<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Compagni di scuola/Compagni (per niente)</title>
	<atom:link href="http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/</link>
	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 13:37:32 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.6.3</generator>
		<item>
		<title>Di: Cristoforo Prodan</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-22295</link>
		<dc:creator>Cristoforo Prodan</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2006 23:55:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-22295</guid>
		<description>Scherza coi santi ma lascia stare i fanti.

Questa è la logica (studiata a tavolino?) che sta dietro a tutta questa finta crociata nel nome della libertà di pensiero. Tutto studiato ad arte per sviare le migliori menti (soprattutto progressiste) dal vero nodo della questione. E cioè che una nazione sovrana del mondo arabo è stata illegalmente occupata in nome e per conto degli Stati Uniti d'America. Ci sono stati per questo bombardamenti - che peraltro andavano avanti dalla prima guerra del golfo del 1991 - e che hanno provocato centinaia di migliaia di morti. Le motivazioni di questa guerra si sono dimostrate false e pretestuose. E ora un tribunale processa Saddam Hussein. Ma chi processerà George W. Bush e Tony Blair per i crimini di guerra perpetrati in tutti questi anni? L'occidente è anche questo per i musulmani che hanno incendiato le ambasciate per le vignette. In nome di quale libertà pensiamo di avere ragione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scherza coi santi ma lascia stare i fanti.</p>
<p>Questa è la logica (studiata a tavolino?) che sta dietro a tutta questa finta crociata nel nome della libertà di pensiero. Tutto studiato ad arte per sviare le migliori menti (soprattutto progressiste) dal vero nodo della questione. E cioè che una nazione sovrana del mondo arabo è stata illegalmente occupata in nome e per conto degli Stati Uniti d&#8217;America. Ci sono stati per questo bombardamenti - che peraltro andavano avanti dalla prima guerra del golfo del 1991 - e che hanno provocato centinaia di migliaia di morti. Le motivazioni di questa guerra si sono dimostrate false e pretestuose. E ora un tribunale processa Saddam Hussein. Ma chi processerà George W. Bush e Tony Blair per i crimini di guerra perpetrati in tutti questi anni? L&#8217;occidente è anche questo per i musulmani che hanno incendiato le ambasciate per le vignette. In nome di quale libertà pensiamo di avere ragione?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21930</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 16:12:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21930</guid>
		<description>yara ho torto su cosa?
mica l'ho capito 
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>yara ho torto su cosa?<br />
mica l&#8217;ho capito<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: yara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21928</link>
		<dc:creator>yara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 15:10:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21928</guid>
		<description>Riso è quando si ride con l'altro, irrisione quando si ride dell'altro. L'irridente pensa di aver ragione, esattamente come pensa di aver ragione l'irriso. Siccome è il participio presente (irridente) a compiere l'azione, mentre il participio passato (irriso) la subisce, la domanda obbligata è: perché la compie? Io vedo solo una risposta: per pungere, provocare l'altro. Se infatti volesse convincerlo della propria ragione, sceglierebbe altre vie. 
L'irrisione viene bene con chi è suscettibile: se si sa che è suscettibile, l'irrisione diventa strategica. Peccato che questa strategia della tensione, avviata da destri danesi, sia ora alimentata da sinistri italioti (ma anche Evangelisti non scherza, con la controirrisione).

grazie a Georgia per l'indicazione su Berardinelli: ma ha torto marcio! (secondo me)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riso è quando si ride con l&#8217;altro, irrisione quando si ride dell&#8217;altro. L&#8217;irridente pensa di aver ragione, esattamente come pensa di aver ragione l&#8217;irriso. Siccome è il participio presente (irridente) a compiere l&#8217;azione, mentre il participio passato (irriso) la subisce, la domanda obbligata è: perché la compie? Io vedo solo una risposta: per pungere, provocare l&#8217;altro. Se infatti volesse convincerlo della propria ragione, sceglierebbe altre vie.<br />
L&#8217;irrisione viene bene con chi è suscettibile: se si sa che è suscettibile, l&#8217;irrisione diventa strategica. Peccato che questa strategia della tensione, avviata da destri danesi, sia ora alimentata da sinistri italioti (ma anche Evangelisti non scherza, con la controirrisione).</p>
<p>grazie a Georgia per l&#8217;indicazione su Berardinelli: ma ha torto marcio! (secondo me)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: s.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21925</link>
		<dc:creator>s.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 14:29:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21925</guid>
		<description>Maria, forse questo articolo ti può aiutare a capire che la letteratura non è tutto e che ci sono 'caricature' che alcune popolazioni (quelle che restano) si ricordano ancora e ...non ridono (vedi ebrei sopravvissuti). Guardare alla realtà e analizzarla, qualche volta, non farebbe male, anzichè limitarsi a quelle due o tre chiavi di volta che vanno per la maggiore.
dal manifesto di ieri

Al diavolo 
GABRIELE POLO
«Una risata li seppellirà» era uno slogan ingenuo quanto radicale, una presa di distanza dai potenti di casa propria per ribadire l'autonomia estrema di chi rifiutava di annullare differenze sociali e di classe in un indistinto «bene comune». Era uno sberleffo rivolto al proprio mondo, non all'altro; satireggiava su se stessi e scomponeva presunte unità nazionali (o comunitarie), non le rinsaldava. Oggi non si riesce più a ridere, ma sarebbe bello risbattere quello slogan in faccia agli integralismi che - in Occidente come in Oriente - si offrono come collante di identità «nazionali» da affermare o superiorità morali da ribadire, avere il coraggio di ricondurre la fede a un fatto privato (per chi ci tiene) e ridire che le religioni sono un imbroglio, utile solo a chi ne tira le fila, a confermare guide o a crearne di nuove. Ovunque. Ma è difficile, dal pulpito di chi è parte del mondo ricco, dire ai musulmani in rivolta per delle stupide vignette: «Vi state sbagliando, vi stanno imbrogliando». Difficile perché la predica verrebbe dalle nostre tiepide e sicure case, da un mondo che la propria democrazia (peraltro in crisi) la fa pagare agli altri; e quella predica precipiterebbe su case fredde e insicure, su sistemi politici creati ad arte per separarli da noi a conferma dei nostri privilegi. Con quali argomenti possiamo convincere gli altri mondi quando abbiamo rimosso le differenze che esistono nel nostro? Quando ci siamo mostrati come comunità compattate dalla paura dell'altro (sui privilegi di cui ci chiedevano conto) e lo abbiamo bombardato per un po' di petrolio o chiuso in ghetti metropolitani per tenere sotto controllo lo sfruttamento che ne facciamo? Dando così ai nostri «poveri» un nemico da cui difendersi. E quando in nome del mercato abbiamo deciso che fosse la scala dei consumi a stabilire il valore degli individui del pianeta?

