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	<title>Commenti a: Restaurazione, repressione, marginalizzazione&#8230;</title>
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	<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 11:22:44 +0000</pubDate>
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		<title>Di: rita</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-13160</link>
		<dc:creator>rita</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2005 15:56:05 +0000</pubDate>
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		<description>il concetto di semiosfera è di Lotman e non di Barthes!</description>
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		<title>Di: ecco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9560</link>
		<dc:creator>ecco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Intervento lucido, semplice e chiaro. Partite da qui, a Torino, più che da "La Restaurazione".
Grazie Sebaste.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento lucido, semplice e chiaro. Partite da qui, a Torino, più che da &#8220;La Restaurazione&#8221;.<br />
Grazie Sebaste.</p>
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		<title>Di: Robeh?</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9561</link>
		<dc:creator>Robeh?</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Beppe Sebaste dichiara di essere "perplesso" sull'uso, oggi, della parola (è anche un concetto) "restaurazione", anche se poi si contraddice scrivendo che il termine "restaurazione o repressione" è "in corso da parecchio tempo". E dice che preferirebbe parlare di "genocidio", "messa al bando", "impoverimento" (culturali, of course). Ora, questi termini "altenativi" mi paiono solo indicare aspetti parziali del fenomeno, fanno cioè parte del problema ma non sono la sua soluzione. Sul fatto però che un fenomeno negativo sia comunque in corso mi paiono concordare in molti. La divergenza, dunque, riguarda l'analisi di detto fenomeno. Volendo, si potrebbe allora passare dall'uso del temine "restaurazione" a quello di riflusso, prendendolo a prestito dalla dinamica dei liquidi. Ma anche su questo termine Sebaste è perplesso. Però io trovo che riflusso sia meno impositivo o marcato politicamente, e spiegherebbe meglio il fatto che il riflusso è un ritorno indietro rispetto a certa situazione politica, economica o culturale non necessariamente rivoluzionaria, ma "semplicemente" ed effettivamente riformista, e sarebbe imparentato con i corsi e ricorsi di vichiana memoria e la ripetizione della storia (anche intesa marxianamente come ripetizione in farsa di ciò che era tragedia). In ogni caso, a livello fenomenico, credo che due recenti avvenimenti, il Berlusconi bis in politica e l'elezione a papa di Ratzinger in ambito ecclesiastico, pongano dei seri problemi a chi è contrario ad accettare l'idea di una restaurazione o un riflusso in corso. Inoltre, sul piano culturale e letterario non credo possa darsi un riflusso se un processo analogo non è in atto, parallelemente e contemporaneamente, anche in altri ambiti storici del fare umano come l'economia e la politica. E per l'appunto negli ultimi decenni in campo economico abbiamo assistito al riflusso dal keynesismo e dal welfare state alle politiche liberiste otto-novecentesche del laissez faire e al mercato unico (che non erano niente di rivoluzionario ma solo riformiste). In questo caso il riflusso non si configura come fedele e meccanica riproposizione delle politiche economiche liberiste, ma quelle sono state integrate dalla specificità innovativa di fase (nuove tecnologie, nuova geografia politica, nuovo colonialsimo ecc.) della globalizzazione neoliberista. Inoltre, sul piano sociale e lavorativo, la perdita di diritti e garanzie del lavoratore, le "nuove" figure del lavoro minorile a livello mondiale, i nuovi schiavi, i nuovi impoverimenti indicano insieme un riflusso a scenari ottocenteschi (annullando in buona parte le conquiste del moderno o tardo-moderno novecentesco) e una situazione di relativa novità legata alla fase capitalistica attuale. Ragionando in termini-mondo, questo riflusso è fenomeno prettamente europeo e nordamericano, che si esprime con le nuove guerre di conquista per impadronirsi delle nuove vie della seta (un simbolo per tutti: la Bush dynasty). L'Africa è drammaticamente fuori-gioco, ma in America Latina gli avvenimenti da dieci anni a questa parte del Chiapas, dell'Argentina, del Venezuela, della Bolivia e, in questi giorni, dell'Ecuador ci dicono che lì il riflusso è al contrario un flusso di nuove proposte politiche e sociali. Un altro esempio di riflusso lo abbiamo nella divisione e spezzettamento di quello che veniva chiamato il movimento di movimenti che, dopo i fatti di Genova e la guerra in Irak, non ha retto all'impatto e in molti sono rifluiti alle proprie parrocchie o ai nuovi partiti. Quindi, mi sembra che i sintomi della Chose (riflusso o restaurazione) siano ben visibili, si tratterebbe adesso di definirla, anche (e non solo) in ambito letterario.