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	<title>Commenti a: Ponti e pontefici</title>
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	<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 09:29:35 +0000</pubDate>
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		<title>Di: jan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/10/15/ponti-e-pontefici/#comment-14135</link>
		<dc:creator>jan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2005 16:54:05 +0000</pubDate>
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		<description>Segnalo un articolo per LaVoce.info: &lt;a&gt;Quattro conti sul ponte&lt;/a&gt;

&lt;blockquote&gt;Sommario, a cura di Andrea Boitani

La cordata Impregilo ha appena vinto la gara (due soli partecipanti) per costruire il Ponte sullo Stretto. Lasciando da parte la congruità dell’offerta, restano fortissimi dubbi sull’utilità dell’opera, sull’entità dei finanziamenti privati (se tali sono i soldi di FS) e sulle inevitabili esigenze di risorse pubbliche nel prossimo futuro, per tacere dell’incubo paesistico-ambientale di un mostro di cemento iniziato e non finito. Ma è tutto il disegno della "grandi opere" a lasciare perplessi: non sembra che esse siano le più urgenti per risolvere i problemi della logistica, che avrebbe bisogno molto più di "piccole opere", mentre i meccanismi previsti dalla Legge Obiettivo per accelerare le opere non sembrano aver funzionato. Intanto il cattivo esempio del Ponte tende ad attecchire anche nelle piccole città…

pg. 1  	Sommario, a cura di Andrea Boitani
pg. 2 	Il punto sul ponte, di Salvatore Modica 11/10/2005
pg. 3 	Il metrò a Parma: il piccolo ponte sullo stretto, di Andrea Boitani e Carlo Scarpa 13/06/2005
pg. 4 	Se alle grandi operano mancano le fondamenta. Della valutazione, di Claudio Virno 23/05/2005
pg. 5 	Piccolo è bello per la logistica, di Pietro Spirito 23/05/2005
pg. 6 	Esempi da evitare o esempi da imitare?, di Silvio Pancheri* 28/11/2002
pg. 7 	Grandi infrastrutture e granitiche certezze, di Andrea Boitani e Marco Ponti 28/10/2002&lt;/blockquote&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo un articolo per LaVoce.info: <a>Quattro conti sul ponte</a></p>
<blockquote><p>Sommario, a cura di Andrea Boitani</p>
<p>La cordata Impregilo ha appena vinto la gara (due soli partecipanti) per costruire il Ponte sullo Stretto. Lasciando da parte la congruità dell’offerta, restano fortissimi dubbi sull’utilità dell’opera, sull’entità dei finanziamenti privati (se tali sono i soldi di FS) e sulle inevitabili esigenze di risorse pubbliche nel prossimo futuro, per tacere dell’incubo paesistico-ambientale di un mostro di cemento iniziato e non finito. Ma è tutto il disegno della &#8220;grandi opere&#8221; a lasciare perplessi: non sembra che esse siano le più urgenti per risolvere i problemi della logistica, che avrebbe bisogno molto più di &#8220;piccole opere&#8221;, mentre i meccanismi previsti dalla Legge Obiettivo per accelerare le opere non sembrano aver funzionato. Intanto il cattivo esempio del Ponte tende ad attecchire anche nelle piccole città…</p>
<p>pg. 1  	Sommario, a cura di Andrea Boitani<br />
pg. 2 	Il punto sul ponte, di Salvatore Modica 11/10/2005<br />
pg. 3 	Il metrò a Parma: il piccolo ponte sullo stretto, di Andrea Boitani e Carlo Scarpa 13/06/2005<br />
pg. 4 	Se alle grandi operano mancano le fondamenta. Della valutazione, di Claudio Virno 23/05/2005<br />
pg. 5 	Piccolo è bello per la logistica, di Pietro Spirito 23/05/2005<br />
pg. 6 	Esempi da evitare o esempi da imitare?, di Silvio Pancheri* 28/11/2002<br />
pg. 7 	Grandi infrastrutture e granitiche certezze, di Andrea Boitani e Marco Ponti 28/10/2002</p></blockquote>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: zangrando</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/10/15/ponti-e-pontefici/#comment-14048</link>
		<dc:creator>zangrando</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2005 09:16:00 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo, Sparzani! E grazie, Biondillo: tutto chiaro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo, Sparzani! E grazie, Biondillo: tutto chiaro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: antonio sparzani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/10/15/ponti-e-pontefici/#comment-14037</link>
		<dc:creator>antonio sparzani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2005 23:18:58 +0000</pubDate>
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		<description>sono un fan della Seppilli e quindi apprezzo enormemente l'argomentazione sul sacrilegio dei ponti. E poi:

Così per lo stretto navigammo gemendo,
da una parte era Scilla, dall'altra la divina Cariddi,
paurosamente ingoiava l'acqua salsa del mare;
ma quando la vomitava, come su grande fuoco caldaia,
tutta rigorgogliava sconvolta: dall'alto la schiuma
pioveva giù, sulle cime d'entrambi gli scogli.
E quando ancora ingoiava l'acqua salsa del mare,
tutta sembrava rimescolarsi di dentro, e la roccia
rombava terribile; in fondo la terra s'apriva,
nereggiante di sabbia. Verde spavento prese i compagni.
Guardavamo Cariddi, paventando la fine,
e proprio in quel punto Scilla ghermì dalla concava nave
sei compagni, i più vigorosi per la forza del braccio.
... ... ... ... ... ... ... ... ... ...
(Odissea, XII, vv. 234 sgg.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono un fan della Seppilli e quindi apprezzo enormemente l&#8217;argomentazione sul sacrilegio dei ponti. E poi:</p>
<p>Così per lo stretto navigammo gemendo,<br />
da una parte era Scilla, dall&#8217;altra la divina Cariddi,<br />
paurosamente ingoiava l&#8217;acqua salsa del mare;<br />
ma quando la vomitava, come su grande fuoco caldaia,<br />
tutta rigorgogliava sconvolta: dall&#8217;alto la schiuma<br />
pioveva giù, sulle cime d&#8217;entrambi gli scogli.<br />
E quando ancora ingoiava l&#8217;acqua salsa del mare,<br />
tutta sembrava rimescolarsi di dentro, e la roccia<br />
rombava terribile; in fondo la terra s&#8217;apriva,<br />
nereggiante di sabbia. Verde spavento prese i compagni.<br />
Guardavamo Cariddi, paventando la fine,<br />
e proprio in quel punto Scilla ghermì dalla concava nave<br />
sei compagni, i più vigorosi per la forza del braccio.<br />
&#8230; &#8230; &#8230; &#8230; &#8230; &#8230; &#8230; &#8230; &#8230; &#8230;<br />
(Odissea, XII, vv. 234 sgg.</p>
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	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/10/15/ponti-e-pontefici/#comment-14035</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2005 21:31:09 +0000</pubDate>
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		<description>Nel senso, Zangrando, che sottoscrivo ogni parola, ogni virgola, come se l'avessi scritto io. 

Sono, in pratica, d'accordo con te. E' un bel pezzo, questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel senso, Zangrando, che sottoscrivo ogni parola, ogni virgola, come se l&#8217;avessi scritto io. </p>
<p>Sono, in pratica, d&#8217;accordo con te. E&#8217; un bel pezzo, questo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: zangrando</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/10/15/ponti-e-pontefici/#comment-14031</link>
		<dc:creator>zangrando</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2005 20:07:16 +0000</pubDate>
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		<description>Non capisco l'esordio del commento di Biondillo, comunque:

Penso che questo pezzo di Pecoraro/Tashtego sia un bell'esempio di come si possa praticare una scrittura impegnata, riflessiva e colta su un problema cogente ma strumentalizzato e banalizzato all'estremo (fino cioè a diventare una chiacchiera da parrucchiere, un mito propagandistico, un luogo comune), senza rimanere confinati entro quel mero discorso politico d'attualità che rende mediocre e caduca tanta prosa pseudo-letteraria e giornalistica corrente. Pecoraro affronta il problema "in grande", lo eleva in un orizzonte storico, intellettuale, etico ed estetico più ampio dell'eterno presente telecratico e, in questo modo, ridesta tanto più l'indignazione nel lettore sensibile.

Ma quanti ne sono rimasti, di lettori sensibili?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco l&#8217;esordio del commento di Biondillo, comunque:</p>
<p>Penso che questo pezzo di Pecoraro/Tashtego sia un bell&#8217;esempio di come si possa praticare una scrittura impegnata, riflessiva e colta su un problema cogente ma strumentalizzato e banalizzato all&#8217;estremo (fino cioè a diventare una chiacchiera da parrucchiere, un mito propagandistico, un luogo comune), senza rimanere confinati entro quel mero discorso politico d&#8217;attualità che rende mediocre e caduca tanta prosa pseudo-letteraria e giornalistica corrente. Pecoraro affronta il problema &#8220;in grande&#8221;, lo eleva in un orizzonte storico, intellettuale, etico ed estetico più ampio dell&#8217;eterno presente telecratico e, in questo modo, ridesta tanto più l&#8217;indignazione nel lettore sensibile.</p>
<p>Ma quanti ne sono rimasti, di lettori sensibili?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/10/15/ponti-e-pontefici/#comment-14027</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2005 16:15:14 +0000</pubDate>
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		<description>Come l'avessi scritto io, Tash. 
Di tutte le cose che sono state dette, tra l'altro, l'unica che pare disinteressare tutti è la qualità estetica del progetto presentato. Come se una cosa di un impatto di tale veemenza sia indifferente se sia anche brutta o bella.

Ma il discoro è lungo. Di certo le ragioni economiche sono talmente soverchianti che costruirlo è un vero suicidio. Con quei soldi si rimetterebbeo a posto TUTTE le strade e i nodi infrastrutturali del Sud Italia. E avanzarebbero anche dei soldi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come l&#8217;avessi scritto io, Tash.<br />
Di tutte le cose che sono state dette, tra l&#8217;altro, l&#8217;unica che pare disinteressare tutti è la qualità estetica del progetto presentato. Come se una cosa di un impatto di tale veemenza sia indifferente se sia anche brutta o bella.</p>
<p>Ma il discoro è lungo. Di certo le ragioni economiche sono talmente soverchianti che costruirlo è un vero suicidio. Con quei soldi si rimetterebbeo a posto TUTTE le strade e i nodi infrastrutturali del Sud Italia. E avanzarebbero anche dei soldi.</p>
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