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	<title>Commenti a: Trovarsi in mezzo</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 12:52:21 +0000</pubDate>
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		<title>Di: alcamo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-32385</link>
		<dc:creator>alcamo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jul 2006 17:21:12 +0000</pubDate>
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		<description>Cri
ci andiamo domani a vedere i neuro fotoni impazziti...e le sigle dei puffi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cri<br />
ci andiamo domani a vedere i neuro fotoni impazziti&#8230;e le sigle dei puffi?</p>
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		<title>Di: Carlo Capone</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19657</link>
		<dc:creator>Carlo Capone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2006 16:05:36 +0000</pubDate>
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		<description>Fotografia magistrale di una generazione che: non sa uccidersi ( e perchè dovrebbe, poi?),  non ha soldi per l'analista, dei massimi sistemi se ne frega e però prende il 110 e lode politico. Ecco, quest'ultima cosa non l'ho capita. Insomma stona.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fotografia magistrale di una generazione che: non sa uccidersi ( e perchè dovrebbe, poi?),  non ha soldi per l&#8217;analista, dei massimi sistemi se ne frega e però prende il 110 e lode politico. Ecco, quest&#8217;ultima cosa non l&#8217;ho capita. Insomma stona.</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19486</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 19:20:11 +0000</pubDate>
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		<description>si, Tash, deficono di pathos sociale, sono intelligenti artificiali e mancano di sensibilità naturale catalizzata in forme epiche, mitiche.
anche io finisco, scusa Raimo l'O.T.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si, Tash, deficono di pathos sociale, sono intelligenti artificiali e mancano di sensibilità naturale catalizzata in forme epiche, mitiche.<br />
anche io finisco, scusa Raimo l&#8217;O.T.</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19479</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 17:21:09 +0000</pubDate>
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		<description>@druido
il discorso sul cosidetto "sbocco politico" nasce da alcuni commenti che sottolineano la condivisione del "disagio" che si legge nel racconto, che, ripeto, è bello.
@mag
ti capisco poco: schmitt a parte, politico è ciò che attiene la polis, vale a dire gli indirizzi e le strategie per ciò che è condiviso o condivisibile, palesabile, discutibile, modificabile, trattabile, legiferabile, eccetera: di conseguenza ogni disagio reso visibile da una "condivisione attiva", che può anche risolversi in uno spaccare tutto - metti le banlieues francesi -, diventa perciò stesso politico.
ma le generazioni cresciute negli anni Ottanta sembrano averne persa la nozione, del politico: le percepisco come una sommatoria di individui sofferenti &#38; apparentemente dissenzienti che non riescono a comunicarsi vicendevolmente nulla, nemmeno la sofferenza, non riuscendo dunque a condividerla, a riconoscerla come comune, condizione prima per trasformarla in politica.
mi fermo e stop.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@druido<br />
il discorso sul cosidetto &#8220;sbocco politico&#8221; nasce da alcuni commenti che sottolineano la condivisione del &#8220;disagio&#8221; che si legge nel racconto, che, ripeto, è bello.<br />
@mag<br />
ti capisco poco: schmitt a parte, politico è ciò che attiene la polis, vale a dire gli indirizzi e le strategie per ciò che è condiviso o condivisibile, palesabile, discutibile, modificabile, trattabile, legiferabile, eccetera: di conseguenza ogni disagio reso visibile da una &#8220;condivisione attiva&#8221;, che può anche risolversi in uno spaccare tutto - metti le banlieues francesi -, diventa perciò stesso politico.<br />
ma le generazioni cresciute negli anni Ottanta sembrano averne persa la nozione, del politico: le percepisco come una sommatoria di individui sofferenti &amp; apparentemente dissenzienti che non riescono a comunicarsi vicendevolmente nulla, nemmeno la sofferenza, non riuscendo dunque a condividerla, a riconoscerla come comune, condizione prima per trasformarla in politica.<br />
mi fermo e stop.</p>
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	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19458</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 13:49:44 +0000</pubDate>
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		<description>mi sono espressa male.
Per stanza dei bottoni avrei una doppia visione.
L'una quella canonica dell'amministrazione burocratica della cosa pubblica,
ma la piu' importante, quella che tu chiama dimensione orizzontale, io la chiamo mentalità corrente.