Quel meccanismo di identificazione religiosa che oggi bolliamo come barbarie lo conosciamo bene, sta scritto nella nostra storia, lo abbiamo praticato a lungo, seminando sangue e terrore per secoli in Europa e altrove. Dovremmo possedere tutti gli anticorpi per debellarlo, ma ci stupiamo che altri lo usino perché le ricette illuministiche - frutto di tragiche lezioni - le abbiamo scartate assieme all'idea di un mondo diverso, esportando fuori da noi il conflitto che ci agitava. Così la libertà (di stampa, di parola, d'azione) è diventata un privilegio per pochi; e gli altri l'hanno vissuta come una violenza, un corredo «ideologico» delle guerre e delle mercificazioni. Non più un valore, ma solo uno strumento ostile. Per ridarle un senso universale dovremmo rivedere tutto: dalle politiche internazionali alla xenofobia di quartiere. Solo così potremmo dire a chi difende Maometto bruciando ambasciate - morendo o uccidendo - che la contesa non è sulla sorte dell'anima ma su quella del corpo. E offrire a noi e a loro una sponda per mandare al diavolo un imam, un rabbino o un vescovo quando pretendono di dettare la legge degli uomini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maria, forse questo articolo ti può aiutare a capire che la letteratura non è tutto e che ci sono &#8216;caricature&#8217; che alcune popolazioni (quelle che restano) si ricordano ancora e &#8230;non ridono (vedi ebrei sopravvissuti). Guardare alla realtà e analizzarla, qualche volta, non farebbe male, anzichè limitarsi a quelle due o tre chiavi di volta che vanno per la maggiore.<br />
dal manifesto di ieri</p>
<p>Al diavolo<br />
GABRIELE POLO<br />
«Una risata li seppellirà» era uno slogan ingenuo quanto radicale, una presa di distanza dai potenti di casa propria per ribadire l&#8217;autonomia estrema di chi rifiutava di annullare differenze sociali e di classe in un indistinto «bene comune». Era uno sberleffo rivolto al proprio mondo, non all&#8217;altro; satireggiava su se stessi e scomponeva presunte unità nazionali (o comunitarie), non le rinsaldava. Oggi non si riesce più a ridere, ma sarebbe bello risbattere quello slogan in faccia agli integralismi che - in Occidente come in Oriente - si offrono come collante di identità «nazionali» da affermare o superiorità morali da ribadire, avere il coraggio di ricondurre la fede a un fatto privato (per chi ci tiene) e ridire che le religioni sono un imbroglio, utile solo a chi ne tira le fila, a confermare guide o a crearne di nuove. Ovunque. Ma è difficile, dal pulpito di chi è parte del mondo ricco, dire ai musulmani in rivolta per delle stupide vignette: «Vi state sbagliando, vi stanno imbrogliando». Difficile perché la predica verrebbe dalle nostre tiepide e sicure case, da un mondo che la propria democrazia (peraltro in crisi) la fa pagare agli altri; e quella predica precipiterebbe su case fredde e insicure, su sistemi politici creati ad arte per separarli da noi a conferma dei nostri privilegi. Con quali argomenti possiamo convincere gli altri mondi quando abbiamo rimosso le differenze che esistono nel nostro? Quando ci siamo mostrati come comunità compattate dalla paura dell&#8217;altro (sui privilegi di cui ci chiedevano conto) e lo abbiamo bombardato per un po&#8217; di petrolio o chiuso in ghetti metropolitani per tenere sotto controllo lo sfruttamento che ne facciamo? Dando così ai nostri «poveri» un nemico da cui difendersi. E quando in nome del mercato abbiamo deciso che fosse la scala dei consumi a stabilire il valore degli individui del pianeta?</p>
<p>Quel meccanismo di identificazione religiosa che oggi bolliamo come barbarie lo conosciamo bene, sta scritto nella nostra storia, lo abbiamo praticato a lungo, seminando sangue e terrore per secoli in Europa e altrove. Dovremmo possedere tutti gli anticorpi per debellarlo, ma ci stupiamo che altri lo usino perché le ricette illuministiche - frutto di tragiche lezioni - le abbiamo scartate assieme all&#8217;idea di un mondo diverso, esportando fuori da noi il conflitto che ci agitava. Così la libertà (di stampa, di parola, d&#8217;azione) è diventata un privilegio per pochi; e gli altri l&#8217;hanno vissuta come una violenza, un corredo «ideologico» delle guerre e delle mercificazioni. Non più un valore, ma solo uno strumento ostile. Per ridarle un senso universale dovremmo rivedere tutto: dalle politiche internazionali alla xenofobia di quartiere. Solo così potremmo dire a chi difende Maometto bruciando ambasciate - morendo o uccidendo - che la contesa non è sulla sorte dell&#8217;anima ma su quella del corpo. E offrire a noi e a loro una sponda per mandare al diavolo un imam, un rabbino o un vescovo quando pretendono di dettare la legge degli uomini.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21922</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 14:06:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21922</guid>
		<description>Cara Maria, torno a ripetere, che non c'è nessuna "strumentalizzazione", ma solo un'interpretazione di un fatto preciso e delle reazioni che ne sono conseguite. A me interessano entrambe, le questioni. 
Il mio non è un attacco agli intellettuali (Sofri,  Ferrara, Fofi,  Mughini...) ma un appello. Un articolo come quello di Alfonzo Berardinelli mi incoraggia a continuare. Continuando quanto più possibile a essere me stesso, se cosi' si può dire.

effeffe
:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Maria, torno a ripetere, che non c&#8217;è nessuna &#8220;strumentalizzazione&#8221;, ma solo un&#8217;interpretazione di un fatto preciso e delle reazioni che ne sono conseguite. A me interessano entrambe, le questioni.<br />
Il mio non è un attacco agli intellettuali (Sofri,  Ferrara, Fofi,  Mughini&#8230;) ma un appello. Un articolo come quello di Alfonzo Berardinelli mi incoraggia a continuare. Continuando quanto più possibile a essere me stesso, se cosi&#8217; si può dire.</p>
<p>effeffe<br />
:-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: maria</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21918</link>
		<dc:creator>maria</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 13:00:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21918</guid>
		<description>Cari Indiani, solitamente sono una vostra attenta e silenziosa lettrice, ma stavolta non posso proprio esimermi dal dire la mia. Penso non sia affatto giusto strumentalizzare la battaglia delle vignette, per farne un processo a Sofri, o alla sinistra 68ina e non, complottismo, dietrologia e quant'altro. Non è la libertà del caterpillar che si vuole difendere a ogni costo, per esaltare  il gioco del monopoli o del capitale in questo accumular macerie, e issarvi la bandiera di una presunta "civiltà" a croce danese in nome della liberté contro la barbarie, ovvero deridere il povero buon selvaggio. Perchè dire che la satire è un gioco sporco del forte sul debole? Scusate, ma chi sarebbe il debole? Non è l'Islam un impero immenso al cui confronto il Vaticano fa veramente "ridere"? Sono semmai gli imperialisti islamici a fare il gioco sporco e quello del terrore, servendosi dei bisogni veri, umani della massa (dei fedeli), che  non soddisferanno e non tuteleranno mai, perchè hanno bisogno di quella fame e quella sete per crescere e prosperare? E allora perchè prendersela tanto per delle stupide vignette? Perchè stavolta abbiamo fatto centro. Perchè c'è una sola cosa che fa paura al terrore, ed è il riso...
 " Il riso distoglie, per alcuni istanti, il villano dalla paura. Ma la legge s'impone attraverso la paura, il cui nome vero è timor di Dio. E da questo libro potrebbe venire la scintilla luciferina che appiccherebbe al mondo intero un nuovo incendio. E il riso si disegnerebbe come l'arte nuova, ignota persino a Prometeo, per annullare la paura.(...) Ma se qualcuno un giorno, agitando le parole del Filosofo, portasse l'arte del riso a condizione di arma sottile, se alla retorica della convinzione si sostituisse la retorica dell'irrisione, se alla topica e paziente e salvifica costruzione delle immagini della redenzione si sostituisse la topica dell'impaziente decostruzione e dello stravolgimento di tutte le immagini più sante e venerabili - oh quel giorno anche tu e tutta la tua sapienza, guglielmo, ne sareste stravolti! "

