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	<title>Commenti a: La lingua italiana dopo Silvio Berlusconi</title>
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	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 17:58:56 +0000</pubDate>
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		<title>Di: ness1</title>
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		<dc:creator>ness1</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jul 2006 18:20:45 +0000</pubDate>
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		<description>Per marco v: "Tieniti in movimento: non s'è mai visto un cane pisciare sulle ruote d'un'auto in corsa." - ha detto, e ben a ragione, una volta il grande Tom Waits (che non è uno "scrittore", per chi non lo sapesse) - comunque sia il frigorifero per es. qua da noi si chiama frigo, e basta; all'incirca come a Milano dicono "la tele" per televisione, che invece si chiama "teevisòn" in dialetto mio e semmai in italiano è scorciata "tv". Basta ascoltare i bambini, piccoli, che sono ancora liberi, e dicono per es. "sventolatore" (ventilatore) e quant'altro di immaginabile esista o anche non esista (ancora)! "Ei dice cose, e voi dite parole." - scriveva Francesco Berni nei suoi Capitoli burleschi a proposito di Michelangelo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per marco v: &#8220;Tieniti in movimento: non s&#8217;è mai visto un cane pisciare sulle ruote d&#8217;un&#8217;auto in corsa.&#8221; - ha detto, e ben a ragione, una volta il grande Tom Waits (che non è uno &#8220;scrittore&#8221;, per chi non lo sapesse) - comunque sia il frigorifero per es. qua da noi si chiama frigo, e basta; all&#8217;incirca come a Milano dicono &#8220;la tele&#8221; per televisione, che invece si chiama &#8220;teevisòn&#8221; in dialetto mio e semmai in italiano è scorciata &#8220;tv&#8221;. Basta ascoltare i bambini, piccoli, che sono ancora liberi, e dicono per es. &#8220;sventolatore&#8221; (ventilatore) e quant&#8217;altro di immaginabile esista o anche non esista (ancora)! &#8220;Ei dice cose, e voi dite parole.&#8221; - scriveva Francesco Berni nei suoi Capitoli burleschi a proposito di Michelangelo.</p>
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		<title>Di: ness1</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-30903</link>
		<dc:creator>ness1</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jul 2006 18:09:39 +0000</pubDate>
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		<description>Già Mc Luhan un po' d'annetti fa aveva capito che conta più la forma della comunicazione che non il contenuto, e che è questa a determinare ciò che accade nelle coscienze e nei subconsci dei comunicanti stessi... Già ci son maree e montagne su montagne di studi e tesi di laurea e parole su parole d'analisi del fenomeno del berlusconismo... Già la realtà bastava, ma se si voleva una mazzata allo stomaco bastava andar al cinema a vedersi pure  Il Caimano di Moretti questa primavera... Infine già qualcuno disse che dai cattivi maestri imparò moltissimo... Eppure: eppure alle ultime politiche un buon 49 e rotti % degli Italiani s'è rivotato il suo idolo personale, e ciò che resta della sinistra ha raccolto i cocci e sta tentando di contener il tornado.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già Mc Luhan un po&#8217; d&#8217;annetti fa aveva capito che conta più la forma della comunicazione che non il contenuto, e che è questa a determinare ciò che accade nelle coscienze e nei subconsci dei comunicanti stessi&#8230; Già ci son maree e montagne su montagne di studi e tesi di laurea e parole su parole d&#8217;analisi del fenomeno del berlusconismo&#8230; Già la realtà bastava, ma se si voleva una mazzata allo stomaco bastava andar al cinema a vedersi pure  Il Caimano di Moretti questa primavera&#8230; Infine già qualcuno disse che dai cattivi maestri imparò moltissimo&#8230; Eppure: eppure alle ultime politiche un buon 49 e rotti % degli Italiani s&#8217;è rivotato il suo idolo personale, e ciò che resta della sinistra ha raccolto i cocci e sta tentando di contener il tornado.</p>
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		<title>Di: Pendolassa</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-28654</link>
		<dc:creator>Pendolassa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2006 00:04:48 +0000</pubDate>
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		<description>Peccato che il maestro al quale sputi è anche tuo genitore e se esso è pure il vecchio che vuoi scaricare allora hai deciso di morire assieme a lui.
Buon per te</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Peccato che il maestro al quale sputi è anche tuo genitore e se esso è pure il vecchio che vuoi scaricare allora hai deciso di morire assieme a lui.<br />
Buon per te</p>
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		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-26192</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2006 12:05:02 +0000</pubDate>
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		<description>Mi unisco alla schiera di elogi.
M.M., complimenti per questo pezzo lucido e appassionato.
