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	<title>Commenti a: Due letture sul terrorismo</title>
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	<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 11:37:32 +0000</pubDate>
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		<title>Di: tremone nicola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11511</link>
		<dc:creator>tremone nicola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2005 10:53:02 +0000</pubDate>
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		<description>mi dispoiace, ma non condivido la linea. siamo sempre al paradosso di essere noi i colpevoli e loro i "giusti", i santi. ma quamdo la smetteremo di colpevolizzarci?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi dispoiace, ma non condivido la linea. siamo sempre al paradosso di essere noi i colpevoli e loro i &#8220;giusti&#8221;, i santi. ma quamdo la smetteremo di colpevolizzarci?!</p>
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		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11510</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2005 10:23:51 +0000</pubDate>
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		<description>provo, non tanto a rispondere, ma ad integrare i post di Galbiati e a Trespolo, che mi sembrano compiuti e validi entrambi; e però discuterli ci permette di ampliare un po' la visuale. 

Galbiati: "gli stati uniti non sono un impero in senso stretto, come era appunto l’impero romano, e non agiscono come stato nazione. sono un’oligarchia composta da poche famiglie (divise in due clan) che rappresentano il “capitalismo avanzato” e che operano perseguendo i loro interessi economici."

vero, ma non abbastanza; quello che dici finisce per eliminare proprio una fondamentalke contraddizione di sistema, ma è solo grazie al permanere di tale contraddizione che noi possiamo agire politicamente; mi spiego.

non si può ignorare quello che un siociologo francese (Boltanski) chiama "spirito di capitalismo" o quello che Zizek, con riferimento a Lacan, chiama il piano "immaginario" del discorso degli USA; non si posono dimenticare questi tre livelli di realtà: 1) sul piano internazionale e diplomatico gli USA si propongono come una versione aggiornata di "impero romano", negli anni Sessanta già analisti statunitensi scrivevano libri sulla cosidetta pax americana; puoi sostituire il termine impero e mettere polizia mondiale; 2) lo stato nazione non è "due o tre clan" che si fanno gli affari propri; tu credi che la maggioranza dei cittadini americani percepisca gli USA come uno stato in mano a due clan di petrolieri? No. Quando invece questa percezione estende, emerge, il cittadino americano s'incazza; quando la madre si rende conto che suo figlio morto in Iraq non è un eroe della libertà, ma una vittima degli affari della famiglia Bush, s'incazza e si piazza davanti alla Casa Bianca, al ranch del persidente, ecc. 3) c'è poi il livello di cui tu parli: il livello del privato che agisce sotto la maschera del pubblico; ed è vero che gli USA possono perdere una guerra, e la famiglia Bush vincere i loro affari; 

se pero' ignoriamo questi livelli e le contraddizioni che esistono tra di essi, ci togliamo anche tutti gli strumenti di critica; questo è un punto fondamentale che sfugge proprio a certa sinistra radicale

Trespolo hai probabilmente ragione sulla questione riciclaggio in Florida; la cifra è molto piccola; questo fa diventare l'esempio che ho scelto poco "esemplare"; ma il punto di fondo rimane: il riciclaggio tollerato dalle banche, sia esso di grandi, di medie, o di piccole proporzioni, andrebbe combattuto con la stessa vemenza con cui si pretende di combattere colui che indossa armi che che provengono da quello stesso circuito della droga, che tali banche aiutano.

ndiamo a Bilorussia e Ucraina: Son d'accordo con quanto dici: Due situazioni differenti. Va distinta un'Europa geografica e commerciale (con Bielorussi) e un'Europa istituzionale, più ristretta.
Ciò detto: ti cito un libro che si occupa per un terzo dei traffici d'armi, in cui la Francia è coinvolta e che rispondono a una "domanda" africana. Il coinvolgimento della Francia, anche qui, è a vari livelli. Spesso fanno solo i "mediatori" per armi russe, altre volte vendono in proprio. E, attento Trespolo, non vendono solo i fucili, perché gli africani saranno africani, ma hanno anche bombardieri, missili terra-aria, carri armati, ecc:

Eccoti le indicazioni: François- Xavier, "La Françafrique", Stock, 1998-1999, p. 380.

Ti ringrazio comunque per le tue critiche e le tue precisazioni. E auguri, con ritardo.

ps sulla questione di togliere i post "di puro disturbo", parliamone pure, ma non qui, altrimenti è sempre il blog che parla di se stesso,</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>provo, non tanto a rispondere, ma ad integrare i post di Galbiati e a Trespolo, che mi sembrano compiuti e validi entrambi; e però discuterli ci permette di ampliare un po&#8217; la visuale. </p>
<p>Galbiati: &#8220;gli stati uniti non sono un impero in senso stretto, come era appunto l’impero romano, e non agiscono come stato nazione. sono un’oligarchia composta da poche famiglie (divise in due clan) che rappresentano il “capitalismo avanzato” e che operano perseguendo i loro interessi economici.&#8221;</p>
<p>vero, ma non abbastanza; quello che dici finisce per eliminare proprio una fondamentalke contraddizione di sistema, ma è solo grazie al permanere di tale contraddizione che noi possiamo agire politicamente; mi spiego.</p>
<p>non si può ignorare quello che un siociologo francese (Boltanski) chiama &#8220;spirito di capitalismo&#8221; o quello che Zizek, con riferimento a Lacan, chiama il piano &#8220;immaginario&#8221; del discorso degli USA; non si posono dimenticare questi tre livelli di realtà: 1) sul piano internazionale e diplomatico gli USA si propongono come una versione aggiornata di &#8220;impero romano&#8221;, negli anni Sessanta già analisti statunitensi scrivevano libri sulla cosidetta pax americana; puoi sostituire il termine impero e mettere polizia mondiale; 2) lo stato nazione non è &#8220;due o tre clan&#8221; che si fanno gli affari propri; tu credi che la maggioranza dei cittadini americani percepisca gli USA come uno stato in mano a due clan di petrolieri? No. Quando invece questa percezione estende, emerge, il cittadino americano s&#8217;incazza; quando la madre si rende conto che suo figlio morto in Iraq non è un eroe della libertà, ma una vittima degli affari della famiglia Bush, s&#8217;incazza e si piazza davanti alla Casa Bianca, al ranch del persidente, ecc. 3) c&#8217;è poi il livello di cui tu parli: il livello del privato che agisce sotto la maschera del pubblico; ed è vero che gli USA possono perdere una guerra, e la famiglia Bush vincere i loro affari; </p>
<p>se pero&#8217; ignoriamo questi livelli e le contraddizioni che esistono tra di essi, ci togliamo anche tutti gli strumenti di critica; questo è un punto fondamentale che sfugge proprio a certa sinistra radicale</p>
<p>Trespolo hai probabilmente ragione sulla questione riciclaggio in Florida; la cifra è molto piccola; questo fa diventare l&#8217;esempio che ho scelto poco &#8220;esemplare&#8221;; ma il punto di fondo rimane: il riciclaggio tollerato dalle banche, sia esso di grandi, di medie, o di piccole proporzioni, andrebbe combattuto con la stessa vemenza con cui si pretende di combattere colui che indossa armi che che provengono da quello stesso circuito della droga, che tali banche aiutano.</p>
<p>ndiamo a Bilorussia e Ucraina: Son d&#8217;accordo con quanto dici: Due situazioni differenti. Va distinta un&#8217;Europa geografica e commerciale (con Bielorussi) e un&#8217;Europa istituzionale, più ristretta.<br />
Ciò detto: ti cito un libro che si occupa per un terzo dei traffici d&#8217;armi, in cui la Francia è coinvolta e che rispondono a una &#8220;domanda&#8221; africana. Il coinvolgimento della Francia, anche qui, è a vari livelli. Spesso fanno solo i &#8220;mediatori&#8221; per armi russe, altre volte vendono in proprio. E, attento Trespolo, non vendono solo i fucili, perché gli africani saranno africani, ma hanno anche bombardieri, missili terra-aria, carri armati, ecc:</p>
<p>Eccoti le indicazioni: François- Xavier, &#8220;La Françafrique&#8221;, Stock, 1998-1999, p. 380.</p>
<p>Ti ringrazio comunque per le tue critiche e le tue precisazioni. E auguri, con ritardo.</p>
<p>ps sulla questione di togliere i post &#8220;di puro disturbo&#8221;, parliamone pure, ma non qui, altrimenti è sempre il blog che parla di se stesso,</p>
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	<item>
		<title>Di: monsterlippa &#187; Blog Archive &#187; Terrorismo, guerriglia e consenso</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11505</link>
		<dc:creator>monsterlippa &#187; Blog Archive &#187; Terrorismo, guerriglia e consenso</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2005 19:27:33 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Andrea Inglese analizza la manipolazione dell&#8217;informazione attorno a questi temi ed indica alcuni obiettivi della manipolazione del termine terrorismo: [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Andrea Inglese analizza la manipolazione dell&#8217;informazione attorno a questi temi ed indica alcuni obiettivi della manipolazione del termine terrorismo: [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: monsterlippa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11504</link>
		<dc:creator>monsterlippa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2005 19:24:54 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;terrorismo, guerriglia e consenso&lt;/strong&gt;

