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	<title>Commenti a: Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;</title>
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		<title>Di: Uno spettatore d'accordo con rivolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18675</link>
		<dc:creator>Uno spettatore d'accordo con rivolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2005 16:50:33 +0000</pubDate>
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		<description>Avete assistito alle performances decostruzionistiche di Michelangelo Zizzi versus raimo in occasioni di presentazioni pubbliche? Sono state molto divertenti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avete assistito alle performances decostruzionistiche di Michelangelo Zizzi versus raimo in occasioni di presentazioni pubbliche? Sono state molto divertenti&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18521</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2005 18:55:11 +0000</pubDate>
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		<description>In questi giorni non ho avuto la possibilità di seguire le discussioni sul sito e di connettermi al web. Di corsa, voglio solo dire una cosa: l&#039;intervento di Montanari io l&#039;ho letto subito come un&#039;invettiva politica (e per nulla razziale), con un finale paradossale. Di quell&#039;invettiva, la parte stigmatizzata come &quot;lombrosiana&quot; non mi è piaciuta, in quanto l&#039;ho trovata di facile effetto. Non razzista né lombrosiana, nel senso di prendere seriamente il passaggio estetica-etica. Ho invece condiviso il moto d’indignazione, di esasperazione, di anamnesi viscerale del nostro dna costituzionale antifascista. 
L&#039;invettiva è un genere di discorso, orale o scritto, che puo&#039; assumere le forme letterarie: vedi &quot;Eros e Priapo” di Gadda. Nel caso del breve intervento di Montanari, era evidente il carattere di intervento non letterario in senso stretto. Quindi ho trovato fuori luogo il pezzo di Raimo.

Infine, mi dispiace che questa vicenda allontani Raul Montanari da Nazioneindiana. Ritengo che, in NI, sia qualcuno che sia sempre strato presente in modo generoso, coraggioso e intelligente. Lasciandosi coinvolgere troppo, e mai troppo poco. Atteggiamento raro e apprezzabile.
Quanto al giudizio che egli fornisce su alcuni commentatori di Ni, sotto nickname mascherati, è purtroppo e tristemente condivisibile. Credo solo che non sia un fardello esclusivo di NI.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni non ho avuto la possibilità di seguire le discussioni sul sito e di connettermi al web. Di corsa, voglio solo dire una cosa: l&#8217;intervento di Montanari io l&#8217;ho letto subito come un&#8217;invettiva politica (e per nulla razziale), con un finale paradossale. Di quell&#8217;invettiva, la parte stigmatizzata come &#8220;lombrosiana&#8221; non mi è piaciuta, in quanto l&#8217;ho trovata di facile effetto. Non razzista né lombrosiana, nel senso di prendere seriamente il passaggio estetica-etica. Ho invece condiviso il moto d’indignazione, di esasperazione, di anamnesi viscerale del nostro dna costituzionale antifascista.<br />
L&#8217;invettiva è un genere di discorso, orale o scritto, che puo&#8217; assumere le forme letterarie: vedi &#8220;Eros e Priapo” di Gadda. Nel caso del breve intervento di Montanari, era evidente il carattere di intervento non letterario in senso stretto. Quindi ho trovato fuori luogo il pezzo di Raimo.</p>
<p>Infine, mi dispiace che questa vicenda allontani Raul Montanari da Nazioneindiana. Ritengo che, in NI, sia qualcuno che sia sempre strato presente in modo generoso, coraggioso e intelligente. Lasciandosi coinvolgere troppo, e mai troppo poco. Atteggiamento raro e apprezzabile.<br />
Quanto al giudizio che egli fornisce su alcuni commentatori di Ni, sotto nickname mascherati, è purtroppo e tristemente condivisibile. Credo solo che non sia un fardello esclusivo di NI.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tictac</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18513</link>
		<dc:creator>tictac</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2005 16:12:34 +0000</pubDate>
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		<description>secondo me su di canio ci vuole un bel microracconto di lello voce tipo quello della gobba. speriamo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>secondo me su di canio ci vuole un bel microracconto di lello voce tipo quello della gobba. speriamo&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: livio borriello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18478</link>
		<dc:creator>livio borriello</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 15:34:12 +0000</pubDate>
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		<description>@matteo