Grazie per lo spunto di riflessione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi unisco alla schiera di elogi.<br />
M.M., complimenti per questo pezzo lucido e appassionato.<br />
Grazie per lo spunto di riflessione.</p>
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	</item>
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		<title>Di: claudio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-26146</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2006 12:49:51 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti Alberto, hai compreso perfettamente lo spirito che anima l'articolo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti Alberto, hai compreso perfettamente lo spirito che anima l&#8217;articolo!</p>
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		<title>Di: Alberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25976</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2006 14:25:33 +0000</pubDate>
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		<description>Sono sicuro che con Prodi al governo, tutti noi parleremo meglio l'italiano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sicuro che con Prodi al governo, tutti noi parleremo meglio l&#8217;italiano.</p>
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		<title>Di: DecimoCirenaica</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25904</link>
		<dc:creator>DecimoCirenaica</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2006 18:02:41 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissimo scritto.
Complimenti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo scritto.<br />
Complimenti&#8230;</p>
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		<title>Di: mario</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25876</link>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2006 10:02:10 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco. Una lingua senza sex appeal (a meno che non si consideri il sex appeal dell'inorganico e quello necrofilo). Una lingua morta, in-formata dagli ossimori. Spottabile perché televisiva. O televisiva perché fatta d(a)i claim. E geriatrica.
Ma se fosse anche una lingua finalmente priva di distinzione (la distinzione di Bourdieu). Omologata, sì e proprio per questo democratica? Se stessimo vivendo un'uguaglianza e ci trovassimo a rimpiangere la diseguaglianza precedente?
Non so per voi tutti, ma, per me, sarebbe tragico.
(lo stesso dcasi per la moda, l'arte in generale, il cinema, ecc.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco. Una lingua senza sex appeal (a meno che non si consideri il sex appeal dell&#8217;inorganico e quello necrofilo). Una lingua morta, in-formata dagli ossimori. Spottabile perché televisiva. O televisiva perché fatta d(a)i claim. E geriatrica.<br />
Ma se fosse anche una lingua finalmente priva di distinzione (la distinzione di Bourdieu). Omologata, sì e proprio per questo democratica? Se stessimo vivendo un&#8217;uguaglianza e ci trovassimo a rimpiangere la diseguaglianza precedente?<br />
Non so per voi tutti, ma, per me, sarebbe tragico.<br />
(lo stesso dcasi per la moda, l&#8217;arte in generale, il cinema, ecc.)</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Information Guerrilla</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25859</link>
		<dc:creator>Information Guerrilla</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2006 21:28:53 +0000</pubDate>
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		<description>Ottimo articolo! 
L'abbiamo linkato anche sul ns. sito http://www.informationguerrilla.org</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo articolo!<br />
L&#8217;abbiamo linkato anche sul ns. sito <a href="http://www.informationguerrilla.org" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.informationguerrilla.org');" rel="nofollow">http://www.informationguerrilla.org</a></p>
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		<title>Di: Alessandro Broggi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25821</link>
		<dc:creator>Alessandro Broggi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2006 18:11:57 +0000</pubDate>
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		<description>Davvero un ottimo pezzo. Focalizzarsi sulla lingua è quanto mai urgente e necessario. Analisi acuta, complimenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero un ottimo pezzo. Focalizzarsi sulla lingua è quanto mai urgente e necessario. Analisi acuta, complimenti.</p>
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	<item>
		<title>Di: cristiano prakash dorigo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25801</link>
		<dc:creator>cristiano prakash dorigo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2006 06:44:35 +0000</pubDate>
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		<description>parliamo e pensiamo per slogan e slang e jingle. vediamo e ascoltiamo e pensiamo veloce.
la dentiera estetica parla per noi, in nostra vece.
desideriamo assomigliare alla maggioranza di cui sopra per non sentirci soli.sposiamo il conformismo sperando di farci due soldi o che almeno ci dia un pò di fama.
è ora di basta!