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beppe Sebaste dichiara di essere &#8220;perplesso&#8221; sull&#8217;uso, oggi, della parola (è anche un concetto) &#8220;restaurazione&#8221;, anche se poi si contraddice scrivendo che il termine &#8220;restaurazione o repressione&#8221; è &#8220;in corso da parecchio tempo&#8221;. E dice che preferirebbe parlare di &#8220;genocidio&#8221;, &#8220;messa al bando&#8221;, &#8220;impoverimento&#8221; (culturali, of course). Ora, questi termini &#8220;altenativi&#8221; mi paiono solo indicare aspetti parziali del fenomeno, fanno cioè parte del problema ma non sono la sua soluzione. Sul fatto però che un fenomeno negativo sia comunque in corso mi paiono concordare in molti. La divergenza, dunque, riguarda l&#8217;analisi di detto fenomeno. Volendo, si potrebbe allora passare dall&#8217;uso del temine &#8220;restaurazione&#8221; a quello di riflusso, prendendolo a prestito dalla dinamica dei liquidi. Ma anche su questo termine Sebaste è perplesso. Però io trovo che riflusso sia meno impositivo o marcato politicamente, e spiegherebbe meglio il fatto che il riflusso è un ritorno indietro rispetto a certa situazione politica, economica o culturale non necessariamente rivoluzionaria, ma &#8220;semplicemente&#8221; ed effettivamente riformista, e sarebbe imparentato con i corsi e ricorsi di vichiana memoria e la ripetizione della storia (anche intesa marxianamente come ripetizione in farsa di ciò che era tragedia). In ogni caso, a livello fenomenico, credo che due recenti avvenimenti, il Berlusconi bis in politica e l&#8217;elezione a papa di Ratzinger in ambito ecclesiastico, pongano dei seri problemi a chi è contrario ad accettare l&#8217;idea di una restaurazione o un riflusso in corso. Inoltre, sul piano culturale e letterario non credo possa darsi un riflusso se un processo analogo non è in atto, parallelemente e contemporaneamente, anche in altri ambiti storici del fare umano come l&#8217;economia e la politica. E per l&#8217;appunto negli ultimi decenni in campo economico abbiamo assistito al riflusso dal keynesismo e dal welfare state alle politiche liberiste otto-novecentesche del laissez faire e al mercato unico (che non erano niente di rivoluzionario ma solo riformiste). In questo caso il riflusso non si configura come fedele e meccanica riproposizione delle politiche economiche liberiste, ma quelle sono state integrate dalla specificità innovativa di fase (nuove tecnologie, nuova geografia politica, nuovo colonialsimo ecc.) della globalizzazione neoliberista. Inoltre, sul piano sociale e lavorativo, la perdita di diritti e garanzie del lavoratore, le &#8220;nuove&#8221; figure del lavoro minorile a livello mondiale, i nuovi schiavi, i nuovi impoverimenti indicano insieme un riflusso a scenari ottocenteschi (annullando in buona parte le conquiste del moderno o tardo-moderno novecentesco) e una situazione di relativa novità legata alla fase capitalistica attuale. Ragionando in termini-mondo, questo riflusso è fenomeno prettamente europeo e nordamericano, che si esprime con le nuove guerre di conquista per impadronirsi delle nuove vie della seta (un simbolo per tutti: la Bush dynasty). L&#8217;Africa è drammaticamente fuori-gioco, ma in America Latina gli avvenimenti da dieci anni a questa parte del Chiapas, dell&#8217;Argentina, del Venezuela, della Bolivia e, in questi giorni, dell&#8217;Ecuador ci dicono che lì il riflusso è al contrario un flusso di nuove proposte politiche e sociali. Un altro esempio di riflusso lo abbiamo nella divisione e spezzettamento di quello che veniva chiamato il movimento di movimenti che, dopo i fatti di Genova e la guerra in Irak, non ha retto all&#8217;impatto e in molti sono rifluiti alle proprie parrocchie o ai nuovi partiti. Quindi, mi sembra che i sintomi della Chose (riflusso o restaurazione) siano ben visibili, si tratterebbe adesso di definirla, anche (e non solo) in ambito letterario.</p>
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		<title>Di: fabio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9562</link>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>madonna che palle.</description>
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		<title>Di: mastro titta</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9563</link>
		<dc:creator>mastro titta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>che du' cojoni.</description>
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		<title>Di: donato</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9564</link>
		<dc:creator>donato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>la semiosfera è roba di Juri Lotman</description>
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		<title>Di: dirtyinbirdland</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9565</link>
