che dovrebbe avere già ricevuto da parecchio, e che la regione da una parte e l&#8217;unione europea dall&#8217;altra non le hanno dato. Questa l&#8217;ha portata a ridursi così. Dopo essersi fatta il culo a LAVORARE GRATIS. Non l&#8217;attesa di un tram che non passa. Il problema non è, berlusconianamente, la buona volontà. il problema è che IL LAVORO INTELLETTUALE NON VIENE PAGATO. Con buona pace dei penpensanti che evidentemente non hanno mai provato finti contratti, licenziamenti improvvisi, promesse di &#8220;pagherò&#8221; mentre il tempo passa, e una presunta &#8220;dignità&#8221; dovrebbe invece consentirti di &#8220;adattare a fare altro&#8221;. Con orgoglio e umiltà dimostrerò con decine di interviste (non con invenzioni letterararie), fino a che potrò, quello che è sotto gli occhi di tutti e nessuno vuole vedere. L&#8217;eccezione (il quarantenne che non riesce in alcun modo legale a recuperare i 2000 euro al mese che ci vogliono per vivere in una metropoli) è diventata la regola. E in questo SISTEMA la &#8220;buona volontà&#8221; non c&#8217;entra niente.</p>
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		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8361</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Un'assistente sociale di ruolo nel Comune, inquadrata quindi come "D", cioè come un funzionario, se vive sola deve scegliere tra avere un'auto e pagare l'affitto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;assistente sociale di ruolo nel Comune, inquadrata quindi come &#8220;D&#8221;, cioè come un funzionario, se vive sola deve scegliere tra avere un&#8217;auto e pagare l&#8217;affitto.</p>
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		<title>Di: Jacopo Guerriero</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8362</link>
		<dc:creator>Jacopo Guerriero</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Spero di non contravvenire ai comuni stili di comportamento, ma tengo molto a ringraziare Aldo Nove per questa intervista tanto preziosa. Sono tempi difficili per chi svolge lavoro intellettuale.
Tanti sacrifici, tanto studio, tante cose da dire e da pensare ora frustrate dai mille stupidi lavori che si svolgono solo per arrivare appena sopra la soglia d'indigenza. Se solo si potesse bisognerebbe organizzare un'emigrazione di massa verso Parigi, lontano da questo paese!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spero di non contravvenire ai comuni stili di comportamento, ma tengo molto a ringraziare Aldo Nove per questa intervista tanto preziosa. Sono tempi difficili per chi svolge lavoro intellettuale.<br />
Tanti sacrifici, tanto studio, tante cose da dire e da pensare ora frustrate dai mille stupidi lavori che si svolgono solo per arrivare appena sopra la soglia d&#8217;indigenza. Se solo si potesse bisognerebbe organizzare un&#8217;emigrazione di massa verso Parigi, lontano da questo paese!</p>
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	</item>
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		<title>Di: emilia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8363</link>
		<dc:creator>emilia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>qui non è tanto il lavoro intellettuale che non viene pagato, o almeno non solo. il problema è ben più generale. il signor enrico rossi mi sembra uno di quei personaggi sempre pronti a dare giudizi, ma che delle cose, in realtà sa poco. perchè se quello della precarietà è un problema che coinvolge tutti, in special modo le nuove generazioni, le più colpite sono inevitabilmente le donne che devono fare fronte,senza riuscirci, ad un numero maggiore di "responsabilità". a 40 anni un uomo in determinate condizioni è semplicemente (passatemi il termine) un fallito, mentre una donna nelle stesse condizioni non solo è una fallita, ma è anche una madre frustrata o inadeguata. che poi fallito. se per realizzato si intende ricco, è ovvio. quello che è vero è che avrei voluto, vorrei, prendere questa intervista, dal tono così pacato e ragionevole, e proprio per questo ancora più schiacciante, ed affiggerla per le strade di roma, per RACCONTARE come ci si sente. come si sente la maggior parte delle persone della mia età ad esempio (ho 29 anni) che non