	Cos&#8217;è il terrorismo? Secondo l&#8217;ISTRID - Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa, riportato da Megachip,  è:
	
una forma di azione violenta, tale da mettere in pericolo la popolazione civile, e quindi indurre una condizione di “terr...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>terrorismo, guerriglia e consenso</strong></p>
<p>	Cos&#8217;è il terrorismo? Secondo l&#8217;ISTRID - Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa, riportato da Megachip,  è:</p>
<p>una forma di azione violenta, tale da mettere in pericolo la popolazione civile, e quindi indurre una condizione di “terr&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Trespolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11481</link>
		<dc:creator>Trespolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 15:37:38 +0000</pubDate>
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		<description>@andrea inglese: sulle banche qualunque cosa si dica, anche la peggiore, mi troverete sempre d'accordo anche perché, conoscendoli, per male che se ne parli non si raggiungerà mai il peggio che sono in grado di mettere sul tavolo. E' un argomento che mi sta a cuore, molto, e che, purtroppo, cade sempre nel dimenticatoio.

Ovvio che non considero Bielorussia (non Russia e non è una differenza di poco conto) e Ucraina due paesi asiatici, almeno non geograficamente, ma è un dato di fatto che la Bielorussia (ancora a regime comunista duro e puro è un problema sul fronte armamenti anche per la Russia: non si sono limitati a commercializzare solo kalashnikov...) non risponda a nessun trattato internazionale, continui a farsi gli affaracci suoi e sia un punto focale e una terra franca del commercio internazionale d'armi. Leggermente diversa la situazione dell'Ucraina che dovrebbe, dopo i recenti cambiamenti politici, rientrare all'interno di trattati internazionali più rigidi. Fino ad ora mi risulta non sia cambiato molto però... Se poi li vuoi considerare paesi europei e occidentali come Italia, Francia, Germania, etc... credo sia impossibile e per molteplici motivi troppo lunghi da discutere in questa sede, ma nessun problema a farlo.

Non ho nulla contro la critica agli USA, ci mancherebbe anche se è un paese che amo avendoci studiato e vissuto per parecchi anni. Mi infastidisce non la critica in quanto tale, ma l'orientare sempre e comunque la critica in ununica direzione e raggruppare negli USA "tutto il male del mondo"; spesso ricorrendo a miscugli di verità e menzogna costruiti ad arte o di mezze verità premasticate. Ribadisco: se uno vuol scrivere un romanzo lo deve dichiarare, ma se vuole spacciarlo per descrizione della realtà bé, un pochino mi incazzo.

@Tashtego riporta un passaggio "lo scarto dei particolari è funzionale al sorvolare, alla fine, sulla narrazione nel suo complesso, su quello che DICE" che mi lascia perplesso e che trovo inerente al tema: non puoi vendermi 15 milioni di dollari come un flusso immane di denaro in grado di corrompere tutta la Florida. E' un dato ridicolo: non ci comperi nemmeno una villa sul mare con quella cifra e con i prezzi che corrono da quelle parti. E se uno mi racconta una tale panzana su un simile "dettaglio" facilmente verificabile, posso pensare che non sia molto credibile nemmeno per il resto del racconto?
Non so voi, ma io sono fatto così: fai un trattato storico? DEVI essere rigoroso. Non ne sei capace? Sei uno dei tanti cacciapalle in cerca di soldi e fama facile. E se i "dettagli" inesatti diventano, due e in un passaggio brevissimo, mi viene il sospetto che l'autore non sia il massimo dell'attendibilità.
Tashtego, il resto del tuo discorso poi non fa una grinza, ma se si decide di ragionare per "grandi linee" che non mi raccontino "dettagli falsi" per giustificare il grande disegno: c'è qualcosa che non mi quadra.

@gina: apprezzabilissimi i suoi due commenti e il riportare le fonti. Dovrebbe essere una delle attività da fare e mi trova d'accordo. Andrò a leggerle, ma più tardi. Adesso torno a festeggiare i 46.

Che ci volete fare: faccio parte del gruppo degli "sfigati" che compiono gli anni un giorno prima di ferragosto :-)

Buona giornata. Trespolo.

