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	<title>Commenti a: Lettera aperta ad Alfonso Berardinelli</title>
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	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 15:40:46 +0000</pubDate>
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		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21986</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2006 13:25:17 +0000</pubDate>
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		<description>"un critico di sostanza non mi deve risultare simpatico… dovrebbe, credo, argomentare il suo pensiero, o no?" 
è proprio quello che gli rimproveriamo, gabri, come hai notato tu e altri commentatori

(ps a me poi Berardinelli è simpatico, l'ho conosciuto durante una serata un po' di anni fa in compagnia di Majorino, ci fu anche una bella discussione... ma questo poco c'entra con la poesia francese contemporanea)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;un critico di sostanza non mi deve risultare simpatico… dovrebbe, credo, argomentare il suo pensiero, o no?&#8221;<br />
è proprio quello che gli rimproveriamo, gabri, come hai notato tu e altri commentatori</p>
<p>(ps a me poi Berardinelli è simpatico, l&#8217;ho conosciuto durante una serata un po&#8217; di anni fa in compagnia di Majorino, ci fu anche una bella discussione&#8230; ma questo poco c&#8217;entra con la poesia francese contemporanea)</p>
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		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Replica a Berardinelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21979</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Replica a Berardinelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2006 10:49:11 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Ringraziamo Alfonso Berardinelli per aver risposto sul “Foglio” alla nostra lettera aperta. Lo ringraziamo, senza alcuna ironia, perché ha dimostrato così di credere ancora nel valore del dibattito culturale. Ha dimostrato che il confronto ha senso anche quando si annuncia aspro e scomodo. Anche quando nasce da un blog letterario e non sulle pagine di un qualche quotidiano o periodico di grande tiratura. Anche quando è proposto da persone che non possono far valere gli stessi suoi titoli, ma solo la bontà o meno dei loro argomenti. Le risposte che ci dà non ci hanno comunque convinto, ma ci indicano un percorso da compiere. Ci sollecitano insomma ad approfondire le nostre ragioni, questo ruolo di “passeurs”, di “spalloni della poesia” che per pura passione ci siamo trovati ad assumere. Cercheremo di mostrare anche sulle pagine di Nazione Indiana il valore e l’interesse di una certa corrente della produzione poetica francese. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Ringraziamo Alfonso Berardinelli per aver risposto sul “Foglio” alla nostra lettera aperta. Lo ringraziamo, senza alcuna ironia, perché ha dimostrato così di credere ancora nel valore del dibattito culturale. Ha dimostrato che il confronto ha senso anche quando si annuncia aspro e scomodo. Anche quando nasce da un blog letterario e non sulle pagine di un qualche quotidiano o periodico di grande tiratura. Anche quando è proposto da persone che non possono far valere gli stessi suoi titoli, ma solo la bontà o meno dei loro argomenti. Le risposte che ci dà non ci hanno comunque convinto, ma ci indicano un percorso da compiere. Ci sollecitano insomma ad approfondire le nostre ragioni, questo ruolo di “passeurs”, di “spalloni della poesia” che per pura passione ci siamo trovati ad assumere. Cercheremo di mostrare anche sulle pagine di Nazione Indiana il valore e l’interesse di una certa corrente della produzione poetica francese. [...]</p>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21973</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2006 09:36:22 +0000</pubDate>
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		<description>no, sono cretina... rimango sempre dell'idea che se faccio domande sulla critica poetica e mi si risponde con tutta quella spatafiata sulle barche e l'inquinamento, il minimo che possa succedere è un senso di stupore e spiazzamento. Dopodichè apprezzo moltissimo la frase finale, mi fa empatia, insomma Berardinelli mi è simpatico, ma un critico di sostanza non mi deve risultare simpatico... dovrebbe, credo, argomentare il suo pensiero, o no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>no, sono cretina&#8230; rimango sempre dell&#8217;idea che se faccio domande sulla critica poetica e mi si risponde con tutta quella spatafiata sulle barche e l&#8217;inquinamento, il minimo che possa succedere è un senso di stupore e spiazzamento. Dopodichè apprezzo moltissimo la frase finale, mi fa empatia, insomma Berardinelli mi è simpatico, ma un critico di sostanza non mi deve risultare simpatico&#8230; dovrebbe, credo, argomentare il suo pensiero, o no?</p>
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		<title>Di: LaGiardiniera</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21972</link>
		<dc:creator>LaGiardiniera</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2006 09:25:25 +0000</pubDate>
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		<description>gabriella fuschini: se Berardinelli argomenta sulle sue scelte personali è perché gli sono state rimproverate. o non era chiaro dal post e dai successivi 40 commenti? :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gabriella fuschini: se Berardinelli argomenta sulle sue scelte personali è perché gli sono state rimproverate. o non era chiaro dal post e dai successivi 40 commenti? :-)</p>
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		<title>Di: yara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21964</link>
		<dc:creator>yara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2006 08:24:40 +0000</pubDate>
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		<description>Berardinelli dice: "Basta mettersi seduti un’ora la mattina e un’ora la sera, mettere in fila una serie di percezioni, di pensieri associati e di descrizioni smozzicate. Poi si sottrae la logica, si evitano i versi regolari ... Alla fine verrà fuori una cosa che, non somigliando a nient’altro, può essere anche presa per poesia ... Mettere in discussione la sua leggibilità, la sua pubblicabilità e il suo diritto di esistenza suonerebbe atrocemente aggressivo".

