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	<title>Commenti a: A cena (e a colazione, se possibile) con Eva</title>
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	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 17:01:33 +0000</pubDate>
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		<title>Di: ang</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-26013</link>
		<dc:creator>ang</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2006 14:01:08 +0000</pubDate>
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		<description>il libro di Eva C. è bello, ecco.

:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il libro di Eva C. è bello, ecco.</p>
<p>:)</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-20244</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2006 06:31:37 +0000</pubDate>
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		<description>mi sembra un manifesto adatto a cio' che ogni donna vorrebbe sentirsi dire almeno una volta nella vita.</description>
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		<title>Di: gb</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-20111</link>
		<dc:creator>gb</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 20:48:10 +0000</pubDate>
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		<description>Magda, spero che la m. sia arrivata. In caso contrario ritenterò domani.
(Dalì mi sembra una scelta molto azzeccata).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Magda, spero che la m. sia arrivata. In caso contrario ritenterò domani.<br />
(Dalì mi sembra una scelta molto azzeccata).</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-20096</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 17:06:33 +0000</pubDate>
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		<description>nudità metaforica, ma forse nemmeno necessaria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>nudità metaforica, ma forse nemmeno necessaria.</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-20080</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 07:41:55 +0000</pubDate>
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		<description>E allora adesso mi spoglio , ma per farlo ho bisogno di un recapito tipo email per inviarti una cosa che qui diventerebbe esibizionismo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E allora adesso mi spoglio , ma per farlo ho bisogno di un recapito tipo email per inviarti una cosa che qui diventerebbe esibizionismo.</p>
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		<title>Di: gb</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-20078</link>
		<dc:creator>gb</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 07:11:52 +0000</pubDate>
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		<description>Gb, alias... Giuseppe Benedetto, di Milano, falegname con il laboratorio in uno scantinato al quartiere Isola.

Sorella Magda, perché crede io abbia tirato fuori proprio per lei quella pagina? Perché sapevo che avrebbe "smosso macigni". I macigni si rimuovono solo dalle spalle e dallo spirito delle persone che non si accontentano, che cercano, che sono in cammino: che fanno di ogni più piccola verità non un possesso, ma l'inizio di un ulteriore processo di ricerca, di una nuova strada. Non una fermata, ma una breve sosta: prima di rituffarsi nei deserti della vita. Alla scoperta di minuscole oasi di senso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gb, alias&#8230; Giuseppe Benedetto, di Milano, falegname con il laboratorio in uno scantinato al quartiere Isola.</p>
<p>Sorella Magda, perché crede io abbia tirato fuori proprio per lei quella pagina? Perché sapevo che avrebbe &#8220;smosso macigni&#8221;. I macigni si rimuovono solo dalle spalle e dallo spirito delle persone che non si accontentano, che cercano, che sono in cammino: che fanno di ogni più piccola verità non un possesso, ma l&#8217;inizio di un ulteriore processo di ricerca, di una nuova strada. Non una fermata, ma una breve sosta: prima di rituffarsi nei deserti della vita. Alla scoperta di minuscole oasi di senso.</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-20075</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 06:50:11 +0000</pubDate>
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		<description>Quando ho letto questo testo, ho pensato:"un poeta ama la donna e quindi anche me", la giornata ha conseguentemente preso strade visionarie.
non conoscendo l'autore, ho avuto timore della sua grandezza.
Non so se spinge a scrivere, a me ha smosso macigni.
Non nascondo che vorrei sapere qualcosa di piu' di GB, giuseppe, alias.......

Magda</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho letto questo testo, ho pensato:&#8221;un poeta ama la donna e quindi anche me&#8221;, la giornata ha conseguentemente preso strade visionarie.<br />
non conoscendo l&#8217;autore, ho avuto timore della sua grandezza.<br />
Non so se spinge a scrivere, a me ha smosso macigni.<br />
Non nascondo che vorrei sapere qualcosa di piu&#8217; di GB, giuseppe, alias&#8230;&#8230;.</p>
<p>Magda</p>
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		<title>Di: gb</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-20061</link>
		<dc:creator>gb</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 02:28:38 +0000</pubDate>
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		<description>Sorella Magda, buongiorno. Ho visitato il suo spazio virtuale e lo trovo veramente bello e interessante. Ho visto con molto piacere che ha inserito quella spelndida pagina, anche se ero convinto che volesse pubblicare i commenti. Va bene lo stesso: in questo modo i suoi visitatori avranno la possibilità di imbattersi in quelle note di vera e dolente poesia. Mi corre obbligo, visto che, a quanto ho letto, la cosa mi è stata richiesta anche da altri inquilini di questo palazzo, di dare delle indicazioni bibliografiche sul testo da cui quella pagina è tratta. Mi desta meraviglia, però, il fatto che persone colte, quali quelle che in genere frequentano NI, non lo abbiano riconosciuto. Bene, sono d'accordo col giovane p. (al quale faccio i miei migliori auguri, qualunque possa essere il suo problema) sulla bellezza del libro in questione, ma dissento profondamente dal suo successivo commento: la lettura di questo libro fa venire voglia di scrivere, non spinge a smettere: sarebbe impossibile dopo averlo meditato.

