di giuliomozzi
Facciamo un’ipotesi.
Le italiane e gli italiani hanno votato responsabilmente. Non è vero che chi ha votato per il centrosinistra è o un coglione masochista che vota contro il proprio interesse o un comunista mangiabambini che si nasconde dietro il faccione cattolico del mordadella Prodi. Non è vero che chi ha votato per il centrodestra è o un rincoglionito teledipendente che vota secondo quel che gli dice la pubblicità o un neo-teo-con assetato di sangue che si nasconde dietro il sorriso liftato dell’unto dal signore Berlusconi.
No: gli italiani e le italiane hanno votato responsabilmente. Ciascuno ha fatte le sue due brave croci votando per quella coalizione (e, dentro la coalizione, per quel raggruppamento politico) che effettivamente più gli assicura la tutela dei suoi interessi, l’avvicinamento ai suoi ideali, la soddisfazione dei suoi desideri, dei suoi sogni, delle sue speranze. Tutti hanno votato, e nessuno si è sbagliato. Chi non ha votato, sia che ritenesse lasciare ad altri il disbrigo di un compito per il quale, al momento, non provava interesse o disposizione, sia che ritenesse dichiarare la sua complessiva scarsa o nulla fiducia nel sistema, ha ugualmente agito con senso di responsabilità e convinto, in tal modo, di tutelare i propri interessi, l’avvicinamento ai suoi ideali, la soddisfazione dei propri desideri, dei propri sogni, delle proprie speranze.
In somma: tutte le cittadine e tutti i cittadini italiani sono intelligenti, responsabili, liberi e autonomi.
Il risultato di questo voto è una parità quasi perfetta. Al di là dei meccanismi elettorali che potranno assegnare a una parte o all’altra una maggioranza formale, il risultato di questo voto è una parità quasi perfetta. Possiamo anche augurarci che una qualche maggioranza venga assegnata a una parte o all’altra (magari con il lancio della monetina, come nelle partite di calcio), se non altro per garantire il mero funzionamento delle istituzioni, eventualmente per organizzare una partita di spareggio (magari con regole cambiate, tanto per vedere se il risultato cambia): fattostà che il risultato di questo voto è una parità quasi perfetta.
L’ipotesi è: ciò che gli italiani e le italiane hanno votato, è vero. E’ vero, è proprio vero, che la coalizione di destra è bene per metà della popolazione; ed è vero, è proprio vero, che la coalizione di centrosinistra è bene per l’altra metà: dove, dicendo “è bene“, intendo dire: che effettivamente assicura la tutela degli interessi, l’avvicinamento agli ideali, la soddisfazione di desideri, sogni e speranze.
A che cosa serve questa ipotesi?
Serve a considerare le italiani e gli italiani come persone libere e in grado di esercitare con piena consapevolezza e capacità di giudizio il fondamentale diritto del voto. Serve, in somma, a rimuovere la categoria del disprezzo e il razzismo ideologico.
Serve poi a pensare che la divisione in due della popolazione non è una divisione meramente elettorale: è una divisione, come oggi è di moda dire, antropologica. E non è sulle differenze nei voti espressi che dobbiamo interrogarci, ma sulle differenze profonde, e vere (”vere“, cioè: non rimovibili con mezzi retorici) tra questa e quella metà della popolazione.
Serve poi a pensare che sia utile a tutti, se non addirittura necessario, tentar di comprendere quali siano i veri interessi, i veri ideali, i veri desideri, i veri sogni, le vere speranze di questa e di quella metà della popolazione. E questo è possibile solo se tali interessi, ideali, desideri, sogni, speranze, vengono considerati veri.
In campagna elettorale, la retorica è tutto. Ma il voto, poi, è una cosa vera.
Se sto dicendo cose insensate, avvertìtemi.
Questo pezzo si trova anche su vibrisse ma io- scusate- non sono capace di mettere il link…..h.j.
(Helena, lo faccio io: andate qui. G.B.)








109 commenti
stai dicendo cose insensate.
Gentile Giulio Mozzi,
passando casualmente su Nazione Indiana leggo inaspettatamente il suo commento trovandolo uno dei migliori degli ultimi tempi. Da qui forse si può iniziare per un serio confronto anche tra opposti.
Sono cose bellissime, non insentate. Spero che non restino solo le idee di una mente oltremodo aperta.
Sostiene Giulio Mozzi: “In somma: tutte le cittadine e tutti i cittadini italiani sono intelligenti, responsabili, liberi e autonomi.”
… ma sì, siamo tutti fratelli. Facciamo tutti un bel girotondo e… tutti giù (col culo) per terra!
Proprio come nella famosa barzelletta dei bambini in gita che litigano sul pullmann. Un bambino bianco urla a un bambino nero: “Sporco negro!”. Il prete li divide e dice “Bambini, non si dicono queste cose! Non ci sono né bianchi né neri. Siamo tutti fratelli! Anzi, facciamo finta che siamo tutti grigi. Allora… i grigi chiari da una parte e i grigi scuri dall’altra!”.
Non sono molto d’accordo sulla responsabilità del votante.Penso invece che la sinistra dovrà,ora, governare con fermezza e chiarezza di fronte a tutti gli italiani. E’ vero che non esistono solo i buoni e/o solo i cattivi, ma è altresì vero che dobbiamo stare attenti e possibilmente neutralizzare politicamente tutti i “potenziali dittatorelli mascherati” con le brave pecorelle-elettori-elettrici clonate stile grande fratello & C. Caro Mozzi, bisogna ,al contrario, iniziare a educare le persone ad essere veramente libere,autonome, democratiche. Un augurio affinchè la cultura inizi a respirare e a produrre “idee”. Non siamo un popolo libero, pensiamo di esserlo! Siamo controllati e osservati da miliardi di telecamere disseminate per le metropoli. Come mai potremmo esserlo (liberi)?
“E questo è possibile solo se tali interessi, ideali, desideri, sogni, speranze, vengono considerati veri.”
Cosa significa “veri”?
“è proprio vero, che la coalizione di destra è bene per metà della popolazione dicendo “è bene“, intendo dire: che effettivamente assicura la tutela degli interessi, l’avvicinamento agli ideali, la soddisfazione di desideri, sogni e speranze.”
Io posso credere che la cdl (facendo però, per un istante, l’enorme sforzo di sorvolare sul pesonaggio Berlusconi) possa rappresentare valori o risposte a paure di una buona parte degli italiani, ma ciò che non arrivo a spiegarmi è come sia possibile che in questa parte ci siano pensionati/e, casalinghe, disoccupati/e e operai/e. E’ palese che in questi 5 anni li abbiano ridotti in ginocchio, allora perchè? Sono la base, il primo interlocutore della sinistra (in teoria). E’ davvero difficile pensare che tutti gli italiani abbiano votato in libertà e autonomia, che in libertà e autonomia qualcuno al sud voti una coalizione che comprenda la lega nord o uno studente il partito della Moratti… Poi mi ricordo della deriva dell’informazione italiana, e un piccolo spiraglio lo trovo, ma non credo basti a spiegare ogni cosa, quando l’esperienza, se pure si guarda solo l’aspetto più immediato del proprio portafogli, è sotto gli occhi di tutti.
Abbiamo vinto, sì, non dobbiamo piangerci addosso, pure… però io ci sono rimasta secca!
E’ vero, gli italiani sono perfettamente consapevoli: nel senso che “metà degli italiani – costitutivamente fasciste e “familisticamente amorali” – hanno la piena consapevolezza che il Capo non è nient’altro che un gangster, ed è proprio per questo che lo votano – perché ci si riconoscono, e perché il suo è un “tutto è permesso” (ampliamento del classico enrichissez-vous - laddove il permesso si oppone al possibile, va da sé).” (mi cito per risparmiare tempo, sono spossato).
