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	<title>Commenti a: Il tesoro di Skrunc</title>
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	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 16:28:23 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Mauro Baldrati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20792</link>
		<dc:creator>Mauro Baldrati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2006 08:16:13 +0000</pubDate>
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		<description>Gandiano, certo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gandiano, certo.</p>
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		<title>Di: Gemma Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20780</link>
		<dc:creator>Gemma Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 16:31:42 +0000</pubDate>
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		<description>Mauro, in realtà mi riferivo ad una lievità formale. 

E' fuori dubbio comunque che personalmente ho alcune difficoltà a &lt;em&gt;credere&lt;/em&gt; ad una quotidianità felice del tossico o dello spacciatore o del tossico-spacciatore. Ma questo perché so, per la mia esperienza indiretta ma davvero ravvicinata, e poi come appartenente a questa generazione, che l'eroina ti toglie, prima o poi, tutta la gioia che ti dà. 

Comunque devi essere davvero gandhiano tu: 

"Ringrazio anche Gattominchia - senza alcuna ironia, giuro – che senza volerlo è stato, per un attimo, un guru, un “rishi”: con la sua battuta mi ha ricordato che non esistono lavori elevati e lavori “bassi”; che non esiste, se non nel mondo vacuo e mendace dell’apparenza, il redattore che si occupa della cultura, della scrittura, e l’uomo delle pulizie: esistono semplicemente “i lavori”".
 
:0)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mauro, in realtà mi riferivo ad una lievità formale. </p>
<p>E&#8217; fuori dubbio comunque che personalmente ho alcune difficoltà a <em>credere</em> ad una quotidianità felice del tossico o dello spacciatore o del tossico-spacciatore. Ma questo perché so, per la mia esperienza indiretta ma davvero ravvicinata, e poi come appartenente a questa generazione, che l&#8217;eroina ti toglie, prima o poi, tutta la gioia che ti dà. </p>
<p>Comunque devi essere davvero gandhiano tu: </p>
<p>&#8220;Ringrazio anche Gattominchia - senza alcuna ironia, giuro – che senza volerlo è stato, per un attimo, un guru, un “rishi”: con la sua battuta mi ha ricordato che non esistono lavori elevati e lavori “bassi”; che non esiste, se non nel mondo vacuo e mendace dell’apparenza, il redattore che si occupa della cultura, della scrittura, e l’uomo delle pulizie: esistono semplicemente “i lavori”&#8221;.</p>
<p>:0)</p>
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	<item>
		<title>Di: Mauro Baldrati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20747</link>
		<dc:creator>Mauro Baldrati</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 09:24:24 +0000</pubDate>
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		<description>Gemma, io credo che il punto centrale delle tue obiezioni sia in questa frase: “abbiamo difficoltà ad accettare il patto narrativo con uno scritto che ci ripropone quel mondo in modo tutto sommato lieve”. Lieve, leggero: è questo che contesti, questa “irresponsabilità” che porta di fatto a una mitizzazione dell’eroina, al “piacere di farsi una pera”. A mio avviso è in atto un “lieve” tiro impreciso, diciamo su un obiettivo che è il riflesso dell’obiettivo vero: è la quotidianità, l’assoluta normalità di questa scena che contesti, non la sua lievità. E’ una scena, un “viaggio”, in cui per gli attori l’azione narrata è la consuetudine, è quasi il senso comune, senza “pugni nello stomaco” né tinte forti che servono per prendere le distanze, oggi, da quell’azione. Si apre una porta su una scena, si guarda, si ascolta, e non si giudica, non si reagisce agli input negativi o aggressivi: si fa un giro e basta. A mio avviso è questo che non accetti. E puoi avere ragione. O torto. Può darsi che dalla sola restituzione dall’interno di un’azione sia contenuta la sua indiretta approvazione. Ma può anche essere il contrario. Riguardo poi alla tua domanda io non so se vent’anni fa lo avrei scritto diverso: forse, più semplicemente, non l’avrei scritto affatto.
Grazie per quest’ultima tornata di commenti. Ringrazio anche Gattominchia - senza alcuna ironia, giuro – che senza volerlo è stato, per un attimo, un guru, un “rishi”: con la sua battuta mi ha ricordato che non esistono lavori elevati e lavori “bassi”; che non esiste, se non nel mondo vacuo e mendace dell’apparenza, il redattore che si occupa della cultura, della scrittura, e l’uomo delle pulizie: esistono semplicemente “i lavori”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gemma, io credo che il punto centrale delle tue obiezioni sia in questa frase: “abbiamo difficoltà ad accettare il patto narrativo con uno scritto che ci ripropone quel mondo in modo tutto sommato lieve”. Lieve, leggero: è questo che contesti, questa “irresponsabilità” che porta di fatto a una mitizzazione dell’eroina, al “piacere di farsi una pera”. A mio avviso è in atto un “lieve” tiro impreciso, diciamo su un obiettivo che è il riflesso dell’obiettivo vero: è la quotidianità, l’assoluta normalità di questa scena che contesti, non la sua lievità. E’ una scena, un “viaggio”, in cui per gli attori l’azione narrata è la consuetudine, è quasi il senso comune, senza “pugni nello stomaco” né tinte forti che servono per prendere le distanze, oggi, da quell’azione. Si apre una porta su una scena, si guarda, si ascolta, e non si giudica, non si reagisce agli input negativi o aggressivi: si fa un giro e basta. A mio avviso è questo che non accetti. E puoi avere ragione. O torto. Può darsi che dalla sola restituzione dall’interno di un’azione sia contenuta la sua indiretta approvazione. Ma può anche essere il contrario. Riguardo poi alla tua domanda io non so se vent’anni fa lo avrei scritto diverso: forse, più semplicemente, non l’avrei scritto affatto.<br />
Grazie per quest’ultima tornata di commenti. Ringrazio anche Gattominchia - senza alcuna ironia, giuro – che senza volerlo è stato, per un attimo, un guru, un “rishi”: con la sua battuta mi ha ricordato che non esistono lavori elevati e lavori “bassi”; che non esiste, se non nel mondo vacuo e mendace dell’apparenza, il redattore che si occupa della cultura, della scrittura, e l’uomo delle pulizie: esistono semplicemente “i lavori”.</p>
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	<item>
		<title>Di: Maura</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20671</link>
		<dc:creator>Maura</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 21:16:51 +0000</pubDate>
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		<description>Se qualche membro di nazione indiana volesse pubblicare qui un mio racconto lo farei volentieri, ma non voglio costringere nessuno a farlo. Comunque ho un blog (www.maura.splinder.com) in cui si possono leggere alcune delle cose che scrivo. Ecco, se volessi leggere l'ultimo racconto, "Lampedusa, di cui ho pubblicato le prime due parti (puoi anche scrivermi un'e-mail se vuoi i link), sarei contenta. Ovviamente, puoi scrivere quello che pensi senza censure (anzi, mi è utilissimo).
Il fatto che io abbia criticato Mauro non significa che io pensi di scrivere meglio di lui o creda che lui sia un incapace. Se avessi pensato questo non avrei neanche perso tempo a leggere il suo racconto e a commentarlo. Lui stesso ha detto di considerare molto le critiche, e questo è un segno molto positivo.
