Il primo amore

E’ nato il primo amore. Grazie a: Sergio Baratto, Carla Benedetti, Benedetta Centovalli, Gabriella Fuschini, Giovanni Giovannetti, Giovanni Maderna, Antonio Moresco, Sergio Nelli, Tiziano Scarpa, Dario Voltolini.

La prima cosa che ci chiedono è una firma. Qui. Io l’ho appena fatto.

Auguri sinceri da parte di tutti i componenti di NI 2.0.

183 commenti

  1. Pubblicato 26 Gennaio 2006 alle 19:01 | Permalink

    Ma sono i rifondaroli di NI.
    In pratica.
    E adesso?
    Scavalcamento a sinistra?

  2. furlen
    Pubblicato 26 Gennaio 2006 alle 19:04 | Permalink

    … nun se scorda mai.
    anche da me un tribù to e un in bocca al lupo.

    effeffe

  3. Pubblicato 26 Gennaio 2006 alle 20:47 | Permalink

    Sono quelli di NI “1.0″.
    Niente scavalcamento, né accavallamento. Ben vengano anche loro.
    Anche se una battutina, Forlani, ve la mandano a dire:

    [...] necessità di uno spazio che non si limiti al virtuale ma che persegua «una coerenza che in Nazione Indiana spesso si perdeva».

    Si leggeva su Il Giornale.

  4. Pubblicato 26 Gennaio 2006 alle 20:49 | Permalink

    Ora:
    Tutti ma proprio tutti, i torti, comunque no, eh?
    MA:
    Perché mai dovrebbe esserci sempre e dappertutto questa cazza di coerenza?
    Però staremo a veder loro, certo.

  5. Pubblicato 26 Gennaio 2006 alle 21:36 | Permalink

    Perché chi sente il bisogno di perseguirla altrove, una coerenza assoluta, non dovrebbe farlo, piuttosto?

  6. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 00:24 | Permalink

    Massì, questo senz’altro, comunque.

    Ah, “quanto a firmare”, io veramente Pasolini lo lascerei riposare, come comunque riposa, senza pace.
    E, per fortuna di chi apprezza e vuole questa fortuna, senza lasciare (aver lasciato) noi suoi ascoltatori in sterile pace.

  7. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 06:21 | Permalink

    Un ampio servizio anche nel mio blog:-/

  8. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 10:42 | Permalink

    Su Lippertaura c’è già chi commenta ampiamente i contenuti del sito Il primo amore. E sono commenti negativi.
    Chissà quando usciranno i primi testi che farà… :-)

  9. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 11:16 | Permalink

    Grazie a Gianni Biondillo e a Nazione Indiana per la segnalazione e a tutti quanti per gli auguri e gli incoraggiamenti.

  10. dott. Celacanth
    Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 14:14 | Permalink

    Prima o poi qualsiasi cosa de sinistra genera una cosa ancora più de sinistra.
    Dal PSI nacque il PSIUP.
    Dal PCI nacquero Rifondazione e i Comunisti Italiani.
    Eccetera.
    Naturalmente in molti casi c’è divaricazione tra fatti, prassi e auto-definizione.
    Le posizioni de Il primo amore sono “ancora più radicali”, dice Scarpa su Il Giornale (potevano scegliere un altro organo, un po’ più credibile e soprattutto non-di-berlusconi, ma le contraddizioni in cui tutti viviamo sono ferosci, si sa).
    Va bene, ma rispetto a cosa?
    Politica? Cultura? Scrittura? Editoria?
    Oppure l’IFP, cioè l’Intero Fottuto Pacchetto?

  11. Finiamola
    Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 14:45 | Permalink

    Barbieri, guarda che Lipperatura ha solo dato la notizia, precisando che non poteva seguire i commenti perchè in viaggio. Questa si chiama ossessione.

  12. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 15:12 | Permalink

    Caro anonimo dietro la maschera “finiamola”, se tu avessi letto con un minimo di attenzione (necessaria) quello che ho scritto, avresti capito che parlavo di “commenti”. E’ dunque nel colonnino dei commenti che puoi cercare, se ne hai voglia, il post a cui mi riferisco. Loredana non c’entra nulla, anzi, da vera giornalista culturale, quindi con l’occhio sempre alla notizia calda, ha dato la notizia calda.
    Oltretutto il mio post era scherzoso. Strano, i post scherzosi, goyescamente, generano mostri.

  13. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 15:58 | Permalink

    mi piace quel “goyescamente”, sa di goyesco.

  14. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 16:16 | Permalink

    dott. Celacanth ma come mai interpreti automaticamente “più radicali” come più a sinistra?
    Forse sei un po’ influenzato dalla televisione e dalla banalità dei media in generale.
    Più radicali può voler dire molte più cose che essere di sinistra, a volte vuol dire andare ancora più alla radice delle cose.
    Ora per me andare alla ricerca delle radici (e le radici sono di diverso tipo) può essere di sinistra, ma non è un sinonimo, anzi
    Poi c’è chi fa il radical ed è andato così in profondità che gli manca ossigeno e voce e quindi spesso delira e ci manda dei grugniti da un tubetto dal centro della terra. C’è chi invece va dietro ad una radice rizomatica e nuota più prossimo alla splendida e vasta superficie ma c’è anche chi va alla ricerca delle radici direttamente in superficie o addirittura in volo, alla radicalità del vischio ad esempio e indossa il ramo d’oro prima di immergersi in profondità senza dimenticare le apposite bombole ;-)
    Insomma la radicalità è cosa complessa e solo i grulli o i frustrati possono fare a gara per sentirsi più sinistri di altri ;-).
    Io personalmente detesto chi gioca ad avercelo più sinistro degli altri.
    brrrrr che stupidata
    Obbiettivamente in rete le uniche cose politicamente (sempre all’interno della letteratura naturalmente) un po’ originali e anche radicali sono state dette proprio da benedetti e moresco, il resto mi sembra, salvo rare eccezioni singole, tutto crambe più volte riscaldato soprattutto da parte di quelli che usano un linguaggio roboante, presuntuoso e incomprensibile.
    geo

  15. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 16:18 | Permalink

    se volete che non intervenga ai dibattiti, ecco, è sufficente che parliate di partiti.
    fado a fare la torta di mele…

  16. francesco forlani
    Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 16:26 | Permalink

    dopo i radical chic
    i radical shock
    effeffe

  17. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 16:47 | Permalink

    Infattamente, qualunquemente, impressatamente, di cui, quantunque!!
    PELO!!!!
    Chiu’ PILO per Tutti!!!!!

    Antonio Albanese

  18. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 17:37 | Permalink

    @georgia
    Mi pareva che Celacanth scherzasse un po’.
    Ma certamente lui è anche molto influenzato dalla banalità dei media in generale, e in particolare.
    Al punto da non sapere che “più radicale” non vuol dire necessariamente “più di sinistra”, ma anche “più alla radice”, cioè meno superficialotto della tv, per esempio, e di NI 2.0.
    Io pure, al bar, chiedo solo De Benedetti e Moresco, che tutto il resto, ne convengo, è una gran cazzata.
    Le uniche cose politicamente interessanti di tutta la Rete le dicono loro due.
    Il resto è merda.
    Sì.
    Che c. è un crambe?

  19. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 18:21 | Permalink

    Ah, per la cronaca, nei colonnini di Lipperatura spuntano altri commenti sui contenuti del Primo amore :-))))

  20. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 18:56 | Permalink

    non di tutta la rete, ma solo dell’ambito politica e letteratura, che in rete in effetti non è granchè se escludiamo NI ed Evangelisti (ma solo lui in persona)
    Sempre per quanto ne so io naturalmente, poi se tu, che frequenti i bar, puoi consigliarmi qualcosa di decente posso sempre cambiare idea;-)
    Ma sia chiaro che parlavo della politica strettametne legata alla produzione letteraria, perchè la Politica è poi anche altra cosa, ben altra cosa e benedetti e moresco forse c’entrano poco.
    Tu dici che Celacanth scherzava? Forse è vero però … non sembrava punto e allora la cosa è abbastanza grave ;-)
    Crambe? è una storia lunga, lo usa Landolfi in un suo racconto, è un gioco inglese del 700, e anche un gioco di parole usato da un poeta cattivissimo inglese, viene da un detto popolare antico romano ecc. ecc. insomma in poche parole per farla breve starebbe per cavolo riscaldato, ma vuol dire tante altre cose contemporaneamente.

  21. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 19:00 | Permalink

    già.
    molte cose contemporaneamente, al solito.

  22. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 19:16 | Permalink

    perchè tu tash conosci molte parole che abbiano un solo, unico e univoco significato?
    Ogni parola è una costellazione, ogni parola ha mille colori e toni, ogni parola ha una storia millenaria alle spalle, ogni parola oltre a tanti significati ha pure molti significanti con cui si è presentata, scritta o orale, da un umano all’altro. Ogni parola si porta sempre tutto dietro anche se non sempre ci mostra tutto chiaramente.
    Suvvia non mi dire che ti do un dolore rivelandotelo ;-)

  23. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 19:29 | Permalink

    APPELLO PER RIAPERTURA PROCESSO PASOLINI
    Ho visto che c’è anche Scarpa e quindi volevo far sapere al blog Il primo amore che angela molteni che ha costruito e che gestisce il sito, ormai diventato mitico e non solo in Italia, pasolini.net ha già messo, in prima pagina, il loro appello.
    http://www.pasolini.net/

  24. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 19:43 | Permalink

    scusate tre messaggi a fila non è net-educato, ma se no poi me lo dimentico :-)))
    Tash ma … hai scritto De Benedetti ;-)
    ci scommetto che è non è casuale l’errore, pensi che lei sia la figlia (o la nipote) di Giacomo De Benedetti vero?… ’sto nepotismo di merda …. :-)))

  25. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 20:11 | Permalink

    Mammamia ragazzi! Ma siam sempre gli stessi.
    (E questo è il bello.)
    Per il resto non parlo che c’è Georgia che non so come dice quasi esattamente quello che direi io.
    Ed è bello tenersi in tasca un “quasi” di cui non frega niente a nessuno.