Sta dicendo cose insensatissime. Democrazia è (anche) ‘diritto’ di massa a cibarsi di porcate: alimentari, culturali. In una statisticamente rilevante ‘metà’ ci può tranquillamente essere tutto lo spazio occupato dal cretinismo naturale. E irreale: non c’è NULLA di meno vero (di altrettanto falso) dei desideri, delle aspirazioni, degli orizzonti ideologici della massa critica (intesa come peso, cioè come massa a-critica nel senso invece di mancanza di senso critico) degli elettori di Forza Italia. Il loro mondo NON è vero, come NON è vero quello che hanno appiccicato addosso a quelli di sinistra, che in questo Paese sembra che debbano pagare per colpe di qualcun altro, per errori mai commessi. A me sembra che in Italia essere di sinistra sia come essere afroamericani, o donne… ci sentiamo come se dovessimo sempre mostrare qualcosa in più degli altri; ci obbligano a sentirci debitori delle opportunità che ci vengono concesse, dobbiamo sempre dimostrare di meritare una fiducia che verso gli altri è praticamente scontata (noi scriviamo 280 pagine di programma che la Cdl spulcia fino all’ultima riga e poi ci facciamo mettere in un angolo sulle tasse da parte di chi si è limitato a buttar giù dieci righe; a Prodi i giornalisti fanno 150 domande, di media, a Berlusconi 10 quando va bene…). Lungo i tanti anni nei quali siamo stati ghettizzati (fino alla caduta del Muro) abbiamo sviluppato una sorta di complesso: fatichiamo, ci spieghiamo, corriamo in soccorso del perdente (nel quale sempre e comunque ci riconosciamo: avete sentito ieri sera Angius a ‘Porta a porta’? Ancora un po’ e avrebbe abbracciato Schifani dicendogli: ‘ma sì, vogliamoci bene!’). Siamo stati costretti in una realtà, in una visione TOTALMENTE IRREALE [e perciò falsa, se consideriamo la politica una prassi] nella quale è normale parlare di Mao Tse Tung e si glissa sui problemi giudiziari del premier.
E tutto questo porterebbe a pensare che, visto che ’serve’ - bello, l’utilitarismo…;( - entrambe le parti sono reali, vere..?.. la verità contenuta nella mente di un elettore granitico della Cdl?… mah, fate voi…
Un po’ di domande banali, anzi banalissime, senza pretesa di risposta: quale è stata la considerazione, negli ultimi cinque anni, dell’altra metà del paese da parte del governo? Quale sua legittima aspettativa è stata presa anche minimamente in considerazione? Perché queste analisi antropologiche vegono fuori solo adesso? E proprio nel momento in cui il capo, il duce, dell’opposizione uscita dalle urne getta ombre inquietanti sulla volontà politica espressa dal voto? Perché questa metà “rispettabile” del paese non ha mosso un dito nel momento in cui i suoi rappresentanti istituzionali facevano a pezzi le regole della convivenza comune, della democrazia sostanziale, del buon senso? Quali erano gli ideali di questa “nobile” metà del paese negli ultimi anni, al di là dell’aspettativa di fare affari, avere condoni, continuare nella pratica della coltivazione del proprio egoismo? Dove erano questi idealisti quando i loro rappresentanti dichiaravano che con la mafia bisogna convivere? che assistevano impassibili a una marea di decreti e di leggi fatti ad uso della salvaguardia degli interessi di una sola persona? che non alzavano un dito quando i loro rappresentanti mandavano truppe a fare guerra umanitaria all’Iraq? quando facevano a pezzi la scuola pubblica e la sanità?
p.s.
Rigoni, sei stato anche troppo buono: altro che cose insensate, qui siamo alla presa per il culo spacciata per tentativo di discussione. E su che cosa, poi? Semplice, continuare a fare confusione, a gettare fumo, così come stanno facendo da ieri alle quindici pomeridiane.
Ragazzi qui bisogna farsi una dormita. Altro che chiaccherare e vaneggiare perchè non si digerisce una sconfitta… Ora improvvisamente sono tutti responsabili. Ora hanno votato bene anche quelli che due giorni fa erano dei coglioni…
Non si possono sorbire insulti per settimane (e strappi al tessuto democratico del paese per 5 anni, compresa una legge elettorale ad hoc all’ultimo momento) e poi nel giro di un paio di ore sentirsi proporre la Grande Coalizione -tanto per tenere il culo sulla poltrona e le leve del potere ancora in mano. Ma come: adesso dovremmo convertirci alla necessità di una Grande Coalizione (Berlusconi che abbraccia ora oltre a Prodi, l’utile idiota, Luxuria, Bertinotti, D’Alema, Bonino e tutti noi coglioni… ve lo vedete?) per la salvezza del paese, s’intende, perchè questo è spaccato a metà e lui ha il senso della responsabilità e dello Stato… ? E chi lo ha spaccato a metà? Ma non bastava ancora ieri sera lo O,1% per dichiararsi vincitore? Non voglio sostenere che chi ha votato a destra non abbia votato per i propri interessi (ma il punto è questo: anche i loro non sono gli interessi di tutti) quindi, come dice Mozzi, dal loro punto di vista “bene” (e ci mancherebbe: ma allora anche i tedeschi che votarono Hitler votarono bene perchè per i propri interessi -scusate il paragone eccessivo). Ma il punto è che Berlusconi non accetterà mai (lo ha ripetutamente dimostrato) delle regole che valgano per lui come per tutti: semplicemente per questo se ne deve ora andare. Punto. Poi potremo cominciare a discutere ed analizzare.
Io credo invece nella buona fede di Mozzi, sarebbe molto più facile andare a dormire pensando che gli elettori della cdl non hanno capito nulla, il problema, secondo me, è che hanno capito “altro” rispetto a noi, “altro” che per quanto mi sforzi io non riesco a vedere. Non vedo la facciata presentabile del vecchio governo, non ne vedo i meriti, tantomeno la buonafede, ma una parte di questo 50% sì, una parte che non è massa acritica, né accozzaglia di fascisti, e lo stupore è tutto lì…
Dan, una domanda banalissima anche a te, se me lo permetti. Secondo te, se domani uno qualsiasi degli eletti del centro sinistra viene a dirmi che devo imparare a convivere con la mafia, io me ne sto zitto? Se Prodi, o chi per lui, domani dichiara pubblicamente che non pagare le tasse è un atto morale, cosa succede tra coloro che l’hanno votato? Devo continuare? Sì, hai ragione, una parte di quel cinquanta per cento non è affatto massa acritica, forgiata dalle televisioni, analfabeta, rincoglionita dal grande fratello, è proprio qualcosa d’altro: una massa che, consapevolmente, disprezza ogni regola democratica, non concepisce nemmeno per scherzo il bene pubblico come valore fondante, vede le istituzioni, piccole o grandi, come strumenti orientati e finalizzati al soddisfacimento degli interessi personali, sguazza nell’illegalità e nel sottobosco…: in definitiva, vota chi viene a porgergli tutto questo su un piatto d’argento. Non credo proprio che tu ed io avremo mai voglia di considerare questa gente la nostra controparte. E il problema non è nemmeno la buonafede di Mozzi, che per me è fuori discussione. Il problema sta proprio in quella “massa” di cui sopra, le cui presunte ragioni sono il vero ostacolo al dialogo e alla democrazia.
Mozzi fa più di un’ipotesi, il discorso qua e là scricchiola, ma il tema è fondamentale (a differenza del post di Biondillo, che se va avanti così diventa un coglionologo ;-)).
Come prima cosa sgombrerei il campo dai giudizi sulla democrazia: cioè teniamo per buono che è la forma politica meno peggio. Se vale questo, basta 1 voto di scarto per determinare il vincitore (poi a seconda dei marchingegni, al vincitore spetterà un tot di rappresentanti).
Per la democrazia è essenziale (o alla democrazia è consostanziale) che il cittadino sia supposto libero e responsabile. Se non si tiene fermo questo, bisogna cassare il punto precedente e determinare che la democrazia non è la forma politica meno peggio, ma al contrario che tutte le forme si equivalgono.
Dopo Marx e dopo Freud, in sè è difficilissimo pensare che chi si presume libero lo sia effetivamente…
(continua?)
Eh caro Mozzi, la metto giù alla grossa, come è mio costume.
La lotta politica ha certe regole.
Carl Schmitt sostiene che la specificità del “politico”, vale a dire di tutto ciò che attiene alla modalità del manifestarsi politico come prassi, azione, sentire, disciplina, eccetera, è nel binomio “amico nemico”.
Si può non essere d’accordo, forse esistono definizioni migliori, ma non si può negare la concretezza fattuale di una proposizione di questo genere.
Voglio dire che la politica è lotta per il potere - cioè per l’ottenimento di denaro, roba, prevalenza, sesso, eccetera, cioè per il soddisfacimento di quelli che molti chiamano “interessi” – la posta in gioco è questa, anche in democrazia, e l’immagine dell’avversario è facile che venga distorta.
Tu dici, in fondo: guardate che chi vota centro-destra sono umani come voi, le loro sono idee come lo sono le vostre, sogni, eccetera, occorre riconoscerlo.
Bene. E allora?
Una volta riconosciuto, qual è il passo successivo?
Mia sorella ha votato per il centro destra, ha detto che lei “è contro lo statalismo”, che “nel centro sinistra ci sono i comunisti che sono statalisti”, che è contro “l’utero in affitto”, eccetera.
Nessuna percezione della pericolosità di Berlusconi, ha votato tranquillamente il candidato dei vescovi, cioè Casini.
Mia sorella ha votato Casini, capisci?
Certo non voglio affermare che non ne avesse pieno diritto.
