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	<title>Commenti a: Grazie, Di Canio</title>
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	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 17:14:19 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Claudio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-21150</link>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2006 21:23:51 +0000</pubDate>
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		<description>Inoltre, perchè nazifascismo!perchè accusate il duce di essere un razzista antisemita!MUSSOLINI AVEVA UNA AMANTE EBREA, egli ha unito l'ITALIA dicendo solo una frase:Oggi non ci sono più italiani di ponente o di levante, del continente
 o delle isole: ci sono soltanto degli italiani.
Gli stessi 'nemici'(se cosi si possono chiamare) pensavano che l'ITALIA non era nulla senza Mussolini e questo è provato.Inoltre tutti sanno che alla morte di Mussolini, egli teneva con se una cartella(poi misteriosamente sparita, chissa perchè)in cui molti storici credono ci siano scritte lepresunte amicizie tra Mussolini e il primo ministro Inglese dell'epoca.Come molti sanno Mussolini non era assolutamente amico di Hitler, egli lo costrinse ad allearsi con lui perchè sapeva che non aveva speranze contro gli alleati.Basta vedere l'espressione di Mussolini durante gli incontri con il Furher tedesco, era visibilmente triste ed amareggiato, perchè sapeva che Hitler lo stava usando ma lui non poteva fare assolutamente nulla, perchè il Duce amava l'ITALIA e sapeva che prima o poi Hitler avrebbe invaso l'ITALIA.Inoltre quella che voi chiamate dittatura era fondata sul lavoro e sull'entusiasmo popolare!
Il duce era una grande persona, non fatevi ingannare dai testi scritti successivamente contro di lui, perchè questi testi furono scritti dagli antifascisti e non da persone neutrali!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Inoltre, perchè nazifascismo!perchè accusate il duce di essere un razzista antisemita!MUSSOLINI AVEVA UNA AMANTE EBREA, egli ha unito l&#8217;ITALIA dicendo solo una frase:Oggi non ci sono più italiani di ponente o di levante, del continente<br />
 o delle isole: ci sono soltanto degli italiani.<br />
Gli stessi &#8216;nemici&#8217;(se cosi si possono chiamare) pensavano che l&#8217;ITALIA non era nulla senza Mussolini e questo è provato.Inoltre tutti sanno che alla morte di Mussolini, egli teneva con se una cartella(poi misteriosamente sparita, chissa perchè)in cui molti storici credono ci siano scritte lepresunte amicizie tra Mussolini e il primo ministro Inglese dell&#8217;epoca.Come molti sanno Mussolini non era assolutamente amico di Hitler, egli lo costrinse ad allearsi con lui perchè sapeva che non aveva speranze contro gli alleati.Basta vedere l&#8217;espressione di Mussolini durante gli incontri con il Furher tedesco, era visibilmente triste ed amareggiato, perchè sapeva che Hitler lo stava usando ma lui non poteva fare assolutamente nulla, perchè il Duce amava l&#8217;ITALIA e sapeva che prima o poi Hitler avrebbe invaso l&#8217;ITALIA.Inoltre quella che voi chiamate dittatura era fondata sul lavoro e sull&#8217;entusiasmo popolare!<br />
Il duce era una grande persona, non fatevi ingannare dai testi scritti successivamente contro di lui, perchè questi testi furono scritti dagli antifascisti e non da persone neutrali!</p>
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		<title>Di: Claudio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-21148</link>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2006 21:07:09 +0000</pubDate>
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		<description>Con tutto il rispetto, come si permette a giudicare una persona per un ideale.Lei è il frutto del lavaggio di cervello fatto dagli antifascisti nel dopoguerra.Tornando a parlare di Di Canio, il suo è stato un gesto rivolto al suo pubblico che richiama si il saluto voluto di Mussolini, ma anche il saluto dei romani;ora, condannare il gesto di DiCanio è assolutamente ingiusto. Quando, fra qualche secolo, si scriverà la storia dei nostri giorni, i posteri dovranno inorridire o spellicarsi dalle risate al leggere che un giovane e valente atleta è stato ammonito, multato e castigato sol perché ha salutato romanamente i suoi tifosi..., altro che secchia rapita! Noi intanto ci scandalizziamo per la stupidità di una simile reazione. 
      Una disposizione TRANSITORIA, illiberale e antidemocratica, della nostra Costituzionale vieta la ricostituzione del disciolto Partito Fascista: ma come si può credere che un saluto romano (o fascista che dir si voglia) possa generare la ricostituzione del disciolto Partito Fascista?!!! Se bastasse un gesto... oh chisà quante marce su Roma si sarebbero fatte!
 Vien poi spontaneo chiedersi: possibile che un saluto "fascista" faccia tanta paura? Possibile che quei leoni, che si vantano e tronfiano di antifascismo, abbiano paura di un gesto sia pure fascista? Che temono? di che hanno paura? Si cade nel ridicolo...: ha salutato romanamente! impicchiamolo! Eppure questi sapientoni democratici e liberali osano criticare il Medioevo inventandosi una secchia rapita. Pensate poi che rubare una secchia non è così semplice come fare un saluto romano... eppure!... 
      Infine, che democrazia è quella che vuole coartare un'idea? Mi pare quel tal prepotente che soleva dire: sei libero di fare e pensare quel che vuoi, ma a patto che fai e pensi quel che voglio!
 Noi speriamo soltanto una cosa: che quando si scriverà questa vergognosa pagina di nostra storia, si dica pure che noi non eravamo d'accordo, anche perché certi incoerenti signori hanno preteso educarci al rispetto delle idee altrui.
