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	<title>Commenti a: Amore</title>
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		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-25660</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2006 15:46:55 +0000</pubDate>
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		<description>Ammetto l&#039;errore, e mi correggo: giuliomozzi nel commento prima ha detto che *una specialità dei nevrotici è “far accadere”*.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ammetto l&#8217;errore, e mi correggo: giuliomozzi nel commento prima ha detto che *una specialità dei nevrotici è “far accadere”*.</p>
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		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-25447</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2006 12:01:51 +0000</pubDate>
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		<description>db, la tua affermazione: &quot;Mozzi nel commento prima ha detto &#039;nevrotico&#039; a chi fa accadere qualcosa&quot; è falsa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>db, la tua affermazione: &#8220;Mozzi nel commento prima ha detto &#8216;nevrotico&#8217; a chi fa accadere qualcosa&#8221; è falsa.</p>
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		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-25106</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2006 19:58:02 +0000</pubDate>
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		<description>@birillo-bowling-in-the-wind
segui il ragggionamento, please: Mozzi nel commento prima ha detto &quot;nevrotico&quot; a chi  fa accadere qualcosa (1 post compreso), e io sulla falsariga (do you know falsa&amp;riga?) ho risposto: se è per quello (if it&#039;s for that), allora (then then) chi gli accade solo è uno psico-cotica. 
Obviously, la lineamediana (nel 4-2-4 almeno) i.e. aurea (golden goal) is:
LET IT BEAT!

DBit</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@birillo-bowling-in-the-wind<br />
segui il ragggionamento, please: Mozzi nel commento prima ha detto &#8220;nevrotico&#8221; a chi  fa accadere qualcosa (1 post compreso), e io sulla falsariga (do you know falsa&amp;riga?) ho risposto: se è per quello (if it&#8217;s for that), allora (then then) chi gli accade solo è uno psico-cotica.<br />
Obviously, la lineamediana (nel 4-2-4 almeno) i.e. aurea (golden goal) is:<br />
LET IT BEAT!</p>
<p>DBit</p>
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		<title>Di: birillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-25096</link>
		<dc:creator>birillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2006 17:45:04 +0000</pubDate>
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		<description>perché, chi è fermo è uno psicotico? borso, hai un bel dire, ancora fermo a psicanalizzare!Sveglia!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>perché, chi è fermo è uno psicotico? borso, hai un bel dire, ancora fermo a psicanalizzare!Sveglia!!</p>
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		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-25093</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2006 17:18:33 +0000</pubDate>
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		<description>Giulio, qui sopra hai fatto accadere - 1 commento. 
All&#039;inizio hai fatto accadere - 1 post.
Certo, il far accadere è un granello del Gran Accadere - ma cum grano salis, ché a prendere ciò sul serio, si starebbe ognuno fermi, o in ferma da, psicotici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giulio, qui sopra hai fatto accadere &#8211; 1 commento.<br />
All&#8217;inizio hai fatto accadere &#8211; 1 post.<br />
Certo, il far accadere è un granello del Gran Accadere &#8211; ma cum grano salis, ché a prendere ciò sul serio, si starebbe ognuno fermi, o in ferma da, psicotici.</p>
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		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-25074</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2006 09:26:00 +0000</pubDate>
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		<description>Per db: male &quot;naturale&quot; è quello che accade, male &quot;morale&quot; è quello che io faccio (e una specialità dei nevrotici è &quot;far accadere&quot;).
La formula: &quot;è una realtà: dunque non ne penso niente&quot; mi sta bene, credo.
Stavo giusto leggendo il Gorgia, nei giorni scorsi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per db: male &#8220;naturale&#8221; è quello che accade, male &#8220;morale&#8221; è quello che io faccio (e una specialità dei nevrotici è &#8220;far accadere&#8221;).<br />
La formula: &#8220;è una realtà: dunque non ne penso niente&#8221; mi sta bene, credo.<br />
Stavo giusto leggendo il Gorgia, nei giorni scorsi.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Paul H.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-25067</link>
		<dc:creator>Paul H.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2006 07:28:38 +0000</pubDate>
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		<description>Nulla è cambiato. C’è soltanto più gente, alle vecchie colpe se ne sono aggiunte di nuove, reali, fittizie, temporanee e inesistenti, ma il grido con cui il corpo ne risponde era, è e sarà un grido di innocenza, secondo un registro e una scala eterni. Nulla è cambiato, tranne forse i modi, le cerimonie, le danze. Il gesto delle mani che proteggono il capo
è rimasto però lo stesso. Il corpo si torce, si dimena e si divincola, fiaccato cade, raggomitola le ginocchia, illividisce, si gonfia, sbava e sanguina.

P.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nulla è cambiato. C’è soltanto più gente, alle vecchie colpe se ne sono aggiunte di nuove, reali, fittizie, temporanee e inesistenti, ma il grido con cui il corpo ne risponde era, è e sarà un grido di innocenza, secondo un registro e una scala eterni. Nulla è cambiato, tranne forse i modi, le cerimonie, le danze. Il gesto delle mani che proteggono il capo<br />
è rimasto però lo stesso. Il corpo si torce, si dimena e si divincola, fiaccato cade, raggomitola le ginocchia, illividisce, si gonfia, sbava e sanguina.</p>
<p>P.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-25059</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2006 22:36:31 +0000</pubDate>
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		<description>La domanda posta qui sopra circa un passo circonvoluto su una fantomatica &quot;questione morale&quot; è malposta - è cioè essenziale in sé, ma posta in un contesto che la rende vana. Nel momento cioè in cui Mozzi proclama di essere tornato nel luogo di SN, di morale non resta neanche l&#039;ombra: ne parlava in un breve momento di sbandamento, quando non sapeva più che pensare di IMN. Ora dice giustamente come Newton: ypotheses non fingo (fingo/fiction, ma prima ancora fancy = immaginazione). Mezzo secolo dopo, Hume proclamò di voler essere il Newton della natura umana - e ci riuscì. Ora, sulla scia, un eroico Mozzi proclama di voler essere lo Hume della natura umana corrotta, di voler fare descrizioni di patologie senza ypotheses. Personalmente sono curioso; solo, dalle premesse mi sentirei di dire questo. Ci fu un Napoleone I, poi un Napoleone III, e infine tanti piccoli Napoleoni: sarebbe un vero avanzamento della specie umana se, dopo averli relegati per secoli dentro mura, potessero circolare bellamente nella repubblica delle lettere.

SOLUZIONE DEL QUIZ: a metà del &quot;Gorgia&quot; platonico Callicle, dopo essersi rivoltato contro Socrate ponendo lui le domande, lo pianta in asso sostenendo che Socrate è un violento. E questo è strano, perché finora Callicle aveva sostenuto a chiare lettere e a chiari gesti la legge del più forte come atta a spiegare/orientare l&#039;agire umano. L&#039;umanità fa comunque ben sperare: di Callicle non si ricorda più nessuno e il suo moderno seguace è finito aggrappato a un cavallo. Mentre Socrate lemme lemme...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La domanda posta qui sopra circa un passo circonvoluto su una fantomatica &#8220;questione morale&#8221; è malposta &#8211; è cioè essenziale in sé, ma posta in un contesto che la rende vana. Nel momento cioè in cui Mozzi proclama di essere tornato nel luogo di SN, di morale non resta neanche l&#8217;ombra: ne parlava in un breve momento di sbandamento, quando non sapeva più che pensare di IMN. Ora dice giustamente come Newton: ypotheses non fingo (fingo/fiction, ma prima ancora fancy = immaginazione). Mezzo secolo dopo, Hume proclamò di voler essere il Newton della natura umana &#8211; e ci riuscì. Ora, sulla scia, un eroico Mozzi proclama di voler essere lo Hume della natura umana corrotta, di voler fare descrizioni di patologie senza ypotheses. Personalmente sono curioso; solo, dalle premesse mi sentirei di dire questo. Ci fu un Napoleone I, poi un Napoleone III, e infine tanti piccoli Napoleoni: sarebbe un vero avanzamento della specie umana se, dopo averli relegati per secoli dentro mura, potessero circolare bellamente nella repubblica delle lettere.</p>
<p>SOLUZIONE DEL QUIZ: a metà del &#8220;Gorgia&#8221; platonico Callicle, dopo essersi rivoltato contro Socrate ponendo lui le domande, lo pianta in asso sostenendo che Socrate è un violento. E questo è strano, perché finora Callicle aveva sostenuto a chiare lettere e a chiari gesti la legge del più forte come atta a spiegare/orientare l&#8217;agire umano. L&#8217;umanità fa comunque ben sperare: di Callicle non si ricorda più nessuno e il suo moderno seguace è finito aggrappato a un cavallo. Mentre Socrate lemme lemme&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24968</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2006 11:14:53 +0000</pubDate>
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		<description>La 1- è chiara, per quanto sottintesa. Il  *Di quel libro non so più che cosa pensare* della &quot;Risposta&quot; significa che al 31/01/05 Mozzi ha smesso di pensare riguardo a IMN qualcosa di definito (e di positivo comunque, se aveva ritenuto bene pubblicarlo). Se ora sta lavorando a un libro molto somigliante, mi aspetto che vi sarà marcato il registro autodiegetico à la SN, che occupa da solo 1/3 di IMN. Del resto in “Introduzione&quot; del 9/10/04  Mozzi dichiarava: *Dubito di avere la forza di tornare nel luogo dove ho scritto SN e altri testi*. Ora, un anno dopo, pensa bene di IMN e ha riacquistato la forza di tornare lì.
La 2- è oscura, per quanto esplicita. Il 31/01/05 Mozzi scriveva:  *Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Non so che senso abbia questa immaginazione.* D&#039;impulso avrei inteso &quot;una sola immaginazione&quot; = idea fissa. Il Devoto/Oli per &quot;immaginazione&quot; dà l&#039;accezione unica di capacità, attività ecc. d&#039;immaginare: dunque alla lettera la frase non avrebbe senso. Qui Mozzi evidentemente allude non alla facoltà producente, ma al prodotto, ossia nella fattispecie all&#039;unico prodotto, che è appunto *il male non è morale, ma naturale* - nella sua forma pura, *il male è naturale*. Ora, “il male” = termine astratto = nozione = idea; “è” = copula; “naturale” = predicato. Insomma, la frase è un giudizio, ed essendo il termine astratto/generale, questo giudizio potrebbe porsi come teoria.
Sotto “immagine” trovo invece un significato plausibile: “Descrizione più o meno adeguata… &#039;una vaga immagine&#039;… talvolta apparenza, parvenza”. Ci siamo. Mozzi il 31/01/05 intendeva: “immaginavo che il male fosse naturale” = pensavo/credevo/supponevo che ... Quello cioè era sì un giudizio, ma ipotetico, da confrontare dunque con la realtà.
Invece Mozzi di oggi, anzi del 12/03/06 scrive: *è una immaginazione. Dunque non ne penso niente* Come mai? Penso di saperlo. Che il male naturale sia un’immaginazione/ipotesi (debole, forse insensata), Mozzi lo diceva nel 2004/5, ma nel  1997/8 per lui non era solo un’ipotesi sensata: era LA SOLA REALTA&#039;. E la realtà si accetta così com’è senza interrogazioni di senso = senza ipotesi. Mozzi torna “oggettivo”, e la sua risposta da oscura si fa chiara se riformulata: &quot;è una realtà. Dunque non ne penso niente*
Così tra l&#039;altro ci ha fatto capire perché ha postato &quot;Amore&quot;. L&#039;ultima domanda, circoscritta, che mi rimane da fare è: cosa significa “male morale” nella &quot;Risposta&quot;?  Riporto il brano, e spero in una risposta.