  26. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 20:13 | Permalink

    Ah no ripensandoci c’è davvero il quasi: il fatto di Pasolini e blablabla.
    Lo dico questo per un fatto di “coerenza”. (Con me stesso comm. 6.)

  27. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 20:51 | Permalink

    mi scuso per il de benedetti, capita di sbagliarsi.
    il nepotismo chissà cosa c’entra.

    la precisione è tutto, georgia.
    e lo è anche a scapito dei “tanti significati e dei molti significanti” delle parole.
    la lotta è quella.
    l’ennesima perorazione “pro veritate pasolini” forse è un po’ triste.
    dico forse.
    non so.

  28. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 21:02 | Permalink

    Io riaprirei il processo riguardo l’accertamento dell’esistenza di Dio…e anche di Gesu’ Cristo….solo che il tribunale si rifiuta di riesaminare i documenti degli ultimi 2006 anni.

  29. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 21:13 | Permalink

    Tu vorresti pane al pane, e vino al vino, tutto ilresto è frutto del demonio (cioè della letteratura)?
    e che si fa tash, si decide per decreto un solo significato per parola?
    e, naturalmente, si butta alle ortiche tutta la letteratura?

    Ad ogni modo non prendertela mi sembra che ci stiamo avvicinando proprio a questo tuo desidero, tra poco gli umani davvero si autoconvinceranno che ogni parola ha un solo significato e per legge;-)
    Si chiama totalitarismo linguistico o …. neolingua come preferisci, e permette una precisione … della madonna!!!!! peccato che la maggior parte delle parole CERTE siano anche marziali ;-)
    geo

  30. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 21:21 | Permalink

    tu magda riapri il processo a ponzio pilato o a quello che vuoi, però non capisco cosa ci sia da stupirsi e da farci sopra dell’ironia se, intervenuti nuovi elementi, si chiede la riapertura di un processo che è sempre stato poco chiaro.
    E la storia di piazza fontana, bologna, ustica ecc… beh certo lo vorremmo sapere anche tutti noi cosa successe veramente e vedere i colpevoli pagare, ma non credo che l’appello per pasolini ci impedisca di chiedere la riapertura di simili processi, soprattutto se intervenissero nuovi elementi, e anche se non intervenissero, e molti lo fanno da sempre, e non certo solo sfottendo chi chiede la riapertura di un processo fondamentale come la morte di pasolini.
    Ma come mai la cosa vi da tanto fastidio e vi fa diventare così sciocchi?
    E veramente abbastanza singolare la vostra reazione
    geo

  31. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 21:25 | Permalink

    L’Italia è quel posto dove non si deve fare niente, soltanto chiacchierare al bar, sul lavoro degli altri, col culo su una sedia di ferro battuto (così resiste più a lungo, ché il tempo delle chiacchiere è infinito). Una grande provincia senza troppe ambizioni. E chi alza la testa, lo vedono subito. E lo smerdano.
    A proposito, Gipi ha vinto il gran prix ad Angouleme, l’ennesimo prestigiosissimo premio francese. Qui premi niente, solo il suo racconto pubblicato da Repubblica con le pagine invertite. Nella grande provincia preferiamo i videogiochi…

  32. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 21:36 | Permalink

    Georgia, fai la brava, ho già firmato per la riapertura a Pasolini, non stavo ironizzando anche perchè esiste davvero la possibilità del processo circa l’esistenza di Gesu’ Cristo.
    Non c’è bisogno che tutti facciano proclami militanti per essere d’accordo con cose piu’ che legittime,ognuno esprime l’accordo secondo proprie modalità.
    Mi sembra che tutto si snodi sulla storia dell’italia degli ultimi 50 anni e dei relativi misteri giudiziari riconducibili all’attività dei servizi segreti…non è piu’ un segreto ormai….
    ma questo si era giò discusso nel post di Helena “pasoleen” se non ricordo male,e cmq tutto il mese di novembre qui su NI.

  33. alfo
    Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 23:24 | Permalink

    però non vale: io firmo l’appello, ma voglio il mio nome nell’elenco di PRIMOAMORE insieme a quello degli uomini famosi - altrimenti è la solita storia che abbiamo bisogno dei generali per farci vedere e valere.

  34. yara
    Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 23:30 | Permalink

    non sono della generazione Pasolini, e neanche della brigata. però mi è rimasta impressa una testimonianza di Moravia, che se non sbaglio era un amico vero, secondo cui PPP negli ultimi giorni della sua vita espresse a più riprese la VOLONTA’ DI MORIRE A MODO SUO, e cioè più o meno come morì. Gli appelli del primo amore (che poi sarebbe l’ultimo) riguardano quel più o meno, mentre penso si dovrebbe meditare su quella volontà.

    sul blog ubique.splinder ho visto una stroncatura di Scarpa, che delirava su NI di autori autorizzati e non. adesso vedo che PA accetta solo e-mail, le valuta e poi le pubblica o cestina (un lavoraccio, se tengono alla collegialità). quando torneremo al piccione, e al conseguente tiro?

  35. Tenentino
    Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 23:31 | Permalink

    Già.

  36. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 23:33 | Permalink

    Già, Alfo.

  37. Pubblicato 27 Gennaio 2006 alle 23:41 | Permalink

    @georgia
    ultimo intervento da parte mia sulla questione: le parole non sono precise, prese una per una, ma si può fare uno sforzo di precisione usandole nel discorso.
    è possibile compiere triangolazioni, più o meno iper-statiche, in modo da irrobustirne i significati.
    a meno che uno non voglia invece fare “alla francese”: lasciare che l’ambiguità costituisca/sostituisca il discorso, lasciando sempre tutto in un’ammiccante incertezza: avrò capito oppure no? eh?
    eh?

  38. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 00:36 | Permalink

    Scusa Yara mi potresti riassumere i termini del delirio su autori autorizzati e no?

  39. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 01:12 | Permalink

    Ringraziando Dio la parola televisione non ha una storia millenaria alle spalle, e visto lo stato della cosa Terra, nemmeno di fronte. Lo stesso dico della parola banalità.

  40. yara
    Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 02:44 | Permalink

    Ho rintracciato su ubique il commento e lo incollo qui, ma di Scarpa conosco solo la citazione fattane, non il post intero:

    “Tutto ciò erode il mio status, il senso del mio mestiere, il mio ruolo sociale. Oggi chiunque può andare in pubblico senza dover passare attraverso il filtro dell’editore, filtro che consentiva di pubblicare soltanto agli autori autorizzati dal sistema stesso dell’editoria. Prima dei blog, l’Autore Autorizzato aveva già i guai suoi. Doveva sgomitare fra gli Autori Impostori: cantanti, giornalisti, filosofi, professori universitari… Ma adesso l’Autore Autorizzato ha a che fare con un’invasione di Autori Non Autorizzati, o meglio Autori Autolegittimati. Sedici ani fa ero anch’io un Autore Non Autorizzato: mandavo articoli ai giornali sperando che mi pubblicassero. Oggi invece non è più necessario fare gavetta: chiunque può pubblicare e farsi notare. Molto bene. Si sentono storie di bloggers che si sono fatti notare e sono stati chiamati dai giornali a collaborare: io in tredici ani da Autore Autorizzato e dopo otto libri non ho mai avuto un contratto di collaborazione. Non sto recriminando. Lo dico giusto per offrire un dato. Ci sono bloggers che sono arrivati alla pubblicazione di libri: quindi sono diventati Autori Autorizzati anche loro. L’altro giorno una blogger di Roma presentava il suo libro in una delle più grandi e scenografiche librerie di Milano. Il sottoscritto (per fortuna!) non ha mai avuto questo onore.” Gli è andato in aceto il cervello? Cos’è ’sto Autorautorizzato? come un Fattorefatturato? un Ladroderubato? uno Stufostufato? un Arrostolessato? E l’argumentum del terzo autore? Chi autorizza l’autorizzatore? Non sa più nemmeno che autore = autoautorizzatore? che autorizzato = motorizzato? che autoautorizzato = automotorizzato?

  41. kristian
    Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 10:12 | Permalink

    un’esaustiva esplicazione di quel che intenda per blog e blogger, Scarpa la dava (chiarendo nel merito che erano discorsi un po’ triti ma valeva comunque la pena di riproporli) nel pezzo pubblicato QUI il 8/11/03 e intitolato ‘Il pianeta dei fantablog‘ - in polemica con un racconto di De Vivo e Virgilio, curatori di Zibaldone (questo a beneficio di yara, ‘ché Barbandrea già c’era).