ma sì, io non condanno il raimo indignato, ho già scritto che sono contro il politacally correct. forse la questione su cui si poteva dibattere più essenzialmente è proprio questa, se il fascismo sia repellente, o come dicono barbieri e mozzi, lo schifo assimila chi si schifa e chi è schifato. non lo so, che dire, per conto mio credo che esista un buon fascismo, quando ascolto il coro wagneriano del tannhauser viene da alzare il braccio pure a me, magari di canio lo ha fatto in quel senso là, oppure è fascista nel senso più bieco e mafioso, e in questo caso lo schifo anch&#039;io fregandomene di diventare schifoso. boh, forse è tardi per questa discussione essenziale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@matteo<br />
ma sì, io non condanno il raimo indignato, ho già scritto che sono contro il politacally correct. forse la questione su cui si poteva dibattere più essenzialmente è proprio questa, se il fascismo sia repellente, o come dicono barbieri e mozzi, lo schifo assimila chi si schifa e chi è schifato. non lo so, che dire, per conto mio credo che esista un buon fascismo, quando ascolto il coro wagneriano del tannhauser viene da alzare il braccio pure a me, magari di canio lo ha fatto in quel senso là, oppure è fascista nel senso più bieco e mafioso, e in questo caso lo schifo anch&#8217;io fregandomene di diventare schifoso. boh, forse è tardi per questa discussione essenziale.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: matteo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18471</link>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 11:37:18 +0000</pubDate>
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		<description>@livio
io ripeto ancora una volta che l&#039;intervento di Raimo è stato sciocco, non perché non fosse un bell&#039;intervento, ma perché poteva benissimo esistere indipendentemente dal pezzo di Montanari. A Raimo non interessava approfondire o rispondere seriamente alle vere tematiche (pure evidenti) sollevate da Montanari, ma piuttosto esprimere idee sue sulla scrittura e sulla letteratura, legittime e assai sensate, ma in questo contesto gratuite. Non penso che Raimo sia uno scrittore da 4 soldi, ma credo che in questo caso si sia comportato con la stessa inopportunità che caratterizza i letterati più vogliosi di dire la propria (opinione ed esperienza) che di dare un vero apporto pertinente al problema. Problema che, ripeto, era assai interessante nel testo di Raul e che dal post di Christian  in poi (non dalla reazione di Montanari) è stato banalizzato, ovvero messo in secondo piano, puntando l&#039;attenzione sulla qualità delle cose dette, secondo una logica talmente in voga da essere ormai assorbita da chiunque, ovvero quella di insinuare un dubbio sulle capacità tecniche del querelante in questione, si tratti di un comico, un giornalista, uno scrittore, che abbia alzato i toni in maniera troppo diretta e identificato con precisione verità irritanti. Non voglio nemmeno esagerare, il pezzo di Montanari non era storia della letteratura, anzi non era proprio letteratura, per questo non vedo come non salti all&#039;occhio di ognuno che il pezzo di Raimo è stato gratuito, fuori luogo ed espressione di un puro sé. Ma ripeto, non stava in questo l&#039;interesse delle possibilità del discorso che si sarebbe dovuto innescare. Ti capisco quanto parli di &quot;gesti che comunicano una postura emotiva del mondo&quot;, utilizzando per altro una bellissima espressione. Ma allora, non è gesto ancora più &quot;patico&quot; quello di Raul che s&#039;incazza come una iena? Non è in linea sia con il &quot;patos&quot; del suo primo pezzo, sia in generale con una veemenza nell&#039;esposizione delle proprie idee che a mio viso pochi hanno il coraggio di buttare fuori per via della letargia espressiva tipica di questi anni? La questione è comunque più piccola di quel che sto rischiando di farla. Voglio solo dire che Raul si incazza perché la gente svicola e svicola perdendo il senso delle cose che contano. Io, a ragion veduta, credo che abbia ragione, che Raimo abbia parlato di sé e della letteratura buona a sproposito e che molti dei commentatori abbiano finito per parlare di aria fritta. Il punto era: Ci rendiamo conto che anche se molti post fascisti ormai sono e li consideriamo avversari politici di tutto rispetto e persone per bene, il fascismo resta una cosa orrenda e repellente, come si può vedere dalla maschera di &quot;cattiveria&quot; indossata da Di Canio in quella foto?&quot;. Punto. Perché non si poteva parlare di questo? C&#039;entrava la letteratura? C&#039;entravano gli psicologismi facili e i processi alle parole? C&#039;entrava stabilire chi è più razzista di chi, chi è più fascista, chi comunista e se comunismo e fascismo in italia siano ugualmente criminosi?