*Nel 1989, Giuseppe, io sono quasi morto. Non ti racconto che cosa è veramente successo. Di solito dico: &quot;Sono stato male&quot;, e così dico una pietosa bugia: perché in verità nessuno è stato male, non essendoci nessuno. Io non c&#039;ero. O forse stavano male le cose, il mio letto e il mio tavolo, forse stavano male le persone attorno a me (delle quali non dico il nome), forse stava male il mondo intero. Io non lo so: non lo so, perché non ero. Ciò che accadeva, lo percepivo come un accadere di male a me. Non riuscivo a percepire che io non fossi. Forse accadeva che il mio non essere facesse male alle cose, al letto e al tavolo, alle persone vicine a me. Non dovrei dire: &quot;Sono stato male&quot;, ma: &quot;Non sono stato&quot;. Se dico: &quot;Sono stato male&quot;, nessuno mi fa più domande: e questo è bene. Non voglio che questo si ripeta. So che è sciocco non volere che questo si ripeta: perché non si ripete, ma continua. Naturalmente io ho vissuto tutto questo come un male morale. E credo di poter dire: se non sono morto nella carne, è perché a un certo punto tutto questo è diventato un male morale, e come male morale sono riuscito ad affrontarlo. Noi due, Giuseppe, tu e io, ci siamo incontrati alla fine del 1997. Il mio libro del 1998 si chiamava: Il male naturale. Di quel libro non so più che cosa pensare. Non so che cosa ne pensi tu. Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Non so che senso abbia questa immaginazione. Che cos&#039;è per me la letteratura? Non è altro che questo, credo: una lunga serie di tentativi di immaginare il mondo vero, ossia l&#039;altro mondo, per mezzo di ciò di cui disponiamo: questo mondo. Se io sto male, una cura mi soccorre. C&#039;è sempre un senso di irrealtà, nello star male, vero? Il male non è reale, stando alle conversazioni che sento al bar, in treno, nei corridoi. Il male è un elemento d&#039;irrealtà che si intrufola in noi diventando: influenza, disgrazia, morte dei cari, violenza, esplosione, tutte quelle cose lì. Il male appartiene a un altro mondo, quando compare in questo mondo non c&#039;è altro da fare che scacciarlo. Io ho scacciato da me tutto il male che c&#039;era in me, e non è rimasto niente. Poi ho brancolato.*</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La 1- è chiara, per quanto sottintesa. Il  *Di quel libro non so più che cosa pensare* della &#8220;Risposta&#8221; significa che al 31/01/05 Mozzi ha smesso di pensare riguardo a IMN qualcosa di definito (e di positivo comunque, se aveva ritenuto bene pubblicarlo). Se ora sta lavorando a un libro molto somigliante, mi aspetto che vi sarà marcato il registro autodiegetico à la SN, che occupa da solo 1/3 di IMN. Del resto in “Introduzione&#8221; del 9/10/04  Mozzi dichiarava: *Dubito di avere la forza di tornare nel luogo dove ho scritto SN e altri testi*. Ora, un anno dopo, pensa bene di IMN e ha riacquistato la forza di tornare lì.<br />
La 2- è oscura, per quanto esplicita. Il 31/01/05 Mozzi scriveva:  *Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Non so che senso abbia questa immaginazione.* D&#8217;impulso avrei inteso &#8220;una sola immaginazione&#8221; = idea fissa. Il Devoto/Oli per &#8220;immaginazione&#8221; dà l&#8217;accezione unica di capacità, attività ecc. d&#8217;immaginare: dunque alla lettera la frase non avrebbe senso. Qui Mozzi evidentemente allude non alla facoltà producente, ma al prodotto, ossia nella fattispecie all&#8217;unico prodotto, che è appunto *il male non è morale, ma naturale* &#8211; nella sua forma pura, *il male è naturale*. Ora, “il male” = termine astratto = nozione = idea; “è” = copula; “naturale” = predicato. Insomma, la frase è un giudizio, ed essendo il termine astratto/generale, questo giudizio potrebbe porsi come teoria.<br />
Sotto “immagine” trovo invece un significato plausibile: “Descrizione più o meno adeguata… &#8216;una vaga immagine&#8217;… talvolta apparenza, parvenza”. Ci siamo. Mozzi il 31/01/05 intendeva: “immaginavo che il male fosse naturale” = pensavo/credevo/supponevo che &#8230; Quello cioè era sì un giudizio, ma ipotetico, da confrontare dunque con la realtà.<br />
Invece Mozzi di oggi, anzi del 12/03/06 scrive: *è una immaginazione. Dunque non ne penso niente* Come mai? Penso di saperlo. Che il male naturale sia un’immaginazione/ipotesi (debole, forse insensata), Mozzi lo diceva nel 2004/5, ma nel  1997/8 per lui non era solo un’ipotesi sensata: era LA SOLA REALTA&#8217;. E la realtà si accetta così com’è senza interrogazioni di senso = senza ipotesi. Mozzi torna “oggettivo”, e la sua risposta da oscura si fa chiara se riformulata: &#8220;è una realtà. Dunque non ne penso niente*<br />
Così tra l&#8217;altro ci ha fatto capire perché ha postato &#8220;Amore&#8221;. L&#8217;ultima domanda, circoscritta, che mi rimane da fare è: cosa significa “male morale” nella &#8220;Risposta&#8221;?  Riporto il brano, e spero in una risposta.</p>
<p>*Nel 1989, Giuseppe, io sono quasi morto. Non ti racconto che cosa è veramente successo. Di solito dico: &#8220;Sono stato male&#8221;, e così dico una pietosa bugia: perché in verità nessuno è stato male, non essendoci nessuno. Io non c&#8217;ero. O forse stavano male le cose, il mio letto e il mio tavolo, forse stavano male le persone attorno a me (delle quali non dico il nome), forse stava male il mondo intero. Io non lo so: non lo so, perché non ero. Ciò che accadeva, lo percepivo come un accadere di male a me. Non riuscivo a percepire che io non fossi. Forse accadeva che il mio non essere facesse male alle cose, al letto e al tavolo, alle persone vicine a me. Non dovrei dire: &#8220;Sono stato male&#8221;, ma: &#8220;Non sono stato&#8221;. Se dico: &#8220;Sono stato male&#8221;, nessuno mi fa più domande: e questo è bene. Non voglio che questo si ripeta. So che è sciocco non volere che questo si ripeta: perché non si ripete, ma continua. Naturalmente io ho vissuto tutto questo come un male morale. E credo di poter dire: se non sono morto nella carne, è perché a un certo punto tutto questo è diventato un male morale, e come male morale sono riuscito ad affrontarlo. Noi due, Giuseppe, tu e io, ci siamo incontrati alla fine del 1997. Il mio libro del 1998 si chiamava: Il male naturale. Di quel libro non so più che cosa pensare. Non so che cosa ne pensi tu. Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Non so che senso abbia questa immaginazione. Che cos&#8217;è per me la letteratura? Non è altro che questo, credo: una lunga serie di tentativi di immaginare il mondo vero, ossia l&#8217;altro mondo, per mezzo di ciò di cui disponiamo: questo mondo. Se io sto male, una cura mi soccorre. C&#8217;è sempre un senso di irrealtà, nello star male, vero? Il male non è reale, stando alle conversazioni che sento al bar, in treno, nei corridoi. Il male è un elemento d&#8217;irrealtà che si intrufola in noi diventando: influenza, disgrazia, morte dei cari, violenza, esplosione, tutte quelle cose lì. Il male appartiene a un altro mondo, quando compare in questo mondo non c&#8217;è altro da fare che scacciarlo. Io ho scacciato da me tutto il male che c&#8217;era in me, e non è rimasto niente. Poi ho brancolato.*</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24916</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Mar 2006 16:27:09 +0000</pubDate>
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		<description>1. che il libro al quale sto lavorando ora gli somiglia molto.
2. non è una teoria, ma una immaginazione. Dunque non ne penso niente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1. che il libro al quale sto lavorando ora gli somiglia molto.<br />
2. non è una teoria, ma una immaginazione. Dunque non ne penso niente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24890</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Mar 2006 11:29:35 +0000</pubDate>
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		<description>Quello che penso l&#039;ho detto, Però siccome ho sempre inteso questo dibattito come un dialogo, in primis col postante-autore,  pongo una domanda che mi viene dal rileggere un passo della Risposta a Genna del 31/01/05. dove a proposito di IMN Mozzi afferma *Di quel libro non so più che cosa pensare. Non so che cosa ne pensi tu. Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Non so che senso abbia questa immaginazione*. Allora cioè Mozzi:
1- non sapeva cosa pensare di IMN
2- non sapeva cosa pensare della sua teoria/immag. del male naturale
2- chiedeva all&#039;interlocutore cosa ne pensava.
La domanda spontanea, se non obbligata, a Mozzi è: e adesso, dopo un anno abbondante e dopo un più che abbondante dibattito su &quot;Amore&quot;,
1- cosa pensa di IMN?
2- cosa pensa della sua teoria del male naturale?
Grazie.