PS: mai conosciuto prima Moresco, prima o poi mi leggerò qualcosa di suo, ma l'urlo nostalgico è sicuramente una nota di colore...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@andrea inglese: sulle banche qualunque cosa si dica, anche la peggiore, mi troverete sempre d&#8217;accordo anche perché, conoscendoli, per male che se ne parli non si raggiungerà mai il peggio che sono in grado di mettere sul tavolo. E&#8217; un argomento che mi sta a cuore, molto, e che, purtroppo, cade sempre nel dimenticatoio.</p>
<p>Ovvio che non considero Bielorussia (non Russia e non è una differenza di poco conto) e Ucraina due paesi asiatici, almeno non geograficamente, ma è un dato di fatto che la Bielorussia (ancora a regime comunista duro e puro è un problema sul fronte armamenti anche per la Russia: non si sono limitati a commercializzare solo kalashnikov&#8230;) non risponda a nessun trattato internazionale, continui a farsi gli affaracci suoi e sia un punto focale e una terra franca del commercio internazionale d&#8217;armi. Leggermente diversa la situazione dell&#8217;Ucraina che dovrebbe, dopo i recenti cambiamenti politici, rientrare all&#8217;interno di trattati internazionali più rigidi. Fino ad ora mi risulta non sia cambiato molto però&#8230; Se poi li vuoi considerare paesi europei e occidentali come Italia, Francia, Germania, etc&#8230; credo sia impossibile e per molteplici motivi troppo lunghi da discutere in questa sede, ma nessun problema a farlo.</p>
<p>Non ho nulla contro la critica agli USA, ci mancherebbe anche se è un paese che amo avendoci studiato e vissuto per parecchi anni. Mi infastidisce non la critica in quanto tale, ma l&#8217;orientare sempre e comunque la critica in ununica direzione e raggruppare negli USA &#8220;tutto il male del mondo&#8221;; spesso ricorrendo a miscugli di verità e menzogna costruiti ad arte o di mezze verità premasticate. Ribadisco: se uno vuol scrivere un romanzo lo deve dichiarare, ma se vuole spacciarlo per descrizione della realtà bé, un pochino mi incazzo.</p>
<p>@Tashtego riporta un passaggio &#8220;lo scarto dei particolari è funzionale al sorvolare, alla fine, sulla narrazione nel suo complesso, su quello che DICE&#8221; che mi lascia perplesso e che trovo inerente al tema: non puoi vendermi 15 milioni di dollari come un flusso immane di denaro in grado di corrompere tutta la Florida. E&#8217; un dato ridicolo: non ci comperi nemmeno una villa sul mare con quella cifra e con i prezzi che corrono da quelle parti. E se uno mi racconta una tale panzana su un simile &#8220;dettaglio&#8221; facilmente verificabile, posso pensare che non sia molto credibile nemmeno per il resto del racconto?<br />
Non so voi, ma io sono fatto così: fai un trattato storico? DEVI essere rigoroso. Non ne sei capace? Sei uno dei tanti cacciapalle in cerca di soldi e fama facile. E se i &#8220;dettagli&#8221; inesatti diventano, due e in un passaggio brevissimo, mi viene il sospetto che l&#8217;autore non sia il massimo dell&#8217;attendibilità.<br />
Tashtego, il resto del tuo discorso poi non fa una grinza, ma se si decide di ragionare per &#8220;grandi linee&#8221; che non mi raccontino &#8220;dettagli falsi&#8221; per giustificare il grande disegno: c&#8217;è qualcosa che non mi quadra.</p>
<p>@gina: apprezzabilissimi i suoi due commenti e il riportare le fonti. Dovrebbe essere una delle attività da fare e mi trova d&#8217;accordo. Andrò a leggerle, ma più tardi. Adesso torno a festeggiare i 46.</p>
<p>Che ci volete fare: faccio parte del gruppo degli &#8220;sfigati&#8221; che compiono gli anni un giorno prima di ferragosto :-)</p>
<p>Buona giornata. Trespolo.</p>
<p>PS: mai conosciuto prima Moresco, prima o poi mi leggerò qualcosa di suo, ma l&#8217;urlo nostalgico è sicuramente una nota di colore&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11480</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 13:02:43 +0000</pubDate>
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		<description>Premesso che condivido, nella sostanza, gran parte di quanto riportato, mi sembra che in questo post ci siano pdv non accettabili e varie contraddizioni. Provo a specificare:
1. l'obiettivo di "sacralizzare" il nemico e di sottolinearne l'aspetto religioso da parte dell'Occidente: è vero il contrario, sono i terroristi a volersi porre come paladini dell'Islam e a cercare lo scontro di civiltà.
2. "pensiamo alla percezione, largamente condivisa, degli Stati Uniti come nuovo Impero romano." questa è una cazzata. sarà che io non ho questa percezione. gli stati uniti non sono un impero in senso stretto, come era appunto l'impero romano, e non agiscono come stato nazione. sono un'oligarchia composta da poche famiglie (divise in due clan) che rappresentano il "capitalismo avanzato" e che operano perseguendo i loro interessi economici.
in questo senso, non è vero neanche che
3. "hanno perso la guerra in Iraq". e perchè mai l'avrebbero persa? si garantiranno le risorse petrolifere e il dominio del medioriente dal pdv militare, vale a dire gli interessi a cui tiene l'oligarchia al potere. non credo infatti che gli usa rinunceranno al controllo militare dell'iraq ritirandosi completamente, continueranno ad avere delle basi militari, non è la prima volta che annunciano di andarsene dopo stragi particolarmente violente, salvo poi dire che che resteranno a lungo. cmq staremo a vedere.
4. Non vedo una grande "ipocrisia" nella dottrina Bush e nemmeno una "ottusità strategica". dovremmo arrivare a queste conclusioni solo se partissimo dal presupposto che gli usa vogliono combattere il terrorismo, ma proprio da quanto scritto nel post si dovrebbe evincere che non è così: gli usa necessitano di un nemico che li autorizzi nel loro disegno imperiale "neocon", nemico che alimentano costantemente, e quindi non han nessuno interesse a debellare il terrorismo "islamico", ma solo a fare gli interessi economici della loro oligarchia. Il terrorismo pone solo problemi secondari, come quelli di dover giustificare i militari morti in Iraq.
5. Zizek, se ben ho capito, mette spesso l'Europa a fianco degli usa, in questo "progetto imperiale" di cui contesto la natura "romana". a me pare che l'europa c'entri poco nel presente, mentre non si può prescindere, nel descrivere l'impero, dall'alleanza usa-israele.
dato che si parla di libri sull'impero usa, consiglio "Egemonia o sopravvivenza" di N. Chomsky, Ed. Tropea.
ps l'ho già scrtto e scusate se lo ripeto: credo sia una pessima idea quella di cancellare commenti, a meno che non siano insulti diretti a persone. voler indirizzare la discussione è un intento pedagogico destinato a fallire e che rischia di farla finire del tutto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che condivido, nella sostanza, gran parte di quanto riportato, mi sembra che in questo post ci siano pdv non accettabili e varie contraddizioni. Provo a specificare:<br />
1. l&#8217;obiettivo di &#8220;sacralizzare&#8221; il nemico e di sottolinearne l&#8217;aspetto religioso da parte dell&#8217;Occidente: è vero il contrario, sono i terroristi a volersi porre come paladini dell&#8217;Islam e a cercare lo scontro di civiltà.<br />
2. &#8220;pensiamo alla percezione, largamente condivisa, degli Stati Uniti come nuovo Impero romano.&#8221; questa è una cazzata. sarà che io non ho questa percezione. gli stati uniti non sono un impero in senso stretto, come era appunto l&#8217;impero romano, e non agiscono come stato nazione. sono un&#8217;oligarchia composta da poche famiglie (divise in due clan) che rappresentano il &#8220;capitalismo avanzato&#8221; e che operano perseguendo i loro interessi economici.<br />
in questo senso, non è vero neanche che<br />
3. &#8220;hanno perso la guerra in Iraq&#8221;. e perchè mai l&#8217;avrebbero persa? si garantiranno le risorse petrolifere e il dominio del medioriente dal pdv militare, vale a dire gli interessi a cui tiene l&#8217;oligarchia al potere. non credo infatti che gli usa rinunceranno al controllo militare dell&#8217;iraq ritirandosi completamente, continueranno ad avere delle basi militari, non è la prima volta che annunciano di andarsene dopo stragi particolarmente violente, salvo poi dire che che resteranno a lungo. cmq staremo a vedere.<br />
4. Non vedo una grande &#8220;ipocrisia&#8221; nella dottrina Bush e nemmeno una &#8220;ottusità strategica&#8221;. dovremmo arrivare a queste conclusioni solo se partissimo dal presupposto che gli usa vogliono combattere il terrorismo, ma proprio da quanto scritto nel post si dovrebbe evincere che non è così: gli usa necessitano di un nemico che li autorizzi nel loro disegno imperiale &#8220;neocon&#8221;, nemico che alimentano costantemente, e quindi non han nessuno interesse a debellare il terrorismo &#8220;islamico&#8221;, ma solo a fare gli interessi economici della loro oligarchia. Il terrorismo pone solo problemi secondari, come quelli di dover giustificare i militari morti in Iraq.<br />
5. Zizek, se ben ho capito, mette spesso l&#8217;Europa a fianco degli usa, in questo &#8220;progetto imperiale&#8221; di cui contesto la natura &#8220;romana&#8221;. a me pare che l&#8217;europa c&#8217;entri poco nel presente, mentre non si può prescindere, nel descrivere l&#8217;impero, dall&#8217;alleanza usa-israele.<br />
dato che si parla di libri sull&#8217;impero usa, consiglio &#8220;Egemonia o sopravvivenza&#8221; di N. Chomsky, Ed. Tropea.<br />
ps l&#8217;ho già scrtto e scusate se lo ripeto: credo sia una pessima idea quella di cancellare commenti, a meno che non siano insulti diretti a persone. voler indirizzare la discussione è un intento pedagogico destinato a fallire e che rischia di farla finire del tutto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: NOSTALGICO</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11476</link>
		<dc:creator>NOSTALGICO</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 09:41:26 +0000</pubDate>
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		<description>RIDATECI MORESCO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>RIDATECI MORESCO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11475</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 09:22:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11475</guid>
		<description>una precisazione generale: il mio pezzo non vuole essere una recensione a questi due libri molto ricchi e molto diversi. Più speculativo Zizek, più informativo Napoleoni. Zizek militante, documentaristico l'altro. Ho fatto due "letture" soffermandomi su alcuni punti che a me premevano. La questione delle leggi d'emergenza, la questione delle banche (che rimangono sempre fuori dall'emergenza), la questione aiuti all'africa versus armi all'Africa. Sono questioni che potrebbero trovare una loro soluzione politica precisa, con proposte di legge, supportate da una sinistra disinibita e pensante. Io le sollevo solamente e con gli strumenti limitati che sono i miei, ma non sono questione imponderabili.

