A cena (e a colazione, se possibile) con Eva

di Giovanni Choukhadarian

Da Jung in avanti (almeno), il romanzo moderno, che rifiuta il mito in quanto privo di necessità ermeneutiche, col mito deve fare i conti: e se non sono miti, saranno almeno, con Weber e Jaspers, almeno idealtipi. Di recenti, però, ce n’è pochissimi. Peter Pan, su cui tutti sembrano d’accordo, con molta generosità Holden Caulfield e poi, quasi certamente, Lolita.

A cena con Lolita si chiama appunto il primo romanzo di Eva Clesis, pubblicato a Bologna da Pendragon in una collana di narrativa diretta dall’ex avanguardista Roberto Di Marco e viziato da una tremenda copertina style Melissa. A differenza dell’abile autore di Fazi, Eva Clesis è però una ragazza sul serio, ha collaborato a riviste importanti (Verso Arts et Lettres a Parigi , Nuova Prosa di Luigi Grazioli in Italia) e racconta le cose dalla parte delle bambine. Le cose raccontate in questo volume sono, in particolare, l’educazione e la crescita erotica di una donna, a partire dai suoi 4 anni fino al tempo dell’università. Meglio però scansare gli equivoci. Qui non c’è nessun giochetto sul tema, oggi di nuovo in voga, della jeune fille . Arrivata in città per studiare giurisprudenza dopo un’adolescenza di ordinaria turbolenza, la protagonista mette ben sì in commercio il suo corpo e quindi, col mai abbastanza rimpianto Carlo Marx, lo reificherà. Se non che tutto il suo comportamento, ivi comprese la bulimìa e l’occasionale passione per le ragazze, sono parte di una ricerca del sacro. Non per niente, in principio e conclusione del romanzo, torna questa formula: sono allergica a tutte le feste, ne detesto persino l’idea (due magnifici decasillabi, tra l’altro: Eva Clesis conserva memoria del sacro nella poesia italiana).

La ragazza di Bari ha tuttavia a sua disposizione una cultura visiva non comune – la costruzione delle scene è di taglio senz’altro cinematografico e ci sono richiami diretti, come quello agli Amanti del Pont Neuf , con una Juliette Binoche allora bellissima. Giova al romanzo anche una scrittura forte, quando non senz’altro violenta. Nessuna pietà particolare per i fatti e le persone raccontati, un disprezzo patetico verso gli uomini che comperano, non importa a quale prezzo, le ragazze, soprattutto nessuna morale e un finale aperto. A carico, invece, qualche luogo comune (un esempio solo: la protagonista fa la modella per pittori di nudo. Si è già letto e non convince, peccato) e una sintassi che, se a volte è periclitante con grazia, altre volte rende complessa l’intelligenza del discorso. Inoltre, e in conclusione, qualche difficoltà nella chiusura dei capitoli (10, compreso l’epilogo, in buona parte superfluo). Ma il romanzo mantiene assai più di quel che promette e ora si attende la Clesis alla difficile seconda prova.

(E. Clesis, A cena con Lolita, Bologna, Pendragon, 2005, pagg. 126, 12 euro).

244 commenti

  1. Lucio Angelini
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 13:09 | Permalink

    “ermeneutiche” tu quoque (per giunta subito dopo Garufi!), brutto figlio mio…

  2. giovanni
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 17:37 | Permalink

    E bravo l’Angelini, che pure a Natale mi commenta i post. Ermeneutiche, sì, come Heidegger, Jaspers, Gadamer e Sergio Garufi tra gli altri. Ma tu, il libro della Clesis l’hai letto o no?

  3. Lucio Angelini
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 18:15 | Permalink

    Non leggo i libri delle tue ex fidanzate:-)

  4. Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 18:33 | Permalink

    io non l’ho ancora letto, ma ho letto un’altra recensione interessante della Mazzucato e un consiglio di un’altra ragazza attenta.
    quindi, appena riesco lo faccio. che qui devo trovarlo, in questa Basilicata poco fornita.

    b!

    Nunzio Festa

  5. giovanni
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 19:17 | Permalink

    Mazzucato ha in effetti già scritto di questo notevole esordio, patrocinato d’altronde da uno scrittore esigente come Luigi Grazioli (meno importante, come pare, il contributo del Di Marco, direttore di collana e in quanto tale responsabile non solo oggettivo dell’impròvvida copertina melissata).
    Angelì, ma che cianci di fidanzate? C’hai ‘n’età pure te, suvvìa.

  6. franz krauspenhaar
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 19:45 | Permalink

    Lucio, grazie! Non fosse stato per te, per il tuo provvidissimo commento, non avrei mi saputo che, in questo thread, si stava praticando un uso e costume apparentabile, io fermamente credo, al più squallido familismo amorale; Choudakhkarian nelle vesti di “produttore di sofà”! Terribile! Ora, però, voglio le prove, Lucio! Perché solo tu puoi darcele!
    Grazie fin d’ora, in ogni caso; e dunque rimango in attesa di tue comunicazioni in merito all’incresciosa vicenda con i miei migliori saluti, ecc. ecc. ecc.

    P.s: nel caso queste prove non saltassero fuori… (Lascio ampio spazio alla tua ben nota immaginazione):-)

  7. Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 20:26 | Permalink

    Sapere che esistono recensori con ex-fidanzate puo’ essere rassicurante.
    Di questi tempi non si puo’ mai sapere sulle abitudini degli intellettuali o facenti le veci.

  8. Lucio Angelini
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 20:33 | Permalink

    Caro Crespicapelli,

    primo: non deformare il cognome di Ciukka Darìan
    secondo: timeo Armenos et dona ferentes:-/
    terzo: Ciukka Darìan è un famoso tombinatore di femmine
    quarto: ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è frutto di fantasia
    quinto: hai ragione, Giovanni parla solo di cena e colazione, mentre tace signorilmente sulla notte tra i due eventi

  9. giovanni
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 20:53 | Permalink

    Cortese Franz, a dar retta all’Angelini, si spreca il sapone e la fatica, come nel celebre adagio che ricorda una bestiola ai suoi tempi utile ai campi. Ama costui la burla, si diverte, indossa i panni del fool shakespeariano sapendo, da traduttore finito qual è, che Shakespeare non può ribellarsi. Mag, ai recensori non sono impediti i fidanzamenti, in effetti: si attende comunque di leggere il testo latino dell’enciclica benedettina Deus caritas est per ulteriori ragguagli dottrinali e morali al riguardo.
    Lucio, ma tu invece, con le groupies che ti sei procurato traducendo Andersen da Fazi, come te la sfanghi? No, per curiosità, nevvero.

  10. Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 21:06 | Permalink

    è solo una personalissima e ironica considerazione riguardo misoginie di alcuni intellettuali di mia conoscienza.
    Quindi benvengano coloro che ancora mostrano inclinazioni diciamo eteroaffettive. casi rari direi :-)

  11. giovanni
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 21:46 | Permalink

    Gli intellettuali misogini sono quelli che accoglievano con ridicoli crollar di spalle i romanzi di Virginia Woolf al tempo che uscivano. Nessuno conserva memoria di costoro.
    In quanto alle inclinazioni eteroaffettive, gradirei ne parlasse il valente Franz, che di quelle è squisito cultore e sobrio, elegantissimo narratore (la sempiterna regola del presunto avv. Agnelli jr., che con le ragazze parlava ma delle ragazze non parlava, è fra i suoi più duraturi lasciti alla storia dell’imprenditoria italiana. Ma a questo riguardo, cfr. G. Sapelli, L’impresa come soggetto storico, Milano, 1990)

  12. franz krauspenhaar
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 22:00 | Permalink

    Cortese Lucio, cosa vuol dire Crespicapelli, scusa? :-)

    Cortese Giovanni, rimaniamo, come diceva il mio vecchio capitano, “allineati e coperti”:-)

  13. giuseppe benedetto
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 22:47 | Permalink

    Ecco in anteprima l’inizio della mia prossima.

    Nonne amens iudicaretur ille coecus qui se putaret scire differentias colorum quando colorem ignoraret?

    Per la prima volta, da secoli, l’inizio è affidato a una domanda: così capirete, finalmente, che anch’io ho dei dubbi e dei problemi e, si spera, forse la finirete di chiamarmi “pastore tedesco”.

    Benedico vos, fetentes et impoenitentes copulatores.

  14. ap
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 22:53 | Permalink

    la presenza di ex-ragazze, ragazze o mogli (e di notti, cene o quant’altro) implica il possibile contato eterosessuale tra le stesse “femmine*” (cito precedente post) e il recensore preso in esame; è ovvio ricordare che questa pratica prevede la possibilità di una deprecabile procreazione da parte del recensore..

    - gee… che brutta storia!!!

    *da “tombinare”

    ——————————-
    ps.
    se non fa ridere, ahimè, non sono tagliato per fare il comico, perdonatemi.

  15. Lucio Angelini
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 22:53 | Permalink

    Cortese Giovanni, l’adagio a cui lei si riferisce parla di RANNO e sapone, non di fatica e sapone. Sia più puntuale nelle critiche.

    Cortese Franz, purtroppo non so il tedesco. Il suo cognome non significa Crespicapelli, Peli crespi o qualcosa del genere? Se così non fosse, mi lavo la testa con ranno e sapone.

