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	<title>Commenti a: Quintetto d&#8217;archi</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 17:17:14 +0000</pubDate>
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		<title>Di: gabriella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10044</link>
		<dc:creator>gabriella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>E' sempre un piacere leggerti, Arden!</description>
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		<title>Di: gio</title>
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		<dc:creator>gio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>ogni tanto, caro franz, invece di farsi prendere dal livore, fa bene farsi prendere dalla poesia, no? posta più spesso bei versi, evitati/ci la bile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ogni tanto, caro franz, invece di farsi prendere dal livore, fa bene farsi prendere dalla poesia, no? posta più spesso bei versi, evitati/ci la bile.</p>
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		<title>Di: r.f.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10046</link>
		<dc:creator>r.f.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Arden, che piacere leggere qualcosa di comprensibile, musicale, vero. Forse è il caso di dirlo: per scrivere poesie non basta essere intellettuali, bisogna anche essere poeti, no ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Arden, che piacere leggere qualcosa di comprensibile, musicale, vero. Forse è il caso di dirlo: per scrivere poesie non basta essere intellettuali, bisogna anche essere poeti, no ?</p>
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		<title>Di: Intolleranza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10047</link>
		<dc:creator>Intolleranza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Che belle queste poesie. Bello vederle anche qui. Un sollievo, un piacere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che belle queste poesie. Bello vederle anche qui. Un sollievo, un piacere&#8230;</p>
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		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10048</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Le poesie nel loro complesso mi piacciono, ma non mi piacciono alcune forme, in un certo senso quelle più scontatamente “poetiche”: “tempo mio”, “bosco d’anni folto”, “perduto viso”, “ch’abbiano”, “lor cose”, “sordo scricchiolar”…
Naturalmente non sono d’accordo con r.f.
Ci può essere una poesia di assoluto valore anche se non “musicale”, non “vera”, non immediatamente “comprensibile”. 
Certo, non è necessario che un poeta sia un “intellettuale”, ma per come la vedo io non è bene sia una personcina tutto cuore e sentimento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le poesie nel loro complesso mi piacciono, ma non mi piacciono alcune forme, in un certo senso quelle più scontatamente “poetiche”: “tempo mio”, “bosco d’anni folto”, “perduto viso”, “ch’abbiano”, “lor cose”, “sordo scricchiolar”…<br />
Naturalmente non sono d’accordo con r.f.<br />
Ci può essere una poesia di assoluto valore anche se non “musicale”, non “vera”, non immediatamente “comprensibile”.<br />
Certo, non è necessario che un poeta sia un “intellettuale”, ma per come la vedo io non è bene sia una personcina tutto cuore e sentimento.</p>
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	<item>
		<title>Di: r.f.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10049</link>
		<dc:creator>r.f.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Una "poesia", se non è musicale, non è vera, non è comprensibile, cos'è ? Nel migliore dei casi, un aforisma. Nel peggiore, una sbrodolata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una &#8220;poesia&#8221;, se non è musicale, non è vera, non è comprensibile, cos&#8217;è ? Nel migliore dei casi, un aforisma. Nel peggiore, una sbrodolata.</p>
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		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10050</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sembra che il discorso del musicale+vero+comprensibile, così come è stato posto, sia di una semplificazione inaccettabile.  Riesce a rendere ragione di canzonette di musica leggera e filastrocche per bambini, ma lascia fuori buona parte della poesia contemporanea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che il discorso del musicale+vero+comprensibile, così come è stato posto, sia di una semplificazione inaccettabile.  Riesce a rendere ragione di canzonette di musica leggera e filastrocche per bambini, ma lascia fuori buona parte della poesia contemporanea.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Intolleranza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10051</link>
		<dc:creator>Intolleranza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>A emma: tutto giusto e condivisibile, se non che, da almeno 35 anni, nella poesia contemporanea viene lasciato poco o nessuno spazio alla triade musicale-comprensibile-vero. Con "vero" voglio intendere "poco mediato", "poco poetichese", poco gergo specialistico. 
Di conseguenza non c'è alcun dubbio che questi tre valori, ritmo, candore, "comprensibilità"- che le poesie di Anna Setari possiedono - non esauriscano la poesia contemporanea; anzi, forse appena la sfiorano, purtroppo.
Per fortuna nemmeno la triade assenza di contenuti-sperimentalismo-brusio della lingua la esauriscono. Queste poesie per me ne sono la rara dimostrazione.