bravo marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>parliamo e pensiamo per slogan e slang e jingle. vediamo e ascoltiamo e pensiamo veloce.<br />
la dentiera estetica parla per noi, in nostra vece.<br />
desideriamo assomigliare alla maggioranza di cui sopra per non sentirci soli.sposiamo il conformismo sperando di farci due soldi o che almeno ci dia un pò di fama.<br />
è ora di basta!</p>
<p>bravo marco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25791</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 20:15:45 +0000</pubDate>
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		<description>latte va bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>latte va bene.</p>
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		<title>Di: Andrea Raos</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25785</link>
		<dc:creator>Andrea Raos</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 17:06:03 +0000</pubDate>
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		<description>Mia nonna diceva "frigor" (ma anche "frigorigero" non è male, sembra un animale preistorico). 
Una lettura salutare, complimenti a Mancassola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mia nonna diceva &#8220;frigor&#8221; (ma anche &#8220;frigorigero&#8221; non è male, sembra un animale preistorico).<br />
Una lettura salutare, complimenti a Mancassola.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: maline</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25782</link>
		<dc:creator>maline</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 14:11:18 +0000</pubDate>
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		<description>Ciap'al'lat in frigo -per piasèe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciap&#8217;al&#8217;lat in frigo -per piasèe</p>
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		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25779</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 13:49:55 +0000</pubDate>
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		<description>A dir la verità a casa mia si dice "Frigo". "Apri il frigo e prendi il latte!"
(e "latte"? "latte" va bene?)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A dir la verità a casa mia si dice &#8220;Frigo&#8221;. &#8220;Apri il frigo e prendi il latte!&#8221;<br />
(e &#8220;latte&#8221;? &#8220;latte&#8221; va bene?)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marco v</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25777</link>
		<dc:creator>marco v</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 13:42:14 +0000</pubDate>
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		<description>credo esista una residua speranza di far scattare la lingua italiana (che, com'è noto, fino agli anni Sessanta era letteraria di riuso) in avanti: ma resta sempre il problema, insuperabile, dettato dal consumismo: frigorifero si dice 'frigorigero'. Non c'è un modo 'locale', 'originale' di dirlo. La tecnocrazia, che è il vero potere - assai più della politica e dei partiti - parla una lingua essenziale e pretende che noi ci si comprenda il più velocemente possibile. Anche per non dirsi nulla, ovvio, ma è il controllo che conta. Se è lungo fa in tempo a mutare, se è breve no. Per questa ragione apprezzo molto ogni letteratura, anche del passato, in cui risiede una lingua che è un 'toreare', un linguaggio sofferto, magari irrisolto, ma vivo, vero, sfuggente. Perché se la crifra del nostro tempo è l'ossessione per il controllo, allora ciò che non si controlla, che non sa star fermo, va nella direzione opposta. Cioè migliore ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo esista una residua speranza di far scattare la lingua italiana (che, com&#8217;è noto, fino agli anni Sessanta era letteraria di riuso) in avanti: ma resta sempre il problema, insuperabile, dettato dal consumismo: frigorifero si dice &#8216;frigorigero&#8217;. Non c&#8217;è un modo &#8216;locale&#8217;, &#8216;originale&#8217; di dirlo. La tecnocrazia, che è il vero potere - assai più della politica e dei partiti - parla una lingua essenziale e pretende che noi ci si comprenda il più velocemente possibile. Anche per non dirsi nulla, ovvio, ma è il controllo che conta. Se è lungo fa in tempo a mutare, se è breve no. Per questa ragione apprezzo molto ogni letteratura, anche del passato, in cui risiede una lingua che è un &#8216;toreare&#8217;, un linguaggio sofferto, magari irrisolto, ma vivo, vero, sfuggente. Perché se la crifra del nostro tempo è l&#8217;ossessione per il controllo, allora ciò che non si controlla, che non sa star fermo, va nella direzione opposta. Cioè migliore ;)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco forlani</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25766</link>
		<dc:creator>francesco forlani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 10:45:41 +0000</pubDate>
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		<description>@ Daniele
condivido la tua idea di linguaggio furioso e come te credo nell'idioletto come punto di partenza del linguaggio (e non come di non ritorno) come alcune avanguardie ci hanno voluto far credere. Il testo in questione però non credo voglia standardizzare il linguaggio, al contrario, liberarlo dalla sua semplificazione in bueno no bueno, sinistra destra, rock lento ecc.ecc.
effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Daniele<br />
condivido la tua idea di linguaggio furioso e come te credo nell&#8217;idioletto come punto di partenza del linguaggio (e non come di non ritorno) come alcune avanguardie ci hanno voluto far credere. Il testo in questione però non credo voglia standardizzare il linguaggio, al contrario, liberarlo dalla sua semplificazione in bueno no bueno, sinistra destra, rock lento ecc.ecc.<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Manuela</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25762</link>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 10:25:08 +0000</pubDate>
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		<description>Già è un'ottima cosa che tu non abbia frequentato sto cazzo di holden.