  16. Lucio Angelini
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 22:53 | Permalink

    Cortese Giovanni, l’adagio a cui lei si riferisce parla di RANNO e sapone, non di fatica e sapone. Sia più puntuale nelle critiche.

    Cortese Franz, purtroppo non so il tedesco. Il suo cognome non significa Crespicapelli, Peli crespi o qualcosa del genere? Se così non fosse, mi lavo la testa con ranno e sapone.

  17. Lucio Angelini
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 22:55 | Permalink

    Cortese Giovanni, l’adagio a cui lei si riferisce parla di RANNO e sapone, non di fatica e sapone. Sia più puntuale nelle critiche.

    Cortese Franz, purtroppo non so il tedesco. Il suo cognome non significa Crespicapelli, Peli crespi o qualcosa del genere? Se così non fosse, mi scuso e mi lavo la testa con ranno e sapone.

  18. Lucio Angelini
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 22:56 | Permalink

    Il Submit Comment di N.I. stasera va alla grande.

  19. Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 23:02 | Permalink

    la protagonista mette ben sì in commercio il suo corpo e quindi, col mai abbastanza rimpianto Carlo Marx

  20. giuseppe benedetto
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 23:02 | Permalink

    Lucius, hai bevuto qualcosa di particolare oggi? Contieniti, figliolo: se continui a vedere uno al posto di tre, come c…. ti comporterai qualora ti trovassi, diciamo così, de visu, con “essa”? A meno che tu non sia trino in alcuni territori specifici del tuo corpo: nel qual caso, continua pure a postare al libitum…

  21. Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 23:18 | Permalink

    conosco Sapelli personalmente.
    Sarà perche’ attraggo i dandy stile Wilde come una calamita, che verificare tra i presenti una predisposizione testosteronica orientata al perenne tentativo di classica fecondazione non assistita, mi rassicura e mi riconcilia con la specie umana, alla quale io, di tanto in tanto, ricordo d’appartenere.

  22. ap
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 23:20 | Permalink

    cara mag, si fa quel che si può…

  23. giuseppe benedetto
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 23:25 | Permalink

    cara mag, si fa quel che si può…

  24. Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 23:27 | Permalink

    mi piacerebbe leggere un vostro contributo alle donne, sulla Donna.
    Cio’ che Vi rappresenta, evoca, ispira, lascia e incide.

  25. giuseppe benedetto
    Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 23:45 | Permalink

    Il peccato, figliola, il peccato. Per combattere il quale, vige da millenni una “regola” incontestabile, mai andata in disuso: bisogna morti-fica-re la carne. Le chiedo scusa per l’imperfetta scansione sillabica, ma sa, con l’età la mano inizia a tremare…soprattutto davanti alla prospettiva che possa tremolare anche il resto.

  26. Pubblicato 25 Dicembre 2005 alle 23:50 | Permalink

    :-)
    Suvvia, sappiamo benissimo che le palle, dopo natale, si tolgono dall’arbusto festivo e si ridestinano alle loro originarie funzioni,
    non Si abbatta, è solo questione di pochi giorni.

  27. giuseppe benedetto
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 00:00 | Permalink

    La ringrazio, cara Mag (pardon: figliola): lei sa davvero come tirare su il/la morale. Ce ne fossero come lei, magari! Ha mai pensato di farci una visitina? Ha mai pensato alla prospettiva del velo? (il verbo giusto lo aggiunga lei: noi siamo molto più “aperti” ed “accoglienti” di quello che certa propaganda neobolscevica vorrebbe far credere). E poi, mi perdoni, qui con l’aria che tira, e con la crisi delle vocazioni, ogni lasciata è persa. Capisce: io devo almeno tentare.

  28. giuseppe benedetto
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 00:31 | Permalink

    Mag, le lascio una santa notte. So (da fonti altolocate) che lei sta dando gli ultimi ritocchi al suo primo romanzo e che è indecisa, tra Montinari e Ramo, a chi affidare la prefazione. Io glieli consiglio entrambi. Ha visto che bel dibattito sul chierichetto dicanio ha infiammato e sta infiammando questi lidi? Bene, se tanto mi dà tanto, faccia in fretta a pubblicarlo: un’altra disputa di così alto profilo, e mi sa che il nano ha già vinto le prossime elezioni anche senza la nostra benedizione. Dirò al camillo di starsene un po’ quieto (anche perché ultimamente gli trema alquanto la mano e le sue prestazioni non sono più all’altezza).

    p.s.

    Lei è unica. :-)

  29. giovanni
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 01:18 | Permalink

    Magda si riconforti: c’è da aver molta fiducia nelle aperture dottrinali contenute nella futura, prima enciclica di S. S. Papa Benedetto XVI Ratzinger. Colui il quale ne usurpa il nome di battesimo e quello papale su queste colonne non è che un arguto, e non di meno pallido, troll. Angelino, conosco declinazioni innùmeri di quell’adagio. La tua, semplicemente, non collìma con la mia.
    [Giulio Sapelli, se non si fa sedurre da recenti sirene politiche di caratura peraltro piuttosto bassa, è uno dei pochissimi anarchici della scena economica italiana. Visto che lo conosci, Magda, consiglia a lui pasoliniano la lettura del romanzo di Clesis. Ne rimarrà per più aspetti incantato]

  30. sergio garufi
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 03:37 | Permalink

    Eh no, caro Franz, Giovanni è un critico letterario e dei migliori, il bieco produttore di sofà sono io!

  31. Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 05:10 | Permalink

    L’unico a velo a cui penso in questi giorni è lo zucchero del pandoro.
    In quanto ai tremori, trovo molto tenere le dolcezze che si celano dietro la densità ambigua e imbarazzante dei docli al cucchiaio.
    bavaresi, mousse, budini, creme caramel, panne cotte,accompagnate da salse di fragola, cioccolato, menta, pistacchio.
    Quei piaceri che appunto per non essere necessari, ci si concedono per vezzo, gusto del godimento superfluo, quando il robusto appetito è stato soddisfatto ampiamente, ma rimane quel languorino cosi deliziosamente lussurioso.
    Quindi ogni imbarazzo riguardo incerte densità, trova accoglimento purchè servite con eleganza, bonton, e noncuranza.

    ps. quante storie per un post ecumenico!
    se avessi parlato a Ratzi di Bakunin mica avrebbe fatto tutte ste storie….
    siete SNOB!!!

    e Voi altri delle donne non parlate?

  32. giovanni
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 07:47 | Permalink

    Sergio, il patronimico che porto vuol dire: figlio del venditore di tessuti pettinati. Il capostipite della genìa Choukhadarian faceva magari un mestiere non dissimile dal tuo, alienando magari la merce di sua produzione al bieco invasore romano, chi sa.
    Mag, a chi rispondi? Contro chi t’accalòri? Oggi è il giorno memoriale di Santo Stefano protomartire che, morendo, ripeteva le parole del Maestro: Pater, ignosce illis. Non puoi tu fare altrettanto? Considerando peraltro che nessuno, almeno qui dalle parti di NI, ti sta martirizzando. Una buona lettura natalizia è invece e appunto il libro di Clesis, per il tono high brow con cui racconta cose anche abominevoli.

  33. Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 10:09 | Permalink

    Premetto: il libro pubblicato da Pendragon non l’ho letto né credo che lo farò. Semplicemente perché mi sono venuti a noia libri-copia-emulazione di Melissa P. Se dovessi leggere tutti questi libelli di cento o poco più pagine starei fresco, e cieco o quasi, mi si passi la battuta. Discorso che comunque applico a Dan Brown e ai suoi emuli, che non sono pochi davvero. Ragazze interrotte, ragazze p*****e, ragazze lolite, ragazze intellettualoidi… ecc. ecc.: ce n’è per tutti i gusti, come a una triste fiera della “carne stampata”.

    Saludos

    g.

  34. giuseppe
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 10:30 | Permalink

    Buongiorno Mag! :-)
    La sua unicità risplende anche di primo mattino: una perla di ironia e di intelligenza per salutare il nuovo giorno, come ben sa chi vive (o vuole farlo) senza ignoscere nessuno.
    Come vede ho omesso il cognome per non urticare la sensibilità e il credo altrui, ma è proprio il mio, mi creda. La lascio, leggera, sicura e disinvolta tra tazzine di panna (metta lei l’aggettivo che ritiene opportuno), a discorrere di argomenti letterari, purtroppo fuori dalla portata di un umile falegname.
    Mi dica, però: come fa ha sapere che sono un devoto di san bakunin?
    Misteri della rete.
    Affetto e stima. :-)

    p.s.

    Una calorosa stretta di mano al mio omonimo (falegname anche lui?) delle h 10.09.

  35. giuseppe
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 10:35 | Permalink

    “Come fa ha sapere”: non è un refuso, anche se mi piacerebbe dirlo/pensarlo: scrivo proprio così. Mi sa che devo frequentare uno dei tanti corsi messi in piedi dai nostri valenti critici/scrittori: Mag, lei ne avrebbe qualcuno in particolare da consigliarmi?

  36. SubitodopoS.Silvestro
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 10:45 | Permalink

    Hai detto bene, Benedetto.
    Il corso potreste frequentarlo insieme.