Grazie e cordiali saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con tutto il rispetto, come si permette a giudicare una persona per un ideale.Lei è il frutto del lavaggio di cervello fatto dagli antifascisti nel dopoguerra.Tornando a parlare di Di Canio, il suo è stato un gesto rivolto al suo pubblico che richiama si il saluto voluto di Mussolini, ma anche il saluto dei romani;ora, condannare il gesto di DiCanio è assolutamente ingiusto. Quando, fra qualche secolo, si scriverà la storia dei nostri giorni, i posteri dovranno inorridire o spellicarsi dalle risate al leggere che un giovane e valente atleta è stato ammonito, multato e castigato sol perché ha salutato romanamente i suoi tifosi&#8230;, altro che secchia rapita! Noi intanto ci scandalizziamo per la stupidità di una simile reazione.<br />
      Una disposizione TRANSITORIA, illiberale e antidemocratica, della nostra Costituzionale vieta la ricostituzione del disciolto Partito Fascista: ma come si può credere che un saluto romano (o fascista che dir si voglia) possa generare la ricostituzione del disciolto Partito Fascista?!!! Se bastasse un gesto&#8230; oh chisà quante marce su Roma si sarebbero fatte!<br />
 Vien poi spontaneo chiedersi: possibile che un saluto &#8220;fascista&#8221; faccia tanta paura? Possibile che quei leoni, che si vantano e tronfiano di antifascismo, abbiano paura di un gesto sia pure fascista? Che temono? di che hanno paura? Si cade nel ridicolo&#8230;: ha salutato romanamente! impicchiamolo! Eppure questi sapientoni democratici e liberali osano criticare il Medioevo inventandosi una secchia rapita. Pensate poi che rubare una secchia non è così semplice come fare un saluto romano&#8230; eppure!&#8230;<br />
      Infine, che democrazia è quella che vuole coartare un&#8217;idea? Mi pare quel tal prepotente che soleva dire: sei libero di fare e pensare quel che vuoi, ma a patto che fai e pensi quel che voglio!<br />
 Noi speriamo soltanto una cosa: che quando si scriverà questa vergognosa pagina di nostra storia, si dica pure che noi non eravamo d&#8217;accordo, anche perché certi incoerenti signori hanno preteso educarci al rispetto delle idee altrui.<br />
Grazie e cordiali saluti.</p>
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		<title>Di: roy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-20863</link>
		<dc:creator>roy</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2006 18:59:15 +0000</pubDate>
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		<description>a banders ma nde dò sei come scrivi pari un pò toscano un pò romano un pò siculo......A TONTO ROSSO vai a dormire e lascia sta er pc e ripialo tra qualche anno quando avrai finito de giocà coi soldatini.....
A NOI</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a banders ma nde dò sei come scrivi pari un pò toscano un pò romano un pò siculo&#8230;&#8230;A TONTO ROSSO vai a dormire e lascia sta er pc e ripialo tra qualche anno quando avrai finito de giocà coi soldatini&#8230;..<br />
A NOI</p>
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		<title>Di: roy</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-20862</link>
		<dc:creator>roy</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2006 18:53:46 +0000</pubDate>
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		<description>guarda io sò tutto er contrario de di canio,peso 120 kg sono alto 1,85 e nn c'ho proprio un'insufficienza toracica ma nun me pare de conoscete o de esse stato adottato da te però SO DE DESTRA e me ne vanto soprattutto da quando t'ho letto a ridicolo........e soprattutto perchè nun me ritengo na persona schifosa o un bandito.........ignorante forse MA SEMPRE PULITO onesto con me e gli altri senza pregiudizi o malafede come te hai capito pennarolo???
sempre e cmq onore a paolo di canio
roy ultras romani</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>guarda io sò tutto er contrario de di canio,peso 120 kg sono alto 1,85 e nn c&#8217;ho proprio un&#8217;insufficienza toracica ma nun me pare de conoscete o de esse stato adottato da te però SO DE DESTRA e me ne vanto soprattutto da quando t&#8217;ho letto a ridicolo&#8230;&#8230;..e soprattutto perchè nun me ritengo na persona schifosa o un bandito&#8230;&#8230;&#8230;ignorante forse MA SEMPRE PULITO onesto con me e gli altri senza pregiudizi o malafede come te hai capito pennarolo???<br />
sempre e cmq onore a paolo di canio<br />
roy ultras romani</p>
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		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18507</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2005 12:49:31 +0000</pubDate>
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		<description>Alla domanda che Mozzi riprende, avevo risposto su Vibrisse che lo schifo, come espresso da Montanari nel suo pezzo su Di Canio NON mi fa assomigliare a loro. 
Capisco benissimo la volontà che anima la decisa critica di Mozzi, ma trovo che sia generata da un errore: quello di considerare la questione troppo dall’alto, quindi non vedere i particolari.
E’ evidente che il pezzo di Montanari usa gli strumenti retorici dell’invettiva. Il succo di quell’invettiva non è la negazione della pietà per l’uomo, la confusione tra errore e errante: è invece – uso un termine che nei manuali di retorica non si trova, ma rende l’idea - un cristallino vaffanculo alla persona che fa apologia del fascismo negli stadi, davanti a tv e fotografi. Un umanissimo sdegno, un vaffanculo – almeno da parte mia – condivisibile, a Di Canio, perché auspica il risveglio dei camerati italiani. Siccome questo suo sogno rende impossibili i sogni di chiunque altro, penso che sia giusto mandare affanculo la persona che genera un sogno intollerabile. 
L’ultima parola su questa vicenda spetterà alla giustizia italiana che dovrà giudicare Di Canio per un comportamento che è  reato:
 “Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da 400.000 a 1.000.000 di lire.”
Vedremo come andrà a finire, se questo giudizio ci sarà. 
Ma no, non raccontiamoci fandonie, è inutile anche pensarlo: non succederà nulla, come non è mai successo nulla per gli striscioni e i cori da stadio che ogni settimana praticano apologia del razzismo (oltretutto la Cassazione ha recentemente certificato che siamo un paese razzista, dunque non c’è nulla di male a dire “sporco negro”). Se Di Canio fosse condannato a tre anni di reclusione scatterebbe la violenza dei tifosi-camerati e non ne vale la pena: chiudiamo un occhio sulle leggi e sulla Costituzione, e via.
