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	<title>Commenti a: A Gamba Tesa/ Massimo Rizzante</title>
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	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 07:47:22 +0000</pubDate>
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		<title>Di: andrea</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-21103</link>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2006 10:16:45 +0000</pubDate>
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		<description>Sono finito qua un po' così...un pezzo davvero bello, interessante. Soprattutto, fa riflettere. Grazie.</description>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Lo scrittore, il mercato, Piperno ovvero: del conformismo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-21027</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Lo scrittore, il mercato, Piperno ovvero: del conformismo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2006 13:22:07 +0000</pubDate>
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		<description>[...] E, per venire al dunque: è interessante il ben venduto e incensato primo romanzo Piperno, è interessante il primo romanzo di Colombati, è interessante l’ultimo libro di De Luca? Credo che l’unico possibile metro di giudizio sia quello di analizzare, indipendentemente (almeno in un primo tempo) dalle loro vendite, il loro lavoro. Il che vuol dire entrare senza pregiudizi ideologici o estetici o altro nello specifico delle loro opere, delle loro costruzioni linguistiche. Confrontandole con quelle della tradizione italiana, con le opere recenti a esse più vicine, cercando eventuali relazioni o vicinanze o corrispondenze con il conformismo letterario (e più in generale culturale) italiano, cercando i legami con i pregi e i difetti e le pecche di altre opere (italiane) passate o recenti, ragionando sull’eventuale originalità linguistica (in senso lato). Evidenziando e ragionando sulle influenze che vengono da letterature di altre lingue alla luce del senso e dell’effettiva eventuale “innovatività” che assumono per la lingua (in senso lato) italiana, valutando la riuscita o meno dell’innesto. Le trasposizioni tra letterature diverse prendono spesso l’apparenza di novità (= di atti di sabotaggio linguistico), ma poi si rivelano, col tempo, e col senno di poi, molto meno interessanti di quello che erano sembrate all’inizio (viene a galla il lato conformistico dell’operazione). Questo in realtà lo fanno in pochissimi, e non lo fa certo la critica giornalistica. E’ rarissimo, tanto per fare un esempio, che le recensioni giornalistiche entrino nel merito, a parte qualche banalissima e prevedibilissima frasetta, della lingua. Ma in realtà non ci vuole molto spazio, non ci vuole molto tempo. Ci vuole intelligenza, serietà, libertà dai vincoli ideologici e libertà dalle reti di influenza (cosa molto difficile, visto il fittissimo imbricamento di interessi e di rapporti personali nel piccolo mondo letterario italiano). Ci vuole soprattutto molta distanza dal conformismo imperversante, appunto. Ma faccio un esempio: in un testo riportato su Nazione Indiana Massimo Rizzante riesce a “smontare”, nel senso che trova la “pecca di fondo”, e riesce a farlo in poche righe, di un libro del sopra citato Ammaniti e del bestseller della Mazzantini. Di valutazioni di questo genere sento atrocemente la mancanza. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] E, per venire al dunque: è interessante il ben venduto e incensato primo romanzo Piperno, è interessante il primo romanzo di Colombati, è interessante l’ultimo libro di De Luca? Credo che l’unico possibile metro di giudizio sia quello di analizzare, indipendentemente (almeno in un primo tempo) dalle loro vendite, il loro lavoro. Il che vuol dire entrare senza pregiudizi ideologici o estetici o altro nello specifico delle loro opere, delle loro costruzioni linguistiche. Confrontandole con quelle della tradizione italiana, con le opere recenti a esse più vicine, cercando eventuali relazioni o vicinanze o corrispondenze con il conformismo letterario (e più in generale culturale) italiano, cercando i legami con i pregi e i difetti e le pecche di altre opere (italiane) passate o recenti, ragionando sull’eventuale originalità linguistica (in senso lato). Evidenziando e ragionando sulle influenze che vengono da letterature di altre lingue alla luce del senso e dell’effettiva eventuale “innovatività” che assumono per la lingua (in senso lato) italiana, valutando la riuscita o meno dell’innesto. Le trasposizioni tra letterature diverse prendono spesso l’apparenza di novità (= di atti di sabotaggio linguistico), ma poi si rivelano, col tempo, e col senno di poi, molto meno interessanti di quello che erano sembrate all’inizio (viene a galla il lato conformistico dell’operazione). Questo in realtà lo fanno in pochissimi, e non lo fa certo la critica giornalistica. E’ rarissimo, tanto per fare un esempio, che le recensioni giornalistiche entrino nel merito, a parte qualche banalissima e prevedibilissima frasetta, della lingua. Ma in realtà non ci vuole molto spazio, non ci vuole molto tempo. Ci vuole intelligenza, serietà, libertà dai vincoli ideologici e libertà dalle reti di influenza (cosa molto difficile, visto il fittissimo imbricamento di interessi e di rapporti personali nel piccolo mondo letterario italiano). Ci vuole soprattutto molta distanza dal conformismo imperversante, appunto. Ma faccio un esempio: in un testo riportato su Nazione Indiana Massimo Rizzante riesce a “smontare”, nel senso che trova la “pecca di fondo”, e riesce a farlo in poche righe, di un libro del sopra citato Ammaniti e del bestseller della Mazzantini. Di valutazioni di questo genere sento atrocemente la mancanza. [...]