Penso solo che il lettore abbia il diritto di dare il proprio parere su quello che legge. Ovviamente rispettando l'autore (io non gli ho detto di andare a pulire i cessi, come hai potuto leggere, perchè quella è un'offesa, non una critica).
Che non tutti abbiano l'istinto è ovvio, la mia era solo una provocazione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se qualche membro di nazione indiana volesse pubblicare qui un mio racconto lo farei volentieri, ma non voglio costringere nessuno a farlo. Comunque ho un blog (www.maura.splinder.com) in cui si possono leggere alcune delle cose che scrivo. Ecco, se volessi leggere l&#8217;ultimo racconto, &#8220;Lampedusa, di cui ho pubblicato le prime due parti (puoi anche scrivermi un&#8217;e-mail se vuoi i link), sarei contenta. Ovviamente, puoi scrivere quello che pensi senza censure (anzi, mi è utilissimo).<br />
Il fatto che io abbia criticato Mauro non significa che io pensi di scrivere meglio di lui o creda che lui sia un incapace. Se avessi pensato questo non avrei neanche perso tempo a leggere il suo racconto e a commentarlo. Lui stesso ha detto di considerare molto le critiche, e questo è un segno molto positivo.<br />
Penso solo che il lettore abbia il diritto di dare il proprio parere su quello che legge. Ovviamente rispettando l&#8217;autore (io non gli ho detto di andare a pulire i cessi, come hai potuto leggere, perchè quella è un&#8217;offesa, non una critica).<br />
Che non tutti abbiano l&#8217;istinto è ovvio, la mia era solo una provocazione&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: paola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20670</link>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 20:21:49 +0000</pubDate>
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		<description>si anch'io vorrei leggerli i suoi racconti. e anche quelli di altri che criticano il modo di scrivere di Mauro, chiaro ed efficace, piacevole...capace di fotografare quel tempo.
Penso esattamente anche io che la scrittura sia lanciare ponti fra le persone, tessere trame...e dicendo scrivere per se stessi intendevo proprio questo, dare a se stesssi la possibilita' di guardarsi dentro, di capire, di allargare la mente... di ricevere e dare agli altri stimoli.
Vorrei dire  a Maura che lo so bene che la scrittura e' anche tecnica, ma non e' vero che tutti abbiamo l'istinto che per me non e' qualcosa di cosi' ovvio; istinto e' scrivere con naturalezza, con...non so come spiegarti, ma come se fosse naturale, come e' naturale respirare o nuotare si si e' pesci. Ma non tutti  hanno questa capacita' cosi come non tutti imparano a nuotare o a recitare o a cantare perche' si e' stonati e anche se andiamo a scuola di canto... di nuoto, di ballo...di tetro...e' inutile...Ti e' mai capitato di ascoltare una persona suonare il piano o il flauto o qualsiasi altro strumento e dire...si ha una buona tecnica, ma non intrpreta la musica, non c'e' cuore nelle sue mani, solo la testa...
Nelle mani di Mauro c'e' cuore. C'e' levita', leggerezza...
 
Io insegno e normalmente insegno la tecnica del "bravo" scrittore quasi tutti imparano scrivere un testo, ma questo non vuole dire che siano scrittori. Mauro lo e'.

Perche' non mandi qualche tuo racconto, Maura?  Cosi' capiamo meglio...
Comunque si dice...da cui non si puo' prescindere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si anch&#8217;io vorrei leggerli i suoi racconti. e anche quelli di altri che criticano il modo di scrivere di Mauro, chiaro ed efficace, piacevole&#8230;capace di fotografare quel tempo.<br />
Penso esattamente anche io che la scrittura sia lanciare ponti fra le persone, tessere trame&#8230;e dicendo scrivere per se stessi intendevo proprio questo, dare a se stesssi la possibilita&#8217; di guardarsi dentro, di capire, di allargare la mente&#8230; di ricevere e dare agli altri stimoli.<br />
Vorrei dire  a Maura che lo so bene che la scrittura e&#8217; anche tecnica, ma non e&#8217; vero che tutti abbiamo l&#8217;istinto che per me non e&#8217; qualcosa di cosi&#8217; ovvio; istinto e&#8217; scrivere con naturalezza, con&#8230;non so come spiegarti, ma come se fosse naturale, come e&#8217; naturale respirare o nuotare si si e&#8217; pesci. Ma non tutti  hanno questa capacita&#8217; cosi come non tutti imparano a nuotare o a recitare o a cantare perche&#8217; si e&#8217; stonati e anche se andiamo a scuola di canto&#8230; di nuoto, di ballo&#8230;di tetro&#8230;e&#8217; inutile&#8230;Ti e&#8217; mai capitato di ascoltare una persona suonare il piano o il flauto o qualsiasi altro strumento e dire&#8230;si ha una buona tecnica, ma non intrpreta la musica, non c&#8217;e&#8217; cuore nelle sue mani, solo la testa&#8230;<br />
Nelle mani di Mauro c&#8217;e&#8217; cuore. C&#8217;e&#8217; levita&#8217;, leggerezza&#8230;</p>
<p>Io insegno e normalmente insegno la tecnica del &#8220;bravo&#8221; scrittore quasi tutti imparano scrivere un testo, ma questo non vuole dire che siano scrittori. Mauro lo e&#8217;.</p>
<p>Perche&#8217; non mandi qualche tuo racconto, Maura?  Cosi&#8217; capiamo meglio&#8230;<br />
Comunque si dice&#8230;da cui non si puo&#8217; prescindere&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gemma-Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20668</link>
		<dc:creator>Gemma-Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 19:06:19 +0000</pubDate>
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		<description>Il racconto è caratterizzato da una scrittura più che congruente, è abbastanza chiaro che tutto è volto a raccontare LA GIOIA di farsi una pera. La prosa è scorrevole e precisa, il risultato dello "spaccato" senza inizio né fine, è più che raggiunto. In più è quasi totalmente ineccepibile dal punto di vista lessicale, a parte la notazione che ribadisco, "pusher" è un'espressione che si è diffusa oggi presso i più. C'è poi un'altra notazione di tipo forse ideologico, mi fa arricciare un po' il naso sentir parlare di "esproprio proletario" della roba, ma ci sta anche quello. Insomma il racconto è riuscito, il mondo che si voleva raccontare, e soprattutto il clima che si respirava all'interno di quel mondo, passa eccome. Ma il punto è un altro. Ma il punto è che oggi abbiamo assistito agli effetti nefasti della diffusione dell'eroina, e forse per questo abbiamo difficoltà ad accettare il patto narrativo con uno scritto che ci ripropone quel mondo in modo tutto sommato lieve (per quanto, ripeto, preciso). Questo racconto non mi racconta che, come fa "Heroin", farsi le pere fa sentire onnipotenti, non mi viene in faccia come un pugno, a dirmelo. Come era invece nelle vignette di Pazienza, dove "vomito e cielo", come diceva De Angelis, erano lì, nel loro massimo splendore, a dire "che ti venga voglia di noi". Tutto qui. Tant'è che mi viene da chiedere a Baldrus: se l'avessi scritto venti anni fa, non sarebbe stato diverso, forse? 