Di che ci si è messi a parlare dunque? Ce ne rendiamo conto o no?

(pardon per la solita prolissità)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@livio<br />
io ripeto ancora una volta che l&#8217;intervento di Raimo è stato sciocco, non perché non fosse un bell&#8217;intervento, ma perché poteva benissimo esistere indipendentemente dal pezzo di Montanari. A Raimo non interessava approfondire o rispondere seriamente alle vere tematiche (pure evidenti) sollevate da Montanari, ma piuttosto esprimere idee sue sulla scrittura e sulla letteratura, legittime e assai sensate, ma in questo contesto gratuite. Non penso che Raimo sia uno scrittore da 4 soldi, ma credo che in questo caso si sia comportato con la stessa inopportunità che caratterizza i letterati più vogliosi di dire la propria (opinione ed esperienza) che di dare un vero apporto pertinente al problema. Problema che, ripeto, era assai interessante nel testo di Raul e che dal post di Christian  in poi (non dalla reazione di Montanari) è stato banalizzato, ovvero messo in secondo piano, puntando l&#8217;attenzione sulla qualità delle cose dette, secondo una logica talmente in voga da essere ormai assorbita da chiunque, ovvero quella di insinuare un dubbio sulle capacità tecniche del querelante in questione, si tratti di un comico, un giornalista, uno scrittore, che abbia alzato i toni in maniera troppo diretta e identificato con precisione verità irritanti. Non voglio nemmeno esagerare, il pezzo di Montanari non era storia della letteratura, anzi non era proprio letteratura, per questo non vedo come non salti all&#8217;occhio di ognuno che il pezzo di Raimo è stato gratuito, fuori luogo ed espressione di un puro sé. Ma ripeto, non stava in questo l&#8217;interesse delle possibilità del discorso che si sarebbe dovuto innescare. Ti capisco quanto parli di &#8220;gesti che comunicano una postura emotiva del mondo&#8221;, utilizzando per altro una bellissima espressione. Ma allora, non è gesto ancora più &#8220;patico&#8221; quello di Raul che s&#8217;incazza come una iena? Non è in linea sia con il &#8220;patos&#8221; del suo primo pezzo, sia in generale con una veemenza nell&#8217;esposizione delle proprie idee che a mio viso pochi hanno il coraggio di buttare fuori per via della letargia espressiva tipica di questi anni? La questione è comunque più piccola di quel che sto rischiando di farla. Voglio solo dire che Raul si incazza perché la gente svicola e svicola perdendo il senso delle cose che contano. Io, a ragion veduta, credo che abbia ragione, che Raimo abbia parlato di sé e della letteratura buona a sproposito e che molti dei commentatori abbiano finito per parlare di aria fritta. Il punto era: Ci rendiamo conto che anche se molti post fascisti ormai sono e li consideriamo avversari politici di tutto rispetto e persone per bene, il fascismo resta una cosa orrenda e repellente, come si può vedere dalla maschera di &#8220;cattiveria&#8221; indossata da Di Canio in quella foto?&#8221;. Punto. Perché non si poteva parlare di questo? C&#8217;entrava la letteratura? C&#8217;entravano gli psicologismi facili e i processi alle parole? C&#8217;entrava stabilire chi è più razzista di chi, chi è più fascista, chi comunista e se comunismo e fascismo in italia siano ugualmente criminosi?<br />
Di che ci si è messi a parlare dunque? Ce ne rendiamo conto o no?</p>
<p>(pardon per la solita prolissità)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Il senso e la sperabile utilità di una discussione (il mio schifo, e l&#8217;animale da guardare)</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18467</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Il senso e la sperabile utilità di una discussione (il mio schifo, e l&#8217;animale da guardare)</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 11:22:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1588#comment-18467</guid>