Ho pensato per un attimo di obiettare qualcosa, di argomentare, di convincerla, ma mi sono reso conto subito che parlare era del tutto inutile: troppa distanza, troppo diverse le percezioni di quello che accade.
Conosco la storia personale di mia sorella, ovviamente, e so che in lei non c’è nessuna mutazione antropologica, ma, più semplicemente, ha acquisito una posizione sociale che detta gli imperativi alla sua coscienza, insomma teme per la sua roba.
Oppure dovevo pensare che le sue motivazioni di voto corrispondono ai suoi “sogni”?
So che non tutti gli elettori di Silvio sono come lei.
Infatti alcuni sono pure peggio.
Però io non faccio testo: sono troppo ideologico.
Sicuramente io e chi vota cdl abbiamo un’idea diversa del rispetto delle istituzioni, credo che gli attacchi alla giustizia ad esempio siano pericolosissimi, mi fanno sudare freddo, ma passano senza scandalizzare. Berlusconi resuscita l’ideale del furbo, di quello che gira e rigira se la cava sempre e al posto dell’indignazione ha folle di simpatizzanti che quando non applaudono sorvolano come nulla fosse, mi ricordo un “… a parte le leggi ad personam…” , eppure i suoi elettori non sono tutti in malafede, lo votassero solo i fascisti, gli xenofobi, gli arrivisti, etc… lo capirei, parliamo due lingue diverse, ma gli altri? Perchè ha voti che storicamente e non solo appartengono alla sinistra? Perchè ha i voti di chi parla la mia lingua? Perchè non è visibile a tutti l’enorme degradazione subita dalle istituzioni? Hanno un retrogusto amaro queste elezioni, o si bolla la metà del proprio paese come incapace di intendere e di volere e non credo sia il caso o non si riesce davvero a trovare una risposta…
Giulio Mozzi scrive:
“Serve poi a pensare che sia utile a tutti, se non addirittura necessario, tentar di comprendere quali siano i veri interessi, i veri ideali, i veri desideri, i veri sogni, le vere speranze di questa e di quella metà della popolazione. E questo è possibile solo se tali interessi, ideali, desideri, sogni, speranze, vengono considerati veri.”
Questa riflessione è da un lato sensatissima. E su di essa quasi tutti ci troviamo. Si potrebbe tradurre cosi: chi ha votato a destra, come a sinistra, lo ha fatto per dei motivi, e non senza motivo come sotto ipnosi. Quindi vale la pena di conoscere questi motivi. (Ma chi fa accurate indagini sul voto in rapporto al ceto, tipo quelle che abbozzava Sylos Labini nel sui “Saggio sulle classi sociali” del ‘75?)
Da un altro lato questa riflessione richiama una posizione profondamente conservatrice, quella che in poche parole si potrebbe definire “fine della critica dell’ideologia”. Magari si tratta di un’impressione sbagliata, che nulla ha che vedere con l’intenzione dell’autore. Ma l’insistenza sull’aggettivo “veri”, messo in corsivo, mi fa pensare a questo. Tutto quello che una persona pensa, sente e crede è “vero” per il semplice fatto che lo ha “veramente” pensato, sentito e creduto.
Accettare questo principio significa voler ignorare una parte della realtà. Significa ignorare il grado di manipolazione della realtà che puo’ essere perpetrato attraverso canali diversi. Non solo, ma significa voler ignorare, che tutti noi possiamo sbagliarci, quanto ai nostri desideri e ai nostri bisogni principali.
Esprimere una preferenza politica, significa delegare a qualcuno deliberazioni che riguardano i destini generali. Per prendere delle decisioni è necessario conoscere il più possibile la realtà “generale” nella quale si giocano i nostri destini. Fintantoché colui che agisce per delega fa in modo di occultare una parte di quella realtà generale, sulla quale pretende agire in nome dei deleganti, si ha una forma di manipolazione. Da questo punto di vista, la manipolazione è presente tanto a sinistra quanto a destra. A destra è pero’ più sistematica ed esasperata, per il potere che Berlusconi ha nei confronti dei media e per la sua radicale mancanza di scrupoli.
Detto questo, è del tutto assurdo pensare che Berlusconi manipoli “tutto” il suo elettorato. Egli ne manipola quella parte (una minoranza, probabilmente, ma decisiva dal punto di vista elettorale), che conoscendo meglio come stanno le cose, non lo voterebbe, in quanto si renderebbe conto che sarebbe controproducente.
Per tanti altri è più importante non pagare la tassa di proprietà sulla casa, che dare priorità al “diritto” alla casa. E questo è un motivo chiaro. Non c’è manipolazione. Al massimo c’è un generale concorso all’acciecamento nei confronti di certe contraddizioni. Indebolire il diritto alla casa significa aumentare la povertà dei già poveri. L’aumento di povertà porta come conseguenza un’aumento della violenza sociale. L’aumento della violenza sociale mette a rischio il “tranquillo” godimento delle proprie proprietà. Allora, il calcolo era davvero cosi giusto? La scommessa “politica” era davvero a lungo termine?
d’accordo con inglès, nella sostanza.
Inglès, il tuo discorso non fa una piega.
…certo, poi se vogliamo applicare la critica dell’ideologia fino in fondo dobbiamo anche pensare che una parte di chi ha votato centro sinistra se avesse conosciuto meglio le cose fino in fondo non avrebbe votato come ha votato. no?
“In somma: tutte le cittadine e tutti i cittadini italiani sono intelligenti, responsabili, liberi e autonomi.”
Bravo Giulio. Finalmente. Solo a partire da qui è possibile un dialogo. Se non è chiaro questo, non c’è da stupirsi se qualcuno dice che preferisce giocare a golf piuttosto che ‘discutere’ di politica. Farei una modifica: tutti gli esseri umani lo sono (o meglio, possono scegliere di esserlo). E secondo me in questa frase c’è tanto tanto tanto. C’è la differenza sostanziale di visione del mondo fra destra e sinistra, oserei dire. Dove la sinistra pensa che siamo tutti sostanzialmente prigionieri, incapaci e influenzabili ‘a meno che non veniamo educati alla libertà’ come ha detto qualcuno qui sopra. Di conseguenza ci sarebbe bisogno estremo di assistenza continua e di supporto per questo essere umano debole, incapace, influenzabile, ignorante. C’è bisogno di assistenzialismo, di ‘Stato’ con la ‘S’ maiuscola. Mentre per la destra l’uomo è e deve essere in grado di cavarsela sostanzialmente da solo, perché gli strumenti li ha dalla nascita ed è necessario soltanto che non gli venga negata (non imposta, anche questo fa parte della libertà, la vita è una scelta continua) la possibilità di informarsi, studiare, conoscere. Ovviamente con tutte le posizioni moderate intermedie che vedono il ruolo dello stato, con la ’s’ minuscola, come necessario per garantire la libertà e il suo rispetto. Io ora esco dal buco e dico che il mio pensiero è di destra nel senso sopra descritto. Ed esco dal buco con nome e cognome e link, perché sono stufa di stare zitta. Il fatto che gli exit-poll siano stati così diversi dai risultati effettivi dovrebbe farci riflettere. La gente non si vergogna di dire che ha votato centrodestra. La gente, mi sembra, magari mi sbaglio, ha un pochino paura di dirlo. E questo non è bellissimo, credo che chiunque ne possa convenire. Per finire, una frase di mio fratello, che adoro ma che da mesi mi manda e-mail cercando inutilmente di farmi rinsavire: ‘ma com’è possibile che tu, con la tua cultura, voti centrodestra?’. Roba da matti, ha detto proprio così. ‘Con la tua cultura’. Come se la cultura, oltre che la voglia di pace a quanto pare, fossero esclusive della sinistra. E ora, signori, sono qui. Tiratemi tutta la frutta e la verdura che volete tranne i peperoni. Quelli non li digerisco.
riporto un post di riccardo paccosi dal forum rekombinant perché mi sembra pertinente:
Ora, pare tutti
concordino che Berlusconi abbia vinto - di sicuro sul piano morale, poi
su quello politico staremo a vedere - perché ha incarnato l’anti-
politica. Lo stesso motivo, d’altronde, che fu alla base delle sue
vittorie precedenti.
Bene, il punto è: che tipo di approccio bisogna
avere rispetto all’anti-politica?
La mentalità di sinistra considera
quasi sempre l’anti-politica come populismo, circonvenzione d’incapaci,
qualcosa che va arginato con i nobili ed apollinei ragionamenti della
Politica.
