Una poesia inedita di W. H. Auden

Segnalo un inedito di W. H. Auden inesplicabilmente assente dai Collected poems e scoperto da Gabriele Poole, che ringrazio.
Dall’accenno a Eliot, sembra possibile interpretare questa poesia come una rabbiosa risposta alla pubblicazione di Waste land (1922). Si tratta quindi di una testimonianza dello stupefacente talento di Auden, che aveva allora quindici anni. a.r.

14 commenti

  1. francesca
    Pubblicato 11 Ottobre 2005 alle 10:33 | Permalink

    Uhm… ehm… è molto strano tutto ciò.
    http://italy.poetryinternational.org/cwolk/view/26272

  2. Pubblicato 11 Ottobre 2005 alle 10:57 | Permalink

    Ehm… uhm… Francesca… mi sa che ti devo delle scuse… sono stato io…
    Avevo pubblicato il vero-finto Auden con l’unico intento di fare una battuta. Poi mi sono accorto che il testo è protetto da copyright, quindi lascio solo il link al sito (col che pero’ il tuo commento resta campato in aria).
    Che imbarazzo dover spiegare gli scherzi…

  3. francesca
    Pubblicato 11 Ottobre 2005 alle 11:35 | Permalink

    Fiuuuu! (gran sospiro di sollievo). Pensavo che il mio unico neurone fosse andato in tilt: invece la memoria mi assiste ancora.
    Ed oggi, dunque, è un’ottima giornata!

    Peccato, però, averti rovinato lo scherzo… forse sono io che ti devo delle scuse?

  4. francesco forlani
    Pubblicato 11 Ottobre 2005 alle 12:06 | Permalink

    grandi tutti
    effeffe
    ma l’iglesia come Auden omosessuale e marxista!!!

  5. Pubblicato 11 Ottobre 2005 alle 14:10 | Permalink

    Perché, non lo sapevi? Che è marxista intendo!

  6. andrea inglese
    Pubblicato 11 Ottobre 2005 alle 18:23 | Permalink

    omosessuale e marxista passi, ma Auden ha poi avuto lo sturbo “cristiano”, e qui “prendo le distanze”

    andrearà ton plan est FOIREUX

  7. Pubblicato 11 Ottobre 2005 alle 18:38 | Permalink

    andreainglé non provocarmi, ché mi sto innervosendo, sono MOLTO nervoso, SEMPRE PIU’ nervoso…

  8. trippalogica
    Pubblicato 12 Ottobre 2005 alle 21:08 | Permalink

    Io oltre a certi inediti di Auden riscoprirei anche Isherwood, indimenticabile una volta fatto proprio.

    Male non fa, anzi…………..

  9. Giorgio Di Costanzo (Ischia)
    Pubblicato 12 Ottobre 2005 alle 23:57 | Permalink

    Da marzo a ottobre, dal 1948 al 1957 W. H. Auden trascorreva su questo scoglio la bella stagione insieme al compagno Chester Kallman. Una “inciucessa” che li frequentava ha raccontato , spiando dal buco della serratura, fattarielli irrilevanti della loro quotidianeità (il poeta che risparmiava sulla carta igienica, il ragazzotto foriano che per cinquecento lire era disposto a concedersi a Chester, la mascolinità di Auden contrapposta alla delicatezza di Chester, la cerchia colta in cui si autoelesse la stessa Clark…), il livello del libro che ha avuto recensioni entusiastiche e un buon successo di vendite è bassissimo, nonostante il marchio “regale” che l’ha sfornato. A nessuno è venuto in mente di ristampare i due volumi di Opere (tradotti da Aurora Ciliberti) e pubblicati da un editore coi fiocchi, Roberto Lerici, nel 1966 (vol. I) e 1969 (vol. II). Alla grande poesia (che vende pochissimo) si preferisce il pettegolezzo, il colore, la battuta e gli editori italici preferiscono spacciare tristi epigoni, seppure insigniti dell’igNobel, discepoli (poco autorizzati), ex dissidenti e cosucce del genere. Da anni si attende la pubblicazione di un poeta notevolissimo, Elizabeth Bishop… Nell’attesa ci si può consolare (non ci consoliamo, vomitiamo) con l’Oscar dedicato a Cucchi Maurizio, fu Giovanni. Cose da pazzi!
    P.S. A questi quattro scemotti di amministratori locali, in anni ormai lontani, avevo proposto di intitolare una piazza a Auden, a Ingeborg Bachmann…. convegni e riflessioni su artisti che scelsero questo scoglio, con amore e trasporto, prima della bufera consumistica… Niente da fare, se non una piazzata estiva da vaiasse con una tizia che venne a raccontare ai professoressi locali (col vestito della festa e in estasi) della carta igienica già citata e del prostituto ante litteram (che valeva cinquecento lire…)

    Posso fare anch’io un pettegolezzo? Auden fu costretto a fuggire da Forio nel 1957 perchè: a) gli avvelenavano i gatti; b) volendo acquistare una casetta e avendo saputo del Premio Feltrinelli i “bottegai” locali decuplicarono il prezzo dell’abitazione; c) una specie di domestico tentò di cambiare un assegno con una cifra esorbitante (erroneamente scritta dal poeta); d) iniziava il turismo di massa, i primi taxi, la costruzione di una fontana ridicola (e perciò molto apprezzata dalla fauna indigena); e) al bar diluivano con l’acqua le bevande ordinate dal poeta; f) debbo continuare?

  10. stranduttore
    Pubblicato 15 Ottobre 2005 alle 10:23 | Permalink

    Uno dei massimi (tra gli infiniti) miei difetti deve essere che considero Auden essenzialmente come necessario antecedente di Ashbery. Comunque una raccolta delle poesie “quasi complete” della Bishop [pronta da oltre due anni] uscira’ il 9 gennaio p.v.

  11. Giorgio Di Costanzo (Ischia)
    Pubblicato 15 Ottobre 2005 alle 21:57 | Permalink

    Adelphi finalmente ha deciso! Ne sono contento. E. Bishop merita una “larga” diffusione nel “pubblico della poesia”. Grazie.

  12. Giorgio Di Costanzo (Ischia)
    Pubblicato 15 Ottobre 2005 alle 22:05 | Permalink

    Stranduttore sei mica Aldo Busi?

  13. stranduttore
    Pubblicato 20 Ottobre 2005 alle 09:52 | Permalink

    @Giorgio

    No. (No! Ma il suo Ashbery garzantiano anni ‘80 resta uno dei libri notevoli del nostro tempo).

    La Bishop è fenomenale, ma temo che per una “larga diffusione” sia troppo resistente a letture veloci, come troppo spesso siamo costretti a farne oggi. Ha bisogno di quiete e di profondità: è un’orfana, malata dall’infanzia (asma, allergie), alcolizzata, omosessuale (nell’America maccartista era una macchia pesante), senza casa e senza paese, la cui partner principale si suicida… I beat sono delle educande a suo confronto… e scrive con quella compostezza ed eleganza incredibile. E non sono d’accordo con Paz che la dice “reticente” - lei dice tutto, ma, appunto, si deve volere e sapere leggere quello che c’è nei suoi scritti. Una ricchezza incredibile.

  14. Pubblicato 5 Aprile 2006 alle 20:47 | Permalink

    Mi è venuto un colpo, all’inizio. Pensavo di aver detto qualche stupidaggine su Auden in qualche appunto per studenti e che fosse giunto il momento di pagare il contrappasso…

    Ciao
    Gabriele Poole