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	<title>Commenti a: Busi, l&#8217;infanzia rubata (e la censura)</title>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Gentilissimo Alfonso Berardinelli</title>
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		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Gentilissimo Alfonso Berardinelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2006 11:35:25 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Diciamo che questa mia riflessione sta ai margini della questione da cui è scaturito il dibattito. Oddio, non è poi così vero: lei nella sua risposta sul Foglio ha speso circa metà del suo articolo per polemizzare con Georgia (che, ad onor del vero, voglio ricordarle che è sì una blogger, ma non è della redazione di Nazione Indiana. Era qui da noi come commentatrice). Quindi, forse, non è così vero che questa mia stia poi così ai margini della questione, come ho premesso. Ho trovato di grande interesse, al di là di quello che ha effettivamente scritto nel suo articolo, proprio il fatto che abbia deciso di trovare il tempo di rispondere alla lettera a lei indirizzata da Inglese e Raos. E, per farle capire con un altro esempio, ho trovato altrettanto interessante che proprio qualche settimana addietro un altro quotidiano abbia messo in evidenza sulle sue pagine culturali, la nascita di un nuovo blog letterario. Tutto ciò è significativo. Sono un paio di anni fa la “critica” neppure si sarebbe sporcata le mani, neppure avrebbe acceso un computer, neppure si sarebbe collegata in rete. E meno che mai avrebbe deciso di accettare il dibattito con quella categoria confusa, urlante, maleducata, disorganica, dei frequentatori dei lit-blog. Due anni fa. Ma due anni, oggi, nella cultura italiana sembrano sempre più decenni. (Se penso all’entusiasmo di Fortini di fronte ai primi computer. Chissà, oggi forse navigherebbe in rete..). Questa, per me è una buona notizia. E lo dimostra il fatto di come ci sia un travaso nei due sensi, e non più una cesura o una contrapposizione, fra il mondo della cultura “su carta” e quella che si veicola “in rete”. Molti degli autori di Nazione Indiana (e non solo noi, ovviamente) collaborano fattivamente a riviste del settore, quotidiani, periodici. Ad esempio nel numero di Nuovi Argomenti (il 32) che è il seme da cui è partita questa (fruttuosa) discussione hanno scritto, oltre a Raos e Inglese, Helena Janeczek, Roberto Saviano, ma anche Davide Bregola e Leonardo Colombati, entrambi gestori di blog personali. E, più che mai esemplare, Babsi Jones, che “su carta” non aveva mai pubblicato nulla, ma si era fatta conoscere, per qualità di scrittura e per entusiasmo vero, proprio in rete. Quindi, al di là di una certa plebea propensione all’insulto gratuito che purtroppo regna in un mezzo ancora giovane e spavaldo (soprattutto nei commenti), mi sembra evidente che la rete si stia dimostrando, ogni giorno di più, una ricchezza aggiuntiva del dibattito culturale, in Italia. Detto ciò. Una parte del suo articolo mi ha fatto lungamente meditare. Lei che vive dei 2.000 euro che mensilmente riceve dal Foglio chiede (perché, dice, gli intellettuali devono giustificarsi), a chi la attacca, la loro patente di verginità intellettuale. Comprendo la provocazione. Allora, per capirci: io non ho “un lavoro di sinistra” (ce ne sono? Fare l’architetto lo è?), l’elenco dei miei consumi è di una mediocrità spaventosa, mi vesto in un modo orribile, non posseggo barche, non sono proprietario non solo di ville ma neppure di un miserabile appartamento cittadino, vivo insieme a mia moglie e alle mie due bambine in affitto in due miserabili stanzette (senza balcone!), non posseggo né un’automobile né una motocicletta, non ho neppure la patente, non guadagno abbastanza (purtroppo!) da comprare merci superflue, non insegno in nessunissima università, non lavoro in alcun ente pubblico (inutile o dannoso che sia), sto in mezzo ad operai, muratori, elettricisti, medici dell’ASL, tecnici comunali, artigiani, cantieri, freddo alle mani, nevralgie e sciatalgie. Come se non bastasse non pubblico nemmeno per Mondadori, “il nemico pubblico numero uno”. Dunque io potrei scagliarle la prima pietra. Ma non lo faccio. Perché, ovviamente, la sua provocazione, come ogni provocazione, è volutamente viziata. Ed è viziata pure l’immagine, per quanto veritiera, di me che le ho appena fornito. Siamo nel mondo, lo so da solo. La purezza ideologica di alcuni censori che pontificano dalle loro cattedre universitarie, o stroncano dalle loro rubriche su periodici nazionali, la loro radicalità che non ammette cedimento alcuno, mi spaventa. Non entro nell’annosa questione del pubblicare un romanzo per Mondadori. I Wu Ming, ormai 3 anni fa, hanno risposto più che efficacemente a tutta l’inutile, faziosa, e, tra l’altro tipica di una certa sinistra fighetta, autodistruttiva discussione. Rimando a quelle pagine virtuali. Per me il problema non è mai stato se Berlusconi pubblichi Evangelisti o Marx. Ma lo diverrebbe se decidesse, scientemente, di non pubblicarli. Dunque dovrei