Ora - se consideriamo che c’era una coalizione che partiva
fortissimamente svantaggiata - la gente ha invece preferito l’anti-
politica. Allora: perché? Provo a buttare là due ragioni:
a)
All’inizio dei ‘90, in Italia, c’è stata la “crisi della
rappresentanza”. Fino ad oggi, non è successo nulla che abbia risolto
tale crisi. I movimenti erano sembrati per un breve momento una
risposta alle nuove esigenze. Ma essi mantennero e sclerotizzarono un
piano d’enunciazione totalmente politico, anche più esoterico di quello
istituzionale (per capire le “manovre di corridoio” d’un social forum
bisognava aver fatto un master in decriptazione di messaggi in
codice!). Nessuno si era reso conto del fatto che alle centinaia di
migliaia in piazza non corrispondeva affatto una ri-politicizzazione
giovanile. Dopodiché, dinanzi all’incapacità dei movimenti di incidere
- salvo determinati contesti locali -sulla vita quotidiana delle
persone, i partiti hanno riassunto la tradizionale centralità. Ma si
trattava pur sempre dell’atto di riempimento d’un vuoto. Anch’essi
potevano essere, in qualsiasi momento, scalzati da qualcosa di più
forte.
b) E cosa vuol dire qualcosa di più forte? Per rispondere, si
potrebbe fare un’altra domanda: perché la gente guarda i reality show?
Affermare “per voyeurismo” è soltanto una tautologia. I reality vengono
guardati perché - così come vi è abitudine al mescolamento di tempo di
vita e tempo di lavoro - si ha propensione a mescolare il tempo
codificato della rappresentazione con quello aleatorio della nuda vita.
Si tratta, cioè, di biopolitica applicata ai linguaggi culturali.
Quest’aleatorietà vitale, questa forza vibrante del bìos che eccede i
codici, Berlusconi l’ha utilizzata in pieno: con il suo corpo, le sue
euforie, le sue visibilissime depressioni, la sua sessualità
perennemente esternata. Berlusconi, come aveva già teorizzato Aldo
Bonomi nel 2001, fa biopolitica.
Il punto è che la biopolitica
racchiude più affetti che concetti. Non si cercano in essa
ragionamenti, ma esperienze sensibili. La biopolitica, insomma, ha un
rapporto di intimità con l’anti-politica.
Ebbene, io mi chiedo: perché
mai noi dovremmo respingere l’anti-politica? O, almeno, perché
respingerla in toto?
Io di dibattiti sulla precarietà ne ho fatti
tanti: c’è un ceto politico di sinistra che non sa affatto che cos’è e
com’è composto il precariato. Tra gli attivisti di movimento le cose
stanno un po’ meglio. Ma quanti di loro ancora affermano - per dire -
che i lavoratori dipendenti sono poveri e quelli autonomi sono ricchi?
Quanti, cioè, non conoscono di cosa parlano? Voglio dire che la
politica - tutta la politica - sta funzionando male anche sul piano che
le dovrebbe esser proprio: quello dell’analisi e del ragionamento.
Inoltre, si potrà mai avere un rapporto quotidiano con la composizione
del precariato a partire soltanto da dei ragionamenti? Io penso di no.
Ogni giovane è solo nel rapporto col lavoro e con il reddito. Solo.
Solo sul cuor della terra senza neanche un raggio di sole. Una
solitudine immensa, che nessun corteo od occupazione può lenire. Il
linguaggio delle emozioni, degli affetti, se unito a rimandi alla vita
quotidiana, invece, può restituire la speranza di nuovi legami umani e,
quindi, la speranza di minor precarietà. La retorica e gli slogan -
tipici della politica - non sono linguaggio delle emozioni, bensì
simulacri, espressioni di rapporti umani mediati. E poi i legami di cui
la gente ha bisogno sono quelli gratuiti, desideranti, non quelli
collegati ai bisogni.
Infatti Berlusconi ha acceso desideri, non
astrazioni: dire di abolire l’Ici significa parlare ai desideri
quotidiani di ciascuno, non fare astruse astrazioni sui “diritti”.
Berlusconi ha acceso desideri ma altresì creato un concatenamento
biopolitico esponendo i suoi entusiasmi e le sue tristezze. Con la
trasparenza piena della propria volubilità emotiva e, talvolta, della
propria debolezza. Non ha comunicato ad un blocco sociale (che, secondo
molti, non ha mai avuto, almeno non nel senso tecnico di
quest’espressione), bensì a persone sole, a precarizzati della vita. Ha
usato la retorica, certo, ma dando atto a stati affettivi autentici che
hanno traspirato palpabilmente dal suo sguardo, dal suo corpo.
I suoi
avversari hanno svolto, invece, una comunicazione logo-centrica rivolta
ai benestanti, ai benpensanti, ai Nanni Moretti, al ceto intellettuale.
Peggio ancora, hanno parlato a delle masse indistinte anziché a degli
individui.
Perché si crei soggettività, abbiamo bisogno di spezzare la
solitudine. Per spezzare la solitudine della precarietà, abbiamo
bisogno d’un aumento enorme, smisurato, di relazioni umane quotidiane.
Abbiamo bisogno di anti-politica.
@ alessandra
Nessuno ti tira della verdura (con quel che costa!). Solo questo: hai votato uno che ha accusato chi non lo vota di essere un coglione, di essere uno che vota contro i propri interessi (che ne sa lui quali sono i miei interessi?). Quanto rispetto c’è in questo per la persona, per colui che la pensa diversamente?
Si alessandra, purtroppo in Italia (in altri paesi è diverso), spiace dirlo, ma la cultura e una certa moralità stanno a sinistra.
Ora che la destra ha perso è divenuta all’improvviso aperta al dialogo, rivendica il proprio diritto ad aver scelto come ha scelto (ci mancherebbe!), vuole giustificarsi, tendere la mano: io non la rifiuto di certo, ma cominciate a riconoscervi nella democrazia e nel rispetto delle regole. Altro non chiedo. Nemmeno la DC dopo 40 anni era riuscita ad occupare il potere con tanta protervia come Silvio e la sua banda (sempre uniti perchè si sono rimangiati via via le cose dette e fatte, poichè solo Lui decideva, forte del troppo potere concentrato nelle sue mani)…
E se puoi, fatti un giro qui all’estero per vedere l’immagine dell’Italia che l’ultimo governo ha lasciato dietro di sè. Sulle tasse ci si può incazzare, ma doversi vergognare per certe sortite è davvero peggio.
@ bart
biopolitica?
E sì che di cazzate ne avevo sentite tante sinora…
@ maline
lo s-puttanamento è l’eredità bio-politica (in negativo, ovvio) che la sinistra dura ha ereditato dal fascismo (”non hai le palle”)… Berlusconi lo usa alla grande (”sei un poveraccio”) (e fa i sondaggi tra le signorine dei telefoni porno)…
il post scritto da un giovane precario di sinistra cerca di ragionare sull’appeal di Berlusconi e sui talk show della De Filippi a partire dal codice di una generazione che su queste cose ci ha le antenne
La provocazione secondo me era questa “B. è paradossalmente più capace di parlare sul registro della bio-politica di una sinistra retorica, stanca e priva di visionarietà”
A “Biscardi”, hai colto nel segno. Qualcuno dice con ironia che l’unico programma del centro sinistra è “far fuori berlusconi” e i suoi alleati (non dimentichiamoci la lega, per favore…). Io in effetti ho votato a sinistra confidando che ALMENO questo programma potrebbero realizzarlo. (Programma minimo, d’accordo, ma degno di un voto.) Ma forse anche su questo mi sono sbagliato.
Sono poi d’accordo con l’analisi di Paccosi, riportata da Bart. Infatti, anche il centrosinistra manipola bellamente, quando parla di precariato a spanne, senza sollecitare ricerche e analisi della realtà, e senza offrire al pubblico i risultati di queste analisi, in una forma anche “passionale”.
Una delle solfe più pregiate nel carniere , o nell’armamentario giusto per ricordare Occhetto , agitato a tambur battente dall’allegra (ora non più )compagnia dell’armata brancaleone del centrosinistra , in cima a tutte le analisi , a giustificare programmi e uomini , il presunto nuovo che doveva avanzare ( ma tutti da prima repubblica ) è stata questa : “la stragrande maggioranza del paese …” e poi sul finire ” …condanna ormai il malgoverno di B. ecc.ecc.” . Poi si aggiungeva o si pregava perchè si aggiungessero al can can , la stampa estera amica , redazioni di televisioni , giornali a iosa tutti schierati , sondaggisti pagati per mentire , tutti a fare da cassa di risonanza a questo unico grande concetto , il grande fratello dello spot , per convincere che davvero le cose stavano così . Poi la sorpresa : ma tutta vostra !!! E’ stato
Il popolo della sinistra che si è fatto imbonire , imbrogliare dalla disinformazia messa in campo dalla solita sinistra , pensava veramente che un popolo dalle tradizioni moderate all’improvviso fosse stato catturato dalle ” primavere ” di Ventola , dai girotondi , dai caimani , da una sinistra che ancora oggi se la canta e se la suona perchè nel dna , e nemmeno nella educazione famigliare o sociale e culturale di una nazione , fosse davvero il sole dell’avvenire . Non c’è niente di antropologico da spiegare ,nè accusare gli exit poll di questo .
