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	Commenti a: 1° non singolo (sette poeti italiani)	</title>
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		<title>
		Di: Claudio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 09:24:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lascia le tue tracce e non ti curar di loro...........qualcuno leggerà...............Tra le righe

Scrivo tra le righe, in quello spazio bianco dopo la virgola, pausa in cui perdersi e sognare.
Un punto mi aspetta all’ orizzonte, nera evidenza della fine.
Solo tu sai trasformare in tante virgole, questo inchiostro da consumare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lascia le tue tracce e non ti curar di loro&#8230;&#8230;&#8230;..qualcuno leggerà&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;Tra le righe</p>
<p>Scrivo tra le righe, in quello spazio bianco dopo la virgola, pausa in cui perdersi e sognare.<br />
Un punto mi aspetta all’ orizzonte, nera evidenza della fine.<br />
Solo tu sai trasformare in tante virgole, questo inchiostro da consumare.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: fm		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fm]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2006 15:35:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Invidia&quot; nei confronti dei &quot;geni&quot;, Mara? Se ne incontrassi uno, oggi, gli dedicherei lo stesso amore e la stessa riconoscenza che nutro nei confronti di Dante e Dostoevskij, di Mozart, Bach o Coltrane, tanto per fare qualche nome a caso. Tu ne conosci, e riconosci, nel panorama attuale? Beata te, è te che invidio per le tue conoscenze, non certo il genio in questione. Se poi alludi a qualcuno che ha appena pubblicato un libro (se è la stessa persona a cui penso io, un gran bel libro, di notevole spessore e di grande tenuta poetica, sicuramente), e in base a ciò lo ritieni un genio, be&#039;, cosa dirti: come per Alice, c&#039;è sempre un modo per ritornare sulla terra dopo aver vagato nel paese delle meraviglie. :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Invidia&#8221; nei confronti dei &#8220;geni&#8221;, Mara? Se ne incontrassi uno, oggi, gli dedicherei lo stesso amore e la stessa riconoscenza che nutro nei confronti di Dante e Dostoevskij, di Mozart, Bach o Coltrane, tanto per fare qualche nome a caso. Tu ne conosci, e riconosci, nel panorama attuale? Beata te, è te che invidio per le tue conoscenze, non certo il genio in questione. Se poi alludi a qualcuno che ha appena pubblicato un libro (se è la stessa persona a cui penso io, un gran bel libro, di notevole spessore e di grande tenuta poetica, sicuramente), e in base a ciò lo ritieni un genio, be&#8217;, cosa dirti: come per Alice, c&#8217;è sempre un modo per ritornare sulla terra dopo aver vagato nel paese delle meraviglie. :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Mara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2006 14:31:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto poco umilmente, aggiungo, esistono i buoni, i cattivi e i geni. Non riconoscere questo è ottusa invidia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto poco umilmente, aggiungo, esistono i buoni, i cattivi e i geni. Non riconoscere questo è ottusa invidia.</p>
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		<title>
		Di: Mara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2006 14:29:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io credo all&#039;esistenza dei geni!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo all&#8217;esistenza dei geni!!!</p>
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		<title>
		Di: fm		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fm]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2006 16:17:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Angelo, leggo il tuo intervento e condivido sostanzialmente quello che dici: è una fotografia non ritoccata della realtà in questo settore. Ma qui sorge il vero problema, a mio modo di vedere, cioè quello di predisporsi a creare spazi altri, di visibilità e di fruizione, ma spazi veri, critici, di confronto serio, che contribuisca ad elevare la qualità delle produzioni, e non di passiva accettazione di tutto quanto viene propinato. Uno spazio del genere potrebbe (il condizionale è d&#039;obbligo) essere la rete, le tante riviste (molte orripilanti e a conduzione familiar-mafiosa; altre, per fortuna ma poche, veramente di ottimo livello) che qui sono sorte: a condizione di saper mettere da parte l&#039;insulto gratuito e fine a se stesso, ma anche la difesa amicale ad oltranza e contro la logica; di esorcizzare lo spettro delle etichette, delle scuole, delle linee, delle congreghe, delle antologie (una vera e propria deriva nazionale): saranno i lettori a &quot;selezionare&quot; gli autori che meritano e a metterli in condizione di dare il meglio di sé. E&#039; possibile almeno tentare? Nel mio piccolo lo faccio, ed è questa predisposizione alla ricerca e alla scoperta dell&#039;altro (indipendentemente dalle mie convinzioni personali sulla poesia o su ciò che essa è o dovrebbe essere) che mi ha permesso di conoscere, ed apprezzare, autori di cui ignoravo l&#039;esistenza e ai quali dedico, leggendoli, una parte del mio tempo e della mia vita. Invece, a quale spettacolo in genere assistiamo? Semplice (con le debite eccezioni): se uno muove un rilievo critico ai testi, subito viene assalito dal becerume imperante che vi legge un attacco ad personam, finendo, in tal modo, per riproporre le logiche oscene dell&#039;editoria e della critica alta e paludata, quella che fa e disfa, che crea i suoi miti e li alleva, senza sapere che alcuni hanno la durata e la consistenza del niente. Sarei più contento, come autore, di sapere che cento persone leggono e apprezzano in rete i miei testi, piuttosto che vedermi recensito da uno che, senza entrare nel merito (critico) dei miei testi, parla diffusamente delle mie attitudini sportive; sarei più contento di crescere, grazie a una critica seria e motivata, piuttosto che vedermi circondato dal coro plaudente della mia cerchia di amici. Saper ascoltare (e leggere) potrebbe essere già un inizio: continuando nell&#039;andazzo in cui siamo immersi, non si va da nessuna parte.