discutere il suo scrivere sul Foglio? Mi chiedo: è, pedissequamente, la stessa cosa? Nazione Indiana non è (fortunatamente) una realtà rigida, al nostro interno, in questi giorni, stanno girando email spesso contrastanti. Alcuni dicono, chiaramente: una cosa è un libro che, quando viene pubblicato diventa, anche, merce e quindi sottostà ad una strategia di mercato (e perciò persino indifferente dal gruppo editoriale che lo pubblica), altra cosa è scrivere per un quotidiano (di destra, di sinistra) che esprime, inevitabilmente, una prospettiva ideologica ben determinata. Pubblicarci significa in qualche modo accettare questa ideologia. Per dirla in maniera dozzinale: pubblichi per Il Giornale? Pubblichi per Berlusconi! (a latere: nessuno dice mai, mi è stato fatto notare, pubblichi per l’Espresso? Pubblichi per De Benedetti!) Condividi il suo programma ideologico! Ma la cultura è cosa diversa, mi viene detto da altri. Quello che conta è cosa dici, non dove lo dici. Il Giornale (è sempre questo l’esempio che mi viene prodotto) non è davvero interessato alle sue pagine culturali, questo permette paradossalmente alla redazione una grande libertà di movimento. In effetti, lo dico per esperienza personale, ho sempre trovato le pagine culturali del Giornale (quotidiano, politicamente, da me lontanissimo) molto più libere e variegate, di molte indottrinate pagine di alcuni quotidiani di sinistra che spesso, a leggerle, si ha la sensazione di un circolo chiuso, fatto dai soliti autori che si leggono e si recensiscono a vicenda. Però è anche vero che così si ammette un depotenziamento totale di quelle pagine. Se quello che ci scrivo dentro non ha una vera importanza politica, se, cioè la cultura non ha nessun valore politico (e quindi della polis) che ci scrivo a fare? Ecco, l’obiezione forte che viene posta è: se decidi di scrivere per un periodico o un quotidiano che è lungi dalla tua posizione politica devi farlo esprimendo un ruolo, come dire, di “guastatore”, di “ospite ingrato”. Di chi, da dentro quella realtà, esprima un dissenso. Mi vengono in mente Pasolini o Fortini che scrissero per il Corriere della Sera quando l’ortodossia di sinistra lo reputava un giornale parafascista. Scrivere sull’Unità, diceva Pasolini, non mi interessa perché tanto so già che “siamo d’accordo”. Quello che gli importava era raggiungere un pubblico diverso, borghese, ed assaltarlo come un corsaro con la forza delle sue posizioni eretiche. Ma, anche, mi chiedo: quanto è più semplice, comodo quasi, scrivere per un giornale del quale condivido l’impianto ideologico, al caldo quasi, senza credermi in contraddizione alcuna (magari, per dirla con le sue parole, scrivendo dalla mia villa o dalla mia barca, col mio portatile di ultima generazione) in pace con me stesso, acclaratamente accolto nell’alveo della cultura, che, si sa, in Italia o è di sinistra o non è? Io, lo ha capito, non ho una risposta. L’ho detto da subito: questa lettera è colma di dubbi e vuota di certezze assolute. Forse, mi viene da pensare, la sua vera libertà di espressione e la sua vera capacità di urticare, dentro al Foglio, la comprenderemo solo quando, per assurdo, verrà censurato (e così Fofi col Sole 24ore, o come è accaduto a Busi, in un suo pezzo qui pubblicato, con l’Unità, o buona parte degli scrittori “di sinistra” con il Manifesto). Forse perché l’intellettuale deve, per costituzione, saper esprimere dissenso di fronte a qualunque conformismo culturale. Quello che so è che, nel tempo, sto cambiando idea. Mi fa piacere, lo ammetto. Non sono un intellettuale granitico (per sfottere dico di essere un intellettuale “di peso”, ma questo ha a che vedere, purtroppo, solo con la mia stazza). Ho cambiato idea, dicevo. Da ragazzo il dove era importante. Non avrei mai letto un quotidiano nel quale non mi sarei riconosciuto (per scoprire, nel tempo, di non riconoscermi, davvero, in nessuno di quelli in circolazione). Poi, negli anni, ho creduto sempre più che quello che davvero contasse fosse il cosa si dice, rispetto al dove lo si dice. Ma anche questo, oggi, non mi è bastante. Credo che il nostro agire debba essere esemplare (e qui torno alle sue parole). E cerco dagli altri esemplarità. Oggi, quello che cerco non è il dove né il cosa (per la precisione: se prima erano condizioni necessarie di certo oggi non sono più sufficienti). Oggi per me quello che davvero conta è chi lo dice. Anche se non condivido quello che dice, se il suo tragitto umano è stato esemplare è, per me, un interlocutore a cui dare la mia massima attenzione. (Questo è un esempio che faccio spesso: nel carteggio fra Bruno Zevi e Giovanni Michelucci, il critico romano scrisse all’architetto toscano, cito a braccio: “non sono d’accordo con te. Ma preferisco essere in disaccordo con un amico che d’accordo con un nemico.” Dove l’amicizia aveva a che fare con una tensione morale, ovviamente, e non con una logica clientelare o nepotista). Tutto questo non ha nulla a che vedere col principio di autorità: al mio interlocutore non chiedo un curriculum vitae - non sono interessato ai titoli, alle