B. ne aveva fatto solo uno serio , vero , reale , commisionato agli americani che avevano fotografato al millesimo la situazione . E voi ridevate ! Io ,cara Alessandra ,sono un liberale e sono d’accordo con la tua analisi ,meno sul finale , perchè rivela ancora una soggezione di tipo ideologica a posizioni che ancora cercano a noi di spiegare e capire quali siano le ragioni per le quali metà popolo elettorale vota B. Come a significare ,anche se qualcuno non lo nasconde tra le righe parlando di noi come se fossimo lobomotizzati dalla Tv e dai giornali che abbiamo visto B. non ha avuto modo di usare . Anzi la par condicio , con la diserzione agli incontri di Prodi è diventata una ulteriore arma da usare contro B . E io continuo a stupirmi del vostro stupore ( o è qualcosa veramente di antropologico ? ) e quindi esco da sotto la lente del microscopio , del vostro microscopio , che ha lenti offuscate e incapaci di leggere avvenimenti o il reale comun sentire della gente . E mi meraviglia ancora che qualcuno di voi si scandalizza quando si trova di fronte qualcuno che non condivide le vostre idee o che non si lascia convincere . Ma chi siete ? Cosa volete ? Con inglese non sono d’accordo quando pretende di forzare ogni volta le situazioni a danno del centrodestra , tipo : si lo fa anche la sinistra ma il centrodestra è peggio !!! Queste sono supposizioni personali non supportate da niente se non da preconcetti ideologici . Anzi un metro di misura che ti consiglio di usare , reale , sono le amministrazioni comunali . Quindi è una cosa che tutti possono fare . Le sinistre quando governano non sono migliori o peggiori degli altri (salvo casi sporadici , tipo , quando uomini si uniscono attorno a disinteressi più che a interessi personali o di cricca ) . Anzi , c’è di più e stavolta lo accentuo io , la gestione del potere a sinistra è molto più ferrea , in senso positivo e negativo del termine ,nel concreto si cerca di evitare la reale partecipazione alla gestione della cosa pubblica e si chiama il popolo ma solo come ” massa ” .
Quindi contesto il fatto o l’analisi che a destra se c’è adesione è perchè sono manipolati o fessi ; contesto l’analisi che B. in quanto abile manipolatore è anche signore dei sogni , di aspettative vere che sono comuni a tutti i cittadini e non solo a quelli della sinistra . Anzi dal punto di vista della rappresentazione sociale e della realizzazione delle aspettative generali ( lavoro , economia , riforme…) B. avrebbe avuto minore difficoltà a rappresentare tutto il popolo italiano di quanto ne avrà Prodi non solo verso la metà di B. ma anche verso i suoi elettori , vista la compagine composita con cui si troverà a governare . Anzi siamo noi che dovremmo preoccuparci di questo governo , visto il peso specifico della sinistra estrema sul governo , che è una minoranza nel paese e mai potrà guardare agli interessi generali se non partendo dai suoi bisogni per poi farli accettare agli altri , pena l’andare a casa . Già , da questa parte siamo preoccupati e meravigliati , quanto voi , alla stessa maniera e delle stesse cose : non è paradossale e sorprendente da parte dell’altra metà della ” specie ” italiana ?
@angelo
“Io, cara Alessandra, sono un liberale…”.
Ecco.
Queste sono le affermazioni che uno che vota Berlusconi non dovrebbe fare.
Perché sono ridicole e in malafede.
La cultura liberale classica (forse non è il caso italiano: qui i liberali sono fascisti con altro nome) è una cultura di garanzia democratica, innanzi tutto.
Un liberale, un borghese coi suoi bravi valori, in linea teorica NON vota uno come Berlusconi, che detiene quasi l’intero sistema dei media italiani - a meno che non sia un “liberale italiano”, cioè un fascista con altro nome – perché si ACCORGE da sé del pericolo per la democrazia.
Il PENSIERO LIBERALE non contempla la presa del potere di un solo individuo nel campo della comunicazione, perché impedisce e/o deforma la formazione della pubblica opinione, che è il sale delle democrazie, liberali e non.
Dunque rivediti un po’ i fondamentali, angelo, prima di fare queste dichiarazioni.
Nessuno ti obbliga ad essere liberale, o a dire di esserlo, non vergognarti di essere quello che sei. Puoi tranquillamente dire che sei berlusconiano e che lo sei perché pensi che così vengano tutelati i tuoi interessi, oppure perché LUI INCARNA I TUOI SOGNI, come disce il sempre sorprendente Mozzi.
Però la cazzata del liberale raccontala altrove, per favore.
oh ma che peso siete?
guardatevi attorno metà di quelli che vi stanno vicino in questo momento statisicamente tengono per gli altri.
ATTENZIONE NOTIZIA SERIA
SECONDO ULTIME ANSA LA RICONTA DEI VOTI FAVORIREBBE IL CENTRODESTRA ALLA CAMERA DI 8.200 VOTI. RESTA INVARIATO IL RISULTATO AL SENATO.
http://today.reuters.it
anch’io trovo l’intervento postato da bart, quello preso da rekombinant, molto interessante.. mi ricorda, magari sbaglio di brutto, alla lontana quello che diceva zizek, nel suo solito modo trasversale e provocatorio: che la sinistra deve “allearsi” con i populisti di destra “contro” i liberal-liberisti, o qualcosa del genere…
qui i riferimenti:
http://www.carmillaonline.com/archives/2004/11/001069.html
Mi piacerebbe sentire su quest’argomento (il post rekombinantiano in particolare) Azione Parallela, uno che vede zizek (giustamente, dal suo punto di vista) come fumo negli occhi.
giuliomozzi, tu che sei in confindenza col filoblog :) gli fai un fischio?
Ho la febbre a trentanove e mezzo. Se deliro più del solito, portate pazienza.
- Per Marco Saya. Scrivi: “Bisogna, al contrario, iniziare a educare le persone ad essere veramente libere, autonome, democratiche”. Un momento dopo scrivi: “Non siamo un popolo libero”. Se solo si ipotizzasse che l’essere “veramente liberi e autonomi” potrebbe essere un problema comune, sarebbe già un bel passo.
- Per Tashtego: “veri” (c’è scritto nell’articolo) significa: “non rimovibili con mezzi retorici”. Poi dici: “Tu dici, in fondo: guardate che chi vota centro-destra sono umani come voi, le loro sono idee come lo sono le vostre, sogni, eccetera, occorre riconoscerlo. Bene. E allora? Una volta riconosciuto, qual è il passo successivo?”. Il passo successivo è capire come tali “idee, sogni eccetera” siano “veri” per queste persone.
- Per Dan. Scrivi: “Sarebbe molto più facile andare a dormire pensando che gli elettori della cdl non hanno capito nulla, il problema, secondo me, è che hanno capito ‘altro’ rispetto a noi”. Perfetto.
- Per fm. Scrivi: “Perché queste analisi antropologiche vengono fuori solo adesso?”. Non vengono fuori solo adesso: c’è tutta una bibliografia, da anni.
- Per Andrea Inglese: “Accettare questo principio significa voler ignorare una parte della realtà. Significa ignorare il grado di manipolazione della realtà che puo’ essere perpetrato attraverso canali diversi”. Certo che è così. E’ per questo che ho intitolato questo pezzo “Facciamo un’ipotesi”. Le ipotesi sono strumenti, mica altro.
D’altra parte, se accetto il principio che l’elettorato di centrodestra è tale perché è manipolato, ignoro un’altra parte della realtà (per dire: che ciascuno di noi è libero).
E infatti tu scrivi: “Detto questo, è del tutto assurdo pensare che Berlusconi manipoli ‘tutto’ il suo elettorato. Egli ne manipola quella parte (una minoranza, probabilmente, ma decisiva dal punto di vista elettorale), che conoscendo meglio come stanno le cose, non lo voterebbe, in quanto si renderebbe conto che sarebbe controproducente”. Qui però, mi pare, altre parti di realtà vengono ignorate: si dà per scontato che il voto sia un gesto puramente razionale (e che quindi basti essere informati per votare bene), si assume che “sapere” sia uguale a “volere” (”Se conosco la virtù, non posso non essere virtuoso”), si ignora bellamente la capacità del sig. Berlusconi di fornire soddisfazioni simboliche, affettive ecc.
Poi potremmo perderci in discussioni sulla differenza tra “convince”, “persuadere”, “manipolare” ecc.