(In ogni caso questo non vuol dire che si possa esercitare questo cinismo critico, eppure en passant, che mette in atto chi prende e scrive "peccato che non pulivi i cessi". Vorrei leggerli i racconti che scrive chi ha scritto quel commento, se ne scrive.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il racconto è caratterizzato da una scrittura più che congruente, è abbastanza chiaro che tutto è volto a raccontare LA GIOIA di farsi una pera. La prosa è scorrevole e precisa, il risultato dello &#8220;spaccato&#8221; senza inizio né fine, è più che raggiunto. In più è quasi totalmente ineccepibile dal punto di vista lessicale, a parte la notazione che ribadisco, &#8220;pusher&#8221; è un&#8217;espressione che si è diffusa oggi presso i più. C&#8217;è poi un&#8217;altra notazione di tipo forse ideologico, mi fa arricciare un po&#8217; il naso sentir parlare di &#8220;esproprio proletario&#8221; della roba, ma ci sta anche quello. Insomma il racconto è riuscito, il mondo che si voleva raccontare, e soprattutto il clima che si respirava all&#8217;interno di quel mondo, passa eccome. Ma il punto è un altro. Ma il punto è che oggi abbiamo assistito agli effetti nefasti della diffusione dell&#8217;eroina, e forse per questo abbiamo difficoltà ad accettare il patto narrativo con uno scritto che ci ripropone quel mondo in modo tutto sommato lieve (per quanto, ripeto, preciso). Questo racconto non mi racconta che, come fa &#8220;Heroin&#8221;, farsi le pere fa sentire onnipotenti, non mi viene in faccia come un pugno, a dirmelo. Come era invece nelle vignette di Pazienza, dove &#8220;vomito e cielo&#8221;, come diceva De Angelis, erano lì, nel loro massimo splendore, a dire &#8220;che ti venga voglia di noi&#8221;. Tutto qui. Tant&#8217;è che mi viene da chiedere a Baldrus: se l&#8217;avessi scritto venti anni fa, non sarebbe stato diverso, forse?<br />
(In ogni caso questo non vuol dire che si possa esercitare questo cinismo critico, eppure en passant, che mette in atto chi prende e scrive &#8220;peccato che non pulivi i cessi&#8221;. Vorrei leggerli i racconti che scrive chi ha scritto quel commento, se ne scrive.)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: magda mantecca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20646</link>
		<dc:creator>magda mantecca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 11:16:04 +0000</pubDate>
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		<description>Scrivere in solitudine è un attività solipsistica che puo' assurgere a funzioni anche terapeutiche, nel senso che la narrazione, che è sempre autonarrazione,  libera e produce autoconsapevolezza del se'.
Ma senza lo stimolo esterno, è molto diverso.
La scrittura in questo senso, non è narcisismo o esibizionismo, ma proprio lanciare ponti di senso tra se' e gli altri...costruire tessuti, ordire relazioni, tramare significati contribuendo alla sedimentazione culturale.
La rete poi in questo senso è maggiormente aggravata dall'interattività e dal sincronismo......fortissimi elementi di stimolazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere in solitudine è un attività solipsistica che puo&#8217; assurgere a funzioni anche terapeutiche, nel senso che la narrazione, che è sempre autonarrazione,  libera e produce autoconsapevolezza del se&#8217;.<br />
Ma senza lo stimolo esterno, è molto diverso.<br />
La scrittura in questo senso, non è narcisismo o esibizionismo, ma proprio lanciare ponti di senso tra se&#8217; e gli altri&#8230;costruire tessuti, ordire relazioni, tramare significati contribuendo alla sedimentazione culturale.<br />
La rete poi in questo senso è maggiormente aggravata dall&#8217;interattività e dal sincronismo&#8230;&#8230;fortissimi elementi di stimolazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Maura</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20635</link>
		<dc:creator>Maura</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 08:14:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20635</guid>
		<description>La scrittura non è solo istinto, è anche tecnica. Se fosse solo istinto, ispirazione, saremmo tutti scrittori, non avremmo difficoltà. Invece c'è una cosa che si chiama tecnica e che non si può prescindere.
Una cosa che non capisco è questa : se uno scrive solo per sè, perchè dovrebbe far leggere ciò che scrive agli altri?
Le critiche che ho fatto non penso siano scolastiche. Dire che si debba sviluppare un racconto non significa parlare come il proprio professore del liceo. Ho detto semplicemente che se uno dà un'informazione, quell'informazione deve essere sviluppata. Queste cose, purtroppo, a scuola non le insegnano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La scrittura non è solo istinto, è anche tecnica. Se fosse solo istinto, ispirazione, saremmo tutti scrittori, non avremmo difficoltà. Invece c&#8217;è una cosa che si chiama tecnica e che non si può prescindere.<br />
Una cosa che non capisco è questa : se uno scrive solo per sè, perchè dovrebbe far leggere ciò che scrive agli altri?<br />
Le critiche che ho fatto non penso siano scolastiche. Dire che si debba sviluppare un racconto non significa parlare come il proprio professore del liceo. Ho detto semplicemente che se uno dà un&#8217;informazione, quell&#8217;informazione deve essere sviluppata. Queste cose, purtroppo, a scuola non le insegnano.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pierfrancesco Pacoda</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20630</link>
		<dc:creator>Pierfrancesco Pacoda</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 00:42:52 +0000</pubDate>
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		<description>Avendo vissuto in prima persona l'esperienza di Frigidaire (é sul quel
giornale che ho iniziato a scrivere) il racconto di Baldrati ha avuto la
capacità di trasportarmi, come fosse una sequenza di fotogrammi in
movimento, in quell'universo dominato dal caos (e da grandi intuizioni e
progetti) che sembrava ogni volta sul punto di esplodere. E che invece
produceva 'cultura'.
Mi é piaciuta, la scrittura, per quel sapore 'documentaristco', di
narrazione in tempo reale, un racconto aperto, una partenza...per un viaggio
che é affascinante (e poco conosciuto) ad oltre 25 anni dalla sua nascita...
Una notazione sulle espressioni utilizzate...festino...fa molto anni '80,
quelli dell'approccio letterario a tutto...anche alle droghe...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avendo vissuto in prima persona l&#8217;esperienza di Frigidaire (é sul quel<br />
giornale che ho iniziato a scrivere) il racconto di Baldrati ha avuto la<br />
capacità di trasportarmi, come fosse una sequenza di fotogrammi in<br />
movimento, in quell&#8217;universo dominato dal caos (e da grandi intuizioni e<br />
progetti) che sembrava ogni volta sul punto di esplodere. E che invece<br />
produceva &#8216;cultura&#8217;.<br />
Mi é piaciuta, la scrittura, per quel sapore &#8216;documentaristco&#8217;, di<br />
narrazione in tempo reale, un racconto aperto, una partenza&#8230;per un viaggio<br />
che é affascinante (e poco conosciuto) ad oltre 25 anni dalla sua nascita&#8230;<br />
Una notazione sulle espressioni utilizzate&#8230;festino&#8230;fa molto anni &#8216;80,<br />
quelli dell&#8217;approccio letterario a tutto&#8230;anche alle droghe&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: maline</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20626</link>
		<dc:creator>maline</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2006 22:41:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20626</guid>
		<description>Bene -a me è venuta in mente una canzone. Una canzone molto bella, di uno dei pochi veri  narratori del rock. Il tono è diverso ovviamente, come è diversa l'atmosfera, la storia, il modo di viverla: ma in entrambi (la canzone e il racconto) non trovo alcun compiacimento, anche se , per quanto riguarda la canzone non si può evitare di trovarla... elegiaca (ma è la sua grandezza, lucida e spietata. È semplicemente un è (o era) così. Punto. Il racconto mi è piaciuto perchè riprende un tassello d'epoca e anche perchè potrebbe essere in fondo intercambiabile con altre esperienze (non solo di droga quindi): un piccolo quadretto -o un "idillio". Bravo Mauro.