stanno, no, signor rossi, mani in mano ad aspettare il lavoro della vita mentre si fanno passare soldi sotto banco dai genitori. Ma per lo più si tratta di persone che lavorano per 15 ore, persone che NON hanno DIRITTI (perchè la signora Roberta fa l'insegnante, ad esempio, non sta a casa a guardare la tv o che so io, ma NON ha DIRITTO ad un contratto). perchè il pensiero costante dalla mattina quando ci svegliamo alla sera a quando andiamo aletto è: "oggi ce la faccio, ma se domani non ce la dovessi più fare?". SOLITUDINE ed INADEGUATEZZA e, spesso, senso di colpa. ringrazio anche io, come Jacopo, aldo nove e roberta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>qui non è tanto il lavoro intellettuale che non viene pagato, o almeno non solo. il problema è ben più generale. il signor enrico rossi mi sembra uno di quei personaggi sempre pronti a dare giudizi, ma che delle cose, in realtà sa poco. perchè se quello della precarietà è un problema che coinvolge tutti, in special modo le nuove generazioni, le più colpite sono inevitabilmente le donne che devono fare fronte,senza riuscirci, ad un numero maggiore di &#8220;responsabilità&#8221;. a 40 anni un uomo in determinate condizioni è semplicemente (passatemi il termine) un fallito, mentre una donna nelle stesse condizioni non solo è una fallita, ma è anche una madre frustrata o inadeguata. che poi fallito. se per realizzato si intende ricco, è ovvio. quello che è vero è che avrei voluto, vorrei, prendere questa intervista, dal tono così pacato e ragionevole, e proprio per questo ancora più schiacciante, ed affiggerla per le strade di roma, per RACCONTARE come ci si sente. come si sente la maggior parte delle persone della mia età ad esempio (ho 29 anni) che non stanno, no, signor rossi, mani in mano ad aspettare il lavoro della vita mentre si fanno passare soldi sotto banco dai genitori. Ma per lo più si tratta di persone che lavorano per 15 ore, persone che NON hanno DIRITTI (perchè la signora Roberta fa l&#8217;insegnante, ad esempio, non sta a casa a guardare la tv o che so io, ma NON ha DIRITTO ad un contratto). perchè il pensiero costante dalla mattina quando ci svegliamo alla sera a quando andiamo aletto è: &#8220;oggi ce la faccio, ma se domani non ce la dovessi più fare?&#8221;. SOLITUDINE ed INADEGUATEZZA e, spesso, senso di colpa. ringrazio anche io, come Jacopo, aldo nove e roberta.</p>
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	<item>
		<title>Di: alessandra amitrano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8364</link>
		<dc:creator>alessandra amitrano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>sono daccordo con emilia quando dice che l'uomo quarantenne che vive in condizioni di precarietà lavorativa e' solo fallito mentre la donna e' fallita e (madre) frustrata. questo e' quanto vive, considera, delibera la maggioranza. ma io colgo l'occasione per una riflessione che si allontana un po' da quelle sul precariato. rifletto sull'essere femmina / essere madri. come mai dell'uomo dal lavoro precario, seppure senza figli, si dice fallito e non anche (padre) frustrato? mentre nel caso della donna il binomio femmina madre (ipotetica o reale) e' d'obbligo. forse perche' un tempo era l'uomo a portare i soldi a casa, la donna cresceva i figli, la donna era madre primaditutto. per fortuna le cose sono un po' cambiate. una delle nostre grandi liberta' rispetto a quella delle nostre madri, rispetto ai 30 anni fa di cui dice roberta, quando la condizione lavorativa, di una donna come di un uomo, non era cosi' precaria, ebbene una di queste libertà e' il superamento di un binomio intellettualmente asfissiante: femmina = madre. se non figli non sei una vera femmina.
ma questo binomio esiste ancora. forse e' anche perche' credo che questo binomio esista ancora che, nonostante la mia lungimiranza, ho dei dubbi rispetto al referendum sulla fecondazione assistita. dubbi sottili, dubbi paradossali per una femmina della mia generazione.
da dove viene tutta questa voglia di esibire una pancia gravida? da dove viene tutta questa voglia di portare i bambini al parco? non lo so se viene solo dalla natura. credo che venga anche da una coercizione alla maternita' della quale anche donne illuminate sono suddite.