		<dc:creator>dirtyinbirdland</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Il 23 Aprile 2005, organizzato dall’associazione Tentacolo Art / Campi Sociali, è in programma a Bazzano, (BO) il primo INDIPENDENT PRESS FEST. Interverranno Le case editrici clandestine o indipendenti ASSCULTPRESS, da Pistoia, IFIGLIBELLI di Roma e la SMITH &#038; LAFORGUE, padrona di casa. L’evento è un’occasione per far incontrare e al tempo stesso divulgare una forma di sopravvivenza della letteratura che con l’avvento di Internet ha permesso alle persone di trovarsi con più facilità, ai contatti di rendersi raggiungibili, agli eventi di essere pianificati su larga scala senza bisogno di muoversi. Le case editrici indipendenti o clandestine si collocano nell’underground e tengono letture in tutte le parti d’italia, si scambiano libri, li stampano, li regalano, ma soprattuto: li pubblicano. Le forme del linguaggio più recenti e innovative, da sempre sbarrate dalla diga dell’editoria ufficiale che le blocca in partenza in favore di sempre più assillanti logiche di mercato che devono corrispondere al gradimento della massa, (purtroppo sempre più spesso indentificata con il pubblico televisivo), ora trovano sbocco nelle pubblicazioni clandestine, sempre più curate, sempre più diffuse, che hanno cominciato a sviluppare numeri, per ciò che riguarda la poesia, che s’equivalgono se non addirittura superano quelle della vendita delle poesie in italia da parte dell’editoria ufficiale. L'Indipendent Press fest vuole far incontrare e mettere a confronto realtà differenti che nel corso di questi anni sono cresciute da sole, trovando modi sempre differenti per aggirare le evidenti difficoltà dovute dalla scarsezza dei mezzi, ma hanno investito sulle idee e sui poeti, hanno tenuto e stanno tutto’ora tenendo reading un po’ dappertutto, enoteche, campi di grano, pub fumosi, arci, centri sociali, teatri, librerie, corti medioevali, concerti rock, ville dell’appenino, avvolte dalla nebbia. Ci sarà la possibilità di ascoltare letture dal vivo, di capire le possibilità di diffusione se si decide di affidarsi ad una casa editrice clandestina o indipendente, di capire come farsi i libri da soli (è previsto un intervento di manifattura nel corso della serata) come farsi una casa editrice propria, o solamente bere del vino o addormentarsi sul divano. Va da sé che se pensate di venire e chiedere che se pubblicando con la Smith &#038; Laforgue i libri finiranno da Feltrinelli sarà meglio che optiate per la riviera, per trascorrore magari un weekend al sole, poiché perdereste il vostro tempo, mica per altro. Se invece scrivete per la scrittura, detestate le file e i tempi lunghi, la burocrazia e i salotti letterari, potete venire a dare un’occhiata. Vi vogliamo. 

http://smithandlaforgue.splinder.com 
Info: smith_laforgue@yahoo.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 Aprile 2005, organizzato dall’associazione Tentacolo Art / Campi Sociali, è in programma a Bazzano, (BO) il primo INDIPENDENT PRESS FEST. Interverranno Le case editrici clandestine o indipendenti ASSCULTPRESS, da Pistoia, IFIGLIBELLI di Roma e la SMITH &#038; LAFORGUE, padrona di casa. L’evento è un’occasione per far incontrare e al tempo stesso divulgare una forma di sopravvivenza della letteratura che con l’avvento di Internet ha permesso alle persone di trovarsi con più facilità, ai contatti di rendersi raggiungibili, agli eventi di essere pianificati su larga scala senza bisogno di muoversi. Le case editrici indipendenti o clandestine si collocano nell’underground e tengono letture in tutte le parti d’italia, si scambiano libri, li stampano, li regalano, ma soprattuto: li pubblicano. Le forme del linguaggio più recenti e innovative, da sempre sbarrate dalla diga dell’editoria ufficiale che le blocca in partenza in favore di sempre più assillanti logiche di mercato che devono corrispondere al gradimento della massa, (purtroppo sempre più spesso indentificata con il pubblico televisivo), ora trovano sbocco nelle pubblicazioni clandestine, sempre più curate, sempre più diffuse, che hanno cominciato a sviluppare numeri, per ciò che riguarda la poesia, che s’equivalgono se non addirittura superano quelle della vendita delle poesie in italia da parte dell’editoria ufficiale. L&#8217;Indipendent Press fest vuole far incontrare e mettere a confronto realtà differenti che nel corso di questi anni sono cresciute da sole, trovando modi sempre differenti per aggirare le evidenti difficoltà dovute dalla scarsezza dei mezzi, ma hanno investito sulle idee e sui poeti, hanno tenuto e stanno tutto’ora tenendo reading un po’ dappertutto, enoteche, campi di grano, pub fumosi, arci, centri sociali, teatri, librerie, corti medioevali, concerti rock, ville dell’appenino, avvolte dalla nebbia. Ci sarà la possibilità di ascoltare letture dal vivo, di capire le possibilità di diffusione se si decide di affidarsi ad una casa editrice clandestina o indipendente, di capire come farsi i libri da soli (è previsto un intervento di manifattura nel corso della serata) come farsi una casa editrice propria, o solamente bere del vino o addormentarsi sul divano. Va da sé che se pensate di venire e chiedere che se pubblicando con la Smith &#038; Laforgue i libri finiranno da Feltrinelli sarà meglio che optiate per la riviera, per trascorrore magari un weekend al sole, poiché perdereste il vostro tempo, mica per altro. Se invece scrivete per la scrittura, detestate le file e i tempi lunghi, la burocrazia e i salotti letterari, potete venire a dare un’occhiata. Vi vogliamo. </p>
<p><a href="http://smithandlaforgue.splinder.com" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/smithandlaforgue.splinder.com');" rel="nofollow">http://smithandlaforgue.splinder.com</a><br />
