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	<title>Commenti a: Costituzioni</title>
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	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 00:38:53 +0000</pubDate>
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		<title>Di: aggreçìon</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17298</link>
		<dc:creator>aggreçìon</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2005 22:30:14 +0000</pubDate>
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		<description>Sorprende il tasso di violenza contenuto in molti dei commenti a questo blog. Peccato, perché alcuni dei temi, anzi quasi tutti, meriterebbero una discussione ampia e articolata: per esempio l'extratesto di cui, se bisogna credere al De Mauro, per primo parlò Contini e, a parte l'intemerata poco sopra, Gabriella Fuschini dà segno evidente di possedere ottima contezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sorprende il tasso di violenza contenuto in molti dei commenti a questo blog. Peccato, perché alcuni dei temi, anzi quasi tutti, meriterebbero una discussione ampia e articolata: per esempio l&#8217;extratesto di cui, se bisogna credere al De Mauro, per primo parlò Contini e, a parte l&#8217;intemerata poco sopra, Gabriella Fuschini dà segno evidente di possedere ottima contezza.</p>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17266</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2005 09:22:22 +0000</pubDate>
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		<description>che dire deféd? mi sento "leggermente" presa in giro... e se sei chi penso, discuteremo all'infinito su Montesano oltre le righe! :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che dire deféd? mi sento &#8220;leggermente&#8221; presa in giro&#8230; e se sei chi penso, discuteremo all&#8217;infinito su Montesano oltre le righe! :-)</p>
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		<title>Di: deféd</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17255</link>
		<dc:creator>deféd</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2005 01:29:13 +0000</pubDate>
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		<description>Viva la Fuschini e vivano i concetti, uno in particolare, che esprime nel suo commento notturno. I testi da soli non bastano più a nessuno: a completarli, cioè per la verità a risorgerli dal loro sonno di carta, serve il sacrosanto extratesto, la vita fra le righe, sulle righe, oltre le righe. Montesano ce ne mette e, con lo zelo tipico dei volenterosi, finisce in genere sopra le righe. Meglio di lui i suoi maestri, più volte citati in questo thread; meglio certi suoi coetanei o appena più giovani (di tutti, e solo per esempio, Emanuele Trevi quando non parla dei libri d'altri e racconta la sua città e la càna Zara. Ma insomma e comunque, viva chi all'una quasi di notte sta ancora lì a discutere di teoria della narrazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Viva la Fuschini e vivano i concetti, uno in particolare, che esprime nel suo commento notturno. I testi da soli non bastano più a nessuno: a completarli, cioè per la verità a risorgerli dal loro sonno di carta, serve il sacrosanto extratesto, la vita fra le righe, sulle righe, oltre le righe. Montesano ce ne mette e, con lo zelo tipico dei volenterosi, finisce in genere sopra le righe. Meglio di lui i suoi maestri, più volte citati in questo thread; meglio certi suoi coetanei o appena più giovani (di tutti, e solo per esempio, Emanuele Trevi quando non parla dei libri d&#8217;altri e racconta la sua città e la càna Zara. Ma insomma e comunque, viva chi all&#8217;una quasi di notte sta ancora lì a discutere di teoria della narrazione.</p>
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	<item>
		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17251</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 23:42:52 +0000</pubDate>
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		<description>@ Capone:
forse per essere breve non sono stata chiara. Non trovo affatto che Montesano pecchi di alcunché, al contrario! Quando parlavo di come intendessi un intellettuale intendevo rispondere a Temperanza che infatti fa notare che ognuno dà il significato che preferisce alla parola. Non mi interessa che uno scrittore esprimendo il suo pensiero sul mondo argomenti come in un'aula universitaria: ne ho piene le tasche! Sono una sentimentale, come mi ha detto stamattina qualcuno... voglio vedere la vita tra le righe di chi scrive e in Montesano la vedo, eccome.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Capone:<br />
forse per essere breve non sono stata chiara. Non trovo affatto che Montesano pecchi di alcunché, al contrario! Quando parlavo di come intendessi un intellettuale intendevo rispondere a Temperanza che infatti fa notare che ognuno dà il significato che preferisce alla parola. Non mi interessa che uno scrittore esprimendo il suo pensiero sul mondo argomenti come in un&#8217;aula universitaria: ne ho piene le tasche! Sono una sentimentale, come mi ha detto stamattina qualcuno&#8230; voglio vedere la vita tra le righe di chi scrive e in Montesano la vedo, eccome.</p>
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		<title>Di: wovoka</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17238</link>
		<dc:creator>wovoka</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 18:48:28 +0000</pubDate>