"Perchè? Mi batterei, la mia arguzia contro l'arguzia altrui. sarebbe un mondo migliore di quello in cui il fuoco e il ferro rovente di Bernardo Gui umiliano il fuoco e il ferro di Dolcino."(...)


" Non ci fa paura il rigore del donatista, la follia suicida del circoncellione, la lussuria del bogomilo, l'orgogliosa purezza dell'albigese, il bisogno di sangue del flagellante, la vertigine del male del fratello del libero spirito : li conosciamo tutti e conosciamo la radice dei loro peccati che è la radice stessa della nostra santità. Non ci fanno paura e soprattutto sappiamo come distruggerli, meglio, come lasciare che si distruggano da soli (...). Ma se un giorno - e non più come eccezione plebea, ma come ascesi del dotto, consegnata alla testimonianza indistruttibile della scrittura - si facesse accettabil, e apparisse nobile, e liberale, e non più meccanica, l'arte dell'irrisione, se un giorno qualcuno potesse dire ( ed essere ascoltato) : io rido dell'Incarnazione... Allora non avremmo armi per arrestare quella bestemmia(...)

" Il diavolo è l'arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo (...) Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre (...) Mi piacerebbe cospargerti di miele e poi avvoltolarti nelle piume, portarti al guinzaglio nelle fiere, per dire a tutti : Costui vi annunciava la verità e vi diceva che la verità ha il sapore della morte, e voi non credevate alla sua parola, bensì alla sua tetraggine. E ora io vi dico, che nell'infinita vertigine dei possibili, Dio vi consente anche d'immaginarvi un mondo in cui il presunto interprete della verità non sia che un merlo goffo" 
(...)

" Sei peggio del diavolo, minorita (...) sei un giullare, sei come il tuo Francesco"
( a Forlani, con affetto, perchè si ricordi sempre di essere...nient'altro che se stesso).

Non un sopruso dell' Occidente laico all'Oriente, ma una mano che si tende, una speranza accesa che diventi contagiosa come il riso.
nota : citazioni tratte da "il nome della rosa" di Umberto Eco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Indiani, solitamente sono una vostra attenta e silenziosa lettrice, ma stavolta non posso proprio esimermi dal dire la mia. Penso non sia affatto giusto strumentalizzare la battaglia delle vignette, per farne un processo a Sofri, o alla sinistra 68ina e non, complottismo, dietrologia e quant&#8217;altro. Non è la libertà del caterpillar che si vuole difendere a ogni costo, per esaltare  il gioco del monopoli o del capitale in questo accumular macerie, e issarvi la bandiera di una presunta &#8220;civiltà&#8221; a croce danese in nome della liberté contro la barbarie, ovvero deridere il povero buon selvaggio. Perchè dire che la satire è un gioco sporco del forte sul debole? Scusate, ma chi sarebbe il debole? Non è l&#8217;Islam un impero immenso al cui confronto il Vaticano fa veramente &#8220;ridere&#8221;? Sono semmai gli imperialisti islamici a fare il gioco sporco e quello del terrore, servendosi dei bisogni veri, umani della massa (dei fedeli), che  non soddisferanno e non tuteleranno mai, perchè hanno bisogno di quella fame e quella sete per crescere e prosperare? E allora perchè prendersela tanto per delle stupide vignette? Perchè stavolta abbiamo fatto centro. Perchè c&#8217;è una sola cosa che fa paura al terrore, ed è il riso&#8230;<br />
 &#8221; Il riso distoglie, per alcuni istanti, il villano dalla paura. Ma la legge s&#8217;impone attraverso la paura, il cui nome vero è timor di Dio. E da questo libro potrebbe venire la scintilla luciferina che appiccherebbe al mondo intero un nuovo incendio. E il riso si disegnerebbe come l&#8217;arte nuova, ignota persino a Prometeo, per annullare la paura.(&#8230;) Ma se qualcuno un giorno, agitando le parole del Filosofo, portasse l&#8217;arte del riso a condizione di arma sottile, se alla retorica della convinzione si sostituisse la retorica dell&#8217;irrisione, se alla topica e paziente e salvifica costruzione delle immagini della redenzione si sostituisse la topica dell&#8217;impaziente decostruzione e dello stravolgimento di tutte le immagini più sante e venerabili - oh quel giorno anche tu e tutta la tua sapienza, guglielmo, ne sareste stravolti! &#8221;</p>
<p>&#8220;Perchè? Mi batterei, la mia arguzia contro l&#8217;arguzia altrui. sarebbe un mondo migliore di quello in cui il fuoco e il ferro rovente di Bernardo Gui umiliano il fuoco e il ferro di Dolcino.&#8221;(&#8230;)</p>
<p>&#8221; Non ci fa paura il rigore del donatista, la follia suicida del circoncellione, la lussuria del bogomilo, l&#8217;orgogliosa purezza dell&#8217;albigese, il bisogno di sangue del flagellante, la vertigine del male del fratello del libero spirito : li conosciamo tutti e conosciamo la radice dei loro peccati che è la radice stessa della nostra santità. Non ci fanno paura e soprattutto sappiamo come distruggerli, meglio, come lasciare che si distruggano da soli (&#8230;). Ma se un giorno - e non più come eccezione plebea, ma come ascesi del dotto, consegnata alla testimonianza indistruttibile della scrittura - si facesse accettabil, e apparisse nobile, e liberale, e non più meccanica, l&#8217;arte dell&#8217;irrisione, se un giorno qualcuno potesse dire ( ed essere ascoltato) : io rido dell&#8217;Incarnazione&#8230; Allora non avremmo armi per arrestare quella bestemmia(&#8230;)</p>
<p>&#8221; Il diavolo è l&#8217;arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo (&#8230;) Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre (&#8230;) Mi piacerebbe cospargerti di miele e poi avvoltolarti nelle piume, portarti al guinzaglio nelle fiere, per dire a tutti : Costui vi annunciava la verità e vi diceva che la verità ha il sapore della morte, e voi non credevate alla sua parola, bensì alla sua tetraggine. E ora io vi dico, che nell&#8217;infinita vertigine dei possibili, Dio vi consente anche d&#8217;immaginarvi un mondo in cui il presunto interprete della verità non sia che un merlo goffo&#8221;<br />
(&#8230;)</p>
<p>&#8221; Sei peggio del diavolo, minorita (&#8230;) sei un giullare, sei come il tuo Francesco&#8221;<br />
( a Forlani, con affetto, perchè si ricordi sempre di essere&#8230;nient&#8217;altro che se stesso).</p>
<p>Non un sopruso dell&#8217; Occidente laico all&#8217;Oriente, ma una mano che si tende, una speranza accesa che diventi contagiosa come il riso.<br />
nota : citazioni tratte da &#8220;il nome della rosa&#8221; di Umberto Eco.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21910</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 12:08:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21910</guid>
		<description>&lt;b&gt;Per Yara &lt;/b&gt;che chiede come poter leggere l'articolo di berardinelli