Mio nonno diceva: "Picasso lavorerà sì e no un’ora la mattina e un’ora la sera: una pennellata qua e là, senza logica, senza forma regolare, e alla fine viene fuori una cosa che, non somigliando a nient’altro, la prendono per pittura. E se metti in discussione che sia comprensibile o dici che bisognerebbe vietare di mostrarla in giro e anzi di farla, ti dicono che sei aggressivo, se non peggio".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Berardinelli dice: &#8220;Basta mettersi seduti un’ora la mattina e un’ora la sera, mettere in fila una serie di percezioni, di pensieri associati e di descrizioni smozzicate. Poi si sottrae la logica, si evitano i versi regolari &#8230; Alla fine verrà fuori una cosa che, non somigliando a nient’altro, può essere anche presa per poesia &#8230; Mettere in discussione la sua leggibilità, la sua pubblicabilità e il suo diritto di esistenza suonerebbe atrocemente aggressivo&#8221;.</p>
<p>Mio nonno diceva: &#8220;Picasso lavorerà sì e no un’ora la mattina e un’ora la sera: una pennellata qua e là, senza logica, senza forma regolare, e alla fine viene fuori una cosa che, non somigliando a nient’altro, la prendono per pittura. E se metti in discussione che sia comprensibile o dici che bisognerebbe vietare di mostrarla in giro e anzi di farla, ti dicono che sei aggressivo, se non peggio&#8221;.</p>
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		<title>Di: fm</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21959</link>
		<dc:creator>fm</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2006 00:01:04 +0000</pubDate>
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		<description>Gabriella, spostare la discussione dal piano delle questioni in essere a quello delle dinamiche e delle convinzioni personali, è il modo migliore per non rispondere ai rilievi critici mossi. Ciò dice, inequivocabilmente secondo me, al di là di ogni dubbio, come la lettera aperta di Inglès e Raòs avesse colpito nel segno, provocato scosse su nervi palesemente scoperti. Questo a prescindere dalle domade di senso che erano state poste e che, come personalmente mi aspettavo (Georgia docet), sono rimaste sostanzialmente inevase, o rispedite ai mittenti con risposte appena accennate, alcune di una approssimazione sconcertante (vedi, un esempio su tutti, la banalità dei luoghi comuni critici rispolverati per dare conto della poesia francese contemporanea: un'intera tradizione, complessa e affascinante, anche per le prospettive e i varchi che ha saputo aprire all'intera produzione europea dell'ultimo secolo, liquidata in due righe, come farebbe uno studentello poco preparato per esorcizzare l'imbarazzo provocato dai quesiti che gli sono stati posti).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gabriella, spostare la discussione dal piano delle questioni in essere a quello delle dinamiche e delle convinzioni personali, è il modo migliore per non rispondere ai rilievi critici mossi. Ciò dice, inequivocabilmente secondo me, al di là di ogni dubbio, come la lettera aperta di Inglès e Raòs avesse colpito nel segno, provocato scosse su nervi palesemente scoperti. Questo a prescindere dalle domade di senso che erano state poste e che, come personalmente mi aspettavo (Georgia docet), sono rimaste sostanzialmente inevase, o rispedite ai mittenti con risposte appena accennate, alcune di una approssimazione sconcertante (vedi, un esempio su tutti, la banalità dei luoghi comuni critici rispolverati per dare conto della poesia francese contemporanea: un&#8217;intera tradizione, complessa e affascinante, anche per le prospettive e i varchi che ha saputo aprire all&#8217;intera produzione europea dell&#8217;ultimo secolo, liquidata in due righe, come farebbe uno studentello poco preparato per esorcizzare l&#8217;imbarazzo provocato dai quesiti che gli sono stati posti).</p>
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		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21948</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 20:19:06 +0000</pubDate>
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		<description>Oh Andrea, lo so. Mi piacerebbe leggere una discussione sulla teoria e critica poetica che rimanesse entro gli argini dei contenuti e non debordasse su piani personali... questo dopo aver letto la risposta di Berardinelli che porta a commentare sulle sue scelte di vita ( di cui personalmente non mi interessa granché), invece che sulla poesia e sulle avanguardie del novecento o sul fatto che Pasolini scrivesse male, che poi vorrei sapere cosa vuol dire.