E basta, basta, basta con Baricco e i suoi adepti (non sa più dove infilarli, torino è piena , milano anche)

B-A-S-T-A-!!!!


Manuela</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già è un&#8217;ottima cosa che tu non abbia frequentato sto cazzo di holden.</p>
<p>E basta, basta, basta con Baricco e i suoi adepti (non sa più dove infilarli, torino è piena , milano anche)</p>
<p>B-A-S-T-A-!!!!</p>
<p>Manuela</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: dario</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25756</link>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 08:13:59 +0000</pubDate>
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		<description>@ davide e gianni: grazie per le precisazioni "morettiane"

@ claudio: vorrei averla avuta io, l'idea di inserie gramsci...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ davide e gianni: grazie per le precisazioni &#8220;morettiane&#8221;</p>
<p>@ claudio: vorrei averla avuta io, l&#8217;idea di inserie gramsci&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Bartolomeo Di Monaco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25744</link>
		<dc:creator>Bartolomeo Di Monaco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2006 22:56:34 +0000</pubDate>
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		<description>Partendo dalla politica per fare un discorso sulla lingua, ho la vaga impressione che si faccia come colui che per vedere il cielo si metta a scavare una buca.

Basta ascoltare i dibattiti politici di questi giorni per rendersi conto che la letteratura ha poco a che fare con un tale linguaggio. Un minimo comune denominatore tiene insieme il linguaggio dei politici (e lo ha tenuto nel passato e lo terrà nel futuro), ed è la ricerca della parola come  specchio sempre anche di qualcosa d'altro. La parola ha dentro di sè, ossia, non più solo l'esattezza della cosa che rappresenta, ma anche un sottile velo d'ombra pronto a cadere e a svelare perfino il suo contrario.

La lingua che ci sta a cuore e di cui, a mio avviso, si dovrebbe parlare è altra, è quella, come scrive Benini, che trae la sua vitalità dal parlato, che sempre si rinnova, il solo che ha contatto con il tempo che si vive, e che si codifica, trovandovi la sua elaborazione più alta, nella espressione dei grandi scrittori.

Non credo che l'Italia manchi di artisti che lavorano in questa direzione.