  37. giuseppe
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 10:53 | Permalink

    Ai detto bene, subìtodopo, potessi agrecarti anca tu. Ce posto, ce posto (anca) per te.

  38. giovanni
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 11:53 | Permalink

    I Giuseppi che si stanno accapigliando a bassa voce su questioni di nojosa ortografia potrebbero magari contribuire al dibbbattito su Eros e Agàpe lanciato da Magda e oggetto della futura enciclica poco innanzi citata. Ogni contributo su una quaestio tanto vexata è bene accetto. Iannozzi non ha letto il pezzo che ha generato questo thread, oppure l’ha letto, ma ha deciso di partire lo stesso, lancia in resta e verga sguainata, contro il mefitico Dan Brown e l’orribile Melissa. Se ogni anno uscissero 10 Dan Browni e 20 Melisse, girerebbero un po’ più di soldi nel miserrimo ambientino dell’editoria italiana.

  39. giuseppe
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 12:16 | Permalink

    Io, vista la veste, posso parlare solo di “agàpe”. Cos’altro ci sarebbe mai da aggiungere a ciò che è già scritto? Scusate la gratuità della trascrizione (accenti compresi: la mia tastiera non ne ha altri):

    “O gàr pàs nòmos en enì lògo peplérotai: agapéseis tòn plesìon sou os seautòn. Kài eàn éko pàsan tèn pìstin òste òre metistànai, agàpen dè mè éko, outén èimi”.

    p.s.

    Tanto per mischiare un po’ di profano al sacro: “girerebbero un po’ più di soldi nel miserrimo ambientino etc etc”: per chi girerebbero, Giovanni?

    Un saluto. Vado a preparare il pranzo (molto frugale, esattamente come quello di ieri).

  40. Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 12:26 | Permalink

    Giovanni, ti riporto i dibattiti accesi dal post “l’amore di Joseph” pubblicato in rete questa primavera.
    L’ho scritto inizialmente su http://www.laretedeimovimenti.it nella rubrica nomadismi, spinta da un avversione verso il pastore tedesco che temevo come spada di damocle sull’evoluzione dell’umanità.
    Considera anche che sono ammiratrice e discepola del filone Giorello-Galiberti affine al relativismo.
    Ma spesso mi capita di sviluppare la sindrome di Stoccolma e trovare giustificazioni ai miei carnefici o sospetti dittatori.
    per questo ho maturato una forma affettiva verso Ratzinger, mossa dalla convinzione che filosofia e teologia, da sempre affini e contigue, possano produrre, se declinate in modo olistico, grandi e nuovi orizzonti di senso.
    Joseph è persona sottile e acuta, contrariamente alla sua apparenza teutonica, aperta alla discussione , al dialettico confronto, sopratutto intelligente.
    In questo confido, e nel suo grande potere ermeneutico nella esegesi biblica, in cui si identifica e si avvicina a qualsiasi altro interprete, artista, storico, letterato, intellettuale di qualsiasi epoca.
    ecco Ratzi, se ascolta questa sua predisposizione all’interpretazione attivata dal ruolo che lo vede come principale e piu’ potente politico vivente, puo’ dare grandi svolte alla storia, alla storia della cristianità e di conseguenza alla cultura d’occidente, la nostra cultura.
    spero anche nella sua inclinazione all’ecumenismo e alla capacità d’ascolto verso altre forme di religiosità piu’ o meno ortodosse, ma accomunate da un pregnante senso del sacro verso la vita.
    In questo senso la regola aurea di Confucio puo’ fungere da minimo comune denominatore.
    Mi sembrerebbe di chiedere ed osare troppo, ma se rivalutasse Colui che porta il suo stesso nome, Bento o Baruch De Espinoza, orchestrerebbe il piu’ alto grado di fusione tra laicismo, panteismo, ebraismo, cattolicesimo.
    In un colpo solo quasi tutto il sacro universale e umano, riunito sotto un unico simbolo di sacralità.
    ma sviluppero’ meglio adesso lasciatemi godere delle bollicine del Magnum Champagne.

    il dibattito è sintetizzato qui:

    http://www.bergamoblog.it/modules.php?mop=modload&name=Splatt_Forums&file=viewtopic&topic=543&forum=11

  41. Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 12:37 | Permalink

    Giuseppe, hai presente il film cult di comicità “il pesce di nome Wanda”?
    ecco, non parlami in greco perchè mi fà lo stesso effetto che faceva al tale quando gli si parlava in spagnolo, dopo essermi annusata le ascelle ovviamente.
    un corso di scrittura?
    io non faccio altro che mischiare in una sorta di minestrone emozionale, tutti i sentimenti che provo: curiosità, irriverenza, amore, eversività, compassione, dissacranza, sacralità, vitalità, in una desiderio feroce di cambiamento e catarticità.
    un po’ come Giovanna d’Arco che prima di scrivere aveva pure le visioni.
    quando scrissi su Calipari, per esempio, piangevo.
    per la presa di coscienza del grande enorme vero potere che hanno solo i servizi segreti, per il loro orientamento non del tutto allineato verso gli Usa, per la tenacia, la forza, la discrezionalità.

  42. indiano jones
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 13:09 | Permalink

    Le chiacchere da bar e l’autopromozione da un’altra parte per favore.
    Qui si fa cultura se non l’avete capito. CULTURA!

  43. barsport
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 13:33 | Permalink

    CULTURA ?
    finché si scrivono certe scempiaggini: “Se ogni anno uscissero 10 Dan Browni e 20 Melisse, girerebbero un po’ più di soldi nel miserrimo ambientino dell’editoria italiana “, la cultura è molto lontana… de gustibus non disputandum est…

  44. giovanni
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 14:09 | Permalink

    Barsport: girano o no pochi soldi nell’editoria italiana? E’ vero o no che il fatturato complessivo è ridicolo? Dan Brown e Melissa portano o no danaro nelle casse, incrementano i ricavi, portano o no ricchezza?
    Magda, non vedo la necessità di conciliare Ratzinger con Baruch Spinoza, salvo che il Papa non si sogna neppure di mettersi a paragone del grande ebreo.

  45. giuseppe
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 15:07 | Permalink

    Mag, perdonami, la prossima volta posterò direttamente in aramaico. :-)

    Non sono d’accordo con te, comunque, per quanto riguarda il mio omonimo tedesco, ma sottoscrivo quanto hai detto su Spinoza (grande scrittore, tra l’altro).
    A proposito del di “lui”, più che di predisposizione al dialogo e all’interpretazione, io parlerei di disposizione ontologica a pratiche inquisitorie. Felice di ricredermi, qualora si verificasse anche solo una di queste ipotesi: a) considerazione della donna non come puro oggetto decorativo, utile solo per pratiche di procreazione e di allevamento polli secondo dettami e rituali di secolare sudditanza al marito-padrone; apertura vera, non di facciata, alle problematiche relative all’omosessualità; riconoscimento della laicità dello stato e delle sue istanze democratiche, a partire dalla scuola, tanto per dire; abbandono delle pratiche farisaiche e di bassa manovalanza politico-economica legate a opusdei, compagniadelleopere, sanpatrignano e morattismi variamente assortiti; fine del finto celibato dei preti; apertura degli archivi vaticani in toto, tanto per fare un po’ di pulizia e di chiarezza sulle collusioni di ieri e di oggi col nazifascismo; abbandonare il carro del potere e dei potenti sul quale da duemila anni stanno comodamente seduti… Avrai sicuramente altro da aggiungere anche tu, credo.

  46. Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 16:35 | Permalink

    si Giusy, pero’ se si comincia con qualcosa di simile a lui, forse tra 50 anni o 100 ci potranno essere cambiamenti considerevoli.
    Mica puoi pretendere di ribaltare 2000 anni di dogmi in 5 minuti.
    A loro non importa nulla della omosessualità istituzionalizzata dei civili dal momento che loro la praticano ufficiosamente da millenni. che glie’ frega di sposarsi? sono già santificati dal voto divino per la sodomia.
    sulle donne…troppo potenti e pericolose sia per loro che per i Lions, I Rotary, i massoni insomma, mica siamo gerarchizzabili come qualsiasi strumento portatore di consensi: diamo Vita non voti.
    sul resto che dici sono posizioni politiche, quali la chiesa è chiamata a prendere.
    io sono spinoziana per una serie di motivi:
    è uomo di confine, ponte tra contraddizioni, coniutio oppositorum, marrano, esule, penisero autonomo originale autentico, testimone di sacrificio personale per la conoscenza e amore della verità.
    Già se Juseppe arrivasse a questo sarebbe un enormone passo indietro e avanti; pensa quante tracce inespolare la cultura occidentale ha trascurato, lo spinozismo è stato considerato per anni e a torto ateismo.

    Indiano se mi spieghi cos’è per te la cultura io poi ti spiego cos’è per me.

  47. Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 16:43 | Permalink

    correggo: diamo Vita & voti.