baci
g.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oh Andrea, lo so. Mi piacerebbe leggere una discussione sulla teoria e critica poetica che rimanesse entro gli argini dei contenuti e non debordasse su piani personali&#8230; questo dopo aver letto la risposta di Berardinelli che porta a commentare sulle sue scelte di vita ( di cui personalmente non mi interessa granché), invece che sulla poesia e sulle avanguardie del novecento o sul fatto che Pasolini scrivesse male, che poi vorrei sapere cosa vuol dire.<br />
baci<br />
g.</p>
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	<item>
		<title>Di: yara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21938</link>
		<dc:creator>yara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 18:11:26 +0000</pubDate>
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		<description>Berardinelli nel suo articolo ha ragione a dire che uno in democrazia scrive dove può e vuole, che tutti più o meno facciamo un lavoro e una vita compromessi. Ma sbaglia a introdurre dati personali "proprio per il gusto di giustificarmi" (addirittura "Mi piace giustificarmi").  Così dice: "Non ne condivido la politica", ma "scrivere sul Foglio mi permette di far capire chiaramente che con la 'famiglia' culturale della nostra attuale sinistra (che voterò, ahimè) ho ben poco in comune", e "di sentirmi come senza dubbio sono: colpevole e solo".  
Berardinelli si definisce "solo" perché senza "famiglia"-sinistra: ma perché si definisce "colpevole"? Dal contesto si capisce: perché scrive sul Foglio-destra. Ora, il Foglio gli permette di professare/protestare sia la sua solitudine rispetto alla sinistra, sia la sua colpa di stare insieme alla destra. Ma s'intuisce che qualcosa non quadra, e difatti sul Devoto-Oli: 
giustificarsi = rendere ragione delle proprie azioni dichiarando o dimostrando la propria buonafede 
buonafede = convinzione soggettiva di pensare e operare rettamente 
rettamente = in piena conformità a un principio di giustizia 
Invece Berardinelli ritiene che giustificarsi = rendere ragione delle proprie azioni dichiarando la propria colpevolezza (e dimostrando una scarsa conoscenza dell'italiano, della logica e forse anche della morale).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Berardinelli nel suo articolo ha ragione a dire che uno in democrazia scrive dove può e vuole, che tutti più o meno facciamo un lavoro e una vita compromessi. Ma sbaglia a introdurre dati personali &#8220;proprio per il gusto di giustificarmi&#8221; (addirittura &#8220;Mi piace giustificarmi&#8221;).  Così dice: &#8220;Non ne condivido la politica&#8221;, ma &#8220;scrivere sul Foglio mi permette di far capire chiaramente che con la &#8216;famiglia&#8217; culturale della nostra attuale sinistra (che voterò, ahimè) ho ben poco in comune&#8221;, e &#8220;di sentirmi come senza dubbio sono: colpevole e solo&#8221;.<br />
Berardinelli si definisce &#8220;solo&#8221; perché senza &#8220;famiglia&#8221;-sinistra: ma perché si definisce &#8220;colpevole&#8221;? Dal contesto si capisce: perché scrive sul Foglio-destra. Ora, il Foglio gli permette di professare/protestare sia la sua solitudine rispetto alla sinistra, sia la sua colpa di stare insieme alla destra. Ma s&#8217;intuisce che qualcosa non quadra, e difatti sul Devoto-Oli:<br />
giustificarsi = rendere ragione delle proprie azioni dichiarando o dimostrando la propria buonafede<br />
buonafede = convinzione soggettiva di pensare e operare rettamente<br />
rettamente = in piena conformità a un principio di giustizia<br />
Invece Berardinelli ritiene che giustificarsi = rendere ragione delle proprie azioni dichiarando la propria colpevolezza (e dimostrando una scarsa conoscenza dell&#8217;italiano, della logica e forse anche della morale).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Gli intellettuali esistono per doversi giustificare e Berardinelli lo fa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21920</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Gli intellettuali esistono per doversi giustificare e Berardinelli lo fa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 13:13:34 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Questo articolo di Alfonso Berardinelli è stato pubblicato da Il Foglio il 2/2/2006 a pag. 2 e può essere letto in originale negli archivi del sito www.ilfoglio.it. Lo riproponiamo qui integralmente. E&#8217; la risposta alla Lettera aperta ad Alfonso Berardinelli di Andrea Inglese ed Andrea Raos.  UNA RISPOSTA AL BLOG NAZIONE INDIANA [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Questo articolo di Alfonso Berardinelli è stato pubblicato da Il Foglio il 2/2/2006 a pag. 2 e può essere letto in originale negli archivi del sito <a href="http://www.ilfoglio.it" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.ilfoglio.it');" rel="nofollow">http://www.ilfoglio.it</a>. Lo riproponiamo qui integralmente. E&#8217; la risposta alla Lettera aperta ad Alfonso Berardinelli di Andrea Inglese ed Andrea Raos.  UNA RISPOSTA AL BLOG NAZIONE INDIANA [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Ecco che cosa si scopre passando in rivista le riviste letterarie</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21917</link>
		<dc:creator>Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Ecco che cosa si scopre passando in rivista le riviste letterarie</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 12:56:18 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Questo articolo di Alfonso Berardinelli è stato pubblicato da Il Foglio il 29/12/2005 a pag. 2 e può essere letto in originale negli archivi del sito www.ilfoglio.it. Lo riproponiamo qui integralmente. In risposta all&#8217;articolo, su Nazione Indiana è stata pubblicata una Lettera aperta ad Alfonso Berardinelli di Andrea Inglese ed Andrea Raos.  DIVAGAZIONI CARTACEE DI FINE ANNO Ecco che cosa si scopre passando in rivista le riviste letterarie [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Questo articolo di Alfonso Berardinelli è stato pubblicato da Il Foglio il 29/12/2005 a pag. 2 e può essere letto in originale negli archivi del sito <a href="http://www.ilfoglio.it" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.ilfoglio.it');" rel="nofollow">http://www.ilfoglio.it</a>. Lo riproponiamo qui integralmente. In risposta all&#8217;articolo, su Nazione Indiana è stata pubblicata una Lettera aperta ad Alfonso Berardinelli di Andrea Inglese ed Andrea Raos.  DIVAGAZIONI CARTACEE DI FINE ANNO Ecco che cosa si scopre passando in rivista le riviste letterarie [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21909</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 11:12:34 +0000</pubDate>
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		<description>cara Gabriella, senz'altro. Per altro non è mai stata nostra intenzione sberleffare (si dice?) Berardinelli. E tanto meno lo faremo dopo la sua risposta.