</p>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Lo scrittore, il mercato, Piperno: Ovvero del conformismo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-21025</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Lo scrittore, il mercato, Piperno: Ovvero del conformismo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2006 13:17:38 +0000</pubDate>
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		<description>[...] E, per venire al dunque: è interessante il ben venduto e incensato primo romanzo Piperno, è interessante il primo romanzo di Colombati, è interessante l’ultimo libro di De Luca? Credo che l’unico possibile metro di giudizio sia quello di analizzare, indipendentemente (almeno in un primo tempo) dalle loro vendite, il loro lavoro. Il che vuol dire entrare senza pregiudizi ideologici o estetici o altro nello specifico delle loro opere, delle loro costruzioni linguistiche. Confrontandole con quelle della tradizione italiana, con le opere recenti a esse più vicine, cercando eventuali relazioni o vicinanze o corrispondenze con il conformismo letterario (e più in generale culturale) italiano, cercando i legami con i pregi e i difetti e le pecche di altre opere (italiane) passate o recenti, ragionando sull’eventuale originalità linguistica (in senso lato). Evidenziando e ragionando sulle influenze che vengono da letterature di altre lingue alla luce del senso e dell’effettiva eventuale “innovatività” che assumono per la lingua (in senso lato) italiana, valutando la riuscita o meno dell’innesto. Le trasposizioni tra letterature diverse prendono spesso l’apparenza di novità (= di atti di sabotaggio linguistico), ma poi si rivelano, col tempo, e col senno di poi, molto meno interessanti di quello che erano sembrate all’inizio (viene a galla il lato conformistico dell’operazione). Questo in realtà lo fanno in pochissimi, e non lo fa certo la critica giornalistica. E’ rarissimo, tanto per fare un esempio, che le recensioni giornalistiche entrino nel merito, a parte qualche banalissima e prevedibilissima frasetta, della lingua. Ma in realtà non ci vuole molto spazio, non ci vuole molto tempo. Ci vuole intelligenza, serietà, libertà dai vincoli ideologici e libertà dalle reti di influenza (cosa molto difficile, visto il fittissimo imbricamento di interessi e di rapporti personali nel piccolo mondo letterario italiano). Ci vuole soprattutto molta distanza dal conformismo imperversante, appunto. Ma faccio un esempio: in un testo riportato su Nazione Indiana Massimo Rizzante riesce a “smontare”, nel senso che trova la “pecca di fondo”, e riesce a farlo in poche righe, di un libro del sopra citato Ammaniti e del bestseller della Mazzantini. Di valutazioni di questo genere sento atrocemente la mancanza. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] E, per venire al dunque: è interessante il ben venduto e incensato primo romanzo Piperno, è interessante il primo romanzo di Colombati, è interessante l’ultimo libro di De Luca? Credo che l’unico possibile metro di giudizio sia quello di analizzare, indipendentemente (almeno in un primo tempo) dalle loro vendite, il loro lavoro. Il che vuol dire entrare senza pregiudizi ideologici o estetici o altro nello specifico delle loro opere, delle loro costruzioni linguistiche. Confrontandole con quelle della tradizione italiana, con le opere recenti a esse più vicine, cercando eventuali relazioni o vicinanze o corrispondenze con il conformismo letterario (e più in generale culturale) italiano, cercando i legami con i pregi e i difetti e le pecche di altre opere (italiane) passate o recenti, ragionando sull’eventuale originalità linguistica (in senso lato). Evidenziando e ragionando sulle influenze che vengono da letterature di altre lingue alla luce del senso e dell’effettiva eventuale “innovatività” che assumono per la lingua (in senso lato) italiana, valutando la riuscita o meno dell’innesto. Le trasposizioni tra letterature diverse prendono spesso l’apparenza di novità (= di atti di sabotaggio linguistico), ma poi si rivelano, col tempo, e col senno di poi, molto meno interessanti di quello che erano sembrate all’inizio (viene a galla il lato conformistico dell’operazione). Questo in realtà lo fanno in pochissimi, e non lo fa certo la critica giornalistica. E’ rarissimo, tanto per fare un esempio, che le recensioni giornalistiche entrino nel merito, a parte qualche banalissima e prevedibilissima frasetta, della lingua. Ma in realtà non ci vuole molto spazio, non ci vuole molto tempo. Ci vuole intelligenza, serietà, libertà dai vincoli ideologici e libertà dalle reti di influenza (cosa molto difficile, visto il fittissimo imbricamento di interessi e di rapporti personali nel piccolo mondo letterario italiano). Ci vuole soprattutto molta distanza dal conformismo imperversante, appunto. Ma faccio un esempio: in un testo riportato su Nazione Indiana Massimo Rizzante riesce a “smontare”, nel senso che trova la “pecca di fondo”, e riesce a farlo in poche righe, di un libro del sopra citato Ammaniti e del bestseller della Mazzantini. Di valutazioni di questo genere sento atrocemente la mancanza. [...]</p>