A chi è sdegnato rimane solo questo: pubblicare un’invettiva su NI. E a volte con difficoltà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alla domanda che Mozzi riprende, avevo risposto su Vibrisse che lo schifo, come espresso da Montanari nel suo pezzo su Di Canio NON mi fa assomigliare a loro.<br />
Capisco benissimo la volontà che anima la decisa critica di Mozzi, ma trovo che sia generata da un errore: quello di considerare la questione troppo dall’alto, quindi non vedere i particolari.<br />
E’ evidente che il pezzo di Montanari usa gli strumenti retorici dell’invettiva. Il succo di quell’invettiva non è la negazione della pietà per l’uomo, la confusione tra errore e errante: è invece – uso un termine che nei manuali di retorica non si trova, ma rende l’idea - un cristallino vaffanculo alla persona che fa apologia del fascismo negli stadi, davanti a tv e fotografi. Un umanissimo sdegno, un vaffanculo – almeno da parte mia – condivisibile, a Di Canio, perché auspica il risveglio dei camerati italiani. Siccome questo suo sogno rende impossibili i sogni di chiunque altro, penso che sia giusto mandare affanculo la persona che genera un sogno intollerabile.<br />
L’ultima parola su questa vicenda spetterà alla giustizia italiana che dovrà giudicare Di Canio per un comportamento che è  reato:<br />
 “Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da 400.000 a 1.000.000 di lire.”<br />
Vedremo come andrà a finire, se questo giudizio ci sarà.<br />
Ma no, non raccontiamoci fandonie, è inutile anche pensarlo: non succederà nulla, come non è mai successo nulla per gli striscioni e i cori da stadio che ogni settimana praticano apologia del razzismo (oltretutto la Cassazione ha recentemente certificato che siamo un paese razzista, dunque non c’è nulla di male a dire “sporco negro”). Se Di Canio fosse condannato a tre anni di reclusione scatterebbe la violenza dei tifosi-camerati e non ne vale la pena: chiudiamo un occhio sulle leggi e sulla Costituzione, e via.<br />
A chi è sdegnato rimane solo questo: pubblicare un’invettiva su NI. E a volte con difficoltà.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Medo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18486</link>
		<dc:creator>Medo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 17:56:04 +0000</pubDate>
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		<description>Se vedi un punto nero, spara a vista! O è un prete o è un fascista!", così cantavamo nel '44. Che nostalgia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se vedi un punto nero, spara a vista! O è un prete o è un fascista!&#8221;, così cantavamo nel &#8216;44. Che nostalgia&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Il senso e la sperabile utilità di una discussione (il mio schifo, e l&#8217;animale da guardare)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18465</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Il senso e la sperabile utilità di una discussione (il mio schifo, e l&#8217;animale da guardare)</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 11:20:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] A che cosa serve, si è domandato più d&#8217;uno, una discussione come quella, abbondantissima, che è nata in Nazione indiana attorno all&#8217;articolo di Raul Montanari (pubblicato da Piero Sorrentino) Grazie, Di Canio, è proseguita in calce all&#8217;articolo di Christian Raimo Okkio al Canio, si è parzialmente spostata in vibrisse dopo il mio articolo Della più bell&#8217;acqua, e ora ha ripreso a macinare di nuovo in Nazione indiana con la ripresa, sempre da parte di Sorrentino, di un intervento di Montanari (Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;) già apparso nella discussione in vibrisse? A che cosa serve? [E vedo ora che si aggiunge un altro articolo di Christian Raimo: Natale con i tuoi] Dico subito: nei vari filoni della discussione ci sono stati interventi futili, provocatori, scemi, osceni, dileggianti, ridicoli: in una parola, interventi inutili. Ce ne sono stati come ce ne sono in ogni discussione - nel web si vedono di più, perché restano lì scritti. Questi interventi programmaticamente, intenzionalmente ed effettivamente inutili non mi interessano (per ora): sono il ronzio, il rumore di fondo. La parte non intenzionalmente inutile della discussione, allora, è riuscita a essere effettivamente utile? Che anche in questa parte della discussione ci siano state alzate di tono, scambi di cordialità non esattamente carinissime, eccetera, vabbè: anche questo succede in tutte le discussioni. Si discute, si litiga, si equivoca, ci si spiega, eccetera. Non può essere che così; e tutto questo non inficia complessivamente l&#8217;utilità della faccenda - se un&#8217;utilità c&#8217;è. A me sembra che la discussione sia stata utile. Per due ragioni: per due risultati positivi raggiunti. 1] Il primo risultato positivo raggiunto è una domanda. L&#8217;ha formulata, nella discussione in vibrisse, Andrea Barbieri. La domanda è: Il mio schifo mi fa assomigliare a loro? Che io sia un fan delle domande, è cosa nota: ma questa mi sembra proprio ben formulata, e utile. Mi viene voglia di parafrasarla, di ampliarla, di dettagliarla: ma ne diminuirei la forza. E così mi butto nella risposta: Sì, il mio schifo mi fa assomigliare a loro. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] A che cosa serve, si è domandato più d&#8217;uno, una discussione come quella, abbondantissima, che è nata in Nazione indiana attorno all&#8217;articolo di Raul Montanari (pubblicato da Piero Sorrentino) Grazie, Di Canio, è proseguita in calce all&#8217;articolo di Christian Raimo Okkio al Canio, si è parzialmente spostata in vibrisse dopo il mio articolo Della più bell&#8217;acqua, e ora ha ripreso a macinare di nuovo in Nazione indiana con la ripresa, sempre da parte di Sorrentino, di un intervento di Montanari (Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;) già apparso nella discussione in vibrisse? A che cosa serve? [E vedo ora che si aggiunge un altro articolo di Christian Raimo: Natale con i tuoi] Dico subito: nei vari filoni della discussione ci sono stati interventi futili, provocatori, scemi, osceni, dileggianti, ridicoli: in una parola, interventi inutili. Ce ne sono stati come ce ne sono in ogni discussione - nel web si vedono di più, perché restano lì scritti. Questi interventi programmaticamente, intenzionalmente ed effettivamente inutili non mi interessano (per ora): sono il ronzio, il rumore di fondo. La parte non intenzionalmente inutile della discussione, allora, è riuscita a essere effettivamente utile? Che anche in questa parte della discussione ci siano state alzate di tono, scambi di cordialità non esattamente carinissime, eccetera, vabbè: anche questo succede in tutte le discussioni. Si discute, si litiga, si equivoca, ci si spiega, eccetera. Non può essere che così; e tutto questo non inficia complessivamente l&#8217;utilità della faccenda - se un&#8217;utilità c&#8217;è. A me sembra che la discussione sia stata utile. Per due ragioni: per due risultati positivi raggiunti. 1] Il primo risultato positivo raggiunto è una domanda. L&#8217;ha formulata, nella discussione in vibrisse, Andrea Barbieri. La domanda è: Il mio schifo mi fa assomigliare a loro? Che io sia un fan delle domande, è cosa nota: ma questa mi sembra proprio ben formulata, e utile. Mi viene voglia di parafrasarla, di ampliarla, di dettagliarla: ma ne diminuirei la forza. E così mi butto nella risposta: Sì, il mio schifo mi fa assomigliare a loro. [...]</p>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Il senso e la sperabile utilità di una discussione (il mio schifo, e l&#8217;animale da guardare)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18464</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Il senso e la sperabile utilità di una discussione (il mio schifo, e l&#8217;animale da guardare)</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 11:15:07 +0000</pubDate>