Baci
a.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara Gabriella, senz&#8217;altro. Per altro non è mai stata nostra intenzione sberleffare (si dice?) Berardinelli. E tanto meno lo faremo dopo la sua risposta.<br />
Baci<br />
a.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21886</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 22:13:51 +0000</pubDate>
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		<description>Letto Berardinelli, mi piacerebbe che ne seguisse un dibattito interessante senza cadere nello sberleffo, cioè che si procedesse sul discorso poetico che ne scaturisce e che voi (Inglese e Raos) continuiate a portare il vostro prezioso contributo sulla poesia francese e non solo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Letto Berardinelli, mi piacerebbe che ne seguisse un dibattito interessante senza cadere nello sberleffo, cioè che si procedesse sul discorso poetico che ne scaturisce e che voi (Inglese e Raos) continuiate a portare il vostro prezioso contributo sulla poesia francese e non solo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21854</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 13:03:39 +0000</pubDate>
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		<description>sarà! fatto! subito!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sarà! fatto! subito!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Dino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21849</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 12:20:06 +0000</pubDate>
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		<description>Quanto moralismo! Quanti luoghi comuni! Quanta supponenza! Quanta cultura incenerita! Leggete per crescere l'articolo di Berardinelli sul Foglio del 7.02.2006. &lt;ins datetime="2006-02-07T12:43:14+00:00"&gt;A pagina 2.&lt;/ins&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto moralismo! Quanti luoghi comuni! Quanta supponenza! Quanta cultura incenerita! Leggete per crescere l&#8217;articolo di Berardinelli sul Foglio del 7.02.2006. <ins datetime="2006-02-07T12:43:14+00:00">A pagina 2.</ins></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21643</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2006 10:05:03 +0000</pubDate>
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		<description>chiedo scusa a Simona Niccolai per il tono aspro, non era mia intenzione ferirla</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>chiedo scusa a Simona Niccolai per il tono aspro, non era mia intenzione ferirla</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21599</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2006 18:10:23 +0000</pubDate>
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		<description>giardiniera nessuno dei due andrea ha mai detto che berardinelli si è bevuto il cervello :-)
Sono stata solo io a dirlo.
L'ho detto perchè lo penso, ma sono sempre aperta a cambiare idea, resto in ascolto interessata ;-)
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>giardiniera nessuno dei due andrea ha mai detto che berardinelli si è bevuto il cervello :-)<br />
Sono stata solo io a dirlo.<br />
L&#8217;ho detto perchè lo penso, ma sono sempre aperta a cambiare idea, resto in ascolto interessata ;-)<br />
geo</p>
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	<item>
		<title>Di: LaGiardiniera</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21570</link>
		<dc:creator>LaGiardiniera</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2006 14:44:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1679#comment-21570</guid>
		<description>Andrea (Raos, ovviamente), ti ringrazio di aver smorzato i toni, credevo di essere l'imputata in un processo penale.
 L'idea di poesia di Berardinelli è senz'altro criticabile. Pensando però all'insieme di quello che ha scritto, direi che la sua visione "in positivo" della poesia viene fuori e sia coerente. Anche la vostra viene fuori, fosse anche dalla sola selezione dei poeti (suppongo che avrete scelto quelli in cui credete e sui quali scommettereste). Ebbene, mi piacerebbe molto vedere (magari qui) una pubblica discussione sulle vostre visioni in positivo della poesia e sulla sua.
Io qui tenevo solo a dire che Berardinelli a mio parere non si è bevuto il cervello, non è in preda ad un alzheimer precoce e, anzi, qualcuno può anche apprezzarlo (cosa che in questa serie di commenti non era ancora venuta fuori). Le discussioni su cosa debba essere la poesia le lascio con allegria a chi più capace di me (tu, lui, egli eccetera).