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		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20299</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 21:42:59 +0000</pubDate>
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		<description>Gabriella è bello il sito di Georgia, pero' mi piaceva sentire le tue impressioni personali, se ti va' ovviamente.
ciao

Magda</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gabriella è bello il sito di Georgia, pero&#8217; mi piaceva sentire le tue impressioni personali, se ti va&#8217; ovviamente.<br />
ciao</p>
<p>Magda</p>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20296</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 19:29:20 +0000</pubDate>
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		<description>Il commento di prima è mio, il furlen ha usato il mio pc ed era rimasto il suo nome.
Auguri di pronta guarigione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il commento di prima è mio, il furlen ha usato il mio pc ed era rimasto il suo nome.<br />
Auguri di pronta guarigione.</p>
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		<title>Di: furlen</title>
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		<dc:creator>furlen</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 19:26:27 +0000</pubDate>
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		<description>Era giocosa la mia battuta. Mag, se vai sul blog di Georgia c'è un'esauriente rassegna stampa sulla giornata di ieri. Ciao. :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Era giocosa la mia battuta. Mag, se vai sul blog di Georgia c&#8217;è un&#8217;esauriente rassegna stampa sulla giornata di ieri. Ciao. :-)</p>
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		<title>Di: mag</title>
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		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 08:50:27 +0000</pubDate>
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		<description>@Gabriella, scrivici un post sulla manifestazione dai..........che ero ammalata a letto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gabriella, scrivici un post sulla manifestazione dai&#8230;&#8230;&#8230;.che ero ammalata a letto&#8230;</p>
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		<title>Di: emma</title>
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		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 07:44:59 +0000</pubDate>
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		<description>*330 Km.* MILANO

*400 Km.* ROMA</description>
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<p>*400 Km.* ROMA</p>
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	<item>
		<title>Di: giovanni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20274</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 04:54:13 +0000</pubDate>
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		<description>Condizione necessaria e sufficiente per essere alla manifestazione di Milano è abitare a Milano o nei pressi. E peraltro: l'adesione in ispirito e toto corde non basta?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condizione necessaria e sufficiente per essere alla manifestazione di Milano è abitare a Milano o nei pressi. E peraltro: l&#8217;adesione in ispirito e toto corde non basta?</p>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20271</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 00:38:55 +0000</pubDate>
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		<description>@ emma
"manifestazione"   ;-)</description>
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&#8220;manifestazione&#8221;   ;-)</p>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20270</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 00:37:22 +0000</pubDate>
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		<description>Molto male, avreste dovuto venire in manifestazione oggi... eravamo tanti, a Milano. Altro che saldi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto male, avreste dovuto venire in manifestazione oggi&#8230; eravamo tanti, a Milano. Altro che saldi!</p>
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		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20264</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2006 15:58:24 +0000</pubDate>
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		<description>@in-comprehençion

1) Sì, ho la manìa delle virgolette e delle svirgolette.