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		<description>[...] A che cosa serve, si è domandato più d&#8217;uno, una discussione come quella, abbondantissima, che è nata in Nazione indiana attorno all&#8217;articolo di Raul Montanari (pubblicato da Piero Sorrentino) Grazie, Di Canio, è proseguita in calce all&#8217;articolo di Christian Raimo Okkio al Canio, si è parzialmente spostata in vibrisse dopo il mio articolo Della più bell&#8217;acqua, e ora ha ripreso a macinare di nuovo in Nazione indiana con la ripresa, sempre da parte di Sorrentino, di un intervento di Montanari (Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;) già apparso nella discussione in vibrisse? A che cosa serve? Dico subito: nei vari filoni della discussione ci sono stati interventi futili, provocatori, scemi, osceni, dileggianti, ridicoli: in una parola, interventi inutili. Ce ne sono stati come ce ne sono in ogni discussione - nel web si vedono di più, perché restano lì scritti. Questi interventi programmaticamente, intenzionalmente ed effettivamente inutili non mi interessano (per ora): sono il ronzio, il rumore di fondo. La parte non intenzionalmente inutile della discussione, allora, è riuscita a essere effettivamente utile? Che anche in questa parte della discussione ci siano state alzate di tono, scambi di cordialità non esattamente carinissime, eccetera, vabbè: anche questo succede in tutte le discussioni. Si discute, si litiga, si equivoca, ci si spiega, eccetera. Non può essere che così; e tutto questo non inficia complessivamente l&#8217;utilità della faccenda - se un&#8217;utilità c&#8217;è. A me sembra che la discussione sia stata utile. Per due ragioni: per due risultati positivi raggiunti. 1] Il primo risultato positivo raggiunto è una domanda. L&#8217;ha formulata, nella discussione in vibrisse, Andrea Barbieri. La domanda è: Il mio schifo mi fa assomigliare a loro? Che io sia un fan delle domande, è cosa nota: ma questa mi sembra proprio ben formulata, e utile. Mi viene voglia di parafrasarla, di ampliarla, di dettagliarla: ma ne diminuirei la forza. E così mi butto nella risposta: Sì, il mio schifo mi fa assomigliare a loro. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] A che cosa serve, si è domandato più d&#8217;uno, una discussione come quella, abbondantissima, che è nata in Nazione indiana attorno all&#8217;articolo di Raul Montanari (pubblicato da Piero Sorrentino) Grazie, Di Canio, è proseguita in calce all&#8217;articolo di Christian Raimo Okkio al Canio, si è parzialmente spostata in vibrisse dopo il mio articolo Della più bell&#8217;acqua, e ora ha ripreso a macinare di nuovo in Nazione indiana con la ripresa, sempre da parte di Sorrentino, di un intervento di Montanari (Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;) già apparso nella discussione in vibrisse? A che cosa serve? Dico subito: nei vari filoni della discussione ci sono stati interventi futili, provocatori, scemi, osceni, dileggianti, ridicoli: in una parola, interventi inutili. Ce ne sono stati come ce ne sono in ogni discussione - nel web si vedono di più, perché restano lì scritti. Questi interventi programmaticamente, intenzionalmente ed effettivamente inutili non mi interessano (per ora): sono il ronzio, il rumore di fondo. La parte non intenzionalmente inutile della discussione, allora, è riuscita a essere effettivamente utile? Che anche in questa parte della discussione ci siano state alzate di tono, scambi di cordialità non esattamente carinissime, eccetera, vabbè: anche questo succede in tutte le discussioni. Si discute, si litiga, si equivoca, ci si spiega, eccetera. Non può essere che così; e tutto questo non inficia complessivamente l&#8217;utilità della faccenda - se un&#8217;utilità c&#8217;è. A me sembra che la discussione sia stata utile. Per due ragioni: per due risultati positivi raggiunti. 1] Il primo risultato positivo raggiunto è una domanda. L&#8217;ha formulata, nella discussione in vibrisse, Andrea Barbieri. La domanda è: Il mio schifo mi fa assomigliare a loro? Che io sia un fan delle domande, è cosa nota: ma questa mi sembra proprio ben formulata, e utile. Mi viene voglia di parafrasarla, di ampliarla, di dettagliarla: ma ne diminuirei la forza. E così mi butto nella risposta: Sì, il mio schifo mi fa assomigliare a loro. [...]</p>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18438</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2005 22:12:14 +0000</pubDate>
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		<description>[...] [pubblico questo testo di Montanari prendendolo dai commenti di Vibrisse, su cui Giulio Mozzi ha pubblicato un post su Grazie, Di Canio. P.S.] [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] [pubblico questo testo di Montanari prendendolo dai commenti di Vibrisse, su cui Giulio Mozzi ha pubblicato un post su Grazie, Di Canio. P.S.] [...]</p>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18437</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2005 22:11:07 +0000</pubDate>
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		<description>[...] [pubblico questo testo di Montanari prendendolo dai commenti diVibrisse, su cui Giulio Mozzi ha pubblicato un post su Grazie, Di Canio. P.S.] [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] [pubblico questo testo di Montanari prendendolo dai commenti diVibrisse, su cui Giulio Mozzi ha pubblicato un post su Grazie, Di Canio. P.S.] [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Okkio al Canio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18360</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Okkio al Canio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2005 21:03:48 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Ieri ho finito un corso di scrittura a Parma, quindici incontri, e le persone che lo avevano frequentato mi chiedevano di trarre delle conclusioni meno tecniche del solito. Io ho provato a partire dall’articolo di Raul Montanari su Di Canio, per provare a riflettere come quello che scrive Montanari è esattamente l’opposto di quello che per me è il compito della letteratura. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Ieri ho finito un corso di scrittura a Parma, quindici incontri, e le persone che lo avevano frequentato mi chiedevano di trarre delle conclusioni meno tecniche del solito. Io ho provato a partire dall’articolo di Raul Montanari su Di Canio, per provare a riflettere come quello che scrive Montanari è esattamente l’opposto di quello che per me è il compito della letteratura. [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marcos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18358</link>
		<dc:creator>marcos</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2005 20:58:15 +0000</pubDate>
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		<description>Intervengo soltanto perché non mi va che un nazifascista abbia l'ultima parola in un post su NI.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intervengo soltanto perché non mi va che un nazifascista abbia l&#8217;ultima parola in un post su NI.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ulrico</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18287</link>
		<dc:creator>ulrico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2005 21:09:14 +0000</pubDate>
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		<description>Molti nemici (come voi), molto onore... pensavo fosse un sito serio dove si parla di cultura e non di cazzate giornalistiche montate per vendere i giornali... W il duce</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molti nemici (come voi), molto onore&#8230; pensavo fosse un sito serio dove si parla di cultura e non di cazzate giornalistiche montate per vendere i giornali&#8230; W il duce</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18238</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 18:37:26 +0000</pubDate>
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		<description>E chi l'ha deciso che il comunismo è morto?