onorificenze - ma chiedo, caso per caso, una condivisione, spesso sofferta, ad un agire etico. In questi giorni di furibonde polemiche a riguardo delle vignette irrispettose nei confronti del profeta Maometto, io, ateo convinto e convinto difensore della libertà di stampa, ritrovarmi al fianco di vocianti paladini del diritto di satira - gli stessi che non l’hanno permessa in questi anni a Luttazzi (per fare un esempio) - mi spaventa. Se non riesco a fare il giusto distinguo, se non riesco ad attuare chirurgicamente una selezione mi ritroverò di certo involontariamente (o forse colpevolmente) complice. Messa in questi termini, lei comprende, molti di quelli che, per cosa dicono o per dove lo dicono, dovrebbero essere miei interlocutori naturali, proprio perché so chi sono, per me, insisto, compagni di viaggio non lo saranno mai davvero. (Lo ha capito: tutto ciò ha a che vedere, in pratica, con il rapporto che si ha nei confronti delle parole, delle cose, delle persone, del mondo e soprattutto con il rapporto che si ha nei confronti del potere). Questa conclusione, lo so da solo, non chiude proprio un bel niente. Spero che però apra ad un percorso che io per primo devo saper intraprendere. Mi farebbe piacere credere, perciò, che tutto quello che le ho appena scritto sia solo l’inizio di un dialogo. Con ossequi, Gianni Biondillo  [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Diciamo che questa mia riflessione sta ai margini della questione da cui è scaturito il dibattito. Oddio, non è poi così vero: lei nella sua risposta sul Foglio ha speso circa metà del suo articolo per polemizzare con Georgia (che, ad onor del vero, voglio ricordarle che è sì una blogger, ma non è della redazione di Nazione Indiana. Era qui da noi come commentatrice). Quindi, forse, non è così vero che questa mia stia poi così ai margini della questione, come ho premesso. Ho trovato di grande interesse, al di là di quello che ha effettivamente scritto nel suo articolo, proprio il fatto che abbia deciso di trovare il tempo di rispondere alla lettera a lei indirizzata da Inglese e Raos. E, per farle capire con un altro esempio, ho trovato altrettanto interessante che proprio qualche settimana addietro un altro quotidiano abbia messo in evidenza sulle sue pagine culturali, la nascita di un nuovo blog letterario. Tutto ciò è significativo. Sono un paio di anni fa la “critica” neppure si sarebbe sporcata le mani, neppure avrebbe acceso un computer, neppure si sarebbe collegata in rete. E meno che mai avrebbe deciso di accettare il dibattito con quella categoria confusa, urlante, maleducata, disorganica, dei frequentatori dei lit-blog. Due anni fa. Ma due anni, oggi, nella cultura italiana sembrano sempre più decenni. (Se penso all’entusiasmo di Fortini di fronte ai primi computer. Chissà, oggi forse navigherebbe in rete..). Questa, per me è una buona notizia. E lo dimostra il fatto di come ci sia un travaso nei due sensi, e non più una cesura o una contrapposizione, fra il mondo della cultura “su carta” e quella che si veicola “in rete”. Molti degli autori di Nazione Indiana (e non solo noi, ovviamente) collaborano fattivamente a riviste del settore, quotidiani, periodici. Ad esempio nel numero di Nuovi Argomenti (il 32) che è il seme da cui è partita questa (fruttuosa) discussione hanno scritto, oltre a Raos e Inglese, Helena Janeczek, Roberto Saviano, ma anche Davide Bregola e Leonardo Colombati, entrambi gestori di blog personali. E, più che mai esemplare, Babsi Jones, che “su carta” non aveva mai pubblicato nulla, ma si era fatta conoscere, per qualità di scrittura e per entusiasmo vero, proprio in rete. Quindi, al di là di una certa plebea propensione all’insulto gratuito che purtroppo regna in un mezzo ancora giovane e spavaldo (soprattutto nei commenti), mi sembra evidente che la rete si stia dimostrando, ogni giorno di più, una ricchezza aggiuntiva del dibattito culturale, in Italia. Detto ciò. Una parte del suo articolo mi ha fatto lungamente meditare. Lei che vive dei 2.000 euro che mensilmente riceve dal Foglio chiede (perché, dice, gli intellettuali devono giustificarsi), a chi la attacca, la loro patente di verginità intellettuale. Comprendo la provocazione. Allora, per capirci: io non ho “un lavoro di sinistra” (ce ne sono? Fare l’architetto lo è?), l’elenco dei miei consumi è di una mediocrità spaventosa, mi vesto in un modo orribile, non posseggo barche, non sono proprietario non solo di ville ma neppure di un miserabile appartamento cittadino, vivo insieme a mia moglie e alle mie due bambine in affitto in due miserabili stanzette (senza balcone!), non posseggo né un’automobile né una motocicletta, non ho neppure la patente, non guadagno abbastanza (purtroppo!) da comprare merci superflue, non insegno in nessunissima università, non lavoro in alcun ente pubblico (inutile o dannoso che sia), sto in mezzo ad operai, muratori, elettricisti, medici dell’ASL, tecnici comunali, artigiani, cantieri, freddo alle mani, nevralgie e sciatalgie. Come se non bastasse non pubblico nemmeno per Mondadori, “il nemico pubblico numero