Il libro è questo:

Joe Bousquet, Tradotto dal silenzio (I ed., Paris, Editions Gallimard, 1941).
L'edizione che posseggo (non so se ancora in commercio, ma ne dubito) è quella curata e tradotta da Adriano Marchetti, Marietti, Biblioteca in forma di parole (curata da Gianni Scalia), I ed. it., 1987.
Marchetti è un grande studioso e traduttore e la sua postfazione è talmente bella che meriterebbe di far parte del testo di Bousquet.
Se avete la possibilità di procurarvi il libro, non rinunciate. Se non l'avete mai letto, leggetelo: non ve ne pentirete mai. Rimarrete perennemente nel dubbio (virtuoso) se avete in mano un libro di poesia, un romanzo, un saggio, un trattato filosofico o qualcosa che racchiude, in modo indimendicabile, tutte queste cose in un unico corpo.

Buona giornata a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sorella Magda, buongiorno. Ho visitato il suo spazio virtuale e lo trovo veramente bello e interessante. Ho visto con molto piacere che ha inserito quella spelndida pagina, anche se ero convinto che volesse pubblicare i commenti. Va bene lo stesso: in questo modo i suoi visitatori avranno la possibilità di imbattersi in quelle note di vera e dolente poesia. Mi corre obbligo, visto che, a quanto ho letto, la cosa mi è stata richiesta anche da altri inquilini di questo palazzo, di dare delle indicazioni bibliografiche sul testo da cui quella pagina è tratta. Mi desta meraviglia, però, il fatto che persone colte, quali quelle che in genere frequentano NI, non lo abbiano riconosciuto. Bene, sono d&#8217;accordo col giovane p. (al quale faccio i miei migliori auguri, qualunque possa essere il suo problema) sulla bellezza del libro in questione, ma dissento profondamente dal suo successivo commento: la lettura di questo libro fa venire voglia di scrivere, non spinge a smettere: sarebbe impossibile dopo averlo meditato.</p>
<p>Il libro è questo:</p>
<p>Joe Bousquet, Tradotto dal silenzio (I ed., Paris, Editions Gallimard, 1941).<br />
L&#8217;edizione che posseggo (non so se ancora in commercio, ma ne dubito) è quella curata e tradotta da Adriano Marchetti, Marietti, Biblioteca in forma di parole (curata da Gianni Scalia), I ed. it., 1987.<br />
Marchetti è un grande studioso e traduttore e la sua postfazione è talmente bella che meriterebbe di far parte del testo di Bousquet.<br />
Se avete la possibilità di procurarvi il libro, non rinunciate. Se non l&#8217;avete mai letto, leggetelo: non ve ne pentirete mai. Rimarrete perennemente nel dubbio (virtuoso) se avete in mano un libro di poesia, un romanzo, un saggio, un trattato filosofico o qualcosa che racchiude, in modo indimendicabile, tutte queste cose in un unico corpo.</p>
<p>Buona giornata a tutti.</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-20037</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2006 13:10:04 +0000</pubDate>
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		<description>fatto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fatto</p>
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		<title>Di: gb</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-20026</link>
		<dc:creator>gb</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2006 08:42:57 +0000</pubDate>
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		<description>Lo faccia, sorella Magda, se le fa piacere. Per me sarebbe un onore.

Nel fondo dei silenzi di ogni donna c'è un raggio nato per rischiarare queste parole, di cui la più leggera coprirebbe mille notti con la sua ombra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo faccia, sorella Magda, se le fa piacere. Per me sarebbe un onore.</p>
<p>Nel fondo dei silenzi di ogni donna c&#8217;è un raggio nato per rischiarare queste parole, di cui la più leggera coprirebbe mille notti con la sua ombra.</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-20025</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2006 08:26:21 +0000</pubDate>
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		<description>mi piacerebbe mettere il tuo commento sul mio sito in modo da poterlo rileggere nelle giornate fragili, come oggi, e riconoscermi quando di nuovo mi perderero'.