Riguardo a Trespolo: nessun refuso, ovviamente. La fonte della vendita di armi dall'europa (ma la russia e l'ukraina li consideri paesi asiatici?) è del documentario citato. Gina ha fornito altre fonti. Vogliamo raccogliere ulteriori e più precise indicazioni? Invito tutti a farlo. Sono d'accordo con te sulla bomba tattica, sull'esigenza di precisare le fonti, ecc. Non sono per niente d'accordo sul modo in cui riduci la portata della discussione (accusare gli americani). Gli USA hanno fatto errori madornali che sono sotto gli occhi di tutti. Noi siamo loro alleati, dipendiamo dalle loro scelte politiche e militari ed economiche. Pensare di non criticarli è suicida.

emma, si, è vero, la discussione sotto ferragosto è provocatoria. e sono contento che la provocazione sia stata ripresa


wovoka dice: "Posso dire che di “modelli teorici” in grado di domare l’inestricabile e sanguinosa complessità della storia non ne vedo proprio (e li ho cercati, al livello più alto che mi è consentito) e dunque mi stupisco della sicurezza con cui alcuni dicono “si dovrebbe far così e così”, gli americani dovrebbero questo, gli europei dovrebbero quest’altro."

Sono grandemente d'accordo con quanto dici e dici bene: ma non sulle conclusioni. Alcuni cose sono TREMENDAMENTE semplici. Alcune soluzioni a problemi apparentemente insolubili, sono molto più semplici di quanto ci siamo abituati a credere. Non parlo di soluzioni "globali" e paradisiache. Ma di soluzioni di problemi circoscritti e specifici. Guardate la storia dell'antimafia quando si è attaccata ai patrimoni. Un cambio di strategia fondamentale. 