uno”. Dunque io potrei scagliarle la prima pietra. Ma non lo faccio. Perché, ovviamente, la sua provocazione, come ogni provocazione, è volutamente viziata. Ed è viziata pure l’immagine, per quanto veritiera, di me che le ho appena fornito. Siamo nel mondo, lo so da solo. La purezza ideologica di alcuni censori che pontificano dalle loro cattedre universitarie, o stroncano dalle loro rubriche su periodici nazionali, la loro radicalità che non ammette cedimento alcuno, mi spaventa. Non entro nell’annosa questione del pubblicare un romanzo per Mondadori. I Wu Ming, ormai 3 anni fa, hanno risposto più che efficacemente a tutta l’inutile, faziosa, e, tra l’altro tipica di una certa sinistra fighetta, autodistruttiva discussione. Rimando a quelle pagine virtuali. Per me il problema non è mai stato se Berlusconi pubblichi Evangelisti o Marx. Ma lo diverrebbe se decidesse, scientemente, di non pubblicarli. Dunque dovrei discutere il suo scrivere sul Foglio? Mi chiedo: è, pedissequamente, la stessa cosa? Nazione Indiana non è (fortunatamente) una realtà rigida, al nostro interno, in questi giorni, stanno girando email spesso contrastanti. Alcuni dicono, chiaramente: una cosa è un libro che, quando viene pubblicato diventa, anche, merce e quindi sottostà ad una strategia di mercato (e perciò persino indifferente dal gruppo editoriale che lo pubblica), altra cosa è scrivere per un quotidiano (di destra, di sinistra) che esprime, inevitabilmente, una prospettiva ideologica ben determinata. Pubblicarci significa in qualche modo accettare questa ideologia. Per dirla in maniera dozzinale: pubblichi per Il Giornale? Pubblichi per Berlusconi! (a latere: nessuno dice mai, mi è stato fatto notare, pubblichi per l’Espresso? Pubblichi per De Benedetti!) Condividi il suo programma ideologico! Ma la cultura è cosa diversa, mi viene detto da altri. Quello che conta è cosa dici, non dove lo dici. Il Giornale (è sempre questo l’esempio che mi viene prodotto) non è davvero interessato alle sue pagine culturali, questo permette paradossalmente alla redazione una grande libertà di movimento. In effetti, lo dico per esperienza personale, ho sempre trovato le pagine culturali del Giornale (quotidiano, politicamente, da me lontanissimo) molto più libere e variegate, di molte indottrinate pagine di alcuni quotidiani di sinistra che spesso, a leggerle, si ha la sensazione di un circolo chiuso, fatto dai soliti autori che si leggono e si recensiscono a vicenda. Però è anche vero che così si ammette un depotenziamento totale di quelle pagine. Se quello che ci scrivo dentro non ha una vera importanza politica, se, cioè la cultura non ha nessun valore politico (e quindi della polis) che ci scrivo a fare? Ecco, l’obiezione forte che viene posta è: se decidi di scrivere per un periodico o un quotidiano che è lungi dalla tua posizione politica devi farlo esprimendo un ruolo, come dire, di “guastatore”, di “ospite ingrato”. Di chi, da dentro quella realtà, esprima un dissenso. Mi vengono in mente Pasolini o Fortini che scrissero per il Corriere della Sera quando l’ortodossia di sinistra lo reputava un giornale parafascista. Scrivere sull’Unità, diceva Pasolini, non mi interessa perché tanto so già che “siamo d’accordo”. Quello che gli importava era raggiungere un pubblico diverso, borghese, ed assaltarlo come un corsaro con la forza delle sue posizioni eretiche. Ma, anche, mi chiedo: quanto è più semplice, comodo quasi, scrivere per un giornale del quale condivido l’impianto ideologico, al caldo quasi, senza credermi in contraddizione alcuna (magari, per dirla con le sue parole, scrivendo dalla mia villa o dalla mia barca, col mio portatile di ultima generazione) in pace con me stesso, acclaratamente accolto nell’alveo della cultura, che, si sa, in Italia o è di sinistra o non è? Io, lo ha capito, non ho una risposta. L’ho detto da subito: questa lettera è colma di dubbi e vuota di certezze assolute. Forse, mi viene da pensare, la sua vera libertà di espressione e la sua vera capacità di urticare, dentro al Foglio, la comprenderemo solo quando, per assurdo, verrà censurato (e così Fofi col Sole 24ore, o come è accaduto a Busi, in un suo pezzo qui pubblicato, con l’Unità, o buona parte degli scrittori “di sinistra” con il Manifesto). Forse perché l’intellettuale deve, per costituzione, saper esprimere dissenso di fronte a qualunque conformismo culturale. Quello che so è che, nel tempo, sto cambiando idea. Mi fa piacere, lo ammetto. Non sono un intellettuale granitico (per sfottere dico di essere un intellettuale “di peso”, ma questo ha a che vedere, purtroppo, solo con la mia stazza). Ho cambiato idea, dicevo. Da ragazzo il dove era importante. Non avrei mai letto un quotidiano nel quale non mi sarei riconosciuto (per scoprire, nel tempo, di non riconoscermi, davvero, in nessuno di quelli in circolazione). Poi, negli anni, ho creduto sempre più che quello che davvero contasse fosse il cosa si dice, rispetto al dove lo si dice. Ma anche questo, oggi, non mi è bastante. Credo che il nostro agire debba essere esemplare (e qui torno alle sue parole). E