Monna Chisciotte

25 novembre 2005
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di Davide Morganti

Napoli è una città non adatta alla guerra.

No, Napoli è una città buona per l’agguato, stretta com’è aizza i cecchini, invita all’aggressione, sollecita al corpo a corpo, esalta il tranello, non lascia respiro; è fatta di perforazioni e budelli, strettoie e angiporti; rende insopportabile il calore dell’altro.

Odia gli spazi, soffre però di claustrofobia, riduce il vuoto, lo compatta, stringe i suoi abitanti tra una parete e l’altra; seduce con il suo corpo, poi confida nel perdono divino con la mano sinistra e ammazza con la mano destra.

Le strade di Napoli hanno la sensualità dell’imboscata, hanno l’istinto delle bestie, riconoscono sempre il destino di chi le calpesta e decidono, quando sono in calore, di assecondare il suo invito erotico.

I letti degli ospedali sono lavori in corso, operai che sudano del sudore degli altri, che sanguinano del sangue degli altri, che guariscono della salute degli altri; per poi ricominciare a lavorare, sempre allo stesso modo.

Brani tratti da Monna Chisciotte Edizioni Compagnia dei Trovatori, pag. 93, 8 euro. (layout@trovatori.it)

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15 Responses to Monna Chisciotte

  1. arminio on 25 novembre 2005 at 23:20

    caro davide
    mi pare che le strade di napoii sono proprio come dici tu. e oggi gli scrittori devono per prima cosa portare un pò di esattezza nel caos che ci circonda.

  2. fabrizio on 25 novembre 2005 at 23:23

    portare esattezza nel caos che ci circonda?
    un compito per altri, non per gli scrittori.
    non chiedo esattezza all’artista, ma – banalmente, certo – emozioni.

  3. temperanza on 26 novembre 2005 at 01:31

    Argh!

  4. vincenzo corraro on 26 novembre 2005 at 10:06

    una cosa e l’altra, forse.

  5. arminio on 26 novembre 2005 at 11:17

    l’emozione dell’esattezza

  6. mag on 26 novembre 2005 at 11:26

    ERRARE= VIAGGIARE=SPOSTARE
    quindi spostare e esattezza sono incomparabili neanche come contrari.

  7. Maura on 26 novembre 2005 at 16:29

    Bello, complimenti!

  8. Giancarlo Tramutoli on 26 novembre 2005 at 16:45

    Errare: Come ti muovi, sbagli.

  9. tashtego on 26 novembre 2005 at 18:08

    Estenuate metafore che si applicherebbero perfettamente anche a Genova e forse pure a Venezia e perché no, ad Algeri.
    Ricorda la scrittura iper-napoletanoide di Jean Noel Schifano (dieresi sulla e), per dire (La danza degli ardenti), dove Napoli gronda sensualità da ogni pezzo suo di tufo, da ogni crosta di intonaco, da ogni basola di basalto, come un enorme gigantesca ghiandola di Bartolini a scala urbana.

  10. tashtego on 26 novembre 2005 at 18:08

    errata corrige: ‘

  11. James on 26 novembre 2005 at 18:38

    LA STORIA DEL CONCORDATO:

    http://espertone.blogspot.com

    NEANCHE LA SINISTRA NE PARLA, CHE VERGOGNA!!!!!!!!!!!

  12. lollo lillilli on 27 novembre 2005 at 23:05

    Siete piccoli tediosi giganti.
    Complimenti

  13. francesco forlani on 28 novembre 2005 at 08:15

    Ogni volta che leggo Morganti è un incontro. Come faccio per procurarmi il libro?
    effeffe

  14. aledeca on 28 novembre 2005 at 14:34

    Errata porridge: disastro al breakfast

  15. andrea raos on 29 novembre 2005 at 19:09

    Interessante da leggere in parallelo con le strade di Napoli scritte da Ferdinando Tricarico (in NI, giugno 2005). Diversissime, a me piacciono tutte e due.