Ho postato ora nel mio blog &lt;a href="http://georgiamada.splinder.com/post/7106552#more-7106552" rel="nofollow"&gt;ambedue gli articoli&lt;/a&gt; con un accenno di scuse per i lanzichenecchi cerebrali.
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>Per Yara </b>che chiede come poter leggere l&#8217;articolo di berardinelli</p>
<p>Ho postato ora nel mio blog <a href="http://georgiamada.splinder.com/post/7106552#more-7106552" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/georgiamada.splinder.com');" rel="nofollow">ambedue gli articoli</a> con un accenno di scuse per i lanzichenecchi cerebrali.<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21906</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 11:04:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21906</guid>
		<description>me l'ha detto anche il nano del circo Italia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>me l&#8217;ha detto anche il nano del circo Italia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21905</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 10:44:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21905</guid>
		<description>ca**o, la meta-mag adesso non ci voleva.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ca**o, la meta-mag adesso non ci voleva.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mag</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21904</link>
		<dc:creator>mag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 10:41:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21904</guid>
		<description>tu tash e non solo tu subisci l'influenza della meta-mag</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tu tash e non solo tu subisci l&#8217;influenza della meta-mag</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21903</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 10:32:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21903</guid>
		<description>@yara
odiare le religioni - anch'io le odio - è una reazione istintiva, talvolta inutilmente sdegnosa e aristocratica, ma comprensibile, verso tutto ciò che asservisce la mente umana impedendole di praticare la tolleranza, impedendole di accogliere come dovuto il linguaggio della scienza come unico linguaggio il cui statuto è la verificabilità, e facendo da ostacolo a molte altre cose utili all'umanità, tra cui la libertà sessuale, la contraccezione, le biotecnologie, la clonazione, eccetera eccetera.
dire che l'aveva già detto spinoza o freud (perché tra i tanti, proprio loro? e non invece per dire, DARWIN?) è farla facile, se mi permetti: la tolleranza verso chi crede deve innanzi tutto essere reciproca e in secondo luogo occorre aver ben presente che le religioni ci danneggiano tutti, tragicamente, credenti e non credenti.
quindi chi vuole radere al suolo gli edifici di culto reagisce ad una sensazione che anch'io provo fortissima: il sentirmi ostaggio della maggioranza credente e il subirne direttamente e indirettamente l'oppressione.
(cheppalle l'influenza)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@yara<br />
odiare le religioni - anch&#8217;io le odio - è una reazione istintiva, talvolta inutilmente sdegnosa e aristocratica, ma comprensibile, verso tutto ciò che asservisce la mente umana impedendole di praticare la tolleranza, impedendole di accogliere come dovuto il linguaggio della scienza come unico linguaggio il cui statuto è la verificabilità, e facendo da ostacolo a molte altre cose utili all&#8217;umanità, tra cui la libertà sessuale, la contraccezione, le biotecnologie, la clonazione, eccetera eccetera.<br />
dire che l&#8217;aveva già detto spinoza o freud (perché tra i tanti, proprio loro? e non invece per dire, DARWIN?) è farla facile, se mi permetti: la tolleranza verso chi crede deve innanzi tutto essere reciproca e in secondo luogo occorre aver ben presente che le religioni ci danneggiano tutti, tragicamente, credenti e non credenti.<br />
quindi chi vuole radere al suolo gli edifici di culto reagisce ad una sensazione che anch&#8217;io provo fortissima: il sentirmi ostaggio della maggioranza credente e il subirne direttamente e indirettamente l&#8217;oppressione.<br />
(cheppalle l&#8217;influenza)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21901</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 09:25:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21901</guid>
		<description>Però vedi che ho fatto bene a romperti il cazzo?
effeffe
ps
quattro reduci sparuti... ecc non la condivido come affermazione. E' gente che ha molte cose da trasmettere se solo s'impedisse di perdersi in trasmissioni (televisive) o di potere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Però vedi che ho fatto bene a romperti il cazzo?<br />
effeffe<br />
ps<br />
quattro reduci sparuti&#8230; ecc non la condivido come affermazione. E&#8217; gente che ha molte cose da trasmettere se solo s&#8217;impedisse di perdersi in trasmissioni (televisive) o di potere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21900</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 09:14:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21900</guid>
		<description>Il sessantotto fu un evento che coinvolse una porzione, abbastanza piccola – cioè fu un movimento minoritario, almeno all’inizio – di giovani scolarizzati di estrazione borghese e piccolo borghese.
Dunque fu un movimento promosso e agito da giovani intellettuali, da privilegiati.
Non mi dilungo sulle interpretazioni, le più varie e a volte stravaganti, che sono state date di quegli eventi, sui problemi di periodizzazione storica, sulle distinzioni tra gruppo e gruppo, sulle declinazioni politiche che il movimento assunse nei diversi paesi dove si manifestò, sui giudizi storico politici circa la successiva influenza o meno sulle società occidentali di quegli eventi, eccetera. 
Su alcuni di questi punti ho qualche idea, ma qui non ne voglio fare cenno. 
In ogni generazione che ha studiato, cioè che per censo ne ha avuto la possibilità, esiste una percentuale di individui che ha accesso al potere, mentre il resto diventa, genericamente, classe dirigente. 
Così è stato anche per la generazione del sessantotto, anzi per quella porzione, piccola, di persone che nel sessantotto aveva attorno ai vent’anni e che partecipò attivamente alle note (quanto?) vicende.
Ora ciò che voglio semplicemente dire è che chi oggi accede al potere, cioè chi in virtù del potere diventa visibile ed esercita una qualche influenza, è fatto per il potere.
Essere fatti per il potere significa, tra le altre cose, avere un’istintiva capacità di adeguamento all’aria che tira, talmente istintiva da diventare modalità di auto-convincimento anche in persone molto intelligenti e in buona fede.
Inutile rimproverare a queste persone di non aver tenuto fede, personalmente, alle loro istanze di gioventù, meglio invece entrare nel merito delle loro argomentazioni, se ci sono, per verificarne il fondamento.
Inutile pure rompere il cazzo a quattro reduci sparuti che cercano pur sempre di fare la loro vita come tutti e osservano con stupore il mondo in cui oggi viviamo, così diverso da quello che llora si cercò di costruire.
Se proprio si vuole, meglio provare a vedere se, complessivamente, il fenomeno sessantotto – inteso in modo intensivo oppure estensivo? – ha lasciato tracce consistenti e più o meno positive nella società italiana.
Secondo me le ha lasciate e sono proprio quelle che in questi anni si è cercato, forse riuscendoci, di cancellare. 
Il prossimo voto ci dirà se si è riusciti a cancellarle.
In base a tutto questo e a molto altro, l’affermazione di Michéa che il sessantotto sarebbe un momento di ristrutturazione capitalistica, forse è vera, ma bisogna vedere in che senso.
Ma poi è l’uso che lui ne fa che non posso condividere.

