Depois di Cecìlia Meireles

Depois…

Depois que se navega,
a algum lugar, enfim, se chega …
– O que serà, talvez, mais triste.
Nem barca, nem gaivota:
somente sobre-humanas companhias.

Dopo

Dopo aver navigato
in qualche luogo, alfine, si arriva …
– Questo forse darà malinconia.
Non più barca né gabbiano:
solamente sovrumane compagnie.

di Cecìlia Meireles (Rio de Janeiro, 1901-1964).

Buon anno a tutti. A.

4 commenti

  1. Giorgios
    Pubblicato 2 Gennaio 2006 alle 11:10 | Permalink

    Una bella poesia, concisa, evocativa, pieni di echi. Grazie.

  2. Pubblicato 2 Gennaio 2006 alle 12:36 | Permalink

    mi ricorda Saramago quando descrive Lisbona.
    E’ nel”Nell’anno della morte di Richardo Reis” che si comincia tipo cosi:” la’ dove il mare si congiunge con la terra…” e dove si finisce in modo circolare con la stessa frase ma ribaltata?

  3. Pubblicato 2 Gennaio 2006 alle 12:41 | Permalink

    …”sovrumane compagnie…”
    Splendida elegia di ciclopeschereccio… :-)

  4. P.P.P.
    Pubblicato 2 Gennaio 2006 alle 16:02 | Permalink

    Pus o meu sonho num navio
    e o navio em cima do mar;
    depois, abri o mar com as mãos,
    para o meu sonho naufragar.

    Minhas mãos ainda estão molhadas
    do azul das ondas entre abertas,
    e a cor que escorre dos meus dedos
    colore as areias desertas.

    Della grande Cecìlia Meireles mi piace ricordare questi bellissimi versi che, nella loro struggente levità, sfiorano il sublime. Qualunque cosa questa parola possa significare.

    Grazie, Antonio.