  42. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 10:55 | Permalink

    Il discorso che fece Scarpa non aveva il fine di togliere valore ai blogger ma anzi di riconoscere anche a loro la qualità di intellettuale, e quindi - ma dato che siamo in Italia il discorso diventa buffo - la responsabilità di un intellettuale.
    Si collegava a tutto questo il discorso sull’esercizio della libertà di espressione abbandonando l’anonimato.
    Cioè Scarpa era per aprire e responsabilizzare, quindi per delegare, autorizzare tutti.
    Ho chiesto di riassumere i termini del supposto “delirio” non perché non li conoscessi ma perché mi pareva che chiamarlo delirio fosse una cosa veramente strana. Proprio alla luce di quello che è successo ad Anna Setari si capisce quanto Scarpa avesse ragione.

  43. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 12:39 | Permalink

    Dirò una delle mie solite banalità.
    Quanto sta succedendo ultimamente alla scrittura è esattamente quanto è successo all’arte e al cinema. La democratizzazione assoluta dei mezzi artistici basilari (stilistici e tecnici) ha determinato un progressivo abbassamento della soglia di “artisticità”, permettendo l’inclusione in questa categoria di opere o operazioni che sono soltanto sociologicamente rilevanti. Tutto qui. E’ la parabola conclusiva dell’intero Novecento, secolo in cui il dibattito su cosa sia e cosa non sia arte è stato fondante, e sempre più ricorrente. Fino a queste gocce finali. Tutti girano corti con una videocamera, tutti scrivono poesie e le pubblicano sui loro blog, tutti fanno videoarte. Il mercato artistico è stato invaso da prodotti di bassa qualità, confezionati velocemente e in produzione massiccia. Com’è successo al mercato dell’abbigliamento, con la produzione cinese. Di questi prodotti conta la forma, non il contenuto, perché formalmente, apparentemente, quelli sono vestiti, e corti, e poesie, e opere di arte digitale. Siamo al trash artistico legittimato come arte dal pubblico. Perché come disse mi sembra Andrea Barbieri, o forse Francesco Forlani, l’orizzonte d’attesa del pubblico è il rispecchiamento immediato, e la comprensione a-problematica. Siamo alla frutta insomma. Gli Autori veri allocano istanze artistiche reali su questi mezzi, quelli che non lo sono ci diventano. E tutto, arte e non arte, Autori e non autori, si confonde.

  44. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 12:48 | Permalink

    Scusate, ho omesso un dettaglio importante.

    “(…) l’orizzonte d’attesa del pubblico è il rispecchiamento immediato, e la comprensione a-problematica, oggi.”

    Non è un caso che Match point, il film che da un punto di vista formale è il meno alleniano di Woody Allen, l’abbiano visto - e capito, e apprezzato - tutti. Perché formalmente non appare diverso da, per dire, drammoni cinematografici tipo L’ultimo bacio o Non ti muovere. Un pubblico nazional-popolare ha preso il sopravvento, nazional-popolare nel senso che fu di Pippo Baudo, non di Gramsci. Questa, s’intenda, è la tendenza predominante.

  45. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 13:01 | Permalink

    Vi lascio con questa domanda. La Fallaci decapitata, il quadro di Giuseppe Veneziano, l’Extra Virgin, la statuina della Madonna incappucciata da un profilattico, di Steve Rosenthal, i bambini impiccati di Cattelan, opere che la maggior parte del pubblico neanche conosce né possiede gli strumenti per problematizzare da un punto di vista estetico-artistico almeno storico, nonostante la risonanza che i mass media hanno garantito a queste opere, dicevo, sono opere e gesti d’arte O massmediatici?

  46. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 13:11 | Permalink

    (E questi sopra citati sono artisti. Operazioni, o opere, del genere, cioè, ampliano l’orizzonte artistico o collaborano a renderne il limine sempre più vago?)

  47. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 14:02 | Permalink

    I soliti polvero
    NI?
    Quasi m’impigrisco e mi astengo.

    Sul fatto che la democratizzazione sia un male dappertutto e di più “in” letteratura, spero solo che ci sia sempre più spesso qualcuno che lo dica.

    L’ambiguità (la polivalenza) della Parola me la tengo cara.
    Quel che è essenziale dev’essere,
    poi,
    sempre,
    “farsi capire”?
    Tash, la lotta è quella, ma da quando?
    Però è da dire che polemizzavate su due piani, tu parlavi di discutere nonambiguamente, Geo invece parlava di
    Letteratura.

    “Submit comment”, non rileggo, certe volte qui mi sto sul c pure io.

  48. yara
    Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 14:19 | Permalink

    e poi dicono che la rete non serve! in 5 m. ho trovato e letto “il pianeta dei fantablog” di Scarpa 8/11/03 (grazie a Kristian), e in altri 5 “Bloggers, siete peggio di Liala” di Scarpa 16/6/03 (sintetizzato in ubique.splinder).
    Beh, Scarpa I non è Scarpa II, sono 2 Scarpa, o 1 Scarpa e 1 Ciabatta, perché per me “Il pianeta” è chiaro e sensato, “Liala” il contrario. Per fortuna Scarpa II è precedente, ergo Scarpa è in evoluzione (ma incollo un pezzo di Scarpa I :Il Primo Amore “è una rivista vecchio stile pubblicata in rete, con un filtro redazionale chiuso; ripropone su un mezzo infinitamente più duttile modalità tecnologiche e comunicative vecchie; perpetua in rete le vecchie gerarchie tradizionali tra autore e lettore; impedisce ai suoi lettori di dire la loro senza filtri, come accade in qualunque blog”).

  49. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 14:32 | Permalink

    @ale
    a prescindere (come disceva totò) dalle mie competenze specifiche, che sono di altro genere, non parlo mai di Letteratura, maiuscola o minuscola che sia la elle iniziale.
    per lo stesso motivo non parlo di Filosofia, eccetera.

    voglio dire che letteratura e filosofia, intese come discipline a se stanti hanno ormai uno statuto simile a quello dell’astrologia e dell’alchimia: roba per storici della cultura, al massimo.
    la realtà attuale ne ha svuotato specificità e significato.
    ma questa è solo la mia opinione: chiunque è padrone di pensarla diversamente, come chiunque è padrone di dipingere marine al tramonto su un cavalletto, en plein air, col cappello di paglia e il fiocco sul camicione da pittore.

    qui sopra non stavo ciaciando, in ogni caso, del “farsi capire”, ma di *linguaggio* e di come intendo la costruzione del discorso.
    la precisione non è “farsi capire”, è precisione e basta.
    ma senza precisione non c’è nulla, né scienza, né arte, né niente.

  50. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 14:34 | Permalink

    poi dico che condivido le cose che disce scarpa, sui bloggers.
    anche se la realtà è in movimento rapido, purtroppo, e nessuno sa cosa stia davvero succedendo.

  51. Giuseppe D.
    Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 14:49 | Permalink

    Reincollo la citazione di Scarpa I proposta da YARA, troppo interessante e VERITIERA per essere trascurata, a maggior ragione alla luce della nascita di PRIMOAMORE, che a quanto pare, dunque, segna un passo avanti dello Scarpa medesimo: infatti, alla fine, Scarpa ha fatto la stessa cosa che criticava qualche mese fa: e cioè una rivista “tradizionale” come quella di ZIBALDONI. Come dire: il tempo dà ragione a chi aveva ragione. E forse questa dovrebbe essere per tutti gli internauti una occasione di riflessione.
    Rieccovi la citazione scarpiana proposta da YARA:
    (ZIBALDONI), diceva Scarpa, [e oggi PRIMOAMORE] “è una rivista vecchio stile pubblicata in rete, con un filtro redazionale chiuso; ripropone su un mezzo infinitamente più duttile modalità tecnologiche e comunicative vecchie; perpetua in rete le vecchie gerarchie tradizionali tra autore e lettore; impedisce ai suoi lettori di dire la loro senza filtri, come accade in qualunque blog”.

  52. kristian
    Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 15:00 | Permalink

    sì Giuseppe, però non dimenticare che i presupposti su cui si fonda tutto ’sto discorso sono:
    1) quello di Primoamore è un lancio promozionale;
    2) la previsione del filtro redazionale in PA è una citazione da Il Giornale, che non è una fonte attendibile;
    3) in ogni caso, il sito è multi-autoriale, per cui credo che nel caso eventuale del filtro, ci sia una maggioranza qualificata all’interno del gruppo che ritenga i commenti un depotenziamento restaurativo del discorso degli autori del sito medesimo.

    poi magari finisce come in NI 2.0 in cui ogni autore autogestisce i commenti al proprio pezzo.

  53. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 15:05 | Permalink

    “Letteratura e filosofia, intese come discipline a sé stanti, hanno ormai uno statuto simile a quello dell’astrologia e dell’alchimia: roba per storici della cultura, al massimo.
    La realtà attuale ne ha svuotato specificità e significato.”

    Son d’accordissimo!
    Evviva la Letteratura.
    Evviva le “discipline a sé stanti”, e soprattutto quelle poco disciplinate.
    Abbasso “la realtà attuale”. (Che “sembra”, oggi, farla da padrone. Ma vedremo cosa ne penseranno, domani, “gli storici della cultura”.
    Certo, però, “chiunque è padrone” di dire chissenefrega.)

    Ah, scusate,
    quasi tutto sul copincolla. Ma:
    1 l’ho detto, oggi son pigro.
    2 così ne guadagna la “precisione”.

