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	<title>Commenti a: Berlinguer ti voglio bene</title>
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	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 10:24:12 +0000</pubDate>
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		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26356</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2006 20:11:49 +0000</pubDate>
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		<description>Caro PPP, (avevo compreso che si trattava di un OT scherzoso) poiché amiamo quel film, mi permetto di linkare unavita.splinder.com, dove ho messo gli estremi di uno spettacolo di canti popolari che faccio insieme a Bozzone... Un po' di pubblicità a uno spettacolo virtuale (visto che non lo "vendo" e dunque non gira) può essere uno stimolo a farlo girare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro PPP, (avevo compreso che si trattava di un OT scherzoso) poiché amiamo quel film, mi permetto di linkare unavita.splinder.com, dove ho messo gli estremi di uno spettacolo di canti popolari che faccio insieme a Bozzone&#8230; Un po&#8217; di pubblicità a uno spettacolo virtuale (visto che non lo &#8220;vendo&#8221; e dunque non gira) può essere uno stimolo a farlo girare&#8230;</p>
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		<title>Di: p.p.p.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26349</link>
		<dc:creator>p.p.p.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2006 19:38:34 +0000</pubDate>
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		<description>@ Marco Rovelli

Era solo un OT scherzoso, postato perché credevo ormai concluso il dibattito (che comunque avevo seguito con interesse). Nessun effetto canzonatorio, poi: la mia stima nei suoi confronti è di lunga data, e difficilmente scalfibile, soprattutto ora che so che condividiamo lo stesso amore per un certo film. ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Marco Rovelli</p>
<p>Era solo un OT scherzoso, postato perché credevo ormai concluso il dibattito (che comunque avevo seguito con interesse). Nessun effetto canzonatorio, poi: la mia stima nei suoi confronti è di lunga data, e difficilmente scalfibile, soprattutto ora che so che condividiamo lo stesso amore per un certo film. ;-)</p>
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	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26318</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2006 15:29:14 +0000</pubDate>
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		<description>@ rossella
grazie!

@ p.p.p.
Per la recensione al film - che amo - la cosa è un po' più complessa, vedrò di attrezzarmi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ rossella<br />
grazie!</p>
<p>@ p.p.p.<br />
Per la recensione al film - che amo - la cosa è un po&#8217; più complessa, vedrò di attrezzarmi&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: p.p.p.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26263</link>
		<dc:creator>p.p.p.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2006 22:57:21 +0000</pubDate>
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		<description>E io che ero convinto che questo post contenesse una recensione dell'omonimo film di Benigni! Che bestia!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E io che ero convinto che questo post contenesse una recensione dell&#8217;omonimo film di Benigni! Che bestia!!</p>
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		<title>Di: rossella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26167</link>
		<dc:creator>rossella</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2006 17:30:49 +0000</pubDate>
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		<description>Questi due libri su Berlinguer forse aiutano anche a capire qualcosa sulle diverse anime interne ai DS (oggi la dialettica interna è ingessata per la campagna elettorale). Mi sembra che la rivalutazione di Craxi abbia subito una battuta d'arresto con il caso Consorte. 
@ Rovelli
complimenti per l'articolo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questi due libri su Berlinguer forse aiutano anche a capire qualcosa sulle diverse anime interne ai DS (oggi la dialettica interna è ingessata per la campagna elettorale). Mi sembra che la rivalutazione di Craxi abbia subito una battuta d&#8217;arresto con il caso Consorte.<br />
@ Rovelli<br />
complimenti per l&#8217;articolo</p>
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	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26165</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2006 16:24:46 +0000</pubDate>
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		<description>@ Maline
Condivido. Non condivido però la negazione dello strappo: dici bene, Berlinguer addita il modello come mito. Demitizza il mito. E il legame ideologico con l'URSS era anzitutto un apparato ideologico (Cafagna nel 56 aveva parlato di "mitologia del sovietico", e di questo sintagma ne feci il titolo della tesi...). Dunque demitizzare significa davvero, a mio giudizio, strappare.