Info: <a href="mailto:smith_laforgue@yahoo.it">smith_laforgue@yahoo.it</a></p>
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		<title>Di: la mosca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9566</link>
		<dc:creator>la mosca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco, adesso arrivano pure i mediocri che smaniano di farsi conoscere...</description>
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		<title>Di: la mosca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9567</link>
		<dc:creator>la mosca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ci mancava Beppe Sebaste, il cinghialetto (guardate la foto!) il narciso in sedicesimi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci mancava Beppe Sebaste, il cinghialetto (guardate la foto!) il narciso in sedicesimi!</p>
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		<title>Di: dirtyinbirdland</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9568</link>
		<dc:creator>dirtyinbirdland</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>per correttezza, mosca, io non sono legata a quelle case editrici autonome, né il post parte da loro. Io ne stimo il lavoro, e credo che farne girare i link sia importante, anche nella non appartenenza, e lì, di mediocrità ce n'è poca, cosa che non direi nel tuo commento ;-)))))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per correttezza, mosca, io non sono legata a quelle case editrici autonome, né il post parte da loro. Io ne stimo il lavoro, e credo che farne girare i link sia importante, anche nella non appartenenza, e lì, di mediocrità ce n&#8217;è poca, cosa che non direi nel tuo commento ;-)))))</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9569</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>bello, invece.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bello, invece.</p>
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		<title>Di: la mosca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9570</link>
		<dc:creator>la mosca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ma no, ce l'avevo con il cinghialetto Sebaste, la nullità delle patrie lettere...</description>
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		<title>Di: cherubino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9571</link>
		<dc:creator>cherubino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>di cosa state parlando? di foto o di case editrici o dei cazzi vostri? sembra radio radicale aperta al delirio di chiunque... il genocidio di cui parlano carla benedetti e beppe  sebaste sembra compiersi anche qui. quella di sebaste è un'analisi lucida sulla situazione della cultura nel nostro paese. da commentare senza buttarci dentro anche il giudizio sui libri che ha scritto (che sono un'altra cosa e che a me peraltro sono piaciuti molto). insomma, apriamo gli occhi su quello che ci circonda e riguarda e facciamo un dibattito sensato. e vero</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>di cosa state parlando? di foto o di case editrici o dei cazzi vostri? sembra radio radicale aperta al delirio di chiunque&#8230; il genocidio di cui parlano carla benedetti e beppe  sebaste sembra compiersi anche qui. quella di sebaste è un&#8217;analisi lucida sulla situazione della cultura nel nostro paese. da commentare senza buttarci dentro anche il giudizio sui libri che ha scritto (che sono un&#8217;altra cosa e che a me peraltro sono piaciuti molto). insomma, apriamo gli occhi su quello che ci circonda e riguarda e facciamo un dibattito sensato. e vero</p>
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		<title>Di: un estimatore di sebaste</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9572</link>
		<dc:creator>un estimatore di sebaste</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>direi che l'articolo è di tale densità e compiutezza che la mosca ne resta scamazzata per gravità non appena vi si accosta - fra l'altro non punge nemmeno, infastidisce solo con l'insistenza e la dappocaggine</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>direi che l&#8217;articolo è di tale densità e compiutezza che la mosca ne resta scamazzata per gravità non appena vi si accosta - fra l&#8217;altro non punge nemmeno, infastidisce solo con l&#8217;insistenza e la dappocaggine</p>
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		<title>Di: elio-c</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9573</link>
		<dc:creator>elio-c</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>&gt; L’omologazione è tuttavia un problema non nuovo, per quanto accresciuto dal nuovo potere pubblicitario.

Già, ma d'altra parte, grazie ad Internet, la "semiosfera" sta conoscendo anche una straordinaria esplosione di bio-diversità. Perché allora vi ossessiona tanto il potere pubblicitario? E perché riservate la discussione autentica ai vostri convegni - certo non accessibili a tutti - e snobbate visibilmente, con mezzi tecnici ed "engagement" chiaramente inadeguati, questo mezzo di confronto, tanto più democratico ed egualitario? 
E perché nella vostra "controcultura" replicate così fedelmente i meccanismi di esclusione e distinzione tipici di quello stesso "sistema" che, con posa tanto nobile, contestate? 