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		<description>Bah, studiosi, pensatori, questa cosa sarebbe, un'altra distinzione "fondamentale"? Nel sistema di pensiero (congetturabile) dell'adorabile Temperanza mi sembra di intravedere una grossa difficoltà: sua identificazione del pensiero con il linguaggio. Dire infatti che "scrivere bene" (con precisione, attraverso l'ormai mitico "stile") equivale a "pensare bene" è secondo me una grossa esagerazione, che conduce dritta dritta alle ubbie della "distinzione". Quando il significato dipende così strettamente dalla forma, è infatti da considerarsi "estetico" più che concettuale, e che l'estetico sia una forma di conoscenza superiore, piuttosto che un titillamento di sensi interni (oppure, con Eco: "tirocinio della sensibilità e dell'immaginazione, senza pretendere di costituire surrogati orfici della conoscenza") è cosa assai dubbia. Un modello concettuale autentico sopporterà centinaia di descrizioni o formulazioni malfatte e sgraziate, che potranno essere fatte "convergere" a calci e spintoni verso qualcosa di letterariamente decente senza rompersi per strada, e senza perdere la sua efficacia esplicativa (ma soltanto quella didattica). Invece una confusa affabulazione heideggeriana (dove alla fine "nulla risulta chiaro, ma tutto pare significativo") non reggerà ovviamente nemmeno alla più delicata e rispettosa delle sintesi, con tutte le conseguenze del caso: "riassumere un discorso che, come dimostra l'attenzione dedicata alla scrittura ed alla stesura, è il risultato di un'intenzione di dare forma al discorso, ricusando in anticipo come "sommario" e "riduttore" qualsiasi riassunto che cerchi di separare il contenuto dalla forma, di ridurre il testo alla sua espressione più semplice, di presentarlo nella sua struttura più elementare, significa infatti negare l'intenzione più di fondo dell'opera, e compiere l'epoché di tutto ciò per cui il testo filosofico si presenta come testo filosofico, cioè del suo "disinteresse", della sua libertà, e con essi, della sua superiorità, della sua distinzione, del suo distacco da tutti i discorsi "volgari", con una specie di riduzione trascendentale che nessun critico si è mai sognato di fare. - Indovinate chi l'ha detto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bah, studiosi, pensatori, questa cosa sarebbe, un&#8217;altra distinzione &#8220;fondamentale&#8221;? Nel sistema di pensiero (congetturabile) dell&#8217;adorabile Temperanza mi sembra di intravedere una grossa difficoltà: sua identificazione del pensiero con il linguaggio. Dire infatti che &#8220;scrivere bene&#8221; (con precisione, attraverso l&#8217;ormai mitico &#8220;stile&#8221;) equivale a &#8220;pensare bene&#8221; è secondo me una grossa esagerazione, che conduce dritta dritta alle ubbie della &#8220;distinzione&#8221;. Quando il significato dipende così strettamente dalla forma, è infatti da considerarsi &#8220;estetico&#8221; più che concettuale, e che l&#8217;estetico sia una forma di conoscenza superiore, piuttosto che un titillamento di sensi interni (oppure, con Eco: &#8220;tirocinio della sensibilità e dell&#8217;immaginazione, senza pretendere di costituire surrogati orfici della conoscenza&#8221;) è cosa assai dubbia. Un modello concettuale autentico sopporterà centinaia di descrizioni o formulazioni malfatte e sgraziate, che potranno essere fatte &#8220;convergere&#8221; a calci e spintoni verso qualcosa di letterariamente decente senza rompersi per strada, e senza perdere la sua efficacia esplicativa (ma soltanto quella didattica). Invece una confusa affabulazione heideggeriana (dove alla fine &#8220;nulla risulta chiaro, ma tutto pare significativo&#8221;) non reggerà ovviamente nemmeno alla più delicata e rispettosa delle sintesi, con tutte le conseguenze del caso: &#8220;riassumere un discorso che, come dimostra l&#8217;attenzione dedicata alla scrittura ed alla stesura, è il risultato di un&#8217;intenzione di dare forma al discorso, ricusando in anticipo come &#8220;sommario&#8221; e &#8220;riduttore&#8221; qualsiasi riassunto che cerchi di separare il contenuto dalla forma, di ridurre il testo alla sua espressione più semplice, di presentarlo nella sua struttura più elementare, significa infatti negare l&#8217;intenzione più di fondo dell&#8217;opera, e compiere l&#8217;epoché di tutto ciò per cui il testo filosofico si presenta come testo filosofico, cioè del suo &#8220;disinteresse&#8221;, della sua libertà, e con essi, della sua superiorità, della sua distinzione, del suo distacco da tutti i discorsi &#8220;volgari&#8221;, con una specie di riduzione trascendentale che nessun critico si è mai sognato di fare. - Indovinate chi l&#8217;ha detto?</p>
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	<item>
		<title>Di: helena</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17228</link>
		<dc:creator>helena</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 16:18:05 +0000</pubDate>
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		<description>Non dico infatti che uno vale l'altro, ma che nella grande costruzione del monderno c'è il diamante e il fumo e le infinite sfumature che esistono in mezzo. Dentro a quella cornice ognuno da i propri giudizi di valore  al singolo testo, alla riuscita o meno della sua coesione di forma-contenuto (struttrualisti e post - ecc. rabbrividite!)