		<description>[...] A che cosa serve, si è domandato più d&#8217;uno, una discussione come quella, abbondantissima, che è nata in Nazione indiana attorno all&#8217;articolo di Raul Montanari (pubblicato da Piero Sorrentino) Grazie, Di Canio, è proseguita in calce all&#8217;articolo di Christian Raimo Okkio al Canio, si è parzialmente spostata in vibrisse dopo il mio articolo Della più bell&#8217;acqua, e ora ha ripreso a macinare di nuovo in Nazione indiana con la ripresa, sempre da parte di Sorrentino, di un intervento di Montanari (Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;) già apparso nella discussione in vibrisse? A che cosa serve? [E vedo ora che si aggiunge un altro articolo di Christian Raimo: Natale con i tuoi]. Dico subito: nei vari filoni della discussione ci sono stati interventi futili, provocatori, scemi, osceni, dileggianti, ridicoli: in una parola, interventi inutili. Ce ne sono stati come ce ne sono in ogni discussione - nel web si vedono di più, perché restano lì scritti. Questi interventi programmaticamente, intenzionalmente ed effettivamente inutili non mi interessano (per ora): sono il ronzio, il rumore di fondo. La parte non intenzionalmente inutile della discussione, allora, è riuscita a essere effettivamente utile? Che anche in questa parte della discussione ci siano state alzate di tono, scambi di cordialità non esattamente carinissime, eccetera, vabbè: anche questo succede in tutte le discussioni. Si discute, si litiga, si equivoca, ci si spiega, eccetera. Non può essere che così; e tutto questo non inficia complessivamente l&#8217;utilità della faccenda - se un&#8217;utilità c&#8217;è. A me sembra che la discussione sia stata utile. Per due ragioni: per due risultati positivi raggiunti. 1] Il primo risultato positivo raggiunto è una domanda. L&#8217;ha formulata, nella discussione in vibrisse, Andrea Barbieri. La domanda è: Il mio schifo mi fa assomigliare a loro? Che io sia un fan delle domande, è cosa nota: ma questa mi sembra proprio ben formulata, e utile. Mi viene voglia di parafrasarla, di ampliarla, di dettagliarla: ma ne diminuirei la forza. E così mi butto nella risposta: Sì, il mio schifo mi fa assomigliare a loro. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] A che cosa serve, si è domandato più d&#8217;uno, una discussione come quella, abbondantissima, che è nata in Nazione indiana attorno all&#8217;articolo di Raul Montanari (pubblicato da Piero Sorrentino) Grazie, Di Canio, è proseguita in calce all&#8217;articolo di Christian Raimo Okkio al Canio, si è parzialmente spostata in vibrisse dopo il mio articolo Della più bell&#8217;acqua, e ora ha ripreso a macinare di nuovo in Nazione indiana con la ripresa, sempre da parte di Sorrentino, di un intervento di Montanari (Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;) già apparso nella discussione in vibrisse? A che cosa serve? [E vedo ora che si aggiunge un altro articolo di Christian Raimo: Natale con i tuoi]. Dico subito: nei vari filoni della discussione ci sono stati interventi futili, provocatori, scemi, osceni, dileggianti, ridicoli: in una parola, interventi inutili. Ce ne sono stati come ce ne sono in ogni discussione &#8211; nel web si vedono di più, perché restano lì scritti. Questi interventi programmaticamente, intenzionalmente ed effettivamente inutili non mi interessano (per ora): sono il ronzio, il rumore di fondo. La parte non intenzionalmente inutile della discussione, allora, è riuscita a essere effettivamente utile? Che anche in questa parte della discussione ci siano state alzate di tono, scambi di cordialità non esattamente carinissime, eccetera, vabbè: anche questo succede in tutte le discussioni. Si discute, si litiga, si equivoca, ci si spiega, eccetera. Non può essere che così; e tutto questo non inficia complessivamente l&#8217;utilità della faccenda &#8211; se un&#8217;utilità c&#8217;è. A me sembra che la discussione sia stata utile. Per due ragioni: per due risultati positivi raggiunti. 1] Il primo risultato positivo raggiunto è una domanda. L&#8217;ha formulata, nella discussione in vibrisse, Andrea Barbieri. La domanda è: Il mio schifo mi fa assomigliare a loro? Che io sia un fan delle domande, è cosa nota: ma questa mi sembra proprio ben formulata, e utile. Mi viene voglia di parafrasarla, di ampliarla, di dettagliarla: ma ne diminuirei la forza. E così mi butto nella risposta: Sì, il mio schifo mi fa assomigliare a loro. [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Michele Monina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18462</link>
		<dc:creator>Michele Monina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 10:56:33 +0000</pubDate>
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		<description>una saluto a te, Raul. Buone feste e let&#039;s rock...