  54. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 15:16 | Permalink

    Scusa ancora Tash, ci ho pensato mentre attizzavo il fuoco, ho ignorato un altro degli assist, diciamo così.
    La precisione io invece direi che non è altro che farsi capire! La precisione di cui tu vorresti parlare ho l’impressione che non esista, perché non esiste “la verità”.
    Cosa è precisione se non qualcosa riferito e limitato all’espressione, alla comunicazione? Cos’è dunque se non l’aderenza di, o l’esigenza o lo sforzo di far aderire il più possibile, un concetto, un calcolo matematico, comunque un nostro modo o una nostra misura del leggere la realtà, ad una convenzione espressiva? (=farsi capire)

  55. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 17:02 | Permalink

    Scusate ma questa storia delle citazioni di Scarpa è surreale, prima gli si mettono in bocca parole che aveva usato per gli Zibaldoni sostituendo a “Zibaldoni” “Il primo amore”, poi, per uno leggero rigurgito di coscienza si riconosce, ma con un po’ di ambiguità, che Scarpa parlava degli Zibaldoni punto e basta, e che l’operazione di sostituzione e attualizzazione è fatta da altri.
    Gli Zibaldoni era, è, una rivista elettronica che esce a distanza di mesi. E’ una loro scelta, è sindacabile e pace.
    Il primo amore è un blog, che quindi può essere aggiornato anche quotidianamente, e, per ora, senza commenti, ma che dà la possibilità di intervenire attraverso il filtro della redazione: di intervenire subito. Quindi la differenza tra Il primo amore e una rivista elettronica continua a esistere. E l’operazione di mettere in bocca a Scarpa pensieri non suoi si dimostra di brevissimo respiro.
    Oltretutto Scarpa a causa del trollaggio pesantissimo che per due anni NI ha sopportato voleva introdurre filtri anche al tempo del suo pezzo su Zibaldoni.

  56. yara
    Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 17:38 | Permalink

    ma AB, siamo all’ABC! tu DC:
    1. “IPA è un blog, che quindi può essere aggiornato anche quotidianamente, e (…) dà la possibilità di intervenire attraverso il filtro della redazione: di intervenire subito. Quindi la differenza tra IPA e una rivista elettronica continua a esistere”. io ne deduco che IPA è un quotidiano elettronico (con commenti = lettere al direttore-orio), diverso appunto da una rivista elettronica (come un mensile poi è diverso da un settimanale ecc.)
    2. “L’operazione di mettere in bocca a Scarpa pensieri non suoi si dimostra di brevissimo respiro”. Normalmente in bocca si mettono parole, e quelle da me incollate sono di Scarpa.
    3. “Scarpa (…) voleva introdurre filtri anche al tempo del suo pezzo su Zibaldoni”. Ergo a parole era contro i filtri, ma nei pensieri…
    Insomma, mi sembra di essere in dpt. di filosofia, dove parecchi prof. dicono ora una cosa, ora un’altra (altro discorso è che a me interesserebbero più le cose di chi le dice, e così apprezzo Scarpa I e non II: ma allora non è meglio l’anonimato?)

  57. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 19:12 | Permalink

    Yara, tu sostiene che queste sono parole di Tiziano Scarpa:
    “Il Primo Amore è una rivista vecchio stile pubblicata in rete, con un filtro redazionale chiuso; ripropone su un mezzo infinitamente più duttile modalità tecnologiche e comunicative vecchie; perpetua in rete le vecchie gerarchie tradizionali tra autore e lettore; impedisce ai suoi lettori di dire la loro senza filtri, come accade in qualunque blog”

    Ma Scarpa diceva queste cose di Zibaldoni, non di Primo amore, anche perché sono due “cose” molto diverse.
    Quindi hai fabbricato un apocrifo, e nemmeno molto intelligente.

  58. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 19:27 | Permalink

    andrea perchè dici che:
    “Gli Zibaldoni era, è, una rivista elettronica che esce a distanza di mesi. E’ una loro scelta, è sindacabile e pace”

    Gli zibaldoni aggiornavano (aggiornano) anche giornalmente, quando gli pareva, diciamo che non avevano la frenesia del blogger comune
    A me sembravano proprio un blog senza commenti e un blog pure molto interessante hanno postato delle cose splendide.
    Sembrava volessero chiudere e invece, se dio vuole hanno ricominciato in questi giorni.
    Del resto anche carmilla e i miserabili sono sempre stati senza commenti, si puo dire ogni cosa ma non che non siano dei blog.
    Il blog ha possibilità di chiudere i commenti e se li chiude non per questo cambia nome:-).

    Io trovo che primo amore faccia bene a iniziare senza commenti (troppo stressante altrimenti) però credo che non dovrebbero neppure pubblicare le e-mail, sarebbe ridicolo davvero, sarebbe tipo lettere al direttore, non so se la rete lo reggerebbe. Il bello del blog con commento è proprio il commento in diretta e senza filtri.
    Ad esempio ho visto che Carmilla ha voluto fare un prova e ha pubblicato e-mail inviate dai lettori. A me è sembrata una cosa patetica (proprio perchè le e-mail erano prive dello spirito dissacrante del commento
    Molto meglio sarebbe stato avere il coraggio di aprire provvisoriamente i commenti a qualche post.
    Insomma io non credo sia obbligatorio che i blog abbiano i commenti e uno scambio con il lettore, ma se lo hanno allora deve essere diretto e senza alcuna cernita.
    Di lettere al direttore e a donna Letizia scusate ma non le potremmo più reggere, siamo cresciuti già troppo ;-)
    geo

  59. yara
    Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 19:28 | Permalink

    AB says: “Il Primo Amore è una rivista vecchio stile…
    Yara sais:Il Primo Amore “è una rivista vecchio stile…

    Le ” ” (dopo tutto il casino sugli * *!), come ha capito subito Giuseppe D. e spero altri!

    Quesito: un quotidiano è più simile a un settimanale che un settimanale a un mensile? (direi sì, perché la differenza è quantitativa)

  60. Pubblicato 28 Gennaio 2006 alle 20:15 | Permalink

    Ma ragazzi, avete poco da fare forse.
    Questi non hanno ancora cominciato, dai.

  61. Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 01:28 | Permalink

    Cara Georgia, io dico quello che tu riporti perché gli Zibaldoni stessi, al tempo della zibaldoniade su NI, dissero la stessa cosa. Quindi è meglio che rivolgi direttamente a loro le tue osservazioni.
    Se invece il tuo obiettivo è contraddirmi a tutti i costi, è meglio se inventi qualcosa di un po’ più elaborato.

    Yara ora attribuisce un apocrifo anche a me, andiamo bene…

  62. Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 01:32 | Permalink

    Voglio farlo anche io questo gioco: Yara dice che Berlusconi è bello. Yara dice che in america il caffé è più buono. Yara dice che discendiamo tutti dai semi di girasole. Yara dice che ha un amico che fa l’ufo. Yara dice…

  63. Edoardo Bennato
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 02:38 | Permalink

    Yara dice che io sono un rinnegato / perché ho rotto tutti i ponti col passato / andare avanti sì, ma ad una condizione / tenere sempre conto della tradizione (…)

  64. I Jalisse
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 02:46 | Permalink

    Visto che ci sono i blog senza commenti, noi abbiamo deciso di aprire un blog senza nemmeno i post, siamo da sempre impegnati nella lotta contro i fiumi di parole. Si chiamerà Primo posto (a Sanremo).

  65. yara
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 04:42 | Permalink

    Yara dice che ha giocato con bambini affetti da tumore / e tutti i genitori cercavano le colpe: / di loro perché non s’erano accorti / dei medici perché non avevano diagnosticato / della mutua che ritardava… / poi capivano che un tumore è un tumore come la vita vita. / Così mi sembra con Pasolini: / chi gli vuole bene cerca ancora i colpevoli / ma è inutile / lo fanno per sfogarsi. / Per questo non firmo / e non mi vanto.

  66. fm
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 09:32 | Permalink

    Yara, chiedere giustizia per ieri, e per oggi, per te significa “sfogarsi”? Anche fare l’amore, tra le mille altre sfumature e realtà che l’atto contiene, è un modo di sfogarsi: cosa fai, rinunci, visto che tanto è “inutile”? Io no. Tenere accesa la memoria di quel crimine (e di tutti gli altri), chiedere giustizia e verità, sempre, anche e soprattutto contro l’ordine apparentemente immutabile del potere e di chi lo detiene, è una forma d’amore, di rispetto per se stessi e per le cose in cui si crede. Che si firmi o meno un appello: quello è solo il contorno: la sostanza (e la posta in gioco) è ben altra.

  67. Giuseppe D.
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 10:40 | Permalink

    Guarda, Barbieri, tu sei uno molto impreciso nello scrivere, e chi è impreciso nello scrivere rischia di apparire disonesto intellettualmente. Io non credo che tu lo sia (disonesto), quindi ti invito a riflettere meglio su quello che dici, prima di dirlo, e di non verbigerare ad capocchiam.
    Prima di tutto la questione di VIRGOLETTE, e PARENTESI, etc. Yara docet: ci sono delle convenzioni, nella scrittura, che servono semplicemente a capirsi meglio, quindi perché non usarle? Ovvio che se tu fai finta di non vederle, poi la distorsione che si genera nei lettori più distratti provoca il casino dei commenti dei quali ormai nessuno ne può più (neanche Scarpa & co.). Tutto si può usare bene, a patto di volerlo e saperlo fare.
    E altra imprecisione dici sugli ZIBALDONI (a proposito, metto qui il loro link, per quelli che non conoscono ciò di cui stiamo parlando: http://www.zibaldoni.it). Gli ZIBALDONI non sono una “rivista elettronica che esce a distanza di mesi”, ma un blog (dico con Georgia) che si aggiorna ogni due-tre giorni con testi di tutti i tipi (alcuni belli, altri meno, altri brutti). La differenza fondamentale è che in ZIBALDONI non esiste quella cosa in cui siamo invischiati qui (e in cui erano invischiati Scarpa & co, al punto da farci delle crociate ‘contra zibaldones’ - cfr la citazione di Yara) e che si chiama COMMENTI.
    Vedi, Andrea, se tu semini imprecisione, raccoglierai casino - medita su questo pensiero biblico.
    Infine, mi soffermo su queste cose perché non credo, come “ale”, che di certe cose non possiamo parlare soltanto perché IPA non ha ancora cominciato. Se IPA c’è e se si è consumato un cambiamento di direzioni e di intenti è anche perché, in passato, ci sono state interesanti discussioni (con ZIBALDONI e altri) che non possono essere rimosse. Inutile ripempirsi la bocca di “memoria” se poi i primi a scordarsi siamo noi, non credete?