E capivo bene che con "grandi studiosi" intendevi gli studiosi e non i pensatori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non dico infatti che uno vale l&#8217;altro, ma che nella grande costruzione del monderno c&#8217;è il diamante e il fumo e le infinite sfumature che esistono in mezzo. Dentro a quella cornice ognuno da i propri giudizi di valore  al singolo testo, alla riuscita o meno della sua coesione di forma-contenuto (struttrualisti e post - ecc. rabbrividite!)<br />
E capivo bene che con &#8220;grandi studiosi&#8221; intendevi gli studiosi e non i pensatori.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17222</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 15:45:19 +0000</pubDate>
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		<description>@ancora per Helena e in generale

Ma io pongo sempre e solo una questione di metodo, oddio, metodo è una parola grossa, diciamo di procedure, senza le quali  quella citazione di Starobinski che ho riportato più su diventa drammatica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ancora per Helena e in generale</p>
<p>Ma io pongo sempre e solo una questione di metodo, oddio, metodo è una parola grossa, diciamo di procedure, senza le quali  quella citazione di Starobinski che ho riportato più su diventa drammatica.</p>
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	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17220</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 15:28:03 +0000</pubDate>
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		<description>@Helena

No, non sono d'accordo. Il frammento è una cosa, il todos caballeros un'altra (ma non per far polemica su Montesano, anzi, togliamolo di mezzo e parliamo in generale) .
Quelli che citi sono i testi classici della costruzione del Moderno, ma così ammucchiati non servono a nessuno, non sono UGUALI l'uno all'altro. 
Quando dico che la mano dei grandi studiosi  (ma Benjamin e Adorno sono "pensatori", che è altra cosa) non è pesante è perché definendo si interroga e dunque è impossibile ridurla a una formula. Nella formula, nella semplificazione, sta la pesanteur.
Far passare il Processo come una metafora dell'opposizione di Kafka alla legge tout court, quando il suo rapporto con la legge è così complesso e comporta anche il suo rapporto con l'ebraismo, non è a mio avviso una cosa ben fatta. Se bisogna semplificare così, meglio tacere, o trovare esempi meno delicati e che si possano maneggiare con più facilità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Helena</p>
<p>No, non sono d&#8217;accordo. Il frammento è una cosa, il todos caballeros un&#8217;altra (ma non per far polemica su Montesano, anzi, togliamolo di mezzo e parliamo in generale) .<br />
Quelli che citi sono i testi classici della costruzione del Moderno, ma così ammucchiati non servono a nessuno, non sono UGUALI l&#8217;uno all&#8217;altro.<br />
Quando dico che la mano dei grandi studiosi  (ma Benjamin e Adorno sono &#8220;pensatori&#8221;, che è altra cosa) non è pesante è perché definendo si interroga e dunque è impossibile ridurla a una formula. Nella formula, nella semplificazione, sta la pesanteur.<br />
Far passare il Processo come una metafora dell&#8217;opposizione di Kafka alla legge tout court, quando il suo rapporto con la legge è così complesso e comporta anche il suo rapporto con l&#8217;ebraismo, non è a mio avviso una cosa ben fatta. Se bisogna semplificare così, meglio tacere, o trovare esempi meno delicati e che si possano maneggiare con più facilità.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: helena</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17211</link>
		<dc:creator>helena</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 14:35:15 +0000</pubDate>
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		<description>Mi riferivo grosso modo a quel movimento sismico di reciproco avvicinamento per cui il pensiero (filosofico, in primis, ma non solo) cerca forme espressive sempre meno sistematiche,  e sempre più letterarie, spurie (frammento, dialogo, aforisma ecc) mentre la letteratura diventa sempre più esplicitamente portarice di pensiero. Ovvio citare Nietzsche e Schopenhauer, vedervi un segnale di apertura ufficiale della crisi (ma non vorrei mai dimenticare, per esempio, il saggio sul teatro di marionette di Kleist ). Ed è sempre da lì , del resto, che parte anche la forte tendenza della filosofia a costruirsi intorno alla letteratura dove la mano del filosofo-interprete non è mai (e non lo è leggittimamente) leggera: Heidegger su Hoelderlin, Benjamin  e Adorno su Kafka (Baudelaire va sans dire)  e così via.