@ Mario
Occhetto è sempre stato confuso, come dimostrano i suoi ultimi ondeggiamenti, sono d'accordo. Quando avevo vent'anni ero stato per un istante abbagliato dalla sua confusione, questo è il mio cruccio...

@ Massimo
Non so nulla di più di ciò che scrivo, dunque probabilmente è vero che Romano si stia margheritizzando. Ma non direi che questo sposta in maniera decisiva l'asse del ragionamento. In certi ambienti si possono sempre dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Maline<br />
Condivido. Non condivido però la negazione dello strappo: dici bene, Berlinguer addita il modello come mito. Demitizza il mito. E il legame ideologico con l&#8217;URSS era anzitutto un apparato ideologico (Cafagna nel 56 aveva parlato di &#8220;mitologia del sovietico&#8221;, e di questo sintagma ne feci il titolo della tesi&#8230;). Dunque demitizzare significa davvero, a mio giudizio, strappare.</p>
<p>@ Mario<br />
Occhetto è sempre stato confuso, come dimostrano i suoi ultimi ondeggiamenti, sono d&#8217;accordo. Quando avevo vent&#8217;anni ero stato per un istante abbagliato dalla sua confusione, questo è il mio cruccio&#8230;</p>
<p>@ Massimo<br />
Non so nulla di più di ciò che scrivo, dunque probabilmente è vero che Romano si stia margheritizzando. Ma non direi che questo sposta in maniera decisiva l&#8217;asse del ragionamento. In certi ambienti si possono sempre dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: massimo adinolfi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26126</link>
		<dc:creator>massimo adinolfi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Apr 2006 23:36:39 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Marco, ma tu sei sicuro dei rapporti che stabilisci tra Andrea Romano e Massimo D'Alema? A me è capitato proprio in questi giorni di chiedere pareri in ambienti, diciamo, dalemiani, e sentirmi rispondere che le distanze tra i due sono abbastanza grandi, e che Romano si è margheritizzato alquanto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco, ma tu sei sicuro dei rapporti che stabilisci tra Andrea Romano e Massimo D&#8217;Alema? A me è capitato proprio in questi giorni di chiedere pareri in ambienti, diciamo, dalemiani, e sentirmi rispondere che le distanze tra i due sono abbastanza grandi, e che Romano si è margheritizzato alquanto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: cf05103025</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26105</link>
		<dc:creator>cf05103025</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2006 22:03:57 +0000</pubDate>
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		<description>Qui si è tirato in ballo D'Alema ma si è tralasciato messer Occhetto il quale fu segretario P.C.I dopo Berlinguer, che con il suddetto signor Baffino fu gran traghettatore di comunismi italiani verso lidi ben sciacquati in acque craxiane vuoi lorde di melme tangentizie e personalismi, narcisismi e scarpette da 700.000 lireal paio o barcarizzi volanti.  
Il signor Occhetto, che ora nutre avversione e rivalità per il suo degno compare, ricordo benissimo che già alla Bolognina cominciò a banfare di "moralismi" quando alcuno "sprovveduto" diceva di illeciti guadagni conseguiti con la politica.
E ricordo pure che mentre conversavo con un funzionario PCI, piuttosto in alto, di sorgenti illecite di soldoni, costui rispose, (l'indegno):
I compagni socialisti dicono che così si fa per governare!!
E non è per tutto incentrare sull'onestà che dico, ma anche ricordare l'intelligenza che vien comunque annegata dall'avidità e dal personalismo (se mai intelligenza  o lungimiranza vi fu).
Comunque sono con Tashtego per dire che Craxi emerse perché era il frutto maturo, il virgulto di un'epoca tutta rose e fiori e garofani etc.