Ecco, cercare di incidere sulla mentalità corrente di chi ti sta vicino, dei tuoi conoscenti, di chi si contenta pensando di godere qui ed ora di cio' che il proprio opportunismo premierà, non considerandosi minimamente parte di un progetto piu' vasto che è l'appartenza all'Umanità.
Fare politica significa chiedere al bidello, al preside all'assessore, al prete, al medico, a tua sorella, perchè mai scendono a compromessi corrompendosi in collusioni quotidiane di ogni sorta, perchè accettano di tollerale la mediocrità del "male comune e mezzo gaudio" finendo poi essi stessi per commetterlo (il male)?
No, fare politica è decisamente come dici tu essere presente con coscienza critica nelle cose che attengono al quotidiano.
Non ci interessano i massimi sistemi se non metabolizzati dai minimi sistemi, perchè se non è cosi, rimangono vuote tautologie, come i minimi sistemi senza idealità sono miopi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi sono espressa male.<br />
Per stanza dei bottoni avrei una doppia visione.<br />
L&#8217;una quella canonica dell&#8217;amministrazione burocratica della cosa pubblica,<br />
ma la piu&#8217; importante, quella che tu chiama dimensione orizzontale, io la chiamo mentalità corrente.<br />
Ecco, cercare di incidere sulla mentalità corrente di chi ti sta vicino, dei tuoi conoscenti, di chi si contenta pensando di godere qui ed ora di cio&#8217; che il proprio opportunismo premierà, non considerandosi minimamente parte di un progetto piu&#8217; vasto che è l&#8217;appartenza all&#8217;Umanità.<br />
Fare politica significa chiedere al bidello, al preside all&#8217;assessore, al prete, al medico, a tua sorella, perchè mai scendono a compromessi corrompendosi in collusioni quotidiane di ogni sorta, perchè accettano di tollerale la mediocrità del &#8220;male comune e mezzo gaudio&#8221; finendo poi essi stessi per commetterlo (il male)?<br />
No, fare politica è decisamente come dici tu essere presente con coscienza critica nelle cose che attengono al quotidiano.<br />
Non ci interessano i massimi sistemi se non metabolizzati dai minimi sistemi, perchè se non è cosi, rimangono vuote tautologie, come i minimi sistemi senza idealità sono miopi.</p>
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		<title>Di: druido</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19457</link>
		<dc:creator>druido</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 13:42:13 +0000</pubDate>
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		<description>si vabbè ma che c'entra questo con il racconto (notevole) di Raimo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si vabbè ma che c&#8217;entra questo con il racconto (notevole) di Raimo?</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19453</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 13:29:53 +0000</pubDate>
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		<description>"la politica la faccio quotidianamente rompendo in tutte le stanze dei bottoni che trovo".
non so, mag-da.
se posso dire: la politica non si fa verticalmente, come sembri pensare tu, o almeno non solo verticalmente; si fa invece orizzontalmente, cercando consenso e adesione su problemi condivisi, costruendo piattaforme e movimenti, mobilitando il più possibile, eccetera.
insomma, mag-da, la politica, per statuto, non è una cosa individuale e comprende, in certe occasioni, anche opzioni tipo spacchiamo tutto, dico io.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;la politica la faccio quotidianamente rompendo in tutte le stanze dei bottoni che trovo&#8221;.<br />
non so, mag-da.<br />
se posso dire: la politica non si fa verticalmente, come sembri pensare tu, o almeno non solo verticalmente; si fa invece orizzontalmente, cercando consenso e adesione su problemi condivisi, costruendo piattaforme e movimenti, mobilitando il più possibile, eccetera.<br />
insomma, mag-da, la politica, per statuto, non è una cosa individuale e comprende, in certe occasioni, anche opzioni tipo spacchiamo tutto, dico io.</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19427</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 09:45:49 +0000</pubDate>
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		<description>Tash, io tengo 42 anni e la politica la faccio quotidianamente rompendo in tutte le stanze dei bottoni che trovo.
un muro di gomma.