Fare una lista sarebbe noioso e arbitrario: ci starebbero comunque dentro cose su cui sfido non trovare  accordi e entusiasmi unanimi come la Lettera di Lord Chandos e certa filosofia francese anni  settanta che io ho spesso in sospetto di fuffa (a volte, però, andando a guardare le carte mi accorgo di  sbagliare così come so di non poter togliere a Heidegger la sua importanza sebbene il suo modo di scrivere mi innervosisca). Insomma c'è spazio per gli eccelsi e i meno buoni, i grandi e in piccini.
Sono andata anch'io a vedermi il testo postato sul sito e ho avuto il mio momento di vanità nel vedere che avevo scritto cose molto simili a quelle aggiunte lì. Vanità a parte: molte delle idee che propone senza svilupparle, continuano a colpirmi come spunti per niente banali  e la forma o postura stilistica di elargirli mi pare onesta, sentita, perfettamente lecita per quel tipo di intellettuale che è in primo luogo uno scrittore. La pianto qui. però: la mia religione non fa proselitismo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi riferivo grosso modo a quel movimento sismico di reciproco avvicinamento per cui il pensiero (filosofico, in primis, ma non solo) cerca forme espressive sempre meno sistematiche,  e sempre più letterarie, spurie (frammento, dialogo, aforisma ecc) mentre la letteratura diventa sempre più esplicitamente portarice di pensiero. Ovvio citare Nietzsche e Schopenhauer, vedervi un segnale di apertura ufficiale della crisi (ma non vorrei mai dimenticare, per esempio, il saggio sul teatro di marionette di Kleist ). Ed è sempre da lì , del resto, che parte anche la forte tendenza della filosofia a costruirsi intorno alla letteratura dove la mano del filosofo-interprete non è mai (e non lo è leggittimamente) leggera: Heidegger su Hoelderlin, Benjamin  e Adorno su Kafka (Baudelaire va sans dire)  e così via.<br />
Fare una lista sarebbe noioso e arbitrario: ci starebbero comunque dentro cose su cui sfido non trovare  accordi e entusiasmi unanimi come la Lettera di Lord Chandos e certa filosofia francese anni  settanta che io ho spesso in sospetto di fuffa (a volte, però, andando a guardare le carte mi accorgo di  sbagliare così come so di non poter togliere a Heidegger la sua importanza sebbene il suo modo di scrivere mi innervosisca). Insomma c&#8217;è spazio per gli eccelsi e i meno buoni, i grandi e in piccini.<br />
Sono andata anch&#8217;io a vedermi il testo postato sul sito e ho avuto il mio momento di vanità nel vedere che avevo scritto cose molto simili a quelle aggiunte lì. Vanità a parte: molte delle idee che propone senza svilupparle, continuano a colpirmi come spunti per niente banali  e la forma o postura stilistica di elargirli mi pare onesta, sentita, perfettamente lecita per quel tipo di intellettuale che è in primo luogo uno scrittore. La pianto qui. però: la mia religione non fa proselitismo.</p>
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	<item>
		<title>Di: brillanterie</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17201</link>
		<dc:creator>brillanterie</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 13:45:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1529#comment-17201</guid>
		<description>Letta oggi sul Corriere apertura assai blanda del La Capria, già a suo tempo omaggiato di generoso Meridiano e, siccome gli amici sono gli amici, pròdigo di lodi al non tanto meritevole Guarini. C'è di buono che persino lui s'è accorto del lavoro di Francesco Durante, che comprende anche una micidiale bibliografia (però per quale ragione un volume di 2mila pagine quasi può uscire senza l'indice dei nomi e con sezioni di livello così spaventosamente inferiore alla sua media, come qui sono il teatro e le poesiole?)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Letta oggi sul Corriere apertura assai blanda del La Capria, già a suo tempo omaggiato di generoso Meridiano e, siccome gli amici sono gli amici, pròdigo di lodi al non tanto meritevole Guarini. C&#8217;è di buono che persino lui s&#8217;è accorto del lavoro di Francesco Durante, che comprende anche una micidiale bibliografia (però per quale ragione un volume di 2mila pagine quasi può uscire senza l&#8217;indice dei nomi e con sezioni di livello così spaventosamente inferiore alla sua media, come qui sono il teatro e le poesiole?)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17199</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 13:34:31 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao, Non belligeranza, eccoti qui in nuove vesti, lo so che condividiamo l'amore per Staro, e non solo lui. Condivido quel che dici su Rea, lo sto appunto leggendo anch'io.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, Non belligeranza, eccoti qui in nuove vesti, lo so che condividiamo l&#8217;amore per Staro, e non solo lui. Condivido quel che dici su Rea, lo sto appunto leggendo anch&#8217;io.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: non belligeranza, ma brillanterie</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17194</link>