Rifiutate con sdegno qualsiasi oggettivazione sociologica, affettando sempre il più aristocratico dei "disinteressi", e vorreste al tempo stesso far credere che i "valori linguistici" - di vostra pertinenza, assumano automaticamente le più essenziali valenze sociali, e che dunque tutti quanti dovrebbero sorbirsi, con la massima attenzione, le "narrative" della vostra parrocchia, anche quando dichiaratamente "stravolgenti", quasi fossero l'unico antidoto alla "banalità, alla noia e alla barbarie"? Ed in base a quali auto-attribuzioni parlate sempre a nome dell'intera "letteratura"? Insomma, io sarò soltanto un "dilettante", però il livello intellettuale della vostra impresa non mi sembra adeguato alle vostre continue auto-congratulazioni, che mi ricordano a volte il "multilevel marketing".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>> L’omologazione è tuttavia un problema non nuovo, per quanto accresciuto dal nuovo potere pubblicitario.</p>
<p>Già, ma d&#8217;altra parte, grazie ad Internet, la &#8220;semiosfera&#8221; sta conoscendo anche una straordinaria esplosione di bio-diversità. Perché allora vi ossessiona tanto il potere pubblicitario? E perché riservate la discussione autentica ai vostri convegni - certo non accessibili a tutti - e snobbate visibilmente, con mezzi tecnici ed &#8220;engagement&#8221; chiaramente inadeguati, questo mezzo di confronto, tanto più democratico ed egualitario?<br />
E perché nella vostra &#8220;controcultura&#8221; replicate così fedelmente i meccanismi di esclusione e distinzione tipici di quello stesso &#8220;sistema&#8221; che, con posa tanto nobile, contestate?<br />
Rifiutate con sdegno qualsiasi oggettivazione sociologica, affettando sempre il più aristocratico dei &#8220;disinteressi&#8221;, e vorreste al tempo stesso far credere che i &#8220;valori linguistici&#8221; - di vostra pertinenza, assumano automaticamente le più essenziali valenze sociali, e che dunque tutti quanti dovrebbero sorbirsi, con la massima attenzione, le &#8220;narrative&#8221; della vostra parrocchia, anche quando dichiaratamente &#8220;stravolgenti&#8221;, quasi fossero l&#8217;unico antidoto alla &#8220;banalità, alla noia e alla barbarie&#8221;? Ed in base a quali auto-attribuzioni parlate sempre a nome dell&#8217;intera &#8220;letteratura&#8221;? Insomma, io sarò soltanto un &#8220;dilettante&#8221;, però il livello intellettuale della vostra impresa non mi sembra adeguato alle vostre continue auto-congratulazioni, che mi ricordano a volte il &#8220;multilevel marketing&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: la pera</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9574</link>
		<dc:creator>la pera</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Vai cinghialetto Sebaste, non te la prendere, sei tutti noi!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vai cinghialetto Sebaste, non te la prendere, sei tutti noi!!!</p>
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	</item>
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		<title>Di: beppe</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9575</link>
		<dc:creator>beppe</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>salve. ho visitato il sito di elio-c (come ti chiami, esattamente?), e mi interessa molto. grazie del suo commento, anche. e grazie a tutti i commenti. mi rincresce solo l'uso dell'anonimato (ma è una vecchia questione che non scopro certo io). come scrive cherubino, sì, sarebbe bello un dibattito serio, o almeno vero. buon 25 aprile, beppe s.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve. ho visitato il sito di elio-c (come ti chiami, esattamente?), e mi interessa molto. grazie del suo commento, anche. e grazie a tutti i commenti. mi rincresce solo l&#8217;uso dell&#8217;anonimato (ma è una vecchia questione che non scopro certo io). come scrive cherubino, sì, sarebbe bello un dibattito serio, o almeno vero. buon 25 aprile, beppe s.</p>
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	<item>
		<title>Di: elio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9576</link>
		<dc:creator>elio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=1127#comment-9576</guid>
		<description>Buon 25 aprile anche a te e grazie della visita, caro Beppe. Confido anch'io che la discussione possa prender quota superando il minuetto delle "articolesse" che rispondono sempre alle stesse domande prefabbricate (distinzioni sui termini, microrotture e microriconciliazioni, riepilogazioni infinite delle stesse cose). Io comunque le mie osservazioni le faccio a scopo "edificante", non distruttivo. Anzi il fatto stesso che hai risposto (cosa inattesa) mi fa persino pentire di avere usato dei toni un po' insolenti. Sono proprio come l'uomo del sottosuolo:
===
Ma lo sapete, signori, in che consisteva il punto fondamentale della mia cattiveria? Proprio lì stava tutto il nocciolo, proprio lì era racchiusa l'infamia peggiore: che in ogni momento, perfino nel momento della rabbia più accesa, vergognosamente riconoscevo dentro di me che non solo non ero un uomo cattivo, ma neppure ero inasprito, che spaventavo soltanto inutilmente i passeri e così mi consolavo. Ho la schiuma alla bocca, ma portatemi un bambolotto, datemi una tazza di tè con un po' di zucchero, e magari mi calmerò. Anzi, il mio animo s'intenerirà, anche se poi`, probabilmente, digrignerò i denti contro me stesso e per la vergogna soffrirò d'insonnia per diversi mesi. Ormai ci ho fatto l'abitudine.