ma mi scaldo piu' con questi argomenti, giustizia, politica , stato sociale, istruzione, etica, che con George Clooney.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tash, io tengo 42 anni e la politica la faccio quotidianamente rompendo in tutte le stanze dei bottoni che trovo.<br />
un muro di gomma.<br />
ma mi scaldo piu&#8217; con questi argomenti, giustizia, politica , stato sociale, istruzione, etica, che con George Clooney.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19422</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 07:20:14 +0000</pubDate>
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		<description>chissà perché queste vostre generazioni (quante sono, quanti anni avete, chi siete, che volete, cosa vi manca, cosa vorreste vi fosse dato, eccetera) non riescono nemmeno a pronunciare la parola fatidica, la sola che abbia un senso quando si tratta di passare dalla, spesso disperata, doglianza individuale all'analisi, all'organizzazione e infine all'azione collettiva: "politica".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>chissà perché queste vostre generazioni (quante sono, quanti anni avete, chi siete, che volete, cosa vi manca, cosa vorreste vi fosse dato, eccetera) non riescono nemmeno a pronunciare la parola fatidica, la sola che abbia un senso quando si tratta di passare dalla, spesso disperata, doglianza individuale all&#8217;analisi, all&#8217;organizzazione e infine all&#8217;azione collettiva: &#8220;politica&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Di: rei toei</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19384</link>
		<dc:creator>rei toei</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 19:41:42 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sento sopraffatta da quello che scrivi, come fosse accaduto sul serio.  Ma in realtà poi è accaduto, cazzo.  Me ne sbatto della finzione letteraria, questa storia è anche mia, è anche una parte di me! E grazie di averla scritta… soprattutto quel pezzo che mi ritrovo sempre a rileggere, dove scrivi che il “il corpo che stai uccidendo non appartiene a te, ma a Dio appunto. E quindi non doveva preoccuparsi di riuscire, fallire, eccetera, ma soltanto di gestirlo decentemente per tenerlo in vita”.  
È questo che cambia tutto.  
Mi addolora leggere i commenti infantili di chi si attacca alle storielle (peraltro invadendo la tua vita, quella sì che è tua) di fronte a te che hai il coraggio di scrivere una frase del genere, il corpo non è tuo, ecco io mi sento sopraffatta dalla Verità (suona snob, ma non so dirla altrimenti).  A questo serve il corpo, ad amare.  Sia si parli di teoremi, sia si parli di masturbazione alla fine i tuoi racconti mi fanno sempre lo stesso effetto: mi scopro ad aver ancora voglia di amare nonostante me.  Trovo sinceramente bello che ci sia qualcuno che ha il coraggio di scrivere questa cosa, christianraimo.  Questo lo apprezzo davvero tanto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sento sopraffatta da quello che scrivi, come fosse accaduto sul serio.  Ma in realtà poi è accaduto, cazzo.  Me ne sbatto della finzione letteraria, questa storia è anche mia, è anche una parte di me! E grazie di averla scritta… soprattutto quel pezzo che mi ritrovo sempre a rileggere, dove scrivi che il “il corpo che stai uccidendo non appartiene a te, ma a Dio appunto. E quindi non doveva preoccuparsi di riuscire, fallire, eccetera, ma soltanto di gestirlo decentemente per tenerlo in vita”.<br />
È questo che cambia tutto.<br />
Mi addolora leggere i commenti infantili di chi si attacca alle storielle (peraltro invadendo la tua vita, quella sì che è tua) di fronte a te che hai il coraggio di scrivere una frase del genere, il corpo non è tuo, ecco io mi sento sopraffatta dalla Verità (suona snob, ma non so dirla altrimenti).  A questo serve il corpo, ad amare.  Sia si parli di teoremi, sia si parli di masturbazione alla fine i tuoi racconti mi fanno sempre lo stesso effetto: mi scopro ad aver ancora voglia di amare nonostante me.  Trovo sinceramente bello che ci sia qualcuno che ha il coraggio di scrivere questa cosa, christianraimo.  Questo lo apprezzo davvero tanto.</p>
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	<item>
		<title>Di: Ezio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19265</link>
		<dc:creator>Ezio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 08:08:32 +0000</pubDate>
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		<description>Bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bene.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Melloni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19215</link>
		<dc:creator>Franco Melloni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2006 18:52:04 +0000</pubDate>
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		<description>Il raccontino (anaffettivo) di Governi su Paparelli è qui:
http://www.pagine70.com/vmnews/wmprint.php?ArtID=586
Comunque non sono d'accordo con Steve: questa non è la tragedia di Paparelli, è a tutti gli effetti la tragedia di Governi. Ma davvero davvero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il raccontino (anaffettivo) di Governi su Paparelli è qui:<br />
<a href="http://www.pagine70.com/vmnews/wmprint.php?ArtID=586" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.pagine70.com');" rel="nofollow">http://www.pagine70.com/vmnews/wmprint.php?ArtID=586</a><br />
Comunque non sono d&#8217;accordo con Steve: questa non è la tragedia di Paparelli, è a tutti gli effetti la tragedia di Governi. Ma davvero davvero.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: christian raimo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19170</link>
		<dc:creator>christian raimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2006 16:51:21 +0000</pubDate>
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		<description>ok, ezio, giusto, fatto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ok, ezio, giusto, fatto</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ezio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19159</link>
		<dc:creator>Ezio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2006 16:08:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19159</guid>
		<description>Ho trovato questo racconto molto molto bello quando l'ho letto sul giornale e ora, rileggendolo. Mi sorprende un pensiero davvero banale: che i commenti che prendono di mira la quantità di verità che ci sarebbe dentro mettendo in discussione la liceità morale di esporla in pubblico in realtà la mira la stanno prendendo su un altro bersaglio, per di più mancandolo, estraneo al fatto letterario. Vale a dire la persona Christian Raimo, e i suoi amici, la sua vita, che col racconto non c’entra più nulla.