p.s.

Non credo all&#039;esistenza dei geni, Angelo, palesi o in ombra che siano: credo solo, molto umilmente, che esistano buoni o cattivi scrittori e poeti: e quando mi capita di imbattermi in uno di loro (i buoni, intendo), ho piacere a dirlo, a farglielo sapere (come è successo, per fortuna frequentemente, sulle pagine di NI): anche solo per ringraziarli del piacere che la lettura dei loro testi mi ha procurato.

Ciao, e in bocca al lupo anche a te.
fm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Angelo, leggo il tuo intervento e condivido sostanzialmente quello che dici: è una fotografia non ritoccata della realtà in questo settore. Ma qui sorge il vero problema, a mio modo di vedere, cioè quello di predisporsi a creare spazi altri, di visibilità e di fruizione, ma spazi veri, critici, di confronto serio, che contribuisca ad elevare la qualità delle produzioni, e non di passiva accettazione di tutto quanto viene propinato. Uno spazio del genere potrebbe (il condizionale è d&#8217;obbligo) essere la rete, le tante riviste (molte orripilanti e a conduzione familiar-mafiosa; altre, per fortuna ma poche, veramente di ottimo livello) che qui sono sorte: a condizione di saper mettere da parte l&#8217;insulto gratuito e fine a se stesso, ma anche la difesa amicale ad oltranza e contro la logica; di esorcizzare lo spettro delle etichette, delle scuole, delle linee, delle congreghe, delle antologie (una vera e propria deriva nazionale): saranno i lettori a &#8220;selezionare&#8221; gli autori che meritano e a metterli in condizione di dare il meglio di sé. E&#8217; possibile almeno tentare? Nel mio piccolo lo faccio, ed è questa predisposizione alla ricerca e alla scoperta dell&#8217;altro (indipendentemente dalle mie convinzioni personali sulla poesia o su ciò che essa è o dovrebbe essere) che mi ha permesso di conoscere, ed apprezzare, autori di cui ignoravo l&#8217;esistenza e ai quali dedico, leggendoli, una parte del mio tempo e della mia vita. Invece, a quale spettacolo in genere assistiamo? Semplice (con le debite eccezioni): se uno muove un rilievo critico ai testi, subito viene assalito dal becerume imperante che vi legge un attacco ad personam, finendo, in tal modo, per riproporre le logiche oscene dell&#8217;editoria e della critica alta e paludata, quella che fa e disfa, che crea i suoi miti e li alleva, senza sapere che alcuni hanno la durata e la consistenza del niente. Sarei più contento, come autore, di sapere che cento persone leggono e apprezzano in rete i miei testi, piuttosto che vedermi recensito da uno che, senza entrare nel merito (critico) dei miei testi, parla diffusamente delle mie attitudini sportive; sarei più contento di crescere, grazie a una critica seria e motivata, piuttosto che vedermi circondato dal coro plaudente della mia cerchia di amici. Saper ascoltare (e leggere) potrebbe essere già un inizio: continuando nell&#8217;andazzo in cui siamo immersi, non si va da nessuna parte.</p>
<p>p.s.</p>
<p>Non credo all&#8217;esistenza dei geni, Angelo, palesi o in ombra che siano: credo solo, molto umilmente, che esistano buoni o cattivi scrittori e poeti: e quando mi capita di imbattermi in uno di loro (i buoni, intendo), ho piacere a dirlo, a farglielo sapere (come è successo, per fortuna frequentemente, sulle pagine di NI): anche solo per ringraziarli del piacere che la lettura dei loro testi mi ha procurato.</p>
<p>Ciao, e in bocca al lupo anche a te.<br />
fm</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: angelo petrelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/21/1%c2%b0-non-singolo-sette-poeti-italiani/#comment-23450</link>