2) Sì, può darsi che il mio discorso non sia chiaro. Allora leggiti il testo di Rizzante. Se “io” non l’ho capito, pazienza. “Tu” leggilo, in ogni caso. Poi magari spiegami - virgolettando e svirgolettando - quel che hai capito. Non limitarti ad elogiare.
3) Sì, adesso vado per saldi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@in-comprehençion</p>
<p>1) Sì, ho la manìa delle virgolette e delle svirgolette.<br />
2) Sì, può darsi che il mio discorso non sia chiaro. Allora leggiti il testo di Rizzante. Se “io” non l’ho capito, pazienza. “Tu” leggilo, in ogni caso. Poi magari spiegami - virgolettando e svirgolettando - quel che hai capito. Non limitarti ad elogiare.<br />
3) Sì, adesso vado per saldi.</p>
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	<item>
		<title>Di: in-comprehençion</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20263</link>
		<dc:creator>in-comprehençion</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2006 15:43:20 +0000</pubDate>
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		<description>A che tante virgolette? E che cosa vogliono dire, le parole svirgolettate? Il sabato pomeriggio, nel pieno dei saldi, non è chiaro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A che tante virgolette? E che cosa vogliono dire, le parole svirgolettate? Il sabato pomeriggio, nel pieno dei saldi, non è chiaro.</p>
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	<item>
		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20259</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2006 14:25:28 +0000</pubDate>
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		<description>La “forma” della critica come via di mezzo tra pensiero ed esistenza, tra scrittura saggistica e scrittura letteraria (narrativa).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La “forma” della critica come via di mezzo tra pensiero ed esistenza, tra scrittura saggistica e scrittura letteraria (narrativa).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: emma</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20258</link>
		<dc:creator>emma</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2006 14:23:50 +0000</pubDate>
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		<description>Le grandiose visioni panoramiche possono essere illusorie, ma ci sono strade che permettono soluzioni e approdi dignitosi, salvaguardando le prerogative e insieme i limiti della ragione.
C’è continuità, sembra, tra le ricerche del padre e quelle del figlio.
La filosofia per esplorare e snidare i luoghi comuni del pensiero; la letteratura, e soprattutto il romanzo, per esplorare i luoghi comuni (e insieme i “grandi” temi) dell’esistenza.
La critica (del romanzo) come indagine sulla effettiva capacità della letteratura (del romanzo) di esplorare i luoghi comuni dell’esistenza.
Il “buon” romanzo diventa allora il romanzo che affronta i luoghi comuni (i “grandi” temi) della vita (“l’amicizia, il sesso, la morte…”) senza furbizie, senza fermarsi alla superficie. 
Senza le scorciatoie del sentimentalismo, della “trama” o della “felicità” narrativa. 
Senza concessioni agli stereotipi (ai luoghi comuni) più facili della cultura di massa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le grandiose visioni panoramiche possono essere illusorie, ma ci sono strade che permettono soluzioni e approdi dignitosi, salvaguardando le prerogative e insieme i limiti della ragione.<br />
C’è continuità, sembra, tra le ricerche del padre e quelle del figlio.<br />
La filosofia per esplorare e snidare i luoghi comuni del pensiero; la letteratura, e soprattutto il romanzo, per esplorare i luoghi comuni (e insieme i “grandi” temi) dell’esistenza.<br />
La critica (del romanzo) come indagine sulla effettiva capacità della letteratura (del romanzo) di esplorare i luoghi comuni dell’esistenza.<br />
Il “buon” romanzo diventa allora il romanzo che affronta i luoghi comuni (i “grandi” temi) della vita (“l’amicizia, il sesso, la morte…”) senza furbizie, senza fermarsi alla superficie.<br />
Senza le scorciatoie del sentimentalismo, della “trama” o della “felicità” narrativa.<br />
Senza concessioni agli stereotipi (ai luoghi comuni) più facili della cultura di massa.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20150</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2006 15:02:09 +0000</pubDate>
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		<description>chirurgico plastico, sartoriale.