(fra parentesi, anche se può sembrare un dettaglio, non trovo "corretto" che tu, Chiristian, l'abbia pubblicato senza dichiarare che era già uscito su Repubblica. La trovo una piccola scorrettezza. Per chi legge non è lo stesso pensare che si tratti di un contributo originale, scritto e pensato per Nazione Indiana, o che si tratti di una ripubblicazione. Il rapporto autore-testo-lettore secondo me vive di una lealtà oggettiva, extratestuale, che induce l’ultimo anello della catena, il più debole, a porsi in un modo anziché in un altro a seconda della messa in prospettiva dell’oggetto letterario che ha fra le mani. Un conto è pensare: “guarda guarda, un nuovo racconto di Raimo, che bello”, e scoprire nei commenti che non è nuovo per niente; un altro invece: “guarda guarda, Raimo non aveva niente di nuovo fra le mani e pubblica una minestra riscaldata spacciandola per nuova”. Certo, tu sei libero di pubblicare come ti pare; io però da lettore sono libero di provare una sensazione sgradevole).
Ezio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato questo racconto molto molto bello quando l&#8217;ho letto sul giornale e ora, rileggendolo. Mi sorprende un pensiero davvero banale: che i commenti che prendono di mira la quantità di verità che ci sarebbe dentro mettendo in discussione la liceità morale di esporla in pubblico in realtà la mira la stanno prendendo su un altro bersaglio, per di più mancandolo, estraneo al fatto letterario. Vale a dire la persona Christian Raimo, e i suoi amici, la sua vita, che col racconto non c’entra più nulla.</p>
<p>(fra parentesi, anche se può sembrare un dettaglio, non trovo &#8220;corretto&#8221; che tu, Chiristian, l&#8217;abbia pubblicato senza dichiarare che era già uscito su Repubblica. La trovo una piccola scorrettezza. Per chi legge non è lo stesso pensare che si tratti di un contributo originale, scritto e pensato per Nazione Indiana, o che si tratti di una ripubblicazione. Il rapporto autore-testo-lettore secondo me vive di una lealtà oggettiva, extratestuale, che induce l’ultimo anello della catena, il più debole, a porsi in un modo anziché in un altro a seconda della messa in prospettiva dell’oggetto letterario che ha fra le mani. Un conto è pensare: “guarda guarda, un nuovo racconto di Raimo, che bello”, e scoprire nei commenti che non è nuovo per niente; un altro invece: “guarda guarda, Raimo non aveva niente di nuovo fra le mani e pubblica una minestra riscaldata spacciandola per nuova”. Certo, tu sei libero di pubblicare come ti pare; io però da lettore sono libero di provare una sensazione sgradevole).<br />
Ezio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19096</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2006 07:42:52 +0000</pubDate>
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		<description>il racconto è bello.