un abbraccio, michele</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una saluto a te, Raul. Buone feste e let&#8217;s rock&#8230;<br />
un abbraccio, michele</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mickey</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18458</link>
		<dc:creator>mickey</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 10:21:15 +0000</pubDate>
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		<description>eh, rivolo, ma pasquino (anzi: pasquinA) ce l&#039;ha su con montanari per tutta una serie di ragioni che nemmeno t&#039;immagini! roba privata che diventa livore pubblico, astio personale che si muta in bile da blog, la solita tristissima roba insomma...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>eh, rivolo, ma pasquino (anzi: pasquinA) ce l&#8217;ha su con montanari per tutta una serie di ragioni che nemmeno t&#8217;immagini! roba privata che diventa livore pubblico, astio personale che si muta in bile da blog, la solita tristissima roba insomma&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: livio borriello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18455</link>
		<dc:creator>livio borriello</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 10:16:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1588#comment-18455</guid>
		<description>@matteo
che dirti, a me il tuo primo intervento è parso assai spassoso, il resto non lo condivido. e non mi piace soprattutto questa distinzione fra grandi narratori e scrittori da 4 soldi, mi interessa l&#039;&quot;effetto&quot;, il valore d&#039;uso della scrittura, mai il neo-tecnicismo, estetismo e formalismo  che ormai domina la letteratura, e che è comunque sotteso all&#039; ironico secondo intervento di montanari.
io stimo montanari, ma le sue repliche, anche quest&#039;ultima, mi sembrano viziate da una permalosità che non è eticamente legittima (anche se il problema degli insulti sui blog è da affrontare...). per me erano legittimi sia il gesto di di canio che la reazione di montanari, ma come gesti &quot;patici&quot;, che comunicavano una loro postura emotiva nel mondo. di conseguenza, ritenevo legittima anche la critica di raimo, che ha una sua idea della letteratura, e che l&#039;ha esemplificata col pezzo di montanari. una sua eventuale scorrettezza sarebbe da rintracciare semmai nelle modalità con cui ha svolto la critica su NI - ma qui non la rilevo -  o nelle lezioni a parma.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@matteo<br />
che dirti, a me il tuo primo intervento è parso assai spassoso, il resto non lo condivido. e non mi piace soprattutto questa distinzione fra grandi narratori e scrittori da 4 soldi, mi interessa l&#8217;&#8221;effetto&#8221;, il valore d&#8217;uso della scrittura, mai il neo-tecnicismo, estetismo e formalismo  che ormai domina la letteratura, e che è comunque sotteso all&#8217; ironico secondo intervento di montanari.<br />
io stimo montanari, ma le sue repliche, anche quest&#8217;ultima, mi sembrano viziate da una permalosità che non è eticamente legittima (anche se il problema degli insulti sui blog è da affrontare&#8230;). per me erano legittimi sia il gesto di di canio che la reazione di montanari, ma come gesti &#8220;patici&#8221;, che comunicavano una loro postura emotiva nel mondo. di conseguenza, ritenevo legittima anche la critica di raimo, che ha una sua idea della letteratura, e che l&#8217;ha esemplificata col pezzo di montanari. una sua eventuale scorrettezza sarebbe da rintracciare semmai nelle modalità con cui ha svolto la critica su NI &#8211; ma qui non la rilevo &#8211;  o nelle lezioni a parma.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: rivolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18450</link>
		<dc:creator>rivolo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 09:07:37 +0000</pubDate>
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		<description>come dicevo ieri sera al povero raimo, anzi a un tal pasquino che ne predneva le difese, quella roba di montanari - giusta la sua precisazione aggiunta - si chiamava invettiva
appunto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>come dicevo ieri sera al povero raimo, anzi a un tal pasquino che ne predneva le difese, quella roba di montanari &#8211; giusta la sua precisazione aggiunta &#8211; si chiamava invettiva<br />
appunto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: corpodibacco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18449</link>
		<dc:creator>corpodibacco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 09:03:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1588#comment-18449</guid>
		<description>Che noia...