Dario Borso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che penso l&#8217;ho detto, Però siccome ho sempre inteso questo dibattito come un dialogo, in primis col postante-autore,  pongo una domanda che mi viene dal rileggere un passo della Risposta a Genna del 31/01/05. dove a proposito di IMN Mozzi afferma *Di quel libro non so più che cosa pensare. Non so che cosa ne pensi tu. Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Non so che senso abbia questa immaginazione*. Allora cioè Mozzi:<br />
1- non sapeva cosa pensare di IMN<br />
2- non sapeva cosa pensare della sua teoria/immag. del male naturale<br />
2- chiedeva all&#8217;interlocutore cosa ne pensava.<br />
La domanda spontanea, se non obbligata, a Mozzi è: e adesso, dopo un anno abbondante e dopo un più che abbondante dibattito su &#8220;Amore&#8221;,<br />
1- cosa pensa di IMN?<br />
2- cosa pensa della sua teoria del male naturale?<br />
Grazie.</p>
<p>Dario Borso</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24847</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Mar 2006 13:38:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/1804/#comment-24847</guid>
		<description>La perdita della memoria (un male psichico dunque)  fa sì che *mi dimentichi di essere ciò che sono, ovvero una creatura del male*; *allora addirittura il mio corpo sta bene, i dolori muscolari scompaiono, la testa sembra essere piena d’aria tant’è leggera*, e così “vorrei che continuasse per sempre; ma appena concepisco questo desiderio, vengo risospinto nella condizione abituale”. Come prima la volontà di riscatto, ora il desiderio di benessere viene frustrato. Gli è che quella perdita di memoria *è come perdere il possesso del proprio corpo* Quel corpo, se esiste, è solo per un altro. *Questa è la mia bontà: abbandonare il campo. Io non voglio niente. Io non volevo te, tu volevi me.  Se c’è chi mi desidera, io  mi do. Ma non posso darmi per un tempo più lungo di quello che la mia breve memoria mi consente: una notte* Così il protagonista intrattiene 3 labili relazioni, con Santiago appunto e 2 donne. *Il mio desiderio di essere posseduto è così grande che ho risolto di farmi possedere dal numero di donne più grande possibile*, e siccome *è il mio male che alimenta il mio desiderio di essere posseduto*, così *ottengo l’effetto di diffondere il male a una quantità molto grande di persone* Insomma, uno schema masochistico fisso lascia libera/intercambiabile la variabile-partner. Ora, *da Miro ho ricevuto (anzi: ho preso) una sorta di imprinting*: questo ragazzino slavo che coi suoi “odalisca-show” e “orgasmi-show” *sul sesso avrebbe potuto tenere lezioni all’università* gli dava infatti *un piacere che è diventato, per la parte successiva della mia vita, una sorta di piacere modello. Qualunque piacere io incontri, lo confronto con quello. Mi stendevo sul letto, a schiena in giù. Miro si metteva a cavalcioni della mia pancia, mi spremeva il Vicks Vaporub sullo sterno e poi, a mani affiancate, cominciava a massaggiare*.  
“Amore”  è un prodotto puro di questo imprinting, con la pistola-giocattolo al posto del Vicks e il “pistolero-show” al posto dell’”odalisca-show”. In ciò “Amore” è assolutamente coerente a SN (quasi un  cammeo), ma da solo stona: perché presenta un rapporto pedofilo che lo è tale solo in apparenza, ossia è un rapporto sado-maso en travesti (tant’è vero che in SN il protagonista avrà un rapporto sessuale con la sorella di Miro con le stesse identiche posture) - come avevo ipotizzato sin dal mio primo commento. Perciò, essendo su un registro &quot;oggettivo&quot;, è un racconto esteticamente infelice, c.d.d.
Infine, da “Una risposta”: *Io non sono una persona. Io sono una funzione. Io non voglio mai niente. Sono un uomo senza desideri. Di IMN non so più che cosa pensare. Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Io ho scacciato da me tutto il male che c&#039;era in me, e non è rimasto niente* Io di IMN penserei: esteticamente felice nel descrivere un’infelicità suprema. A metà dibattito avevo scritto: “Flaubert in Vandea”. Avessi letto prima il “Curriculum vitae” avrei scritto “Flaubert in Veneto” - lì soprattutto io, non che  vietare IMN, lo diffonderei nei centri commerciali: non come antidoto, ma almeno come sintomo tangibile di tempi venetamente bui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La perdita della memoria (un male psichico dunque)  fa sì che *mi dimentichi di essere ciò che sono, ovvero una creatura del male*; *allora addirittura il mio corpo sta bene, i dolori muscolari scompaiono, la testa sembra essere piena d’aria tant’è leggera*, e così “vorrei che continuasse per sempre; ma appena concepisco questo desiderio, vengo risospinto nella condizione abituale”. Come prima la volontà di riscatto, ora il desiderio di benessere viene frustrato. Gli è che quella perdita di memoria *è come perdere il possesso del proprio corpo* Quel corpo, se esiste, è solo per un altro. *Questa è la mia bontà: abbandonare il campo. Io non voglio niente. Io non volevo te, tu volevi me.  Se c’è chi mi desidera, io  mi do. Ma non posso darmi per un tempo più lungo di quello che la mia breve memoria mi consente: una notte* Così il protagonista intrattiene 3 labili relazioni, con Santiago appunto e 2 donne. *Il mio desiderio di essere posseduto è così grande che ho risolto di farmi possedere dal numero di donne più grande possibile*, e siccome *è il mio male che alimenta il mio desiderio di essere posseduto*, così *ottengo l’effetto di diffondere il male a una quantità molto grande di persone* Insomma, uno schema masochistico fisso lascia libera/intercambiabile la variabile-partner. Ora, *da Miro ho ricevuto (anzi: ho preso) una sorta di imprinting*: questo ragazzino slavo che coi suoi “odalisca-show” e “orgasmi-show” *sul sesso avrebbe potuto tenere lezioni all’università* gli dava infatti *un piacere che è diventato, per la parte successiva della mia vita, una sorta di piacere modello. Qualunque piacere io incontri, lo confronto con quello. Mi stendevo sul letto, a schiena in giù. Miro si metteva a cavalcioni della mia pancia, mi spremeva il Vicks Vaporub sullo sterno e poi, a mani affiancate, cominciava a massaggiare*.<br />
“Amore”  è un prodotto puro di questo imprinting, con la pistola-giocattolo al posto del Vicks e il “pistolero-show” al posto dell’”odalisca-show”. In ciò “Amore” è assolutamente coerente a SN (quasi un  cammeo), ma da solo stona: perché presenta un rapporto pedofilo che lo è tale solo in apparenza, ossia è un rapporto sado-maso en travesti (tant’è vero che in SN il protagonista avrà un rapporto sessuale con la sorella di Miro con le stesse identiche posture) &#8211; come avevo ipotizzato sin dal mio primo commento. Perciò, essendo su un registro &#8220;oggettivo&#8221;, è un racconto esteticamente infelice, c.d.d.<br />
Infine, da “Una risposta”: *Io non sono una persona. Io sono una funzione. Io non voglio mai niente. Sono un uomo senza desideri. Di IMN non so più che cosa pensare. Avevo, credo, una sola immaginazione: che il male non è morale, ma naturale. Io ho scacciato da me tutto il male che c&#8217;era in me, e non è rimasto niente* Io di IMN penserei: esteticamente felice nel descrivere un’infelicità suprema. A metà dibattito avevo scritto: “Flaubert in Vandea”. Avessi letto prima il “Curriculum vitae” avrei scritto “Flaubert in Veneto” &#8211; lì soprattutto io, non che  vietare IMN, lo diffonderei nei centri commerciali: non come antidoto, ma almeno come sintomo tangibile di tempi venetamente bui.</p>
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		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24839</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Mar 2006 10:12:37 +0000</pubDate>
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		<description>Se dal mondo si elimina il male morale, il mondo stesso risulterà un miscuglio di bene e male naturali, come quando si dice di un animale che è sia buono che cattivo. A questo punto però, è incongruo mantenere la coppia bene/male – e difatti Nietzsche nella “Genealogia della morale” toglie la coppia per sostituirla con la volontà di potenza.
In SN il discorso è diverso. La p. 27sima continua: *La mia passione per Santiago è intollerabile e schifosa e io so che ogni minuto che trascorro vicino a lui è male, e che sconterò con quantità quasi indescrivibili di male ciascuno di questi minuti* Santiago è il giovane partner in cui il protagonista Giulio “vede” Miro, un ragazzino decenne incontrato 16 anni prima all’orfanatrofio. La “passione per Santiago” è il secondo oggetto intollerabile e schifoso; il primo è la passione per Miro. Il male morale entro cui era ancora inquadrata la colpa (+ la volontà di riscatto) avvertita per la prima passione si rovescia con Santiago innanzitutto in male fisico, dove la colpa morale, non che volatilizzata, si materializza: *Vorrei chiamare un medico, farmi dare dei farmaci che mi impediscano di sentire il mio male*,  *voglio essere curato, custodito, sorvegliato [= clinica], tenuto prigioniero, punito [= carcere]* La progressione è dunque colpa morale/colpa somatizzata/voglia di punizione. La sintesi è 3 pp. dopo, quando già il protagonista si è descritto totalmente invaso dalla colpa ex-morale: *Ho bisogno della punizione perché il male che costituisce la mia natura ha prodotto dentro la mia carne una così grande quantità di dolore che la mia persona non riesce in alcun modo a sopportarla: non c’è muscolo del corpo che non mi dolga, lo stomaco e gli intestini si riempiono e si svuotano con dolore, il cuore diffonde dolore nel petto, i polmoni dolgono per la gola che sembra ogni pochi minuti serrarsi, le cosce mi dolgono come se io venissi ogni notte, nel breve sonno che mi è concesso, sistematicamente picchiato* Come si vede, il dolore è già punizione/pena da scontare, è cioè senso di colpa che è già esso stesso pena, e fisica. Da cui: *Voglio che questo dolore cessi e perché questo dolore cessi è necessario che tutto il male venga fatto fuoriuscire da me, è necessario che io venga punito in ciascuna parte del mio corpo, che così ne sarà liberata dal dolore, e punito in ciascuna delle mie azioni passate, che così saranno liberate dall’oblio nel quale il mio male le caccia. Il dolore più spaventoso che il mio male provoca nella mia persona è la perdita della mia memoria”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se dal mondo si elimina il male morale, il mondo stesso risulterà un miscuglio di bene e male naturali, come quando si dice di un animale che è sia buono che cattivo. A questo punto però, è incongruo mantenere la coppia bene/male – e difatti Nietzsche nella “Genealogia della morale” toglie la coppia per sostituirla con la volontà di potenza.<br />
In SN il discorso è diverso. La p. 27sima continua: *La mia passione per Santiago è intollerabile e schifosa e io so che ogni minuto che trascorro vicino a lui è male, e che sconterò con quantità quasi indescrivibili di male ciascuno di questi minuti* Santiago è il giovane partner in cui il protagonista Giulio “vede” Miro, un ragazzino decenne incontrato 16 anni prima all’orfanatrofio. La “passione per Santiago” è il secondo oggetto intollerabile e schifoso; il primo è la passione per Miro. Il male morale entro cui era ancora inquadrata la colpa (+ la volontà di riscatto) avvertita per la prima passione si rovescia con Santiago innanzitutto in male fisico, dove la colpa morale, non che volatilizzata, si materializza: *Vorrei chiamare un medico, farmi dare dei farmaci che mi impediscano di sentire il mio male*,  *voglio essere curato, custodito, sorvegliato [= clinica], tenuto prigioniero, punito [= carcere]* La progressione è dunque colpa morale/colpa somatizzata/voglia di punizione. La sintesi è 3 pp. dopo, quando già il protagonista si è descritto totalmente invaso dalla colpa ex-morale: *Ho bisogno della punizione perché il male che costituisce la mia natura ha prodotto dentro la mia carne una così grande quantità di dolore che la mia persona non riesce in alcun modo a sopportarla: non c’è muscolo del corpo che non mi dolga, lo stomaco e gli intestini si riempiono e si svuotano con dolore, il cuore diffonde dolore nel petto, i polmoni dolgono per la gola che sembra ogni pochi minuti serrarsi, le cosce mi dolgono come se io venissi ogni notte, nel breve sonno che mi è concesso, sistematicamente picchiato* Come si vede, il dolore è già punizione/pena da scontare, è cioè senso di colpa che è già esso stesso pena, e fisica. Da cui: *Voglio che questo dolore cessi e perché questo dolore cessi è necessario che tutto il male venga fatto fuoriuscire da me, è necessario che io venga punito in ciascuna parte del mio corpo, che così ne sarà liberata dal dolore, e punito in ciascuna delle mie azioni passate, che così saranno liberate dall’oblio nel quale il mio male le caccia. Il dolore più spaventoso che il mio male provoca nella mia persona è la perdita della mia memoria”.</p>
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		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24832</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Mar 2006 08:25:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/1804/#comment-24832</guid>
		<description>daldivano: *Db, io continuo a rivolgermi a lei* Veramente si è rivolto in precedenza a me una volta sola, il 9 marzo h. 19.14
*Lei a chi si rivolge?* In questo, come nell’altro caso a lei. Negli altri casi ad altri interlocutori, e fra questi uno che oggettivamente è diverso dagli altri: il postante (un primis inter pares nel dibattito: se mi figuro il dibattito come un negozio aperto, il postante-Mozzi è il negoziante, quello sempre presente mentre gli altri possono andare e venire)
*Il “db” non si relaziona*  V. sopra 
*sadismo verso colui che considera sadico* L’analisi critica ha in effetti una componente secondaria sadica sempre , quindi anche in questo caso che non ha nulla dunque di particolare. Io poi non considero Mozziscrittore sadico, e men che meno Mozziuomo di cui non ho idea: ho parlato casomai di fugaci sprazzi sadici. 