mio padre..quando avevo  13 anni (lui 38)..faceva l'amico,(terribilissimo) e parlava a tutti delle sue stravaganze.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>chirurgico plastico, sartoriale.<br />
mio padre..quando avevo  13 anni (lui 38)..faceva l&#8217;amico,(terribilissimo) e parlava a tutti delle sue stravaganze.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20138</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2006 11:37:41 +0000</pubDate>
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		<description>Mio padre, invece,  quando avevo 13 anni mi parlava di guerra... (Terribile!) 
Questo è uno dei pezzi migliori apparsi su NI, comunque. Chirurgico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mio padre, invece,  quando avevo 13 anni mi parlava di guerra&#8230; (Terribile!)<br />
Questo è uno dei pezzi migliori apparsi su NI, comunque. Chirurgico.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20123</link>
		<dc:creator>lello</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2006 06:18:41 +0000</pubDate>
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		<description>Urca! hai ragione Giovanni

ci mancherebbe solo il critico Cavaliere...


faccio ammenda  ;-))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Urca! hai ragione Giovanni</p>
<p>ci mancherebbe solo il critico Cavaliere&#8230;</p>
<p>faccio ammenda  ;-))</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giovanni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20122</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2006 05:57:02 +0000</pubDate>
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		<description>Lello, una preghiera: mai più discese in campo. Dell'ultima, e purtroppo più nota, l'economia e la finanza italiane (quindi la sola finanza) stanno pagando il conto da 12 anni in qua.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lello, una preghiera: mai più discese in campo. Dell&#8217;ultima, e purtroppo più nota, l&#8217;economia e la finanza italiane (quindi la sola finanza) stanno pagando il conto da 12 anni in qua.</p>
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		<title>Di: Benny</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20120</link>
		<dc:creator>Benny</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2006 01:24:46 +0000</pubDate>
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		<description>Io peferisco il critico (f)rizzante. Quelli che scrivono sui giornali sono sgasati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io peferisco il critico (f)rizzante. Quelli che scrivono sui giornali sono sgasati.</p>
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		<title>Di: lello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20113</link>
		<dc:creator>lello</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 20:57:23 +0000</pubDate>
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		<description>Magistrale, come sempre!

Ma sono particolarmente felice che Massimo, che è uno dei migliori critici del romanzo che abbiamo in Italia, abbia finalmente deciso di scendere in campo e dire la sua. Rizzante militante (rima a parte) è il meglio che si potesse sperare

lello</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Magistrale, come sempre!</p>
<p>Ma sono particolarmente felice che Massimo, che è uno dei migliori critici del romanzo che abbiamo in Italia, abbia finalmente deciso di scendere in campo e dire la sua. Rizzante militante (rima a parte) è il meglio che si potesse sperare</p>
<p>lello</p>
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	<item>
		<title>Di: giovanni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20101</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 18:30:56 +0000</pubDate>
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		<description>Vere dignum et iustum est, hombre: ne parlammo d'altronde proprio con Massimo Rizzante e con altri, consenzienti e no (anche questo sarà comunità critica, no: confronto dialettico, non coincidenza di opposti e altro del genere). Una possibile difficoltà, di cui ancora si chiacchierava con Massimo, è trovare la sede adeguata per queste che, a fronte dei mali e beni dell'Universo immemore, sono senz'altro minuzie: ma che, nel petit jardin de la culture, sono montagne. Una sede quasi di certo inadatta, per dire, sembrerebbe giusto il web; per ragioni ontologiche, pragmatiche e in ultima analisi anche soltanto linguistiche.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vere dignum et iustum est, hombre: ne parlammo d&#8217;altronde proprio con Massimo Rizzante e con altri, consenzienti e no (anche questo sarà comunità critica, no: confronto dialettico, non coincidenza di opposti e altro del genere). Una possibile difficoltà, di cui ancora si chiacchierava con Massimo, è trovare la sede adeguata per queste che, a fronte dei mali e beni dell&#8217;Universo immemore, sono senz&#8217;altro minuzie: ma che, nel petit jardin de la culture, sono montagne. Una sede quasi di certo inadatta, per dire, sembrerebbe giusto il web; per ragioni ontologiche, pragmatiche e in ultima analisi anche soltanto linguistiche.</p>