bella e intensa comunque l'intervista, e roberta la sento molto sorella.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono daccordo con emilia quando dice che l&#8217;uomo quarantenne che vive in condizioni di precarietà lavorativa e&#8217; solo fallito mentre la donna e&#8217; fallita e (madre) frustrata. questo e&#8217; quanto vive, considera, delibera la maggioranza. ma io colgo l&#8217;occasione per una riflessione che si allontana un po&#8217; da quelle sul precariato. rifletto sull&#8217;essere femmina / essere madri. come mai dell&#8217;uomo dal lavoro precario, seppure senza figli, si dice fallito e non anche (padre) frustrato? mentre nel caso della donna il binomio femmina madre (ipotetica o reale) e&#8217; d&#8217;obbligo. forse perche&#8217; un tempo era l&#8217;uomo a portare i soldi a casa, la donna cresceva i figli, la donna era madre primaditutto. per fortuna le cose sono un po&#8217; cambiate. una delle nostre grandi liberta&#8217; rispetto a quella delle nostre madri, rispetto ai 30 anni fa di cui dice roberta, quando la condizione lavorativa, di una donna come di un uomo, non era cosi&#8217; precaria, ebbene una di queste libertà e&#8217; il superamento di un binomio intellettualmente asfissiante: femmina = madre. se non figli non sei una vera femmina.<br />
ma questo binomio esiste ancora. forse e&#8217; anche perche&#8217; credo che questo binomio esista ancora che, nonostante la mia lungimiranza, ho dei dubbi rispetto al referendum sulla fecondazione assistita. dubbi sottili, dubbi paradossali per una femmina della mia generazione.<br />
da dove viene tutta questa voglia di esibire una pancia gravida? da dove viene tutta questa voglia di portare i bambini al parco? non lo so se viene solo dalla natura. credo che venga anche da una coercizione alla maternita&#8217; della quale anche donne illuminate sono suddite.</p>
<p>bella e intensa comunque l&#8217;intervista, e roberta la sento molto sorella.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Franz Krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8365</link>
		<dc:creator>Franz Krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Un uomo o una donna di quarant'anni che fa un lavoro intellettuale seppure sottopagato a mio avviso non è mai un fallito. Dirò di più: i falliti non esistono se non nell'autoconvincimento del singolo che tale si sente. Comprensibile da un punto di vista umano, certo. Ma parlare di fallimento presuppone l'ottenimento di un traguardo tramite una "performance". Un intellettuale non ha traguardi. O accetta con stoicismo questa precarietà proprio fisiologica o, per quello che penso io, puo' tentare di fare il manager assaltatore di successi, se ha le conoscenze. O l'impiegato "a libri" se non le ha, o ne ha di minor peso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo o una donna di quarant&#8217;anni che fa un lavoro intellettuale seppure sottopagato a mio avviso non è mai un fallito. Dirò di più: i falliti non esistono se non nell&#8217;autoconvincimento del singolo che tale si sente. Comprensibile da un punto di vista umano, certo. Ma parlare di fallimento presuppone l&#8217;ottenimento di un traguardo tramite una &#8220;performance&#8221;. Un intellettuale non ha traguardi. O accetta con stoicismo questa precarietà proprio fisiologica o, per quello che penso io, puo&#8217; tentare di fare il manager assaltatore di successi, se ha le conoscenze. O l&#8217;impiegato &#8220;a libri&#8221; se non le ha, o ne ha di minor peso.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: emilia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8366</link>
		<dc:creator>emilia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>in generale daccordo con quanto dicono alessandra (Anche se per il tuo nello specifico bisognerebbe effettivamente aprire un discorso a parte, tanto è complesso)e Franz, ma ci tengo a sottolineare che il mio discorso è riferito a ogni professionalità. molti sono gli operai non qualificati che vivono in condizioni di precarietà. non credo che la percezione della propria realtà sia differente. anzi. emilia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in generale daccordo con quanto dicono alessandra (Anche se per il tuo nello specifico bisognerebbe effettivamente aprire un discorso a parte, tanto è complesso)e Franz, ma ci tengo a sottolineare che il mio discorso è riferito a ogni professionalità. molti sono gli operai non qualificati che vivono in condizioni di precarietà. non credo che la percezione della propria realtà sia differente. anzi. emilia</p>
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	<item>