  48. emma
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 19:14 | Permalink

    Non so se il libro è un capolavoro.
    Il post in qualche modo lo è.
    Acuti e puntuti come punteruoli sono gli “alti” riferimenti, il richiamo al principio di autorità, la sottolineatura dei “patrocini”.
    Puntuto e puffesco di nostalgia è il “dalla parte delle bambine”; puffesca come Babbo Natale e sacrosanta come la Befana è la “ricerca del sacro”.
    E il connubio di femminismo + Ratzinger, così caro all’Anselma Ferrara, con la Mag potrebbe diventare la perfetta ciliegina sulla torta del thread.

  49. giovanni
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 19:28 | Permalink

    Sempre apprezzabile e apprezzata l’ironia tragica di sorella Emma. Sì, il post è un capolavoro nel suo genere, un esercizio di stile, un spottino fuori periodo di garanzia e buono per la II serata su canale tematico satellitare. Serve o no a questo il meraviglioso mondo della Blogosfera? Domanda non retorica.

  50. Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 19:29 | Permalink

    ho appena terminato di elogiare spinoza e il suo trattato teologico politico come testo imperdibile di riferimento e arriva giusto il commento abotivo
    1) non sono femminista
    2) se ratzi ha rivevuto la fallaci puo’ ricevere chiunque anche me
    3) mi sento come pasolini allontanato dalla chiesa per essere marxista e allontanato dai marxisti per avere girato il vangelo…..e guardato con stupore dalla chiesa per lo stesso motivo.
    che bigottismo tutto italiano.
    sopratutto mi sento come lui quando dice di non avere mai avuto rapporti con la borghesia ma che la borghesia ha avuto rapporti con lui attraverso incriminazioni, processi, pressioni.
    Stava solo dicendo che la borghesia corrompe la giustizia, una cosa da niente….
    Emma hai già fatto errori pregiudiziali nei miei confronti piu’ volte, ma sono evidentemente piu’ forti della capacità d’analisi.

  51. Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 19:35 | Permalink

    il mondo della blogsfera serve a molte cose, ha mantenuto sia la sua funzione iniziale istituzionale di controllo, sia una valenza anarchica che ha attivato una serie di conflitti tra potentati tutt’ora in corso.
    Non apprezzo lo sponsorizzare autori in termini di nepotismo o di interessi trasversali, perchè, dal momento che un attento osservatore matura capacità critica nei confronti di arti rappresentate, ha automaticamente la responsabilità di esercitare onestà intellettuale e quindi allontanare ogni forma di mercenariato editoriale.
    Questo secondo una personale visione ovviamente.
    ma pare che qui si dica piu’ per partito preso e trasversalità che per opinioni proprie.

  52. Quaglia
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 19:49 | Permalink

    mi ha un po’ offeso “l’alllora bellissima Binoche”. in Mary è stupenda, e sacra.

    un bel blog sul sacro è

    http://www.ubique.splinder.com

  53. giovanni
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 20:28 | Permalink

    Magda, se parlare di qualcosa significa di necessità sponsorizzarla (che verbo orribile, tra l’altro), e se la pubblicità è di necessità un male, allora forse siamo d’accordo, ma allora al bando ogni segnalazione di espressione artistica diversa dai calendari delle singole APT. Quaglia, Binoche di adesso non è bella come Binoche giovane. Poi tu puoi essere affezionato a lei più di altri, ma non si può, per amore della persona, negare una verità peraltro non disonorevole affatto. La sua bellezza di adesso è diversa da quella di un tempo e a me, per dire, piace meno.

  54. emma
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 21:30 | Permalink

    Giovanni, credo che il meraviglioso mondo della blogosfera possa essere edotto in vari modi.
    Lo spot è uno di questi. Ma lo si dica chiaramente, non c’è niente di male.
    È il piede in due staffe che dà fastidio. Da un lato si esalta (“dalla parte delle bambine”, “la ricerca del sacro”…), e intanto si dà prova della propria cultura, dall’altro si marca una distanza (la ragazza di Bari, il patrocinio di quello o di quell’altro, la sintassi periclitante…).
    Se posso scegliere, io preferisco lo spot dichiarato con annesso assaggio di scrittura, un po’ come succede all’iper, quando la gentile signorina ti fa assaggiare i pezzi di formaggio cantandone le lodi.

  55. emma
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 21:33 | Permalink

    Magda, in effetti le tue mirabolanti sintesi io le trovo troppo mirabolanti.
    I tuoi olismi per me sono troppo olistici.
    Preferisco le interpretazioni classiche.
    Per me Spinoza è ateo. Ratzinger no.

  56. giovanni
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 21:39 | Permalink

    Il piede in due staffe, sorella Emma, è soltanto coscienza che non tutto è perfettamente bianco, né tutto perfettamente nero. Hai letto tu di sicuro le recensioni che ricevette, a suo tempo, un libro come Le città invisibili di Calvino. Ricorderai che nomi ci si confrontarono e avrai di sicuro in mente che nessuno osò citarne passi. Non era uso al tempo, lo è diventato purtroppo oggi, in questi tempi pipèrni. Anche io mi ci sono adeguato (hai ben visto che c’è una frase del romanzo, piuttosto centrale nella narrazione, messa ben bene in corsivo). Non ho cantato le lodi del romanzo di Eva Clesis, non ho asserito da nessuna parte che sia un capolavoro - assai bizantina questa ansia capolavoristica dei nostri giorni, non trovi? Ne ho fatto un breve spot, concesso dalla cortesia dell’amico Franz, che qui torno a ringraziare.

  57. Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 21:51 | Permalink

    tra un gamberetto, un raviolo, e una faraona ripiena seguo il thread.
    divertente direi.
    Emma mi piacerebbe farti leggere il testo che ho citato, non tutto, solo in parte, per farti sentire la sacralità spinoziana.
    Tra Ratzi e Spinoza esistono moltissime cose in comune:l’amore per la teologia, la radice ebraica che Il marrano critica aspramente e ama per alcuni versi e che Joseph vive ancora come dogma. sono proprio questi nodi che possono collegare anche storicamente la sacralità laica alla sacralità cristiana.

  58. giuseppe
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 21:51 | Permalink

    Emma, in che cosa consiste la “classicità” di una interpretazione? dal fatto che sia la più seguita, universalmente accettata, aderente (o adeguata) alle regole di più o meno presunti canoni storiografici e ermeneutici? Non so: potresti cortesemente spiegare? Mi piacerebbe sapere, ad esempio, a quali modelli interpretativi di rifai per quanto riguarda il più volte citato Spinoza. Grazie.

  59. Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 21:56 | Permalink

    Giovanni scusa, avrei dei seri dubbi che una ragazza di 25 anni possa avere una visione composita della sessualità femminile, per il semplice motivo che è temporalmente impossibile sedimentare consapevolezza psicofisica in un lasso di tempo tanto breve, cioè poco piu’ di 10 anni di maturità follicolare e affettiva.
    puo’ giusto essere una diapositiva di giovane donna che cita un entusiasmo ancora in fieri.
    Dai Giovanni puoi aprirci ad orizzonti piu’ vasti…..

  60. emma
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 22:17 | Permalink

    @Giovanni
    Sul piede in due staffe: non mi riferisco al bianco e al nero, su cui potrei essere d’accordo. Ma a messaggi più sottili, e contrastanti.
    Non hai detto che il libro è un capolavoro, ma fai capire che è il caso di leggerlo, e fin qui non ci trovo niente di male.
    Poi però lanci dei segnali (sgradevoli) che portano a ridimensionare l’autrice (io li leggo così). Mi riferisco a “la ragazza di Bari”, al “patrocinio” dello scrittore esigente, alla “sintassi periclitante che rende complessa l’intelligenza del discorso”.
    Sugli assaggi di scrittura: non mi riferisco a una frase, ma a brani più consistenti, vale a dire a ciò che si può fare in un blog ed è più difficile fare su un giornale.

  61. emma
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 22:21 | Permalink

    Giuseppe, perché dovrei rispondere alla tua domanda?
    Non sono una specialista di Spinoza.
    Tu lo sei?
    Allora divulga. Divulga la tua mirabile scienza.
    Spiegami tu perché Spinoza non è ateo.

  62. emma
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 22:29 | Permalink

    Magda, fatico moltissimo a trovare la sacralità in un filosofo. Lo ammetto.

  63. giuseppe
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 22:48 | Permalink

    Cara Emma, se a una richiesta, così, tanto per discutere, preceduta dall’avverbio “cortesemente”, rispondi in modo acido (come precedentemente a Magda), vuol dire che non hai ancora digerito il pranzo di natale (voglio sperarlo) o hai in mente una discussione basata sul sentito dire e sui luoghi comuni, anche critici. Io non ho nessuna scienza mirabile da divulgare, quella la lascio a coloro che parlano e sproloquiano di libri che non hanno mai letto o di cui hanno letto asettici resoconti nei manuali o nei bignami per l’esame di maturità. L’interpretazione di Magda, qualora ancora ti interessasse, opera qualche forzatura, tipica di chi iscrive un qualsiasi testo all’interno delle sue coordinate culturali, delle sue letture, dei suoi valori di riferimento. E’ naturale che sia così, ed io l’apprezzo: se non altro apprezzo l’onestà intellettuale di chi argomenta, critica, esprime giudizi su qualcosa che conosce in modo diretto. Il suo tentativo di identificare in Spinoza uno dei padri del moderno concetto laico di “sacro”, fondatore di una religiosità tollerante in quanto subordinata ai dettami della ragione, è comunque coerente e sottoscrivibile da qualsiasi lettore attento di Spinoza. Se questo poi è ateismo, vi si avvicina o non lo è affatto, è una questione altra, che richiede (anche) altri strumenti di indagine. Quello che lei pensa del “pastore tedesco” e del perché lo avvicini all’ebreo olandese (basterebbe ricordare l’avversione, non priva di qualche spargimento di sangue, tra sefarditi e askenaziti nel corso dei secoli), è un problema suo, rientra in quel sincretismo in cui crede e che merita rispetto (il mio ce l’ha) come qualsiasi altra posizione di diverso segno. Lei, almeno, la sua, cerca di fondarla criticamente, sui testi.