*L’interlocutore occasionale è evidentemente l’oggetto attraverso il quale parlare al &quot;Proprio Interlocutore &quot;, l’Unico: il Pubblico.* Se a “Pubblico” sostituisce “Mozzi”, è la verità.
*Per l’Amore del Pubblico si è disposti a tutto* Anche qui, se toglie “Pubblico” e mette le virgolette a “Amore”, è la verità.
*1) l’uso di strumenti e codici non condivisi con gli astanti e, quindi, impropri (travestiti da arroganza conoscitiva); 2) costringere lo “scritto” altrui a proprie logiche e prassi, per renderle controllabili e gestibili; 3) modificare le parole dell’interlocutore-oggetto a questo fine, assegnando loro il marchio umiliante dell’“inesattezza”. Una nota sull’”inesatto”, volgarmente riconosciuto dalla gente come male deprecabile e vergognoso, se ne consiglia l’uso qualora il pubblico ne condivida significato e modalità attributive, in questo caso sarà sufficiente evocarne la presenza per ottenere l’effetto desiderato*  Non capisco.
*in un calo di attenzione le è uscita accidentalmente fuori dal vasino, gli occhi del pubblico si sono spostati dal fallo al risultato di una pisciata poco precisa* Credo di capire: “fuori dal vasino” dev’essere una metafora per Off Topic.  E io ieri sono effettivamente andato OT, in quanto ho postato il commento qui sopra del 10 marzo h 13.21 sotto il post “Baricco chi?” di Forlani, con una premessa in cui affermavo che lì ero OT - quindi è da escludere che mi sia “uscita accidentalmente”. L’ho fatta fuori apposta, e forse l’ho fatta grossa. Perché? Avevo scritto il mio commento su World, poi al momento di postarlo ho trovato sotto “Amore”  la dicitura *1 comment* (non *345 comments*, né *leave A comment*, né *No comments*). L’ho aperto è c’era scritto che i commenti non venivano più aggiornati. Ho girato un po’ tra gli altri post di NI, tutti coi commenti aperti, poi ho navigato un altro po’ in rete, sono tornato su “Amore” e l’ho trovato uguale. Ne ho dedotto che i commenti fossero stati chiusi, e ho volutamente postato OT il mio commento su “Baricco chi?”. Siccome sono imbranatello col pc, forse la mia deduzione era errata. Se qualcuno mi spiega cos’è successo realmente, sono pronto a scusarmi della pisciata.
*è francamente inaccettabile per chi sostiene di vincere a freccette* Altolà! Nel mio commento del 9 marzo h 16.19, a giggetto che aveva scritto: *vai fuori bersaglio a furia di centrarlo*, io ho risposto:  “a freccette vincerei…”. = a giggé, se è vero quello che dici tu, che centro più volte il bersaglio ma l’ultima volta vado fuori bersaglio, a freccette e cioè a punti vincerei! Se, daldivano, se…
*spegnere la luce mentre lei è in scena è scorretto* E&#039; la verità. 
*ma nella risposta che mi ha “dedicato” ci insegna che la correttezza è comica.* daldivano aveva scritto che io avrei *dovuto dichiarare dal principio l’intento* della mia analisi storico–critica di “Amore”, e io gli avevo risposto che una simile dichiarazione mi sembrava *pleonastica se non comica, poiché dichiarare che uno storico ha a suo fine il raggiungimento della verità storica è comico quanto la recita del giuramento di Ippocrate da parte di un medico che si appresta a una visita*, e aggiungo ora &quot;quanto la dichiarazione di dire la verità da parte di un matematico che si appresta a dimostrare un teorema. Forse daldivano pensa che ci sia un secondo intento subdolo. Ma non c’è.
*Click!* ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>daldivano: *Db, io continuo a rivolgermi a lei* Veramente si è rivolto in precedenza a me una volta sola, il 9 marzo h. 19.14<br />
*Lei a chi si rivolge?* In questo, come nell’altro caso a lei. Negli altri casi ad altri interlocutori, e fra questi uno che oggettivamente è diverso dagli altri: il postante (un primis inter pares nel dibattito: se mi figuro il dibattito come un negozio aperto, il postante-Mozzi è il negoziante, quello sempre presente mentre gli altri possono andare e venire)<br />
*Il “db” non si relaziona*  V. sopra<br />
*sadismo verso colui che considera sadico* L’analisi critica ha in effetti una componente secondaria sadica sempre , quindi anche in questo caso che non ha nulla dunque di particolare. Io poi non considero Mozziscrittore sadico, e men che meno Mozziuomo di cui non ho idea: ho parlato casomai di fugaci sprazzi sadici.<br />
*L’interlocutore occasionale è evidentemente l’oggetto attraverso il quale parlare al &#8220;Proprio Interlocutore &#8220;, l’Unico: il Pubblico.* Se a “Pubblico” sostituisce “Mozzi”, è la verità.<br />
*Per l’Amore del Pubblico si è disposti a tutto* Anche qui, se toglie “Pubblico” e mette le virgolette a “Amore”, è la verità.<br />
*1) l’uso di strumenti e codici non condivisi con gli astanti e, quindi, impropri (travestiti da arroganza conoscitiva); 2) costringere lo “scritto” altrui a proprie logiche e prassi, per renderle controllabili e gestibili; 3) modificare le parole dell’interlocutore-oggetto a questo fine, assegnando loro il marchio umiliante dell’“inesattezza”. Una nota sull’”inesatto”, volgarmente riconosciuto dalla gente come male deprecabile e vergognoso, se ne consiglia l’uso qualora il pubblico ne condivida significato e modalità attributive, in questo caso sarà sufficiente evocarne la presenza per ottenere l’effetto desiderato*  Non capisco.<br />
*in un calo di attenzione le è uscita accidentalmente fuori dal vasino, gli occhi del pubblico si sono spostati dal fallo al risultato di una pisciata poco precisa* Credo di capire: “fuori dal vasino” dev’essere una metafora per Off Topic.  E io ieri sono effettivamente andato OT, in quanto ho postato il commento qui sopra del 10 marzo h 13.21 sotto il post “Baricco chi?” di Forlani, con una premessa in cui affermavo che lì ero OT &#8211; quindi è da escludere che mi sia “uscita accidentalmente”. L’ho fatta fuori apposta, e forse l’ho fatta grossa. Perché? Avevo scritto il mio commento su World, poi al momento di postarlo ho trovato sotto “Amore”  la dicitura *1 comment* (non *345 comments*, né *leave A comment*, né *No comments*). L’ho aperto è c’era scritto che i commenti non venivano più aggiornati. Ho girato un po’ tra gli altri post di NI, tutti coi commenti aperti, poi ho navigato un altro po’ in rete, sono tornato su “Amore” e l’ho trovato uguale. Ne ho dedotto che i commenti fossero stati chiusi, e ho volutamente postato OT il mio commento su “Baricco chi?”. Siccome sono imbranatello col pc, forse la mia deduzione era errata. Se qualcuno mi spiega cos’è successo realmente, sono pronto a scusarmi della pisciata.<br />
*è francamente inaccettabile per chi sostiene di vincere a freccette* Altolà! Nel mio commento del 9 marzo h 16.19, a giggetto che aveva scritto: *vai fuori bersaglio a furia di centrarlo*, io ho risposto:  “a freccette vincerei…”. = a giggé, se è vero quello che dici tu, che centro più volte il bersaglio ma l’ultima volta vado fuori bersaglio, a freccette e cioè a punti vincerei! Se, daldivano, se…<br />
*spegnere la luce mentre lei è in scena è scorretto* E&#8217; la verità.<br />
*ma nella risposta che mi ha “dedicato” ci insegna che la correttezza è comica.* daldivano aveva scritto che io avrei *dovuto dichiarare dal principio l’intento* della mia analisi storico–critica di “Amore”, e io gli avevo risposto che una simile dichiarazione mi sembrava *pleonastica se non comica, poiché dichiarare che uno storico ha a suo fine il raggiungimento della verità storica è comico quanto la recita del giuramento di Ippocrate da parte di un medico che si appresta a una visita*, e aggiungo ora &#8220;quanto la dichiarazione di dire la verità da parte di un matematico che si appresta a dimostrare un teorema. Forse daldivano pensa che ci sia un secondo intento subdolo. Ma non c’è.<br />
*Click!* ?</p>
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		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24831</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Mar 2006 08:20:16 +0000</pubDate>
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		<description>Il commento [ http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24741 ] firmato &quot;giuliomozzi&quot; che dice &quot;db, secondo me tu ci hai dei problemi. Anche gravi. Mai provato a sentire uno psic, o anche solo un santone di quelli un zàcco alternativi?&quot; non è stato scritto dalla stessa persona che abitualmente si firma, qui e altrove, &quot;giuliomozzi&quot;. Si tratta, piuttosto che di furto d&#039;identità, di scherzo di cattivo gusto: l&#039;ignoto estensore del testo ha infatti segnalata la natura dell&#039;operazione inserendo sotto la &quot;sua&quot; firma un rinvio a un sito porno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il commento [ <a href="http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24741" rel="nofollow">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24741</a> ] firmato &#8220;giuliomozzi&#8221; che dice &#8220;db, secondo me tu ci hai dei problemi. Anche gravi. Mai provato a sentire uno psic, o anche solo un santone di quelli un zàcco alternativi?&#8221; non è stato scritto dalla stessa persona che abitualmente si firma, qui e altrove, &#8220;giuliomozzi&#8221;. Si tratta, piuttosto che di furto d&#8217;identità, di scherzo di cattivo gusto: l&#8217;ignoto estensore del testo ha infatti segnalata la natura dell&#8217;operazione inserendo sotto la &#8220;sua&#8221; firma un rinvio a un sito porno.</p>
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	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24816</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2006 20:53:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/1804/#comment-24816</guid>
		<description>Nel gennaio del 1997 Mozzi posta “Amore” su Nautilus, e il 4 febbraio inizia la stesura di “Super nivem” che conclude il 6 novembre. SN consta di 60 pp. Alla 27sima (poco prima della metà) il protagonista Giulio scrive: *Quando ho cominciato [il racconto], credevo di voler innalzare un canto d’amore per Miro, nel tentativo di riscattare la mia colpa verso di lui* Volontà/colpa/riscatto: qui siamo nel male morale.. Ma il passo continua: *Eppure mi accorgo che ciò che sto facendo è solo un tentativo di trasformare il mio amore verso Miro in un oggetto intollerabile e schifoso, per di più generatore di altri oggetti intollerabili e schifosi* Prima erano azioni, ora sono oggetti; prima c’era volontà di innalzare un canto, ora impotenza a tollerare oggetti; prima c’era una colpa da assumere, ora un oggetto da rigettare che però si moltiplica invadendo tutto. E questo è il male naturale (che difatti provoca a Giulio una catena di dolori fisici). 
In &quot;Introduzione ai comportamenti vili&quot; del 2004, Mozzi scrive: *SN è un testo a metà strada tra una narrazione responsabile e una pura trascrizione di patologia: con qualche sbandamento, devo dirlo, verso la trascrizione di patologia* E’ mirabile la coincidenza tra questa “metà strada” scarsa (=con qualche sbandamento) e la quasi metà del racconto in cui avviene la svolta dal male morale/narrazione responsabile al male naturale/trascrizione di patologia. Mozzi poi chiude: *Che poi la patologia sia reale, è un altra faccenda* Qui intende: se la patologia ha avuto luogo realmente. In chi? Che il protagonista si chiami Giulio come l’autore, non significa nulla. Interessante piuttosto che la cornice spazio-temporale del racconto e il profilo professionale del protagonista coincidano col Curriculum vitae di Mozzi (servizio civile in un orfanotrofio nel 1980-1). Ma anche ciò resta estrinseco al centro del racconto, che è la “patologia”. Altra faccenda se la patologia trascritta in SI coincidesse col male naturale descritto in &quot;Una risposta&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel gennaio del 1997 Mozzi posta “Amore” su Nautilus, e il 4 febbraio inizia la stesura di “Super nivem” che conclude il 6 novembre. SN consta di 60 pp. Alla 27sima (poco prima della metà) il protagonista Giulio scrive: *Quando ho cominciato [il racconto], credevo di voler innalzare un canto d’amore per Miro, nel tentativo di riscattare la mia colpa verso di lui* Volontà/colpa/riscatto: qui siamo nel male morale.. Ma il passo continua: *Eppure mi accorgo che ciò che sto facendo è solo un tentativo di trasformare il mio amore verso Miro in un oggetto intollerabile e schifoso, per di più generatore di altri oggetti intollerabili e schifosi* Prima erano azioni, ora sono oggetti; prima c’era volontà di innalzare un canto, ora impotenza a tollerare oggetti; prima c’era una colpa da assumere, ora un oggetto da rigettare che però si moltiplica invadendo tutto. E questo è il male naturale (che difatti provoca a Giulio una catena di dolori fisici).<br />
In &#8220;Introduzione ai comportamenti vili&#8221; del 2004, Mozzi scrive: *SN è un testo a metà strada tra una narrazione responsabile e una pura trascrizione di patologia: con qualche sbandamento, devo dirlo, verso la trascrizione di patologia* E’ mirabile la coincidenza tra questa “metà strada” scarsa (=con qualche sbandamento) e la quasi metà del racconto in cui avviene la svolta dal male morale/narrazione responsabile al male naturale/trascrizione di patologia. Mozzi poi chiude: *Che poi la patologia sia reale, è un altra faccenda* Qui intende: se la patologia ha avuto luogo realmente. In chi? Che il protagonista si chiami Giulio come l’autore, non significa nulla. Interessante piuttosto che la cornice spazio-temporale del racconto e il profilo professionale del protagonista coincidano col Curriculum vitae di Mozzi (servizio civile in un orfanotrofio nel 1980-1). Ma anche ciò resta estrinseco al centro del racconto, che è la “patologia”. Altra faccenda se la patologia trascritta in SI coincidesse col male naturale descritto in &#8220;Una risposta&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Di: daldivano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24798</link>
		<dc:creator>daldivano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2006 16:55:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/1804/#comment-24798</guid>
		<description>Db, io continuo a rivolgermi a lei.
Lei a chi si rivolge?