dice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il racconto è bello.<br />
dice.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gemma Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19087</link>
		<dc:creator>Gemma Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2006 23:49:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19087</guid>
		<description>L'artista è un ladro in guanti bianchi, da chirurgo. Ma il primo a cui ruba, il primo CHE deruba, è se stesso. E scrivere è darsi in pasto, esattamente come vivere. Si possono formulare più domande che risposte sull'etica artistica, che esiste.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;artista è un ladro in guanti bianchi, da chirurgo. Ma il primo a cui ruba, il primo CHE deruba, è se stesso. E scrivere è darsi in pasto, esattamente come vivere. Si possono formulare più domande che risposte sull&#8217;etica artistica, che esiste.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Baldrus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19064</link>
		<dc:creator>Baldrus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2006 18:24:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19064</guid>
		<description>Beh, Agostinelli era già morto quando Proust decise di farne una delle matrici di Albertine, comunque sono d'accordo con corpodibacco, di cui mi ha divertito il riferimento a Bob Dylan, che da giovane è stato davvero un grandissimo figliodiputtana: tra l'altro rubò una canzone a un povero collega e la pubblicò a suo nome. Dunque il cantante, lo scrittore, il pittore, in altre parole l'artista secondo la concezione ottocentesca-novecentesca, può essere figliodiputtana? Lo è, e basta, perché parla di cose e personaggi che conosce, e ne ha bisogno per creare storie e tracciare ritratti. Ne ha talmente bisogno che spesso li usa senza scrupoli, e in alcuni casi dobbiamo dire "grazie", perché senza questa mancanza di scrupoli non avremmo avuto molti grandi libri. Certo, non deve usare il vero nome e il numero di telefono, ma ciò non è avvenuto in questo racconto, no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, Agostinelli era già morto quando Proust decise di farne una delle matrici di Albertine, comunque sono d&#8217;accordo con corpodibacco, di cui mi ha divertito il riferimento a Bob Dylan, che da giovane è stato davvero un grandissimo figliodiputtana: tra l&#8217;altro rubò una canzone a un povero collega e la pubblicò a suo nome. Dunque il cantante, lo scrittore, il pittore, in altre parole l&#8217;artista secondo la concezione ottocentesca-novecentesca, può essere figliodiputtana? Lo è, e basta, perché parla di cose e personaggi che conosce, e ne ha bisogno per creare storie e tracciare ritratti. Ne ha talmente bisogno che spesso li usa senza scrupoli, e in alcuni casi dobbiamo dire &#8220;grazie&#8221;, perché senza questa mancanza di scrupoli non avremmo avuto molti grandi libri. Certo, non deve usare il vero nome e il numero di telefono, ma ciò non è avvenuto in questo racconto, no?</p>
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	<item>
		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19056</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2006 17:04:20 +0000</pubDate>
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		<description>A me piace questo testo, Christian, e molto. Riesco da lettrice ad apprezzare un testo anche se l'autore mi ha indisposto in altre situazioni... non voglio aggiungere cose trite e ritrite sulla distinzione tra autore e testo, autobiografie, biografie e personaltà irritanti: pienamente d'accordo col commento di corpodibacco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me piace questo testo, Christian, e molto. Riesco da lettrice ad apprezzare un testo anche se l&#8217;autore mi ha indisposto in altre situazioni&#8230; non voglio aggiungere cose trite e ritrite sulla distinzione tra autore e testo, autobiografie, biografie e personaltà irritanti: pienamente d&#8217;accordo col commento di corpodibacco.</p>
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	<item>
		<title>Di: corpodibacco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19046</link>
		<dc:creator>corpodibacco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2006 15:48:55 +0000</pubDate>
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		<description>Bello questo testo... Raimo sei bravissimo a scrivere. Compliments- Conosco qualcuno come le persone che descrivi. O forse mi sembra solo perché le tue descrizioni sono molto vere.

Qui nei commenti ci sono sempre un sacco di polemiche e aggressioni incrociate che chi non è dentro tutte le vicende non capisce... e io mi stufo quasi sempre di leggerli 'sti commenti. Troppe allusioni, troppe beghe personali, che palle.

Comunque a proposito della polemica "ti sei venduto la tragedia del tuo amico per scrivere un racconto" (critica di Governi mi pare), vorrei dire che, a parte l'autodifesa di Raimo che basta e avanza, una tale critica è comunque sempre irragionevole, anche se umanamente fondata (anche se qualcuno è stato veramente ferito da un racconto o un romanzo - e infatti è di certo successo migliaia di volte), perché alla fine quello che conta sono i risultati nel testo, non i fatti privati che ci sono dietro. Altrimenti su questa scorta dovremmo buttare via mezza letteratura mondiale.