    Ciao. :-)

  64. emma
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 23:15 | Permalink

    Giuseppe, la tua richiesta non era cortese, era provocatoria, e tu – da così fine ermeneuta quale ti presenti – lo sai molto bene.
    Sul resto sorvolo, visto che non mi hai risposto e che hai bisogno di “altri strumenti di indagine”.

  65. Quaglia
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 23:17 | Permalink

    Non è che voglio insistere, ma se della bellezza di Mary-Binoche si giudica come dal bar al passaggio di una ragazza, allora il sacro di cui si parlava due righe sopra era tutt’al più un osso.

  66. giuseppe
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 23:49 | Permalink

    Nell’augurarti la buona notte, cara Emma, permettimi di consigliarti un antico rimedio di mia nonna (contadina, e, come tale, naturaliter ermeneuta: ecco perché ti sono apparso tale: buon sangue non mente). Dunque, metti un pentolino sul fornello e porta ad ebollizione un litro d’acqua; mentre il fuoco fa il lavoro richiesto, lava bene un limone, dividilo in due e, senza togliere la buccia, tagliane alcune fette diametralmente; spegni il gas (mi raccomando!) e immergi il limone precedentemente preparato nell’acqua bollente; lascia in infusione quattro o cinque minuti e non appena la bevanda (calda, non lasciarla intiepidire troppo, mi raccomando) è bevibile, mandane giù un paio di bicchieri. Ti assicuro che, nel giro di un’ora, ti sentirai più leggera e rilassata. La ricetta va bene, anzi benissimo, anche per sbronze a base di superalcolici: io l’ho appena bevuta.

  67. giuseppe
    Pubblicato 26 Dicembre 2005 alle 23:59 | Permalink

    Dimenticavo di dire, e questo vale per chiunque voglia provare la ricetta (non si sa mai, con San Silvestro alle porte) che l’intruglio è un efficace rimedio contro l’acidità di stomaco e la sbronza, ma, soprattutto, ha il potere di predisporre lo spirito alla ricerca di altri strumenti di indagine. La usa anche Lui, a quanto mi dicono.
    ‘Notte.

  68. barsport
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 02:09 | Permalink

    @ Giuseppe:
    mi sembra che ad acidità di stomaco, lei sia messo benissimo… scambiare poi un po’ d’ironia per acidità è oltremodo disdicevole, non è cristiano.

    @ Giovanni:
    mi sembrava lei facesse il critico non il marketing- manager, ma forse mi sono sbagliato, chiedo venia. :-/

  69. giovanni
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 07:41 | Permalink

    Barsport, nessun problema ed è vero che Lei si è sbagliato. Ho finito ora un MBA in marketing della cultura giù in Luiss e, specie qui sul web, cerco di metterlo a frutto. Sorella Emma, certo che ridimensiono l’autrice. Non ha scritto né Peter Pan né Lolita né Faust né altro del genere. Un buon libro, che forse è anche ottimo, ma privo di mende non è: ora ne scriverà un secondo e vedremo. Avresti preferito un pontificale in stile Magazine del Corriere? Dolente, non ne sono capace. Magda, la visione composita della sessualità femminile io non l’ho nominata da nessuna parte. Perché la vuoi da Eva Clesis?

  70. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 09:42 | Permalink

    perchè una che si lancia in una descrizione tale dovrebbe almeno sapere dov’è il punto G, almeno il suo, avere provato un orgasmo multiplo o telecinetico, avere parlato con le donne orientali e farsi spiegare bene da loro tutte le influenze psicofisiologiche della padronanza uterina.

    sono una donna protestante:Lutero è mio e lo gestisco io.

    Giovanni scherzo eh!

    Giuseppe come mi conosci cosi bene? sei stato un mio analista e/o fidanzato e/o un mio bodygard o tutti e tre insieme?

  71. giuseppe
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 09:59 | Permalink

    Mag, mag…ari fossi stato il tuo fidanzato (anche il tuo gard body non sarebbe male): purtroppo, niente di tutto questo: sono solo un ermeneuta (che, a ben pensarci, potrebbe anche essere il titolo di un romanzo o, in subordine, quello di una canzone per il prossimo festivaldisanremo: l’effetto, visti i tempi, dovrebbe essere più o meno lo stesso). Comunque, se hai bisogno, ti basta una telefonata oltretevere…

    @ barsport (l’angolo del fuori orario, per caso?)

    Bar, dall’alto del tuo banco stavolta hai visto male, è proprio difficile che io abbia acidità di stomaco: l’ordine monastico a cui appartengo, infatti, vieta tassativamente ogni forma di crapula e abundantia di libagioni. Tutto il resto è concesso, però.

    Dici bene (benedetto anche te!) sull’ironia, spesso e volentieri sintomo di una malattia sempre più rara: l’intelligenza, lo spirito, l’arguzia intellettuale. Si dà il caso, a quanto mi risulta, che essa non sia unidirezionale, nel senso che chi la pratica deve anche disporsi, con un :-) a riceverla. Ti pare?
    A proposito, perché non sperimenti la mia tisana nel tuo locale?

  72. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 10:04 | Permalink

    Ragazzi che interessanti le discussioni natalizie su NI!
    Un po’ di vita!

  73. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 10:10 | Permalink

    argonauti-ermeneuti-astronauti…..

  74. giuseppe
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 10:24 | Permalink

    Auguri, Lello, tu sì che sei un vero intenditore!
    Un abbraccio.

  75. giuseppe
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 10:29 | Permalink

    Mag, permettimi di aggiungere una categoria: orgonauti. Pensa: una discussione sull’asse Freud-Jung-Reich è quasi meglio della mia tisana: farebbe digerire anche un bisonte con turbe alimentari.

  76. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 10:39 | Permalink

    il problema non è il numero dei commenti e neppure gli ot, come molti vorrebbero farci credere :-) il problema semmai è il contenuto dei commenti che sembrano spesso essere scritti sotto effetti etilici :-).

    La recensione di giovanni e piacevole e scritta bene, come il solito , il libro non lo so, ma sarei portata a fidarmi, soprattutto perchè non ci rompe le scatole dicendoci che è un capolavoro;-).
    Ho visto che in rete ne parlano quasi tutti benissimo e non credo siano tutti ex fidanzati/e della clesis.
    Anzi qualcuno avanza anche seri dubbi che esista veramente questa venticinquenne, e qualcuno dice che addirittura trattasi di anziano operatore culturale (ma Giovanni che è stato il fidanzato qui ci potrebbe rassicurare).

    Non sono daccordo che dovrebbero nascere più melisse p, perchè una basta e avanza, è carino che ci sia, ma se fossero in eccesso non servirebbe più a niente e magari nascerebbe in rete una agguerrita consorteria del Genere melissa P che ci ricatterebbe notte e dì e ci romperebbe i cosidetti attributi perchè si diventi suoi lettori-adepti infaticabili

    Magda dice che a venticinque anni non si può parlare/scrivere di sesso perchè lo si conosce da troppo poco?
    boh, o questa dove l’ha presa?
    Scrivere, da che mondo è mondo, non vuol dire mettere su un consultorio o uno studio di psicanalisi sessuale. :-), come non vuol dire mettere su uno studio di ragioneria o qualche scuola di scrittura, se dio vuole.
    Una cosa poi è fare sesso (più o meno bene) e una parlarne o scriverne;-).
    Anzi forse (ma non è una regola) quando qualcuno lo fa benissimo, compiutamente, con tutti i crismi della “maturità” sessuale (che non ho idea cosa voglia dire) ecc. forse non ha più nè tempo, nè voglia di parlarne e scriverne e allora addio belle storie. Le storie d’amore e di sesso più belle, salvo eccezioni, di solito sono di scrittori giovanissimi.
    Dice il troll angelini che lui non legge le recensioni delle fidanzate di giovanni. A parte che la cosa non frega nulla a nessuo, ma … perchè, non si possono recensire fidanzati e fidanzate, o addirittura ex?
    Una cosa sarebbe far vincere un appalto, un concorso, una cattedra universitaria (che è bene pubblico) ad una fidanzata (e qui saremmo in un Gigantesco Conflitto di Interessi), ma recensire … dio bonino!! e ci mancherebbe pure quella ora.
    Si può leccare il culo al branco tutto il dì per esere accettati e recensiti e segnalati e poi si giudica chi recensisce una eventuale ex fidanzata/o bravissima/o?
    Boh non c’è proprio più religione;-)
    Quindi Ted Hughes non avrebbe mai dovuto recensire Silvia Plath?
    E Leonard Woolf non avrebbe mai dovuto scrivere una riga su Virginia? Moravia non avrebbe mai dovuto recensire Elsa Morante, e Leone Ginzburg non avrebbe mai dovuto far pubblicare alla giovanissima Natalia Levi il primo racconto su “Solaria” ecc. ecc.?
    Ma …. diamo i numeri?
    Ad ogni modo a chi interessasse qui ci sono alcune pagine del libro. Non so se Eva esista veramente (e non mi interessa) ma la scrittura sembra apparire giovanile e piacevole … poi tutto può essere e non ha alcuna importanza in letteratura;-).
    Solo una appunto a giovanni, non capisco come lui possa trovare bellissimo un decasillabo :-))))) ma … capisco anche che sesso e sacro, metrica a parte, su un cristiano facciano sempre colpo e che quindi che anche un decasillabo manzonano possa servire alla bisogna;-)
    geo