cerco dagli altri esemplarità. Oggi, quello che cerco non è il dove né il cosa (per la precisione: se prima erano condizioni necessarie di certo oggi non sono più sufficienti). Oggi per me quello che davvero conta è chi lo dice. Anche se non condivido quello che dice, se il suo tragitto umano è stato esemplare è, per me, un interlocutore a cui dare la mia massima attenzione. (Questo è un esempio che faccio spesso: nel carteggio fra Bruno Zevi e Giovanni Michelucci, il critico romano scrisse all’architetto toscano, cito a braccio: “non sono d’accordo con te. Ma preferisco essere in disaccordo con un amico che d’accordo con un nemico.” Dove l’amicizia aveva a che fare con una tensione morale, ovviamente, e non con una logica clientelare o nepotista). Tutto questo non ha nulla a che vedere col principio di autorità: al mio interlocutore non chiedo un curriculum vitae &#8211; non sono interessato ai titoli, alle onorificenze &#8211; ma chiedo, caso per caso, una condivisione, spesso sofferta, ad un agire etico. In questi giorni di furibonde polemiche a riguardo delle vignette irrispettose nei confronti del profeta Maometto, io, ateo convinto e convinto difensore della libertà di stampa, ritrovarmi al fianco di vocianti paladini del diritto di satira &#8211; gli stessi che non l’hanno permessa in questi anni a Luttazzi (per fare un esempio) &#8211; mi spaventa. Se non riesco a fare il giusto distinguo, se non riesco ad attuare chirurgicamente una selezione mi ritroverò di certo involontariamente (o forse colpevolmente) complice. Messa in questi termini, lei comprende, molti di quelli che, per cosa dicono o per dove lo dicono, dovrebbero essere miei interlocutori naturali, proprio perché so chi sono, per me, insisto, compagni di viaggio non lo saranno mai davvero. (Lo ha capito: tutto ciò ha a che vedere, in pratica, con il rapporto che si ha nei confronti delle parole, delle cose, delle persone, del mondo e soprattutto con il rapporto che si ha nei confronti del potere). Questa conclusione, lo so da solo, non chiude proprio un bel niente. Spero che però apra ad un percorso che io per primo devo saper intraprendere. Mi farebbe piacere credere, perciò, che tutto quello che le ho appena scritto sia solo l’inizio di un dialogo. Con ossequi, Gianni Biondillo  [...]</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19579</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2006 15:27:34 +0000</pubDate>
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		<description>Ok, la tua mail?</description>
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		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19558</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2006 11:52:45 +0000</pubDate>
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		<description>Mag, Jan è fuori Milano. Torna fra qualche giorno. Se potessi ti aiuterei io, ma non so di cosa stai parlando, esattamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mag, Jan è fuori Milano. Torna fra qualche giorno. Se potessi ti aiuterei io, ma non so di cosa stai parlando, esattamente.</p>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19503</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 23:23:21 +0000</pubDate>
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		<description>Très bien.</description>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19501</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 23:00:36 +0000</pubDate>
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		<description>si ho scritto a Jan, ma dev&#039;essere preso o in vacanza.
cmq ti ringrazio, anche perchè, prima mi offendo e me la prendo, poi diffondo, ma alla fine m&#039;incazzo parecchio e faccio polveroni generali.
quindi meglio contenere subito.

Ciao

Magda</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si ho scritto a Jan, ma dev&#8217;essere preso o in vacanza.<br />
cmq ti ringrazio, anche perchè, prima mi offendo e me la prendo, poi diffondo, ma alla fine m&#8217;incazzo parecchio e faccio polveroni generali.<br />
quindi meglio contenere subito.</p>
<p>Ciao</p>
<p>Magda</p>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19491</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 20:36:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19491</guid>
		<description>@ Magda

Da Nota legale:
Nazione Indiana non ha una redazione. Per comunicazioni ai singoli autori scrivere al’email nazioneindiana@gmail.com inserendo nel campo Oggetto il nome e cognome dell’autore dell’articolo a cui ci si riferisce. L’autore dell’articolo è indicato subito sotto il titolo, al termine della riga “Posted in … on … by …” 

Magda, non puoi pretendere che tutti leggano tutto! Scrivi una mail, spiega il problema e a quale post ti riferisci, mica si può scorrere tutto l&#039;archivio per trovare l&#039;insulto no?
Mi prendo la briga di dirti &#039;sta cosa ché mi sembri l&#039;attrice svagata che uscendo nuda sul palcoscenico si stupisce se le urlano : a bella gnocca! Non ti arrabbiare con me adesso, mi dispiace sul serio che tu sia in ambasce!