ci sono stati scrittori che deliberatamente si sono ficcati in risse e tragedie e guerre per avere materiale da raccontare. Altri hanno sputtanato le grane con le mamme, le nonne, i padri le zie le sorelle gli amici del cuore i maestri di scuola gli amici dei figli i compagni d'armi eccetera pur di avere qualcosa da raccontare. hanno scaricato donne o si sono fatti scaricare, hano assunto droghe per ecc.. (E ovviamente anche cantanti, poeti, registi, teatranti hanno fatto queste cose... Lui lascia lei, lei è distrutta, poi non contento lui scrive una canzone su di lei dove elenca tutti i suoi difetti. Cosa dovremmo pensare di uno così? Figlio di troia? Può darsi. Ma è Bob Dylan. Tanto per fare un esempio.)
 
chessò, L'autista di Proust si sarà infastidito a essere ritratto come Albertine. Peccato per lui, ma a noi lettori non ci frega gnente di quella persona reale quanto ci frega di Albertine. Sembrerà brutto, ma succede così. La letteratura è fatta per essere generale, superare le barriere dello spazio e del tempo, mica per dialogare con amici e nemici.

Non ricordo chi citava un altro che non ricordo che aveva detto: "quando uno scrittore nasce in una famiglia, la famiglia è fottuta".
Spiacente per la famiglia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bello questo testo&#8230; Raimo sei bravissimo a scrivere. Compliments- Conosco qualcuno come le persone che descrivi. O forse mi sembra solo perché le tue descrizioni sono molto vere.</p>
<p>Qui nei commenti ci sono sempre un sacco di polemiche e aggressioni incrociate che chi non è dentro tutte le vicende non capisce&#8230; e io mi stufo quasi sempre di leggerli &#8217;sti commenti. Troppe allusioni, troppe beghe personali, che palle.</p>
<p>Comunque a proposito della polemica &#8220;ti sei venduto la tragedia del tuo amico per scrivere un racconto&#8221; (critica di Governi mi pare), vorrei dire che, a parte l&#8217;autodifesa di Raimo che basta e avanza, una tale critica è comunque sempre irragionevole, anche se umanamente fondata (anche se qualcuno è stato veramente ferito da un racconto o un romanzo - e infatti è di certo successo migliaia di volte), perché alla fine quello che conta sono i risultati nel testo, non i fatti privati che ci sono dietro. Altrimenti su questa scorta dovremmo buttare via mezza letteratura mondiale.</p>
<p>ci sono stati scrittori che deliberatamente si sono ficcati in risse e tragedie e guerre per avere materiale da raccontare. Altri hanno sputtanato le grane con le mamme, le nonne, i padri le zie le sorelle gli amici del cuore i maestri di scuola gli amici dei figli i compagni d&#8217;armi eccetera pur di avere qualcosa da raccontare. hanno scaricato donne o si sono fatti scaricare, hano assunto droghe per ecc.. (E ovviamente anche cantanti, poeti, registi, teatranti hanno fatto queste cose&#8230; Lui lascia lei, lei è distrutta, poi non contento lui scrive una canzone su di lei dove elenca tutti i suoi difetti. Cosa dovremmo pensare di uno così? Figlio di troia? Può darsi. Ma è Bob Dylan. Tanto per fare un esempio.)</p>
<p>chessò, L&#8217;autista di Proust si sarà infastidito a essere ritratto come Albertine. Peccato per lui, ma a noi lettori non ci frega gnente di quella persona reale quanto ci frega di Albertine. Sembrerà brutto, ma succede così. La letteratura è fatta per essere generale, superare le barriere dello spazio e del tempo, mica per dialogare con amici e nemici.</p>
<p>Non ricordo chi citava un altro che non ricordo che aveva detto: &#8220;quando uno scrittore nasce in una famiglia, la famiglia è fottuta&#8221;.<br />
Spiacente per la famiglia.</p>
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		<title>Di: Gemma Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19042</link>
		<dc:creator>Gemma Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2006 03:29:42 +0000</pubDate>
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		<description>L'etica letteraria è anche una questione di critica e di cronaca, letterarie. In generale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;etica letteraria è anche una questione di critica e di cronaca, letterarie. In generale.</p>
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	<item>
		<title>Di: Baldrus</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19033</link>
		<dc:creator>Baldrus</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2005 18:13:50 +0000</pubDate>