  68. Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 11:16 | Permalink

    Il primo amore non ha commenti e quindi non è possibile neppure fare i complimenti, ma se li avesse scriverei a Moresco:
    Sorbole che gran bel pezzo hai scritto!!!!!
    E anche il saggio su Landolfi di Nelli non è per niente male.
    Beh se coloro che si rifugiarono nelle praterie dei bisonti cartacei e che oggi sono tornati volevano trovare degli argomenti validi contro tutte le bischerate dette su di loro, soprattutto in questi giorni (non qui per la verità) su lipperatura e anche su vibrisse (la scarparo), beh se a loro fosse mai interessato rispondere a critiche così stupidine e senza basi logiche, direi che hanno trovato il sistema migliore per farlo: hanno postato due pezzi da e-cult.
    Adesso la palla può tornare ai critici incontinenti: invece di giocherellare e delirare scrivete anche voi due pezzi di quel livello e poi ne riparliamo ;-).
    Magari dopo si può anche criticare il nome del blog, che all’inizio non mi piaceva, ma che ora comincia a suonarmi noto e piacevole.
    Sì, oggi Primo amore assomiglia più a Zibaldoni che agli altri lit-blog, ma non c’e nulla di strano.
    Le polemiche fra persone intelligenti (non dimentichiamo che dietro zibaldoni c’è, anche, se non direttamente, uno dei più grandi nostri scrittori: Gianni Celati, anche se lui non la polemica non c’entrava nulla e neppure credo l’abbia mai letta, ma la sua intelligenza aleggia su tutto il blog) portano sempre a interscambi fra i contendenti, è il bello della vita e della letteratura. Sono le polemiche fra imbecilli e presuntuosi in libertà che stressano e fanno andare all’indietro:-)
    geo

  69. fm
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 11:42 | Permalink

    Bello anche questo tuo intervento, Georgia: visto, letto, controfirmato (con un bacio: in tema di “primo amore” non può mancare). :-)

  70. Giuseppe D.
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 12:05 | Permalink

    Finalmente un parlare sensato, retto e preciso (e appassionato). Grazie, Georgia.

  71. Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 13:21 | Permalink

    Giuseppe D
    1) Yara ha attribuito a Tiziano Scarpa parole non sue, questo è un fatto e sta scritto pochi post sopra di noi.
    2) Forse ora Zibaldoni aggiornano quotidianamente ma al tempo della disputa con Scarpa non era così, anzi proprio loro stessi dissero proprio su NI che la loro scelta era di pubblicare cose meditate, proprio come una rivista. Evidentemente hanno cambiato idea. Ciò non toglie che quello che ho detto è di una precisione da pennello di matrora n. 0.3.
    Stammi bene e attrezzati meglio se vuoi smerdare qualcuno.

  72. Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 13:29 | Permalink

    Ah, ultima cosa sempre per Giuseppe D: non so dove tu possa leggere che io sostengo che l’esperienza con Zibaldoni e tutto il resto non è servita a Scarpa & co. Evidentemente appartieni alla categoria dei lettori NEL pensiero più che ai lettori DEL pensiero. E oltretutto - ma potrebbe essere diversamente date le premesse? - prendi fischi per fiaschi.

    @Georgia. Sull’intervento pubblicato ieri da Moresco parlai qui su NI nel colonnino di commenti al pezzo di Biondillo su Chisciotte. Così, per la cronaca.

  73. fm
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 16:34 | Permalink

    @ A.B.

    Stai parlando, per caso, di un tuo intervento del 4 dicembre scorso? Se è quello, mi aveva colpito molto allora, indipendentemente dal contesto in cui era inserito; l’ho riletto, adesso, alla luce dello scritto di Moresco, e mi sembra veramente notevole, una riflessione di altissimo livello. Sì, hai ragione, è scritto proprio nella “lingua delle origini”. Come il testo di Moresco su PA.

  74. Giuseppe D.
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 18:30 | Permalink

    Barbieri, guarda, non insistere a essere impreciso, anche perché io non è che ci tenga poi tanto alla tua rettitudine, che resta un fatto tuo - ragion per cui, dico, dopo questo post io non avrò più nulla da aggiungere se tu replicherai sulle/colle medesime imprecisioni.
    1) Yara non ha attribuito a Scarpa se non le sue stesse parole, utilzizando precisamente e con corretteza le virgolette, così come io stesso, dopo, ho utilizzato le parentesi quadre. Un lettore capace queste cose le capisce. Un lettore in malafede pensi pure quello che vuole.
    2) ZIBALDONI io lo leggo fin dagli esordi, e mi sembra una bellissima esperienza letteraria, come NAZIONE e IPA. Resta il fatto che Scarpa, all’epoca, redarguiva gli zibaldoniani perché facevano una rivista “vecchio stile in rete”, ossia la medesima cosa che adesso si accinge a fare lui con IPA. Tutte qui le mie osservazioni. La tua distinzione poi tra “cose meditate” e non, la lascio perdere perché mi pare davvero una cosa inutile: chi scrive “cose meditate” sarebbe allora peggio?
    “Smerdare” non appartiene al mio lessico; mi dispiace che appartenga al tuo.
    Ti saluto.

  75. fm
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 19:02 | Permalink

    @ Giuseppe D.

    Per onestà intellettuale, visto che sto commentando di tanto in tanto (ma in modo assolutamente decontestualizzato rispetto al tema PA sì, PA no - che francamente non mi interessa) tengo a farti sapere che tutto quanto dici sugli Zibaldoni (al # 2 del precedente post) corrisponde alla sacrosanta verità e te lo sottoscrivo in pieno.

  76. Davide e Golia
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 19:51 | Permalink

    “Evidentemente appartieni alla categoria dei lettori NEL pensiero più che ai lettori DEL pensiero.” (Andrea Barbieri)

    Barbieri, questa ci è piaciuta, bravo!

  77. Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 20:45 | Permalink

    Giuseppe D. questo è il pezzo di Yara a cui mi riferisco

    incollo un pezzo di Scarpa I :Il Primo Amore “è una rivista vecchio stile pubblicata in rete, con un filtro redazionale chiuso; ripropone su un mezzo infinitamente più duttile modalità tecnologiche e comunicative vecchie; perpetua in rete le vecchie gerarchie tradizionali tra autore e lettore; impedisce ai suoi lettori di dire la loro senza filtri, come accade in qualunque blog”).

    Tu dici che la citazione di Scarpa è tra virgolette e quindi non c’è possibilità di intenderlo come un apocrifo.
    Io dico che se uno scrive “incollo un pezzo di Scarpa” e poi mette i due punti, si intende che tutto ciò che viene dopo i due punti è un pezzo di Scarpa.
    Non entro nel merito di altre cose che dici perché sinceramente non vale la pena. Stammi bene e pensa che se “smerdare” non sta nel vocabolario di qualcuno, non è escluso che sia un’attitudine: inammissibile.

  78. Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 20:59 | Permalink

    @ fm, no, lo so benissimo, non è una riflessione, è una cazzata, scritta malissimo perché non saprei scriverla meglio, solo volevo inserire in quel discorso la riflessione di Moresco, che in quel momento non era pubblicata da nessuna parte (io l’avevo solo sentita leggere, e ho scritto quello che ricordavo aggiungendo cose mie che non c’entravano un cazzo, come faccio di solito).
    Però era nella sua ingenuità una cosa fatta con un certo amore.

  79. fm
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 22:06 | Permalink

    @ A.B.

    Erano dieci-dodici righe bellissime. Veramente. Poesia pura.

  80. Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 22:46 | Permalink

    Le ho rilette: fanno pena. Però rispecchiano esattamente quello che penso. Sono tutte le allusioni a episodi reali. Davvero in Italia c’è stato un eroe che ha fatto su e giù nella galleria del Monte Bianco in fiamme per raccattare qualche sopravvissuto. Credo avesse fatto tre giri, poi è morto dentro. Il vescovo che era andato a benedire le salme delle vittime si era scordato il nome. Ho cercato di ricordarmelo per un po’ e poi a forza di non sentirlo ripetere da nessuno me lo sono scordato anch’io.
    E’ vero anche l’episodio del day hospital. Ti giuro che se ci fossi stato/a non te lo toglieresti più dalla testa. Il campo di girasoli fiorito è apparso all’improvviso a meravigliare una persona che era arrivata alla fine della vita. Significherà pure qualcosa.