Non so perché dovremmo ben considerare i deliri linguistici del "Gruppo 93" e imbarazzarci di fronte a una semplice prolessi dell'aggettivo ("perdute cose", per esempio), pratica comune a tutta la nostra migliore tradizione poetica!
Non so... tu che ne pensi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A emma: tutto giusto e condivisibile, se non che, da almeno 35 anni, nella poesia contemporanea viene lasciato poco o nessuno spazio alla triade musicale-comprensibile-vero. Con &#8220;vero&#8221; voglio intendere &#8220;poco mediato&#8221;, &#8220;poco poetichese&#8221;, poco gergo specialistico.<br />
Di conseguenza non c&#8217;è alcun dubbio che questi tre valori, ritmo, candore, &#8220;comprensibilità&#8221;- che le poesie di Anna Setari possiedono - non esauriscano la poesia contemporanea; anzi, forse appena la sfiorano, purtroppo.<br />
Per fortuna nemmeno la triade assenza di contenuti-sperimentalismo-brusio della lingua la esauriscono. Queste poesie per me ne sono la rara dimostrazione.<br />
Non so perché dovremmo ben considerare i deliri linguistici del &#8220;Gruppo 93&#8243; e imbarazzarci di fronte a una semplice prolessi dell&#8217;aggettivo (&#8221;perdute cose&#8221;, per esempio), pratica comune a tutta la nostra migliore tradizione poetica!<br />
Non so&#8230; tu che ne pensi?</p>
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		<title>Di: vera</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10052</link>
		<dc:creator>vera</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Queste poesie sono sicuramente musicali e piacevoli a leggersi. Forse quello che manca loro è una "voce" caratteristica, che spicchi. Faccio fatica ad immaginare la personalità del poeta dietro questa serie di endecasillabi belli ma forse un po' anonimi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Queste poesie sono sicuramente musicali e piacevoli a leggersi. Forse quello che manca loro è una &#8220;voce&#8221; caratteristica, che spicchi. Faccio fatica ad immaginare la personalità del poeta dietro questa serie di endecasillabi belli ma forse un po&#8217; anonimi.</p>
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		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10053</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Per Intolleranza (non puoi sceglierti un nick meno respingente? :)

Vero. 
Lo associo a “realtà” o a “verità”, non a “poco mediato”, ancor meno a “candido”. Se la verità è solo “candore” - e non si è Francesco d’Assisi o un mistico di pari livello - secondo me si rischia di sposare l’ideologia dominante e di esserne perfino soddisfatti. 
Mi sembra che r.f. per “vero” intenda quello che di solito si definisce “sentimento autentico” e “comune” a molti. Può essere un’idea di “vero”, ma certamente non è la sola, e in ogni caso non esaurisce il “vero” in poesia.

Comprensibilità. 
Il “farsi capire” è un pregio, ma la poesia non è solo comunicazione. L’espressione oscura può essere una necessità, non semplicemente un vezzo o il frutto di una scelta aristocratica.

Musicalità. 
Forse bisogna intendersi. Non c’è solo la musica degli endecasillabi e dei settenari. La musica è plurale, il ritmo pure.

Poetichese. 
Il problema della lingua e della forma mi sembra centrale in poesia, così come il rapporto con il “proprio” tempo. 
Gran parte della poesia contemporanea è attratta dalla prosa e dal parlato, e rifugge la lingua poetica più tradizionale e di “maniera”. 
È per l’appunto un residuo di “maniera” poetica tradizionale quello che lamento nelle poesie di Anna Setari.
Certo, ci può essere “maniera” anche nell’oscurità o nel verso lungo o nella lingua “bassa”.
È allora questione di “mia” sensibilità?