Oggi metteremo sul tavolo degli esperimenti il “db”.
Il “db” non si relaziona, il db insegna, in continuazione, in modo compulsivo, dove gli capita, la pulsione all’insegnamento è forte, e va soddisfatta, pena il sadismo verso colui che considera sadico (nessuno prenderebbe le difese per il primo sadico, ma del secondo sadico vendicatore sì però! sado e maso e bla bla bla).
Il db appronta con l’interlocutore un discorso indiretto. L’interlocutore occasionale è evidentemente l’oggetto attraverso il quale parlare al * Proprio Interlocutore *, l’Unico: il Pubblico. 
Per l’Amore del Pubblico si è disposti a tutto (ricerca plauso e applauso).
Poiché la parte del Protagonista non è ancora stata assegnata, (o meglio, un protagonista c’era prima che il db ne volesse prendere fortissimamente il posto) è necessario discreditare, agli occhi del Pubblico, ogni presenza fastidiosa non allineata alla ola, appunto.
In questo scenario ogni strategia è consentita (il dibattersi per l’Amore del Pubblico è un conflitto vero e proprio):
1)	l’uso di strumenti e codici non condivisi con gli astanti e, quindi, impropri (travestiti da arroganza conoscitiva);
2)	costringere lo “scritto” altrui a proprie logiche e prassi, per renderle controllabili e gestibili;
3)	 modificare le parole dell’interlocutore-oggetto a questo fine, assegnando loro il marchio umiliante dell’“inesattezza”.
Una nota sull’”inesatto”, volgarmente riconosciuto dalla gente come male deprecabile e vergognoso, se ne consiglia l’uso qualora il pubblico ne condivida significato e modalità attributive, in questo caso sarà sufficiente evocarne la presenza per ottenere l’effetto desiderato, anelato, atteso (inutile ricordare quanto erotismo alberghi nella ricerca del caldo sguardo, fiato, corpo del Pubblico; se il db fosse un cantante, ma anche un attorone con gli attributi nella voce, perché no, e osasse buttarsi tra le braccia del Suo Pubblico…  taccio di fronte all’orgasmo, per economia di spazio e tempo.).