Ciao, Simona</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea (Raos, ovviamente), ti ringrazio di aver smorzato i toni, credevo di essere l&#8217;imputata in un processo penale.<br />
 L&#8217;idea di poesia di Berardinelli è senz&#8217;altro criticabile. Pensando però all&#8217;insieme di quello che ha scritto, direi che la sua visione &#8220;in positivo&#8221; della poesia viene fuori e sia coerente. Anche la vostra viene fuori, fosse anche dalla sola selezione dei poeti (suppongo che avrete scelto quelli in cui credete e sui quali scommettereste). Ebbene, mi piacerebbe molto vedere (magari qui) una pubblica discussione sulle vostre visioni in positivo della poesia e sulla sua.<br />
Io qui tenevo solo a dire che Berardinelli a mio parere non si è bevuto il cervello, non è in preda ad un alzheimer precoce e, anzi, qualcuno può anche apprezzarlo (cosa che in questa serie di commenti non era ancora venuta fuori). Le discussioni su cosa debba essere la poesia le lascio con allegria a chi più capace di me (tu, lui, egli eccetera).<br />
Ciao, Simona</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21544</link>
		<dc:creator>Andrea Raos</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2006 09:10:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1679#comment-21544</guid>
		<description>A Simona Niccolai.
E non trovi la visione di Berardinelli (che in negativo dal suo articolo esce, certo; gli avevamo infatti chiesto di argomentare in positivo), non trovi questa visione, dico, retriva, conservatrice, superficiale?

Cosa diavolo vuol dire che la poesia "deve avere una forma"? Chi ha mai detto il contrario? Chi potrebbe mai affermare il contrario di una simile banalità?

Ma le forme, certo, devono, devono essere prestabilite, convalidate (da chi?); non si può inventare nulla. Questo sottintende Berardinelli.
Tacendo anche del fatto che le forme da noi mostrate in Nuovi Argomenti di precedenti ne hanno davvero tanti - da questo punto di vista B. mi aveva dato l'impressione di non sapere bene di cosa parlava. 
Ciò non toglie che la questione che tocca (lo dicono anche Broggi e Bortolotti qui sopra) è fondamentale, permette degli sviluppi di grande interesse. Con o senza di lui (e di te) penso che cercheremo di portare avanti questo discorso.

"Cattivi maestri" è un'interpretazione del tutto legittima della frase di Berardinelli da noi citata. Non ci vedo nulla di capzioso. Ma va pur detto che io e Inglese siamo un'eterna merenda...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A Simona Niccolai.<br />
E non trovi la visione di Berardinelli (che in negativo dal suo articolo esce, certo; gli avevamo infatti chiesto di argomentare in positivo), non trovi questa visione, dico, retriva, conservatrice, superficiale?</p>
<p>Cosa diavolo vuol dire che la poesia &#8220;deve avere una forma&#8221;? Chi ha mai detto il contrario? Chi potrebbe mai affermare il contrario di una simile banalità?</p>
<p>Ma le forme, certo, devono, devono essere prestabilite, convalidate (da chi?); non si può inventare nulla. Questo sottintende Berardinelli.<br />
Tacendo anche del fatto che le forme da noi mostrate in Nuovi Argomenti di precedenti ne hanno davvero tanti - da questo punto di vista B. mi aveva dato l&#8217;impressione di non sapere bene di cosa parlava.<br />
Ciò non toglie che la questione che tocca (lo dicono anche Broggi e Bortolotti qui sopra) è fondamentale, permette degli sviluppi di grande interesse. Con o senza di lui (e di te) penso che cercheremo di portare avanti questo discorso.</p>
<p>&#8220;Cattivi maestri&#8221; è un&#8217;interpretazione del tutto legittima della frase di Berardinelli da noi citata. Non ci vedo nulla di capzioso. Ma va pur detto che io e Inglese siamo un&#8217;eterna merenda&#8230;</p>
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		<title>Di: LaGiardiniera</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21542</link>
		<dc:creator>LaGiardiniera</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2006 08:42:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1679#comment-21542</guid>
		<description>Ribadisco: giudico Berardinelli per ciò che ha scritto. Se ha bisogno di lavorare fa bene a lavorare per il "Foglio" e quello che a me interessa è come fa il suo lavoro, e lo fa bene. 
Inglese: per tua sfortuna ho letto i poeti francesi che hai pubblicato sull'ultimo "Nuovi Argomenti". 
Vedo che ad ogni commento le cose che rimproveri al povero Berardinelli si fanno diverse: noto tuttavia, per i lettori di buona volontà, che B. argomenta eccome il suo giudizio, come chiunque può appurare leggendo l'articolo riportato da georgia. Sul suo giudizio e sull'argomentazione sono d'accordo. "Cattivi maestri" è una frase che TU gli hai messo capziosamente in bocca.