		<dc:creator>non belligeranza, ma brillanterie</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 13:10:26 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile Carlo, farsi beffe del vero è senz'altro cosa in cui Montesano eccelle. Forse non ha mantenuto le promesse del Corpo di Napoli e non pare illecito nutrire qualche dubbio sulla necessità delle sue scritture al giorno d'oggi. Molto d'accordo, però, e anche se non c'entra, col magnifico richiamo starobinskiano di Temperanza. Non si finirebbe mai di citare Starobinski, tanto varie e ogni volta pertinenti sono le sue intuizioni. Per un blog come NI, La rélation critique dovrebbe essere - ma forse già è - testo di riferimento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Carlo, farsi beffe del vero è senz&#8217;altro cosa in cui Montesano eccelle. Forse non ha mantenuto le promesse del Corpo di Napoli e non pare illecito nutrire qualche dubbio sulla necessità delle sue scritture al giorno d&#8217;oggi. Molto d&#8217;accordo, però, e anche se non c&#8217;entra, col magnifico richiamo starobinskiano di Temperanza. Non si finirebbe mai di citare Starobinski, tanto varie e ogni volta pertinenti sono le sue intuizioni. Per un blog come NI, La rélation critique dovrebbe essere - ma forse già è - testo di riferimento.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo Capone</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17192</link>
		<dc:creator>Carlo Capone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 12:48:28 +0000</pubDate>
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		<description>@ Gabriella Fuschini

Sbaglierò, ma se c'è uno che della ricerca del vero si  fa beffe questi è Giuseppe  Montesano. Ti consiglio in proposito, e vivamente, Nel corpo di Napoli.

@ non belligeranza

anche io ho trovato in  Montesano dei rimandi - mai capito se inconsapevoli o voluti - all'opera di Rea. E mi fa paicere aver trovato qualcuno che confermi l'idea.   Certo il mondo di Rea è Nofi, un luogo della mente dove  abitano  i suoni e gli odori e i  sapori, sia pure carnali  o ferini,  della vita (per rifarmi  a una pecca dell'autore di Sant'Arpino  riscontrata dalla Fuschini). Il corpo di Montesano è invece purulento, trasuda vermi e sopraffazioni,  è una Napoli affetta da un'irreversibile illegalità. Ed in quel corpo  una ghenga disperata fa il suo viaggio in cerca del vero supremo,l'energia assoluta!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Gabriella Fuschini</p>
<p>Sbaglierò, ma se c&#8217;è uno che della ricerca del vero si  fa beffe questi è Giuseppe  Montesano. Ti consiglio in proposito, e vivamente, Nel corpo di Napoli.</p>
<p>@ non belligeranza</p>
<p>anche io ho trovato in  Montesano dei rimandi - mai capito se inconsapevoli o voluti - all&#8217;opera di Rea. E mi fa paicere aver trovato qualcuno che confermi l&#8217;idea.   Certo il mondo di Rea è Nofi, un luogo della mente dove  abitano  i suoni e gli odori e i  sapori, sia pure carnali  o ferini,  della vita (per rifarmi  a una pecca dell&#8217;autore di Sant&#8217;Arpino  riscontrata dalla Fuschini). Il corpo di Montesano è invece purulento, trasuda vermi e sopraffazioni,  è una Napoli affetta da un&#8217;irreversibile illegalità. Ed in quel corpo  una ghenga disperata fa il suo viaggio in cerca del vero supremo,l&#8217;energia assoluta!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17167</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 09:42:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1529#comment-17167</guid>
		<description>le piu' belle nude verità le ho viste al Moma, 
i disegni di Klimt...da allora lo vedo dappertutto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>le piu&#8217; belle nude verità le ho viste al Moma,<br />
i disegni di Klimt&#8230;da allora lo vedo dappertutto&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17162</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 09:22:15 +0000</pubDate>
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		<description>@Helena