  77. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 10:39 | Permalink

    Reich mi inquieta, mi ha sempre inquietato.
    Sopratutto quando 3 anni fà mi recai ad un corso per webeditor tenutosi in una meravigliosa tenuta di Senago di antica propietà dei Borromeo.
    Villa Borromeo appunto.
    Il corso era tenuto da un’associazione culturale, credo Spirali di Milano, di proprietà, seppi poi, di ARMANDO VERDIGLIONE.
    Alla fine del corso, che è consistito in mesi di banchetti nuziali con alcune nozioni didattiche inerenti al tema, ho conosciuto il noto plagiatore di anziane benestanti, che credo sia seguace di Raich.
    Un vivente cosi unto e viscido non penso sia etologicamente catalogato.
    Pensa trovarselo in qualche messa nera liberatoria per lui e imprigionante per gli altri.

  78. giuseppe
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 10:49 | Permalink

    Mag, tu devi avere un coraggio eccezionale (stavo per dire della madonna): trovarsi faccia a faccia col vermiglione è un’esperienza talmente traumatica da far passare la voglia di scrivere romanzi. Anche alla Clesis.

  79. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 10:55 | Permalink

    sembra Emilio Fede pero’ piu’ viscido.
    poi la villa venne messa sotto sequestro perchè sottratta abusivamente dal “mago”.
    Vai a sapere cosa combinavano alla sera questi qui dopo i corsi….tutti molto strani, sguardi mai diretti, difficoltà di parola, corsi tenuti da psichiatri, na specie di clan ….
    io dopo un po’ ho cominciato con provocazioni stile Benigni e a sfottere boicottando praticamente tutto il corso.
    Ci siamo divertiti pero’…tutt’ora siamo rimasti amici con i ragazzi-e del corso. I docenti invece se m’incontrassero mi fucilerebbero temo.

  80. giovanni
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 11:23 | Permalink

    Georgia, intanto buon S.Natale e ottimo Benedetto 16 a te. Dove hai letto che sono stato fidanzato a Eva Clesis? Ma so che stavi scherzando. In ogni caso, lei esiste: lo so perché me l’hanno detto amici che la conoscono e nei quali ho piena fiducia, al punto che a volte li ho addirittura recensiti. Quaglia, amigo y compadre: NI è fra le meglio hostarie del circondario. Come pretendi che vi si parli, se non à la mode des montagnards, anche della tua sacrosantissima Binoche? E peraltro: la Charlotte Gainsbourg, la vogliamo buttar via?
    In quanto a Lello, una preghiera che è un impegno concreto: fàcce ride.

  81. giuseppe
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 11:24 | Permalink

    Trattasi di uno dei rappresentanti più eminenti (?) di quell’esercito di clowns, nani e ballerine che faceva da corona al trono del benito psì psì al tempo della milanodabere. Hai corso un bel rischio, Mag: potevi finire come tanti arazzi, scrittorucoli di quart’ordine che affrescavano le pareti del nuovo rinascimento (?!?) italiano. Ti rendi conto? E oggi non saresti qui, a parlare con un povero alcolizzato.

  82. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 11:45 | Permalink

    buon benedetto 16, scusami, te lo rimando al mittente ;-), per il resto ti faccio anch’io gli auguri con un certo ritardo (lo ammetto).
    Angelini ha affermato (e sembrava senza ironia) che fosse una tua ex fidanzata (penso scherzasse ma siccome lui è privo del vero senso dell’umorismo non si capisce mai bene cosa intenda dire:-).
    Più che non crederlo, non mi interessava molto però … mi è piaciuto agganciarmici per dire alcune cose che volevo dire.
    Sai perchè detesto B16, che sembra un bombardiere, (oltre al fatto non secodario che fa parte della famigerata banda della B: bush, berlusconi, bossi, blair, buttiglione, bin-laden, bolkestein, bondi, ecc. ecc compreso bertinotti che giocò a far cadere il passato governo, e il noiosissimo bifo che non scrive neppure più bene)?
    Lo detesto perchè al posto lasciato vacante da lui stesso ha messo un banalissimo americano tutto tonto e banale invece del suo geniale amico bruno forte (ma ricordo di aver già ipotizzato il motivo per cui lo ha fatto):
    In passato (quando non era della banda B) ratzinger non ha avuto paura di essere intelligente, ma … ora … mio dio, pure un papa conformista marziale ci dovevamo ritrovare tra i piedi?
    Dio, più che esssere morto, al momento proprio non ci ama.
    geo

  83. emma
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 11:59 | Permalink

    “Spinoza, fondatore di una religiosità tollerante in quanto subordinata ai dettami della ragione”
    Una *religiosità* subordinata ai dettami della ragione è da brevettare.

    “Quello che lei pensa del “pastore tedesco” e del perché lo avvicini all’ebreo olandese è un problema suo.”
    Non ci piove. È un problema suo.

    Giuseppe, dopo le tue ultime esternazioni propongo di togliere qualche punto dalla tua patente di tedicente ermeneuta.

  84. emma
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 12:01 | Permalink

    “Sorella Emma, certo che ridimensiono l’autrice. Non ha scritto né Peter Pan né Lolita né Faust né altro del genere. Un buon libro, che forse è anche ottimo, ma privo di mende non è: ora ne scriverà un secondo e vedremo. Avresti preferito un pontificale in stile Magazine del Corriere?”

    Giovanni, se un romanzo merita una stroncatura non vedo perché non debba essere stroncato.
    Il fatto è che nel tuo post io avverto un (sottile) tentativo di ridimensionare la persona, non solo l’autrice del romanzo.
    E soprattutto ci trovo tracce del modello “critico colto, simpatico, un po’ snob*.

  85. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 12:21 | Permalink

    ho telefonato a Ratzi e ha un messaggio per Voi:
    ” Stvaseva andando a caza tvovevete voztzi pampini.
    Date un pugno a Votzi pampini e dite: qvezta è cavezza di papa Vazzingeerr!”

  86. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 12:30 | Permalink

    Giovanni guarda che dopo il 30esimo commento è sostegno e marketing, quindi sappi che ci devi almeno un caffè a tutti noi commentatori.
    quello che ti deve invece Eva, vedrà lei.

    l’alcool, se assunto moderatamente, fluidifica le sinapsi e velocizza i neurotrasmettitori, ergo si è piu’ intelligenti.

    l’unico inconveniente è di non essere troppo intelligenti, se no capisci cose che non dovresti capire e poi gli inquirenti ti accusano di essere un frocio, un alcolizzato, un drogato, un folle, insomma uno che dovrebbe avere credito.come hanno fatto con pasolini.

  87. giuseppe
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 12:34 | Permalink

    Bentornata, Emma, ti sento in forma. Sei uscita a fare compere? Hai preso, per caso, anche qualche etto del Tractatus spinoziano? Vedi, cara, devi proprio cucinarlo per bene, a fuoco lento, se no ti si risolve in una paccottiglia immangiabile. Se vuoi, puoi accompagnarlo, con qualche spruzzata di Bloch d’annata, quello che scriveva di ateismo nel cristianesimo. Sono sicuro che stavolta non farai indigestione. :-)

    Quanto ai punti sulla patente del te-dicente, non è il caso: sei tu che me l’hai affibbiata. O forse alludi alla “patente” di mia nonna? Beh, in quel caso, per toglierle dei punti, dovresti andare molto lontano, e, soprattutto, comprare ben altri prodotti quando vai al mercato.

    I care. :-)

  88. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 12:37 | Permalink

    cioè fammi capire mag … tu bevi per essere più intelligente (e lo capisco, tra l’latro un ottimo vino piace molto anche a me, anche se non di primo mattino) però poi tu continui a bere per non esserlo troppo e non capire troppo e … tranquilla, posso assicurarti che (vista da dietro il monitor) ci riesci benissimo ;-)
    geo

  89. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 13:06 | Permalink

    no, io non bevo, lo dicevo per giuseppe che si autoaccusa di alcolismo.

  90. emma
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 13:08 | Permalink

    Caro Giuseppe, la cosa più “poetica” è che ho capito chi sei.
    Che dirti? Forse che il limone della nonna per te non basta?