Dimenticavo: la canzone è "Heroin", il narratore Lou Reed.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bene -a me è venuta in mente una canzone. Una canzone molto bella, di uno dei pochi veri  narratori del rock. Il tono è diverso ovviamente, come è diversa l&#8217;atmosfera, la storia, il modo di viverla: ma in entrambi (la canzone e il racconto) non trovo alcun compiacimento, anche se , per quanto riguarda la canzone non si può evitare di trovarla&#8230; elegiaca (ma è la sua grandezza, lucida e spietata. È semplicemente un è (o era) così. Punto. Il racconto mi è piaciuto perchè riprende un tassello d&#8217;epoca e anche perchè potrebbe essere in fondo intercambiabile con altre esperienze (non solo di droga quindi): un piccolo quadretto -o un &#8220;idillio&#8221;. Bravo Mauro.<br />
Dimenticavo: la canzone è &#8220;Heroin&#8221;, il narratore Lou Reed.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: paola</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20606</link>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2006 14:34:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20606</guid>
		<description>Si scrive per tanti motivi, ma qualunque sia il motivo per cui pensiamo di scrivere, si scrive soprattutto per se stessi. Qualcuno per soddisfare il proprio narcisismo, altri per rimettere ordine nelle proprie idee o nel proprio passato, per ricordare il proprio passato o per farlo conoscere a chi per vari motivi non c'era.  E non credo esistano decaloghi... ognuno di noi, o chi scrive lo fa seguendo l'istinto che lo ha portato alla scrittura, perche' un vero scrittore e' credo, chi segue una passione istintiva, al di la' di un decalogo... Mi fa sorridere chi dice...dov'e' il prologo, qualunque cosa, parola situazione ci comunichi emozioni e' un prologo o un incipit...perche' segue poi inevitabilmente un pensiero maturato o pensato a lungo dentro di noi che un mattino, o una notte, salta fuori e si esprime con ...ma che fai, dai, siediti, e' ancora presto ...
E poi la storia si fa da sola o quasi la storia e' dentro di noi.
Credo che ognuno abbia il proprio modo di scrivere; e guai se non fosse cosi', seguire delle regole si, ma non per diventare tutti dei De Carlo, ossia quella generazione di scrittori che si assomigliano un po' tutti...
Io trovo che Mauro abbia seguito un suo istinto, una sua storia, abbia ricordato per non dimenticare abbia dipinto uno spaccato di vita degli anni 70 80 che non so certo si poteva scrivere ...meglio? peggio?
O forse semplicemente diversamente, magari togliedo qualche ridondanza, adottando uno stile piu' asciutto.
Ora bisogna capire se leggendo ci interessa imparare qualcosa che non conosciamo, valutare i diversi modi di leggere la realta' del passato, sorriderne, chiedersi, ma davvero succdeva cosi?
O se altri sono i nostri interessi.
Il fine, si chiede qualcuno, di questa storia qual e'?
Ma perche' ci deve essere per forza un fine?
Io scrivo perche' ho questa urgenza di mettere sulla carta questa mio esperienza, probabilmente un frammento di una esperienza m olto piu' vasta che non si puo' esaurire in 100 righe. O quante sono.
Sorrido alle parole della ragazza ventenne che non conosce Frigidaire, dai e' stata un'occasione per conoscere un pezzo significativo di certo giornalismo di quegli anni, che magari tuo padre o tua madre ricordano, e allora e' un modo per entare in dialogo con loro...c'e' tanto bisogno di parlarsi fra genitori e figli.
Mi fa sorridere, ma guarda che il sorriso e' davvero tale, non ironico e neppure meccanico, ma davveo un sorriso di dolcezza, di gratitudine, quando ancora lei divce, mi sembra che non sia troppo bene, che andrebbe sviluppato...mi ricorda i giudizi sui temi in classe scriiti dalla prof di lettere, contenuto da sviluppare, ideee buone, ma da sviluppare...
Le osservazioni di Sud sono altrettanto ... secondo me...ma io non sono nulla, dico cosi' solo perche' mi piace leggere e amo scrivere, ogni tanto...
scolastiche.
Se prendo in mano un qualunque  manuale di italiano del biennio rileggo esattamente le stesse parole... messaggio ... storia...approfondimento del personaggio...stile, dimensione narrativa, ironia, drammaticita.
Bene finisco. A me sembra che come in qualunque testo scritto ci siano sbavature, ridondanze, frasi che potevano riuscire meglio, parole che potevano essere usate al posto di altre; ma questo e' normale. La storia ce'... e' la storia o meglio un pezzettino piccolo della storia di tanti ragazzi di allora che al di la' del fatto di dove lavoravano e di come si chiamavano o chiamavano il puscher o la roba, vivevano cosi' in citta' fredde e spigolose, senza reali amicizie che non fossero dettate dal bisogno di quella roba.
Io penso infine che un messaggio e anche chiaro ci sia.
O meglio io ho scoperto il mio messaggio, il messaggio che Mauro ha scritto nella sua storia per me.
Se qualcuno non lo trova o ha sbagliato storia, o non sa leggere. Liberamente.