In merito alla questione di cui tratta Evangelisti non mi preme avere un'opinione.
Occorre opporsi all'opinionismo, all'opinone su tutto e subito.
Prendere tempo, parlare, leggere e pensare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il sessantotto fu un evento che coinvolse una porzione, abbastanza piccola – cioè fu un movimento minoritario, almeno all’inizio – di giovani scolarizzati di estrazione borghese e piccolo borghese.<br />
Dunque fu un movimento promosso e agito da giovani intellettuali, da privilegiati.<br />
Non mi dilungo sulle interpretazioni, le più varie e a volte stravaganti, che sono state date di quegli eventi, sui problemi di periodizzazione storica, sulle distinzioni tra gruppo e gruppo, sulle declinazioni politiche che il movimento assunse nei diversi paesi dove si manifestò, sui giudizi storico politici circa la successiva influenza o meno sulle società occidentali di quegli eventi, eccetera.<br />
Su alcuni di questi punti ho qualche idea, ma qui non ne voglio fare cenno.<br />
In ogni generazione che ha studiato, cioè che per censo ne ha avuto la possibilità, esiste una percentuale di individui che ha accesso al potere, mentre il resto diventa, genericamente, classe dirigente.<br />
Così è stato anche per la generazione del sessantotto, anzi per quella porzione, piccola, di persone che nel sessantotto aveva attorno ai vent’anni e che partecipò attivamente alle note (quanto?) vicende.<br />
Ora ciò che voglio semplicemente dire è che chi oggi accede al potere, cioè chi in virtù del potere diventa visibile ed esercita una qualche influenza, è fatto per il potere.<br />
Essere fatti per il potere significa, tra le altre cose, avere un’istintiva capacità di adeguamento all’aria che tira, talmente istintiva da diventare modalità di auto-convincimento anche in persone molto intelligenti e in buona fede.<br />
Inutile rimproverare a queste persone di non aver tenuto fede, personalmente, alle loro istanze di gioventù, meglio invece entrare nel merito delle loro argomentazioni, se ci sono, per verificarne il fondamento.<br />
Inutile pure rompere il cazzo a quattro reduci sparuti che cercano pur sempre di fare la loro vita come tutti e osservano con stupore il mondo in cui oggi viviamo, così diverso da quello che llora si cercò di costruire.<br />
Se proprio si vuole, meglio provare a vedere se, complessivamente, il fenomeno sessantotto – inteso in modo intensivo oppure estensivo? – ha lasciato tracce consistenti e più o meno positive nella società italiana.<br />
Secondo me le ha lasciate e sono proprio quelle che in questi anni si è cercato, forse riuscendoci, di cancellare.<br />
Il prossimo voto ci dirà se si è riusciti a cancellarle.<br />
In base a tutto questo e a molto altro, l’affermazione di Michéa che il sessantotto sarebbe un momento di ristrutturazione capitalistica, forse è vera, ma bisogna vedere in che senso.<br />
Ma poi è l’uso che lui ne fa che non posso condividere.</p>
<p>In merito alla questione di cui tratta Evangelisti non mi preme avere un&#8217;opinione.<br />
Occorre opporsi all&#8217;opinionismo, all&#8217;opinone su tutto e subito.<br />
Prendere tempo, parlare, leggere e pensare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: yara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21899</link>
		<dc:creator>yara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 08:52:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21899</guid>
		<description>Forse la carne al fuoco qui è troppa, ma è comunque una sola. L'articolo di Evangelisti è crudo, gli prende la mano:

"Guardo con interesse entomologico, ma anche con una leggera compassione, chi ha 'fede'. Per me credono in un’ancestrale proiezione... Raderei al suolo chiese, sinagoghe e moschee ... per non parlare delle panzane dell’Antico Testamento."

Io avrei scritto:

Guardo con interesse entomologico, e anche con vera compassione, chi ha fede. Per me credono in un’ancestrale proiezione... Non raderei al suolo chiese, sinagoghe e moschee ... né definirei panzane quelle dell’Antico Testamento, come un entomologo non distruggerebbe gli alveari né definirebbe panzane i ze-zee delle api.

Messa così, e non ci vuole molto, Evangelisti è in buona compagnia: Spinoza, Freud...
Il tema della convivialità di Michea, io lo intuisco vicino al commento di DB, che perciò ho incollato.
Come potrei leggere l'articolo di Berardinelli?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse la carne al fuoco qui è troppa, ma è comunque una sola. L&#8217;articolo di Evangelisti è crudo, gli prende la mano:</p>
<p>&#8220;Guardo con interesse entomologico, ma anche con una leggera compassione, chi ha &#8216;fede&#8217;. Per me credono in un’ancestrale proiezione&#8230; Raderei al suolo chiese, sinagoghe e moschee &#8230; per non parlare delle panzane dell’Antico Testamento.&#8221;</p>
<p>Io avrei scritto:</p>
<p>Guardo con interesse entomologico, e anche con vera compassione, chi ha fede. Per me credono in un’ancestrale proiezione&#8230; Non raderei al suolo chiese, sinagoghe e moschee &#8230; né definirei panzane quelle dell’Antico Testamento, come un entomologo non distruggerebbe gli alveari né definirebbe panzane i ze-zee delle api.</p>
<p>Messa così, e non ci vuole molto, Evangelisti è in buona compagnia: Spinoza, Freud&#8230;<br />
Il tema della convivialità di Michea, io lo intuisco vicino al commento di DB, che perciò ho incollato.<br />
Come potrei leggere l&#8217;articolo di Berardinelli?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21896</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2006 07:32:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21896</guid>
		<description>In questo senso ho trovato l'articolo di Berardinelli sul foglio (7 febbraio) molto lucido. 
effeffe
ps
Tash, parliamone. O forse è vero quello che diceva il grande Cat Stevens (Yusuf Islam )
For you will still be here tomorrow, but your dreams may not.