Bart</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Partendo dalla politica per fare un discorso sulla lingua, ho la vaga impressione che si faccia come colui che per vedere il cielo si metta a scavare una buca.</p>
<p>Basta ascoltare i dibattiti politici di questi giorni per rendersi conto che la letteratura ha poco a che fare con un tale linguaggio. Un minimo comune denominatore tiene insieme il linguaggio dei politici (e lo ha tenuto nel passato e lo terrà nel futuro), ed è la ricerca della parola come  specchio sempre anche di qualcosa d&#8217;altro. La parola ha dentro di sè, ossia, non più solo l&#8217;esattezza della cosa che rappresenta, ma anche un sottile velo d&#8217;ombra pronto a cadere e a svelare perfino il suo contrario.</p>
<p>La lingua che ci sta a cuore e di cui, a mio avviso, si dovrebbe parlare è altra, è quella, come scrive Benini, che trae la sua vitalità dal parlato, che sempre si rinnova, il solo che ha contatto con il tempo che si vive, e che si codifica, trovandovi la sua elaborazione più alta, nella espressione dei grandi scrittori.</p>
<p>Non credo che l&#8217;Italia manchi di artisti che lavorano in questa direzione.</p>
<p>Bart</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Canzian</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25740</link>
		<dc:creator>Alessandro Canzian</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2006 20:24:09 +0000</pubDate>
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		<description>Rispondevo a Tashtego, in contemporanea con Nobili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondevo a Tashtego, in contemporanea con Nobili.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Alessandro Canzian</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25739</link>
		<dc:creator>Alessandro Canzian</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2006 19:50:20 +0000</pubDate>
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		<description>Ma è esattamente quello che Mancassola sta dicendo: bisogna riconoscere la contraddizione: abitiamo una lingua malridotta, svuotata, abusata e abusiva (come uno di quegli ecomostri che deturpano il paesaggio), e ci tocca denunciare questa condizione usando la medesima lingua, dal suo interno. Questo essere "a mal partito" della lingua è una cosa che nessun autore può superare da solo, con un'impennata soggettiva: la lingua è grande e ciascuno di noi è piccolo. Si può abitare la lingua in modo conflittuale, esponendosi a ogni frase, anzi, a ogni parola, al rischio che venga ri-inghiottita nel non-senso. Però, non credo che Mancassola stia facendo il solito discorso del "degrado" della lingua, come i puristi della grammatica: qui si parla del senso delle parole, di una semantica andata a puttane (per l'appunto), non del fatto che si dimenticano i congiuntivi o si usano troppi termini inglesi. Anzi, Mancassola dice una cosa che c'era già nel primo "florilegio": la consuetudine con un'altra lingua aiuta a "relativizzare" la propria e a vederne il possibile logoramento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma è esattamente quello che Mancassola sta dicendo: bisogna riconoscere la contraddizione: abitiamo una lingua malridotta, svuotata, abusata e abusiva (come uno di quegli ecomostri che deturpano il paesaggio), e ci tocca denunciare questa condizione usando la medesima lingua, dal suo interno. Questo essere &#8220;a mal partito&#8221; della lingua è una cosa che nessun autore può superare da solo, con un&#8217;impennata soggettiva: la lingua è grande e ciascuno di noi è piccolo. Si può abitare la lingua in modo conflittuale, esponendosi a ogni frase, anzi, a ogni parola, al rischio che venga ri-inghiottita nel non-senso. Però, non credo che Mancassola stia facendo il solito discorso del &#8220;degrado&#8221; della lingua, come i puristi della grammatica: qui si parla del senso delle parole, di una semantica andata a puttane (per l&#8217;appunto), non del fatto che si dimenticano i congiuntivi o si usano troppi termini inglesi. Anzi, Mancassola dice una cosa che c&#8217;era già nel primo &#8220;florilegio&#8221;: la consuetudine con un&#8217;altra lingua aiuta a &#8220;relativizzare&#8221; la propria e a vederne il possibile logoramento.</p>
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		<title>Di: andrea.nobili</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25737</link>
		<dc:creator>andrea.nobili</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2006 19:13:46 +0000</pubDate>
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		<description>sottoscrivo in pieno l'affermazione di tashtego.
Ma forse è questione di puntualizzare alcuni concetti (ammesso sia possibile) e solo chi ha scritto l'articolo lo può fare:
Sennò rischia di vanificare ciò che è in apparenza un bellissimo esercizio di stile. 