MarioB.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qui si è tirato in ballo D&#8217;Alema ma si è tralasciato messer Occhetto il quale fu segretario P.C.I dopo Berlinguer, che con il suddetto signor Baffino fu gran traghettatore di comunismi italiani verso lidi ben sciacquati in acque craxiane vuoi lorde di melme tangentizie e personalismi, narcisismi e scarpette da 700.000 lireal paio o barcarizzi volanti.<br />
Il signor Occhetto, che ora nutre avversione e rivalità per il suo degno compare, ricordo benissimo che già alla Bolognina cominciò a banfare di &#8220;moralismi&#8221; quando alcuno &#8220;sprovveduto&#8221; diceva di illeciti guadagni conseguiti con la politica.<br />
E ricordo pure che mentre conversavo con un funzionario PCI, piuttosto in alto, di sorgenti illecite di soldoni, costui rispose, (l&#8217;indegno):<br />
I compagni socialisti dicono che così si fa per governare!!<br />
E non è per tutto incentrare sull&#8217;onestà che dico, ma anche ricordare l&#8217;intelligenza che vien comunque annegata dall&#8217;avidità e dal personalismo (se mai intelligenza  o lungimiranza vi fu).<br />
Comunque sono con Tashtego per dire che Craxi emerse perché era il frutto maturo, il virgulto di un&#8217;epoca tutta rose e fiori e garofani etc.<br />
MarioB.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: maline</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26091</link>
		<dc:creator>maline</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2006 11:00:10 +0000</pubDate>
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		<description>Uno dei problemi di Berlinguer fu la lentezza. Che derivava anche dal "cavalcare" un elefante: in cammino riusciva anche a travolgere molti ostacoli; la sua messa in moto in un altra direzione non era però facile -anche considerati certi ceppi sempre molto forti quale certo operaismo da un lato e tendenze socialdemocratiche (ma di stampo italiano) dall'altra. Berlinguer non causò in fondo mai strappi veri e propri: non lo fu nemmeno quello con l'URSS: aprì piuttosto la via nella parte della società italiana che più vi era richiamata, ad una riflessione sul fatto che il "socialismo reale" era il solo esistente e non era granché; che in buona parte la Rivoluzione d'Ottobre era un mito, un'operazione mediatica ante-litteram. 
E tentò di allontanarsi da una visione leninista del partito-guida; cercò di porre piuttosto al centro di un'azione di rinnovamento una società (questo credo fosse quel "sogno di una cosa" che era il compromesso storico) dove i cordoni ombelicali ideologici di stampo marxista o cattolico fossero superati (resi secondari) o tagliati. Da qui anche il ribattere sulla questione morale, il cercare di farne un perno o un faro: doveva essere qualche cosa che investisse l'intero paese come corpo vivo, che abbandonasse l'idea della Presa del potere come (mutatis mutandis) presa del palazzo d'Inverno... Sì, era un tentativo di salvaguardare un altrove -un qualche cosa che ancora non esisteva...
Pur ancora ancorato nel PCI e nella tradizione comunista più genuina, comincia ad uscirne -ma qui dobbiamo sospendere il giudizio poiché non ci fu più tempo... 
Purtroppo ciò che seguì non fu all'altezza -ed anche per questo il PCI finì forse più per suicidarsi che per trasformarsi. E troppa di quella cultura si polverizzò semplicemente: la figura di Berlinguer fu l'ultima figura di leader nel senso classico a sinistra -e Craxi, uomo-simbolo dell'inizio della decadenza civile e politica italiana, fu abile nel classificarlo come "accademico":  fu proprio lui,  non Berlusconi, il primo a tentare la via del partito-azienda. Ed infatti proprio in quegli anni, nell'inizio della decadenza italiana, nasce il populismo e l’antidemocrazia Berlusconiana.