ho un po' piu' caldo ora, e le guancie piu' rosse,sara' che da tempo non si bagnavano piu'.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi piacerebbe mettere il tuo commento sul mio sito in modo da poterlo rileggere nelle giornate fragili, come oggi, e riconoscermi quando di nuovo mi perderero&#8217;.<br />
ho un po&#8217; piu&#8217; caldo ora, e le guancie piu&#8217; rosse,sara&#8217; che da tempo non si bagnavano piu&#8217;.</p>
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		<title>Di: gb</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19994</link>
		<dc:creator>gb</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2006 04:37:32 +0000</pubDate>
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		<description>Adesso, sorella Magda, lei ha finalmente capito perché stimo profondamente, cioè amo, anche senza averle conosciute mai e, forse, senza nessuna speranza di conoscerle mai, le persone come lei: la risposta è tutta contenuta nelle sue parole: non un accento in più o in meno. Un abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso, sorella Magda, lei ha finalmente capito perché stimo profondamente, cioè amo, anche senza averle conosciute mai e, forse, senza nessuna speranza di conoscerle mai, le persone come lei: la risposta è tutta contenuta nelle sue parole: non un accento in più o in meno. Un abbraccio.</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19986</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2006 04:05:06 +0000</pubDate>
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		<description>Quest'assente e la sua evocazione cancellano millenni di parole note.
Mi stordisce solo ora la consapevolezza del timore della vita che va insediandosi tra le pieghe della grandezza umana.
Una vastità trascinante ormai sconosciuta a chi come me vive nell'angoscia d'incontrarla.
Ecco la mia colpa, è la stupidà con cui rifuggo l'esistere nei suoi toni piu' inquietanti, nel suo esserci piu' doloroso, nella sua piu' rovinosa normalità che è amore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;assente e la sua evocazione cancellano millenni di parole note.<br />
Mi stordisce solo ora la consapevolezza del timore della vita che va insediandosi tra le pieghe della grandezza umana.<br />
Una vastità trascinante ormai sconosciuta a chi come me vive nell&#8217;angoscia d&#8217;incontrarla.<br />
Ecco la mia colpa, è la stupidà con cui rifuggo l&#8217;esistere nei suoi toni piu&#8217; inquietanti, nel suo esserci piu&#8217; doloroso, nella sua piu&#8217; rovinosa normalità che è amore.</p>
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		<title>Di: gb</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19976</link>
		<dc:creator>gb</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2006 23:28:21 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho molte certezze, sorella Magda. Ma forse una cosa mi è chiara: la distinzione netta, inesorabile tra colpa e peccato. “Colpa” e “peccato” sono gli estremi entro i quali si trascina la nostra esistenza, un nulla sospeso tra queste due rive di silenzio, un nulla che, come diceva Celan, fiorisce della sua stessa assenza. Il peccato è una dimensione che non mi appartiene, non mi interessa: esso non è che il pensiero irrealizzato di ciò che non sarà mai, un votarsi all’angoscia di chi sa inesistente la rupe a cui si aggrappa per sfuggire al naufragio: una rupe che tende a un cielo, vuoto, perché chi cerca di scalarla dimentica la sua terrestrità, le sue radici, fino a ignorare se stesso. La colpa, invece, è l’umana, terribile condizione di chi non sa più coniugare sillabe, di chi non ha più accenti per dare un volto a ogni assente, rimembrare un corpo, un respiro, una voce strappata alla deriva. Non sa, perché ha dimenticato l’arte di morire. Non sa, perché ha cancellato dai suoi passi l’alfabeto delle origini.
Vivere senza colpa, allora, è non dimenticare l’arte di morire, fare in modo che nessuna lettera sia cancellata dall’alfabeto delle origini: stupire ad ogni passo, perché ogni passo è un’eco, uno scrigno di parole per l’assente.


“Parole per l’assente”

“Sono anni che aspetto una donna e che non so nulla di lei. Forse è venuta a trovarmi nel sonno e forse non avrò mai la certezza di essere stato guardato da lei tanto da vicino. Forse è troppo malvagia per essere amata, forse troppo bella per essere vista. Se non ho ancora rinunciato alla speranza di conoscerla, è perché da tempo sono accaduti in me dei fatti singolari che soltanto la sua esistenza può spiegare: ogni pensiero che procede da me, per esempio, è fatto di ombra e se muta in parole è perché in quest’ombra c’è un volto in cui leggerlo con le labbra. Certamente questa indicazione è molto vaga e non basta a confermare il mio dire. Ma il seguito delle mie confidenze sarà più edificante e più d’una si riconoscerà nel fantasma interiore che invano supplicavo di strapparsi la sua veste di tenebre. Certamente sarà troppo tardi, almeno per me. Se non altro la chiarezza che avrei messo nel mio scritto avrà il posto di un’incertezza che non ho più la forza di sopportare.