		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8367</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Alessandra, concordo al 100%. Non credo affatto che il desiderio di maternità sia "naturale". D'altro canto, il tuo discorso non si distanzia molto dall'argomento dell'intervista, perchè la precarietà  molto spesso ha volto femminile, ed è il volto femminile della cura. Agli esordi ("di sinistra", ricordiamocelo:)la "flessibilità" è stata sbandierata come fantastica opportunità per le donne, che così potevano conciliare meglio FAMIGLIA e LAVORO. Altro che part-time. Quindi ben vengano riflessioni come queste, anche se ci portano lontane nel tempo, a ravanare tra gli esordi del biopotere e indovina sul corpo di chi:). La legge sulla fecondazione assistita imho resta comunque insensata e crudele. Una porcata che va rispedita al mittente, senza se e senza ma:).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandra, concordo al 100%. Non credo affatto che il desiderio di maternità sia &#8220;naturale&#8221;. D&#8217;altro canto, il tuo discorso non si distanzia molto dall&#8217;argomento dell&#8217;intervista, perchè la precarietà  molto spesso ha volto femminile, ed è il volto femminile della cura. Agli esordi (&#8221;di sinistra&#8221;, ricordiamocelo:)la &#8220;flessibilità&#8221; è stata sbandierata come fantastica opportunità per le donne, che così potevano conciliare meglio FAMIGLIA e LAVORO. Altro che part-time. Quindi ben vengano riflessioni come queste, anche se ci portano lontane nel tempo, a ravanare tra gli esordi del biopotere e indovina sul corpo di chi:). La legge sulla fecondazione assistita imho resta comunque insensata e crudele. Una porcata che va rispedita al mittente, senza se e senza ma:).</p>
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		<title>Di: iltuoinconscio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8368</link>
		<dc:creator>iltuoinconscio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>aldo, o antonello, o come cazzo ti chiami veramente, un consiglio: cambia psicanalista. quella che hai ora, ha fallito. renditene conto. ha creato una vittima lamentosa recriminante che non va da nessuna parte. è ferma. impiantata. pure nel campo letterario. ripudiala. uccidila. prima che sia troppo tardi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>aldo, o antonello, o come cazzo ti chiami veramente, un consiglio: cambia psicanalista. quella che hai ora, ha fallito. renditene conto. ha creato una vittima lamentosa recriminante che non va da nessuna parte. è ferma. impiantata. pure nel campo letterario. ripudiala. uccidila. prima che sia troppo tardi.</p>
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		<title>Di: lorenzo_galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/03/30/laureata-40-anni-250-euro-al-mese/#comment-8369</link>
		<dc:creator>lorenzo_galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Sono un docente, ho lavorato in scuole paritarie diurne come co.co.co. L'intervistata dice di guadagnare 250 euro al mese, è poco, certo, ma quante ora ha di cattedra? Lo stipendio di un professore dipende da quello, senza questo dato è un controsenso concludere che guadagna poco. Per quanto mi riguarda, quando lavoravo come co.co.co non guadagnavo meno di un docente con contratto a termine, se non per la mancanza della liquidazione finale e delle assenze per malattia. Chiaro poi che i co.co.co son meno tutelati, ma... chi ha inventato questi contratti? Berlusconi?
Il problema non è il fatto che il mio 'lavoro intellettuale' sia sottopagato, è che mi risulta difficile lavorare a tempo pieno (cioè almeno 18 ore di cattedra) e, soprattutto, che per molte classi di concorso in province come MILANO è quasi impossibile diventare fisso, a tempo indeterminato, e quindi ogni anno a luglio mi trovo nella condizione di non sapere dove andrò e quanto guadagnerò a settembre. 
E questo succede, credo, perché i precari costano meno allo stato dei professori di ruolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un docente, ho lavorato in scuole paritarie diurne come co.co.co. L&#8217;intervistata dice di guadagnare 250 euro al mese, è poco, certo, ma quante ora ha di cattedra? Lo stipendio di un professore dipende da quello, senza questo dato è un controsenso concludere che guadagna poco. Per quanto mi riguarda, quando lavoravo come co.co.co non guadagnavo meno di un docente con contratto a termine, se non per la mancanza della liquidazione finale e delle assenze per malattia. Chiaro poi che i co.co.co son meno tutelati, ma&#8230; chi ha inventato questi contratti? Berlusconi?<br />
Il problema non è il fatto che il mio &#8216;lavoro intellettuale&#8217; sia sottopagato, è che mi risulta difficile lavorare a tempo pieno (cioè almeno 18 ore di cattedra) e, soprattutto, che per molte classi di concorso in province come MILANO è quasi impossibile diventare fisso, a tempo indeterminato, e quindi ogni anno a luglio mi trovo nella condizione di non sapere dove andrò e quanto guadagnerò a settembre.<br />
E questo succede, credo, perché i precari costano meno allo stato dei professori di ruolo.</p>
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