Insomma: credo che l'habitat ideologico in cui ci muoviamo tenda alla sfocatura permanente dei problemi e delle sue articolazioni. Penso che il nostro sforzo, non certo individuale ma di gruppo, di una parte combattiva e insoddisfatta, sia quello di mettere sempre e di nuovo a fuoco certe questioni.  Adorno è ancora attualissimo, è ancora valida chiave per molte questioni (per citare un modello teorico). Leggetevi Zizek, che non ha da seguire le mode degli intellettuali occidentali di sinistra. E lo cita senza complessi nel suo libro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una precisazione generale: il mio pezzo non vuole essere una recensione a questi due libri molto ricchi e molto diversi. Più speculativo Zizek, più informativo Napoleoni. Zizek militante, documentaristico l&#8217;altro. Ho fatto due &#8220;letture&#8221; soffermandomi su alcuni punti che a me premevano. La questione delle leggi d&#8217;emergenza, la questione delle banche (che rimangono sempre fuori dall&#8217;emergenza), la questione aiuti all&#8217;africa versus armi all&#8217;Africa. Sono questioni che potrebbero trovare una loro soluzione politica precisa, con proposte di legge, supportate da una sinistra disinibita e pensante. Io le sollevo solamente e con gli strumenti limitati che sono i miei, ma non sono questione imponderabili.</p>
<p>Riguardo a Trespolo: nessun refuso, ovviamente. La fonte della vendita di armi dall&#8217;europa (ma la russia e l&#8217;ukraina li consideri paesi asiatici?) è del documentario citato. Gina ha fornito altre fonti. Vogliamo raccogliere ulteriori e più precise indicazioni? Invito tutti a farlo. Sono d&#8217;accordo con te sulla bomba tattica, sull&#8217;esigenza di precisare le fonti, ecc. Non sono per niente d&#8217;accordo sul modo in cui riduci la portata della discussione (accusare gli americani). Gli USA hanno fatto errori madornali che sono sotto gli occhi di tutti. Noi siamo loro alleati, dipendiamo dalle loro scelte politiche e militari ed economiche. Pensare di non criticarli è suicida.</p>
<p>emma, si, è vero, la discussione sotto ferragosto è provocatoria. e sono contento che la provocazione sia stata ripresa</p>
<p>wovoka dice: &#8220;Posso dire che di “modelli teorici” in grado di domare l’inestricabile e sanguinosa complessità della storia non ne vedo proprio (e li ho cercati, al livello più alto che mi è consentito) e dunque mi stupisco della sicurezza con cui alcuni dicono “si dovrebbe far così e così”, gli americani dovrebbero questo, gli europei dovrebbero quest’altro.&#8221;</p>
<p>Sono grandemente d&#8217;accordo con quanto dici e dici bene: ma non sulle conclusioni. Alcuni cose sono TREMENDAMENTE semplici. Alcune soluzioni a problemi apparentemente insolubili, sono molto più semplici di quanto ci siamo abituati a credere. Non parlo di soluzioni &#8220;globali&#8221; e paradisiache. Ma di soluzioni di problemi circoscritti e specifici. Guardate la storia dell&#8217;antimafia quando si è attaccata ai patrimoni. Un cambio di strategia fondamentale. </p>
<p>Insomma: credo che l&#8217;habitat ideologico in cui ci muoviamo tenda alla sfocatura permanente dei problemi e delle sue articolazioni. Penso che il nostro sforzo, non certo individuale ma di gruppo, di una parte combattiva e insoddisfatta, sia quello di mettere sempre e di nuovo a fuoco certe questioni.  Adorno è ancora attualissimo, è ancora valida chiave per molte questioni (per citare un modello teorico). Leggetevi Zizek, che non ha da seguire le mode degli intellettuali occidentali di sinistra. E lo cita senza complessi nel suo libro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Wovoka</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11473</link>
		<dc:creator>Wovoka</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 08:59:09 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, ti dirò che io mi sento libero mentalmente, ma soltanto, appunto, nel "tempo libero". Libero di ordinarmi via Internet qualsiasi testo di cui venga a conoscenza, e di coltivare, nel "tempo libero", qualsiasi eresia. Invece mi sento schiavo, incatenato e dipendente, da un punto di vista materiale, operativo, dato che ho una famiglia da mantenere e devo quindi essere prudente e discretamente opportunista, perché se perdo quel lavoro, specialistico in misura preoccupante (certo conseguenza di scelte un po' sbagliate) sono casini, o forse no, sarebbe magari una grande occasione, ma non posso rischiare per via delle responsabilità familiari. Sono dunque "forzato" ad una effettiva schizofrenia, a quella coscienza cartesiana di cui parlavo. Concretamente, non posso far altro se non cercare di capire come stanno le cose per poi "votare bene", o firmare qualche petizione, o partecipare (questo quasi mai, il sentimento di una manipolazione è eccessivo) a qualche manifestazione, per tutto il resto la coperta è troppo corta. Non so voi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, ti dirò che io mi sento libero mentalmente, ma soltanto, appunto, nel &#8220;tempo libero&#8221;. Libero di ordinarmi via Internet qualsiasi testo di cui venga a conoscenza, e di coltivare, nel &#8220;tempo libero&#8221;, qualsiasi eresia. Invece mi sento schiavo, incatenato e dipendente, da un punto di vista materiale, operativo, dato che ho una famiglia da mantenere e devo quindi essere prudente e discretamente opportunista, perché se perdo quel lavoro, specialistico in misura preoccupante (certo conseguenza di scelte un po&#8217; sbagliate) sono casini, o forse no, sarebbe magari una grande occasione, ma non posso rischiare per via delle responsabilità familiari. Sono dunque &#8220;forzato&#8221; ad una effettiva schizofrenia, a quella coscienza cartesiana di cui parlavo. Concretamente, non posso far altro se non cercare di capire come stanno le cose per poi &#8220;votare bene&#8221;, o firmare qualche petizione, o partecipare (questo quasi mai, il sentimento di una manipolazione è eccessivo) a qualche manifestazione, per tutto il resto la coperta è troppo corta. Non so voi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11472</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 07:26:10 +0000</pubDate>
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		<description>"la semplice situazione ecologica ci porterà molto presto a scannarci molto più di quanto si faccia ora".
sì, e cambierà totalmente i termini di tutte le questioni.
risorse energetiche, risorse naturali e ambiente: questo è il terreno delle prossime partite planetarie, che saranno giocato durissimamente.
già se ne vedono bene i segnali.
non so chi abbia scritto quello che wovoka mette tra virgolette, ma non capisco bene cosa significhi: della "conversione delle menti" come automatico fattore di trasformazione politica, si ride da almeno 150 anni.
però le menti, e quello che c'è dentro, sono oggi il vero terreno d'azione dei dominanti, per conquistare il quale investono cifre non-immaginabili. 
dunque le menti sono importanti, o no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;la semplice situazione ecologica ci porterà molto presto a scannarci molto più di quanto si faccia ora&#8221;.<br />
sì, e cambierà totalmente i termini di tutte le questioni.<br />
risorse energetiche, risorse naturali e ambiente: questo è il terreno delle prossime partite planetarie, che saranno giocato durissimamente.<br />
già se ne vedono bene i segnali.<br />
non so chi abbia scritto quello che wovoka mette tra virgolette, ma non capisco bene cosa significhi: della &#8220;conversione delle menti&#8221; come automatico fattore di trasformazione politica, si ride da almeno 150 anni.<br />
però le menti, e quello che c&#8217;è dentro, sono oggi il vero terreno d&#8217;azione dei dominanti, per conquistare il quale investono cifre non-immaginabili.<br />
dunque le menti sono importanti, o no?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Wovoka</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11471</link>
		<dc:creator>Wovoka</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 07:03:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11471</guid>
		<description>Pur essendo molto occupato in altre faccende, ho tentato varie volte di scrivere un commento serio al serio intervento di Andrea Inglese. Alla fine mi sono trovato a ragionare sulla mia impossibilità di raggiungere questo semplice obiettivo. Potrei anche limitarmi a dire che il quadro di Andrea mi sembra grossomodo plausibile, e che ne condivido le preoccupazioni di fondo, ma devo anche chiedermi quanto plausibili siano i miei stessi termini di confronto, basati esclusivamente sulla lettura dei quotidiani e sul massiccio ascolto di commenti e testimonianze provenienti da una miriade di fonti, più o meno attendibili e comunque "mediati". Potrei quindi dire che non posso assolutamente stabilire la qualità di questi termini, garbage-in garbage-out, dicono gli americani (che non riesco a ridurre ad un termine da odiare perché non capisco come si possa odiare una immane e profondamente contraddittoria collettività). Posso dire che sto sempre molto attento a quanto dice Chomsky, persona che offre garanzie molto alte quanto ad intelletto ed integrità, ma anche a quanto dicono i suoi migliori oppositori. Posso dire che la crassa polemica opportunistica, che riduce immani questioni ad un teatrino di marionette buone e marionette cattive, che assume pose enfatiche, che modula stupori e indignazioni attraverso tattiche meschine, semplicemente mi esaspera, mi richiama un "peggio di me" al quale non voglio invece lasciare, finché posso trattenermi, libero corso. Posso dire che di "modelli teorici" in grado di domare l'inestricabile e sanguinosa complessità della storia non ne vedo proprio (e li ho cercati, al livello più alto che mi è consentito) e dunque mi stupisco della sicurezza con cui alcuni dicono "si dovrebbe far così e così", gli americani dovrebbero questo, gli europei dovrebbero quest'altro. Mi sembra un semplice delirio di libertà illusoria, spero almeno in buona fede, laddove è invece evidente che gli spazi effettivi di manovra sono per tutti piuttosto angusti, intralciati da interessi palesi ed occulti, confessati e rimossi, e che forse la semplice situazione ecologica ci porterà molto presto a scannarci molto più di quanto si faccia ora, con buona pace delle nostre sensibilità da privilegiati, e della nostra bella coscienza cartesiana "che compartimenta la sua vita mediante paratie stagne, riservando la fede per la domenica e la ragione per i giorni feriali". 