Non dirò nulla della mia vita. Colei che amerò mi troverà sempre in lei stessa e non crederà alla mia esistenza se non a forza di provare indifferenza verso gli oggetti che mi circondano, a cui saprà che io stesso non ho accordato alcuno sguardo. Estraneo com’ero al mondo e certo che non vi fosse nulla in esso per appagarmi, abitavo la mia fame. Simile all’inerte massa di un vascello inabissato di fronte all’agitazione dei flutti, ero così poco mescolato alla vita dei miei simili. Per la verità non ero nulla di me. E, qualunque idea mi venisse, avevo per riconoscerla mia un vuoto così immenso da attraversare che mi ripiegavo in un’angoscia sconfortante, sempre pronto a piangere. Mi comprenda chi può; ero così profondamente inabissato nel mio indefinibile sentimento che l’espressione più sincera del dolore suonava falsa nella mia voce e pareva procurarmi una nuova specie di sconforto. La parola solitudine, per esempio, non mi rischiarava che la solitudine degli altri; e quando l’usavo pensando a me, era per sentire meglio intorno al mio cuore le tenebre indicibili in cui la sua nitidezza mi faceva sentire sprofondato. Piangere? Avrei pianto se le lacrime stesse non avessero avuto l’apparenza di mentire a un dolore infinito. Il mio essere era su di me. Il corpo mi pesava, greve come il cuore di cui si dice che è troppo gonfio quando l’eccesso del dispiacere sembra indurre chi soffre a fuggirlo.
……
Passante, fermati. Nel fondo dei tuoi silenzi di donna c’è un raggio nato per rischiararti queste parole di cui la più leggera coprirebbe mille notti con la sua ombra... Ecco il miracolo. Amica mia, ero intatto, terribilmente intatto. Identico a me stesso in pensiero; terribilmente forte in questa convinzione, poiché essa poteva sopportare tutto il peso del mondo reale senza smentirsi. Tutto ciò che respirava, tutto ciò che amava, tendeva a schiacciarmi sotto il peso del mio corpo congelato, inutile. Ma il pensiero fu più grande di tutto quanto mi condannava all’oblio. Non c’era nulla che mi si opponesse e di cui il mio cuore non fosse l’origine. E’ molto strano: così facile a tal punto che non si sa come dirlo: l’uomo è in se stesso più grande e più forte di tutto ciò che è. E’ la grandezza, il divenire e la morte delle verità e delle cose, di cui è anche la sorgente.”</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho molte certezze, sorella Magda. Ma forse una cosa mi è chiara: la distinzione netta, inesorabile tra colpa e peccato. “Colpa” e “peccato” sono gli estremi entro i quali si trascina la nostra esistenza, un nulla sospeso tra queste due rive di silenzio, un nulla che, come diceva Celan, fiorisce della sua stessa assenza. Il peccato è una dimensione che non mi appartiene, non mi interessa: esso non è che il pensiero irrealizzato di ciò che non sarà mai, un votarsi all’angoscia di chi sa inesistente la rupe a cui si aggrappa per sfuggire al naufragio: una rupe che tende a un cielo, vuoto, perché chi cerca di scalarla dimentica la sua terrestrità, le sue radici, fino a ignorare se stesso. La colpa, invece, è l’umana, terribile condizione di chi non sa più coniugare sillabe, di chi non ha più accenti per dare un volto a ogni assente, rimembrare un corpo, un respiro, una voce strappata alla deriva. Non sa, perché ha dimenticato l’arte di morire. Non sa, perché ha cancellato dai suoi passi l’alfabeto delle origini.<br />
Vivere senza colpa, allora, è non dimenticare l’arte di morire, fare in modo che nessuna lettera sia cancellata dall’alfabeto delle origini: stupire ad ogni passo, perché ogni passo è un’eco, uno scrigno di parole per l’assente.</p>
<p>“Parole per l’assente”</p>
<p>“Sono anni che aspetto una donna e che non so nulla di lei. Forse è venuta a trovarmi nel sonno e forse non avrò mai la certezza di essere stato guardato da lei tanto da vicino. Forse è troppo malvagia per essere amata, forse troppo bella per essere vista. Se non ho ancora rinunciato alla speranza di conoscerla, è perché da tempo sono accaduti in me dei fatti singolari che soltanto la sua esistenza può spiegare: ogni pensiero che procede da me, per esempio, è fatto di ombra e se muta in parole è perché in quest’ombra c’è un volto in cui leggerlo con le labbra. Certamente questa indicazione è molto vaga e non basta a confermare il mio dire. Ma il seguito delle mie confidenze sarà più edificante e più d’una si riconoscerà nel fantasma interiore che invano supplicavo di strapparsi la sua veste di tenebre. Certamente sarà troppo tardi, almeno per me. Se non altro la chiarezza che avrei messo nel mio scritto avrà il posto di un’incertezza che non ho più la forza di sopportare.<br />