  81. Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 22:48 | Permalink

    andava su e giù per la galleria in moto

  82. fm
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 22:53 | Permalink

    Ci sono stato, Andrea. E non una volta sola. Ecco perché, e solo per questo, ho potuto e saputo cogliere in quelle parole scritte in fretta (e perciò ancora più autentiche e vere) quella goccia di meraviglia, di bellezza e di dolore che vi dimora. Poesia pura, come ti dicevo.

  83. yara
    Pubblicato 29 Gennaio 2006 alle 23:24 | Permalink

    Mi sento importante, e ci marcio. Io avevo scritto

    incollo un pezzo di Scarpa I :Il Primo Amore “è una rivista vecchio stile…

    Due righe prima avevo posto Scarpa I = “il pianeta dei fantablog” dell’8/11/03. A quella data, solo Tiresia avrebbe potuto parlare di IPA!

    AB poi ha copiato-incollato la mia citazione da Scarpa I, spostando però con la manina le virgolette: “Il Primo Amore è una rivista vecchio stille…
    Ecco, quella manina non è proprio santa!

    Per me più cose buone ci sono nella rete, meglio è (una rivista elettronica è gratis, un blog è democratico, e già questo è un bene: se poi c’è la qualità…)
    L’appello di IPA colloca la morte di PPP nella storia dello stragismo: io la collocherei nella storia del tragicismo, senza appello.

  84. Pubblicato 30 Gennaio 2006 alle 09:22 | Permalink

    Be’ grazie fm. Comunque è una testimonianza appunto scritta in fretta. Sono le cose che vorrei trovare nei libri

    Yara, te lo ripeto, se uno scrive “incollo un pezzo di Scarpa” e poi mette i due punti, si intende che tutto ciò che viene dopo i due punti è un pezzo di Scarpa, anche se c’è una virgoletta che spunta tipo clausola vessatoria. Guarda Yara che non sei importante per questa cavolata su cui stiamo dibattendo, sei importante comunque, questo è il senso di quello che sosteneva Scarpa I e II sui blogger.
    E poi dai, sarà stata la maradoniana “mano de dios”.

  85. yara
    Pubblicato 30 Gennaio 2006 alle 21:50 | Permalink

    Drogato!
    ;)

  86. Pubblicato 31 Gennaio 2006 alle 19:14 | Permalink

    All’epoca di quel mio pezzo (”Il pianeta dei fantablog“) Zibaldoni usciva in rete poche volte all’anno, con dei veri e propri “numeri” di rivista, non veniva ancora aggiornato frequentemente, e quindi a mio parere non sfruttava a pieno le possibilità tecniche della rete. (Tra l’altro, si potrebbe sostenere che quel mio pezzo possa aver contribuito a far cambiare idea agli Zibaldoni, che dopo pochi mesi infatti hanno smesso di raggruppare i contenuti della rivista in “numeri” trimestrali - come una “rivista vecchio stile”, appunto, come a me sembrava), e li hanno invece disseminati nel tempo con aggiornamenti frequenti del sito.

    Quanto ai commenti, bisogna tenere conto che nessuno in rete ha subìto così numerosi attacchi (in rete e sulla carta stampata! Da parte dei sedicenti libertari della rete…) come gli ex componenti di Nazione Indiana negli ultimi dodici mesi.

    La decisione di non avere commenti dipende anche dalle vicende concrete, non solo da un’astratta teorizzazione sulla forma-blog. Se fossimo stati più piacioni, non avremmo avuto tutti quei commenti denigratori né quegli articoli vigliacchetti sui giornali. D’altra parte, l’infima qualità dei commenti denigratori, scritti a puro scopo provocatorio, genera soltanto perdite di tempo, e non è proprio il caso di perderne altro.

    Insomma, dall’inizio di novembre del 2003, epoca del mio pezzo “Il pianeta dei fantablog“, sono passati due anni e tre mesi, un’enormità per la rete. Sono successe molte cose che ci hanno portato ora alla decisione di non mettere i commenti nel sito: avremmo fatto il gioco di queste belle personcine (leggibili qui sopra, anche in questa colonna dei commenti), che non vogliono discutere ma soltanto ridicolizzare.

    Poi bisogna tenere conto che nel “Pianeta dei fantablog” io RISPONDEVO agli Zibaldoni. Erano loro ad aver detto che il blog perpetua la gerarchia scrittore-lettore. Io gli facevo notare di rimando che non erano nella condizione di poterlo dire, loro che avevano bandito da sempre i commenti nel loro sito.

    Nel frattempo sono passati anni, ognuno può aprire sempre più facilmente siti e blog. Chi vuole commentare le azioni culturali, gli articoli, le posizioni degli altri lo faccia seriamente, con pezzi articolati, sul proprio sito o blog, e non con frasette provocatorie anonime in fondo ai pezzi, o con geniali battute sui cognomi altrui (roba da scuola elementare…)

    La rete ha una storia, una vicenda, è duttile, cambia. Sono successe delle cose, nel frattempo. Troppo semplice fare il paragone secco prendendo quattro frasi da un pezzo di anni fa. Quella polemica si svolgeva dentro un tema preciso.

    Infine: è vero, è un’imprecisione giornalistica frutto di un completo equivoco quella che afferma che su “Il primo amore” si pubblicherà qualsiasi mail ricevuta dai lettori. Non ci sono “lettori”. Siamo tutti “lettori” e “scrittori”. Chi ha voglia di impegnarsi, lo faccia, apra un sito o blog e pubblichi ciò che vuole. E’ facilissimo. Lo ricordavo agli Zibaldoni due anni e quattro mesi fa, contro la loro falsificazione secondo la quale noi di Nazione Indiana volevamo perpetuare la figura dello “scrittore” superiore ai “lettori”.

  87. Pubblicato 31 Gennaio 2006 alle 20:38 | Permalink

    La rete è il posto meno adatto alla cristallizzazione dei ruoli, sopratutto quelli legati alla parola.
    l’unico discrimine semmai, sono le motivazioni, aggiunte al livello dei contenuti e delle capacità espressive.

  88. sergio garufi
    Pubblicato 31 Gennaio 2006 alle 22:42 | Permalink

    ciao tiziano, volevo dirti che ho trovato molto bello il tuo pezzo su “gli alchimisti del brutto”. bello e condivisibile. complimenti

  89. Giuseppe D.
    Pubblicato 31 Gennaio 2006 alle 23:19 | Permalink

    Mah, forse io non so leggere, ma a me pareva di aver capito, da quello che dicevano gli zibaldoniani anni fa, l’esatto contrario di quello che ora asserisce Scarpa, e cioè che era proprio la logica dei bloggers a perpetrare la vecchia logica di SCRITTORE o AUTORE superiore al lettore. Perciò pensavo, e penso tuttora, che sia da questa logica che in qualche maniera anche Scarpa & co. si siano voluti tirare fuori, facendo IPA - e mi sembra una cosa buona e giusta. Naturalmente, ammettere una virata del genere, mi rendo conto, significherebbe se non sconfessare almeno criticare il proprio percorso fino a oggi: e questo Scarpa non mi sembra assolutamente intenzionato a farlo. Peccato.

  90. Pubblicato 1 Febbraio 2006 alle 10:35 | Permalink

    Perché dovrei dichiarare il falso? Ho detto e ripeto che la decisione di non mettere i commenti deriva da motivi “storici”, non “teorici”: sarebbe bello avere i commenti, e ammiro molto i componenti di Nazione Indiana 2.0 che li mantengono, ma in “Il primo amore” non intendiamo più dare spazio a provocatori e perditempo dopo la grande mole di attacchi che abbiamo subìto dentro e fuori dalla rete negli ultimi mesi. Siamo generosi ma non fessi. Abbiamo altro da fare che rispondere alle provocazioni: se questo “altro” sarà di valore o no, lo giudicherà chi avrà voglia di leggerci. Ripeto che chiunque oggi, in pochi minuti, può aprire un sito o blog, commentare articolatamente ciò che vuole impegnandosi sul serio. Quanto alla discussione con Zibaldoni, la si trova in archivio, chi vuole può rileggerla (anziché affidarsi alle citazioni ritagliate ad arte). Io non ho alcuna intenzione di tornarci sopra. All’epoca mi sono impegnato a sufficienza. Grazie ancora a Nazione Indiana 2.0 per avere segnalato la nascita di “Il primo amore” e buon lavoro a tutti.

  91. francesco forlani
    Pubblicato 1 Febbraio 2006 alle 18:43 | Permalink

    Dal punto di vista grafico trovo il sito molto elegante, così come giudico geniale la successione dei pezzi non più dall’alto verso il basso ma da sinistra a destra. Dai primi testi pubblicati si sente un soffio di novità, ben al di là delle dichiarazioni secondo me un pò infelici (il Giornale, intervista a Scarpa ecc.) La sola cosa che mi spaventa un pò in questo intervento di Tiziano Scarpa è il noi.

    Che fa un pò portaparola, rappresentante, e comunque non rende giustizia a quanti di quella prima edizione, anche loro attaccati in malo modo, sono tuttora presenti nella seconda. Vorrei continuare, poi mi fermo, perchè se c’è tra le diverse cose, una cosa in particolare che unisce i componenti di NI 1 e NI 2 è forse l’esperienza dolorosa di un lutto non ancora superato.

    Sarebbe umanamente (più che politicamente) molto importante che si elaborasse quel lutto una volta e per tutte tanto più che non ci sarà nemmeno bisogno di dire, alla fine, “e adesso ognuno per la sua strada”, perchè mi sembra che quello sia già avvenuto.