A proposito, a quale tradizione formale novecentesca (con radici anteriori) ti riferisci? Montesano a parte, sono curiosa di saperlo, mi ero dimenticata di chiedertelo ieri notte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Helena<br />
A proposito, a quale tradizione formale novecentesca (con radici anteriori) ti riferisci? Montesano a parte, sono curiosa di saperlo, mi ero dimenticata di chiedertelo ieri notte.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17161</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 09:17:51 +0000</pubDate>
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		<description>Tra l'altro è di Guttuso, fosse stata di Klimt qualche nesso si sarebbe visto, come dice Magda.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tra l&#8217;altro è di Guttuso, fosse stata di Klimt qualche nesso si sarebbe visto, come dice Magda.</p>
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		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17158</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 09:13:28 +0000</pubDate>
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		<description>@Emma

L'ho guardata anch'io con attenzione, credo che sia niente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Emma</p>
<p>L&#8217;ho guardata anch&#8217;io con attenzione, credo che sia niente.</p>
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		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17147</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 08:02:09 +0000</pubDate>
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		<description>Può darsi che la necessità di rispondere a “domande” cui fa cenno Temperanza abbia condizionato parecchio. 
Può darsi che la difesa d’ufficio della Costituzione sia ormai un artificio retorico, un argomento buono solo per i discorsi a scatto fisso di Ciampi.
Può darsi che l’art. 3 della Costituzione meriti solo una liquidazione sarcastica.
Può darsi che qualsiasi idea di intellettuale sia solo una prova di ingenuità.
Può darsi che questo pezzo sia figlio di grandi tradizioni del Novecento. Non so - non sono un’esperta.
Mi rimane il quesito: la bella addormentata in posizione fetale è la Costituzione? È Napoli? È il sud? È un’idea di letteratura? È niente?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Può darsi che la necessità di rispondere a “domande” cui fa cenno Temperanza abbia condizionato parecchio.<br />
Può darsi che la difesa d’ufficio della Costituzione sia ormai un artificio retorico, un argomento buono solo per i discorsi a scatto fisso di Ciampi.<br />
Può darsi che l’art. 3 della Costituzione meriti solo una liquidazione sarcastica.<br />
Può darsi che qualsiasi idea di intellettuale sia solo una prova di ingenuità.<br />
Può darsi che questo pezzo sia figlio di grandi tradizioni del Novecento. Non so - non sono un’esperta.<br />
Mi rimane il quesito: la bella addormentata in posizione fetale è la Costituzione? È Napoli? È il sud? È un’idea di letteratura? È niente?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: non belligeranza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17140</link>
		<dc:creator>non belligeranza</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 05:56:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1529#comment-17140</guid>
		<description>A modest proposal: perché non rileggere D. Rea, Una vampata di rossore, (oggi in) D. Rea, Opere, Milano, 2005? E scoprire quanto di Montesano, ma sintetico e, deo gratias, bello carnale già c'era in lui? E intanto, lode a Francesco Durante, uomo di lettere e signore d'altri tempi che ha curato quel Meridiano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A modest proposal: perché non rileggere D. Rea, Una vampata di rossore, (oggi in) D. Rea, Opere, Milano, 2005? E scoprire quanto di Montesano, ma sintetico e, deo gratias, bello carnale già c&#8217;era in lui? E intanto, lode a Francesco Durante, uomo di lettere e signore d&#8217;altri tempi che ha curato quel Meridiano.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17139</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2005 23:57:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1529#comment-17139</guid>
		<description>E' come pensavo, alla parola intellettuale ognuno dà il significato che preferisce. Per me va benissimo, ma senza un significato condiviso intendersi è un gran casino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; come pensavo, alla parola intellettuale ognuno dà il significato che preferisce. Per me va benissimo, ma senza un significato condiviso intendersi è un gran casino.</p>