		<dc:creator><![CDATA[angelo petrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2006 14:28:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ottima considerazione fm - ma per pubblicare “non-a-pagamento” bisogna che il GRANDE nome o il critico AMICHEVOLE metta la BUONA parola con il curatore della GROSSA COLLANA della casa editrice nazionale e così via. perché solo a quei livelli non ti vengono chiesti i DANARI.

ci può essere anche &quot;un genio&quot; preso sotto esame - ma se non c’è dietro “un signore compiacente” libri questo ipotetico genio ne pubblica veramente pochi, anche perché solamente i &quot;non poeti&quot;(fatte rare eccezioni) accettano di pagare migliaia di euro per L’OGGETTO LIBRO in questione e per la possibilità di essere letti. le case editrici che ti chiedono i soldi non sono quasi mai in grado di dare visibilità all’opera che hanno pubblicato, semplicemente lucrano su una sostanza “incommercibile”.

quindi – constatazione plausibile – i grandi poeti oltre ad essere &quot;grandi&quot; sono anche FORTUNATI(diciamo così) – e per essere fortunati bisogna ANCHE vivere e trovarsi a contato con le persone giuste e i luoghi giusti(città ed ambienti), altrimenti il GRANDE POETA È GRANDE, MA NESSUNO LO LEGGERA’ MAI.

presumo che ci siano dei geni in ascolto - che posso dirvi di più - mi dispiace veramente per voi cari, ma c&#039;è sempre speranza. in bocca al lupo a tutti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ottima considerazione fm &#8211; ma per pubblicare “non-a-pagamento” bisogna che il GRANDE nome o il critico AMICHEVOLE metta la BUONA parola con il curatore della GROSSA COLLANA della casa editrice nazionale e così via. perché solo a quei livelli non ti vengono chiesti i DANARI.</p>
<p>ci può essere anche &#8220;un genio&#8221; preso sotto esame &#8211; ma se non c’è dietro “un signore compiacente” libri questo ipotetico genio ne pubblica veramente pochi, anche perché solamente i &#8220;non poeti&#8221;(fatte rare eccezioni) accettano di pagare migliaia di euro per L’OGGETTO LIBRO in questione e per la possibilità di essere letti. le case editrici che ti chiedono i soldi non sono quasi mai in grado di dare visibilità all’opera che hanno pubblicato, semplicemente lucrano su una sostanza “incommercibile”.</p>
<p>quindi – constatazione plausibile – i grandi poeti oltre ad essere &#8220;grandi&#8221; sono anche FORTUNATI(diciamo così) – e per essere fortunati bisogna ANCHE vivere e trovarsi a contato con le persone giuste e i luoghi giusti(città ed ambienti), altrimenti il GRANDE POETA È GRANDE, MA NESSUNO LO LEGGERA’ MAI.</p>
<p>presumo che ci siano dei geni in ascolto &#8211; che posso dirvi di più &#8211; mi dispiace veramente per voi cari, ma c&#8217;è sempre speranza. in bocca al lupo a tutti!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fm		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/21/1%c2%b0-non-singolo-sette-poeti-italiani/#comment-23432</link>

		<dc:creator><![CDATA[fm]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2006 12:12:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ F.Amato