  91. giuseppe
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 14:24 | Permalink

    @ Emma

    Proprio perché mi hai scoperto (?!?), lascia che ti dedichi con affetto questi miei versi, fanno parte di un poema a cui sto lavorando da un po’ di tempo: spero che ti piacciano e che tu voglia accettarli.

    Sic unum quicquid paulatim protraihit aetas/in medium ratioque in luminis erigit oras.

    Tuo giuseppe benedetto. :-)

  92. gabriella fuschini
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 14:36 | Permalink

    @ Magda, Giovanni, Giuseppe:

    Mi date l’indirizzo del vostro pusher natalizio? Wow, avete anche le allucinazioni o il trip rimane leggero ma persistente? Tornare dopo due giorni su NI e leggervi ha un effetto quasi sbirillante! :-)
    Mag, Verdiglione è Lacaniano non Reichiano.

    @ Emma:
    è abbastanza chiaro chi sia Giuseppe…forse dovrebbe fare il bagno nel limone, forse.

  93. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 15:08 | Permalink

    a me piu’ che altro sembrava Stronzo…non so di che matrice.

    io per le festività ho assunto sostanze stupefattive di questa natura:
    cansosei alla bergamasca, tortellini in brodo, ravioli di zucca, malfatti al sugo di lepre, pate’ di qualche sevaggina non meglio identificata, gamberetti, gamberoni, branzini, torta pasqualina ( a Natale? non ci sono piu’ le stagioni) torrnone, gianduiotti, biscotti di pasta di mandorla, faraona, anatra, e regalie varie.

  94. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 15:19 | Permalink

    In che senso Giovanni? Ti devo raccontare una barzelletta?
    lv

  95. giovanni
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 15:32 | Permalink

    Verdiglione è figlio di uno che si chiamava Buonadonnna, mi sa. Conobbi gente che lo frequentava assiduamente, negli anni d’oro del nòss Milàn. D’altro canto, per Spirali ha scritto gente tanto diversa come i fratelli Deaglio, Jean d’Ormesson e Giuliano Gramigna. Sorella Emma, il pezzo pubblicato dall’ottimo Franz tutto è fuor che una recensione e/o un’analisi testuale: già s’è detto, ma vale ripeterlo. In questo senso, non vuole sminuire né ingigantire la giovane scrittrice, ma presentare in forma di réclame il suo romanzo d’esordio, i cui punti di merito superano senz’altro le naturali e ben evidenti mende. Io, per me, non sono simpatico per niente. Ah, Mag: Eva non mi deve dar niente. Non che io sappia, almeno.

  96. emma
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 16:22 | Permalink

    Gabriella, però il bagno nel limone.
    Tipo spiedini.
    O per digerirsi meglio.

  97. emma
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 16:25 | Permalink

    Giovanni, facciamo *simpatico* e che non se ne parli più :-)

  98. giuseppe
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 16:26 | Permalink

    Mag, visto e considerato che potevo essere il/un tuo fidanzato (e ti assicuro che avrei assolto bene tutti i doveri connessi alla funzione), mi inviteresti a colazione/pranzo/cena per il prossimo natale? Visto l’elenco di prelibatezze, potrei anche sciogliere il voto. Poi, senza andare troppo oltre, per carità, si potrebbe fare il bagno nel limone della nonna. In momenti distinti, sia chiaro: magari tu vai a fare compere e io mi immergo nella vasca; tu ti immergi nella vasca e io, in salotto, leggo il romanzo della Clesis. Non chiedermi un contributo spese, però: ho già dato tutti gli averi al mio pusher di fiducia.

  99. giovanni
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 16:32 | Permalink

    Emma, sono antipatico, lo vuoi capire o no? Altrimenti, chiedi in giro, anche qui su NI, dove peraltro mi si conosce poco (ma abbastanza per darti risposta). Mons. Giuseppe, Vi invito alla continenza di Voi stesso medesimo. Nella vasca da bagno, legga ben sì il romanzo di Eva Clesis, ma lo alterni alla meditazione sulla IV strofe del Te Deum - sa bene, confratello in iniSpirito, che è l’orazione di questo giorno di Festa - e al canto dell’Adoro te devote. Ho fede in Voi.

  100. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 16:41 | Permalink

    Devo dire che in quel fantomatico corso ho imparato delle cose.
    avrei dovuto imparare il php e html ma erano le cose meno interessanti.
    -ho conosciuto i meccanismi prodotti dagli intrecci di potere meneghino e i vantaggi che ne conseguono, ti assicuro che la Villa Borroneo a Senago è una piccola Versailles della Brianza.praticamente ho banchettato per 3 mesi quotidianamente a spalle della regione Lombradia.
    -conosciuto fotografe di riviste note che mi hanno fatto capire che insomma, per collaborare con quelle riviste avrei dovuto essere “carina” con le cape-redattrici, come hanno fatto loro del resto.
    (seguirono descrizioni dettagliate delle prestazioni di questa ragazza mooolto carina alle suddette e le performances delle suddette alla ragazza, la quale sostiene di non avere provato nulla di simile con il suo fidanzato tradizionale).Non nego che mi è venuto qualche moto di curiosità esperienziale.
    -Poi, una psichiatra allacciava dal punto di vista linguistico, interessantissime connessioni tra forme sintattiche come la metafora, la metonimia, con forme di patologie mentali come la psicosi, la nevrosi etc etc…per la serie dimmi come scrivi e ti diro’ di che follia soffri,questo è stato l’aspetto piu’ interessante dal punto di vista formativo.
    -C’è tantissima gente, la maggioranza, che per un posto al sole darebbe cio’ che ha di piu’ caro in pasto a chiunque.

  101. gb
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 16:49 | Permalink

    @ S. E. giovanni

    Cercherò di meritare la Sua fiducia e il Suo perdono, iniziando a ripristinare il rito armeno in tutte le pratiche quotidiane. Ma le assicuro che ero già contrito di mio, di me con memedesimostesso: in questo momento, in religioso silenzio, sto ascoltando Bach e leggendo pagine meravigliose del De Rerum Natura. Me lo concede?

  102. gb
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 16:56 | Permalink

    @ S.E. giovanni

    Non Si preoccupi, sono sempre io, ma, su consiglio di un confratello ho deciso di siglarmi, visto che nome e cognome (veri, purtroppo) non sono ben accetti. Le va bene così?

  103. giovanni
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 16:57 | Permalink

    Venerato confratello, ma che cosa mi tira fuori, a mezzo pomeriggio, e giusto all’ora del the? Il De Rerum è lettura pagana! Ritorni piuttosto alle ricchissime omelie di Massimo il Confessore, lettura che un tempo - Voi lo ricordate, il so - delibavamo l’un davanti e l’altro dietro, come frati minor vanno per via. La Vostra natura umana sta assumendo un prepotere non accettabile sul Vostro genuino e innato istinto spirituale. Tornate alla Parola, sempre senza abbandonare, ancora e sempre iniSpirito, il romanzo di Eva Clesis. Vi scongiuro, fàtelo ora!

  104. gb
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 17:03 | Permalink

    Lei ha ragione, come sempre. Ubbidisco.
    Perinde ac cadaver.

    p.s.

    Delibavamo, è vero. Però, se ricorda bene, io mi tenea semper ai margini de l’itinere, non peroché disdegnassi la fila indigena, ma…non si sa mai…

  105. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 17:17 | Permalink

    Giuseppe, da esagerata visionaria pasonaria, benchè io abbia una splendida vasca da bagno tondeggiante lasciata in eredita dal Papà Camillo, dandy wildiano impenitente, la inviterei insieme a tutti gli indiani di buon spirito e cultura(gioco) nelle seguenti testate località a trascorrere le imminenti festività:
    http://www.therme-vals.ch/extapp/badshop/index.php?language=it questo è un luogo in cui recandomi ho avuto una specie di crisi mistica preceduta da ore di silenzio. E’ stato l’unico espediente efficace per farmi tacere.
    Si tratta in realtà di un esperienza che abbraccia notevoli e molteplici aspetti, rituali, mitici, ancestrali, architettonici, esotici.
    un luogo magico per me, per alcuni “sinistro”.
    L’architetto Zumthor è senz’altro persona geniale che con questo incantevole luogo vuole iniziare il visitatore a qualcosa di mai provato, mai udito, mai visto.

    oppure per spiriti piu’ semplici e normali
    http://www.scuol.ch/sites/i/ molto bene anche per famiglie e gruppi vacanze. belli i bagni all’aperto immersi nell’acqua calda mentre nevica.
    Qui ho visto una bambina con la madre immergersi completamente nude nel mese di gennaio nella piscina ghiacciata posta all’aperto.ovviamente poi le ho imitate. non mi è venuto nemmeno l’ictus ma sono rimasta un po’ rigidina e frigidina per alcuni giorni tipo una trota congelata.
    ah! c’è la zona naturisti mista, percio’ dato che gli svizzeri se ne fregano dell’estetica, lasciate ogni speranza voi che entrate con l’idea di vedere Miss universo nuda;piu’ probabile vedere anziani e anziane, obesi, coppie gay totalmente depilati pircingati e tatuati, e perfino un direttore d’orchestra che completamente nudo, mima e canta in un’ipotetica performance musicale sotto il getto ghiacciato della doccia scozzese.

    invece per mete piu’ vicine e poco scomodanti
    http://www.villadeicedri.it/ dove si fanno bagni anche notturni, non male sopratutto per il vasto parco secolare

  106. emma
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 17:30 | Permalink

    Giovanni, *simpatico* non è simpatico.