da father and son

"perchè domani è qui che starai, ma i tuoi sogni potrebbero non seguirti" 
trad. free jazz del furlen</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In questo senso ho trovato l&#8217;articolo di Berardinelli sul foglio (7 febbraio) molto lucido.<br />
effeffe<br />
ps<br />
Tash, parliamone. O forse è vero quello che diceva il grande Cat Stevens (Yusuf Islam )<br />
For you will still be here tomorrow, but your dreams may not.</p>
<p>da father and son</p>
<p>&#8220;perchè domani è qui che starai, ma i tuoi sogni potrebbero non seguirti&#8221;<br />
trad. free jazz del furlen</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21890</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 22:48:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21890</guid>
		<description>troppa carne al fuoco qui.
si discute delle vignette, delle religioni, di evangelisti, dei sessantottari traditori, di michea, o di che altro?

il pezzo di michéa estratto dal contesto suona come una cosa squisitamente reazionaria: uscire dal capitalismo non nella direzione indicata dagli stupidi sessantottari e dalla sinsitra marxista in genere, cioè nel senso dell'emancipazione dell'uomo, ma a ritroso, verso un mitico stato pre industriale, pre tecnologico e forse pre rivoluzione francese visto che se la piglia pure con Saint Simon: in più c'è l'amenità di venire a proporre su un pianeta con sei miliardi di anime e sull'orlo del collasso la logica anti tecnologica e "anticapitalistica" del mercatino.
sulla convivalità niente da eccepire, purché il contadino che fornisce il cibo, il cuoco e i camerieri stiano al loro posto.

se poi si vuole parlare della generazione del sessantotto di cui purtroppo faccio parte, facciamolo.
ma che c'entrano michéa e evangelisti?
e che c'entra sofri?
una generazione è costituita da molti individui, non solo da quei quattro o cinque che si "vedono".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>troppa carne al fuoco qui.<br />
si discute delle vignette, delle religioni, di evangelisti, dei sessantottari traditori, di michea, o di che altro?</p>
<p>il pezzo di michéa estratto dal contesto suona come una cosa squisitamente reazionaria: uscire dal capitalismo non nella direzione indicata dagli stupidi sessantottari e dalla sinsitra marxista in genere, cioè nel senso dell&#8217;emancipazione dell&#8217;uomo, ma a ritroso, verso un mitico stato pre industriale, pre tecnologico e forse pre rivoluzione francese visto che se la piglia pure con Saint Simon: in più c&#8217;è l&#8217;amenità di venire a proporre su un pianeta con sei miliardi di anime e sull&#8217;orlo del collasso la logica anti tecnologica e &#8220;anticapitalistica&#8221; del mercatino.<br />
sulla convivalità niente da eccepire, purché il contadino che fornisce il cibo, il cuoco e i camerieri stiano al loro posto.</p>
<p>se poi si vuole parlare della generazione del sessantotto di cui purtroppo faccio parte, facciamolo.<br />
ma che c&#8217;entrano michéa e evangelisti?<br />
e che c&#8217;entra sofri?<br />
una generazione è costituita da molti individui, non solo da quei quattro o cinque che si &#8220;vedono&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21888</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 22:39:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21888</guid>
		<description>forse vi interessa leggere questo articolo sul guardian dove il giornale che oggi ha fatto succedere il finimondo per pubblicare quattro vignette che irridono il profeta, aveva rifiutato vignette offensive su gesu.

&lt;b&gt;Danish paper rejected Jesus cartoons&lt;/b&gt; 

Gwladys Fouché
Monday February 6, 2006 

Jyllands-Posten, the Danish newspaper that first published the cartoons of the prophet Muhammad that have caused a storm of protest throughout the Islamic world, refused to run drawings lampooning Jesus Christ, it has emerged today.[...] continuare a leggere su &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/international/story/0,,1703501,00.html" rel="nofollow"&gt;The Guardian&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>forse vi interessa leggere questo articolo sul guardian dove il giornale che oggi ha fatto succedere il finimondo per pubblicare quattro vignette che irridono il profeta, aveva rifiutato vignette offensive su gesu.</p>
<p><b>Danish paper rejected Jesus cartoons</b> </p>
<p>Gwladys Fouché<br />
Monday February 6, 2006 </p>
<p>Jyllands-Posten, the Danish newspaper that first published the cartoons of the prophet Muhammad that have caused a storm of protest throughout the Islamic world, refused to run drawings lampooning Jesus Christ, it has emerged today.[...] continuare a leggere su <a href="http://www.guardian.co.uk/international/story/0,,1703501,00.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.guardian.co.uk');" rel="nofollow">The Guardian</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gabriella fuschini</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21885</link>
		<dc:creator>gabriella fuschini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 21:59:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21885</guid>
		<description>Non sono riuscita a capire il salto logico che lega il pezzo di Evangelisti agli estratti da L'insegnamento dell'ignoranza. Il pezzo di Evangelisti  non lo trovo affatto lucido, gli do ragione sul discorso di non gettare fuoco sul fuoco, ma poi mi sembra un invettiva che mette insieme e appiattisce tutto come fa notare giustamente Vereni. Michea occorre leggerlo tutto per cogliere il filo del suo discorso e cioè che le società contemporanee sono impegnate a conseguire una radicale riduzione dell'intelligenza critica dell'uomo. Non mi sembra affatto, leggendolo, di trovare un pensiero "destro", però magari sono tonta pure io o forse ho perso il mio pensiero critico. In ogni caso non mi sento rappresentata dal pensiero di Soffri e non credo che si possa accomunare Soffri a tutti i liberi pensatori in circolazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono riuscita a capire il salto logico che lega il pezzo di Evangelisti agli estratti da L&#8217;insegnamento dell&#8217;ignoranza. Il pezzo di Evangelisti  non lo trovo affatto lucido, gli do ragione sul discorso di non gettare fuoco sul fuoco, ma poi mi sembra un invettiva che mette insieme e appiattisce tutto come fa notare giustamente Vereni. Michea occorre leggerlo tutto per cogliere il filo del suo discorso e cioè che le società contemporanee sono impegnate a conseguire una radicale riduzione dell&#8217;intelligenza critica dell&#8217;uomo. Non mi sembra affatto, leggendolo, di trovare un pensiero &#8220;destro&#8221;, però magari sono tonta pure io o forse ho perso il mio pensiero critico. In ogni caso non mi sento rappresentata dal pensiero di Soffri e non credo che si possa accomunare Soffri a tutti i liberi pensatori in circolazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21880</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 20:23:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21880</guid>
		<description>Ho letto con curiosità il pezzo "estremamente lucido" di Evangelisti e me ne torno qui davvero deluso.  
Evangelisti perora una giusta causa, il non voler/dover diffondere le vignette "sacrileghe" in nome della libertà di espressione per evitare la loro strumentalizzazione politica all'insegna della guerra di civiltà. Ma lo fa cospargendo il discorso di tanti argomenti ("opinioni personali", precisa) di tale volgarità, che a me ora cominciano a stare simpatici i crociati come Adriano Sofri e i terroristi mori che credono in una "figura di storicità dubbia" come Maometto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con curiosità il pezzo &#8220;estremamente lucido&#8221; di Evangelisti e me ne torno qui davvero deluso.<br />
Evangelisti perora una giusta causa, il non voler/dover diffondere le vignette &#8220;sacrileghe&#8221; in nome della libertà di espressione per evitare la loro strumentalizzazione politica all&#8217;insegna della guerra di civiltà. Ma lo fa cospargendo il discorso di tanti argomenti (&#8221;opinioni personali&#8221;, precisa) di tale volgarità, che a me ora cominciano a stare simpatici i crociati come Adriano Sofri e i terroristi mori che credono in una &#8220;figura di storicità dubbia&#8221; come Maometto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: yara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21875</link>
		<dc:creator>yara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 18:24:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21875</guid>
		<description>La differenza sembra sottile, ma è micidiale. Le vignette danesi sono legali, e legalmente feriscono l'amor proprio di musulmani che reagiscono illegalmente: 
1- ribadire che ognuno può pubblicare vignette del genere è una cosa;
2- invitare i media a divulgarle è un'altra, significa cioé attizzare il fuoco.
Anche attizzare il fuoco è un'azione legale: contemporaneamente è immorale. E chi l'ha compiuta (non mi meraviglierei di Ferrara), almeno si è svelato.