    Effeffe

    ps
    Non ci vuole coraggio per aprire un blog ai commenti, ma solo desiderio di incontrare l’altro.

  92. Pubblicato 1 Febbraio 2006 alle 19:21 | Permalink

    Effe effe, ma quando dici che ci vuole il desiderio di incontrare l’altro, hai presente vero il blog VMO, gli articoli di Lipperini e WuMing1, il silenzio se non i complimenti di tanti a quello sfottò quotidiano?

  93. Pubblicato 1 Febbraio 2006 alle 20:14 | Permalink

    Andrea, ti ringrazio, sei generosissimo come sempre. Ma come vedi, non è il caso di insistere. Qualunque cosa si faccia, si sbaglia. Se si usa il “noi” intendendo chiaramente gli attuali componenti di “Il primo amore”, si fa torto ai componenti di Nazione Indiana 2.0… (come se fossero stati gli altri a essere stati sbeffeggiati dai sedicenti libertari retaioli e giornalisti disinformatori, nelle sedi che tu ricordi, Andrea, e in molte altre).

    Qualunque cosa si fa, si sbaglia. Se si risponde cortesemente a un giornalista freelance, e quello poi va a proporre il suo pezzo al “Giornale”, ecco un altro errore: nemmeno io sono felice di quell’articolo, ma purtroppo non è dipeso da me. Io ho fatto molte altre dichiarazioni a quel giornalista, che invece ha impostato tutto sulla polemica: altrimenti non avrebbe potuto vendere il pezzo al caporedattore. Lo sapete come va, o no? Non siete mai stati intervistati, forse. Io sì, decine e decine di volte. L’unico modo per non essere distorti è rispondere per iscritto, ma allora si lascerebbero senza lavoro decine di giornalisti precari (freelance) che cercano in giro spunti per articoli da vendere alle redazioni dei giornali facendo giri di telefonate a caccia di notizie. E’ così che è andata. E’ piovuta una telefonata dal nulla, qualcuno si è lasciato scappare mezza parola, poi improvvisamente ho ricevuto anch’io una telefonata, ho cercato di schiodare il giornalista dalla sua volontà di ritirare fuori la questione della nostra (posso dire “nostra”, Forlani?) uscita da Nazione Indiana, ma lui ha impostato tutto su quello, sulla polemica. Figuratevi se a “Il primo amore” abbiamo ancora voglia di fare polemiche di quel genere! Non siamo mica matti. Ma non lo avete visto il sito? E’ propositivo, positivo, non recriminatorio. Guardate la sostanza, non il gossip dei media! Si chiama “il primo amore”, il sito. E’ un sito amorevole. Il giornalista che ha trascritto quelle frasi ha fatto un pasticcio, lo si vede anche dalla notizia completamente sballata che “Il primo amore” pubblicherebbe qualunque mail che riceve. Se quelle mie frasi ritagliate e mal contestualizzate hanno offeso qualcuno, mi dispiace di cuore, e chiedo formalmente scusa ai componenti di Nazione Indiana 2.0. Per supportare le mie scuse con una prova di buona fede, vi dico che mesi fa ho ricevuto la proposta di un’intervista da “Il Giornale” sulle pagine culturali, sul mio lavoro di scrittore, e ho risposto di no, proprio perché non volevo figurare sulle pagine del “Giornale”. Vi pare che adesso avrei scelto il “Giornale” per dare l’annuncio di un nuovo sito? E con quei toni lì? Ma siamo pazzi? In questo caso ho RISPOSTO al telefono a un giornalista freelance (che purtroppo aveva già carpito la notizia della messa in rete del sito), che poi si è rivenduto il pezzo al “Giornale”.

    Quanto al resto, non ci sembra che ci siano lutti da elaborare: non è morto nessuno, anzi, ora siamo due entità collettive. C’è da fare festa, non funerali. Non capisco a che titolo poi queste cose me le venga a dire Francesco Forlani, che mi risulta essere arrivato DOPO quei fatti “luttuosi”, ma lasciamo stare, va bene lo stesso.

    Scusa Forlani se te lo dico, ma la predica sul “desiderio di incontrare l’altro” è facile, moralistica, bigotta. Quanto io (non dico “noi”, questa volta, va bene?) abbia desiderato incontrare l’altro, è archiviato proprio in questo sito, Forlani! E’ incredibile che tu mi venga a dire una cosa simile con il ditino alzato, PROPRIO QUI. Io l’altro non solo ho desiderato incontrarlo, ma l’ho incontrato a lungo, con grande impegno (le decine di miei pezzi in home page e le CENTINAIA di miei commenti in Nazione Indiana stanno a testimoniare quel che dico). Non ti conosco a sufficienza, ma non credo che di te, quanto a “mole” di desiderio e pratica di incontro dell’altro, si possa dire altrettanto, finora: non ne faccio una considerazione di valore, sia chiaro, ma solo di quantità e perseveranza: puoi tu certificare quanto me una pratica di impegno in rete pari alla mia, tu che mi fai le prediche, Forlani? Io ho le prove, nel sito di cui ora fai parte e che hai ereditato ANCHE da me, di aver desiderato incontrare l’altro, tu un po’ meno (faccio questo confronto fra me e te solo in termini di quantità e di tempo che hai dedicato alla rete pubblicando articoli e intervenendo nei commenti, lo ripeto, non in termini di qualità o valore, ci mancherebbe).

    Ho desiderato incontrare l’altro, l’ho incontrato, mi ci sono scontrato, e fuso, e dialettizzato, per un sacco di tempo. Forse per mancanza di furbizia o di ruffianeria, ho ricevuto (non da solo, insieme ad altri, se non mi è concesso usare il “noi”) un tale ammasso di critiche provocatorie, denigratorie, ecc., che è diventato “massa critica”: ossia qualcosa che si è trasformato in qualcos’altro, non più “incontro con l’altro”, ma provocazione gratuita, che ruba troppo tempo ed energie, ed è sterile. Non ho più intenzione di sprecare il mio tempo a rispondere a commenti provocatori, perciò, dopo aver risposto per ANNI su Nazione Indiana a commenti di tutti i generi, sono felice e provo sollievo nel condividere con i miei nuovi compagni di strada la decisione di non avere i commenti nel sito.

    Ringrazio infine Francesco Forlani per gli apprezzamenti sulla grafica. E’ proprio come dici tu, l’abbiamo studiata così perché, a differenza di tutti gli altri blog esistenti in rete, mettesse in evidenza nella pagina di ingresso il maggior numero di articoli, e “rivitalizzasse” facendoli “tornare su” anche i pezzi vecchi di qualche giorno.

    Lo dico a tutti: vanno bene le critiche, ci mancherebbe. Ma forse (non tanto per “elaborare lutti”) per costruire qualcosa di buono insieme, da esseri umani di buona volontà, sarebbe ora di promuovere i risultati positivi di tutti.

  94. Pubblicato 1 Febbraio 2006 alle 20:59 | Permalink

    (scusate se sommessamente e sottovoce mi permetterei un piccolissssssssssssimo suggerimento che possa permettere a quanti vi apprezzano di commentarvi e a voi di gratificare i vostri articoli:
    decidete chi puo’ commentare scegliendo tra chi ritenete qualitaticamente adeguato e propositivo….)

  95. Pubblicato 1 Febbraio 2006 alle 21:25 | Permalink

    Magda, se il tuo è un commento sarcastico, sono contento di non avere commenti aperti su “Il primo amore” per non avere a che fare con gente come te.

    Se invece il tuo suggerimento è serio, non vedo come possa venirti in mente una cosa simile: un esame? Una selezione di qualità? Scusami, ma evidentemente con questa idea dimostri di avere una visione del mondo selezionatrice, classista, scolastica, da organizzatrice di esami attitudinali, visione selezionatrice che mi è del tutto aliena. E poi non abbiamo alcun bisogno di ricevere apprezzamenti. Siamo intellettuali e artisti attivi da anni in Italia e all’estero, abituati a scontri e polemiche e discussioni di tutti i tipi. Non abbiamo bisogno del coro di plausi.

    Chi vuole risponderci o criticarci o apprezzarci ha TUTTA LA RETE a disposizione per farlo: ci sono mille strumenti tecnici per avere notizia di un post che ribatte a un altro post.

    Senza i commenti nel sito ci risparmieremo soltanto una intollerabile mole di provocatori perditempo che hanno dimostrato una paerticolare solerzia nei nostri confronti negli ultimi mesi. Ma se non l’hai capito te lo rispiego volentieri, sono un tipo cocciuto.

  96. Pubblicato 1 Febbraio 2006 alle 23:44 | Permalink

    Probabilmente l’aspetto piu’ interessante, socialmente parlando, è quello dell’attacco gratuito.
    Non conosco la vostra storia, ma emerge dal tuo dire, un precedente notevole a livello di vessazioni e interventi inibitori…sempre se ho capito giusto.
    Questo risponderebbe ad un criterio diffuso verso chi puo’ attraverso la parola determinare variazioni di mentalità o rivelazioni di verità.
    Farei rientrare gli intellettuali veri in queste categorie.
    In quanto “alla gente come me”, scusami eh, ma mi fa molto piacere incontrare qualcuno che sappia come sono e che me lo spieghi anche perchè io non lo so’:-)
    Per il resto non entro in polemica, anche perchè era un suggerimento amichevole, ingenuamente amichevole.