- Per Aldo Biscardi: “Se vogliamo applicare la critica dell’ideologia fino in fondo dobbiamo anche pensare che una parte di chi ha votato centro sinistra se avesse conosciuto meglio le cose fino in fondo non avrebbe votato come ha votato. no?”. Tant’è che, ad esempio, chi, in queste settimane, ha cercato di ricordare che il sig. Prodi è portavoce degli interessi di gruppi industriali e finanziari e in quanto tale forse meno, ma non diversamente pericoloso del sig. Berlusconi, è stato fortemente criticato (”Ma come! In questo momento in cui dobbiamo essere tutti uniti, vieni fuori con queste cose! Il solito intellettuale che spacca il capello in quattro!”).
Per finire: è evidente che solo un’alleanza tra sinistra e “destra sociale” può mettere nell’angolo i “liberal-liberisti”. E’ lo stesso meccanismo che permette l’alleanza tra sinistra e “cattolicesimo sociale”: certo, più forzato.
io invece mi alleerei con i liberal di sinistra contro i populisti di destra e di sinistra, guarda un po’
:)
Vedo che c’è un bart (con la lettera minuscola). Non sono io, Bart, che ha la lettera maiuscola (il mio nome intero è Bartolomeo, non so se mi dia qualche diritto in più a mantenere il mio Bart…).
Sto intervenendo nella discussione, animatissima, su vibrisse sullo stesso post di Mozzi. Vi rimando a quella:
http://www.vibrissebollettino.net/archives/2006/04/facciamo_unipot.html#comments
Bart
Il dramma è votare una coalizione o l’altra con l’idea che così facendo si tutelano i propri interessi, di singola persona. Che dramma! La politica si deve occupare dell’interesse comune e non di quello particolare.
@ tashyego
ridicolo e in malafade ? e perchè di grazia ? tenuto fermi alcuni principi basilari ,come il libero mercato ,la persona ,poco statalismo ecc. chi oggi rappresenta meglio di B questi valori , che non sono assoluti ? Tu sostieni che i liberali oggi sono fascisti camuffati e fai la solita operazione ideologica quando invece per un verso o per l’altro in ambedue gli schieramenti , giusto per semplificare , ormai sono più i liberali che altro o quantomeno dicono di esserlo perchè a conti fatti quei valori poi se li mangiano come cavoli a merenda . Liberali nelle accezioni di riformisti , modernisti , moderati o perchè fa trend o per acchiappare voti soltanto. Tu continui a vedere il pensiero unico dapperttutto mentre abbiamo potuto constatare la potenza di fuoco della sinistra in quanto a divieti , pericoli e pensieri unici dominanti. Credo che non ti sarà passata sotto il naso la vicenda della redazione di canale 5 quando l’Ordine diramò l’ordine della diserzione da qualsiasi confronto . Ecco quelli sono atteggiamenti da soviet , illiberali anche se spuntati dal contesto . Chissà perchè poi le anime belle della sinistra che si battono il petto ogni giorno della settimana per la libertà non ha mai rinunciato alla rete 3 che da cinquantanni è suo appannaggio , come le altre reti di altre forze politiche .La cosa per te è meno grave ? Morale della favola , mai a nessuno di questi gli è convenuto mettere in discussione lo status quo e tu questo come lo definisci ? Non ti racconto poi delle assunzioni clientelari e di potere ecc ecc . Dove lo hai visto questa potenza di fuoco di sei televisioni tashtego e non so quanti giornali ? fammi un esempio concreto e non la solita minestra da grande fratello . E poi perchè non spari a zero sugli imprenditori della sinistra che non sono meno di B. in quanto a giornali o a potenza economica e capaci veramente di fare i governi ,come oggi con prodi ? Continuate a raccontare la favoletta come quella della ” stragrande maggioranza degli italiani ” contraria a berlusconi .
Il risultato elettorale ti dice niente o credi come anche altri che io non so scegliermi la rappresentanza anche se sono figlio di emigrati e che i figli di emigrati non possono stare con B. perchè è un riccone e pure corrotto ? E dammi una ragione valida perchè dovrei farmi rappresentare da debenedetti , da mieli , dalla fiat-vampira , dai tanti banchieri , che fanno solo i loro legittimi interessi come li fa B e come corrotti non sono da meno ? Nella passata campagna elettorale chi ha minacciato la democrazia : chi voleva il confronto o chi lo negava ? qual’è il senso della partecipazione e della rappresentanza da oggi in avanti ? perchè devi spiegarmi le migliaia di scioperi sindacali contro il governo passato e durante il governo prodi che metteva solo tasse tre o quattro giusto per non farsi rimproverare .
B. nelle sue cose migliori è un uomo che ispira fiducia perchè le cose che dice le fa , perchè si confronta , perchè è un uomo pratico non politico e quindi non soggetto a estenuanti mediazioni . Tanti campioni della sinistra non hanno mai lavorato se non nei partiti , non hanno prodotto mai niente anzi spesso solo fatto danni e io dovrei prenderli ad esempio perchè si sciacquano la bocca di pluralità , democrazia , pace quando il governare vuole decisioni ? E il governo durato cinque anni che cosa ti ispira caro tashtego ? ma fosse stato anche solo per i punti sulla patente o l’abolizione della leva per dire le cose più piccole , quando mai le hanno fatte i precedenti governi ? La sinistra che dice ora che governerà cinque anni sapendo che oggi sta peggio per il tipo di compagine governativa uscita dalle urne ; o quella che ha cambiato 3 presidenti di consiglio in cinque anni che garanzia può dare sullo sviluppo , quale futuro ai nostri figli ,
e quanti di voi staranno lì ogni mattina col blog spianato a parlare di loro ? E’ da ammirare Mozzi , non solo per il coraggio di dire le sue idee ,
ma di chiedervi una bella riflessione e farvi uscire dall’incubo narcisiano e dal rovello sociologico. Scegliere un rappresentante è anche questo : di fronte al fumo della sinistra io scelgo l’arrosto di B. fossero anche i punti sulla patente o il divieto di fumo nei luoghi pubblici , per voi grandi menti , cazzate ma le decisioni di grande civiltà finora le ha prese solo B. nei suoi cinque anni di governo . Chi si contenta gode caro Tashtego e la felicità sta anche in queste piccole cose che Prodi non riuscirà nemmeno a concepire .
CARA NAZIONE INDIANA, volevamo un’idea di quello che pensa una parte consistente dell’elettorato di centrodestra? Abbiamo i post di ANGELO a spiegarcelo. Non liquidiamoli con fastidio. E’ chiaro che una persona minimamente accorta può smontare le sue argomentazioni con la mano sinistra (poi, ANGELO, ti rispondo su alcuni punti), ma quello che lui dice è ESATTAMENTE quello che pensa l’elettore berlusconiano viscerale. Devo dire che è scoraggiante, perché nonostnte che discutere sia il mio mestiere, per discutere ci vuole una controparte. Però, da un punto di vista della mera analisi della realtà che ci circonda, leggere questa roba è interessante.
ANGELO, non dispiacerti se faccio questo discorso come se tu fossi una cavia. Qui sei un po’ in minoranza, quindi finisci per esserlo, tuttavia onore al coraggio di aver parlato.
Per rispetto, provo ad entrare almeno in alcune tue considerazioni. Partiamo da una cosa folkloristica… Rai3 50 anni fa non esisteva, semplicemente, quindi è impossibile che la sinistra non ci rinunci da 50 anni :-). Inoltre, la logica per cui dovrebbe rinunciarci (cos’è, dovrebbe dare il buon esempio?) a fronte di una schiacciante maggioranza di TV avversarie mi sfugge.
Veniamo poi a un punto che mi sta a cuore. Tu scrivi “il libero mercato ,la persona ,poco statalismo ecc. chi oggi rappresenta meglio di B questi valori?”. Ecco, senza spendere tante parole: durante i 5 anni di governo di centrosinistra ci sono state, così a memoria, la riforma del commercio, la riforma del mercato elettrico, la riforma del mercato del gas, la riforma del mercato dei carburanti, la riforma delle assicurazioni, la riforma della pubblica amministrazione. Quei comunistoni del centrosinistra hanno fatto una sfilza incredibile di liberalizzazioni. Se adesso non ci vuole più la licenza per aprire un negozio, lo devi al centrosinistra. Se puoi fare un’autocertificazione all’anagrafe, lo devi al centrosinistra. Quante liberalizzazioni e riforme ha fatto il centrodestra? Zero. Semplicemente.
Il centrosinistra ha cancellato il divieto di società professionali risalente alle leggi razziali. Era il primo passo per la liberalizzazione delle professioni e la riforma degli ordini professionali. Il centrodestra cosa ha fatto? Nulla: o meglio, ha introdotto una sfilza di nuovi ordini professionali (per dire, quello dei fisioterapisti.. insispensabile!!) … cioè corporazioni, cioè limiti al libero mercato.