Difficile dire cosa sarebbe successo -se. Ma oltre le diversità di visioni politiche è difficile non volergli in qualche modo bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei problemi di Berlinguer fu la lentezza. Che derivava anche dal &#8220;cavalcare&#8221; un elefante: in cammino riusciva anche a travolgere molti ostacoli; la sua messa in moto in un altra direzione non era però facile -anche considerati certi ceppi sempre molto forti quale certo operaismo da un lato e tendenze socialdemocratiche (ma di stampo italiano) dall&#8217;altra. Berlinguer non causò in fondo mai strappi veri e propri: non lo fu nemmeno quello con l&#8217;URSS: aprì piuttosto la via nella parte della società italiana che più vi era richiamata, ad una riflessione sul fatto che il &#8220;socialismo reale&#8221; era il solo esistente e non era granché; che in buona parte la Rivoluzione d&#8217;Ottobre era un mito, un&#8217;operazione mediatica ante-litteram.<br />
E tentò di allontanarsi da una visione leninista del partito-guida; cercò di porre piuttosto al centro di un&#8217;azione di rinnovamento una società (questo credo fosse quel &#8220;sogno di una cosa&#8221; che era il compromesso storico) dove i cordoni ombelicali ideologici di stampo marxista o cattolico fossero superati (resi secondari) o tagliati. Da qui anche il ribattere sulla questione morale, il cercare di farne un perno o un faro: doveva essere qualche cosa che investisse l&#8217;intero paese come corpo vivo, che abbandonasse l&#8217;idea della Presa del potere come (mutatis mutandis) presa del palazzo d&#8217;Inverno&#8230; Sì, era un tentativo di salvaguardare un altrove -un qualche cosa che ancora non esisteva&#8230;<br />
Pur ancora ancorato nel PCI e nella tradizione comunista più genuina, comincia ad uscirne -ma qui dobbiamo sospendere il giudizio poiché non ci fu più tempo&#8230;<br />
Purtroppo ciò che seguì non fu all&#8217;altezza -ed anche per questo il PCI finì forse più per suicidarsi che per trasformarsi. E troppa di quella cultura si polverizzò semplicemente: la figura di Berlinguer fu l&#8217;ultima figura di leader nel senso classico a sinistra -e Craxi, uomo-simbolo dell&#8217;inizio della decadenza civile e politica italiana, fu abile nel classificarlo come &#8220;accademico&#8221;:  fu proprio lui,  non Berlusconi, il primo a tentare la via del partito-azienda. Ed infatti proprio in quegli anni, nell&#8217;inizio della decadenza italiana, nasce il populismo e l’antidemocrazia Berlusconiana.<br />
Difficile dire cosa sarebbe successo -se. Ma oltre le diversità di visioni politiche è difficile non volergli in qualche modo bene.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26085</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 20:35:38 +0000</pubDate>
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		<description>Quando dico di "un'altra alternativa" possibile, chiamo in causa il rapporto con i movimenti e la critica del compromesso storico. Dunque era possibile affrontare criticamente l'esperienza comunista senza passare per la socialdemocratizzazione, ed evitando pure quell'esperienza eurocomunista che in fondo non era che una riarticolazione del paradigma policentrista abbozzato da Togliatti nel '56. 
A proposito di eurocomunismo, un amico mi dice che cito Palme e Brandt ma non Carrillo e Marchais, con i quali esso effettivamente era costruito. E' vero, questo. Mi ero limitato però a Palme e Brandt perché mi pare importante, innegabile, e positivo, il tentativo di una presa di distanza dalla logica bipolare. Frustrato, di certo, dal peso di quegli innominati (innominabili?) compagni di viaggio.
La questione morale:  da una parte, è vero (e rispondo sempre al mio amico), era un attendismo, che scaturiva da un'incapacità di trovare davvero un'altra identità. Ma io credo che il suo valore decisivo sia quello che rilevano Tastego e Rigoni: ovvero la salvaguardia di un altrove, per dirla brachilogicamente.
Quanto a Craxi, nell'Ideologia tedesca si legge, e riporto con qui (con qualche forzatura):Le circostanze fanno l'uomo non meno di quanto l'uomo faccia le circostanze...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando dico di &#8220;un&#8217;altra alternativa&#8221; possibile, chiamo in causa il rapporto con i movimenti e la critica del compromesso storico. Dunque era possibile affrontare criticamente l&#8217;esperienza comunista senza passare per la socialdemocratizzazione, ed evitando pure quell&#8217;esperienza eurocomunista che in fondo non era che una riarticolazione del paradigma policentrista abbozzato da Togliatti nel &#8216;56.<br />
A proposito di eurocomunismo, un amico mi dice che cito Palme e Brandt ma non Carrillo e Marchais, con i quali esso effettivamente era costruito. E&#8217; vero, questo. Mi ero limitato però a Palme e Brandt perché mi pare importante, innegabile, e positivo, il tentativo di una presa di distanza dalla logica bipolare. Frustrato, di certo, dal peso di quegli innominati (innominabili?) compagni di viaggio.<br />
La questione morale:  da una parte, è vero (e rispondo sempre al mio amico), era un attendismo, che scaturiva da un&#8217;incapacità di trovare davvero un&#8217;altra identità. Ma io credo che il suo valore decisivo sia quello che rilevano Tastego e Rigoni: ovvero la salvaguardia di un altrove, per dirla brachilogicamente.<br />
Quanto a Craxi, nell&#8217;Ideologia tedesca si legge, e riporto con qui (con qualche forzatura):Le circostanze fanno l&#8217;uomo non meno di quanto l&#8217;uomo faccia le circostanze&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: rigoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26084</link>
		<dc:creator>rigoni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 17:57:30 +0000</pubDate>
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		<description>Sono molto d'accordo con Marco.