  97. yara
    Pubblicato 2 Febbraio 2006 alle 00:55 | Permalink

    Io 10 giorni fa nemmeno sapevo cosa fosse NI. Ho trovato un riferimento su Ubique, che tra l’altro adesso si chiama Ubicue.splinder (sono un po’ fuori, ma almeno sono stringati), ho scritto due righe qui e sempre qui mi hanno rimandato gentilmente ai 2 post di Scarpa. Noi diciamo una scarpa e una ciabatta per dire 2 cose che non stanno insieme:
    1 “fantablog” dice giustamente che fare un sito con dei testi è come fare una normale rivista, e si perde il blog
    2 “Liala” vaneggia di autori autorizzati ecc. ecc.
    Adesso Scarpa dice che i 2 testi vanno storicizzati, e gli credo. Ma in entrambi pone delle istanze teoriche che stridono totalmente fra loro.
    Detto questo, IPA se lo ritengo interessante continuerò a leggerlo, se no pazienza: in ogni caso ringrazio, perché è gratis (come sfogliare una rivista in libreria senza l’ansia che ti guardino male perché non la compri). Ma non ha più nulla a che fare con il mondo dei blog (certo, i blog possono commentare IPA, come anche commentare qualsiasi altro file presente in rete, e cioè morto).
    Scarpa, se mi senti: mentre facevo la tesi, ho letto il tuo libro su quello che faceva la tesi su Dovstoievskj, e mi ha aiutato assai più del libretto di Eco. Complimenti! E complimenti anche per l’ultimo (non mi vengono i titoli), in versi. Invece il tuo libretto su Venezia, che ho letto prima di regalare a un’amica, non mi è piaciuto molto. Questo è quanto ho letto: che libro tuo mi consiglieresti (=consideri il migliore)?

  98. gabriella fuschini
    Pubblicato 2 Febbraio 2006 alle 01:10 | Permalink

    se posso dire due parole, visto che mi sento chiamata in causa come componente di NI.1, amica di persone di NI.2 e componente di IPA…
    è vero che su VMO sono stati sbeffeggiati anche Raos(soprattutto), Jan e Franz, ma mi permetto di ricordare che insulti e prese per il culo a Carla, Tiziano e Antonio hanno raggiunto un’acrimonia che raramente ho letto da altre parti. Se c’è una persona generosa e che si è spesa verso l’altro nei commenti di NI e rispondendo anche in altri blog, è proprio Tiziano. Ora non mi sembra gentile da parte di chi in quel periodo era in tutt’altre faccende affancedato, sto parlando con te Francesco, venire a parlare di una situazione che non ha vissuto in prima persona. Sta diventando un tormentone senza senso. Ognuno di noi ha sofferto per come sono andate le cose, ma dobbiamo continuare a parlarne? Come dice un mio maestro di arti marziali: quando ti soffi il naso, guarda pure nel fazzoletto sporco per analizzare il catarro ma poi mettilo in lavatrice e lavalo! O dobbiamo fare l’estetica del dolore sguazzando nel nostro narcisismo? Detto questo, due gruppi lavorano, forse possono mettere in campo diramazioni e incontri, confrontarsi con altre voci ed entrare nella prassi. Tutti insieme abbiamo deciso di non aprire i commenti per i motivi spiegati da Tiziano. Tutti abbiamo desiderio di incontrare l’altro. Per quanto mi riguarda, ne ho abbastanza di ricevere sputi dall’altro. E sappiamo benissimo che l’incontro con l’altro avviene su infiniti piani: ognuno sceglie quello che gli è più congeniale. Tutto qui.
    un saluto amoroso

  99. Pubblicato 2 Febbraio 2006 alle 08:10 | Permalink

    Per Magda: dunque la tua non era una proposta sarcastica? Scusami ma suonava tale. Ti ringrazio della precisazione, ma devi ammettere che proporre di selezionare (in base a quali criteri?) i commentatori sarebbe impraticabile e odioso. Come tu stessa ammetti, è una proposta un po’ ingenua (scusa se te lo dico).

    “Il pianeta dei fantablog” dice che pubblicare in rete un gruppo di testi ogni tre mesi è come fare una rivista vecchio stile.
    “Bloggers, siete peggio di Liala!” è un dei miei interventi più lucidi. Gli “autori autorizzati” sono quelli socialmente “resi autori”, cioè “autorificati”, “autorizzati” da una decisione altrui (un editore). E’ una definizione neutra, descrive un dato di fatto, uno stato di cose, non si sogna affatto di dire che chi è pubblicato su carta con un contratto editoriale che lo remunera sia migliore di chi si pubblica da sé gratis in rete: è semplicemente un concetto che coglie una realtà, è una categoria utile a svolgere un ragionamento. Quello è stato uno degli interventi più discussi dall’intero mondo dei blog, è stato ripreso da numerosi giornali, è un articolo citato negli studi sulla rete, altro che vaneggiante. Quando Yara potrà dimostrare di aver prodotto qualcosa di pari livello, forse prenderò in considerazione i suoi giudizietti sommari.

    “Il primo amore” è un blog o no? E chi lo sa? Qui siamo nella mistica dei blog. In rete ci sono molti siti senza commenti che vengono rinnovati con la cadenza di un blog, tempestivamente, a ridosso di un fatto, siti che non hanno nulla a che fare con le riviste vecchio stile, costrette a cadenze mensili, trimestrali, ecc. Sono blog o no? E che importanza ha? E i blog che quando gli pare chiudono i commenti in fondo a certi pezzi? Sono un po’ blog e un po’ no? Che cosa importa? Quel che importa è che Yara ha una concezione mortifera della rete, lo si vede dalla sua espressione rivelatrice “qualsiasi altro file presente in rete, e cioè morto”. Capito? Yara pensa che la rete sia morta, se non è blog. Ma la rete è tutta compresente! E’ una regola elementare della rete. Con Google e gli altri motori di ricerca, con i link, ecc. tutto è vivo in rete. Per Yara invece “qualsiasi file presente in rete” è “morto”. A me basta questa sua frase per non aver altro da aggiungere (neanche sui miei libri, che in questo discorso non c’entrano niente).

  100. francesco forlani
    Pubblicato 2 Febbraio 2006 alle 09:49 | Permalink

    Carissimo Scarpa,
    partirei dalla questione del dito - indice- da te sollevata. Innanzitutto non mi sembra che quel dito lo abbia levato- Gabriella io e te i conti li facciamo a casa poi- se non per dire la mia rispetto a una notizia che non solo ho salutato con gioia (come lettore in Generale)ma a cui coi miei connazionali abbiamo dato il rilevo che meritava. E qundo parlo di gioia non esagero e mi sembra che dalla nostra testata non sia partito alcunchè di sarcastico o cattivo nei confronti del Primo Amore.

    Trattamento che, mi permetterai, non è stato riservato alla nostra casa comune. Una casa abbandonata da tutti e da tutto e che grazie ai rimasti, e credo all’enorme lavoro dei due Andrea da Parigi, questa estate , quando un commento su tre trattava Nazione Indiana come un cimitero e gli autori presenti come degli zombie, è rimasta in piedi.Si è aperta ad altri e pian piano possiamo dirlo ora? (l’anima napoletana che è in me mi spnge a grattarmi i coglioni) Godiamo di ottima salute.

    Sempre tornando al dito, come quando si fa una domanda o per andare al cesso, pur ringraziandoti per la replica, ravviso qualche inesattezza. Ho sempre pensato, per tornare alle arti marziali che il vero confronto non sia quello del “chi ce l’ha più lungo, il curriculum,” però se si entra in quel campo, che almeno si prenda la briga di guardarsi intorno, magari anche consultare la rete. Sono quindici anni che creo, lavoro, collaboro a riviste letterarie, con una dedizione che solo la passione giustifica, e soprattutto nella gratifica che mi è venuta proprio dagli incontri. Da una anno sono di nuovo in Italia e tra qualche settimana me ne torno in Francia, dove mi sentirò più ricco, e molto lo devo a Nazione Indiana. Che ti assicuro essere una testata radicale per almeno tre ragioni:

    una per l’attenzione all’altro attraverso la pubblicazione, e traduzione di autori inediti in Italia ma non per questo meno incisivi e decisivi in una storia della letteratura contemporanea. Molti degli autori che fanno parte di nazione Indiana sono traduttori e questo mi sembra un punto fondamentale.

    Attraverso l’attenzione ad altri codici, a cominciare dalla poesia e passando per il fumetto, l’architettura, la musica, teatro, il saggio, che sono un prezioso anticorpo all’autoreferenzialità.

    Attraverso la pubblicazione di autori giovanissimi, convinti come siamo, che una traversalità anche generazionale oltre che storica- come dice Massimo Rizzante in uno degli ultimi post- sia fondamentale. Per non parlare di testi già editi e purtroppo consegnati all’oblio, che vale la pena riproporre- penso a una figura come Antonio Ghirelli, in Italia, che nei primi anni del dopoguerra scriveva cose talmente inattuali da aprire dei veri e propri paesaggi.

    Ancora il dito (medio) ovvero come e quando dire No comment.
    L’open source, l’open space, significano inanzitutto apertura. E allora o si apre a tutti senza rinunciare a dei dispositivi di controllo, ma che non siano ferrei e fascisti, molto più della digos, alla stregua di certi servizi d’ordine alle porte delle facoltà occupate, una gestione del sito che eviti cose spiacevoli e sbatta fuori gli ubriachi e i guastafeste- su nazione Indiana possiamo contare su un genio come Jan per regolare alla base il problema. E allo stesso tempo cerchiamo di fare attenzione, come autori responsab