Db, a lei mi rivolgo, le sue lezioncine sono gradevoli e non ci sarebbe nulla di disdicevole nello scriverle e nel leggerle, nulla di brutto in un crescendo di amorosi sensi tra lei e il Suo Pubblico, se non perpetuasse in continuazione e sistematicamente un personale innalzamento attraverso l’utilizzo strumentale degli altri, senza porsi limiti e giustificandosi come un ragazzino, il vero problema, adesso, è che il Pubblico se n’è accorto…
In sintesi: il gioco era bellissimo e divertentissimo (la rete è bellissima, è divertentissima!), in un calo di attenzione le è uscita accidentalmente fuori dal vasino, gli occhi del pubblico si sono spostati dal fallo al risultato di una pisciata poco precisa e, diciamolo, è francamente inaccettabile per chi sostiene di vincere a freccette.

Concorderà che spegnere la luce mentre lei è in scena  è scorretto, ma nella risposta che mi ha “dedicato” ci insegna che la correttezza è comica.
Click!

daldivano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Db, io continuo a rivolgermi a lei.<br />
Lei a chi si rivolge?</p>
<p>Oggi metteremo sul tavolo degli esperimenti il “db”.<br />
Il “db” non si relaziona, il db insegna, in continuazione, in modo compulsivo, dove gli capita, la pulsione all’insegnamento è forte, e va soddisfatta, pena il sadismo verso colui che considera sadico (nessuno prenderebbe le difese per il primo sadico, ma del secondo sadico vendicatore sì però! sado e maso e bla bla bla).<br />
Il db appronta con l’interlocutore un discorso indiretto. L’interlocutore occasionale è evidentemente l’oggetto attraverso il quale parlare al * Proprio Interlocutore *, l’Unico: il Pubblico.<br />
Per l’Amore del Pubblico si è disposti a tutto (ricerca plauso e applauso).<br />
Poiché la parte del Protagonista non è ancora stata assegnata, (o meglio, un protagonista c’era prima che il db ne volesse prendere fortissimamente il posto) è necessario discreditare, agli occhi del Pubblico, ogni presenza fastidiosa non allineata alla ola, appunto.<br />
In questo scenario ogni strategia è consentita (il dibattersi per l’Amore del Pubblico è un conflitto vero e proprio):<br />
1)	l’uso di strumenti e codici non condivisi con gli astanti e, quindi, impropri (travestiti da arroganza conoscitiva);<br />
2)	costringere lo “scritto” altrui a proprie logiche e prassi, per renderle controllabili e gestibili;<br />
3)	 modificare le parole dell’interlocutore-oggetto a questo fine, assegnando loro il marchio umiliante dell’“inesattezza”.<br />
Una nota sull’”inesatto”, volgarmente riconosciuto dalla gente come male deprecabile e vergognoso, se ne consiglia l’uso qualora il pubblico ne condivida significato e modalità attributive, in questo caso sarà sufficiente evocarne la presenza per ottenere l’effetto desiderato, anelato, atteso (inutile ricordare quanto erotismo alberghi nella ricerca del caldo sguardo, fiato, corpo del Pubblico; se il db fosse un cantante, ma anche un attorone con gli attributi nella voce, perché no, e osasse buttarsi tra le braccia del Suo Pubblico…  taccio di fronte all’orgasmo, per economia di spazio e tempo.).</p>
<p>Db, a lei mi rivolgo, le sue lezioncine sono gradevoli e non ci sarebbe nulla di disdicevole nello scriverle e nel leggerle, nulla di brutto in un crescendo di amorosi sensi tra lei e il Suo Pubblico, se non perpetuasse in continuazione e sistematicamente un personale innalzamento attraverso l’utilizzo strumentale degli altri, senza porsi limiti e giustificandosi come un ragazzino, il vero problema, adesso, è che il Pubblico se n’è accorto…<br />
In sintesi: il gioco era bellissimo e divertentissimo (la rete è bellissima, è divertentissima!), in un calo di attenzione le è uscita accidentalmente fuori dal vasino, gli occhi del pubblico si sono spostati dal fallo al risultato di una pisciata poco precisa e, diciamolo, è francamente inaccettabile per chi sostiene di vincere a freccette.</p>
<p>Concorderà che spegnere la luce mentre lei è in scena  è scorretto, ma nella risposta che mi ha “dedicato” ci insegna che la correttezza è comica.<br />
Click!</p>
<p>daldivano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: liviobah</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24786</link>
		<dc:creator>liviobah</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2006 15:52:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/1804/#comment-24786</guid>
		<description>tento una breve sintesi: mozzi bara (l&#039;ha detto qualcuno), questo non è un racconto sul potere ma un r. erotico. d&#039;altronde finchè ha licenza di commento gente violenta (assai più dei pedofili, la loro è la violenza conformistica del branco, dei 6 miliardi contro uno) come georgia o unoqualunque, lo comprendo e scuso. il racconto ha una sua pulizia e compostezza, senza essere un capolavoro. d&#039;altronde la profluvie di commenti non vuole commentarlo, ma rispondere a queste domande: è legittima la pedofilia (greca, penniana o letteraria)? o è comunque legittimo eccitarsi per un racconto pedofilo? penso che a questo si voleva rispondere. personalmente rispondo: dipende.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tento una breve sintesi: mozzi bara (l&#8217;ha detto qualcuno), questo non è un racconto sul potere ma un r. erotico. d&#8217;altronde finchè ha licenza di commento gente violenta (assai più dei pedofili, la loro è la violenza conformistica del branco, dei 6 miliardi contro uno) come georgia o unoqualunque, lo comprendo e scuso. il racconto ha una sua pulizia e compostezza, senza essere un capolavoro. d&#8217;altronde la profluvie di commenti non vuole commentarlo, ma rispondere a queste domande: è legittima la pedofilia (greca, penniana o letteraria)? o è comunque legittimo eccitarsi per un racconto pedofilo? penso che a questo si voleva rispondere. personalmente rispondo: dipende.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24773</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2006 12:36:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/1804/#comment-24773</guid>
		<description>C&#039;è  poco da fare, dei 3 interlocutori che vedo (purtroppo non vedo la ola) giggetto è il più simpatico. e impareggiabile, perché dove lo trovi uno che guarda il pc con le orecchie/ascolta il pc con gli occhi? 
Non c&#039;è gran gloria a scrivere su &quot;Humanitas&quot;: dal fatto che ci scrivo giggetto dovrebbe dedurre non la mia voglia di gloria, ma la consistenza oggettiva di Mozzi: se lo ritenessi una scartina, sarei proprio un deficiente a impegnarmi su di lui.
Non sono KK che devono meritarsi me, sono io che devo meritarmi KK (impresa disperante). Col copiaincolla faccio i collage, più ellittici e snelli delle citazioni barbose: come ho scritto espressamente, se e quando Mozzi si sente &quot;tradito&quot;, deve solo fare: Altolà! 
Lo storico deve essere diffidente, di tutto, ipotizzare sempre che le cose possano stare diversamente da come sembrano. Poi, se ha cuore, abbraccerà alla fine non l&#039;asino e neanche il lupo, ma semplicemente l&#039;autore. ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è  poco da fare, dei 3 interlocutori che vedo (purtroppo non vedo la ola) giggetto è il più simpatico. e impareggiabile, perché dove lo trovi uno che guarda il pc con le orecchie/ascolta il pc con gli occhi?<br />
Non c&#8217;è gran gloria a scrivere su &#8220;Humanitas&#8221;: dal fatto che ci scrivo giggetto dovrebbe dedurre non la mia voglia di gloria, ma la consistenza oggettiva di Mozzi: se lo ritenessi una scartina, sarei proprio un deficiente a impegnarmi su di lui.<br />
Non sono KK che devono meritarsi me, sono io che devo meritarmi KK (impresa disperante). Col copiaincolla faccio i collage, più ellittici e snelli delle citazioni barbose: come ho scritto espressamente, se e quando Mozzi si sente &#8220;tradito&#8221;, deve solo fare: Altolà!<br />
Lo storico deve essere diffidente, di tutto, ipotizzare sempre che le cose possano stare diversamente da come sembrano. Poi, se ha cuore, abbraccerà alla fine non l&#8217;asino e neanche il lupo, ma semplicemente l&#8217;autore. ;-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24772</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2006 12:21:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/1804/#comment-24772</guid>
		<description>daldivano Says: Con la scusa del filosofo, db, lei si appresta alla pratica del confessore*, ossia: “Con la scusa di svolgere la pratica del filosofo, db, lei si appresta alla pratica del confessore”. La frase è errata, in quanto finora ho sempre e solo svolto la pratica dello storico della filosofia. Se prendiamo l’oggetto principe della pratica, “Amore”, la differenza balza agli occhi: ammettendo infatti con Mozzi che tema del racconto sia “il potere”, un filosofo esaminerebbe il testo per formulare da lì una sua propria teoria del potere, mentre uno storico della filosofia lo esamina per formulare da lì la teoria del potere di Mozzi. Questa differenza essenziale ne produce un’altra, che mentre al filosofo basterebbe “Amore”, lo storico della filosofia ha bisogno anche del contorno. Eccolo:
1-	“Il male naturale”, libro Mondadori in cui è compreso “Amore”
2-	“Introduzione ai comportamenti vili”, www.giuliomozzi.com , dove Mozzi parla di “Super nivem”, racconto compreso in IMN
3-	 UNA RISPOSTA (NON OBBLIGATA) A GIUSEPPE GENNA, www.giuliomozzi.com, dove Mozzi illustra la genesi di IMN
4-	Curriculum vitae di Mozzi, www.vibrissebollettino.net .
Ma daldivano says: *db, lei si appresta alla pratica del confessore, in questo caso, tecnicamente, nelle due strade previste istituzionalmente (prete e psicologo) vigerebbe il segreto professionale. Il suo bisogno di “spiegarsi e spiegare” mi sembra piuttosto intrusivo* Io sarei più netto: non “piuttosto intrusivo”, ma “totalmente lesivo” dei diritti di Mozzi, come lo sarebbe qualsiasi prete e/o psicologo che s’intrudesse in casa altrui a svolgere la pratica del confessore, la quale prevede invece che sia il confessando ad andare di sua spontanea volontà dal confessore. Ora, anche ammesso che io abbia questo “bisogno intrusivo”, non lo potrei minimamente soddisfare, in quanto né conosco Mozzi di persona, né ho in mio possesso documenti suoi segreti/privati. [L’unico tra gli elencati che potrebbe somigliare a un documento privato è “Una risposta”, “confessione” à la manière di Rousseau che attacca così:  *tu mi scrivi pubblicamente in Miserabili, invitandomi a rispondere privatamente (via email). La mia eventuale risposta, secondo quanto mi dici, sarà poi pubblicata in Miserabili: il che la farà ridiventare una cosa pubblica. Tuttavia mi imbarazza questo passare dalla comunicazione in pubblico a quella in privato, e poi di nuovo a quella in pubblico. Questo testo che sto scrivendo ora non è una lettera (via email) a te. E&#039; un testo che, appena avrò finito di scriverlo, pubblicherò nel mio diario. E&#039; quindi un testo che sta in pubblico fin dal suo principio, così come era la tua lettera”].
Così la chiusa del commento di daldivano si toglie da sé. Siccome però allude al fatto che avrei dovuto dichiararne dal principio l’intento, ossia la causa finale, rispondo che la dichiarazione mi sembrava e sembra tuttora pleonastica se non comica, poiché dichiarare che uno storico ha a suo fine il raggiungimento della verità storica è comico quanto la recita del giuramento di Ippocrate da parte di un medico che si appresta a una visita. Questo in generale. Nella fattispecie si aggiunge una causa finale minore, che appunto svelerò o si mostrerà alla fine della mia pratica, in quanto dichiararla prima potrebbe venir preso per millanteria.