Per me "Questo è anche ciò che rende vane tutte le prese di posizione religiose, etiche o politiche che consistono nell'attendere una trasformazione autentica dei rapporti di dominio (o delle disposizioni che ne sono, almeno in parte, il prodotto) da una semplice "conversione delle menti" (dei dominanti e dei dominati), prodotta dalla predicazione razionale e dall'educazione o, come si illudono talvolta i maîtres à penser, da un'ampia logoterapia collettiva che gli intellettuali avrebbero il compito di organizzare."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pur essendo molto occupato in altre faccende, ho tentato varie volte di scrivere un commento serio al serio intervento di Andrea Inglese. Alla fine mi sono trovato a ragionare sulla mia impossibilità di raggiungere questo semplice obiettivo. Potrei anche limitarmi a dire che il quadro di Andrea mi sembra grossomodo plausibile, e che ne condivido le preoccupazioni di fondo, ma devo anche chiedermi quanto plausibili siano i miei stessi termini di confronto, basati esclusivamente sulla lettura dei quotidiani e sul massiccio ascolto di commenti e testimonianze provenienti da una miriade di fonti, più o meno attendibili e comunque &#8220;mediati&#8221;. Potrei quindi dire che non posso assolutamente stabilire la qualità di questi termini, garbage-in garbage-out, dicono gli americani (che non riesco a ridurre ad un termine da odiare perché non capisco come si possa odiare una immane e profondamente contraddittoria collettività). Posso dire che sto sempre molto attento a quanto dice Chomsky, persona che offre garanzie molto alte quanto ad intelletto ed integrità, ma anche a quanto dicono i suoi migliori oppositori. Posso dire che la crassa polemica opportunistica, che riduce immani questioni ad un teatrino di marionette buone e marionette cattive, che assume pose enfatiche, che modula stupori e indignazioni attraverso tattiche meschine, semplicemente mi esaspera, mi richiama un &#8220;peggio di me&#8221; al quale non voglio invece lasciare, finché posso trattenermi, libero corso. Posso dire che di &#8220;modelli teorici&#8221; in grado di domare l&#8217;inestricabile e sanguinosa complessità della storia non ne vedo proprio (e li ho cercati, al livello più alto che mi è consentito) e dunque mi stupisco della sicurezza con cui alcuni dicono &#8220;si dovrebbe far così e così&#8221;, gli americani dovrebbero questo, gli europei dovrebbero quest&#8217;altro. Mi sembra un semplice delirio di libertà illusoria, spero almeno in buona fede, laddove è invece evidente che gli spazi effettivi di manovra sono per tutti piuttosto angusti, intralciati da interessi palesi ed occulti, confessati e rimossi, e che forse la semplice situazione ecologica ci porterà molto presto a scannarci molto più di quanto si faccia ora, con buona pace delle nostre sensibilità da privilegiati, e della nostra bella coscienza cartesiana &#8220;che compartimenta la sua vita mediante paratie stagne, riservando la fede per la domenica e la ragione per i giorni feriali&#8221;.<br />
Per me &#8220;Questo è anche ciò che rende vane tutte le prese di posizione religiose, etiche o politiche che consistono nell&#8217;attendere una trasformazione autentica dei rapporti di dominio (o delle disposizioni che ne sono, almeno in parte, il prodotto) da una semplice &#8220;conversione delle menti&#8221; (dei dominanti e dei dominati), prodotta dalla predicazione razionale e dall&#8217;educazione o, come si illudono talvolta i maîtres à penser, da un&#8217;ampia logoterapia collettiva che gli intellettuali avrebbero il compito di organizzare.&#8221;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11470</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 06:59:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11470</guid>
		<description>ops non  mi ha preso i link. sorry
Darwin's nightmare: http://www.coop99.at/darwins-nightmare/
La denuncia di amnesty: http://www.amnesty.it/pressroom/comunicati/CS83-2005
Control Arms: http://www.controlarms.org/
i principi generali del trattato in italiano: http://www.disarmo.org/rete/docs/729-10135_principi_att.pdf
la campagna banche armate: http://www.banchearmate.it/
il frutto sgradito: http://unimondo.oneworld.net/article/view/109184/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ops non  mi ha preso i link. sorry<br />
Darwin&#8217;s nightmare: <a href="http://www.coop99.at/darwins-nightmare/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.coop99.at');" rel="nofollow">http://www.coop99.at/darwins-nightmare/</a><br />
La denuncia di amnesty: <a href="http://www.amnesty.it/pressroom/comunicati/CS83-2005" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.amnesty.it');" rel="nofollow">http://www.amnesty.it/pressroom/comunicati/CS83-2005</a><br />
Control Arms: <a href="http://www.controlarms.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.controlarms.org');" rel="nofollow">http://www.controlarms.org/</a><br />
i principi generali del trattato in italiano: <a href="http://www.disarmo.org/rete/docs/729-10135_principi_att.pdf" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.disarmo.org');" rel="nofollow">http://www.disarmo.org/rete/docs/729-10135_principi_att.pdf</a><br />
la campagna banche armate: <a href="http://www.banchearmate.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/www.banchearmate.it');" rel="nofollow">http://www.banchearmate.it/</a><br />
il frutto sgradito: <a href="http://unimondo.oneworld.net/article/view/109184/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/comment/unimondo.oneworld.net');" rel="nofollow">http://unimondo.oneworld.net/article/view/109184/</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11469</link>
		<dc:creator>gina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 06:53:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11469</guid>
		<description>Allora, intervengo per precisare un paio di cose.
1.Su Darwin's nightmare. 
Per quanto riguarda le armi, il documentario di Hubert Sauper si inserisce proprio nella situazione catasftrofica denunciata di recente anche da Amnesty International.
2.Dal punto di vista internazionale, la campagna Control Arms mira tra le altre cose alla stipula di una convenzione quadro sui trasferimenti internazionali d'armi, qui i principi generali in italiano.
3.Per quanto riguarda l'Italia, la campagna Banche Armate qualche frutto lo ha dato, e sembra non essere particolarmente gradito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, intervengo per precisare un paio di cose.<br />
1.Su Darwin&#8217;s nightmare.<br />
Per quanto riguarda le armi, il documentario di Hubert Sauper si inserisce proprio nella situazione catasftrofica denunciata di recente anche da Amnesty International.<br />
2.Dal punto di vista internazionale, la campagna Control Arms mira tra le altre cose alla stipula di una convenzione quadro sui trasferimenti internazionali d&#8217;armi, qui i principi generali in italiano.<br />
3.Per quanto riguarda l&#8217;Italia, la campagna Banche Armate qualche frutto lo ha dato, e sembra non essere particolarmente gradito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11468</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 06:43:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11468</guid>
		<description>Penso che trattare argomenti del genere a ferragosto sia davvero una sfida. Penso che tutti i lettori di N.I. abbiano coscienza della tragedia, che il silenzio o le divagazioni siano solo un tentativo di fuga, almeno temporanea.
“Scovare” le contraddizioni del capitalismo qualche anno fa era un piacere, marxianamente le contraddizioni costituivano le tappe obbligate della strada che porta al superamento del capitalismo.
Inutile dire che l’aria che tira adesso è completamente diversa.
E poi tra le contraddizioni io ci metterei anche il voto degli americani.
Come si fa a votare uno che fa quella faccia dopo aver saputo dell’attacco alle torri gemelle? Come si fa a pensare che sia in grado di “guidare” l’impero?
È un argomento lombrosiano, lo so, ma di solito funziona.
Nel cinema funziona, in “Farenheit 9/11” funziona.
Perché non ha funzionato con gli elettori americani?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che trattare argomenti del genere a ferragosto sia davvero una sfida. Penso che tutti i lettori di N.I. abbiano coscienza della tragedia, che il silenzio o le divagazioni siano solo un tentativo di fuga, almeno temporanea.<br />
“Scovare” le contraddizioni del capitalismo qualche anno fa era un piacere, marxianamente le contraddizioni costituivano le tappe obbligate della strada che porta al superamento del capitalismo.<br />
Inutile dire che l’aria che tira adesso è completamente diversa.<br />
E poi tra le contraddizioni io ci metterei anche il voto degli americani.<br />
Come si fa a votare uno che fa quella faccia dopo aver saputo dell’attacco alle torri gemelle? Come si fa a pensare che sia in grado di “guidare” l’impero?<br />
È un argomento lombrosiano, lo so, ma di solito funziona.<br />
Nel cinema funziona, in “Farenheit 9/11” funziona.<br />
Perché non ha funzionato con gli elettori americani?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11467</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 06:08:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11467</guid>
		<description>come si vede anche dal commento di Trespolo esiste un problema circa le "versioni del presente".
chi racconta cosa accade e sulla base di quali dati?
lo scarto dei particolari è funzionale al sorvolare, alla fine, sulla narrazione nel suo complesso, su quello che DICE.
le dispute su questo o quel particolare (che poi particolari non sono, 'o saccio) sul quale non è possibile stabilire una verità sancita, portano via energia mentale per l'altro lavoro, ben più importante: capire l'attuale strategia USA di assoggettamento del mondo ed i suoi effettivi gradi di coerenza e le sue effettive possibilità di successo.
come bofonchio altrove, qui, occorre opporsi alla parcellizzazione della/e realtà, per accedere di nuovo, senza paura, alle narrazioni globali, quelle capaci di farci davvero "sapere" qualcosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>come si vede anche dal commento di Trespolo esiste un problema circa le &#8220;versioni del presente&#8221;.<br />
chi racconta cosa accade e sulla base di quali dati?<br />
lo scarto dei particolari è funzionale al sorvolare, alla fine, sulla narrazione nel suo complesso, su quello che DICE.<br />
le dispute su questo o quel particolare (che poi particolari non sono, &#8216;o saccio) sul quale non è possibile stabilire una verità sancita, portano via energia mentale per l&#8217;altro lavoro, ben più importante: capire l&#8217;attuale strategia USA di assoggettamento del mondo ed i suoi effettivi gradi di coerenza e le sue effettive possibilità di successo.<br />
come bofonchio altrove, qui, occorre opporsi alla parcellizzazione della/e realtà, per accedere di nuovo, senza paura, alle narrazioni globali, quelle capaci di farci davvero &#8220;sapere&#8221; qualcosa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11464</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2005 05:06:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11464</guid>
		<description>Non so Trespolo, si possono fare mille precisazioni, però c'è poco da ridire sull'accusa fondamentale: "Per cinquant’anni gli Stati Uniti e alcuni stati europei sono stati agenti del terrorismo internazionale e della sua economia illecita ed occulta. Lo sono stati essenzialmente i governi, che negli USA hanno violato norme imposte dal Congresso e in Europa dai parlamenti."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so Trespolo, si possono fare mille precisazioni, però c&#8217;è poco da ridire sull&#8217;accusa fondamentale: &#8220;Per cinquant’anni gli Stati Uniti e alcuni stati europei sono stati agenti del terrorismo internazionale e della sua economia illecita ed occulta. Lo sono stati essenzialmente i governi, che negli USA hanno violato norme imposte dal Congresso e in Europa dai parlamenti.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Trespolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11463</link>
		<dc:creator>Trespolo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2005 21:58:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11463</guid>
		<description>Acquisterò e leggerò, ma dalla presentazione mi pare emerga il solito minestrone che punta ad un unico obiettivo: gli occidentali, e gli americani in particolare, sono tutti cattivi. Persino noioso continuare a sentirlo e poco produttivo.
Idea personale discutibilissima e passo oltre.