Provo ad analizzare alcune frasi:

"Il problema linguistico occidentale è quello di una vita sempre più flessibile, multipla, frammentata, una vita-collage di identità provvisorie cui corrispondono, per mancanza di tempo e risorse, esperienze sempre più standard."

Che vuol dire?
Siamo veramente sicuri che le nostre vite siano più standardizzate rispetto al passato? Rispetto cioè ad altri periodi, di cui la storia è piena, e in cui prevaleva l'incertezza? Siamo meno "precari" rispetto a chi, nell'anno mille si sentiva sull'orlo della fine del mondo? E la lingua dipende davvero dalla convivenza di molteplici delle identità incastrate nel tempo? I moti a cui va incontro una lingua non richiedono (de Saussure insegna) la condivisione e il tempo? Non basta la "confusione di identità" o il loro contrasto per scardinare il linguaggio. Il linguaggio accompagna e segue il tempo: è una convenzione sociale. Non è un fine ma un mezzo. Un media come tanti altri. Con diritto e su quali basi possiamo affermare che la nostra lingua degenera? 

Questa vorrei mi fosse spiegata:

"Il degrado linguistico di una nazione inizia quando le parole non appartengono più a nessuno."

Forse sono troppo ignorante per cogliere il senso ultimo della frase.
Ma così mi sembra vuota. Seducente a livello estetico ma priva di un qualsiasi concetto da esprimere. Chi le dovrebbe possedere le parole? 
Forse Berlusconi?

"Se questa lingua non è più di nessuno, si parla da sola come una bocca senza corpo? Cosa resta oltre lo splendore del suo sorriso, oltre l’immagine di una luminosa-schifosa, demenziale, avvilente, grottesca dentiera che parla da sola?"

Su che base si afferma che non è più di nessuno? Io per esempio la sento abbastanza "mia". Mi ci arrovello, la declino, la stupro, sperimento ma alla fine ci gioco e basta. Solo per questo mio giocarci, non la possiedo? Invero credo di possederla quel minimo che basta per usarla.