Direi che Berlinguer ha provato a trovare soluzioni alternative in un mondo diviso in blocchi. Ha guardato agli altri paesi europei cercando di costruire un comunismo europeo. Ha provato a stabilire rapporti con Palme e Brandt nel nord europa. Ha contribuito, come mai nessuno prima di lui nel PCI, ad allargare gli orizzonti provinciali del nostro paese. 
Tashtego hai ragione, la decadenza morale era del paese. La questione morale è stata posto però allora ed ha almeno rappresentato un certo baluardo negli anni Ottanta. 
Un aspetto molto interessante, perlomeno secondo me, è poi tutta l′attenzione ai consumi e all′essenzialità come valore. Difficile da far passare in quegli anni, ma a vederlo adesso, di un valore quasi profetico.
D′altro canto, come conclude Barbagallo il suo bel volume, non sappiamo come sarebbe andata la storia d′Italia con lui, sappiamo come è andata senza.....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto d&#8217;accordo con Marco.<br />
Direi che Berlinguer ha provato a trovare soluzioni alternative in un mondo diviso in blocchi. Ha guardato agli altri paesi europei cercando di costruire un comunismo europeo. Ha provato a stabilire rapporti con Palme e Brandt nel nord europa. Ha contribuito, come mai nessuno prima di lui nel PCI, ad allargare gli orizzonti provinciali del nostro paese.<br />
Tashtego hai ragione, la decadenza morale era del paese. La questione morale è stata posto però allora ed ha almeno rappresentato un certo baluardo negli anni Ottanta.<br />
Un aspetto molto interessante, perlomeno secondo me, è poi tutta l′attenzione ai consumi e all′essenzialità come valore. Difficile da far passare in quegli anni, ma a vederlo adesso, di un valore quasi profetico.<br />
D′altro canto, come conclude Barbagallo il suo bel volume, non sappiamo come sarebbe andata la storia d′Italia con lui, sappiamo come è andata senza&#8230;..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Trespolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26082</link>
		<dc:creator>Trespolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 16:26:20 +0000</pubDate>
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		<description>@Rovelli: articolo interessante solo non ho capito cosa c'entra l'incipit col resto. Dopo averlo letto pensavo a una disanima socio-economica su Einaudi vs Berlusconi. 

Buona giornata. Trespolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Rovelli: articolo interessante solo non ho capito cosa c&#8217;entra l&#8217;incipit col resto. Dopo averlo letto pensavo a una disanima socio-economica su Einaudi vs Berlusconi. </p>
<p>Buona giornata. Trespolo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26077</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 14:32:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26077</guid>
		<description>Esistono letture paradigmatiche della traiettoria berligueriana.
Si dice, per esempio che non fu abbastanza coraggioso nello strappo con l’URSS e che avrebbe dovuto trarre tutte le conseguenze di quella frattura, riposizionandosi nella sinistra occidentale in senso già post-comunista.
Costruire un grande partito socialista occidentale a partire dalla cultura del PCI sarebbe stato possibile?
Certo non era mai stato possibile farlo a partire dalla cultura del PSI, che oscillò sempre tra massimalismo e para riformismo corrivo, finché non riuscì a trovarsi del craxismo come esito secondo me logico di quel percorso.
Oggi sembra facile dire che il baricentro della sinistra italiana non era nel PCI e nemmeno nel PSI, ma in un punto opportuno situato tra queste due forze, ma, ammesso che fosse corretto, percepirlo allora non era facile.