Francesco, senza nessuna polemica, solo una considerazione.
Credo che le classifiche, a qualunque titolo, facciano male alla poesia e ai poeti, visto poi che, in alcuni, una critica fa scattare il meccanismo perverso di prendere a sberle l&#039;interlocutore (sarà un effetto delle cure omeopatiche?). Al tuo elenco (che potrei anche condividere) se ne possono sostituire altri cento, la sostanza muterebbe ben poco e l&#039;inutilità dell&#039;operazione non ne uscirebbe scalfita. Il problema è un altro, molto più complesso, ed è relazionabile alla visibilità dell&#039;opera e del poeta, alla sua capacità di farsi leggere e recensire, ai canali, più o meno &quot;naturali&quot;, attraverso i quali queste operazioni passano. Come si fa, ad esempio, a definire &quot;grandi poeti&quot; (come sempre più spesso capita, con sommo sprezzo del ridicolo) ragazzi che hanno pubblicato appena una decina di testi su un blog o su una antologia? Conosco scrittori e poeti &quot;colti, arroccati su un sostrato umano profondo&quot;, destinati all&#039;oblìo, e non ai &quot;fasti&quot; di un&#039;alcolica recensione, solo perché non hanno tre o quattromila euro per pagarsi una pubblicazione: oppure perché si rifiutano, per motivi etici, di sottostare alle regole non scritte della fiera delle vanità (non solo letterarie). Il novanta per cento dei poeti recensiti e antologizzati pubblica a pagamento: questo dovrebbe essere un segnale preciso di una situazione di degrado alla quale tutti contribuiamo, anche solo esaltando miseri scribacchini destinati a ballare una sola estate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ F.Amato</p>
<p>Francesco, senza nessuna polemica, solo una considerazione.<br />
Credo che le classifiche, a qualunque titolo, facciano male alla poesia e ai poeti, visto poi che, in alcuni, una critica fa scattare il meccanismo perverso di prendere a sberle l&#8217;interlocutore (sarà un effetto delle cure omeopatiche?). Al tuo elenco (che potrei anche condividere) se ne possono sostituire altri cento, la sostanza muterebbe ben poco e l&#8217;inutilità dell&#8217;operazione non ne uscirebbe scalfita. Il problema è un altro, molto più complesso, ed è relazionabile alla visibilità dell&#8217;opera e del poeta, alla sua capacità di farsi leggere e recensire, ai canali, più o meno &#8220;naturali&#8221;, attraverso i quali queste operazioni passano. Come si fa, ad esempio, a definire &#8220;grandi poeti&#8221; (come sempre più spesso capita, con sommo sprezzo del ridicolo) ragazzi che hanno pubblicato appena una decina di testi su un blog o su una antologia? Conosco scrittori e poeti &#8220;colti, arroccati su un sostrato umano profondo&#8221;, destinati all&#8217;oblìo, e non ai &#8220;fasti&#8221; di un&#8217;alcolica recensione, solo perché non hanno tre o quattromila euro per pagarsi una pubblicazione: oppure perché si rifiutano, per motivi etici, di sottostare alle regole non scritte della fiera delle vanità (non solo letterarie). Il novanta per cento dei poeti recensiti e antologizzati pubblica a pagamento: questo dovrebbe essere un segnale preciso di una situazione di degrado alla quale tutti contribuiamo, anche solo esaltando miseri scribacchini destinati a ballare una sola estate.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco Amato		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/21/1%c2%b0-non-singolo-sette-poeti-italiani/#comment-23427</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco Amato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2006 11:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto l&#039;ultimo libro di Zizzi e l&#039;ho trovato eccellente. Come ho trovato in passato eccellenti lavori di altri. Penso che l&#039;errore sia aver detto &#039;il migliore&#039;. Si sarebbe dovuto dire &#039;tra i migliori&#039;. Come dire se è più bravo Borges o Marquez. Come dire se è più bella Falchi o Bellucci. Impossibile.
In Italia ci sono almeno una decina di autori in poesia di livell eccezionale e Zizzi è tra di essi. Non dimenticherei però (fatte le dovute differenze di genere) Mario Benedetti, Fabio Pusterla, Paolo Febbraro, Andrea Inglese, Mil Deangelis, Flavio Santi, Andrea Zanzotto ovviamente e qualche altro (ma davvero due o tre) che nella fretta del messaggio sto tralasciando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto l&#8217;ultimo libro di Zizzi e l&#8217;ho trovato eccellente. Come ho trovato in passato eccellenti lavori di altri. Penso che l&#8217;errore sia aver detto &#8216;il migliore&#8217;. Si sarebbe dovuto dire &#8216;tra i migliori&#8217;. Come dire se è più bravo Borges o Marquez. Come dire se è più bella Falchi o Bellucci. Impossibile.<br />
In Italia ci sono almeno una decina di autori in poesia di livell eccezionale e Zizzi è tra di essi. Non dimenticherei però (fatte le dovute differenze di genere) Mario Benedetti, Fabio Pusterla, Paolo Febbraro, Andrea Inglese, Mil Deangelis, Flavio Santi, Andrea Zanzotto ovviamente e qualche altro (ma davvero due o tre) che nella fretta del messaggio sto tralasciando.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: guibert		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/21/1%c2%b0-non-singolo-sette-poeti-italiani/#comment-23423</link>