===
Elio Copetti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buon 25 aprile anche a te e grazie della visita, caro Beppe. Confido anch&#8217;io che la discussione possa prender quota superando il minuetto delle &#8220;articolesse&#8221; che rispondono sempre alle stesse domande prefabbricate (distinzioni sui termini, microrotture e microriconciliazioni, riepilogazioni infinite delle stesse cose). Io comunque le mie osservazioni le faccio a scopo &#8220;edificante&#8221;, non distruttivo. Anzi il fatto stesso che hai risposto (cosa inattesa) mi fa persino pentire di avere usato dei toni un po&#8217; insolenti. Sono proprio come l&#8217;uomo del sottosuolo:<br />
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Ma lo sapete, signori, in che consisteva il punto fondamentale della mia cattiveria? Proprio lì stava tutto il nocciolo, proprio lì era racchiusa l&#8217;infamia peggiore: che in ogni momento, perfino nel momento della rabbia più accesa, vergognosamente riconoscevo dentro di me che non solo non ero un uomo cattivo, ma neppure ero inasprito, che spaventavo soltanto inutilmente i passeri e così mi consolavo. Ho la schiuma alla bocca, ma portatemi un bambolotto, datemi una tazza di tè con un po&#8217; di zucchero, e magari mi calmerò. Anzi, il mio animo s&#8217;intenerirà, anche se poi`, probabilmente, digrignerò i denti contro me stesso e per la vergogna soffrirò d&#8217;insonnia per diversi mesi. Ormai ci ho fatto l&#8217;abitudine.<br />
===<br />
Elio Copetti</p>
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	<item>
		<title>Di: Zorro</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9577</link>
		<dc:creator>Zorro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Elio Copetti forse non si rende conto che Nazione Indiana è fatta da scrittori tradotti in mezzo mondo, che scrivono qui senza alcun compenso per un senso di impegno culturale e civile, e che non hanno alcun bisogno di farsi pubblicità. Evidentemente il mondo del marketing è penetrato talmente nella sua testa da considerare qualsiasi mossa come una questione di autopromozione. Non ce la fa, è più forte di lui riuscire a immaginare battaglie culturali al di fuori dell'autopromozione. Forse non gli è chiaro che tutto questo è fatto per volontariato e senso dell'impegno. Questo spazio aperto anche per lui, dove anche lui può venire a mettere le sue critichine lo deve a Nazione Indiana. Dove sono le congratulazioni reciproche? In Nazione Indiana non si recensiscono i numerosi libri pubblicati dai membri di questa rivista, come invece fanno pressochè tutti gli altri autori in rete (basta fare un giro), e come fa Copetti stesso che si autocongratula mettendo in rete le proprie opere artistiche. Quali sarebbero i mezzi tecnici chiaramente inadeguati? Si propone di pagarli Copetti, quelli più potenti? E quale sarebbe la misura dell'engagement insufficiente? E' insufficiente perchè i membri di Nazione Indiana non rispondono ogni giorno alle sue critiche faziose, inesatte e chiaramente maldisposte? Alle sue analisi farneticanti? Chi altri organizza, in Italia, convegni, incontri, letture, pagando di tasca propria come quelli al Teatro i? Adesso un incontro alla Fiera del Libro è diventato una cosa elitaria? Bisogna inventarsi l'ubiquità, altrimenti fare le cose a Torino significa essere antidemocratici verso Trieste Pescara Imola e Reggio Calabria? Ma di che vaneggia quest'uomo? Va tuttavia apprezzata la sua sincerità: è un uomo da tè e biscottini, lo dice lui stesso. Le polemiche culturali e l'impegno civile non sa che cosa siano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Elio Copetti forse non si rende conto che Nazione Indiana è fatta da scrittori tradotti in mezzo mondo, che scrivono qui senza alcun compenso per un senso di impegno culturale e civile, e che non hanno alcun bisogno di farsi pubblicità. Evidentemente il mondo del marketing è penetrato talmente nella sua testa da considerare qualsiasi mossa come una questione di autopromozione. Non ce la fa, è più forte di lui riuscire a immaginare battaglie culturali al di fuori dell&#8217;autopromozione. Forse non gli è chiaro che tutto questo è fatto per volontariato e senso dell&#8217;impegno. Questo spazio aperto anche per lui, dove anche lui può venire a mettere le sue critichine lo deve a Nazione Indiana. Dove sono le congratulazioni reciproche? In Nazione Indiana non si recensiscono i numerosi libri pubblicati dai membri di questa rivista, come invece fanno pressochè tutti gli altri autori in rete (basta fare un giro), e come fa Copetti stesso che si autocongratula mettendo in rete le proprie opere artistiche. Quali sarebbero i mezzi tecnici chiaramente inadeguati? Si propone di pagarli Copetti, quelli più potenti? E quale sarebbe la misura dell&#8217;engagement insufficiente? E&#8217; insufficiente perchè i membri di Nazione Indiana non rispondono ogni giorno alle sue critiche faziose, inesatte e chiaramente maldisposte? Alle sue analisi farneticanti? Chi altri organizza, in Italia, convegni, incontri, letture, pagando di tasca propria come quelli al Teatro i? Adesso un incontro alla Fiera del Libro è diventato una cosa elitaria? Bisogna inventarsi l&#8217;ubiquità, altrimenti fare le cose a Torino significa essere antidemocratici verso Trieste Pescara Imola e Reggio Calabria? Ma di che vaneggia quest&#8217;uomo? Va tuttavia apprezzata la sua sincerità: è un uomo da tè e biscottini, lo dice lui stesso. Le polemiche culturali e l&#8217;impegno civile non sa che cosa siano.</p>
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		<title>Di: la mosca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9578</link>
		<dc:creator>la mosca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Al cinghialetto Sebaste non piace la letteratura americana, chissà perché. Forse perché gli americani sanno "narrare", se ne fottono delle fumisteria della lingua, sono spesso veri romanzieri e veri narratori, scrivono cose che restano, al contrario dei libri del cinghialetto che invece spariscono appena pubblicati come scorregge!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Al cinghialetto Sebaste non piace la letteratura americana, chissà perché. Forse perché gli americani sanno &#8220;narrare&#8221;, se ne fottono delle fumisteria della lingua, sono spesso veri romanzieri e veri narratori, scrivono cose che restano, al contrario dei libri del cinghialetto che invece spariscono appena pubblicati come scorregge!</p>
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	</item>
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		<title>Di: Roberto Parpaglioni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9579</link>
		<dc:creator>Roberto Parpaglioni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Chissà cosa succede nella mente, o anche negli occhi, di un lettore costretto da ciò che sta leggendo a constatare l'inadeguatezza della propria intelligenza. Possibile che una scelta importante come quella del silenzio debba essere ormai vissuta allo stesso modo di un dramma esistenziale? E possibile che ai tanti un tempo capaci di tale scelta debbano oggi sostituirsi i tanti capaci solo di esprimere sguaiataggini? E possibile che a nessuno di essi venga il sospetto di essere al centro del discorso che, a modo loro, stanno contestando? L'uso dissennato di una lingua non è sempre sintomo di libertà culturale. Anzi, spesso è proprio da qui che una civiltà comincia a decadere.