(Non mi si risponda la Storia, pls).
Ma su un punto sono d'accordo: le 'responsabilità' del comunismo sono più grandi. Dove appunto il comunismo deve rispondere a chiamate di altra natura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E chi l&#8217;ha deciso che il comunismo è morto?<br />
(Non mi si risponda la Storia, pls).<br />
Ma su un punto sono d&#8217;accordo: le &#8216;responsabilità&#8217; del comunismo sono più grandi. Dove appunto il comunismo deve rispondere a chiamate di altra natura.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18237</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 18:26:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1578#comment-18237</guid>
		<description>(Cos’è un BTW per i passanti?)
A discutere di fascismo esce subito fuori, subito e sempre, il comunismo.
Schizza fuori il comunismo come i pupazzi a molla dalle scatole col trucco: sproing.
Subito c’è qualcuno che disce: ah voi comunistacci guardatevi le vergogne vostre di Stalin e compagni e il gulag e tutto quell’incubo liberticida sovietico.
Non si riesce a parlare di fascismo pacatamente e in santa pace per via di questo automatismo berlusconico, da pensiero unico, che vuole, col consenso dei più, che esista una simmetria tra nazi-fascismo e stalinismo.
Questa simmetria non esiste, naturalmente. 
Le colpe del comunismo sono diverse e molto più gravi delle luride malefatte criminali dei nazifascisti, compiute in nome di parole d’ordine, come appunto la difesa della razza, lo spazio vitale, l’opposizione alle demoplutocrazie occidentali, eccetera.
Il fallimento del comunismo è molto più grave, perché significa la perdita dell’unica alternativa - pensabile, sognabile, apparentemente costruibile – al mondo del capitale imperante e dello sfruttamento come prassi condivisa, con la distruzione del pianeta che ormai è perfettamente alle viste.
Qualcuno – qui è pieno di gente che la pensa politicamente corretto – dirà che niente è più grave e tragico della Shoà.
Penso si possa rispondere che un atto criminale, per quanto atroce e immenso, non necessariamente chiude ogni speranza in un mondo migliore, anzi può al postutto servire da ammonimento e lezione per il futuro.
La morte del comunismo come ipotesi e prassi ha invece chiuso il futuro, l’ha abolito, ha appiattito il mondo su un unico schema condiviso, tristemente e inevitabilmente autodistruttivo: l’economicismo liberale capitalista, che oggi nei fatti non ha più oppositori e scorrazza libero per il pianeta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(Cos’è un BTW per i passanti?)<br />
A discutere di fascismo esce subito fuori, subito e sempre, il comunismo.<br />
Schizza fuori il comunismo come i pupazzi a molla dalle scatole col trucco: sproing.<br />
Subito c’è qualcuno che disce: ah voi comunistacci guardatevi le vergogne vostre di Stalin e compagni e il gulag e tutto quell’incubo liberticida sovietico.<br />
Non si riesce a parlare di fascismo pacatamente e in santa pace per via di questo automatismo berlusconico, da pensiero unico, che vuole, col consenso dei più, che esista una simmetria tra nazi-fascismo e stalinismo.<br />
Questa simmetria non esiste, naturalmente.<br />
Le colpe del comunismo sono diverse e molto più gravi delle luride malefatte criminali dei nazifascisti, compiute in nome di parole d’ordine, come appunto la difesa della razza, lo spazio vitale, l’opposizione alle demoplutocrazie occidentali, eccetera.<br />
Il fallimento del comunismo è molto più grave, perché significa la perdita dell’unica alternativa - pensabile, sognabile, apparentemente costruibile – al mondo del capitale imperante e dello sfruttamento come prassi condivisa, con la distruzione del pianeta che ormai è perfettamente alle viste.<br />
Qualcuno – qui è pieno di gente che la pensa politicamente corretto – dirà che niente è più grave e tragico della Shoà.<br />
Penso si possa rispondere che un atto criminale, per quanto atroce e immenso, non necessariamente chiude ogni speranza in un mondo migliore, anzi può al postutto servire da ammonimento e lezione per il futuro.<br />
La morte del comunismo come ipotesi e prassi ha invece chiuso il futuro, l’ha abolito, ha appiattito il mondo su un unico schema condiviso, tristemente e inevitabilmente autodistruttivo: l’economicismo liberale capitalista, che oggi nei fatti non ha più oppositori e scorrazza libero per il pianeta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18236</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 18:25:37 +0000</pubDate>
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		<description>prova</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>prova</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18235</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 18:17:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1578#comment-18235</guid>
		<description>@ ivan roquentin
direi che il tuo msg diretto a me è un ottimo esempio di come sia possibile far perdere il senso di una frase (la mia) estrapolandola dal suo contesto. Francamente, non ho capito dove vuoi arrivare. 
Tu scrivi: "L’inazione, l’inerzia di fronte alla necessità dell’azione, è quasi sempre il sintomo di un fascismo più o meno strisciante. Il silenzio di fronte agli atti simbolici è un qualunquismo dello stesso genere." 
Insomma, il mio atteggiamento nasconderebbe un fascismo qualunquista strisciante e inconsapevole. Allora torno a chiedere a lorsignori:
Qual è l'azione migliore da proporre di fronte al gesto di Di Canio? 