Ho guardato i link di Forlani su Michea: anch'io non so riconoscere la Vera Reazione (a meno che non sia quella di Ferrara).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La differenza sembra sottile, ma è micidiale. Le vignette danesi sono legali, e legalmente feriscono l&#8217;amor proprio di musulmani che reagiscono illegalmente:<br />
1- ribadire che ognuno può pubblicare vignette del genere è una cosa;<br />
2- invitare i media a divulgarle è un&#8217;altra, significa cioé attizzare il fuoco.<br />
Anche attizzare il fuoco è un&#8217;azione legale: contemporaneamente è immorale. E chi l&#8217;ha compiuta (non mi meraviglierei di Ferrara), almeno si è svelato.</p>
<p>Ho guardato i link di Forlani su Michea: anch&#8217;io non so riconoscere la Vera Reazione (a meno che non sia quella di Ferrara).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21872</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 17:20:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21872</guid>
		<description>se lo dici senza sarcasmo, forlani, allora mi preoccupo.
se non siete capaci di riconoscere la Vera Reazione quando l'incontrate, io che posso farci?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se lo dici senza sarcasmo, forlani, allora mi preoccupo.<br />
se non siete capaci di riconoscere la Vera Reazione quando l&#8217;incontrate, io che posso farci?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: georgia</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21870</link>
		<dc:creator>georgia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 17:04:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21870</guid>
		<description>Tash ma perchè chiami Michea un destro?
A me è piaciuto sia evangelisti che michea, per motivi diversi naturalmente.
E mi è piaciuta anche la sincera e automatica indignazione d Vereni.
In questi giorni si è solo sentito parlare male, o malino, della religione musulmana. E nessuno (a parte lia di haramlik e io stessa) si è particolarmente indignato. Sembrava quasi che si parlasse di satira su una favoletta di serie b.
Anzi molti hanno giocato a fare i giornalisti-eroi postando qualche vignetta o difendendo gli interessi economici della danimarca (burro e lego) messi a repentaglio da una banda di terroristi fanatici. 
Poi, come tutti ci aspettavamo, tutto è degenerato e si è sentito un coro di: L'avevo detto io. 
Evangelisti primo e unico ha trattato con lo stesso disprezzo irridente (che era stato dedicato ai soli musulmani)  tutte le religioni, e allora, finalmente, è arrivata la prima risposta indignata a dimostrare che il sangue scorre nelle vene di tutti e non solo dei religosi dell'islam.
A me sinceramente che si parli con disprezzo delle religioni da sempre fastidio, perchè le ritengo fra le cose più alte che l'uomo abbia prodotto culturalmente, anche se io personalmente sono laica.
Ma ho capito benissimo l'ateo Evangelisti e la sua provocazione, e ho apprezzato che abbia allontanato come mosche fastidiose gli appelli petulanti a pubblicare le illustrazioni offensive in nome di una libertà rispolverata ad hoc.
Prima di fare quegli appelli eroici e banali sarebbe stato doveroso almeno informarsi su chi sia veramente  il responsabile culturale di Jyllands Posten e su quali siano le sue amicizie, e perchè ci tenga tanto a voler esportare la satira religiosa nella religione musulmana.
E poi chiedersi se lo scopo di tutto sia stata davvero la lbertà di espressione che nel fantasmatico e  così detto occidente ormai sembra passare per l'offesa ad una religione ben precisa.
geo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tash ma perchè chiami Michea un destro?<br />
A me è piaciuto sia evangelisti che michea, per motivi diversi naturalmente.<br />
E mi è piaciuta anche la sincera e automatica indignazione d Vereni.<br />
In questi giorni si è solo sentito parlare male, o malino, della religione musulmana. E nessuno (a parte lia di haramlik e io stessa) si è particolarmente indignato. Sembrava quasi che si parlasse di satira su una favoletta di serie b.<br />
Anzi molti hanno giocato a fare i giornalisti-eroi postando qualche vignetta o difendendo gli interessi economici della danimarca (burro e lego) messi a repentaglio da una banda di terroristi fanatici.<br />
Poi, come tutti ci aspettavamo, tutto è degenerato e si è sentito un coro di: L&#8217;avevo detto io.<br />
Evangelisti primo e unico ha trattato con lo stesso disprezzo irridente (che era stato dedicato ai soli musulmani)  tutte le religioni, e allora, finalmente, è arrivata la prima risposta indignata a dimostrare che il sangue scorre nelle vene di tutti e non solo dei religosi dell&#8217;islam.<br />
A me sinceramente che si parli con disprezzo delle religioni da sempre fastidio, perchè le ritengo fra le cose più alte che l&#8217;uomo abbia prodotto culturalmente, anche se io personalmente sono laica.<br />
Ma ho capito benissimo l&#8217;ateo Evangelisti e la sua provocazione, e ho apprezzato che abbia allontanato come mosche fastidiose gli appelli petulanti a pubblicare le illustrazioni offensive in nome di una libertà rispolverata ad hoc.<br />
Prima di fare quegli appelli eroici e banali sarebbe stato doveroso almeno informarsi su chi sia veramente  il responsabile culturale di Jyllands Posten e su quali siano le sue amicizie, e perchè ci tenga tanto a voler esportare la satira religiosa nella religione musulmana.<br />
E poi chiedersi se lo scopo di tutto sia stata davvero la lbertà di espressione che nel fantasmatico e  così detto occidente ormai sembra passare per l&#8217;offesa ad una religione ben precisa.<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21868</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 16:21:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21868</guid>
		<description>Caro Tash, secondo me la lettura dell'Ignoranza ti farebbe un gran bene, (lo dico senza sarcasmo) e ti segnalo un altro libro uscito da poco preso Eleuthera , che non mi sembra essere particolarmente a destra, anzi, forse proprio di un'autentica  sinistra