Può darsi. Ma infine sono io quella che legge.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Intolleranza (non puoi sceglierti un nick meno respingente? :)</p>
<p>Vero.<br />
Lo associo a “realtà” o a “verità”, non a “poco mediato”, ancor meno a “candido”. Se la verità è solo “candore” - e non si è Francesco d’Assisi o un mistico di pari livello - secondo me si rischia di sposare l’ideologia dominante e di esserne perfino soddisfatti.<br />
Mi sembra che r.f. per “vero” intenda quello che di solito si definisce “sentimento autentico” e “comune” a molti. Può essere un’idea di “vero”, ma certamente non è la sola, e in ogni caso non esaurisce il “vero” in poesia.</p>
<p>Comprensibilità.<br />
Il “farsi capire” è un pregio, ma la poesia non è solo comunicazione. L’espressione oscura può essere una necessità, non semplicemente un vezzo o il frutto di una scelta aristocratica.</p>
<p>Musicalità.<br />
Forse bisogna intendersi. Non c’è solo la musica degli endecasillabi e dei settenari. La musica è plurale, il ritmo pure.</p>
<p>Poetichese.<br />
Il problema della lingua e della forma mi sembra centrale in poesia, così come il rapporto con il “proprio” tempo.<br />
Gran parte della poesia contemporanea è attratta dalla prosa e dal parlato, e rifugge la lingua poetica più tradizionale e di “maniera”.<br />
È per l’appunto un residuo di “maniera” poetica tradizionale quello che lamento nelle poesie di Anna Setari.<br />
Certo, ci può essere “maniera” anche nell’oscurità o nel verso lungo o nella lingua “bassa”.<br />
È allora questione di “mia” sensibilità?<br />
Può darsi. Ma infine sono io quella che legge.</p>
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	<item>
		<title>Di: Intolleranza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10054</link>
		<dc:creator>Intolleranza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>cara emma,
sì, credo che sia una questione di "propria" sensibilità. Mi dispiace che il mio nick sia "respingente".
io, da parte mia, sono intollerante alle poesie scritte come compitini (come diceva Pasolini, che fa anche rima) da redivivi sperimentalisti. col loro verso lungo e la loro "maniera" finto-prosastica ma anticomunicativa. come se l'unica sede della poesia fosse lo sperimentare selvaggio sulle forme. la lingua "bassa" (ma bassa non è mai! almeno lo fosse) ostentata come un pezzo significativo di sublime kitch... tutto questo mi deprime.
ma il bello è che ognuno cerca il suo gatto, e direi che c'è spazio per tutti. :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara emma,<br />
sì, credo che sia una questione di &#8220;propria&#8221; sensibilità. Mi dispiace che il mio nick sia &#8220;respingente&#8221;.<br />
io, da parte mia, sono intollerante alle poesie scritte come compitini (come diceva Pasolini, che fa anche rima) da redivivi sperimentalisti. col loro verso lungo e la loro &#8220;maniera&#8221; finto-prosastica ma anticomunicativa. come se l&#8217;unica sede della poesia fosse lo sperimentare selvaggio sulle forme. la lingua &#8220;bassa&#8221; (ma bassa non è mai! almeno lo fosse) ostentata come un pezzo significativo di sublime kitch&#8230; tutto questo mi deprime.<br />
ma il bello è che ognuno cerca il suo gatto, e direi che c&#8217;è spazio per tutti. :-)</p>
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	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10055</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Visto che mi sento in piccolissima parte responsabile della presenza qui di queste poesie di Arden vorrei  aggiungere qualche parola al commento di Emma con il quale in linea di massima sono d'accordo. E' vero, c'è in ***queste*** poesie qualche  pecca formale,  ma ci sono anche, nel blog di Arden poesie perfette.  Quello che mi ha attirato nel suo blog, e che mi rende poco sensibile a queste ***pecche***,  è che le pecche sono compensate da molte grandissime virtù, la prima, il fatto che Arden stessa, che certamente le vede, abbia deciso di tenersele, di non sentirsene imbarazzata, di farne parte con tranquillità  ai suoi lettori e che i suoi lettori le apprezzino perché cercano in Arden proprio quella "sincerità" che non è da sola una garanzia di poesia,  certo, ma che dopo anni e anni di impoverimento sperimentale e avanguardistico, di parole cinicamente rotolate in bocca, di poesie scritte per "spararsi una posa", come direbbe qualcuno, danno quella sensazione di freschezza, di trovarsi finalmente in casa di una persona per bene, civile, in cui la sostanza corrisponde alla forma. La seconda grandissima virtù è che mentre potrei snocciolarvi  dieci indistinguibili imitazioni per ogni poeta del genere che ho appena abbozzato, non sarei in grado di scrivere una falsa poesia di Arden perché l'aderenza tra parola e pensiero della poesia è in lei così perfetta, proprio per la sua autenticità, che rende impossibile ogni imitazione, dovrei pensare come pensa Arden, ma io non so come pensa Arden e quindi mi tocca aspettare che lei pensi e me lo mostri in una sua poesia. Mentre, per quanto riguarda gli altri di cui parlavo, so come pensano, e quindi posso imitarli quanto mi pare. Certo, un poeta che avesse sempre questa urgenza alta e una assoluta perfezione formale sarebbe grandissimo, Arden però è una poetessa autentica, un vero sollievo, e in alcune poesie perfette, come quella ad esempio, se non ricordo male la data, postata venerdì 13,  tocca il nostro senso della bellezza e proviamo ammirazione che una cosa che condividiamo sia stata scritta con tanta  compiutezza e compattezza formale. Merci, cara Arden.