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	<item>
		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17137</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2005 23:54:48 +0000</pubDate>
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		<description>Capone, come sono contenta che tu abbia citato i libri di Montesano! Ho terminato da poco Di questa vita menzognera e come dimenticare i Negromonte e tutta la loro teatralità grottesca? Non è Napoli soltanto, è il mondo che viene rappresentato in modo allegorico, è il particolare che si fa universale, la volgarità che si insinua tra le pieghe della vita di tutti in questa corsa farsesca verso la spettacolarizzazione... detto questo, da un intellettuale mi aspetto che abbia anche un'anima per riuscire a cogliere i colori, gli odori e i sapori della vita, non soltanto la capacità di argomentare punto per punto. Spunti di riflessione, non la verità in tasca. Ecco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Capone, come sono contenta che tu abbia citato i libri di Montesano! Ho terminato da poco Di questa vita menzognera e come dimenticare i Negromonte e tutta la loro teatralità grottesca? Non è Napoli soltanto, è il mondo che viene rappresentato in modo allegorico, è il particolare che si fa universale, la volgarità che si insinua tra le pieghe della vita di tutti in questa corsa farsesca verso la spettacolarizzazione&#8230; detto questo, da un intellettuale mi aspetto che abbia anche un&#8217;anima per riuscire a cogliere i colori, gli odori e i sapori della vita, non soltanto la capacità di argomentare punto per punto. Spunti di riflessione, non la verità in tasca. Ecco.</p>
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	<item>
		<title>Di: temperanza</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17136</link>
		<dc:creator>temperanza</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2005 23:38:52 +0000</pubDate>
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		<description>@cara Helena, 
infatti non considero grandi studiosi né l'uno né l'altro. Se penso a un grande studioso italiano di Kafka penso a Giuliano Baioni che ha scritto su Kafka due libri fondamentali (do i riferimenti per Emma che giustamente mi ha cazziata: G.B.  Kafka. Romanzo e parabola. Feltrinelli 1962 e G.B. Kafka. Letteratura ed ebraismo. Einaudi, 1984). 

Quanto a questo pezzo di Montesano – e non a Montesano in generale che non conosco abbastanza per dare un giudizio, come ho fatto notare anche altrove – continuo a vedere tutti i difetti che ho detto e poiché sono curiosa sono andata a vedere il sito e dal sito, pare di capire, lui risponde a una serie di domande. Se così fosse, qui, e prima che qui sul sito, gli è stato fatto un pessimo servizio, assemblando singole risposte senza indicare che erano tali, dal che l'inevitabile farraggine. 

Approfitto per dire che spesso i pezzi postati, quando non sono scritti apposta per NI, sono postati senza nessun contesto e questo non fa loro del bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@cara Helena,<br />
infatti non considero grandi studiosi né l&#8217;uno né l&#8217;altro. Se penso a un grande studioso italiano di Kafka penso a Giuliano Baioni che ha scritto su Kafka due libri fondamentali (do i riferimenti per Emma che giustamente mi ha cazziata: G.B.  Kafka. Romanzo e parabola. Feltrinelli 1962 e G.B. Kafka. Letteratura ed ebraismo. Einaudi, 1984). </p>
<p>Quanto a questo pezzo di Montesano – e non a Montesano in generale che non conosco abbastanza per dare un giudizio, come ho fatto notare anche altrove – continuo a vedere tutti i difetti che ho detto e poiché sono curiosa sono andata a vedere il sito e dal sito, pare di capire, lui risponde a una serie di domande. Se così fosse, qui, e prima che qui sul sito, gli è stato fatto un pessimo servizio, assemblando singole risposte senza indicare che erano tali, dal che l&#8217;inevitabile farraggine. </p>
<p>Approfitto per dire che spesso i pezzi postati, quando non sono scritti apposta per NI, sono postati senza nessun contesto e questo non fa loro del bene.</p>
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	<item>
		<title>Di: Carlo Capone</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17135</link>
		<dc:creator>Carlo Capone</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2005 23:33:03 +0000</pubDate>
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		<description>Giuseppe Montesano, in ordine di produzione:
A capofitto (Tascabili Mondandori 2003, dopo prima uscita con un piccolo editore)
