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	<title>Commenti a: L&#8217;ASSALTO ALL’ALTO CASTELLO (1 di 2)</title>
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		<title>Di: Tintii di nero</title>
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		<dc:creator>Tintii di nero</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2005 14:23:13 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Due interessanti interventi sul giallo, il noir e la letteratura più in generale di Biondillo (prima parte e seconda parte) e Krauspenhaar su Nazione Indiana.  (via Chiaroscuro) [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Due interessanti interventi sul giallo, il noir e la letteratura più in generale di Biondillo (prima parte e seconda parte) e Krauspenhaar su Nazione Indiana.  (via Chiaroscuro) [...]</p>
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		<title>Di: Luca Gandolfi</title>
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		<dc:creator>Luca Gandolfi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2005 08:54:30 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Gianni, il tuo articolo ha un vago sapore dell&#039;introduzione di Gautier a Mademoiselle Maupin: perche&#039; non pensi a pubblicarlo in Pamphlet?
As usual, hai espresso quello a cui cercavo di dare un ordine nella mia mente.

Cheers,
Luca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gianni, il tuo articolo ha un vago sapore dell&#8217;introduzione di Gautier a Mademoiselle Maupin: perche&#8217; non pensi a pubblicarlo in Pamphlet?<br />
As usual, hai espresso quello a cui cercavo di dare un ordine nella mia mente.</p>
<p>Cheers,<br />
Luca</p>
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		<title>Di: roque</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/23/lassalto-all%e2%80%99alto-castello-1-di-2/#comment-16465</link>
		<dc:creator>roque</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2005 23:01:57 +0000</pubDate>
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		<description>Biondillo sei un cazzo tonto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Biondillo sei un cazzo tonto.</p>
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		<title>Di: Flores</title>
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		<dc:creator>Flores</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2005 20:27:46 +0000</pubDate>
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		<description>Mi hai tolto i pensieri di mente...sei un mito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi hai tolto i pensieri di mente&#8230;sei un mito.</p>
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		<title>Di: temperanza</title>
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		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2005 18:17:14 +0000</pubDate>
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		<description>Ancora questa storia del giallo. Non se ne può più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora questa storia del giallo. Non se ne può più.</p>
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		<title>Di: Ivan Roquentin</title>
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		<dc:creator>Ivan Roquentin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2005 16:31:27 +0000</pubDate>
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		<description>ancora cosa?</description>
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		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/23/lassalto-all%e2%80%99alto-castello-1-di-2/#comment-16375</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2005 08:16:58 +0000</pubDate>
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		<description>Ancora!!!</description>
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		<title>Di: ivan roquentin</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/23/lassalto-all%e2%80%99alto-castello-1-di-2/#comment-16370</link>
		<dc:creator>ivan roquentin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2005 01:25:39 +0000</pubDate>
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		<description>@ Gianni: &quot;Qualche tempo fa leggevo su Tuttolibri della Stampa che il romanzo di genere non sarà mai letteratura, perché usa degli stereotipi.&quot;

Secondo la stessa teoria, Shakespeare non avrebbe scritto letteratura.

Un&#039;altra nota e un giudizio: &quot;Non capisco però perché, nei confronti del romanzo di genere, invece, mettere autori estremamente diversi fra loro nello stesso calderone sia normale&quot;

Più del &quot;genere&quot;, che è un utile strumento per il linguaggio, mi pare che l&#039;abuso della categoria &quot;genere&quot; serva a istituire, da un lato, un &quot;macrogenere&quot; fittizio, e dall&#039;altro un tribunale pronto a processarlo (in toto). L&#039;impostura del calderone mi sembra svelata, e da tempo. Non fatico neppure a individuare qualche inquisitore, Gianni. La tua allusione alla Letteratura alta, Alta e Maiuscola, Alta Maiuscola ed Autoproclamata, contiente un invito ad una riflessione quasi automatica: in un mondo letterario troppo affollato, secondo una logica da &quot;darwinismo editoriale&quot;, qual è la migliore strategia di autolegittimazione per un&#039;elite trascurata, vituperata e ambiziosa? Ci si dichiarara membri di una casta a parte, sicuramente più degna, sicuramente più inetta. Il passaggio da genere a casta è parallello alla distribuzione di verità sotto forma di Maiuscole: membro di un &quot;genere separato&quot;, assegni al tuo genere dei meriti superiori, per semplice dichiarazione di valore, di solito pubblica e certificata: serve un critico e lo si trova, se non è già reclutato: un uomo per una missione (a volte una donna).

&quot;Questa cosa, detta così, non significa nulla. Tutto ciò che è scritto interpreta, ognuno a suo modo, il reale. Anche un romanzo di fantascienza o uno storico lo fa&quot;

Un punto su cui pare che intendersi sia complicatissimo, e non riesco a capire perché. Scrivere &quot;è&quot; interpretare, e insieme offrire un punto di vista: &quot;fare una proposta sulla realtà&quot;, probabilmente (spesso, in alcuni degli autori che nomini, la proposta è così esplicita da diventar politica nella forma di invito all&#039;azione: rifiuta &quot;una parte di mondo&quot;, anziché indulgere all&#039;infinito).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Gianni: &#8220;Qualche tempo fa leggevo su Tuttolibri della Stampa che il romanzo di genere non sarà mai letteratura, perché usa degli stereotipi.&#8221;</p>
<p>Secondo la stessa teoria, Shakespeare non avrebbe scritto letteratura.</p>
<p>Un&#8217;altra nota e un giudizio: &#8220;Non capisco però perché, nei confronti del romanzo di genere, invece, mettere autori estremamente diversi fra loro nello stesso calderone sia normale&#8221;</p>
<p>Più del &#8220;genere&#8221;, che è un utile strumento per il linguaggio, mi pare che l&#8217;abuso della categoria &#8220;genere&#8221; serva a istituire, da un lato, un &#8220;macrogenere&#8221; fittizio, e dall&#8217;altro un tribunale pronto a processarlo (in toto). L&#8217;impostura del calderone mi sembra svelata, e da tempo. Non fatico neppure a individuare qualche inquisitore, Gianni. La tua allusione alla Letteratura alta, Alta e Maiuscola, Alta Maiuscola ed Autoproclamata, contiente un invito ad una riflessione quasi automatica: in un mondo letterario troppo affollato, secondo una logica da &#8220;darwinismo editoriale&#8221;, qual è la migliore strategia di autolegittimazione per un&#8217;elite trascurata, vituperata e ambiziosa? Ci si dichiarara membri di una casta a parte, sicuramente più degna, sicuramente più inetta. Il passaggio da genere a casta è parallello alla distribuzione di verità sotto forma di Maiuscole: membro di un &#8220;genere separato&#8221;, assegni al tuo genere dei meriti superiori, per semplice dichiarazione di valore, di solito pubblica e certificata: serve un critico e lo si trova, se non è già reclutato: un uomo per una missione (a volte una donna).</p>
<p>&#8220;Questa cosa, detta così, non significa nulla. Tutto ciò che è scritto interpreta, ognuno a suo modo, il reale. Anche un romanzo di fantascienza o uno storico lo fa&#8221;</p>
<p>Un punto su cui pare che intendersi sia complicatissimo, e non riesco a capire perché. Scrivere &#8220;è&#8221; interpretare, e insieme offrire un punto di vista: &#8220;fare una proposta sulla realtà&#8221;, probabilmente (spesso, in alcuni degli autori che nomini, la proposta è così esplicita da diventar politica nella forma di invito all&#8217;azione: rifiuta &#8220;una parte di mondo&#8221;, anziché indulgere all&#8217;infinito).</p>
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