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che mi sento in piccolissima parte responsabile della presenza qui di queste poesie di Arden vorrei  aggiungere qualche parola al commento di Emma con il quale in linea di massima sono d&#8217;accordo. E&#8217; vero, c&#8217;è in ***queste*** poesie qualche  pecca formale,  ma ci sono anche, nel blog di Arden poesie perfette.  Quello che mi ha attirato nel suo blog, e che mi rende poco sensibile a queste ***pecche***,  è che le pecche sono compensate da molte grandissime virtù, la prima, il fatto che Arden stessa, che certamente le vede, abbia deciso di tenersele, di non sentirsene imbarazzata, di farne parte con tranquillità  ai suoi lettori e che i suoi lettori le apprezzino perché cercano in Arden proprio quella &#8220;sincerità&#8221; che non è da sola una garanzia di poesia,  certo, ma che dopo anni e anni di impoverimento sperimentale e avanguardistico, di parole cinicamente rotolate in bocca, di poesie scritte per &#8220;spararsi una posa&#8221;, come direbbe qualcuno, danno quella sensazione di freschezza, di trovarsi finalmente in casa di una persona per bene, civile, in cui la sostanza corrisponde alla forma. La seconda grandissima virtù è che mentre potrei snocciolarvi  dieci indistinguibili imitazioni per ogni poeta del genere che ho appena abbozzato, non sarei in grado di scrivere una falsa poesia di Arden perché l&#8217;aderenza tra parola e pensiero della poesia è in lei così perfetta, proprio per la sua autenticità, che rende impossibile ogni imitazione, dovrei pensare come pensa Arden, ma io non so come pensa Arden e quindi mi tocca aspettare che lei pensi e me lo mostri in una sua poesia. Mentre, per quanto riguarda gli altri di cui parlavo, so come pensano, e quindi posso imitarli quanto mi pare. Certo, un poeta che avesse sempre questa urgenza alta e una assoluta perfezione formale sarebbe grandissimo, Arden però è una poetessa autentica, un vero sollievo, e in alcune poesie perfette, come quella ad esempio, se non ricordo male la data, postata venerdì 13,  tocca il nostro senso della bellezza e proviamo ammirazione che una cosa che condividiamo sia stata scritta con tanta  compiutezza e compattezza formale. Merci, cara Arden.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Franz Krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10056</link>
		<dc:creator>Franz Krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Per leggerne di più: www.secondariamente.splinder.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per leggerne di più: <a href="http://www.secondariamente.splinder.com" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.secondariamente.splinder.com');" rel="nofollow">http://www.secondariamente.splinder.com</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10057</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Piccola aggiunta, ho controllato la data, quella di cui parlo in particolare è di sabato 7 maggio, vai a vederla Emma, spero che sarai d'accordo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Piccola aggiunta, ho controllato la data, quella di cui parlo in particolare è di sabato 7 maggio, vai a vederla Emma, spero che sarai d&#8217;accordo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: riccardo ferrazzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10058</link>
		<dc:creator>riccardo ferrazzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>emma, credo anch'io che sia una questione di sensibilità. non so quale funzione attribuisca arden a certi stilemi di sapore ottocentesco (potrebbe esserci anche un velo di ironia, perché no ?), ma non li sento come qualcosa di irritante. io credo che sia necessario un ritorno alla cura per la musicalità dell'espressione: il secolo scorso ha esplorato e investigato tutte le modalità di espressione possibili e immaginabili. dubito che valga la pena di andare a cercarne altre (ammesso e non concesso che ne sia rimasta qualcuna inesplorata). mi sembra più utile andare a cercare il senso di ciò che dovrebbe distinguere la poesia dalla prosa, dall'aforisma, dall'epigrafe, da ogni altra forma di espressione. o vogliamo confinare la musicalità nelle canzonette (e poi magari fra cent'anni qualche critico decreterà che nel deserto dello sperimentalismo musicale i Beatles sono stati i Mozart e i Donizetti del novecento ?).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>emma, credo anch&#8217;io che sia una questione di sensibilità. non so quale funzione attribuisca arden a certi stilemi di sapore ottocentesco (potrebbe esserci anche un velo di ironia, perché no ?), ma non li sento come qualcosa di irritante. io credo che sia necessario un ritorno alla cura per la musicalità dell&#8217;espressione: il secolo scorso ha esplorato e investigato tutte le modalità di espressione possibili e immaginabili. dubito che valga la pena di andare a cercarne altre (ammesso e non concesso che ne sia rimasta qualcuna inesplorata). mi sembra più utile andare a cercare il senso di ciò che dovrebbe distinguere la poesia dalla prosa, dall&#8217;aforisma, dall&#8217;epigrafe, da ogni altra forma di espressione. o vogliamo confinare la musicalità nelle canzonette (e poi magari fra cent&#8217;anni qualche critico decreterà che nel deserto dello sperimentalismo musicale i Beatles sono stati i Mozart e i Donizetti del novecento ?).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10059</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ho visitato il blog di Arden e l’ho apprezzato, pur con le riserve di cui ho già detto. 