/ Il vicolo cieco dell'economia 

di Jean-Claude Michea

 Questo è il titolo del libro che Elèuthera manda in libreria in novembre. Con un sottotitolo ancor più esplicativo: Sull'impossibilità di sorpassare a sinistra il capitalismo. Infatti, è inutile "mettere la freccia a sinistra", se non si può sorpassare. E il sorpasso del capitalismo, anche da sinistra, è impossibile se ne viene condiviso l'immaginario economico. All'utopia liberal- liberistica e alla società di diseguaglianze che essa genera inevitabilmente non può realmente opporsi una sinistra che si fonda sulla stessa logica e sullo stesso mito: le inflessibili leggi dell'economia e il miracoloso ruolo della tecnica. Si impone dunque una rottura radicale con l'immaginario intellettuale della sinistra, un immaginario che, a partire dal diciannovesimo secolo, ha soprattutto funzionato come "religione del progresso" e si è nutrito di "razionalità" economica. Ecco la prefazione dell'autore che insegna filosofia in un liceo di Montpellier ed è direttore di una collana delle edizioni Climats. E inoltre autore di Orwell, anarchiste tory (1995), Les intellectuels, le peuple et le ballon ronde (1998), L'einseignement de l'ignorance (1999) e Orwell educateur (2002) 

http://www.libertaria.it/sommari/sommario4_04.htm

ma si veda anche l'articolo di Goffredo Fofi su "internazionale"

http://213.156.44.181/apa/eleuthera/files/MicheaInternazionale2004121.jpg</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tash, secondo me la lettura dell&#8217;Ignoranza ti farebbe un gran bene, (lo dico senza sarcasmo) e ti segnalo un altro libro uscito da poco preso Eleuthera , che non mi sembra essere particolarmente a destra, anzi, forse proprio di un&#8217;autentica  sinistra</p>
<p>/ Il vicolo cieco dell&#8217;economia </p>
<p>di Jean-Claude Michea</p>
<p> Questo è il titolo del libro che Elèuthera manda in libreria in novembre. Con un sottotitolo ancor più esplicativo: Sull&#8217;impossibilità di sorpassare a sinistra il capitalismo. Infatti, è inutile &#8220;mettere la freccia a sinistra&#8221;, se non si può sorpassare. E il sorpasso del capitalismo, anche da sinistra, è impossibile se ne viene condiviso l&#8217;immaginario economico. All&#8217;utopia liberal- liberistica e alla società di diseguaglianze che essa genera inevitabilmente non può realmente opporsi una sinistra che si fonda sulla stessa logica e sullo stesso mito: le inflessibili leggi dell&#8217;economia e il miracoloso ruolo della tecnica. Si impone dunque una rottura radicale con l&#8217;immaginario intellettuale della sinistra, un immaginario che, a partire dal diciannovesimo secolo, ha soprattutto funzionato come &#8220;religione del progresso&#8221; e si è nutrito di &#8220;razionalità&#8221; economica. Ecco la prefazione dell&#8217;autore che insegna filosofia in un liceo di Montpellier ed è direttore di una collana delle edizioni Climats. E inoltre autore di Orwell, anarchiste tory (1995), Les intellectuels, le peuple et le ballon ronde (1998), L&#8217;einseignement de l&#8217;ignorance (1999) e Orwell educateur (2002) </p>
<p><a href="http://www.libertaria.it/sommari/sommario4_04.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.libertaria.it');" rel="nofollow">http://www.libertaria.it/sommari/sommario4_04.htm</a></p>
<p>ma si veda anche l&#8217;articolo di Goffredo Fofi su &#8220;internazionale&#8221;</p>
<p><a href="http://213.156.44.181/apa/eleuthera/files/MicheaInternazionale2004121.jpg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/213.156.44.181');" rel="nofollow">http://213.156.44.181/apa/eleuthera/files/MicheaInternazionale2004121.jpg</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21860</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 15:45:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21860</guid>
		<description>leggendo queste righe non credevo ai miei occhi: si parte da sofri per arrivare a dire che il sessantotto ha sfondato le porte per conto del capitale e dell'economicismo - il sessantotto, quando sono stati disprezzati e aboliti i santi padri, rinnegate "filiazioni" in nome del tutto e subito (!) - e che l'opposizione al capitalismo passa per i mercatini e per il pranzare assieme.
ne avevo sentito parlare ma non l'avevo mai letto, questo Jean Claude Michéa.
finalmente uno destro sul serio: ne voglio ancora!
(impagabile quella prosa intellettuale francese, piena di vezzi: "nel timore e nel tremore")</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>leggendo queste righe non credevo ai miei occhi: si parte da sofri per arrivare a dire che il sessantotto ha sfondato le porte per conto del capitale e dell&#8217;economicismo - il sessantotto, quando sono stati disprezzati e aboliti i santi padri, rinnegate &#8220;filiazioni&#8221; in nome del tutto e subito (!) - e che l&#8217;opposizione al capitalismo passa per i mercatini e per il pranzare assieme.<br />
ne avevo sentito parlare ma non l&#8217;avevo mai letto, questo Jean Claude Michéa.<br />
finalmente uno destro sul serio: ne voglio ancora!<br />
(impagabile quella prosa intellettuale francese, piena di vezzi: &#8220;nel timore e nel tremore&#8221;)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: yara</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21821</link>
		<dc:creator>yara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2006 08:50:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/06/compagni-di-scuolacompagni-per-niente/#comment-21821</guid>
		<description>Dove tutti sono armati e combattono contro ciascuno, è necessario che ciascuno presto o tardi impari ad armarsi e combattere, e infine a offendere. Tutto ciò richiede una buona dose d’indifferenza verso di sé: basta mostrarsi sensibili alle punture, perché altri si diano a pungere. Ora, il fondamento della moralità di un individuo e di un popolo è la stima che nutre verso di sé: uno senza amor proprio, al contrario di quanto si sente dire, è impossibile che sia giusto e onesto. Perciò, benché questa guerra senza regole sia di parole, è facile intuire quanto debba dividere e alienare gli animi di ciascuno da ciascuno, e quanto di conseguenza sia pestifera ai costumi.

da Ubicue.splinder.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dove tutti sono armati e combattono contro ciascuno, è necessario che ciascuno presto o tardi impari ad armarsi e combattere, e infine a offendere. Tutto ciò richiede una buona dose d’indifferenza verso di sé: basta mostrarsi sensibili alle punture, perché altri si diano a pungere. Ora, il fondamento della moralità di un individuo e di un popolo è la stima che nutre verso di sé: uno senza amor proprio, al contrario di quanto si sente dire, è impossibile che sia giusto e onesto. Perciò, benché questa guerra senza regole sia di parole, è facile intuire quanto debba dividere e alienare gli animi di ciascuno da ciascuno, e quanto di conseguenza sia pestifera ai costumi.</p>
<p>da Ubicue.splinder.com</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