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Magda</p>
<p>Da Nota legale:<br />
Nazione Indiana non ha una redazione. Per comunicazioni ai singoli autori scrivere al’email <a href="mailto:nazioneindiana@gmail.com">nazioneindiana@gmail.com</a> inserendo nel campo Oggetto il nome e cognome dell’autore dell’articolo a cui ci si riferisce. L’autore dell’articolo è indicato subito sotto il titolo, al termine della riga “Posted in … on … by …” </p>
<p>Magda, non puoi pretendere che tutti leggano tutto! Scrivi una mail, spiega il problema e a quale post ti riferisci, mica si può scorrere tutto l&#8217;archivio per trovare l&#8217;insulto no?<br />
Mi prendo la briga di dirti &#8217;sta cosa ché mi sembri l&#8217;attrice svagata che uscendo nuda sul palcoscenico si stupisce se le urlano : a bella gnocca! Non ti arrabbiare con me adesso, mi dispiace sul serio che tu sia in ambasce!<br />
ciao</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19487</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 19:23:01 +0000</pubDate>
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		<description>@jan allora cancelliamo o lo uso come boomerang?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@jan allora cancelliamo o lo uso come boomerang?</p>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19410</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 23:23:30 +0000</pubDate>
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		<description>Tu non puoi, puoi chiedere a Jan o a qualcuno di NI di farlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tu non puoi, puoi chiedere a Jan o a qualcuno di NI di farlo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19403</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 22:29:03 +0000</pubDate>
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		<description>ma come faccio a cancellarlo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma come faccio a cancellarlo?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19395</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 20:37:39 +0000</pubDate>
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		<description>Chiudevo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiudevo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19394</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 20:37:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19394</guid>
		<description>Ma lascia perdere, soprattutto se è un thread di mesi fa...quando ero dentro NI  passavo le serate a ripulire dagli spamm e dai commenti idioti, sai quanti insulti ho cancellato? chiedevo le finestre dei commenti a post vecchi di mesi. Che ti frega? la vita è qui ed ora. :-)
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma lascia perdere, soprattutto se è un thread di mesi fa&#8230;quando ero dentro NI  passavo le serate a ripulire dagli spamm e dai commenti idioti, sai quanti insulti ho cancellato? chiedevo le finestre dei commenti a post vecchi di mesi. Che ti frega? la vita è qui ed ora. :-)<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19392</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 20:12:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19392</guid>
		<description>Niente, di uno stronzo, che ha preso un Thread di mesi fa&#039; e l&#039;ha commentato insultandomi pesantemente con un nick anonimo ovviamente.
Mi sono accorta solo oggi cercando nei miei interventi un riferimento.
Sarà contento il deficente di avermi demotivato.

Ciao

Magda</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Niente, di uno stronzo, che ha preso un Thread di mesi fa&#8217; e l&#8217;ha commentato insultandomi pesantemente con un nick anonimo ovviamente.<br />
Mi sono accorta solo oggi cercando nei miei interventi un riferimento.<br />
Sarà contento il deficente di avermi demotivato.</p>
<p>Ciao</p>
<p>Magda</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19391</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 20:08:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19391</guid>
		<description>Mag, cosa succede? di che parli?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mag, cosa succede? di che parli?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19385</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 19:47:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19385</guid>
		<description>Preciso inoltre che essendo stata violata in maniera vigliacca ed evidente nei confronti della sottoscritta la netiquette di N.I.   http://www.nazioneindiana.com/netiquette/  in un commento insultante che ho posto all&#039;attenzione del webmaster, chiedo se è il caso che si spenda tempo ed energie psicofisiche nel contribuire, limitatamente alle proprie competenze e attitudini, ai dibattiti in corso, data l&#039;ostilità riservata ai nuovi arrivati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Preciso inoltre che essendo stata violata in maniera vigliacca ed evidente nei confronti della sottoscritta la netiquette di N.I.   <a href="http://www.nazioneindiana.com/netiquette/" rel="nofollow">http://www.nazioneindiana.com/netiquette/</a>  in un commento insultante che ho posto all&#8217;attenzione del webmaster, chiedo se è il caso che si spenda tempo ed energie psicofisiche nel contribuire, limitatamente alle proprie competenze e attitudini, ai dibattiti in corso, data l&#8217;ostilità riservata ai nuovi arrivati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19380</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 19:26:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19380</guid>
		<description>Vorrei conciliare i miei precedenti interventi in un commento che li raccordi.
Nel dettaglio dell&#039;articolo, nulla da obiettare, sia per il tema trattato che la modalità nell&#039;affrontarlo.
Non è un piu&#039; argomento tabu&#039;, dato anzi che i media quotidianamente ci propinano immagini nefaste che alzano la nostra tollerenza all&#039;orrore.
Quindi va riconosciuta a Busi la sensibilità e l&#039;attenzione che qui come altrove usa nel relazionarsi con i suoi lettori.
Mi sembra pero&#039; eccessivo posizionarlo oltre questa soglia, collocandolo tra i migliori intellettuali italiani o posizioni simili.
La diffoltà sul web, anche mia,  è spesso quella di mantenere equilibri gradevoli a tutti, e non lasciarsi prendere dalle dinamiche di emotività che l&#039;interattività non filtrata apporta.

ps.Se  esistono presenze e commentatori non graditi alla redazione, basta esprimerlo magari argomentandolo, piuttosto che lanciare insulti anonimi e renderli visibili poi attraverso competenze informatiche.
le uniche forse di chi utilizza questa estrema ratio.