tanti paroloni per dare degli imbecilli a tutti quelli che ti hanno criticato, che fatica sprecata.

Io, o Montanari, dalle tue intelligentissime e coltissime risposte non mi sento per niente chiamato in causa, non so proprio di che parlano, anzi ritengo di non aver ricevuto soddisfazione da te a nessuna delle critiche che ti rivolgevo nell&#039;altro post. 
Mi sa che sei uno svicolatore professionista, ti nascondi dietro a circonvoluzioni e distinguo evitando ciò che ti può rendere più vulnerabile, da vero esperto.

Ma che noia.

Poi, è vero, la situazione nei commenti dei blog è talvolta gladiatoria.  Che ci vuoi fare. Ma non sempre, però. Magari, se quando ci sei tu succede sempre, è perché ci sei tu? Pensaci: sei tu che arrivi come un gladiatore, scendi con l&#039;aria del gladiatore a dire, basta ragazzi, bisogna essere duri e puri e dunque che t&#039;aspetti? Alla gente ci girano e mica tutti si mettono sull&#039;attenti.

Ma non ti basta, vuoi soddisfazione, te la prendi coi &quot;nick&quot; che fanno da parabrezza.
Gesù, non hai capito proprio niente. Sei tu, con il tuo bel nome e cognome famosetto che c&#039;hai il parabrezza più grande e lo sai benissimo. Gli altri sono tutti &quot;sfaccendati&quot; pesci piccoli poco esperti e facili da mangiare.
Per questo che ti piace internet, a te. Altrimenti il nick lo useresti pure tu e ti divertiresti pure.

Io avevo provato, a dire che a fare i gladiatori non si combinava nulla e che il tuo schematismo serviva solo a banalizzare tutto. Ma tu hai preferito rispondere a chi ti rendeva già facile la risposta, e fare la tua partita nel&#039;arena. Anche a d altri non mi pare tu abbia dato risposte utili. Ora ti lamenti che tutti ti sono andati contro e fai la vittima, ma non è neanche vero, era pieno di interventi che ti elogiavano, povero te.