Non dirò nulla della mia vita. Colei che amerò mi troverà sempre in lei stessa e non crederà alla mia esistenza se non a forza di provare indifferenza verso gli oggetti che mi circondano, a cui saprà che io stesso non ho accordato alcuno sguardo. Estraneo com’ero al mondo e certo che non vi fosse nulla in esso per appagarmi, abitavo la mia fame. Simile all’inerte massa di un vascello inabissato di fronte all’agitazione dei flutti, ero così poco mescolato alla vita dei miei simili. Per la verità non ero nulla di me. E, qualunque idea mi venisse, avevo per riconoscerla mia un vuoto così immenso da attraversare che mi ripiegavo in un’angoscia sconfortante, sempre pronto a piangere. Mi comprenda chi può; ero così profondamente inabissato nel mio indefinibile sentimento che l’espressione più sincera del dolore suonava falsa nella mia voce e pareva procurarmi una nuova specie di sconforto. La parola solitudine, per esempio, non mi rischiarava che la solitudine degli altri; e quando l’usavo pensando a me, era per sentire meglio intorno al mio cuore le tenebre indicibili in cui la sua nitidezza mi faceva sentire sprofondato. Piangere? Avrei pianto se le lacrime stesse non avessero avuto l’apparenza di mentire a un dolore infinito. Il mio essere era su di me. Il corpo mi pesava, greve come il cuore di cui si dice che è troppo gonfio quando l’eccesso del dispiacere sembra indurre chi soffre a fuggirlo.<br />
……<br />
Passante, fermati. Nel fondo dei tuoi silenzi di donna c’è un raggio nato per rischiararti queste parole di cui la più leggera coprirebbe mille notti con la sua ombra&#8230; Ecco il miracolo. Amica mia, ero intatto, terribilmente intatto. Identico a me stesso in pensiero; terribilmente forte in questa convinzione, poiché essa poteva sopportare tutto il peso del mondo reale senza smentirsi. Tutto ciò che respirava, tutto ciò che amava, tendeva a schiacciarmi sotto il peso del mio corpo congelato, inutile. Ma il pensiero fu più grande di tutto quanto mi condannava all’oblio. Non c’era nulla che mi si opponesse e di cui il mio cuore non fosse l’origine. E’ molto strano: così facile a tal punto che non si sa come dirlo: l’uomo è in se stesso più grande e più forte di tutto ciò che è. E’ la grandezza, il divenire e la morte delle verità e delle cose, di cui è anche la sorgente.”</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19954</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2006 20:06:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1591#comment-19954</guid>
		<description>E' che dopo tanto commentare, seriosamente, allegramente, noiosamente, mi sembrava ci stesse bene una nota ecumenica verso il vicino di banco:
scambiamoci un gesto di pace.
Peace &#38; Love.
adesso reverendo, mi dica, ma io, dove dove ho peccato?
in generale, sa' i difetti noi non li vediamo, ma lei qui in confessionale, al riparo da occhi indiscreti, me lo puo' dire sinceramente di male soffro.
Maria Maddalena</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; che dopo tanto commentare, seriosamente, allegramente, noiosamente, mi sembrava ci stesse bene una nota ecumenica verso il vicino di banco:<br />
scambiamoci un gesto di pace.<br />
Peace &amp; Love.<br />
adesso reverendo, mi dica, ma io, dove dove ho peccato?<br />
in generale, sa&#8217; i difetti noi non li vediamo, ma lei qui in confessionale, al riparo da occhi indiscreti, me lo puo&#8217; dire sinceramente di male soffro.<br />
Maria Maddalena</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gb</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19933</link>
		<dc:creator>gb</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2006 18:03:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1591#comment-19933</guid>
		<description>Sorella Magda, benedetta figliola, ma come può pensare mai che una cosa del genere mi offenda? Le dirò: è proprio una delle poche cose che, dalla tenera età di tredici anni, non mi ha mai recato nessuna offesa. Mandi, mandi pure. Lei ha illuminato un pomeriggio invero abbstanza triste. Grazie, carissima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sorella Magda, benedetta figliola, ma come può pensare mai che una cosa del genere mi offenda? Le dirò: è proprio una delle poche cose che, dalla tenera età di tredici anni, non mi ha mai recato nessuna offesa. Mandi, mandi pure. Lei ha illuminato un pomeriggio invero abbstanza triste. Grazie, carissima.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19925</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2006 15:29:13 +0000</pubDate>
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		<description>cmq se non ti offendi, ti mando un bacio

Magda</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cmq se non ti offendi, ti mando un bacio</p>
<p>Magda</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19835</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2006 15:37:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1591#comment-19835</guid>
		<description>Grazie Giusy, 
come falegname sei un abile incisore, ottimo piallatore, ma un pessimo segaiolo .-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Giusy,<br />
come falegname sei un abile incisore, ottimo piallatore, ma un pessimo segaiolo .-)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gb</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19812</link>
		<dc:creator>gb</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2006 11:51:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1591#comment-19812</guid>
		<description>Magda, al di là di ogni finzione: ti stimerei anche se mi mandassi affanculo. Non ti conosco di persona, ma è l'autenticità umana che trapela da ogni tuo intervento, condivisibile o meno, la base della mia stima.
Ciao, buona domenica.