ciao e grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si scrive per tanti motivi, ma qualunque sia il motivo per cui pensiamo di scrivere, si scrive soprattutto per se stessi. Qualcuno per soddisfare il proprio narcisismo, altri per rimettere ordine nelle proprie idee o nel proprio passato, per ricordare il proprio passato o per farlo conoscere a chi per vari motivi non c&#8217;era.  E non credo esistano decaloghi&#8230; ognuno di noi, o chi scrive lo fa seguendo l&#8217;istinto che lo ha portato alla scrittura, perche&#8217; un vero scrittore e&#8217; credo, chi segue una passione istintiva, al di la&#8217; di un decalogo&#8230; Mi fa sorridere chi dice&#8230;dov&#8217;e&#8217; il prologo, qualunque cosa, parola situazione ci comunichi emozioni e&#8217; un prologo o un incipit&#8230;perche&#8217; segue poi inevitabilmente un pensiero maturato o pensato a lungo dentro di noi che un mattino, o una notte, salta fuori e si esprime con &#8230;ma che fai, dai, siediti, e&#8217; ancora presto &#8230;<br />
E poi la storia si fa da sola o quasi la storia e&#8217; dentro di noi.<br />
Credo che ognuno abbia il proprio modo di scrivere; e guai se non fosse cosi&#8217;, seguire delle regole si, ma non per diventare tutti dei De Carlo, ossia quella generazione di scrittori che si assomigliano un po&#8217; tutti&#8230;<br />
Io trovo che Mauro abbia seguito un suo istinto, una sua storia, abbia ricordato per non dimenticare abbia dipinto uno spaccato di vita degli anni 70 80 che non so certo si poteva scrivere &#8230;meglio? peggio?<br />
O forse semplicemente diversamente, magari togliedo qualche ridondanza, adottando uno stile piu&#8217; asciutto.<br />
Ora bisogna capire se leggendo ci interessa imparare qualcosa che non conosciamo, valutare i diversi modi di leggere la realta&#8217; del passato, sorriderne, chiedersi, ma davvero succdeva cosi?<br />
O se altri sono i nostri interessi.<br />
Il fine, si chiede qualcuno, di questa storia qual e&#8217;?<br />
Ma perche&#8217; ci deve essere per forza un fine?<br />
Io scrivo perche&#8217; ho questa urgenza di mettere sulla carta questa mio esperienza, probabilmente un frammento di una esperienza m olto piu&#8217; vasta che non si puo&#8217; esaurire in 100 righe. O quante sono.<br />
Sorrido alle parole della ragazza ventenne che non conosce Frigidaire, dai e&#8217; stata un&#8217;occasione per conoscere un pezzo significativo di certo giornalismo di quegli anni, che magari tuo padre o tua madre ricordano, e allora e&#8217; un modo per entare in dialogo con loro&#8230;c&#8217;e&#8217; tanto bisogno di parlarsi fra genitori e figli.<br />
Mi fa sorridere, ma guarda che il sorriso e&#8217; davvero tale, non ironico e neppure meccanico, ma davveo un sorriso di dolcezza, di gratitudine, quando ancora lei divce, mi sembra che non sia troppo bene, che andrebbe sviluppato&#8230;mi ricorda i giudizi sui temi in classe scriiti dalla prof di lettere, contenuto da sviluppare, ideee buone, ma da sviluppare&#8230;<br />
Le osservazioni di Sud sono altrettanto &#8230; secondo me&#8230;ma io non sono nulla, dico cosi&#8217; solo perche&#8217; mi piace leggere e amo scrivere, ogni tanto&#8230;<br />
scolastiche.<br />
Se prendo in mano un qualunque  manuale di italiano del biennio rileggo esattamente le stesse parole&#8230; messaggio &#8230; storia&#8230;approfondimento del personaggio&#8230;stile, dimensione narrativa, ironia, drammaticita.<br />
Bene finisco. A me sembra che come in qualunque testo scritto ci siano sbavature, ridondanze, frasi che potevano riuscire meglio, parole che potevano essere usate al posto di altre; ma questo e&#8217; normale. La storia ce&#8217;&#8230; e&#8217; la storia o meglio un pezzettino piccolo della storia di tanti ragazzi di allora che al di la&#8217; del fatto di dove lavoravano e di come si chiamavano o chiamavano il puscher o la roba, vivevano cosi&#8217; in citta&#8217; fredde e spigolose, senza reali amicizie che non fossero dettate dal bisogno di quella roba.<br />
Io penso infine che un messaggio e anche chiaro ci sia.<br />
O meglio io ho scoperto il mio messaggio, il messaggio che Mauro ha scritto nella sua storia per me.<br />
Se qualcuno non lo trova o ha sbagliato storia, o non sa leggere. Liberamente.<br />
ciao e grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pietro</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20538</link>
		<dc:creator>pietro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2006 21:10:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20538</guid>
		<description>vorrei sapere se è possibile spedire un racconto su argomento simile.
purtroppo , la rogna non è rimasta un retaggio degli anni settanta, ma continua a irretire e affascinare un gran numero di ragazzi.
la mia de generazione ad esempio me compreso si e' trovata invischiata in questo problema
un po per esorcizzarlo un po per autocompiacimento io ho scritto dei racconti a riguardo.
vorrei sapere se a qualcuno interessa leggerli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vorrei sapere se è possibile spedire un racconto su argomento simile.<br />
purtroppo , la rogna non è rimasta un retaggio degli anni settanta, ma continua a irretire e affascinare un gran numero di ragazzi.<br />
la mia de generazione ad esempio me compreso si e&#8217; trovata invischiata in questo problema<br />
un po per esorcizzarlo un po per autocompiacimento io ho scritto dei racconti a riguardo.<br />
vorrei sapere se a qualcuno interessa leggerli</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Maura</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20528</link>
		<dc:creator>Maura</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2006 19:28:50 +0000</pubDate>
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		<description>Anche secondo me il racconto manca di qualcosa. A me piacciono molto i racconti che sono "una scena aperta, senza un vero inizio, senza un vero finale, uno spaccato di vita in progress", ma mi sembra che non sia questo il caso. Qui dai delle informazioni (all'inizio) che poi non utilizzi. Quelle informazioni, che per me, lettrice ventenne che non sa cosa sia Frigidaire (mea culpa), non hanno senso alcuno, sono pressocchè inutili.
Poi non mi piacciono i nomi complicati, da romanzo americano (sarà un nome d'arte di questo disegnatore, ma non mi piace).
Non mi pare che sia scritto benissimo, ma secondo me andrebbe sviluppato.
Poi, ovviamente, non dice niente di nuovo.