p.s. 
Essendo il suo editore, posso testimoniare che i libri di Sebaste vanno piuttosto bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà cosa succede nella mente, o anche negli occhi, di un lettore costretto da ciò che sta leggendo a constatare l&#8217;inadeguatezza della propria intelligenza. Possibile che una scelta importante come quella del silenzio debba essere ormai vissuta allo stesso modo di un dramma esistenziale? E possibile che ai tanti un tempo capaci di tale scelta debbano oggi sostituirsi i tanti capaci solo di esprimere sguaiataggini? E possibile che a nessuno di essi venga il sospetto di essere al centro del discorso che, a modo loro, stanno contestando? L&#8217;uso dissennato di una lingua non è sempre sintomo di libertà culturale. Anzi, spesso è proprio da qui che una civiltà comincia a decadere.<br />
p.s.<br />
Essendo il suo editore, posso testimoniare che i libri di Sebaste vanno piuttosto bene.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: elio-c</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9580</link>
		<dc:creator>elio-c</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro "Zorro", quando si passa agli insulti bisognerebbe almeno avere la decenza di togliersi la maschera. Tra l'altro, tu sei l'idiota che mi ripete sempre le stesse stupide formule, risparmiatele, ed ignorami: tu non mi interessi, e io non scrivo certo ogni giorno su Nazione Indiana, solo quando ne ho voglia. Quanto alle mie analisi, non è certo da un "piccolo fan" come te, totalmente ingenuo, che mi attenda qualunque sorta di "legittimazione".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro &#8220;Zorro&#8221;, quando si passa agli insulti bisognerebbe almeno avere la decenza di togliersi la maschera. Tra l&#8217;altro, tu sei l&#8217;idiota che mi ripete sempre le stesse stupide formule, risparmiatele, ed ignorami: tu non mi interessi, e io non scrivo certo ogni giorno su Nazione Indiana, solo quando ne ho voglia. Quanto alle mie analisi, non è certo da un &#8220;piccolo fan&#8221; come te, totalmente ingenuo, che mi attenda qualunque sorta di &#8220;legittimazione&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: resti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9581</link>
		<dc:creator>resti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie a Bappe Sebaste: chiarissimo e condivisibile, uno dei più interessanti interventi insieme a quello di Moresco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Bappe Sebaste: chiarissimo e condivisibile, uno dei più interessanti interventi insieme a quello di Moresco.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Vanni Prudente</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9582</link>
		<dc:creator>Vanni Prudente</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>non capisco tanto accanimento contro Sebaste. Non sarà un genio, d'accordo, è uno scrittore di modeste risorse, d'accordo, è legato a una concezione della letteratura vecchia di 30-40 anni (parla ancora di sanguineti e compagnia cantante), ma in Italia e in questo stesso sito ce ne sono molti altri di scrittori mediocri come lui e come lui antiquati e reazionari. Secondo me il cinghialetto andrebbe lasciato in pace, non fatene per favore un capro espiatorio. D'accordo lui incarna bene la restaurazione, ma ripeto ce ne sono molti altri...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non capisco tanto accanimento contro Sebaste. Non sarà un genio, d&#8217;accordo, è uno scrittore di modeste risorse, d&#8217;accordo, è legato a una concezione della letteratura vecchia di 30-40 anni (parla ancora di sanguineti e compagnia cantante), ma in Italia e in questo stesso sito ce ne sono molti altri di scrittori mediocri come lui e come lui antiquati e reazionari. Secondo me il cinghialetto andrebbe lasciato in pace, non fatene per favore un capro espiatorio. D&#8217;accordo lui incarna bene la restaurazione, ma ripeto ce ne sono molti altri&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: elio-c</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/04/23/restaurazione-repressione-marginalizzazione/#comment-9583</link>
		<dc:creator>elio-c</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://localhost/ni2/?p=1127#comment-9583</guid>
		<description>Eh già, non dovevo lasciarmi trascinare a mia volta nell'insulto. Ma diopoi, vengo qui ad esercitarmi al burdivista dilettante [ma Bourdieu non è dei "vostri", in teoria?] con tutta la fallibilità ed autoironia di questo mondo, squadernando, attraverso il link al mio blog, tutti i miei "piani" reconditi e la loro genealogia, affinché anche questi possano essere "colpiti" con il massimo agio ed il più implacabile rigore. Ci gioco la faccia, accetto il rischio del ridicolo (altissimo, nella "pretenziosità" dell'outsider) e mi appresto, rendendomi antipatico, ad essere aspramente redarguito - però "nel merito" - da dei "veri" intellettuali ... ed invece ... invece mi ritrovo tra i piedi soltanto queste risposte da [lasciamo perdere]? 