Giuseppe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Magda, al di là di ogni finzione: ti stimerei anche se mi mandassi affanculo. Non ti conosco di persona, ma è l&#8217;autenticità umana che trapela da ogni tuo intervento, condivisibile o meno, la base della mia stima.<br />
Ciao, buona domenica.<br />
Giuseppe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19806</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2006 11:05:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1591#comment-19806</guid>
		<description>bravo gb, 
ognitanto qualcuno capisce che l'unico modo per disarmarmi è la dolcezza, a cui non so resistere se esercitata autenticamente.
ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bravo gb,<br />
ognitanto qualcuno capisce che l&#8217;unico modo per disarmarmi è la dolcezza, a cui non so resistere se esercitata autenticamente.<br />
ciao.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: L'orribile Melissa P.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19787</link>
		<dc:creator>L'orribile Melissa P.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2006 23:43:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1591#comment-19787</guid>
		<description>stephen king, grande bestesellerista, grande incompreso. 
saramago è tutt'altra cosa, certo. 
ma se mi permetti anche dan brown è tutt'altra cosa rispetto a stephen king. 
non sono una che crede nei generi letterari. 
credo nella buona scrittura, nella capacità dello scrittore di emozionare il lettore, di qualsiasi emozione si tratti.
e stephen king emoziona, emoziona eccome. e sa pure scrivere. 
solo che lui parla di mostri, mentre saramago no.
e questo, forse, te lo rende un po' antipatico. 
ma i mostri di cui parla, non erano forse i mostri che avevi da bambino e, forse, i mostri che hai ancora oggi? 
chiunque riesca a parlare della roba marcia che abbiamo dentro è un grande scrittore, anche quando fa splatter (ma non è questo il caso di king). 
piccola parentesi, ma doverosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>stephen king, grande bestesellerista, grande incompreso.<br />
saramago è tutt&#8217;altra cosa, certo.<br />
ma se mi permetti anche dan brown è tutt&#8217;altra cosa rispetto a stephen king.<br />
non sono una che crede nei generi letterari.<br />
credo nella buona scrittura, nella capacità dello scrittore di emozionare il lettore, di qualsiasi emozione si tratti.<br />
e stephen king emoziona, emoziona eccome. e sa pure scrivere.<br />
solo che lui parla di mostri, mentre saramago no.<br />
e questo, forse, te lo rende un po&#8217; antipatico.<br />
ma i mostri di cui parla, non erano forse i mostri che avevi da bambino e, forse, i mostri che hai ancora oggi?<br />
chiunque riesca a parlare della roba marcia che abbiamo dentro è un grande scrittore, anche quando fa splatter (ma non è questo il caso di king).<br />
piccola parentesi, ma doverosa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gb</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19775</link>
		<dc:creator>gb</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2006 21:32:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1591#comment-19775</guid>
		<description>Sorella Magda, ce l'ha anche lei con me? Deve essere la mia giornata fortunata, visto che in un altro loculo qua sopra mi hanno fatto a pezzi. Ma vi perdono, cari, del resto questo è il mio mestiere. Mi consenta, comunque, di farle notare che il mio post di ieri sera, letto attentamente, era né più né meno che un sostegno alla sua tesi, che condivido, contro la volgarità in generale: non aveva nessun altro fine, lei dovrebbe conoscermi ormai. Mi tolga una curiosità piuttosto: chi è il mio amico? il divino unto dal Nostro, ma liftato e smaltato dai suoi zerbini, o S.E. Giovanni? Nel primo caso lei offende le mie seghe e le mie pialle quartinternazionaliste; nel secondo, sono onorato dell'accostamento. Sono onorato anche, come maschietto, di essere "parificato" alla perpetua di don Abbondio: lei è l'unica, finora, che ha saputo valorizzare la strabordante parte femminile della mia personalità, che a stento riuscivo a tenere celata  e sotto controllo. La ringrazio. :-)

Quanto a te Melissa (ma non credo tu abbia l'età di mia figlia, che ha solo otto anni), sono d'accordo, per davvero, con molto di ciò che dici. Solo, ti chiedo una cortesia: ti prego, non accostare il mio amato Saramago a stefano incoronato: mi sa che fanno due mestieri molto molto diversi. Grazie, cara, alla prima occasione leggerò il tuo libro. Senza paraocchi e con molto rispetto, come faccio ogni volta che apro un libro di chicchessia. Te lo prometto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sorella Magda, ce l&#8217;ha anche lei con me? Deve essere la mia giornata fortunata, visto che in un altro loculo qua sopra mi hanno fatto a pezzi. Ma vi perdono, cari, del resto questo è il mio mestiere. Mi consenta, comunque, di farle notare che il mio post di ieri sera, letto attentamente, era né più né meno che un sostegno alla sua tesi, che condivido, contro la volgarità in generale: non aveva nessun altro fine, lei dovrebbe conoscermi ormai. Mi tolga una curiosità piuttosto: chi è il mio amico? il divino unto dal Nostro, ma liftato e smaltato dai suoi zerbini, o S.E. Giovanni? Nel primo caso lei offende le mie seghe e le mie pialle quartinternazionaliste; nel secondo, sono onorato dell&#8217;accostamento. Sono onorato anche, come maschietto, di essere &#8220;parificato&#8221; alla perpetua di don Abbondio: lei è l&#8217;unica, finora, che ha saputo valorizzare la strabordante parte femminile della mia personalità, che a stento riuscivo a tenere celata  e sotto controllo. La ringrazio. :-)</p>
<p>Quanto a te Melissa (ma non credo tu abbia l&#8217;età di mia figlia, che ha solo otto anni), sono d&#8217;accordo, per davvero, con molto di ciò che dici. Solo, ti chiedo una cortesia: ti prego, non accostare il mio amato Saramago a stefano incoronato: mi sa che fanno due mestieri molto molto diversi. Grazie, cara, alla prima occasione leggerò il tuo libro. Senza paraocchi e con molto rispetto, come faccio ogni volta che apro un libro di chicchessia. Te lo prometto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19771</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2006 20:29:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1591#comment-19771</guid>
		<description>si e poi sto gb va sempre piu' somigliando al suo amico, che come da buona tradizione cortigiana, se gli conviene t'ingrazia e se gli rispondi picche t'insabbia.