In ogni modo, solo due parole:

che

noia

...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che noia&#8230;</p>
<p>tanti paroloni per dare degli imbecilli a tutti quelli che ti hanno criticato, che fatica sprecata.</p>
<p>Io, o Montanari, dalle tue intelligentissime e coltissime risposte non mi sento per niente chiamato in causa, non so proprio di che parlano, anzi ritengo di non aver ricevuto soddisfazione da te a nessuna delle critiche che ti rivolgevo nell&#8217;altro post.<br />
Mi sa che sei uno svicolatore professionista, ti nascondi dietro a circonvoluzioni e distinguo evitando ciò che ti può rendere più vulnerabile, da vero esperto.</p>
<p>Ma che noia.</p>
<p>Poi, è vero, la situazione nei commenti dei blog è talvolta gladiatoria.  Che ci vuoi fare. Ma non sempre, però. Magari, se quando ci sei tu succede sempre, è perché ci sei tu? Pensaci: sei tu che arrivi come un gladiatore, scendi con l&#8217;aria del gladiatore a dire, basta ragazzi, bisogna essere duri e puri e dunque che t&#8217;aspetti? Alla gente ci girano e mica tutti si mettono sull&#8217;attenti.</p>
<p>Ma non ti basta, vuoi soddisfazione, te la prendi coi &#8220;nick&#8221; che fanno da parabrezza.<br />
Gesù, non hai capito proprio niente. Sei tu, con il tuo bel nome e cognome famosetto che c&#8217;hai il parabrezza più grande e lo sai benissimo. Gli altri sono tutti &#8220;sfaccendati&#8221; pesci piccoli poco esperti e facili da mangiare.<br />
Per questo che ti piace internet, a te. Altrimenti il nick lo useresti pure tu e ti divertiresti pure.</p>
<p>Io avevo provato, a dire che a fare i gladiatori non si combinava nulla e che il tuo schematismo serviva solo a banalizzare tutto. Ma tu hai preferito rispondere a chi ti rendeva già facile la risposta, e fare la tua partita nel&#8217;arena. Anche a d altri non mi pare tu abbia dato risposte utili. Ora ti lamenti che tutti ti sono andati contro e fai la vittima, ma non è neanche vero, era pieno di interventi che ti elogiavano, povero te.</p>
<p>In ogni modo, solo due parole:</p>
<p>che</p>
<p>noia</p>
<p>&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: wovoka</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18448</link>
		<dc:creator>wovoka</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 07:54:39 +0000</pubDate>
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		<description>La mia impressione è che nel primo pezzo di Montanari, quello che ha dato origine a tutta la cagnara, fosse annidata una singolare &quot;disarmonia&quot; - un qualcosa di malriuscito (aldilà delle intenzioni evidentemente non malvagie) che poi si è propagato, spesso ampliandosi, anche agli interventi che miravano in qualche modo a &quot;sanarla&quot; o correggerla, fornendo alla fine un quadro complessivo esageratamente desolante. Quanto all&#039;aria che qui si respira, Raoul dovrebbe considerare che la gran parte dei commentatori se li è portati dietro lui, con il suo nome, perché non facevano evidentemente parte delle animule stanziali su N.I. Comunque, su certi meta-livelli, si è trattato di qualcosa di molto intrigante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia impressione è che nel primo pezzo di Montanari, quello che ha dato origine a tutta la cagnara, fosse annidata una singolare &#8220;disarmonia&#8221; &#8211; un qualcosa di malriuscito (aldilà delle intenzioni evidentemente non malvagie) che poi si è propagato, spesso ampliandosi, anche agli interventi che miravano in qualche modo a &#8220;sanarla&#8221; o correggerla, fornendo alla fine un quadro complessivo esageratamente desolante. Quanto all&#8217;aria che qui si respira, Raoul dovrebbe considerare che la gran parte dei commentatori se li è portati dietro lui, con il suo nome, perché non facevano evidentemente parte delle animule stanziali su N.I. Comunque, su certi meta-livelli, si è trattato di qualcosa di molto intrigante.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: matteo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/23/addenda-a-grazie-di-canio/#comment-18445</link>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 01:09:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1588#comment-18445</guid>
		<description>Vorrei inserire anche qui, perché mi sembra che abbia più senso, un commento in risposta a Livio Borriello, che ho postato in coda al lungo dibattito sviluppatosi sotto il pezzo di Christian Raimo


@ livio borriello:
a me sembra invece che il mio primo intervento peccasse un po’ di qualunquismo. Nel corso del dibattito la mia opinione è mutata. Nel secondo intervento che ho fatto non intendevo dire che il discorso di Raimo non aveva senso, ma che mancava il bersaglio, anzi, lo cambiava. Cambiare il bersaglio del proprio discorso, inventare o fraintendere i presupposti da cui partono le proprie riflessioni, mi pare un’abitudine che consapevolmente o inconsapevolmente, cioè con un fine strategico o soltanto per errore, appartiene non solo a dibattiti molto “easy” come questo, ma in generale al giornalismo, alla politica, alla televisione degli ultimi anni. Quel che dico è che in fin dei conti Raul Montanari diceva cose importanti e intelligenti, col tono leggero che hanno i grandi narratori, e con lo stesso grande acume grazie al quale le cose si possono chiamare con il loro nome senza che la profondità dell’analisi e del giudizio ne sia intaccata. E dico che la discussione che ne è scaturita, a partire dal pezzo di Christian Raimo, non solo non è stata all’altezza di quella scrittura snella e tagliente, ma non è stata all’altezza del problema. Non è stata al centro del problema. Per questo credo che tutta l’ironia (non capìta) della prima risposta di Raul Montanari a Christian Raimo non solo sia stata leggittima, sebbene poco simpatica, ma anche sacrosanta, perché ha messo alla luce il vezzo di un letterato da quattro soldi che rivelava il suo scarso valore non attraverso la qualità delle cose dette, sempre necessariamente alta, anche troppo alta, ma attraverso un impeccabile senso dell’inopportunità.