Non capisco le tue reazioni un po' sopra le righe ("discussioni insulse", "certi stomaci"): ti dà fastidio che qualcuno dissenta con le tue scelte oppure semplicemente qui possono commentare solo i tuoi compagni di merende?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ribadisco: giudico Berardinelli per ciò che ha scritto. Se ha bisogno di lavorare fa bene a lavorare per il &#8220;Foglio&#8221; e quello che a me interessa è come fa il suo lavoro, e lo fa bene.<br />
Inglese: per tua sfortuna ho letto i poeti francesi che hai pubblicato sull&#8217;ultimo &#8220;Nuovi Argomenti&#8221;.<br />
Vedo che ad ogni commento le cose che rimproveri al povero Berardinelli si fanno diverse: noto tuttavia, per i lettori di buona volontà, che B. argomenta eccome il suo giudizio, come chiunque può appurare leggendo l&#8217;articolo riportato da georgia. Sul suo giudizio e sull&#8217;argomentazione sono d&#8217;accordo. &#8220;Cattivi maestri&#8221; è una frase che TU gli hai messo capziosamente in bocca.<br />
Non capisco le tue reazioni un po&#8217; sopra le righe (&#8221;discussioni insulse&#8221;, &#8220;certi stomaci&#8221;): ti dà fastidio che qualcuno dissenta con le tue scelte oppure semplicemente qui possono commentare solo i tuoi compagni di merende?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21539</link>
		<dc:creator>lello</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2006 07:11:31 +0000</pubDate>
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		<description>Io Fortini lo digerisco benissimo, anzi mi stuzzica l'appetito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io Fortini lo digerisco benissimo, anzi mi stuzzica l&#8217;appetito.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea inglese</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21537</link>
		<dc:creator>andrea inglese</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2006 01:15:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1679#comment-21537</guid>
		<description>Niccolai abbiamo scritto una lettara aperta a Berardinelli NON per criticare la sua collaborazione al “Foglio”. Ma per altri e chiari motivi, che riguardano in particolare l’ambito letterario e delle poetiche. Un intervento utile, anche se fuori argomento di Tiziano Scarpa, ha spostato l’attenzione su un altro problema, che noi riteniamo importante, ma che riguarda un altro ambito di problemi. Abbiamo detto che per ora non ne vogliamo parlare perché, come la tua ultima riposta dimostra, senza prima aver definito i termini della questione si rischiano insulse discussioni. 
Inoltre, tale ambito non riguarda in modo particolare il solo Berardinelli che scrive sul Foglio. Ma riguarda il credo che tu difendi con convinzione: non importa il luogo dove uno scrive, ma “Tutto dipende da ciò che vi si scrive.” No. Non sono per niente d’accordo. (Non siamo, la risposta di Raos a Scarpa ribadisce lo stesso concetto). E su questo possiamo iniziare la discussione, ma non qui. Quindi per ora è inutile che mi metti in bocca idee che non ho espresso. Come quelle per cui chi pubblica per Einaudi la pensa come Berlusconi o simili grossolanità. Ma pubblicare un libro per una casa editrice non è la stessa cosa che collaborare ad un quotidiano che ha una precisa linea politica. 

La breve frase che ha molto impressionato Tiziano dice: “… e che non stona di certo nelle colonne del quotidiano per cui lei scrive”. Vogliamo espliciatare? Il direttore del “Foglio” è stato uno dei più strenui sostenitori di una schifosa guerra ancora in corso, che vede il nostro paese schierato con gli USA nel mattatoio irakeno. Se poi apro il Foglio del 2 febbraio ci trovo: 1) una bella difesa dell’enciclica di Ratzinger sostenuta da uno storico cattolico di destra, che se la prende con un fortunato trattato di “ateologia”, 2) un sagace articolo di sputtanamento del marxismo attraverso aneddoti sulla vita di Marx, 3) Giampiero Mughini che se la prende con il consiglio comunale di Genova perché non ha intitolato con entusiasmo una strada all’eroe Fabrizio Quattrocchi... Devo andare avanti? E tu vuoi che io faccia finta che il Foglio sia un giornale come qualsiasi altro?

E se penso che proprio l’autore dell’”Esteta e il politico” collabora ora al giornale di Ferrara non posso che esprimere tristezza. Punto. Non c’è granché altro da dire sulla questione. Molto invece si puo’ dire di quando il discorso culturale divorzia o si fa avulso da quello politico in cui è inserito. E credo che qui gli interessati siano legione. E molti per scelta consapevole.

Se vuoi però ritornare all’argomento del post, e magari dirci la tua sui poeti francesi, sarebbe interessante. O rispondere alla domanda che ti feci inizialmente...