Abbiamo fatto tanto per la parità dei sessi, e adesso ci troviamo gli uomini parificati alle perpetue di don Abbondio.
Bencistà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si e poi sto gb va sempre piu&#8217; somigliando al suo amico, che come da buona tradizione cortigiana, se gli conviene t&#8217;ingrazia e se gli rispondi picche t&#8217;insabbia.<br />
Abbiamo fatto tanto per la parità dei sessi, e adesso ci troviamo gli uomini parificati alle perpetue di don Abbondio.<br />
Bencistà.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: L'orribile Melissa P.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19765</link>
		<dc:creator>L'orribile Melissa P.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2006 18:47:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1591#comment-19765</guid>
		<description>"Ragazze interrotte, ragazze p*****e, ragazze lolite, ragazze intellettualoidi… ecc. ecc.: ce n’è per tutti i gusti, come a una triste fiera della “carne stampata”. "

mi riferivo a questo, postato dal tale Giuseppe Iannozzi. 
se si è donna e si è bestsellerista, la vita è parecchio dura caro il mio gb. 
se un uomo vende tanto è un cretino che sa fare bene marketing.
se una donna vende tanto o è perchè ha fatto pompini al suo editore o perchè ha scritto di sesso. 
se un uomo vende poco è un genio.
se una donna vende poco non è stata abbastanza zoccola. 
questo è quello che si pensa, soprattutto se si circola in posti come nazione indiana. 
non passa mai per l'anticamera del cervello che se un libro ha venduto tanto vuol dire che è piaciuto e c'e' stato il passaparola e se invece ha venduto poco è perchè ha fatto schifo? 
non basta parlare di sesso ed essere donne per vendere. 
Paul Auster vende.
Josè Saramago vende.
Stephen King vende. 
quanti scrittori italiani (perchè solo gli italiani sono capaci di cotanta mediocrità) dicono che il vero genio è colui che vende poco? Che bugia è mai questa?! Se decidi di pubblicare le tue opere è perchè vuoi comunicare, e più comunichi, più sei gratificato. Più vendi e più il tuo lavoro è stato ripagato (non parlo in termini economici). Quindi, quando uno scrittore che vende 10 copie viene a dirmi che non valgo un cazzo perchè vendo 2.500.000 di copie, e che quindi i miei libri sono cultura di massa, non posso far altro che sorridere compiacendomi della sua insulsaggine. Dicono che i geni sono incompresi perchè sono loro ad essere incompresi, soprattutto a se stessi. Che alibi di ferro, che hanno!
non sto parlando a te, gb, non essere, suvvia, così egocentrico. parlo al popolo indiano. 