Aggiungo che mi ha colpito la tipologia dei commenti, in gran parte incentrati sul binomio “bello” e “consolazione”.
Anche qui: senz’altro la poesia ha a che fare con la bellezza, senz’altro può “consolare”, ma non credo che con questo si esauriscano le potenzialità del discorso poetico. Anzi, la “consolazione” può perfino diventare una limitazione.
E comunque mi sembra eccessivo quel livore che nei commenti si mostra verso la poesia contemporanea, che “non si capisce”, che “sperimenta”, ecc.
Forse da noi manca una poesia con le caratteristiche del “popolare”, e questo non aiuta in generale la poesia. La quale è – come dice più sopra Andrea Inglese – un vero e proprio “genere fantasma”, non da adesso oggetto e vittima di “restaurazione”. Certo il “mondo” della poesia (poeti e lettori), così chiuso e tutto preso da lotte intestine, non sembra davvero interessato alla diffusione della poesia (delle poesie).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visitato il blog di Arden e l’ho apprezzato, pur con le riserve di cui ho già detto.<br />
Aggiungo che mi ha colpito la tipologia dei commenti, in gran parte incentrati sul binomio “bello” e “consolazione”.<br />
Anche qui: senz’altro la poesia ha a che fare con la bellezza, senz’altro può “consolare”, ma non credo che con questo si esauriscano le potenzialità del discorso poetico. Anzi, la “consolazione” può perfino diventare una limitazione.<br />
E comunque mi sembra eccessivo quel livore che nei commenti si mostra verso la poesia contemporanea, che “non si capisce”, che “sperimenta”, ecc.<br />
Forse da noi manca una poesia con le caratteristiche del “popolare”, e questo non aiuta in generale la poesia. La quale è – come dice più sopra Andrea Inglese – un vero e proprio “genere fantasma”, non da adesso oggetto e vittima di “restaurazione”. Certo il “mondo” della poesia (poeti e lettori), così chiuso e tutto preso da lotte intestine, non sembra davvero interessato alla diffusione della poesia (delle poesie).</p>
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		<title>Di: Nicola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10060</link>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Emma, quello delle lotte intestine è fortunatamente  solo "una parte del mondo della poesia". Io di solito preferisco decidere da solo cosa è importante per me. Sono un lettore del blog di Arden. Dalle sue parole sono misteriosamente "attratto", non "consolato".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Emma, quello delle lotte intestine è fortunatamente  solo &#8220;una parte del mondo della poesia&#8221;. Io di solito preferisco decidere da solo cosa è importante per me. Sono un lettore del blog di Arden. Dalle sue parole sono misteriosamente &#8220;attratto&#8221;, non &#8220;consolato&#8221;.</p>
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		<title>Di: Intolleranza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/05/15/quintetto-darchi/#comment-10061</link>
		<dc:creator>Intolleranza</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 1999 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>la poesia può consolare il lettore senza essere consolatoria.  dove sta la limitazione?
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		<content:encoded><![CDATA[<p>la poesia può consolare il lettore senza essere consolatoria.  dove sta la limitazione?</p>
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