(Leezione-lampo per Cristina: proprio il suo essere indigesto a certi stomaci costituisce la qualità di Fortini.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Niccolai abbiamo scritto una lettara aperta a Berardinelli NON per criticare la sua collaborazione al “Foglio”. Ma per altri e chiari motivi, che riguardano in particolare l’ambito letterario e delle poetiche. Un intervento utile, anche se fuori argomento di Tiziano Scarpa, ha spostato l’attenzione su un altro problema, che noi riteniamo importante, ma che riguarda un altro ambito di problemi. Abbiamo detto che per ora non ne vogliamo parlare perché, come la tua ultima riposta dimostra, senza prima aver definito i termini della questione si rischiano insulse discussioni.<br />
Inoltre, tale ambito non riguarda in modo particolare il solo Berardinelli che scrive sul Foglio. Ma riguarda il credo che tu difendi con convinzione: non importa il luogo dove uno scrive, ma “Tutto dipende da ciò che vi si scrive.” No. Non sono per niente d’accordo. (Non siamo, la risposta di Raos a Scarpa ribadisce lo stesso concetto). E su questo possiamo iniziare la discussione, ma non qui. Quindi per ora è inutile che mi metti in bocca idee che non ho espresso. Come quelle per cui chi pubblica per Einaudi la pensa come Berlusconi o simili grossolanità. Ma pubblicare un libro per una casa editrice non è la stessa cosa che collaborare ad un quotidiano che ha una precisa linea politica. </p>
<p>La breve frase che ha molto impressionato Tiziano dice: “… e che non stona di certo nelle colonne del quotidiano per cui lei scrive”. Vogliamo espliciatare? Il direttore del “Foglio” è stato uno dei più strenui sostenitori di una schifosa guerra ancora in corso, che vede il nostro paese schierato con gli USA nel mattatoio irakeno. Se poi apro il Foglio del 2 febbraio ci trovo: 1) una bella difesa dell’enciclica di Ratzinger sostenuta da uno storico cattolico di destra, che se la prende con un fortunato trattato di “ateologia”, 2) un sagace articolo di sputtanamento del marxismo attraverso aneddoti sulla vita di Marx, 3) Giampiero Mughini che se la prende con il consiglio comunale di Genova perché non ha intitolato con entusiasmo una strada all’eroe Fabrizio Quattrocchi&#8230; Devo andare avanti? E tu vuoi che io faccia finta che il Foglio sia un giornale come qualsiasi altro?</p>
<p>E se penso che proprio l’autore dell’”Esteta e il politico” collabora ora al giornale di Ferrara non posso che esprimere tristezza. Punto. Non c’è granché altro da dire sulla questione. Molto invece si puo’ dire di quando il discorso culturale divorzia o si fa avulso da quello politico in cui è inserito. E credo che qui gli interessati siano legione. E molti per scelta consapevole.</p>
<p>Se vuoi però ritornare all’argomento del post, e magari dirci la tua sui poeti francesi, sarebbe interessante. O rispondere alla domanda che ti feci inizialmente&#8230;</p>
<p>(Leezione-lampo per Cristina: proprio il suo essere indigesto a certi stomaci costituisce la qualità di Fortini.)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristina</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21516</link>
		<dc:creator>Cristina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2006 17:28:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1679#comment-21516</guid>
		<description>L'accademia non fa altro che ammorbarci con le invocazioni a Fortini. Le cose che Fortini scriveva della sua epoca risultano oggi indigeste e del tutto fuori tempo. E se devo dire la mia, trovo che anche per gli anni in cui furono scritte non sono poi così lucide e calibrate.
Avete mai letto la voce "Classico" dell'enciclopedia einaudi scritta dal venerabile Fortini? Spirito di sacrificio, moderazione, sopportazione stoica, fiducia in una tradizione borghese illuminata. Sono valori condivisibili. A me personalmente fanno paura, sia da un punto di vista estetico che - soprattutto - da un punto di vista etico.
Adesso mi aspetto che qualcuno mi venga a fare la lezione su Fortini. Prego, sono tutta orecchi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accademia non fa altro che ammorbarci con le invocazioni a Fortini. Le cose che Fortini scriveva della sua epoca risultano oggi indigeste e del tutto fuori tempo. E se devo dire la mia, trovo che anche per gli anni in cui furono scritte non sono poi così lucide e calibrate.<br />
Avete mai letto la voce &#8220;Classico&#8221; dell&#8217;enciclopedia einaudi scritta dal venerabile Fortini? Spirito di sacrificio, moderazione, sopportazione stoica, fiducia in una tradizione borghese illuminata. Sono valori condivisibili. A me personalmente fanno paura, sia da un punto di vista estetico che - soprattutto - da un punto di vista etico.<br />
Adesso mi aspetto che qualcuno mi venga a fare la lezione su Fortini. Prego, sono tutta orecchi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21514</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2006 16:54:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1679#comment-21514</guid>
		<description>Beh, a me  non sembra che la giardiniera faccia sfoggio di "grande tolleranza", mi sembra solo che difenda berardinelli in particolare, e non è neppure la prima volta, ora siccome lei ha letto parecchio di berardinelli (passato e presente) per il suo lavoro, non posso escludere che possa avere anche ragione. 