Quando si parla di flusso di denaro per il traffico di droga dalla Colombia alla Florida, spero che citare quindici milioni di dollari  come una “gigantesca iniezione di contanti” sia un refuso. Sono noccioline :-)

Incolpare le fabbriche europee per il traffico d’armi verso i Paesi Africani perennemente in guerra spero sia un altro “refuso”. La quasi totalità delle armi leggere utilizzate nelle guerre in Africa (perché quelle pesanti costano molto di più e non servono quando il “nemico” è armato di bastoni) sono costituite da fucili mitragliatori AK47 (più noti come Kalashnikov). Queste armi sono facilissime da produrre, non necessitano di molta manutenzione, utilizzano munizioni diverse e sopra tutto costano poco; le armerie che riforniscono l’Africa, e non solo, sono quasi tutte in medio oriente (Turchia, Siria e Iran i principali produttori) e sono talmente agguerrite dal far diventare antieconomica la precedente produzione che era quasi completamente concentrata in Bielorussia e Ucraina. Parte di queste armi arrivano anche in Italia ed è facile immaginare quali siano gli acquirenti.

Per quanto riguarda le banche concordo sul fatto che siano "poco controllate", ma mi stanno antipatiche per default quindi potrei essere poco attendibile...

Per il resto non mi rimarrà altro da fare che leggere prima di sparare altri pareri a caso come mi pare facciano, almeno in parte e per quanto emerge dalla presentazione, i due autori.

Sulla “bomba tattica”, citata da alcuni commenti, (arma nucleare ai neutrini con un impatto distruttivo minimo sul territorio, ma letale per gli essere umani e con basso residuo radioattivo) pensare sia stata utilizzata in Iraq mi pare fantascienza: semplicemente non esistevano i presupposti militari per l’uso di un’arma simile. Presupposti che prevedono un’alta concentrazione di truppe nemiche e soprattutto la presenza ingente di mezzi corazzati con i quali si vuole evitare una battaglia e le relative perdite. O di altri obiettivi ad “alta schermatura”.
Ma lì di militari non ce n’erano: fuggiti tutti per ricomparire poi camuffati in modo diverso e gli obiettivi ad “alta schermatura” di solito non si costruiscono nelle città…

E poi, con tutti i satelliti spia puntati sull’Iraq, troppi si sarebbero accorti dell’uso e la notizia, corredata da filmati e rilevazioni varie sarebbe finita sui giornali in un amen. A meno che qualcuno non consideri la Cina filo-americana :-)

E’ strano come, in questa moderna società dell’informazione, sia sufficiente finire su un libro o abbozzare un documentario per essere considerati sempre e comunque attendibili. Oppure si racconta semplicemente quello che la gente vuol sentirsi dire. Tra l’altro facendolo, a mio parere, nel peggiore dei modi e mescolando passaggi reali a vere e proprie invenzioni letterarie. Ma se uno vuol scrivere un romanzo dovrebbe dichiararlo e non venderlo come “verità storica”.
Leggerò e andrò a verificare le fonti che spero siano riportate dagli autori: che è l’unica via che conosco. Poi ci farò un post, anche più d’uno se necessario.