Magda</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei conciliare i miei precedenti interventi in un commento che li raccordi.<br />
Nel dettaglio dell&#8217;articolo, nulla da obiettare, sia per il tema trattato che la modalità nell&#8217;affrontarlo.<br />
Non è un piu&#8217; argomento tabu&#8217;, dato anzi che i media quotidianamente ci propinano immagini nefaste che alzano la nostra tollerenza all&#8217;orrore.<br />
Quindi va riconosciuta a Busi la sensibilità e l&#8217;attenzione che qui come altrove usa nel relazionarsi con i suoi lettori.<br />
Mi sembra pero&#8217; eccessivo posizionarlo oltre questa soglia, collocandolo tra i migliori intellettuali italiani o posizioni simili.<br />
La diffoltà sul web, anche mia,  è spesso quella di mantenere equilibri gradevoli a tutti, e non lasciarsi prendere dalle dinamiche di emotività che l&#8217;interattività non filtrata apporta.</p>
<p>ps.Se  esistono presenze e commentatori non graditi alla redazione, basta esprimerlo magari argomentandolo, piuttosto che lanciare insulti anonimi e renderli visibili poi attraverso competenze informatiche.<br />
le uniche forse di chi utilizza questa estrema ratio.</p>
<p>Magda</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: x</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19348</link>
		<dc:creator>x</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 15:14:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19348</guid>
		<description>@c.p.d.: Del 69 non si era ancora parlato. Meglio tardi che mai, grazie davvero per aver aggiunto l&#039;ennesimo spunto a questo felice, stimolante nonchè sorprendente dibattito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@c.p.d.: Del 69 non si era ancora parlato. Meglio tardi che mai, grazie davvero per aver aggiunto l&#8217;ennesimo spunto a questo felice, stimolante nonchè sorprendente dibattito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: angela scarparo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19292</link>
		<dc:creator>angela scarparo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 10:50:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19292</guid>
		<description>Quello che mi pare particolarmente giusto e intelligente dell&#039;articolo di Busi è il terzo punto: un adulto deve prendersi la &#039;responsabilità&#039; di dire no. Un adulto davanti a delle probabili richieste dell&#039;infanzia deve decidere. Un adulto non può e non deve pensare di essere pari al bambino. Il bambino può essere trascinato dal suo entusiasmo. L&#039;adulto deve sapere frenare l&#039;entusiasmo. Se no, che cacchio è adulto a fare?

In quanto al rifiuto di Padellaro: trovo che le provocazioni di Busi siano sempre intelligenti. Trovo che Busi usi la provocazione per dire sempre cose molto sensate. Mi dispiace che Padellaro (intelligente, ma forse un po&#039; stanco? esaurito?) si faccia spaventare.

Per me Busi è un po&#039; l&#039;antipasolini. Ha una vita integerrima nonostante la non pretosità (da prete) del linguaggio. Non ha clan (non lo dico in senso offensivo per Pasolini. Busi non ha le Laurebetti, nè i Fabimauri). E&#039; molto spesso spiritoso. Non fa mai cattiva letteratura della sua vita. Mi piace molto quando balla.

Non la mette mai giù troppo dura, non è mai apocalittico. Ma questo fa sì che non venga mai preso sul serio. Non so se consigliargli di ridere di meno o di fregarsene di più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che mi pare particolarmente giusto e intelligente dell&#8217;articolo di Busi è il terzo punto: un adulto deve prendersi la &#8216;responsabilità&#8217; di dire no. Un adulto davanti a delle probabili richieste dell&#8217;infanzia deve decidere. Un adulto non può e non deve pensare di essere pari al bambino. Il bambino può essere trascinato dal suo entusiasmo. L&#8217;adulto deve sapere frenare l&#8217;entusiasmo. Se no, che cacchio è adulto a fare?</p>
<p>In quanto al rifiuto di Padellaro: trovo che le provocazioni di Busi siano sempre intelligenti. Trovo che Busi usi la provocazione per dire sempre cose molto sensate. Mi dispiace che Padellaro (intelligente, ma forse un po&#8217; stanco? esaurito?) si faccia spaventare.</p>
<p>Per me Busi è un po&#8217; l&#8217;antipasolini. Ha una vita integerrima nonostante la non pretosità (da prete) del linguaggio. Non ha clan (non lo dico in senso offensivo per Pasolini. Busi non ha le Laurebetti, nè i Fabimauri). E&#8217; molto spesso spiritoso. Non fa mai cattiva letteratura della sua vita. Mi piace molto quando balla.</p>
<p>Non la mette mai giù troppo dura, non è mai apocalittico. Ma questo fa sì che non venga mai preso sul serio. Non so se consigliargli di ridere di meno o di fregarsene di più.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: cristiano prakash dorigo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19262</link>
		<dc:creator>cristiano prakash dorigo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 07:28:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19262</guid>
		<description>che magnifica ironia. mi sento un cretino a non scompisciarmi dalle risate.
e Busi dice che siamo invasi dai blog, tra l&#039;altro.
e parla di libero arbitrio e di differenze che vengono invece appianate dalla morale sudata dei preti e dei fedeli di ogni fede.
e questo imbarazzo a commentare qui, che una volta somigliava al pudore e adesso solo al timore di essere tacciato come moralista.