Quanto al commento di giuliomozzi, qui c’entra poco, come poco c’entrerebbe se io gli dicessi: “giuliomozzi, secondo me tu ci hai dei problemi. Anche gravi. Mai provato a sentire uno psic, o anche solo un santone di quelli un zàcco alternativi?”</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>daldivano Says: Con la scusa del filosofo, db, lei si appresta alla pratica del confessore*, ossia: “Con la scusa di svolgere la pratica del filosofo, db, lei si appresta alla pratica del confessore”. La frase è errata, in quanto finora ho sempre e solo svolto la pratica dello storico della filosofia. Se prendiamo l’oggetto principe della pratica, “Amore”, la differenza balza agli occhi: ammettendo infatti con Mozzi che tema del racconto sia “il potere”, un filosofo esaminerebbe il testo per formulare da lì una sua propria teoria del potere, mentre uno storico della filosofia lo esamina per formulare da lì la teoria del potere di Mozzi. Questa differenza essenziale ne produce un’altra, che mentre al filosofo basterebbe “Amore”, lo storico della filosofia ha bisogno anche del contorno. Eccolo:<br />
1-	“Il male naturale”, libro Mondadori in cui è compreso “Amore”<br />
2-	“Introduzione ai comportamenti vili”, <a href="http://www.giuliomozzi.com" rel="nofollow">http://www.giuliomozzi.com</a> , dove Mozzi parla di “Super nivem”, racconto compreso in IMN<br />
3-	 UNA RISPOSTA (NON OBBLIGATA) A GIUSEPPE GENNA, <a href="http://www.giuliomozzi.com" rel="nofollow">http://www.giuliomozzi.com</a>, dove Mozzi illustra la genesi di IMN<br />
4-	Curriculum vitae di Mozzi, <a href="http://www.vibrissebollettino.net" rel="nofollow">http://www.vibrissebollettino.net</a> .<br />
Ma daldivano says: *db, lei si appresta alla pratica del confessore, in questo caso, tecnicamente, nelle due strade previste istituzionalmente (prete e psicologo) vigerebbe il segreto professionale. Il suo bisogno di “spiegarsi e spiegare” mi sembra piuttosto intrusivo* Io sarei più netto: non “piuttosto intrusivo”, ma “totalmente lesivo” dei diritti di Mozzi, come lo sarebbe qualsiasi prete e/o psicologo che s’intrudesse in casa altrui a svolgere la pratica del confessore, la quale prevede invece che sia il confessando ad andare di sua spontanea volontà dal confessore. Ora, anche ammesso che io abbia questo “bisogno intrusivo”, non lo potrei minimamente soddisfare, in quanto né conosco Mozzi di persona, né ho in mio possesso documenti suoi segreti/privati. [L’unico tra gli elencati che potrebbe somigliare a un documento privato è “Una risposta”, “confessione” à la manière di Rousseau che attacca così:  *tu mi scrivi pubblicamente in Miserabili, invitandomi a rispondere privatamente (via email). La mia eventuale risposta, secondo quanto mi dici, sarà poi pubblicata in Miserabili: il che la farà ridiventare una cosa pubblica. Tuttavia mi imbarazza questo passare dalla comunicazione in pubblico a quella in privato, e poi di nuovo a quella in pubblico. Questo testo che sto scrivendo ora non è una lettera (via email) a te. E' un testo che, appena avrò finito di scriverlo, pubblicherò nel mio diario. E' quindi un testo che sta in pubblico fin dal suo principio, così come era la tua lettera”].<br />
Così la chiusa del commento di daldivano si toglie da sé. Siccome però allude al fatto che avrei dovuto dichiararne dal principio l’intento, ossia la causa finale, rispondo che la dichiarazione mi sembrava e sembra tuttora pleonastica se non comica, poiché dichiarare che uno storico ha a suo fine il raggiungimento della verità storica è comico quanto la recita del giuramento di Ippocrate da parte di un medico che si appresta a una visita. Questo in generale. Nella fattispecie si aggiunge una causa finale minore, che appunto svelerò o si mostrerà alla fine della mia pratica, in quanto dichiararla prima potrebbe venir preso per millanteria.</p>
<p>Quanto al commento di giuliomozzi, qui c’entra poco, come poco c’entrerebbe se io gli dicessi: “giuliomozzi, secondo me tu ci hai dei problemi. Anche gravi. Mai provato a sentire uno psic, o anche solo un santone di quelli un zàcco alternativi?”</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giggetto er carrettiere</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24748</link>
		<dc:creator>giggetto er carrettiere</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2006 09:55:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/1804/#comment-24748</guid>
		<description>Se ti si deve ascoltare, chiunque si debba ascoltare, il movente viene prima. Guardare allo scritto non basta.
&quot;Da questo punto di vista, quanto vo scrivendo qui è carente, perché la forma non ottempera al canone della citazione (è uno scritto in fieri, quando uscirà su “Humanitas”, la rivista della Morcelliana per cui sto curando i Discorsi edificanti di Kierkegaard, sistemerò alla meglio).&quot; Questo, poi, a chi lo racconti? Sei davvero un rappresentante di classe, K non merita uno che ha bisogno di spalmarsi di gloriette e che in fin dei conti, dalla parte di chi legge vorrebbe una ridicola e adulta ola da stadio con ooooh di meraviglia.
Troppa diffidenza, caro mio, come era arguibile, c&#039;avrei scommesso, preferisci l&#039;impalamento e rifiuti affetto, sei un ladrone crocefisso ;-)
Bene, allora parla e scrivi come storico
, devi ancora diventare Dario Borso, e non è detto che lo diventerai, a meno che come suggeriscono sopra non ti affiderai a un santone alternativo :-)