Buona notte. Trespolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Acquisterò e leggerò, ma dalla presentazione mi pare emerga il solito minestrone che punta ad un unico obiettivo: gli occidentali, e gli americani in particolare, sono tutti cattivi. Persino noioso continuare a sentirlo e poco produttivo.<br />
Idea personale discutibilissima e passo oltre.</p>
<p>Quando si parla di flusso di denaro per il traffico di droga dalla Colombia alla Florida, spero che citare quindici milioni di dollari  come una “gigantesca iniezione di contanti” sia un refuso. Sono noccioline :-)</p>
<p>Incolpare le fabbriche europee per il traffico d’armi verso i Paesi Africani perennemente in guerra spero sia un altro “refuso”. La quasi totalità delle armi leggere utilizzate nelle guerre in Africa (perché quelle pesanti costano molto di più e non servono quando il “nemico” è armato di bastoni) sono costituite da fucili mitragliatori AK47 (più noti come Kalashnikov). Queste armi sono facilissime da produrre, non necessitano di molta manutenzione, utilizzano munizioni diverse e sopra tutto costano poco; le armerie che riforniscono l’Africa, e non solo, sono quasi tutte in medio oriente (Turchia, Siria e Iran i principali produttori) e sono talmente agguerrite dal far diventare antieconomica la precedente produzione che era quasi completamente concentrata in Bielorussia e Ucraina. Parte di queste armi arrivano anche in Italia ed è facile immaginare quali siano gli acquirenti.</p>
<p>Per quanto riguarda le banche concordo sul fatto che siano &#8220;poco controllate&#8221;, ma mi stanno antipatiche per default quindi potrei essere poco attendibile&#8230;</p>
<p>Per il resto non mi rimarrà altro da fare che leggere prima di sparare altri pareri a caso come mi pare facciano, almeno in parte e per quanto emerge dalla presentazione, i due autori.</p>
<p>Sulla “bomba tattica”, citata da alcuni commenti, (arma nucleare ai neutrini con un impatto distruttivo minimo sul territorio, ma letale per gli essere umani e con basso residuo radioattivo) pensare sia stata utilizzata in Iraq mi pare fantascienza: semplicemente non esistevano i presupposti militari per l’uso di un’arma simile. Presupposti che prevedono un’alta concentrazione di truppe nemiche e soprattutto la presenza ingente di mezzi corazzati con i quali si vuole evitare una battaglia e le relative perdite. O di altri obiettivi ad “alta schermatura”.<br />
Ma lì di militari non ce n’erano: fuggiti tutti per ricomparire poi camuffati in modo diverso e gli obiettivi ad “alta schermatura” di solito non si costruiscono nelle città…</p>
<p>E poi, con tutti i satelliti spia puntati sull’Iraq, troppi si sarebbero accorti dell’uso e la notizia, corredata da filmati e rilevazioni varie sarebbe finita sui giornali in un amen. A meno che qualcuno non consideri la Cina filo-americana :-)</p>
<p>E’ strano come, in questa moderna società dell’informazione, sia sufficiente finire su un libro o abbozzare un documentario per essere considerati sempre e comunque attendibili. Oppure si racconta semplicemente quello che la gente vuol sentirsi dire. Tra l’altro facendolo, a mio parere, nel peggiore dei modi e mescolando passaggi reali a vere e proprie invenzioni letterarie. Ma se uno vuol scrivere un romanzo dovrebbe dichiararlo e non venderlo come “verità storica”.<br />
Leggerò e andrò a verificare le fonti che spero siano riportate dagli autori: che è l’unica via che conosco. Poi ci farò un post, anche più d’uno se necessario.</p>
<p>Buona notte. Trespolo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11461</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2005 20:23:52 +0000</pubDate>
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		<description>ragazzi, straordinario...  non si è riusciti ad affrontare un solo argomento di quanto scritto e che riguardi questi due libri; un peccato</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ragazzi, straordinario&#8230;  non si è riusciti ad affrontare un solo argomento di quanto scritto e che riguardi questi due libri; un peccato</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11456</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2005 19:17:41 +0000</pubDate>
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		<description>"Anaconda" è Angelini.
Ok, così non perdo tempo a rispondergli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Anaconda&#8221; è Angelini.<br />
Ok, così non perdo tempo a rispondergli.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bohhhhhhhhh</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11454</link>
		<dc:creator>bohhhhhhhhh</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2005 18:06:30 +0000</pubDate>
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		<description>State irrimediabilmente rovinando tutto. E' italiana, maledettamente italiana, questa invidia strisciante che dilaga ovunque ci sia qualcuno che ha voglia di costruire, davvero, qualcosa di interessante o stimolante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>State irrimediabilmente rovinando tutto. E&#8217; italiana, maledettamente italiana, questa invidia strisciante che dilaga ovunque ci sia qualcuno che ha voglia di costruire, davvero, qualcosa di interessante o stimolante.</p>
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	</item>
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		<title>Di: anaconda</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11452</link>
		<dc:creator>anaconda</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2005 17:21:29 +0000</pubDate>
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		<description>Andrea Barbieri, hai il sense of humour di un paracarro. Ovvio che Andrea Parrucchiere non è quel leccaculo di Andrea Barbieri. Ci mancherebbe altro!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea Barbieri, hai il sense of humour di un paracarro. Ovvio che Andrea Parrucchiere non è quel leccaculo di Andrea Barbieri. Ci mancherebbe altro!</p>
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	</item>
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		<title>Di: andrea raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11450</link>
		<dc:creator>andrea raos</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2005 17:18:19 +0000</pubDate>
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		<description>è di grande interesse vedere cosa dice rupert/aldoprimo/eziros (per chi non l'avesse capito, sono la stessa persona) quando decide di essere serio, perché per una volta si vede bene cosa si cela dietro l'apparente svagatezza del troll medio : quotidiani travasi di bile, fiele a tonnellate, e invidia a mille. mi dispiace per lui, davvero. non dev'essere un bel vivere. 

ma mi dispiace soprattutto per inglese, chiaro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è di grande interesse vedere cosa dice rupert/aldoprimo/eziros (per chi non l&#8217;avesse capito, sono la stessa persona) quando decide di essere serio, perché per una volta si vede bene cosa si cela dietro l&#8217;apparente svagatezza del troll medio : quotidiani travasi di bile, fiele a tonnellate, e invidia a mille. mi dispiace per lui, davvero. non dev&#8217;essere un bel vivere. </p>
<p>ma mi dispiace soprattutto per inglese, chiaro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11441</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2005 11:53:37 +0000</pubDate>
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		<description>Temo che dietro il nick "Andrea Parrucchieri" - come già dietro "Andrea Barbiere" nel blog di Franz Krauspenhaar - ci sia Lucio Angelini.
Ognuno si diverte come può.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Temo che dietro il nick &#8220;Andrea Parrucchieri&#8221; - come già dietro &#8220;Andrea Barbiere&#8221; nel blog di Franz Krauspenhaar - ci sia Lucio Angelini.<br />
Ognuno si diverte come può.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franz Krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11440</link>
		<dc:creator>Franz Krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2005 11:50:33 +0000</pubDate>
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		<description>Sottoscrivo parola per parola le parole de Il supporter. Se volete mandare tutto in malora, sappiate che qui c'è gente che non molla. Altro che sceriffi. Qui in questo thread l'80% dei commentatori fa opera di demolizione; del pezzo proposto da Inglese non si vuole proprio parlare. Bel comportamento: e nemmeno il piccolo coraggio di attaccare firmandovi col vostro nome e cognome. Complimenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo parola per parola le parole de Il supporter. Se volete mandare tutto in malora, sappiate che qui c&#8217;è gente che non molla. Altro che sceriffi. Qui in questo thread l&#8217;80% dei commentatori fa opera di demolizione; del pezzo proposto da Inglese non si vuole proprio parlare. Bel comportamento: e nemmeno il piccolo coraggio di attaccare firmandovi col vostro nome e cognome. Complimenti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Un supporter</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11439</link>
		<dc:creator>Un supporter</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2005 11:22:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/08/11/due-letture-sul-terrorismo/#comment-11439</guid>
		<description>Se un blog è fatto per molta parte dai commenti, molti dei commentatori di questo thread dovrebbero serenamente vergognarsi. Facile prendersela con chi scrive i pezzi; il blog vive soprattutto dalla discussione innescata nei commenti. Rileggeteli, per favore. E sappiatemi dire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se un blog è fatto per molta parte dai commenti, molti dei commentatori di questo thread dovrebbero serenamente vergognarsi. Facile prendersela con chi scrive i pezzi; il blog vive soprattutto dalla discussione innescata nei commenti. Rileggeteli, per favore. E sappiatemi dire.</p>
]]></content:encoded>
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