Comunque, dato che non riesco a convincervi della mia "buona fede", del carattere di radicale sperimentalità (fino all'autolesionismo) della mia "azione", ci rinuncio. Nazione Indiana sembra attualmente uno dei posti più interessanti della semiosfera (locale), ma tuttavia non mi soddisfa, e mi ingegnavo quindi a "stilettarlo" proprio nei punti dai quali vorrei veder sgorgare un poco di sangue, e non certo per uccidere la bestia, un piccolo salasso usualmente è benefico, se l'animale è sano. 
Si trattava forse di un insulto? Oh menti raffinate, si trattava al contrario - implicitamente - di una attestazione di profonda considerazione: cercavo di iniettare una piccola dose di "mezzo di contrasto" dentro ad un "gioco" che supponevo di una qualche rilevanza culturale, così da poterlo osservare, soltanto un pochino, "in trasparenza". Ed invece culturale non sembra proprio essere (almeno qui - al convegno non so): sarà forse anche lodevole, darà una prospettiva ai giovani, tutto quello che volete, ma si tratta di un'imitazione superficiale della cultura, di una "vulgata" - interessata o meno che sia. Mi dispiace, voi non fate certo nulla di male, con naturalezza incosciente e, suppongo, del tutto innocente, vi "appropriate" dello "status quo" quando vi sta bene e adoperate l'occhio acutissimo della critica soltanto sugli ostacoli che si frappongono al vostro sacrosanto cammino. Tutto normale, normalissimo: è così che gira il mondo! Vabbé, createvi un partito, così vi daranno anche i soldi. That's all, folks.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eh già, non dovevo lasciarmi trascinare a mia volta nell&#8217;insulto. Ma diopoi, vengo qui ad esercitarmi al burdivista dilettante [ma Bourdieu non è dei "vostri", in teoria?] con tutta la fallibilità ed autoironia di questo mondo, squadernando, attraverso il link al mio blog, tutti i miei &#8220;piani&#8221; reconditi e la loro genealogia, affinché anche questi possano essere &#8220;colpiti&#8221; con il massimo agio ed il più implacabile rigore. Ci gioco la faccia, accetto il rischio del ridicolo (altissimo, nella &#8220;pretenziosità&#8221; dell&#8217;outsider) e mi appresto, rendendomi antipatico, ad essere aspramente redarguito - però &#8220;nel merito&#8221; - da dei &#8220;veri&#8221; intellettuali &#8230; ed invece &#8230; invece mi ritrovo tra i piedi soltanto queste risposte da [lasciamo perdere]?<br />
Comunque, dato che non riesco a convincervi della mia &#8220;buona fede&#8221;, del carattere di radicale sperimentalità (fino all&#8217;autolesionismo) della mia &#8220;azione&#8221;, ci rinuncio. Nazione Indiana sembra attualmente uno dei posti più interessanti della semiosfera (locale), ma tuttavia non mi soddisfa, e mi ingegnavo quindi a &#8220;stilettarlo&#8221; proprio nei punti dai quali vorrei veder sgorgare un poco di sangue, e non certo per uccidere la bestia, un piccolo salasso usualmente è benefico, se l&#8217;animale è sano.<br />
Si trattava forse di un insulto? Oh menti raffinate, si trattava al contrario - implicitamente - di una attestazione di profonda considerazione: cercavo di iniettare una piccola dose di &#8220;mezzo di contrasto&#8221; dentro ad un &#8220;gioco&#8221; che supponevo di una qualche rilevanza culturale, così da poterlo osservare, soltanto un pochino, &#8220;in trasparenza&#8221;. Ed invece culturale non sembra proprio essere (almeno qui - al convegno non so): sarà forse anche lodevole, darà una prospettiva ai giovani, tutto quello che volete, ma si tratta di un&#8217;imitazione superficiale della cultura, di una &#8220;vulgata&#8221; - interessata o meno che sia. Mi dispiace, voi non fate certo nulla di male, con naturalezza incosciente e, suppongo, del tutto innocente, vi &#8220;appropriate&#8221; dello &#8220;status quo&#8221; quando vi sta bene e adoperate l&#8217;occhio acutissimo della critica soltanto sugli ostacoli che si frappongono al vostro sacrosanto cammino. Tutto normale, normalissimo: è così che gira il mondo! Vabbé, createvi un partito, così vi daranno anche i soldi. That&#8217;s all, folks.</p>
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