Mi rendo conto di essere stata piuttosto dura. Diciamo che, se lo riscrivessi e lo ripubblicassi qui, mi piacerebbe rileggerlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche secondo me il racconto manca di qualcosa. A me piacciono molto i racconti che sono &#8220;una scena aperta, senza un vero inizio, senza un vero finale, uno spaccato di vita in progress&#8221;, ma mi sembra che non sia questo il caso. Qui dai delle informazioni (all&#8217;inizio) che poi non utilizzi. Quelle informazioni, che per me, lettrice ventenne che non sa cosa sia Frigidaire (mea culpa), non hanno senso alcuno, sono pressocchè inutili.<br />
Poi non mi piacciono i nomi complicati, da romanzo americano (sarà un nome d&#8217;arte di questo disegnatore, ma non mi piace).<br />
Non mi pare che sia scritto benissimo, ma secondo me andrebbe sviluppato.<br />
Poi, ovviamente, non dice niente di nuovo.</p>
<p>Mi rendo conto di essere stata piuttosto dura. Diciamo che, se lo riscrivessi e lo ripubblicassi qui, mi piacerebbe rileggerlo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gemma Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20499</link>
		<dc:creator>Gemma Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2006 14:24:48 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Barto, non ti risponderò nemmeno, per quanto di essere interpretata, e male, io sia decisamente stufa. Pensa quello che vuoi. Qualcuno qui sarà decisamente d'accordo con te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Barto, non ti risponderò nemmeno, per quanto di essere interpretata, e male, io sia decisamente stufa. Pensa quello che vuoi. Qualcuno qui sarà decisamente d&#8217;accordo con te.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro Baldrati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20477</link>
		<dc:creator>Mauro Baldrati</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2006 10:58:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20477</guid>
		<description>Sud, mi fai delle domande precise. Non posso entrare nel merito del testo, credimi. Non ci riuscirei. Sarebbe una difesa? Una spiegazione? E' impossibile. Non si può neanche stilare un trattatello sulla scrittura in sette punti, come fai tu. I manuali di scrittura non hanno mai avuto molto senso, con le regole sul messaggio al lettore ecc. La lettura è molto soggettiva, e uno difficilmente cambia le sue impressioni immediate in seguito a spiegazioni specialmente se provengono dall'autore, che spesso non sa cosa voleva dire. Potrei dire che questo racconto è una scena aperta, senza un vero inizio, senza un vero finale, uno spaccato di vita in progress, come molti racconti brevi del resto. Non so dire sui risultati. Ascolto le vostre critiche e - senza fare della retorica - ne faccio tesoro. Per quanto riguarda la Gita io ho l'edizione Adelphi. Il versetto 18 è estremamente complesso e si presta a svariate interpretazioni - se vogliamo forzature. Anche qui i commenti ufficiali possono venire tranquillamente mediati da una lettura soggettiva. Nel binomio agire/non agire, che io adeguo, per mio comodo, a quello scrivere/non scrivere (e di conseguenza leggere/non leggere), trovo una conferma che la scrittura è fatta di scrittura palese e di non-scrittura contenuta all'interno di quella palese. Cioè, tra le righe di uno scritto si celano sempre dei codici nascosti, proprio come nel linguaggio dei computer ci sono i codici del corsivo, del grassetto ecc che noi non vediamo. Proprio come nel linguaggio diretto c'è sotto il linguaggio non-verbale che spesso è più importante di quello verbale. Il saggio, attraverso la pratica dello yoga - da non intendere qui come esercizi di rilassamento ma di meditazione serena, che deriva cioè dall'azione disgiunta dal frutto dell'agire - cerca di trovare i codici nascosti, di andare al di là del sistema palese. Questo nella scrittura e nella lettura. Cerca di capire cosa comunica, e cosa recepisce. Per me è questo il senso dell'azione "pura", cioè distaccata dalle cose materiali che Krsna vuole comunicare al dubbioso Arjuna. Ed io lo leggo a mio mio. Anche mio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sud, mi fai delle domande precise. Non posso entrare nel merito del testo, credimi. Non ci riuscirei. Sarebbe una difesa? Una spiegazione? E&#8217; impossibile. Non si può neanche stilare un trattatello sulla scrittura in sette punti, come fai tu. I manuali di scrittura non hanno mai avuto molto senso, con le regole sul messaggio al lettore ecc. La lettura è molto soggettiva, e uno difficilmente cambia le sue impressioni immediate in seguito a spiegazioni specialmente se provengono dall&#8217;autore, che spesso non sa cosa voleva dire. Potrei dire che questo racconto è una scena aperta, senza un vero inizio, senza un vero finale, uno spaccato di vita in progress, come molti racconti brevi del resto. Non so dire sui risultati. Ascolto le vostre critiche e - senza fare della retorica - ne faccio tesoro. Per quanto riguarda la Gita io ho l&#8217;edizione Adelphi. Il versetto 18 è estremamente complesso e si presta a svariate interpretazioni - se vogliamo forzature. Anche qui i commenti ufficiali possono venire tranquillamente mediati da una lettura soggettiva. Nel binomio agire/non agire, che io adeguo, per mio comodo, a quello scrivere/non scrivere (e di conseguenza leggere/non leggere), trovo una conferma che la scrittura è fatta di scrittura palese e di non-scrittura contenuta all&#8217;interno di quella palese. Cioè, tra le righe di uno scritto si celano sempre dei codici nascosti, proprio come nel linguaggio dei computer ci sono i codici del corsivo, del grassetto ecc che noi non vediamo. Proprio come nel linguaggio diretto c&#8217;è sotto il linguaggio non-verbale che spesso è più importante di quello verbale. Il saggio, attraverso la pratica dello yoga - da non intendere qui come esercizi di rilassamento ma di meditazione serena, che deriva cioè dall&#8217;azione disgiunta dal frutto dell&#8217;agire - cerca di trovare i codici nascosti, di andare al di là del sistema palese. Questo nella scrittura e nella lettura. Cerca di capire cosa comunica, e cosa recepisce. Per me è questo il senso dell&#8217;azione &#8220;pura&#8221;, cioè distaccata dalle cose materiali che Krsna vuole comunicare al dubbioso Arjuna. Ed io lo leggo a mio mio. Anche mio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ricca</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20474</link>
		<dc:creator>Ricca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2006 10:31:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20474</guid>
		<description>Hai ragione, Sud, il lettore "sente". Io in questo racconto ci sento più verità che posa. Parla di anni che non ho vissuto (ero troppo piccolo) e di esperienze che non ho fatto, non so se il linguaggio che usa è realistico, o se c'è dentro l'eco di certa letteratura (il noir americano, per esempio). Quello che ci sento, però, è la voglia di dare una testimonianza. Il tentativo di fotografare - raccontando un banalissimo episodio - un'epoca, un ambiente, un modo di vivere. Forse è una foto dai contrasti poco netti. Forse ha ragione Matteo, sembra solo un pezzo di racconto: forse andrebbe letto accanto ad altre cose per essere più convincente. Ma definirlo una menata mi sembra ingeneroso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione, Sud, il lettore &#8220;sente&#8221;. Io in questo racconto ci sento più verità che posa. Parla di anni che non ho vissuto (ero troppo piccolo) e di esperienze che non ho fatto, non so se il linguaggio che usa è realistico, o se c&#8217;è dentro l&#8217;eco di certa letteratura (il noir americano, per esempio). Quello che ci sento, però, è la voglia di dare una testimonianza. Il tentativo di fotografare - raccontando un banalissimo episodio - un&#8217;epoca, un ambiente, un modo di vivere. Forse è una foto dai contrasti poco netti. Forse ha ragione Matteo, sembra solo un pezzo di racconto: forse andrebbe letto accanto ad altre cose per essere più convincente. Ma definirlo una menata mi sembra ingeneroso.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Barto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20469</link>
		<dc:creator>Barto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2006 10:19:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20469</guid>
		<description>Mah, Gemma, a me sembra che tu ce l'abbia col mondo intero. Per quel po' che seguo i dibattiti e i commenti mi sembra che accusi sempre di qua e di là di non sapere scrivere, stronchi a destra e sinistra. Credo che dovresti trovare un po' di tranquillità. 