A primo colpo a me sembra che B sia cambiato da quando scrive sul Foglio però io non lo seguo molto e quindi posso anche sbagliare, anche prevenuta dal fatto che io sono convinta che il giornale su cui uno scrive, da critico e da giornalista (perchè se uno scrive racconti o poesie è altra cosa), non sia del tutto ininfluente e che ci costringa a dire cose in linea con il giornale.
Certo Pasolini scriveva sul Corriere, ma prima di tutto era Pasolini (genio irriducibile) e avrebbe potuto scrivere ovunque, e poi, soprattutto, era il Corriere di Ottone.
Il Foglio di Ferrara, anche se molti si ostinano a volermi convincere che è intelligente, è veramente vomitevole senza se e senza ma :-).
Però mi dicono anche che berardinelli avesse bisogno di lavorare e che il foglio sia stato l'unico che gli abbia offerto lavoro.
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, a me  non sembra che la giardiniera faccia sfoggio di &#8220;grande tolleranza&#8221;, mi sembra solo che difenda berardinelli in particolare, e non è neppure la prima volta, ora siccome lei ha letto parecchio di berardinelli (passato e presente) per il suo lavoro, non posso escludere che possa avere anche ragione.<br />
A primo colpo a me sembra che B sia cambiato da quando scrive sul Foglio però io non lo seguo molto e quindi posso anche sbagliare, anche prevenuta dal fatto che io sono convinta che il giornale su cui uno scrive, da critico e da giornalista (perchè se uno scrive racconti o poesie è altra cosa), non sia del tutto ininfluente e che ci costringa a dire cose in linea con il giornale.<br />
Certo Pasolini scriveva sul Corriere, ma prima di tutto era Pasolini (genio irriducibile) e avrebbe potuto scrivere ovunque, e poi, soprattutto, era il Corriere di Ottone.<br />
Il Foglio di Ferrara, anche se molti si ostinano a volermi convincere che è intelligente, è veramente vomitevole senza se e senza ma :-).<br />
Però mi dicono anche che berardinelli avesse bisogno di lavorare e che il foglio sia stato l&#8217;unico che gli abbia offerto lavoro.<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: LaGiardiniera</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21513</link>
		<dc:creator>LaGiardiniera</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2006 16:54:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1679#comment-21513</guid>
		<description>Inglese: non sono tollerante. In ciò che fa Berardinelli per quanto mi riguarda non c'è un bel niente da "tollerare". Condivido ciò che scrive ed esclusivamente su questo lo giudico. 
Del resto scrivere sulla "Repubblica" o sul "Corriere" o sul "Sole 24 ore" o su "Nuovi Argomenti" non mi pare &lt;b&gt;di per sé&lt;/b&gt; una grande prova di levatura morale. Tutto dipende da ciò che vi si scrive.
Riguardo ai miei paradossi e alle tue legittime preoccupazioni: dimmi, se il mio non è un parasosso, Scarpa che pubblica la Scuraglia per Einaudi è berlusconiano, di destra o si è bevuto il cervello? Riccardi, Cucchi, Viviani e tutti i poeti che hanno a che fare con la Mondadori sono sporchi berlusconiani? O forse condividono il grande progetto editoriale berlusconiano?
Non credo ci sia bisogno di ritirare fuori Fortini: mi pare sia già abbastanza di moda il lamento sull'assenza degli "intellettuali alla Fortini". Altro esempio di cosa intollerabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Inglese: non sono tollerante. In ciò che fa Berardinelli per quanto mi riguarda non c&#8217;è un bel niente da &#8220;tollerare&#8221;. Condivido ciò che scrive ed esclusivamente su questo lo giudico.<br />
Del resto scrivere sulla &#8220;Repubblica&#8221; o sul &#8220;Corriere&#8221; o sul &#8220;Sole 24 ore&#8221; o su &#8220;Nuovi Argomenti&#8221; non mi pare <b>di per sé</b> una grande prova di levatura morale. Tutto dipende da ciò che vi si scrive.<br />
Riguardo ai miei paradossi e alle tue legittime preoccupazioni: dimmi, se il mio non è un parasosso, Scarpa che pubblica la Scuraglia per Einaudi è berlusconiano, di destra o si è bevuto il cervello? Riccardi, Cucchi, Viviani e tutti i poeti che hanno a che fare con la Mondadori sono sporchi berlusconiani? O forse condividono il grande progetto editoriale berlusconiano?<br />
Non credo ci sia bisogno di ritirare fuori Fortini: mi pare sia già abbastanza di moda il lamento sull&#8217;assenza degli &#8220;intellettuali alla Fortini&#8221;. Altro esempio di cosa intollerabile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lello</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/01/lettera-aperta-ad-alfonso-berardinellli/#comment-21511</link>
		<dc:creator>lello</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2006 16:25:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=1679#comment-21511</guid>
		<description>Ecco, proprio così Andrea, come dire? mi hai tolto il commento di bocca...

lv</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, proprio così Andrea, come dire? mi hai tolto il commento di bocca&#8230;</p>
<p>lv</p>
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