Forse dimentichiamo che la lingua (la parole), come tutti i linguaggi è soggetta a convenzione. Chi stupra il linguaggio commette violenza fine a se stessa se il suo stupro non è condiviso. Io francamente di orge in corso non ne vedo. Non tutti siamo stupratori e non tutti condividiamo stupri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sottoscrivo in pieno l&#8217;affermazione di tashtego.<br />
Ma forse è questione di puntualizzare alcuni concetti (ammesso sia possibile) e solo chi ha scritto l&#8217;articolo lo può fare:<br />
Sennò rischia di vanificare ciò che è in apparenza un bellissimo esercizio di stile. </p>
<p>Provo ad analizzare alcune frasi:</p>
<p>&#8220;Il problema linguistico occidentale è quello di una vita sempre più flessibile, multipla, frammentata, una vita-collage di identità provvisorie cui corrispondono, per mancanza di tempo e risorse, esperienze sempre più standard.&#8221;</p>
<p>Che vuol dire?<br />
Siamo veramente sicuri che le nostre vite siano più standardizzate rispetto al passato? Rispetto cioè ad altri periodi, di cui la storia è piena, e in cui prevaleva l&#8217;incertezza? Siamo meno &#8220;precari&#8221; rispetto a chi, nell&#8217;anno mille si sentiva sull&#8217;orlo della fine del mondo? E la lingua dipende davvero dalla convivenza di molteplici delle identità incastrate nel tempo? I moti a cui va incontro una lingua non richiedono (de Saussure insegna) la condivisione e il tempo? Non basta la &#8220;confusione di identità&#8221; o il loro contrasto per scardinare il linguaggio. Il linguaggio accompagna e segue il tempo: è una convenzione sociale. Non è un fine ma un mezzo. Un media come tanti altri. Con diritto e su quali basi possiamo affermare che la nostra lingua degenera? </p>
<p>Questa vorrei mi fosse spiegata:</p>
<p>&#8220;Il degrado linguistico di una nazione inizia quando le parole non appartengono più a nessuno.&#8221;</p>
<p>Forse sono troppo ignorante per cogliere il senso ultimo della frase.<br />
Ma così mi sembra vuota. Seducente a livello estetico ma priva di un qualsiasi concetto da esprimere. Chi le dovrebbe possedere le parole?<br />
Forse Berlusconi?</p>
<p>&#8220;Se questa lingua non è più di nessuno, si parla da sola come una bocca senza corpo? Cosa resta oltre lo splendore del suo sorriso, oltre l’immagine di una luminosa-schifosa, demenziale, avvilente, grottesca dentiera che parla da sola?&#8221;</p>
<p>Su che base si afferma che non è più di nessuno? Io per esempio la sento abbastanza &#8220;mia&#8221;. Mi ci arrovello, la declino, la stupro, sperimento ma alla fine ci gioco e basta. Solo per questo mio giocarci, non la possiedo? Invero credo di possederla quel minimo che basta per usarla.</p>
<p>Forse dimentichiamo che la lingua (la parole), come tutti i linguaggi è soggetta a convenzione. Chi stupra il linguaggio commette violenza fine a se stessa se il suo stupro non è condiviso. Io francamente di orge in corso non ne vedo. Non tutti siamo stupratori e non tutti condividiamo stupri.</p>
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	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25736</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2006 18:47:50 +0000</pubDate>
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		<description>al di là dell'esercizio di retorica e delle metaforazze seminate a tutto spiano in ogni punto del testo non c'è, dico non c'è, un solo concetto enucleabile e di conseguenza utilizzabile: un pezzo sulla lingua con un uso della lingua stessa che ne contraddice il possibile contenuto, che ne dimostra il contrario, nel suo tentativo di esprimere concetti che non ci sono e dunque avvitandosi tristemente su se stesso: insomma la "lingua puttana che tutti scopano e nessuno sposa" (complimenti, bella frase) anche stavolta è stata costretta a sotto-stare alle voglie del primo venuto: senza godere nemmeno un po'.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>al di là dell&#8217;esercizio di retorica e delle metaforazze seminate a tutto spiano in ogni punto del testo non c&#8217;è, dico non c&#8217;è, un solo concetto enucleabile e di conseguenza utilizzabile: un pezzo sulla lingua con un uso della lingua stessa che ne contraddice il possibile contenuto, che ne dimostra il contrario, nel suo tentativo di esprimere concetti che non ci sono e dunque avvitandosi tristemente su se stesso: insomma la &#8220;lingua puttana che tutti scopano e nessuno sposa&#8221; (complimenti, bella frase) anche stavolta è stata costretta a sotto-stare alle voglie del primo venuto: senza godere nemmeno un po&#8217;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: claudio</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/23/la-lingua-italiana-dopo-silvio-berlusconi/#comment-25731</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2006 18:06:49 +0000</pubDate>
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		<description>Carissima Teresina,
Mi è stata consegnata solo pochi giorni fa la lettera che mi avevi inviato a Ustica e che conteneva la fotografia di Franco. Ho così potuto vedere finalmente il tuo bimbetto e te ne faccio la mie congratulazioni; mi manderai, è vero?, anche la fotografia della Mimì e così sarò proprio contento. Mi ha colpito molto che Franco, almeno dalla fotografia, rassomigli pochissimo alla nostra famiglia: deve rassomigliare a Paolo e alla sua stirpe campidanese e forse addirittura maurreddina: e Mimì a che somiglia? Devi scrivermi a lungo intorno ai tuoi bambini, se hai tempo, o almeno farmi scrivere da Carlo o da Graziella. Franco mi pare molto vispo e intelligente: penso che parli già correttamente. In che lingua parla? Spero che lo lascerete parlare in sardo e non gli darete dei dispiaceri a questo proposito. E’ stato un errore, per me, non aver lasciato che Edmea, da bambinetta, parlasse liberamente in sardo. Ciò ha nociuto alla sua formazione intellettuale e ha messo una camicia di forza ala sua fantasia. Non devi fare questo errore coi tuoi bambini. Intanto il sardo non è un dialetto, ma una lingua a sé, quantunque non abbia una grande letteratura, ed è bene che i bambini imparino più lingue, se è possibile. Poi, l’italiano, che voi gli insegnerete, sarà una lingua povera, monca, fatta solo di quelle poche frasi e parole delle vostre conversazioni con lui, puramente infantile; egli non avrà contatto con l’ambiente generale e finirà con l’apprendere due gerghi e nessuna lingua: un gergo italiano per la conversazione ufficiale con voi e un gergo sardo, appreso a pezzi e bocconi, per parlare con gli altri bambini e con la gente che incontra per la strada o in piazza. Ti raccomando, proprio di cuore, di non commettere un tale errore e di lasciare che i tuoi bambini succhino tutto il sardismo che vogliono e si sviluppino spontaneamente bell’ambiente naturale in cui sono nati: ciò non sarà un impaccio per il loro avvenire, tutt’altro. [...]