Facciamo il caso delle televisioni. Qual è il risultato del duopolio televisivo? Che se TU, o IO o chiunque trovasse i soldi per fare una televisione non potrebbe. Mercato chiuso, libertà imprenditoriale ZERO :-)
Potrei fare decine di altri esempi di inazione, di chiusura, ma è inutile perderci tempo. Le tue, purtroppo, non sono argomentazioni, ma sentimenti viscerali ammantati di razionalità. Resti tuttavia un esempio fulgido di questa metà del paese incomprensibile. Non è incomprensibile, è semplicemente composta da una gran quatità di persone vittime di quella che si chiama “saggezza convenzionale” e che è di solito clamorosamente sbagliata. Un imprenditore al governo farà l’interesse degli imprenditori. Saggezza convenzionale, ma scema. Un imprenditore fa il SUO interesse. Si tratta di pura razionalità, mica di mistica :-)
Questo è un grosso pezzo del centrodestra, cara la mia NAZIONE INDIANA TUTTA. Volevate delle spiegazioni? Eccovele!
@angelo
ribadisco, oh liberale-non-statalista, qui non è questione di destra o sinistra, di maggioranze o minoranze.
è questione di garanzie democratiche, di pluralismo, di regole, eccetera: cose basilari e lapalissiane altrove, ma non qui da noi, dov’è sempre in agguato questa orrenda e sempiterna melma sociale, che non cambierà mai, pronta a buttarsi in braccio del primo albertosordi che sia abbastanza volgare da potercisi agevolmente rispecchiare.
la questione è chiara e sotto gli occhi di chi VUOLE vederla.
il resto sono chiacchiere.
pensa a Montanelli.
gran destrone, come te, ma uno come berlusconi lo faceva vomitare.
mica era comunista, sai.
però era liberale, capisci?
no?
fa niente.
(le virgole, perdio, non vanno dopo lo spazio: prima la parola, poi la virgola senza spazio, poi lo spazio, capisci?)
Be’, abbiate pazienza, soprattutto abbia pazienza Angelo, i soli che hanno fatto qualcosa di decisivo per il paese, negli ultimi trent’anni, sono stati i radicali (anni ‘70) e i governi che ci hanno portato in Europa (primi ‘90). Per il resto abbiamo avuto grande deficit spending (anni ‘80), un accenno di novità antipolitica (Polo ‘94), un accenno di socializzazione (Ulivo ‘96) e un mare di populismo (dal ‘98 ad oggi) che è figlio diretto di Tangentopoli e della deriva degenere dei particulari che, aprile 2006, si ritrovano esattamente e specularmente rappresentati nel Paese, cinquanta di un colore, cinquanta dell’altro. A questo punto la soluzione meno drammatica sarebbe IMHO una grande coalizione senza Prodi & Berlusconi o, meglio ancora, un governo tecnico di raddrizzamento-modernizzazione: molti degli indicatori economici, sociali e culturali danno l’Italia in netto declino e non me ne sbatte più alcunché di trovare i colpevoli o di rinfacciare le reciproche impresentabilità (fasci & no global, ducetto & comunisti, baciapile & baciapile), voglio solo tirarmene fuori prima che la mia qualità della vita giunga ad un punto di non ritorno (traduco: prima di emigrare e lavare i piatti in Inghilterra).
L’unica ipotesi che regge è che la gente torni ad essere libera. Se vi sentite tali, spiegatemi dove,come e perchè.
@Semtex: e tu saresti quello che gli industriali chiamano per scambiare pareri? Ma dove cazzo le hai viste le “liberalizzazioni” del centrosinistra? Chiami liberalizzazione la svendita di Telecom a un gruppo di speculatori (che ben conosco e non da dietro il palco) e il mancato utilizzo della Golden Share quando l’indebitato d’oro d’Italia (leggi Tronchetti) acquisì, con la benedizione del centrosinistra (mica di mio nonno) e senza l’ombra di un piano industriale, il pacchetto di controllo di Telecom?
Chiami liberalizzazione la legge sulla rottamazione per tamponare FIAT o i 4600 miliardi di vecchie lirette concessi a fondo perduto (dal centrosinistra non da mio nonno) sempre a FIAT per mantenere i guadagni della Famiglia Agnelli?
Vogliamo parlare di Cirio e delle Centrali del latte PUBBLICHE cedute a un BIDONE (poi condannato e leggi Cragnotti) dalle giunte di centrosinistra (non da mio nonno) e col beneplacito dell’allora governo di centrosinistra? Parliamone, ma parliamone sul serio però.
Vogliamo parlare delle concessioni edilizie, senza piano regolatore, del Sindaco Rutelli (non di mio nonno) e di come sono nati i palazzinari romani che tanto hanno turbato i sonni gentili della sinistra italiana e degli intellettuali benpensanti, ma malvedenti, l’estate scorsa?
Vogliamo parlare del Piano Regolatore Generale appena approvato dal bravissimo (??) Sindaco Veltroni (non da mio nonno) che prevede 50 MILIONI di metri cubi edificabili a Roma e nemmeno un metro cubo di case popolari? Parliamone, perché tradotti in soldoni questi numeri fanno 75.000 MILIARDI delle vecchie lirette regalati ai soliti palazzinari che davano scandalo l’este scorsa.
Poi la chiusura del tuo coerentissimo intervento è bellissima: prima li sponsorizzi (i centrosinistri) e poi “liquidi” sinistri e destri con la solita sigla che tutto dice e nulla risolve. Pare una scenetta dei fratelli De Rege quella che racconti.
Per i miei gusti spari troppe sentenze definitive e sei troppo ammantato di certezze (incerte) per poter contestare alcunché ad Angelo e non sei nemmeno spiritoso quando riprendi la forzatura dei 50 anni di RAI 3: che solo un ottuso può utilizzare una forzatura, voluta, spacciandola per una mancata verità.
E smettila di utilizzare il nome di un esplosivo; prima o poi finirai per crederci :-)
Buona serata. Trespolo.
@Semtex: non eri tu che chiudeva l’intervento liquidando i politici tutti e che citavo nel passaggio “Poi la chiusura del tuo coerentissimo intervento è bellissima: prima li sponsorizzi (i centrosinistri) e poi “liquidi” sinistri e destri con la solita sigla che tutto dice e nulla risolve. Pare una scenetta dei fratelli De Rege quella che racconti.”, mi confondevo con l’intervento di GiusCo. Me ne scuso, ma la considerazione fatta vale per GiusCo a questo punto.
Torno alle privatizzazioni del centrosinistra: e di Autostrade REGALATE ai Benetton sull’orlo della bancarotta? Dovresti conoscerli i numeri, ma, se non hai il coraggio di renderli pubblici e scriverli QUI in modo che tutti li possano leggere mi rimangono solo due considerazioni:
1) o sei il solito rivoluzionario in giacca e cravatta che cura il suo “male nero” scaricando fiele nel piatto che gli dà da mangiare oppure
2) non sei né l’esperto che racconti, né l’onesto votante di centrosinistra che stai vendendo a noi tutti.
Fuori i numeri e raccontaci come il governo di centrosinistra regalò Autostrade ai Benetton: basta opinioni camuffate!
Buona notte. Trespolo.
PS: se non li farai tu i numeri li farò io, ma dalle mie parti e stai tranquillo: non ci sarà NESSUNO che mi querelerà; faranno le solite telefonatine ai loro avvocati e la risposta sarà: “Beh, i numeri sono corretti, se lo quereliamo non si spaventa e poi… sarebbe pubblicità negativa. Noi siamo i buoni, non dimentichiamolo”.
“Aprile è il più crudele dei mesi”.
Non so. Aprile 2006. Mi si è definitivamente svelato l’abisso del relativismo (alla faccia di Ratzinger) inteso come interscambiabilità incontrollabile dei punti di vista. Destra e sinistra ormai si equivalgono, tranne che per i reciproci estremismi che sono invisi a entrambe le parti Sopra e sotto dipende dalle coordinate bancarie. Bello e brutto sono concetti culturali. Onesto e disonesto sono parametri obsoleti. Quello che ha fatto Tizio l’ha fatto anche Caio nel ‘96 o ‘88 o ‘52 o 2003 o nel 1789 o 1848 o 1917 o… avanti così a rinfacciarselo nei secoli dei secoli.
“Aprile è il più crudele dei mesi”
E’ il mese della rivelazione, il giorno del giudizio, lo scontro feroce tra due concezioni di civiltà inconciliabili… che finisce praticamente pari.
Ambiguità, il tuo nome è Italia.