Un altro paradigma recita che il PCI poteva permettersi di considerarsi moralmente illeso, un “paese nel paese” come diceva Pasolini, perché sempre lontano dal potere e dunque da corpose tentazioni.
Non so, credo sia vero solo in parte: essere comunisti significava avere un progetto di società totale e questo significava qualcosa, lo distingueva da ogni altra forza.
Intransigenza morale era nel DNA del movimento operaio internazionale, anche se in Russia se ne fece presto a meno.
La lettura che Berlinguer faceva di Craxi era corretta, ma forse gli sfuggiva il fatto che non era Craxi a causare la decadenza morale del paese, ma era la decadenza morale del paese a causare Craxi, il quale in fondo era solo una forma più alta, e forse più nobile, di homo socialista alla Tanassi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono letture paradigmatiche della traiettoria berligueriana.<br />
Si dice, per esempio che non fu abbastanza coraggioso nello strappo con l’URSS e che avrebbe dovuto trarre tutte le conseguenze di quella frattura, riposizionandosi nella sinistra occidentale in senso già post-comunista.<br />
Costruire un grande partito socialista occidentale a partire dalla cultura del PCI sarebbe stato possibile?<br />
Certo non era mai stato possibile farlo a partire dalla cultura del PSI, che oscillò sempre tra massimalismo e para riformismo corrivo, finché non riuscì a trovarsi del craxismo come esito secondo me logico di quel percorso.<br />
Oggi sembra facile dire che il baricentro della sinistra italiana non era nel PCI e nemmeno nel PSI, ma in un punto opportuno situato tra queste due forze, ma, ammesso che fosse corretto, percepirlo allora non era facile.<br />
Un altro paradigma recita che il PCI poteva permettersi di considerarsi moralmente illeso, un “paese nel paese” come diceva Pasolini, perché sempre lontano dal potere e dunque da corpose tentazioni.<br />
Non so, credo sia vero solo in parte: essere comunisti significava avere un progetto di società totale e questo significava qualcosa, lo distingueva da ogni altra forza.<br />
Intransigenza morale era nel DNA del movimento operaio internazionale, anche se in Russia se ne fece presto a meno.<br />
La lettura che Berlinguer faceva di Craxi era corretta, ma forse gli sfuggiva il fatto che non era Craxi a causare la decadenza morale del paese, ma era la decadenza morale del paese a causare Craxi, il quale in fondo era solo una forma più alta, e forse più nobile, di homo socialista alla Tanassi.</p>
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	<item>
		<title>Di: kristian betti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26076</link>
		<dc:creator>kristian betti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 14:01:32 +0000</pubDate>
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		<description>Non avremmo superato la Diccì alle europee dell'Ottantacinque.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non avremmo superato la Diccì alle europee dell&#8217;Ottantacinque.</p>
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		<title>Di: marco rovelli</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26074</link>
		<dc:creator>marco rovelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 13:49:09 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d'accordo con te, Tash. La svolta era ineludibile. Il punto era: in quale direzione? E da qui inizierebbe una riflessione complessa. 
Il punto però è che questa rilessione, nel dibattito pubblico, è impedita propria dalla presenza di una comunità politica che si appropria della storia per le sue necessità contingenti (la prospettiva riformista e del partito unico)
Per questo non possiamo, io credo, non fregarcene di D'Alema. Perché, se è vero che della storia si fa sempre un uso pubblico, in questo caso però lo è troppo. Occorre rimuovere questo ostacolo. A questo semplice, modesto obiettivo era rivolta la mia riflessione.