Antonio Gramsci, 26 marzo 1927</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissima Teresina,<br />
Mi è stata consegnata solo pochi giorni fa la lettera che mi avevi inviato a Ustica e che conteneva la fotografia di Franco. Ho così potuto vedere finalmente il tuo bimbetto e te ne faccio la mie congratulazioni; mi manderai, è vero?, anche la fotografia della Mimì e così sarò proprio contento. Mi ha colpito molto che Franco, almeno dalla fotografia, rassomigli pochissimo alla nostra famiglia: deve rassomigliare a Paolo e alla sua stirpe campidanese e forse addirittura maurreddina: e Mimì a che somiglia? Devi scrivermi a lungo intorno ai tuoi bambini, se hai tempo, o almeno farmi scrivere da Carlo o da Graziella. Franco mi pare molto vispo e intelligente: penso che parli già correttamente. In che lingua parla? Spero che lo lascerete parlare in sardo e non gli darete dei dispiaceri a questo proposito. E’ stato un errore, per me, non aver lasciato che Edmea, da bambinetta, parlasse liberamente in sardo. Ciò ha nociuto alla sua formazione intellettuale e ha messo una camicia di forza ala sua fantasia. Non devi fare questo errore coi tuoi bambini. Intanto il sardo non è un dialetto, ma una lingua a sé, quantunque non abbia una grande letteratura, ed è bene che i bambini imparino più lingue, se è possibile. Poi, l’italiano, che voi gli insegnerete, sarà una lingua povera, monca, fatta solo di quelle poche frasi e parole delle vostre conversazioni con lui, puramente infantile; egli non avrà contatto con l’ambiente generale e finirà con l’apprendere due gerghi e nessuna lingua: un gergo italiano per la conversazione ufficiale con voi e un gergo sardo, appreso a pezzi e bocconi, per parlare con gli altri bambini e con la gente che incontra per la strada o in piazza. Ti raccomando, proprio di cuore, di non commettere un tale errore e di lasciare che i tuoi bambini succhino tutto il sardismo che vogliono e si sviluppino spontaneamente bell’ambiente naturale in cui sono nati: ciò non sarà un impaccio per il loro avvenire, tutt’altro. [...]</p>
<p>Antonio Gramsci, 26 marzo 1927</p>
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