Questo racconto forse ha dato uno di quei "segni di fastidio" di cui parla l'autore. Ci ho pensato un po'. L'ho definito "duro" ma non è così. Secondo me è così gioiosamente a/morale che ha infastidito e scandalizzato. Io non chiedo la moralità nella scrittura. Io chiedo di raccontare. E a me, ripeto, sembra scritto bene, e tutto quanto è venuto fuori è di una tale esagerazione che non vedo altra spiegazione al di fuori di questo "fastidio".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, Gemma, a me sembra che tu ce l&#8217;abbia col mondo intero. Per quel po&#8217; che seguo i dibattiti e i commenti mi sembra che accusi sempre di qua e di là di non sapere scrivere, stronchi a destra e sinistra. Credo che dovresti trovare un po&#8217; di tranquillità. </p>
<p>Questo racconto forse ha dato uno di quei &#8220;segni di fastidio&#8221; di cui parla l&#8217;autore. Ci ho pensato un po&#8217;. L&#8217;ho definito &#8220;duro&#8221; ma non è così. Secondo me è così gioiosamente a/morale che ha infastidito e scandalizzato. Io non chiedo la moralità nella scrittura. Io chiedo di raccontare. E a me, ripeto, sembra scritto bene, e tutto quanto è venuto fuori è di una tale esagerazione che non vedo altra spiegazione al di fuori di questo &#8220;fastidio&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sud</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20462</link>
		<dc:creator>sud</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2006 09:37:18 +0000</pubDate>
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		<description>e non dire che tra lo scrivere e il non scrivere.... e tra il communicare e il non-communicare... 
allora ti chiedo usando il libro Bhagavad Gita: ...o tu (mauro, ndr) che esisti sin dall'inizio(il testo, ndr), perché io non comprendo il tuo misterioso agire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e non dire che tra lo scrivere e il non scrivere&#8230;. e tra il communicare e il non-communicare&#8230;<br />
allora ti chiedo usando il libro Bhagavad Gita: &#8230;o tu (mauro, ndr) che esisti sin dall&#8217;inizio(il testo, ndr), perché io non comprendo il tuo misterioso agire.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sud</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20461</link>
		<dc:creator>sud</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2006 09:28:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20461</guid>
		<description>mauro, va bene. Ho letto anch'io Bhagavad Gita ( e se non erro, avrò due differenti traduzioni). Ma che centra? Parliamo di letteratura, vero? O dentro il testo, sotto traccia, c'era della flosofia? Io ho fatto una domanda: Che cosa volevi trasmettere al lettore? Io non l'ho capito. E mi interessa capire. Perché non mi dai una risposta? Il testo aveva una finalità? Quale? La mia domanda è precisa, ho un testo e domando. Tu mi rispondi: grazie, mi è servito per crescere e ora vi do un po' di saggezza orientale. Dico per non dire. La letteratura è communicazione. Ah, questi scrittori in "posa". Il lettore non è cretino. Il lettore "sente".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mauro, va bene. Ho letto anch&#8217;io Bhagavad Gita ( e se non erro, avrò due differenti traduzioni). Ma che centra? Parliamo di letteratura, vero? O dentro il testo, sotto traccia, c&#8217;era della flosofia? Io ho fatto una domanda: Che cosa volevi trasmettere al lettore? Io non l&#8217;ho capito. E mi interessa capire. Perché non mi dai una risposta? Il testo aveva una finalità? Quale? La mia domanda è precisa, ho un testo e domando. Tu mi rispondi: grazie, mi è servito per crescere e ora vi do un po&#8217; di saggezza orientale. Dico per non dire. La letteratura è communicazione. Ah, questi scrittori in &#8220;posa&#8221;. Il lettore non è cretino. Il lettore &#8220;sente&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro Baldrati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20458</link>
		<dc:creator>Mauro Baldrati</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2006 09:12:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20458</guid>
		<description>Ringrazio tutti. Per le critiche, le battute, qualche pseudoinsulto, qualche apprezzamento. Tutto serve, tutto è prezioso. L'insulto, l'indignazione, non esistono come questione morale, sono una risposta aggressiva a segni di fastidio. Riflettere su questi segni, chi li invia, chi li riceve, è una preziosa occasione di crescita. E la crescita sta anche nell'azione. Quel grande libro antico pieno di saggezza e di psicologia che è la Bhagavad Gita dice che agire e non agire possono essere ugualmente dignitosi, ma tra i due è preferibile agire. Però il vero agire dell'uomo saggio è disgiunto dal frutto dell'azione, cioè dall'apparente guadagno materiale che deriva dall'azione stessa. Si agisce per il solo agire, per il servizio, da uno stato di serenità. Come si raggiunge? Lo spiega col versetto 18 del Canto IV, che resta uno dei grandi rompicapo della storia: "Colui che sa vedere nell'agire il non-agire, e nel non-agire l'azione, questi tra tutti gli uomini possiede la vigilanza della mente, quegli è unificato nello yoga, quegli assolve a tutti i suoi compiti".
Io, arbitrariamente, sostituisco alle parole "agire" e "azione", le parole "scrivere" e "leggere".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio tutti. Per le critiche, le battute, qualche pseudoinsulto, qualche apprezzamento. Tutto serve, tutto è prezioso. L&#8217;insulto, l&#8217;indignazione, non esistono come questione morale, sono una risposta aggressiva a segni di fastidio. Riflettere su questi segni, chi li invia, chi li riceve, è una preziosa occasione di crescita. E la crescita sta anche nell&#8217;azione. Quel grande libro antico pieno di saggezza e di psicologia che è la Bhagavad Gita dice che agire e non agire possono essere ugualmente dignitosi, ma tra i due è preferibile agire. Però il vero agire dell&#8217;uomo saggio è disgiunto dal frutto dell&#8217;azione, cioè dall&#8217;apparente guadagno materiale che deriva dall&#8217;azione stessa. Si agisce per il solo agire, per il servizio, da uno stato di serenità. Come si raggiunge? Lo spiega col versetto 18 del Canto IV, che resta uno dei grandi rompicapo della storia: &#8220;Colui che sa vedere nell&#8217;agire il non-agire, e nel non-agire l&#8217;azione, questi tra tutti gli uomini possiede la vigilanza della mente, quegli è unificato nello yoga, quegli assolve a tutti i suoi compiti&#8221;.<br />
Io, arbitrariamente, sostituisco alle parole &#8220;agire&#8221; e &#8220;azione&#8221;, le parole &#8220;scrivere&#8221; e &#8220;leggere&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gemma Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20414</link>
		<dc:creator>Gemma Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2006 15:59:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20414</guid>
		<description>E poi, scusate, ma quale tossico vero usa le espressioni "brown sugar" e "pusher" accanto a "festino" e "esproprio proletario"? Ma dove? Nemmeno Accorsi in Radiofreccia... Il paragone con Ammaniti in questo senso è perfetto, siamo al limite del trash (ma qui involontariamente). Se invece è una testimonianza (come mi sembra che in realtà sia), è inopinabile che l'epoca in cui un racconto del genere può smuovere gli animi è finita da un pezzo. E' come fare l'apologia della sigaretta, può risultare addirittura patetico.