in bocca al lupo,
gig</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se ti si deve ascoltare, chiunque si debba ascoltare, il movente viene prima. Guardare allo scritto non basta.<br />
&#8220;Da questo punto di vista, quanto vo scrivendo qui è carente, perché la forma non ottempera al canone della citazione (è uno scritto in fieri, quando uscirà su “Humanitas”, la rivista della Morcelliana per cui sto curando i Discorsi edificanti di Kierkegaard, sistemerò alla meglio).&#8221; Questo, poi, a chi lo racconti? Sei davvero un rappresentante di classe, K non merita uno che ha bisogno di spalmarsi di gloriette e che in fin dei conti, dalla parte di chi legge vorrebbe una ridicola e adulta ola da stadio con ooooh di meraviglia.<br />
Troppa diffidenza, caro mio, come era arguibile, c&#8217;avrei scommesso, preferisci l&#8217;impalamento e rifiuti affetto, sei un ladrone crocefisso ;-)<br />
Bene, allora parla e scrivi come storico<br />
, devi ancora diventare Dario Borso, e non è detto che lo diventerai, a meno che come suggeriscono sopra non ti affiderai a un santone alternativo :-)</p>
<p>in bocca al lupo,<br />
gig</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24741</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2006 23:01:23 +0000</pubDate>
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		<description>db, secondo me tu ci hai dei problemi. Anche gravi. Mai provato a sentire uno psic, o anche solo un santone di quelli un zàcco alternativi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>db, secondo me tu ci hai dei problemi. Anche gravi. Mai provato a sentire uno psic, o anche solo un santone di quelli un zàcco alternativi?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: daldivano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24715</link>
		<dc:creator>daldivano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2006 18:14:16 +0000</pubDate>
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		<description>Con la scusa del filosofo, db, lei si appresta alla pratica del confessore, in questo caso, tecnicamente, nelle due strade previste istituzionalmente (prete e psicologo) vigerebbe il segreto professionale. Il suo bisogno di “spiegarsi e spiegare” mi sembra piuttosto intrusivo, e poiché solo lei sapeva che lo sarebbe stato, avrebbe almeno dovuto dichiararne dal principio l’intento.

Un saluto

daldivano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con la scusa del filosofo, db, lei si appresta alla pratica del confessore, in questo caso, tecnicamente, nelle due strade previste istituzionalmente (prete e psicologo) vigerebbe il segreto professionale. Il suo bisogno di “spiegarsi e spiegare” mi sembra piuttosto intrusivo, e poiché solo lei sapeva che lo sarebbe stato, avrebbe almeno dovuto dichiararne dal principio l’intento.</p>
<p>Un saluto</p>
<p>daldivano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24685</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2006 15:19:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/1804/#comment-24685</guid>
		<description>giggetto: *Se è movente, viene prima, non secondariamente.* A parte subjecti, di chi scrive, viene giustamente prima, come del resto la causa finale; ma a parte objecti di chi legge viene dopo, e spesso mai. Ad es., Eco può aver scritto Il nome della rosa per i soldi (causa agente = aviditas, causa finale = pecunia), ma il lettore giustamente guarda lo scritto (contenuto = causa materiale + forma = causa formale). Da questo punto di vista, quanto vo scrivendo qui è carente, perché la forma non ottempera al canone della citazione (è uno scritto in fieri, quando uscirà su &quot;Humanitas&quot;, la rivista della Morcelliana per cui sto curando i Discorsi edificanti di Kierkegaard, sistemerò alla meglio). 
La causa agente l&#039;ho già espressa (non primo della classe, casomai rappresentante di classe), le cause materiale e formale le avete davanti, la causa finale me la tengo per ultima, in chiusa (solo un inciso: di primo acchito, mi suona strano che giggetto nutra affetto per me, ma se poi penso che paradossalmente io stesso nutro affetto per Mozzi...).

*nemeno ascolti gli interlocutori, o lo fai fino ad un certo punto*: li ascolto fino a un certo punto, quello in cui perderei di vista &quot;Amore&quot;.

*vai fuori bersaglio a furia di centrarlo* a freccette vincerei...

*sei uno scrittore, un filosofo o un manipolatore di fonti?* sono uno e trino = 1 pirla con 3 maschere (dove manipolatore = massaggiatore).

*Se abbracci un asino, almeno te lo scopi, o ti fai solo impelare?* la seconda che hai detto, ma con la doppia a.

*Perché invece di svolazzare, non proponi tu al positivo?* Sono uno storico scrivente/filosofante, ergo non faccio (la) storia.

*ubicue è positivo, negativo o scherzo?* ubicue è ubique.

*Chi è Dario Borso* sono io.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>giggetto: *Se è movente, viene prima, non secondariamente.* A parte subjecti, di chi scrive, viene giustamente prima, come del resto la causa finale; ma a parte objecti di chi legge viene dopo, e spesso mai. Ad es., Eco può aver scritto Il nome della rosa per i soldi (causa agente = aviditas, causa finale = pecunia), ma il lettore giustamente guarda lo scritto (contenuto = causa materiale + forma = causa formale). Da questo punto di vista, quanto vo scrivendo qui è carente, perché la forma non ottempera al canone della citazione (è uno scritto in fieri, quando uscirà su &#8220;Humanitas&#8221;, la rivista della Morcelliana per cui sto curando i Discorsi edificanti di Kierkegaard, sistemerò alla meglio).<br />
La causa agente l&#8217;ho già espressa (non primo della classe, casomai rappresentante di classe), le cause materiale e formale le avete davanti, la causa finale me la tengo per ultima, in chiusa (solo un inciso: di primo acchito, mi suona strano che giggetto nutra affetto per me, ma se poi penso che paradossalmente io stesso nutro affetto per Mozzi&#8230;).</p>
<p>*nemeno ascolti gli interlocutori, o lo fai fino ad un certo punto*: li ascolto fino a un certo punto, quello in cui perderei di vista &#8220;Amore&#8221;.</p>
<p>*vai fuori bersaglio a furia di centrarlo* a freccette vincerei&#8230;</p>
<p>*sei uno scrittore, un filosofo o un manipolatore di fonti?* sono uno e trino = 1 pirla con 3 maschere (dove manipolatore = massaggiatore).</p>
<p>*Se abbracci un asino, almeno te lo scopi, o ti fai solo impelare?* la seconda che hai detto, ma con la doppia a.</p>
<p>*Perché invece di svolazzare, non proponi tu al positivo?* Sono uno storico scrivente/filosofante, ergo non faccio (la) storia.</p>
<p>*ubicue è positivo, negativo o scherzo?* ubicue è ubique.</p>
<p>*Chi è Dario Borso* sono io.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giggetto er carrettiere</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/amore/#comment-24660</link>
		<dc:creator>giggetto er carrettiere</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2006 11:54:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/02/25/1804/#comment-24660</guid>
		<description>Se è movente, viene prima, non secondariamente.
Tu sei molto bravo, acuto, acutissimo, caro borso, si prova affetto per te; tuttavia, questo tuo andare sciolto, rischia di farti bolso.
Concordo con il tuo discorso, del resto unico, uno; tuttavua credo che tu nemeno ascolti gli interlocutori, o lo fai fino ad un certo punto; vai fuori bersaglio a furia di centrarlo.
Ti chiedo: sei uno scrittore, un filosofo o un manipolatore di fonti?
A conti fatti, cosa ti rode? Con chi te la prendi? Ti basta la critica polemica da primo della classe? Ti inorgoglisce? Se abbracci un asino, almeno te lo scopi, o ti fai solo impelare?
Perché invece di svolazzare, non proponi tu al positivo, dato che in chi critichi vedi il gusto per il negativo.
E ubicue è positivo, negativo o scherzo? E&#039; propositivo? A chi serve? All&#039;accademia che si fa mondo, o al mondo che si fa accademia?
Se tocchi il vitale, come pare, fallo fino in fondo, senza kierkegaard o kafka.
Chi è Dario Borso, te lo sei mai chiesto?

con stima 
giggetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se è movente, viene prima, non secondariamente.<br />
Tu sei molto bravo, acuto, acutissimo, caro borso, si prova affetto per te; tuttavia, questo tuo andare sciolto, rischia di farti bolso.<br />
Concordo con il tuo discorso, del resto unico, uno; tuttavua credo che tu nemeno ascolti gli interlocutori, o lo fai fino ad un certo punto; vai fuori bersaglio a furia di centrarlo.<br />
Ti chiedo: sei uno scrittore, un filosofo o un manipolatore di fonti?<br />
A conti fatti, cosa ti rode? Con chi te la prendi? Ti basta la critica polemica da primo della classe? Ti inorgoglisce? Se abbracci un asino, almeno te lo scopi, o ti fai solo impelare?<br />
Perché invece di svolazzare, non proponi tu al positivo, dato che in chi critichi vedi il gusto per il negativo.<br />
E ubicue è positivo, negativo o scherzo? E&#8217; propositivo? A chi serve? All&#8217;accademia che si fa mondo, o al mondo che si fa accademia?<br />
Se tocchi il vitale, come pare, fallo fino in fondo, senza kierkegaard o kafka.<br />
Chi è Dario Borso, te lo sei mai chiesto?</p>
<p>con stima<br />
giggetto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