Io sostengo sia, specialmente per gli "educatori", spiegare l'origine e il significato del gesto, senza stigmatizzarlo né dandovi grande importanza.
Stigmatizzare il gesto, il simbolo, dal mio pdv è un'azione controproducente, se si vuol coltivare una cultura antifascista, come si dovrebbe fare in una repubblica nata dall'antifascismo.
Dare mille significati al gesto, proporre mille spiegazioni sociologiche, enfatizzare la questione e giudicare la persona porta a quello che si vede qui: una miriade di commenti il cui filo conduttore non è - così pare a me - la discussione intorno al gesto-simbolo, ma 
I FASCISTI SON TUTTI CATTIVI? E I COMUNISTI?
CONCLUSIONE: FASCISMO VS COMUNISMO, CHi è IL MIGLIORE?
Nè più né meno di quel che fanno i tifosi della lazio e i tifosi del livorno quando si ritrovano sullo stesso campo. Certo, loro lo fanno con striscioni, slogan ecc. ossia con strumenti molto più grezzi degli argomenti che si trovano in questi commenti.
Lorenz</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ ivan roquentin<br />
direi che il tuo msg diretto a me è un ottimo esempio di come sia possibile far perdere il senso di una frase (la mia) estrapolandola dal suo contesto. Francamente, non ho capito dove vuoi arrivare.<br />
Tu scrivi: &#8220;L’inazione, l’inerzia di fronte alla necessità dell’azione, è quasi sempre il sintomo di un fascismo più o meno strisciante. Il silenzio di fronte agli atti simbolici è un qualunquismo dello stesso genere.&#8221;<br />
Insomma, il mio atteggiamento nasconderebbe un fascismo qualunquista strisciante e inconsapevole. Allora torno a chiedere a lorsignori:<br />
Qual è l&#8217;azione migliore da proporre di fronte al gesto di Di Canio?<br />
Io sostengo sia, specialmente per gli &#8220;educatori&#8221;, spiegare l&#8217;origine e il significato del gesto, senza stigmatizzarlo né dandovi grande importanza.<br />
Stigmatizzare il gesto, il simbolo, dal mio pdv è un&#8217;azione controproducente, se si vuol coltivare una cultura antifascista, come si dovrebbe fare in una repubblica nata dall&#8217;antifascismo.<br />
Dare mille significati al gesto, proporre mille spiegazioni sociologiche, enfatizzare la questione e giudicare la persona porta a quello che si vede qui: una miriade di commenti il cui filo conduttore non è - così pare a me - la discussione intorno al gesto-simbolo, ma<br />
I FASCISTI SON TUTTI CATTIVI? E I COMUNISTI?<br />
CONCLUSIONE: FASCISMO VS COMUNISMO, CHi è IL MIGLIORE?<br />
Nè più né meno di quel che fanno i tifosi della lazio e i tifosi del livorno quando si ritrovano sullo stesso campo. Certo, loro lo fanno con striscioni, slogan ecc. ossia con strumenti molto più grezzi degli argomenti che si trovano in questi commenti.<br />
Lorenz</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: wovoka</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18234</link>
		<dc:creator>wovoka</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 17:29:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1578#comment-18234</guid>
		<description>&#62; A voler guardare nell’animo, a voler valutare l’intenzione, c’è sempre puzza di inquisizione

Impossibile evitarlo: non si potrebbe capire un bel niente se non ci si proiettasse continuamente nelle parole e nei comportamenti degli altri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&gt; A voler guardare nell’animo, a voler valutare l’intenzione, c’è sempre puzza di inquisizione</p>
<p>Impossibile evitarlo: non si potrebbe capire un bel niente se non ci si proiettasse continuamente nelle parole e nei comportamenti degli altri.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ivan Roquentin</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18231</link>
		<dc:creator>Ivan Roquentin</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 17:07:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1578#comment-18231</guid>
		<description>BTW per i &lt;i&gt;passanti&lt;/i&gt;: atti e intenzioni sono due (fatti) separati, come è chiaro a tutti, giacché le intenzioni precedono i fatti, e non secondo una regola necessaria (il "salto" di cui parla Searle)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BTW per i <i>passanti</i>: atti e intenzioni sono due (fatti) separati, come è chiaro a tutti, giacché le intenzioni precedono i fatti, e non secondo una regola necessaria (il &#8220;salto&#8221; di cui parla Searle)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea barbieri</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18229</link>
		<dc:creator>andrea barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 16:18:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1578#comment-18229</guid>
		<description>"A voler guardare nell’animo, a voler valutare l’intenzione, c’è sempre puzza di inquisizione."
mi ha fatto venire in mente che volevo fare la tesi su "diritto penale d'autore", ma non me la diedero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A voler guardare nell’animo, a voler valutare l’intenzione, c’è sempre puzza di inquisizione.&#8221;<br />
mi ha fatto venire in mente che volevo fare la tesi su &#8220;diritto penale d&#8217;autore&#8221;, ma non me la diedero.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ivan roquentin</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18228</link>
		<dc:creator>ivan roquentin</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 16:13:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1578#comment-18228</guid>
		<description>@ Lorenzo Galbiati Says:

December 19th, 2005 at 14:56: "Parlare di Di Canio, stigmatizzare il suo gesto, non fa altro che attirare l’attenzione su questa estetica da parte dei tanti adolescenti qualunquisti e similrazzisti che ci troviamo in Italia"

No, direi che fa anche in modo che si discuta attorno a un simbolo (perché il gesto ha una funzione simbolica), e senza discussione non c'è educazione e non ci sono eventuali contromisure. Certo che la funzione classica del simbolo va spiegata, ma il gesto di Di Canio, la scelta di un simbolo (non casuale, visto che si ripete a distanza di tempo) vale innanzitutto come esempio: e la teoria, da sola, non si riferisce a nulla. I &lt;i&gt;cosiddetti&lt;/i&gt; giovani non vanno "indottrinati": devono capire e scegliere: senza il riferimento ai gesti, agli atti, ogni teoria morale o politica si riduce a puro catechismo.