che il pompino, ma anche la lingua sulla passera, ci accompagni in questo 2006</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che magnifica ironia. mi sento un cretino a non scompisciarmi dalle risate.<br />
e Busi dice che siamo invasi dai blog, tra l&#8217;altro.<br />
e parla di libero arbitrio e di differenze che vengono invece appianate dalla morale sudata dei preti e dei fedeli di ogni fede.<br />
e questo imbarazzo a commentare qui, che una volta somigliava al pudore e adesso solo al timore di essere tacciato come moralista.<br />
che il pompino, ma anche la lingua sulla passera, ci accompagni in questo 2006</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19227</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2006 20:39:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19227</guid>
		<description>My god, o il pusher di mal è ancora in circolazione oppure il virus del 2006 sta attaccando matrix: pillola rossa o pillola blu?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>My god, o il pusher di mal è ancora in circolazione oppure il virus del 2006 sta attaccando matrix: pillola rossa o pillola blu?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: C.S.M.M.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19210</link>
		<dc:creator>C.S.M.M.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2006 18:39:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19210</guid>
		<description>C.S.M.M. - Comitato per lo Sdoganamento di Marco Masini

Raccòlgonsi adesioni hic et nunc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C.S.M.M. &#8211; Comitato per lo Sdoganamento di Marco Masini</p>
<p>Raccòlgonsi adesioni hic et nunc.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: masini in doleance loop</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19203</link>
		<dc:creator>masini in doleance loop</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2006 18:24:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19203</guid>
		<description>perché ti fai, disperato ragazzo miaaaaalll!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>perché ti fai, disperato ragazzo miaaaaalll!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lou Reed a sorpresa per una BREVISSIMA apparizione</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19202</link>
		<dc:creator>Lou Reed a sorpresa per una BREVISSIMA apparizione</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2006 18:19:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19202</guid>
		<description>Mal is waiting for his man
twentysix EUROS in his hands...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mal is waiting for his man<br />
twentysix EUROS in his hands&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Riccardo Cocciante for freedom</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19186</link>
		<dc:creator>Riccardo Cocciante for freedom</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2006 17:35:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19186</guid>
		<description>Quando arrestano il pusher di Mal (così com&#039;è finito il pusher di Mal)
senza una ragione né un motivo, senza niente
ti senti un nodo nella gola,
ti senti un buco nello stomaco
ti senti un vuoto nella testa e non capisci niente
e non ti basta più un amico e non ti basta più distrarti
e non ti basta bere da ubriacarti
e non ti basta ormai più niente
e in fondo pensi, ci sarà un motivo
e cerchi a tutti i costi una ragione
eppure non c&#039;è mai una ragione
perché il pusher di Mal debba finire in galeraaaaaaaaa
e vorresti cambiare faccia, e vorresti cambiare nome
e vorresti cambiare aria, e vorresti cambiare vita
e vorresti cambiare il mondo
ma sai perfettamente
che non ti servirebbe a niente
perché c&#039;è lui, perché c&#039;è lui
perché c&#039;è lui, perché c&#039;è lui
perché c&#039;è lui nelle tue ossa
perché c&#039;è lui nella tua mente
perché c&#039;è lui nella tua vita
e non potresti più mandarlo via,
nemmeno se cambiassi faccia
nemmeno se cambiassi nome
nemmeno se cambiassi aria
nemmeno se cambiassi vita
nemmeno se cambiasse il mondo
però, se potessi ragionarci sopra
saprei perfettamente che domani sarà diverso
il pusher di Mal non sarà più il pusher di Mal
io non sarò lo stesso uomo
magari l&#039;avrò già dimenticato
magari se potessi ragionarci sopra
e se potessi ragionarci sopra
ma non posso, perché...

QUANDO ARREEEEEEEEEEEEEEEEEESTANO IL PUSHER DI MAL...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando arrestano il pusher di Mal (così com&#8217;è finito il pusher di Mal)<br />
senza una ragione né un motivo, senza niente<br />
ti senti un nodo nella gola,<br />
ti senti un buco nello stomaco<br />
ti senti un vuoto nella testa e non capisci niente<br />
e non ti basta più un amico e non ti basta più distrarti<br />
e non ti basta bere da ubriacarti<br />
e non ti basta ormai più niente<br />
e in fondo pensi, ci sarà un motivo<br />
e cerchi a tutti i costi una ragione<br />
eppure non c&#8217;è mai una ragione<br />
perché il pusher di Mal debba finire in galeraaaaaaaaa<br />
e vorresti cambiare faccia, e vorresti cambiare nome<br />
e vorresti cambiare aria, e vorresti cambiare vita<br />
e vorresti cambiare il mondo<br />
ma sai perfettamente<br />
che non ti servirebbe a niente<br />
perché c&#8217;è lui, perché c&#8217;è lui<br />
perché c&#8217;è lui, perché c&#8217;è lui<br />
perché c&#8217;è lui nelle tue ossa<br />
perché c&#8217;è lui nella tua mente<br />
perché c&#8217;è lui nella tua vita<br />
e non potresti più mandarlo via,<br />
nemmeno se cambiassi faccia<br />
nemmeno se cambiassi nome<br />
nemmeno se cambiassi aria<br />
nemmeno se cambiassi vita<br />
nemmeno se cambiasse il mondo<br />
però, se potessi ragionarci sopra<br />
saprei perfettamente che domani sarà diverso<br />
il pusher di Mal non sarà più il pusher di Mal<br />
io non sarò lo stesso uomo<br />
magari l&#8217;avrò già dimenticato<br />
magari se potessi ragionarci sopra<br />
e se potessi ragionarci sopra<br />
ma non posso, perché&#8230;</p>
<p>QUANDO ARREEEEEEEEEEEEEEEEEESTANO IL PUSHER DI MAL&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Il monocigliuto in un assolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19183</link>
		<dc:creator>Il monocigliuto in un assolo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2006 17:29:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19183</guid>
		<description>E free ppùre il pusher di Maaaaaaallllllllllllll!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E free ppùre il pusher di Maaaaaaallllllllllllll!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Checco de Gregori</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/30/busi-linfanzia-rubata-e-la-censura/#comment-19182</link>
		<dc:creator>Checco de Gregori</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2006 17:27:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1601#comment-19182</guid>
		<description>Stanno ammazzando il pusher di Mal, ma il pusher di Mal è vivoooooooooooooo-oooo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stanno ammazzando il pusher di Mal, ma il pusher di Mal è vivoooooooooooooo-oooo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