  107. giovanni
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 17:32 | Permalink

    Emma, sorella, gli asterischi non stanno in nessuna grammatica o morfologia della lingua italiana; non comunque nell’accezione in cui mi pare tu pretenda di usarli. Venerato confratello Giuseppe, non apprezziamo il vostro senso dell’umorismo. Male si confà esso al Vostro mandato pastorale. Ci duole saperVi tanto lontani dall’Insegnamento, sappiatelo.

  108. Ministero delle attività produttive-Ufficio Brevetti
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 17:45 | Permalink

    Portiamo a conoscenza delle ssvv che, essendo che questo Ufficio brevettò a suo tempo vari modelli Fiat tra cui la Seicento Multipla, si tiene a precisare che non avrebbe nessuna difficoltà nell’accogliere un’eventuale domanda di brevetto per la citata formulazione “Una *religiosità* subordinata ai dettami della ragione”. Declinando ogni respnsabilità per eventuali difficoltà che il titolare del brevetto potrebbe incontrare nel collocamento sul mercato.
    Tanto si doveva per conoscenza.
    Cordiali saluti.
    dott. Celacanth

  109. emma
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 17:55 | Permalink

    Infatti è la maldestra grammatica & morfologia della rete, Giovanni.
    Qualcosa di non coincidente con le virgolette.
    Un tentativo di avvicinarsi al parlato, credo.
    Ne so poco, ma è una cosa che mi incuriosisce.
    Noto comunque che gli *…* piacciono assai al maestro di retorica Mozzi.

  110. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 17:59 | Permalink

    uuhuhuhhuuhuhu…..ahhahahah….sono incontinente…non fatemi ridere troppo.
    cmq il brevetto è già stato studiato secoli fa e diffuso ovunque.
    è il panteismo universale in senso globale.
    ma anche il comunismo scientifico in senso locale.

  111. emma
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 18:08 | Permalink

    Vuoi dire che ha poco a che fare con Ratzinger, Magda?

  112. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 18:21 | Permalink

    questa è questione molto piu’ delicata.
    puo’ avere a che fare se allarghiamo gli orizzonti e li riconduciamo ad un punto zero, laddove ogni etnia, cultura, interpretazione del sacro possono incontrarsi.
    Siccome Spinoza, tra tutti i pensatori che, nella sua epoca non potevano che essere impregnati dal divino benchè razionali, compie una disamina spietata della fonte principale della nostra cristianità, ovvero l’ebraismo.
    leggendo questo, si possono comprendere dei vizi interpretativi del cattolicesimo odierno e quindi operare degli aggiustamenti di rotta utili innanzitutto per la consapevolezza del nostro credere, per capire che la religiosità è questione antropologica e non dogmatica, che il sacro esiste la dove esiste la vita e qualcuno che ne è consapevole.
    E’ il nostro osservare e percepire il mistero che sacralizza la vita, non certo Dio, nostra invenzione per altro.
    Sono scontri epocali che non hanno nessuna ragione d’esistere se si riconducono ad uno stato di natura neologico, neoculturale.
    mithos e logos si fondono nella notte dei tempi e perchè mai dovremmo assumere come scontato il loro dividersi e diramarsi in rivoli di potere temporale quando il potere spirituale è di esclusiva proprietà individuale e tale dovrebbe rimanere?
    il sacro è la sola vera nostra intimità.
    anatemi a chi la viola.

  113. emma
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 18:21 | Permalink

    Egregio dott. Celacanth,
    il Vaticano ce l’ha, un Ufficio Brevetti?

  114. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 18:31 | Permalink

    @Emma le *…* di solito vengono usate (o venivano usate inizialmente) per indicare il corsivo in posti dove non è possibile formattare, come ad esempio in molte liste di discussione dove, per evitare virus, arriva solo testo (sia come e-mail che in archivio), credo non a caso che nei commenti di vibrisse non sia permessa la formattazione.
    Poi uno, naturalmente, le usa come vuole, ma sicuramente (se uno non lo dice espressemente) non sostituiscono le virgolette che è sempre possibile farle.
    geo
    P.S
    Giovanni è, almeno in rete, sicuramente simpatico anche se lui fa di tutto per non esserlo, ma con poco successo;-)
    E’ intelligente, colto, curioso, anche aggressivo, se volete, ma sempre senza rancori, nè rivendicazioni, nè permalosità. Sarebbe anche generoso, ma, siccome il tempo è denaro, lui ha poco tempo e va spedito e conciso, però .. va bene così e soprattutto ha una dote enorme, impagabile e sempre più rara: NON è stupido.
    E’ un po’ gesuita, qualche volta, questo sì, ma … da quando i gesuiti sarebbero antipatici?

  115. emma
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 18:42 | Permalink

    Sì, gli *…* sono partiti come equivalente del corsivo, ma mi sembra stiano assumendo altri significati, più complessi.

  116. Ministero delle attività produttive-Ufficio Brevetti
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 19:00 | Permalink

    Spett.le sig.na Emma,

    questo Ufficio non è a conoscenza di un analogo Ufficio Brevetti in Città del Vaticano, ma supponiamo che lì non ce ne sia bisogno.
    In effetti la figura del Santo Padre nelle sue ripetute incarnazioni, sino all’attuale, da Voi argutamente definita “il Pastore Tedesco”, possiede le seguenti prerogative: designazione di santi, affermazione di qualsiasi cosa senza possibilità di contraddizione, collegamento diretto con Entità super-umane, eccetera.
    Chi potrebbe dunque minacciare le Sue invenzioni?
    Però questo ufficio ribadisce la disponibilità a concedere, se richiesto, il brevetto di coesistenza FEDE-RAGIONE, del quale non può sfuggirci, non solo l’assoluta novità, ma anche l’estrema importanza ai fine di far tenere tutto ciò che attualmente non si tiene.
    Con tutto il rispetto per la sig.ra Magda e l’ill.mo sig. Spinoza, si inviano cordiali saluti.

    Dott. Celacanth

  117. Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 19:22 | Permalink

    scusami emma, se insisto, ma la cosa la trovo molto interessante :-)
    Tu hai scritto riguardo agli asterischi:

    “Un tentativo di avvicinarsi al parlato, credo.
    [...]
    “Noto comunque che gli *…* piacciono assai al maestro di retorica Mozzi”

    Ricordi forse dove e come le ha usate in maniera particolare (io non ci ho mai fatto caso)) mi piacerebbe per capire meglio.

    dato per scontato l’uso più frequente che ne viene fatto : cioè il corsivo che però poi si è allargato anche al sottolineto e al grassetto, ma sempre con finalità rafforzativa (che volendo potrebbe anche essere considerato voler dare una specie di tono della voce allo scritto), mentre le virgolette, almeno a primo colpo, mi sembra abbiano un significato diminuitivo della parola (o no?).
    A me sembra, ma dimmi se sbaglio, che tu mettendo tra asterischi la parola *simpatico* volessi fare come una sostituzione verbale dell’uso emozionale della faccina come sei io invece di usare ” :-)” scrivessi *sorriso*, o se preferisci *smile*, insomma un uso più raffinato (e meno abusato) della raffigurazione primitiva delle emozioni (ma nel mondo anglosassone è un espediente già in uso da tanto e poi, in realtà, viene direttamente dal fumetto)
    Pensi che giulio usasse così gli asterischi? E tu lo hai usato così?
    Se il tuo era un uso diverso cerca di spiegacelo perchè, secondo me, è molto interessante …. *wink* ;-)
    geo

  118. giovanni
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 19:24 | Permalink

    Georgia, troppo gentile, come di consueto, ma imprecisa su un punto: sono domenicano, non gesuita! E tomista, da quello non derogo; per cui e in quanto tale devoto a S. S. Benedetto Decimosesto Ratzinger. Emma, la storia delle virgolette non mi convince e, come pennivendolo professionale, ti assicuro che l’uso del corsivo è alquanto e con ragione biasimato.

  119. gb
    Pubblicato 27 Dicembre 2005 alle 19:24 | Permalink

    @ giovanni

    E. E., sono costretto a rompere il silenzio che mi aveva imposto, ma devo chiederLe una dispensa: Lei non può costringermi a non visitare i luoghi evocati dalla tentatrice (aka Mag). La prego, faccia uno sforzo, Le prometto che al ritorno Le faccio un resoconto completo, senza omettere niente: mi sa che poi mi chiederà gli indirizzi e le locazioni. Le assicuro che non è per incorrere in tentazione, ma solo per motivi di “studio” sul campo: sono quasi certo, poi, che illis locis troverò anche parecchi studiosi dell’ateo spinoza, e con la sua benedizione vedrà che riuscirò a convertirli (non mi lasci dire a cosa, ma se ha pensato all’intelligenza, ha pensato bene). Ma lo sa che il ritratto che sorella georgia (in my mind) fa di Lei corrisponde all’idea che di Lei mi ero fatto io? Che bella co