Non c'è distanza tra qualunquismo e fascismo, tra la pochezza del &lt;i&gt;lasciar passare&lt;/i&gt; e un certo tipo di indulgenza di stampo fascista. Un esempio a caso? La deportazione degli ebrei italiani era una gentile concessione, un gesto politico di enorme qualunquismo da parte di un uomo, Mussolini, che aveva definito poco tempo prima gli ebrei "colonna portante dell'economia italiana", o qualcosa di simile. Lo sanno pure i sassi, me ne rendo conto. L'inazione, l'inerzia di fronte alla necessità dell'azione, è quasi sempre il sintomo di un fascismo più o meno strisciante. Il silenzio di fronte agli atti simbolici è un qualunquismo dello stesso genere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lorenzo Galbiati Says:</p>
<p>December 19th, 2005 at 14:56: &#8220;Parlare di Di Canio, stigmatizzare il suo gesto, non fa altro che attirare l’attenzione su questa estetica da parte dei tanti adolescenti qualunquisti e similrazzisti che ci troviamo in Italia&#8221;</p>
<p>No, direi che fa anche in modo che si discuta attorno a un simbolo (perché il gesto ha una funzione simbolica), e senza discussione non c&#8217;è educazione e non ci sono eventuali contromisure. Certo che la funzione classica del simbolo va spiegata, ma il gesto di Di Canio, la scelta di un simbolo (non casuale, visto che si ripete a distanza di tempo) vale innanzitutto come esempio: e la teoria, da sola, non si riferisce a nulla. I <i>cosiddetti</i> giovani non vanno &#8220;indottrinati&#8221;: devono capire e scegliere: senza il riferimento ai gesti, agli atti, ogni teoria morale o politica si riduce a puro catechismo.</p>
<p>Non c&#8217;è distanza tra qualunquismo e fascismo, tra la pochezza del <i>lasciar passare</i> e un certo tipo di indulgenza di stampo fascista. Un esempio a caso? La deportazione degli ebrei italiani era una gentile concessione, un gesto politico di enorme qualunquismo da parte di un uomo, Mussolini, che aveva definito poco tempo prima gli ebrei &#8220;colonna portante dell&#8217;economia italiana&#8221;, o qualcosa di simile. Lo sanno pure i sassi, me ne rendo conto. L&#8217;inazione, l&#8217;inerzia di fronte alla necessità dell&#8217;azione, è quasi sempre il sintomo di un fascismo più o meno strisciante. Il silenzio di fronte agli atti simbolici è un qualunquismo dello stesso genere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18224</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 14:41:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1578#comment-18224</guid>
		<description>Adesso non sono più d'accordo per motivi opposti...
Insomma, che vuol dire 'aver ragione dal proprio punto di vista'? Suona come una tautologia. E' chiaro che dal punto di vista della sopravvivenza dell'Urss l'Ungheria andava difesa dalla 'penetrazione occidentale'. Quindi su questo eliminerei proprio la forma dubitativa in cui ponevi la questione nel tuo primo intervento. Dopodiché si tratta di capire qual è la ragione di un evento storico in sé. E di qui, il senso, e la possibilità, del comunismo. Non condivido l'equazione comunismo-totalitarismo. E non sono rifondarolo, basta fare un salto nella mia blog-stanza e lo si vede immediatamente. Il comunismo non può che essere un insieme di pratiche. Le pratiche comuniste che hanno guidato il movimento operaio nel Novecento si sono rivelate disastrose (anche se questo non significa 'fallimentari', hanno conseguito successi importanti). Occorre 'rivedere' la storia del movimento operaio, e rivederla daccapo, alla luce delle pratiche storiche accantonate, sconfitte, sradicate - ma non ci occorre alcun 'revisionismo', né una equazione liquidatoria (anche solo nella prassi).
(auguri per la tua influenza tash)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso non sono più d&#8217;accordo per motivi opposti&#8230;<br />
Insomma, che vuol dire &#8216;aver ragione dal proprio punto di vista&#8217;? Suona come una tautologia. E&#8217; chiaro che dal punto di vista della sopravvivenza dell&#8217;Urss l&#8217;Ungheria andava difesa dalla &#8216;penetrazione occidentale&#8217;. Quindi su questo eliminerei proprio la forma dubitativa in cui ponevi la questione nel tuo primo intervento. Dopodiché si tratta di capire qual è la ragione di un evento storico in sé. E di qui, il senso, e la possibilità, del comunismo. Non condivido l&#8217;equazione comunismo-totalitarismo. E non sono rifondarolo, basta fare un salto nella mia blog-stanza e lo si vede immediatamente. Il comunismo non può che essere un insieme di pratiche. Le pratiche comuniste che hanno guidato il movimento operaio nel Novecento si sono rivelate disastrose (anche se questo non significa &#8216;fallimentari&#8217;, hanno conseguito successi importanti). Occorre &#8216;rivedere&#8217; la storia del movimento operaio, e rivederla daccapo, alla luce delle pratiche storiche accantonate, sconfitte, sradicate - ma non ci occorre alcun &#8216;revisionismo&#8217;, né una equazione liquidatoria (anche solo nella prassi).<br />
(auguri per la tua influenza tash)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18223</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 14:30:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1578#comment-18223</guid>
		<description>@girolamo
no, alludevo a un sacco di gente che conosco. 
anche ex socialisti, per dire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@girolamo<br />
no, alludevo a un sacco di gente che conosco.<br />
anche ex socialisti, per dire.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18222</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 14:29:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1578#comment-18222</guid>
		<description>Non ostante l’influenza devo buttare giù qualche precisazione.
La prima riguarda l’affermazione che masse di brave persone di credo comunista approvarono l’invasione di Ungheria da parte dei sovietici: ciò è vero e non si discute.
Ma per caso avranno avuto anche ragione?
Secondo me, dal loro punto di vista, sì. 
Nel senso che effettivamente l’instaurazione in Ungheria di un regime democratico avrebbe significato una falla gravissima nel sistema di dominanza sovietica sulla fascia occidentale di stati satelliti (nel ’68 in Cecoslovacchia accade lo stesso) che presto ne avrebbero seguito l’esempio. 
Dunque, su quell’invasione, gli stalinisti avevano ragione: se l’URSS voleva sopravvivere l’Ungheria andava fermata.
Detto questo sono d’accordo su chi afferma che lo stalinismo probabilmente *è* l’unica possibile forma di comunismo.
Ma cos’è lo stalinismo, in cosa consiste?
Essenzialmente è pensiero unico, più repressione feroce del dissenso, più uso strumentale delle masse per qualsivoglia fine.