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		<title>Di: s/z</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20099</link>
		<dc:creator>s/z</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 18:18:41 +0000</pubDate>
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		<description>D'accordo, Giovanni. Dal canto mio, voglio precisare, poiché i commenti sopra si prestano all'equivoco, che non è che giudico il saggio di Lavagetto o l'intervento di Mozzi privi di valore critico (ci manca solo che un pischello come me si metta a pontificare contro chi la sa più lunga - mooolto di più nel caso di Lavagetto - di lui), bensì rimpiango il fatto che ci si arrabatti ancora, in varia maniera, con una "vexata quaestio" tutta italiana, quella della critica, che alla luce di pezzi come questo di Rizzante, o almeno di alcune sue parti, si svela improvvisamente come una non-questione, un problema inesistente. Sarà pur giusto constatarlo, no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo, Giovanni. Dal canto mio, voglio precisare, poiché i commenti sopra si prestano all&#8217;equivoco, che non è che giudico il saggio di Lavagetto o l&#8217;intervento di Mozzi privi di valore critico (ci manca solo che un pischello come me si metta a pontificare contro chi la sa più lunga - mooolto di più nel caso di Lavagetto - di lui), bensì rimpiango il fatto che ci si arrabatti ancora, in varia maniera, con una &#8220;vexata quaestio&#8221; tutta italiana, quella della critica, che alla luce di pezzi come questo di Rizzante, o almeno di alcune sue parti, si svela improvvisamente come una non-questione, un problema inesistente. Sarà pur giusto constatarlo, no?</p>
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	<item>
		<title>Di: giovanni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20084</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 08:41:33 +0000</pubDate>
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		<description>Un solo rilievo, e pedante scolastico didascalico [aggiungi tu gli aggettivi che, in questo momento di pausa, mi fanno difetto]: non si dà lavoro critico se non rivolto a una comunità critica. Sia poi essa composta di lettori, altri critici o che altri, non ha importanza. Importa che esista una rélation critique continua, come da 40 anni se non più propone Starobinski, come succede(va?) in Francia, come di certo confusamente ma con vigore càpita in certa America e magari altrove.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un solo rilievo, e pedante scolastico didascalico [aggiungi tu gli aggettivi che, in questo momento di pausa, mi fanno difetto]: non si dà lavoro critico se non rivolto a una comunità critica. Sia poi essa composta di lettori, altri critici o che altri, non ha importanza. Importa che esista una rélation critique continua, come da 40 anni se non più propone Starobinski, come succede(va?) in Francia, come di certo confusamente ma con vigore càpita in certa America e magari altrove.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: s/z</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/10/a-gamba-tesa-massimo-rizzante/#comment-20082</link>
		<dc:creator>s/z</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 07:52:52 +0000</pubDate>
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		<description>Giovanni egregio,
hai ragione: qui il nostro fa pure altro: fa un saggismo d'autore che in Italia non esiste "ufficialmente" e che pertanto non trova molti canali per la propria diffusione - e lo sai anche tu, n'est pas?
Quanto alla tautologia, credo che il commento qui sopra spieghi sufficientemente perché ho voluto correrne il rischio; del resto, dopo aver perso tempo a leggere Mozzi e Lavagetto, il presente sprechino mi pareva innocente e giustificato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni egregio,<br />
hai ragione: qui il nostro fa pure altro: fa un saggismo d&#8217;autore che in Italia non esiste &#8220;ufficialmente&#8221; e che pertanto non trova molti canali per la propria diffusione - e lo sai anche tu, n&#8217;est pas?<br />
Quanto alla tautologia, credo che il commento qui sopra spieghi sufficientemente perché ho voluto correrne il rischio; del resto, dopo aver perso tempo a leggere Mozzi e Lavagetto, il presente sprechino mi pareva innocente e giustificato.</p>
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