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		<description>Letto d’un fiato, aiutato anche dal testo abbastanza compatto, che apprezzo, perché trovo fastidioso il continuo andare a capo di tanti scrittori nostrani. Ciò che mi viene da pensare, le sensazioni che ho provato – sarà che ho tirato fuori Old Bull Lee in un commento di ieri sera sul pezzo di Busi, sarà che attualmente cincischio proprio con quel periodo -  quello che mi evoca, che mi ispira, è un racconto beat. Sì, scrittura beat, puri anni Cinquanta, scrittura perdente; non “personaggi perdenti”, che non vuole dire niente (la letteratura è piena zeppa di perdenti), ma lo stile perdente di un beat che naviga nel mondo ed è sempre sul punto di naufragare eppure non naufraga, almeno nella scrittura: è in bilico, cavalca l’onda di un mare sporco e sabbioso, e vi è immerso fino al collo; la scrittura perdente non è “anaffettiva”, non c’entra, ma chi mai ha stabilito che l’autore deve essere affettivo verso l’ambiente e i personaggi? E’ il distacco apparente, e non l’anaffettività, che fa del beat un viaggiatore, un nomade sempre un po’ triste, anche se roccioso, e gli fa tenere lo sguardo basso, sul marciapiede davanti a sé. Poi le critiche sul diritto di scriverlo, di pubblicarlo, beghe interne diciamo, per me sono gratuite. Dovrebbero essere oggetto di mail private, non di critica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Letto d’un fiato, aiutato anche dal testo abbastanza compatto, che apprezzo, perché trovo fastidioso il continuo andare a capo di tanti scrittori nostrani. Ciò che mi viene da pensare, le sensazioni che ho provato – sarà che ho tirato fuori Old Bull Lee in un commento di ieri sera sul pezzo di Busi, sarà che attualmente cincischio proprio con quel periodo -  quello che mi evoca, che mi ispira, è un racconto beat. Sì, scrittura beat, puri anni Cinquanta, scrittura perdente; non “personaggi perdenti”, che non vuole dire niente (la letteratura è piena zeppa di perdenti), ma lo stile perdente di un beat che naviga nel mondo ed è sempre sul punto di naufragare eppure non naufraga, almeno nella scrittura: è in bilico, cavalca l’onda di un mare sporco e sabbioso, e vi è immerso fino al collo; la scrittura perdente non è “anaffettiva”, non c’entra, ma chi mai ha stabilito che l’autore deve essere affettivo verso l’ambiente e i personaggi? E’ il distacco apparente, e non l’anaffettività, che fa del beat un viaggiatore, un nomade sempre un po’ triste, anche se roccioso, e gli fa tenere lo sguardo basso, sul marciapiede davanti a sé. Poi le critiche sul diritto di scriverlo, di pubblicarlo, beghe interne diciamo, per me sono gratuite. Dovrebbero essere oggetto di mail private, non di critica.</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19025</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2005 16:52:36 +0000</pubDate>
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		<description>che fate a roma di bello? io ci devo venire stasera</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che fate a roma di bello? io ci devo venire stasera</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19024</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2005 16:50:06 +0000</pubDate>
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		<description>Del resto, tra un bacio e uno sputo, chimicamente, non c'è molta differenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Del resto, tra un bacio e uno sputo, chimicamente, non c&#8217;è molta differenza.</p>
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	</item>
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		<title>Di: H2SO4@generazioneinutile.it</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19023</link>
		<dc:creator>H2SO4@generazioneinutile.it</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2005 16:49:40 +0000</pubDate>
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		<description>bello</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bello</p>
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	<item>
		<title>Di: steve</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2005/12/31/trovarsi-in-mezzo/#comment-19022</link>
		<dc:creator>steve</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2005 16:42:56 +0000</pubDate>
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		<description>Eddài, Gove', sforzati un pochetto, con lo sputo che provi a lanciarmi tenta invece d'incollare una mezza risposta dignitosa, su...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eddài, Gove&#8217;, sforzati un pochetto, con lo sputo che provi a lanciarmi tenta invece d&#8217;incollare una mezza risposta dignitosa, su&#8230;</p>
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