Nel corpo di Napoli (98, Mondadori) Premio Napoli
Di questa vita menzognera (2003. Feltrinelli) Premio Viareggio

Per capire cosa passi nella mente di un intellettuale napoletano prego tutti di leggerli, se possibile  più volte. Dei   personaggi di Montesano  conservo intatti  la disperazione,  il disincanto, il nichilismo, l'oralità ferina, la ricerca ossessiva  e inutile del vero. Il Tolomeo, Fulcaniello e signora, Cardano, i Negromonte: io con loro  mi sfamavo!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe Montesano, in ordine di produzione:<br />
A capofitto (Tascabili Mondandori 2003, dopo prima uscita con un piccolo editore)<br />
Nel corpo di Napoli (98, Mondadori) Premio Napoli<br />
Di questa vita menzognera (2003. Feltrinelli) Premio Viareggio</p>
<p>Per capire cosa passi nella mente di un intellettuale napoletano prego tutti di leggerli, se possibile  più volte. Dei   personaggi di Montesano  conservo intatti  la disperazione,  il disincanto, il nichilismo, l&#8217;oralità ferina, la ricerca ossessiva  e inutile del vero. Il Tolomeo, Fulcaniello e signora, Cardano, i Negromonte: io con loro  mi sfamavo!!</p>
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	<item>
		<title>Di: helena janeczek</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17133</link>
		<dc:creator>helena janeczek</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2005 22:50:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1529#comment-17133</guid>
		<description>neanch'io li considero grandi studiosi...(che bastino i puntini e risparmiamoci gli emoticon!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>neanch&#8217;io li considero grandi studiosi&#8230;(che bastino i puntini e risparmiamoci gli emoticon!)</p>
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	<item>
		<title>Di: helena janeczek</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17132</link>
		<dc:creator>helena janeczek</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2005 22:45:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1529#comment-17132</guid>
		<description>Scusate, mi sembra che rispetto a questo testo manchi in molti commenti un’adesione di lettura più attenta. Non credo, ad esempio, che sia lecito separare un punto specifico come il quattro da quelli che lo precedono e loseguono: considerato nel suo insieme il movimento del elenco non mi pare affatto qualunquista o di rinuncia. Lacerato sì. Qui non si procede per ragionamenti distesi ma per strappi, a volte paradossi. Si esprime un pensiero che vuole mostrare la fatica del suo farsi, vuole far vedere che si pensa perché si torna a sapere di non sapere, perché non si possiede la verità ma si è avvisati sulla facilità con cui un pensiero acquisito può trasformarsi in menzogna e strumento di dominio.
Questo testo sta in una tradizione formale novecentesca (con radici anteriori) che in casi estremi – secondo me- rischia la fumosità e l’effetto speciale, ma che è stata necessaria e qui, a mio parere, lo è ancora una volta.
Poi i gusti sono gusti.
Ultima cosuccia: forse tu, Temperanza, non li consideri tali, ma la formulazione “grandi studiosi”, mi ha fatto venire in mente Citati e Calasso che non mi pare abbiano avuto con Kafka una mano leggerissima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, mi sembra che rispetto a questo testo manchi in molti commenti un’adesione di lettura più attenta. Non credo, ad esempio, che sia lecito separare un punto specifico come il quattro da quelli che lo precedono e loseguono: considerato nel suo insieme il movimento del elenco non mi pare affatto qualunquista o di rinuncia. Lacerato sì. Qui non si procede per ragionamenti distesi ma per strappi, a volte paradossi. Si esprime un pensiero che vuole mostrare la fatica del suo farsi, vuole far vedere che si pensa perché si torna a sapere di non sapere, perché non si possiede la verità ma si è avvisati sulla facilità con cui un pensiero acquisito può trasformarsi in menzogna e strumento di dominio.<br />
Questo testo sta in una tradizione formale novecentesca (con radici anteriori) che in casi estremi – secondo me- rischia la fumosità e l’effetto speciale, ma che è stata necessaria e qui, a mio parere, lo è ancora una volta.<br />
Poi i gusti sono gusti.<br />
Ultima cosuccia: forse tu, Temperanza, non li consideri tali, ma la formulazione “grandi studiosi”, mi ha fatto venire in mente Citati e Calasso che non mi pare abbiano avuto con Kafka una mano leggerissima.</p>
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