		<dc:creator><![CDATA[guibert]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2006 10:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zizzi go home! si potrebbe dire...la parola innammorata...o, con Paris, l&#039;io che brucia ha introdotto una poetica che è forse un equivoco...che forse andrebbe almeno contestualizzata ai settanta/ottanta...quella del degrado del corpo...la poesia come registrazione del degrado psicofisiologico...la poesia della malattia...ma la malattia per la poesia funziona solo come cassa di risonanza...finisce per essere marketing pubblicitario...e introduce la poetica dell&#039;annichilimento...della distruzione del poeta come arma per fare poesia...la parola innammorata dice &quot;poets go home and kill yourself&quot;!...ma perché il poeta dovrebbe essere disposto a distruggersi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Zizzi go home! si potrebbe dire&#8230;la parola innammorata&#8230;o, con Paris, l&#8217;io che brucia ha introdotto una poetica che è forse un equivoco&#8230;che forse andrebbe almeno contestualizzata ai settanta/ottanta&#8230;quella del degrado del corpo&#8230;la poesia come registrazione del degrado psicofisiologico&#8230;la poesia della malattia&#8230;ma la malattia per la poesia funziona solo come cassa di risonanza&#8230;finisce per essere marketing pubblicitario&#8230;e introduce la poetica dell&#8217;annichilimento&#8230;della distruzione del poeta come arma per fare poesia&#8230;la parola innammorata dice &#8220;poets go home and kill yourself&#8221;!&#8230;ma perché il poeta dovrebbe essere disposto a distruggersi?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2006/02/21/1%c2%b0-non-singolo-sette-poeti-italiani/#comment-23415</link>

		<dc:creator><![CDATA[lello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2006 07:05:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto l&#039;articolo sul Giornale. Trovo desolante il titolo, pieno di ovvietà il testo, addirittura deprimente la scena in cui un poeta (Zizzi) sale sul palco e prende a ceffoni un suo collega che l&#039;ha criticato. Non ho ancora letto Zizzi. Nè lo farò, dovesse non piacermi e dovessi dirlo, va a finire che prendo ceffoni anch&#039;io ed io sono alieno a certi atteggiamenti dannunziani. 

Per quanto riguarda (di questi tempi, poi) scrivere sul Giornale (che non è la stessa cosa che pubblicare da Einaudi o Mondadori) vale il proverbio - dimmi con chi vai e ti dirò chi sei....

lv.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto l&#8217;articolo sul Giornale. Trovo desolante il titolo, pieno di ovvietà il testo, addirittura deprimente la scena in cui un poeta (Zizzi) sale sul palco e prende a ceffoni un suo collega che l&#8217;ha criticato. Non ho ancora letto Zizzi. Nè lo farò, dovesse non piacermi e dovessi dirlo, va a finire che prendo ceffoni anch&#8217;io ed io sono alieno a certi atteggiamenti dannunziani. </p>
<p>Per quanto riguarda (di questi tempi, poi) scrivere sul Giornale (che non è la stessa cosa che pubblicare da Einaudi o Mondadori) vale il proverbio &#8211; dimmi con chi vai e ti dirò chi sei&#8230;.</p>
<p>lv.</p>
]]></content:encoded>
		
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