e per favore, non darmi del lei che ho l'età di tua figlia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ragazze interrotte, ragazze p*****e, ragazze lolite, ragazze intellettualoidi… ecc. ecc.: ce n’è per tutti i gusti, come a una triste fiera della “carne stampata”. &#8221;</p>
<p>mi riferivo a questo, postato dal tale Giuseppe Iannozzi.<br />
se si è donna e si è bestsellerista, la vita è parecchio dura caro il mio gb.<br />
se un uomo vende tanto è un cretino che sa fare bene marketing.<br />
se una donna vende tanto o è perchè ha fatto pompini al suo editore o perchè ha scritto di sesso.<br />
se un uomo vende poco è un genio.<br />
se una donna vende poco non è stata abbastanza zoccola.<br />
questo è quello che si pensa, soprattutto se si circola in posti come nazione indiana.<br />
non passa mai per l&#8217;anticamera del cervello che se un libro ha venduto tanto vuol dire che è piaciuto e c&#8217;e&#8217; stato il passaparola e se invece ha venduto poco è perchè ha fatto schifo?<br />
non basta parlare di sesso ed essere donne per vendere.<br />
Paul Auster vende.<br />
Josè Saramago vende.<br />
Stephen King vende.<br />
quanti scrittori italiani (perchè solo gli italiani sono capaci di cotanta mediocrità) dicono che il vero genio è colui che vende poco? Che bugia è mai questa?! Se decidi di pubblicare le tue opere è perchè vuoi comunicare, e più comunichi, più sei gratificato. Più vendi e più il tuo lavoro è stato ripagato (non parlo in termini economici). Quindi, quando uno scrittore che vende 10 copie viene a dirmi che non valgo un cazzo perchè vendo 2.500.000 di copie, e che quindi i miei libri sono cultura di massa, non posso far altro che sorridere compiacendomi della sua insulsaggine. Dicono che i geni sono incompresi perchè sono loro ad essere incompresi, soprattutto a se stessi. Che alibi di ferro, che hanno!<br />
non sto parlando a te, gb, non essere, suvvia, così egocentrico. parlo al popolo indiano.<br />
e per favore, non darmi del lei che ho l&#8217;età di tua figlia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gb</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/25/a-cena-e-a-colazione-se-possibile-con-eva/#comment-19759</link>
		<dc:creator>gb</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2006 17:58:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1591#comment-19759</guid>
		<description>Carissima sorella Melissa, mi dà grande gioia sapere che lei ha i capelli lisci e corti; sa, devo confessarlo, anche se con un po' di vergogna, a me le ricciolute non sono mai piaciute troppo (conseguenza di un trauma infantile, immagino). Mi dà ancora più gioia, oltretutto, sapere che abbiamo le stesse aspettative in merito ad una certa data e che forse, tra le tante possibili, coltiviamo la stessa speranza. Bene, direi. Un po' più difficile, invero, mi riesce capire quale accusa, o offesa, io le abbia mai mosso, dal momento che mi sono limitato a dire che, personalmente, parlerei di uno scrittore/scrittrice solo a lettura ultimata, e ben ponderata, dei suoi testi. Col termine maschilismo allude per caso al clima che si è creato in questo post? Se rilegge tutti gli interventi (e, detto senza ironia, uno scrittore potrebbe pure trovarci materia per un racconto), salvo due o tre interventi di cattivissimo gusto, almeno a mio modo di vedere, tutti gli altri erano conformi ad un contesto di generale, bonaria presa in giro reciproca - di se stessi, della propria cultura, delle proprie fisime, della propria intelligenza e del suo rovescio - innescatosi con naturalezza nel momento in cui ci si è accorti che solo S.E. Don Giovanni aveva cognizione del libro della Sig.na Clesis. Succede anche questo, in codesti luoghi: e ben venga, serve a farsi una sana risata, senza perdere mai di vista l'orrore umano e culturale che ci circonda e contro il quale tutti, intellettuali o meno, siamo chiamati a schierarci. E tutto questo sarebbe maschilismo? Non so, veda lei.
La saluto cordialmente, e le auguro di scrivere libri all'altezza delle sue aspettative.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissima sorella Melissa, mi dà grande gioia sapere che lei ha i capelli lisci e corti; sa, devo confessarlo, anche se con un po&#8217; di vergogna, a me le ricciolute non sono mai piaciute troppo (conseguenza di un trauma infantile, immagino). Mi dà ancora più gioia, oltretutto, sapere che abbiamo le stesse aspettative in merito ad una certa data e che forse, tra le tante possibili, coltiviamo la stessa speranza. Bene, direi. Un po&#8217; più difficile, invero, mi riesce capire quale accusa, o offesa, io le abbia mai mosso, dal momento che mi sono limitato a dire che, personalmente, parlerei di uno scrittore/scrittrice solo a lettura ultimata, e ben ponderata, dei suoi testi. Col termine maschilismo allude per caso al clima che si è creato in questo post? Se rilegge tutti gli interventi (e, detto senza ironia, uno scrittore potrebbe pure trovarci materia per un racconto), salvo due o tre interventi di cattivissimo gusto, almeno a mio modo di vedere, tutti gli altri erano conformi ad un contesto di generale, bonaria presa in giro reciproca - di se stessi, della propria cultura, delle proprie fisime, della propria intelligenza e del suo rovescio - innescatosi con naturalezza nel momento in cui ci si è accorti che solo S.E. Don Giovanni aveva cognizione del libro della Sig.na Clesis. Succede anche questo, in codesti luoghi: e ben venga, serve a farsi una sana risata, senza perdere mai di vista l&#8217;orrore umano e culturale che ci circonda e contro il quale tutti, intellettuali o meno, siamo chiamati a schierarci. E tutto questo sarebbe maschilismo? Non so, veda lei.<br />
La saluto cordialmente, e le auguro di scrivere libri all&#8217;altezza delle sue aspettative.</p>
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