Se quindi ho preso in giro i primi accenni della polemica con il mio primo intervento, nel secondo, in seguito alla piega che la polemica ha poi sciaguratamente preso, ho ritenuto che non solo Montanari avesse ragione, ma che quasi tutti gli interventi successivi avessero dimostrato una sola cosa, cioè di non tenere affatto a una discussione costruita sul cuore di un problema, o sul cuore di un testo (quello di Montanari) e di tenere invece molto di più a una banalizzazione del dibattito, in modo da poter liberare gli ego da commentatori in maniera meno costretta.
Molto deludente e cieco, se posso essere sincero, anche l’intervento di Giulio Mozzi su Vibrisse.
A presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei inserire anche qui, perché mi sembra che abbia più senso, un commento in risposta a Livio Borriello, che ho postato in coda al lungo dibattito sviluppatosi sotto il pezzo di Christian Raimo</p>
<p>@ livio borriello:<br />
a me sembra invece che il mio primo intervento peccasse un po’ di qualunquismo. Nel corso del dibattito la mia opinione è mutata. Nel secondo intervento che ho fatto non intendevo dire che il discorso di Raimo non aveva senso, ma che mancava il bersaglio, anzi, lo cambiava. Cambiare il bersaglio del proprio discorso, inventare o fraintendere i presupposti da cui partono le proprie riflessioni, mi pare un’abitudine che consapevolmente o inconsapevolmente, cioè con un fine strategico o soltanto per errore, appartiene non solo a dibattiti molto “easy” come questo, ma in generale al giornalismo, alla politica, alla televisione degli ultimi anni. Quel che dico è che in fin dei conti Raul Montanari diceva cose importanti e intelligenti, col tono leggero che hanno i grandi narratori, e con lo stesso grande acume grazie al quale le cose si possono chiamare con il loro nome senza che la profondità dell’analisi e del giudizio ne sia intaccata. E dico che la discussione che ne è scaturita, a partire dal pezzo di Christian Raimo, non solo non è stata all’altezza di quella scrittura snella e tagliente, ma non è stata all’altezza del problema. Non è stata al centro del problema. Per questo credo che tutta l’ironia (non capìta) della prima risposta di Raul Montanari a Christian Raimo non solo sia stata leggittima, sebbene poco simpatica, ma anche sacrosanta, perché ha messo alla luce il vezzo di un letterato da quattro soldi che rivelava il suo scarso valore non attraverso la qualità delle cose dette, sempre necessariamente alta, anche troppo alta, ma attraverso un impeccabile senso dell’inopportunità.<br />
Se quindi ho preso in giro i primi accenni della polemica con il mio primo intervento, nel secondo, in seguito alla piega che la polemica ha poi sciaguratamente preso, ho ritenuto che non solo Montanari avesse ragione, ma che quasi tutti gli interventi successivi avessero dimostrato una sola cosa, cioè di non tenere affatto a una discussione costruita sul cuore di un problema, o sul cuore di un testo (quello di Montanari) e di tenere invece molto di più a una banalizzazione del dibattito, in modo da poter liberare gli ego da commentatori in maniera meno costretta.<br />
Molto deludente e cieco, se posso essere sincero, anche l’intervento di Giulio Mozzi su Vibrisse.<br />
A presto.</p>
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