Tutto questo, sia ancor chiaro, come personalissima opinione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E poi, scusate, ma quale tossico vero usa le espressioni &#8220;brown sugar&#8221; e &#8220;pusher&#8221; accanto a &#8220;festino&#8221; e &#8220;esproprio proletario&#8221;? Ma dove? Nemmeno Accorsi in Radiofreccia&#8230; Il paragone con Ammaniti in questo senso è perfetto, siamo al limite del trash (ma qui involontariamente). Se invece è una testimonianza (come mi sembra che in realtà sia), è inopinabile che l&#8217;epoca in cui un racconto del genere può smuovere gli animi è finita da un pezzo. E&#8217; come fare l&#8217;apologia della sigaretta, può risultare addirittura patetico.<br />
Tutto questo, sia ancor chiaro, come personalissima opinione.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gemma Gaetani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20413</link>
		<dc:creator>Gemma Gaetani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2006 15:51:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20413</guid>
		<description>Non so, a me continua a sembrare medio. Insomma, "Heroin", o "La scimmia sulla schiena", sono scritture magnifiche sull'eroina. Non è una censura moralistica la mia, sia ben chiaro! E' il contrario. C'è un debole autocompiacimento qui. Nessuno dei tre mi si presenta come un eroe. E perchè? Perché la scrittura non è incisiva.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so, a me continua a sembrare medio. Insomma, &#8220;Heroin&#8221;, o &#8220;La scimmia sulla schiena&#8221;, sono scritture magnifiche sull&#8217;eroina. Non è una censura moralistica la mia, sia ben chiaro! E&#8217; il contrario. C&#8217;è un debole autocompiacimento qui. Nessuno dei tre mi si presenta come un eroe. E perchè? Perché la scrittura non è incisiva.</p>
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		<title>Di: sud</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20410</link>
		<dc:creator>sud</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2006 15:02:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20410</guid>
		<description>i commenti sono livosi? e perché?Basta dire che una cosa non piace, e subito si dice: commenti livosi.
Io ho espresso una opinione da lettore dando alcuni miei argomenti, ovvero alcune brevi coordinate personali. 
E aggiungo.
Dov'è lo stile ben fatto del pezzo? Ma stiamo scherzando? Questo pezzo è ben scritto? dov'è la dimmensione narrativa di questa storia? Dov'è la storia? dov'è l'ironia? O dove la drammaticità? dov'è l'interiorità del protagonista? o dov'è la fredda ripresa di un evento?
Ditemi di grazia cosa il testo voleva comunicare al lettore. La domanda fondamentale di ogni letteratura: cosa l'autore vuole dirmi? 
Io non l'ho capito. Ho solo capito che c'è una riproduzione opaca di una certa letteratura con relativa posa da "scrittore".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i commenti sono livosi? e perché?Basta dire che una cosa non piace, e subito si dice: commenti livosi.<br />
Io ho espresso una opinione da lettore dando alcuni miei argomenti, ovvero alcune brevi coordinate personali.<br />
E aggiungo.<br />
Dov&#8217;è lo stile ben fatto del pezzo? Ma stiamo scherzando? Questo pezzo è ben scritto? dov&#8217;è la dimmensione narrativa di questa storia? Dov&#8217;è la storia? dov&#8217;è l&#8217;ironia? O dove la drammaticità? dov&#8217;è l&#8217;interiorità del protagonista? o dov&#8217;è la fredda ripresa di un evento?<br />
Ditemi di grazia cosa il testo voleva comunicare al lettore. La domanda fondamentale di ogni letteratura: cosa l&#8217;autore vuole dirmi?<br />
Io non l&#8217;ho capito. Ho solo capito che c&#8217;è una riproduzione opaca di una certa letteratura con relativa posa da &#8220;scrittore&#8221;.</p>
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		<title>Di: Barto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20404</link>
		<dc:creator>Barto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2006 13:43:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20404</guid>
		<description>Gemma, a me la tua valutazione sembra più che altro una mazzata morale. Questo racconto parla di droga, di tossici, e mezzi tossici, ma non è che debbano per forza essere rappresentati con una scrittura addolorata, o drammatica, oppure non se ne parli per niente. Li fa vedere in una scena "dal di dentro", senza preoccuparsi di piangerci su o di compiangere nessuno. 

Io quando c'era Frigidaire avevo 15-16 anni e non lo leggevo. Però ne ho avuto tra le mani delle copie dopo. C'erano questi fumetti bellissimi che mi hanno ricordato questo racconto. Cioè, il contrario, è questo racconto che me li ha ricordati. Mi sembra una tecnica simile. Anche a me sembra scritto bene, Questi commenti così livorosi giuro che non li capisco mica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gemma, a me la tua valutazione sembra più che altro una mazzata morale. Questo racconto parla di droga, di tossici, e mezzi tossici, ma non è che debbano per forza essere rappresentati con una scrittura addolorata, o drammatica, oppure non se ne parli per niente. Li fa vedere in una scena &#8220;dal di dentro&#8221;, senza preoccuparsi di piangerci su o di compiangere nessuno. </p>
<p>Io quando c&#8217;era Frigidaire avevo 15-16 anni e non lo leggevo. Però ne ho avuto tra le mani delle copie dopo. C&#8217;erano questi fumetti bellissimi che mi hanno ricordato questo racconto. Cioè, il contrario, è questo racconto che me li ha ricordati. Mi sembra una tecnica simile. Anche a me sembra scritto bene, Questi commenti così livorosi giuro che non li capisco mica.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: matteo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/01/16/il-tesoro-di-skrunc/#comment-20397</link>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2006 12:58:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1638#comment-20397</guid>
		<description>a me questo più che un racconto sembra un pezzo di racconto, forse il racconto andrebbe continuato, ma nemmeno per forza. comunque mi ha fatto ridere parecchio in ufficio mentre lo leggevo, mi ha fatto ridere più o meno nello stesso modo in cui ci riesce Ammanniti. Come per Ammanniti, qui non si tratta di raccontare e leggere storie "nuove", ma di giocare ai maccaroni, divertendosi a spiare i movimenti del grottesco Alberto Sordi "ammarecano" che è in noi. Ricordatevi l'Albertino di Fango. E' un procedimento che se ben condotto sara sempre esilarante (almeno per me, chiedo pardon all'autore se le sue intenzioni erano più serie) perché stuzzica il nostro provincialismo, il nostro sentirci periferia nel rapporto col centro del mondo, un grosso divertentissimo "macchittecredi da esse".  I racconti come questi, guai se non ci fosse la "posa", è la posa che salva racconti così.
Poi dai, è scritto assai bene. Per me bravo.

Matteo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a me questo più che un racconto sembra un pezzo di racconto, forse il racconto andrebbe continuato, ma nemmeno per forza. comunque mi ha fatto ridere parecchio in ufficio mentre lo leggevo, mi ha fatto ridere più o meno nello stesso modo in cui ci riesce Ammanniti. Come per Ammanniti, qui non si tratta di raccontare e leggere storie &#8220;nuove&#8221;, ma di giocare ai maccaroni, divertendosi a spiare i movimenti del grottesco Alberto Sordi &#8220;ammarecano&#8221; che è in noi. Ricordatevi l&#8217;Albertino di Fango. E&#8217; un procedimento che se ben condotto sara sempre esilarante (almeno per me, chiedo pardon all&#8217;autore se le sue intenzioni erano più serie) perché stuzzica il nostro provincialismo, il nostro sentirci periferia nel rapporto col centro del mondo, un grosso divertentissimo &#8220;macchittecredi da esse&#8221;.  I racconti come questi, guai se non ci fosse la &#8220;posa&#8221;, è la posa che salva racconti così.<br />
Poi dai, è scritto assai bene. Per me bravo.</p>
<p>Matteo</p>
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