Dopo inizia il percorso che tu giustamente imposti. Perché affrontare una svolta non significava necessariamente (come vogliono i Pons) dare ragione a Craxi e diventare socialdemocratici. Allora occorreva porsi il problema di "come" gettare le basi di un'altra possibile alternativa. (Rivisitando tutta la storia degli anni settanta, con una critica del compromesso storico e una riconsiderazione del rapporto con i movimenti). Ma se Berlinguer non fosse morto nell'84, cosa sarebbe successo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con te, Tash. La svolta era ineludibile. Il punto era: in quale direzione? E da qui inizierebbe una riflessione complessa.<br />
Il punto però è che questa rilessione, nel dibattito pubblico, è impedita propria dalla presenza di una comunità politica che si appropria della storia per le sue necessità contingenti (la prospettiva riformista e del partito unico)<br />
Per questo non possiamo, io credo, non fregarcene di D&#8217;Alema. Perché, se è vero che della storia si fa sempre un uso pubblico, in questo caso però lo è troppo. Occorre rimuovere questo ostacolo. A questo semplice, modesto obiettivo era rivolta la mia riflessione.<br />
Dopo inizia il percorso che tu giustamente imposti. Perché affrontare una svolta non significava necessariamente (come vogliono i Pons) dare ragione a Craxi e diventare socialdemocratici. Allora occorreva porsi il problema di &#8220;come&#8221; gettare le basi di un&#8217;altra possibile alternativa. (Rivisitando tutta la storia degli anni settanta, con una critica del compromesso storico e una riconsiderazione del rapporto con i movimenti). Ma se Berlinguer non fosse morto nell&#8217;84, cosa sarebbe successo?</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26072</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 13:31:19 +0000</pubDate>
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		<description>Piuttosto che valutare subito questa tesi alla luce del pensiero d'alemiano, forse varrebbe la pena, prima, di provare a verificarne l'attendibilità storica.
Di D'alema non mi frega nulla, di Berlinguer sì.
Che il problema della svolta si sia posto prima della Caduta del Muro e non solo per rapporto alla politica di Craxi - anzi semmai in opposizione alla stessa, per svuotarla almeno dei suoi contenuti anti-comunisti - secondo me non può essere messo in dubbio.
Che ogni svolta avrebbe condotto a lacerazioni tremende, in un movimento operaio già fiaccato dalla controffensiva vincente del padronato nei primi anni Ottanta, è altresì indubbio.
Le questioni che aveva di fronte Berlinguer non erano di poco conto, ma credo che, se fosse vissuto ancora qualche anno, il problema cruciale dell'uscita dalla prospettiva comunista sarebbe stato ineludibile anche per lui.
Certo qualche errore lo fece.
Quale?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Piuttosto che valutare subito questa tesi alla luce del pensiero d&#8217;alemiano, forse varrebbe la pena, prima, di provare a verificarne l&#8217;attendibilità storica.<br />
Di D&#8217;alema non mi frega nulla, di Berlinguer sì.<br />
Che il problema della svolta si sia posto prima della Caduta del Muro e non solo per rapporto alla politica di Craxi - anzi semmai in opposizione alla stessa, per svuotarla almeno dei suoi contenuti anti-comunisti - secondo me non può essere messo in dubbio.<br />
Che ogni svolta avrebbe condotto a lacerazioni tremende, in un movimento operaio già fiaccato dalla controffensiva vincente del padronato nei primi anni Ottanta, è altresì indubbio.<br />
Le questioni che aveva di fronte Berlinguer non erano di poco conto, ma credo che, se fosse vissuto ancora qualche anno, il problema cruciale dell&#8217;uscita dalla prospettiva comunista sarebbe stato ineludibile anche per lui.<br />
Certo qualche errore lo fece.<br />
Quale?</p>
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		<title>Di: kristian betti</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26070</link>
		<dc:creator>kristian betti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 13:20:54 +0000</pubDate>
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		<description>anche a De Martino vogliamo bene! 
fosse durato lui e non Mancini alla segreteria del partito, i socialisti non avrebbero mai vissuto la gloria del Midas e la miseria del Raphael.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche a De Martino vogliamo bene!<br />
fosse durato lui e non Mancini alla segreteria del partito, i socialisti non avrebbero mai vissuto la gloria del Midas e la miseria del Raphael.</p>
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		<title>Di: rigoni</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26050</link>
		<dc:creator>rigoni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2006 10:18:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/03/31/berlinguer-ti-voglio-bene/#comment-26050</guid>
		<description>Grande Marco!
Bersaglio centrato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grande Marco!<br />
Bersaglio centrato.</p>
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