Va aggiunto che lo stalinismo implica un tiranno e una ristretta corte di oligarchi a lui legati e sottomessi.
In questo tentativo di definizione dello stalinismo, il comunismo, come prassi e ideologia sembra quasi un accidente (molti sono convinti che sia così: i rifondaroli, per esempio), come se lo stalinismo fosse una forma qualsiasi di tirannide applicata al comunismo.
Su questo punto non so pronunciarmi con l’opportuna convinzione.
Però so che un regime comunista non sta in piedi senza repressione del dissenso, pensiero unico e masse etero-dirette per qualsivoglia fine.
Forse, anzi sicuramente, lo stalinismo era qualcosa di più complesso della definizione che ne ho dato: esistevano per esempio i consigli di fabbrica che erano pur sempre una forma significativa di partecipazione. Eccetera.
Ma col tempo, osservando i vari regimi comunisti che si sono succeduti ovunque nel mondo a partire dal secondo dopoguerra, tenderei a pensare che stalinismo e comunismo siano, nella prassi (solo nella prassi), una cosa sola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ostante l’influenza devo buttare giù qualche precisazione.<br />
La prima riguarda l’affermazione che masse di brave persone di credo comunista approvarono l’invasione di Ungheria da parte dei sovietici: ciò è vero e non si discute.<br />
Ma per caso avranno avuto anche ragione?<br />
Secondo me, dal loro punto di vista, sì.<br />
Nel senso che effettivamente l’instaurazione in Ungheria di un regime democratico avrebbe significato una falla gravissima nel sistema di dominanza sovietica sulla fascia occidentale di stati satelliti (nel ’68 in Cecoslovacchia accade lo stesso) che presto ne avrebbero seguito l’esempio.<br />
Dunque, su quell’invasione, gli stalinisti avevano ragione: se l’URSS voleva sopravvivere l’Ungheria andava fermata.<br />
Detto questo sono d’accordo su chi afferma che lo stalinismo probabilmente *è* l’unica possibile forma di comunismo.<br />
Ma cos’è lo stalinismo, in cosa consiste?<br />
Essenzialmente è pensiero unico, più repressione feroce del dissenso, più uso strumentale delle masse per qualsivoglia fine.<br />
Va aggiunto che lo stalinismo implica un tiranno e una ristretta corte di oligarchi a lui legati e sottomessi.<br />
In questo tentativo di definizione dello stalinismo, il comunismo, come prassi e ideologia sembra quasi un accidente (molti sono convinti che sia così: i rifondaroli, per esempio), come se lo stalinismo fosse una forma qualsiasi di tirannide applicata al comunismo.<br />
Su questo punto non so pronunciarmi con l’opportuna convinzione.<br />
Però so che un regime comunista non sta in piedi senza repressione del dissenso, pensiero unico e masse etero-dirette per qualsivoglia fine.<br />
Forse, anzi sicuramente, lo stalinismo era qualcosa di più complesso della definizione che ne ho dato: esistevano per esempio i consigli di fabbrica che erano pur sempre una forma significativa di partecipazione. Eccetera.<br />
Ma col tempo, osservando i vari regimi comunisti che si sono succeduti ovunque nel mondo a partire dal secondo dopoguerra, tenderei a pensare che stalinismo e comunismo siano, nella prassi (solo nella prassi), una cosa sola.</p>
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		<title>Di: girolamo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/18/grazie-di-canio/#comment-18221</link>
		<dc:creator>girolamo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 13:51:24 +0000</pubDate>
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		<description>@ Tashtego
Credo che la pensiamo nello stesso modo, comunque. a scanso di equivoci: col riferirmi a "brave persone" dalla parte sbagliata, intendo dire che gli uomini e le donne vanno valutati per quello che fano e che manifestano, indipendentemente dalla ragione interiore che li spinge a fare ciò che fanno. A voler guardare nell'animo, a voler valutare l'intenzione, c'è sempre puzza di inquisizione. Il dato di fatto erano, e sono, i treni piombati, i lager, ecc. ecc.
Sull'Ungheria 56 non condivido una parola, lo stalinismo era anche un'attitudine mentale. Dopo il 56 Lukacs (che era stalinista), dagli arresti domiciliari cui era stato condannato, continuava a ricevere il segretario del partito comunista ungherese (che lo teneva sotto chiave) per dargli lezioni sulla filosofia di Hegel: non trovo alcun personaggio (Hegel compreso) cui appassionarmi, in questo aneddoto vero (se non Steiner, che lo ha riportato).

PS: nelle righe finali alludevi per caso a un certo piccolo imprenditore fascista, area destra sociale, che nell'arco di 5 anni (coincidenti con la giunta_St(o/a)race), è diventato un "noto imprenditore" e ha comperato una squadra che non ti nomino per non rovinarti la digestione? uno che non ha il coraggio delle proprie idee, e neanche della propria lingua italiana?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Tashtego<br />
Credo che la pensiamo nello stesso modo, comunque. a scanso di equivoci: col riferirmi a &#8220;brave persone&#8221; dalla parte sbagliata, intendo dire che gli uomini e le donne vanno valutati per quello che fano e che manifestano, indipendentemente dalla ragione interiore che li spinge a fare ciò che fanno. A voler guardare nell&#8217;animo, a voler valutare l&#8217;intenzione, c&#8217;è sempre puzza di inquisizione. Il dato di fatto erano, e sono, i treni piombati, i lager, ecc. ecc.<br />
Sull&#8217;Ungheria 56 non condivido una parola, lo stalinismo era anche un&#8217;attitudine mentale. Dopo il 56 Lukacs (che era stalinista), dagli arresti domiciliari cui era stato condannato, continuava a ricevere il segretario del partito comunista ungherese (che lo teneva sotto chiave) per dargli lezioni sulla filosofia di Hegel: non trovo alcun personaggio (Hegel compreso) cui appassionarmi, in questo aneddoto vero (se non Steiner, che lo ha riportato).</p>
<p>PS: nelle righe finali alludevi per caso a un certo piccolo imprenditore fascista, area destra sociale, che nell&#8217;arco di 5 anni (coincidenti con la giunta_St(o/a)race), è diventato un &#8220;noto imprenditore&#8221; e ha comperato una squadra che non ti nomino per non rovinarti la digestione? uno che non ha il coraggio delle proprie idee, e neanche della propria lingua italiana?</p>
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