Patria della coincidenza degli opposti, patria che posi le tue fondamenta su vecchie aule polverose e crocifissi immobili, terra di carabinieri, di poveri ricchi e di ricchi poveri, terra dei Ricchi & Poveri, terra di mafiosi simpatici e mafiosi antipatici, terra che piange ricchi bambini morti ammazzati e terra indifferente ai bambini bombardati. Terra dei diecimila pesi per diecimila misure tutte diverse e inconcepibili. Terra della quadratura del cerchio. Terra di popolani fascisti e ricchi comunisti, di intellettuali beceri proni alla paghetta di turno, terra di gente senza palle capace di guizzi di eroismo spurio. Terra di ex contadini e proprietari delle ferriere evoluti al bon ton di inizio millennio che vanno in giro col Mercedes metallizzato e le troie di regime al fianco. Terra di imprenditori, migliaia di imprenditori, torme di imprenditori con le loro giacchette feriali e le tute da ginnastica la domenica. Terra di gente che sta bene anche quando sta male e male anche quando sta bene. Terra arrogante con l’umiltà di un santino, terra di superstiziosi, terra di gente che ne capisce sempre di più degli altri e fa di tutto per dimostrarselo a vicenda. Terra del peggiore fascismo del pensiero, terra della peggiore spocchia della sinistra. Terra di eterno provincialismo che non sa veramente mai perchè fa una cosa o ne fa un’altra, o forse lo sa anche troppo bene. La tua furbizia è animalesca e innata e va al di là di ogni possibile previsione geopolitica, geofisica, metafisica e patafisica.
Che strano destino esserti figlio, cara Italia.
Sono stanco, stanco di lottare per sopravvivere in mezzo a tanta desolazione. Stanco di urlare in mezzo al niente.
Stanco dei vaffanculo alla cultura, al pensiero, alla bellezza.
Stanco di tanta grossolana praticità che ha portato tutto sull’orlo del collasso.
Affanculo vacci tu cara Italia, e portati la tua mesta furbizia, Padre Pio e i contratti a progetto.
Affanculo le privatizzazioni di destra e sinistra: sono giochetti che a qualcuno procurano Porsche, ville al mare e la possibilità di scannarsi qualche troione d’alto bordo, alla maggioranza solo un gran mal di testa, le corna che crescono. Quelli col Porsche ti fanno passando il gesto dell’albertosordi che fa tanto simpatico e tu rosichi. E’ così italiano.
Affanculo l’albertosordismo.
Affanculo anche il sistema sei-stato-tu-no-tu-no-l’hai-fatto-anche-tu, il grido delle verginelle trovate a masturbarsi a vicenda con dildo di svariati colori e dimensioni.
In un sistema in cui tutti sono colpevoli, tutti sono innocenti.
In un sistema in cui tutti sono innocenti, tutti sono colpevoli.
Voilà l’Italie.
Mi verrebbe da gridare assieme a un tuo illustre figlio, al quale non hai mai reso vita facile: “Proprio perché sei esistita, ora non esisti/ proprio perchè fosti cosciente, sei incosciente./ E solo perché sei cattolica, non puoi pensare/ che il tuo male è tutto il male: colpa di ogni male. / Sprofonda nel tuo bel mare, libera il mondo.”
Eppure bisogna sopravivere, lottare, continuare, cambiare: anche con affitti arretrati, lavori malpagati e tanta rottura di coglioni.
Anche qui, dall’orlo della Fossa Sociale creata grazie alla tua lungimiranza, politica, umana e sociale, voglio pensare che sia possibile cambiarti, magari anche solo un po’, vecchia troia Italia.
L’illusione del moscerino che vola intorno allo stronzo.
Lottiamo: anche solo per illudersi di essere ancora umani e non macchine desideranti affetti da schizofrenia delirante di deleuziana memoria.
Massimo Villivà
@ trespolo
sul nuovo piano regolatore di roma sei male informato.
il tema è “italiani persone intelligenti che votano in maniera intelligente”?
Autolegittimiamoci, destra/sinistra?
Si diceva “non è possibile votare berlusconz per due volte di seguito”.
La dc quante volte ha avuto la maggioranza?
Gli italiani, come il resto degli abitanti del mondo, sono mediamente stupidi.
@tash: se sono male informato e hai numeri diversi, perché non li racconti? Personalmente non mi crea problemi essere smentito e/o ottenere informazioni più dettagliate :-)
Buona giornata. Trespolo.
“Per prendere delle decisioni è necessario conoscere il più possibile la realtà “generale” nella quale si giocano i nostri destini.”
Se fosse necessario, il voto di un muratore non dovrebbe valere quanto quello di un professore universitario.
E poi io non ho un’idea cosi’ alta della politica: i miei destini cerco di giocarmeli altrove, al di fuori della logica materiale della realta’, anche politica; in questo senso, piu’ la politica si tiene lontano dal mio destino, piu’ sono contento.
“la manipolazione è presente tanto a sinistra quanto a destra. A destra è però più sistematica ed esasperata, per il potere che Berlusconi ha nei confronti dei media e per la sua radicale mancanza di scrupoli.”
Non sono d’accordo, ma lo divento se mi giuri che tutto cio’lo senti vero.
“Per tanti altri è più importante non pagare la tassa di proprietà sulla casa, che dare priorità al “diritto” alla casa.”
Magari c’e’ anche gente che pensa che la casa non sia “un diritto”.
“Indebolire il diritto alla casa significa aumentare la povertà dei già poveri.”
Azzardo “un’ipotesi di lavoro”: e se significasse invece qualcos’altro?
(posso credere che quello che penso sia vero?)
@semtex,
buongiorno innanzi tutto, per tutto il giorno e per tutti del blog.
Ho dormito lo stesso bene nonostante non sia all’altezza di una possibile discussione, non adeguato ad essere una controparte…bontà tua.Non mi offendo per una semplice ragione: dopo trentanni di sinistra extraparlamentare conosco nelle viscere profonde gli ex compagni,i loro modi squisiti (e al limite dell’odio) quando qualcuno si sfila dal loro modo di pensare improntato alla separazione e ai distinguo attenti sempre a non sporcarsi la propria verginità da crociato del futuro. Non sono un intellettuale ma credo che ragionando sui fatti, dando dei giudizi generali ma univoci sull’azione di governo, sugli atti in itinere, si possa capire dove si vada a parare e conseguentemente trarre delle conclusioni,positive o negative, al tempo anche ideologiche se servono a demarcare ancora di più teorie messe a confronto nelle loro applicazioni concrete, perchè così almeno possiamo ricavarne giudizi veri, di comportamento in campi compresi nel raggio di azione di un governo. Non sono poi “L’esemplare “, la cavia su cui dimostrare le tue teorie e proposizioni sbagliate, le tue informazioni che tu nascondi ma che noi conosciamo ( Trespolo ha fatto bene a ricordarteli ). Nè voglio immedesimarmi in Villivà perchè comunque bisogna pensare, agire, giudicare e prendere alla fine posizione. Si hanno dei figli, delle idee, una terra, per le bollette o le tasse che comunque al di là del mio/vostro stato d’animo arrivano puntuali da pagare.La cloaca va ripulita e qui siamo a discutere come, con chi,per fare cosa ecc.Uscire fuori allo scoperto col cuore in mano che in estrema sintesi vuol dire non fare i soloni con tante certezze in tasca o con la prosopopea di essere sempre i migliori appunto dimenticando tante altre cose. Vedi caro, la mia non è saggezza convenzionale quindi sbagliata perchè nel tuo argomentare se la tua analisi fosse giusta non avresti sottaciuto quanto con estrema sintesi ti ha ricordato Trespolo.Non sei saggio, fai il furbo e perdippiù anche a tuo danno.Prodi ha danneggiato lo Stato, e quindi tutti noi, per migliaia e migliaia di miliardi durante la sua gestione ovvero come mettere di nuovo un ladro a guardia della propria cassaforte.Prodi non è un rappresentante del popolo seppur eletto con i vostri voti ma burattino della grande industria quella di sempre che ha spogliato l’Italia per anni.Ora dimmi: B ha fatto gli stessi danni? Comodo fare il liberale tutore del mercato con una spruzzata di statalismo a favore degli amici, comodo.Per paradosso, a parità di danni, è molto meglio B. Tutti auspichiamo una migliore classe dirigente, non soggetta ai vari gruppi di potere economico, ma questo lo si decide al momento del voto. E dunque perchè avete votato turandovi il naso? Vi sentite forse meglio con la coscienza? Dunque specularmente ci assomigliamo se il fine è identico. Non sei migliore di me e non serve arricciare il nasino perchè voi di sinistra nel dna siete cresciuti con pane e libertà. Siete purtroppo anche voi incomprensibili se permettete che tutto ciò avvenga e ancor più grave, al contrario di noi che siamo non solo ottusi ma anche lobomotizzati, voi lo avete votato in piena lucidità. Poi spiegami chi è più lucido tra noi due.
O più fesso.Nonostante la vostra pervicacia paraocchiata ho visto segnali buoni: per esempio il ritorno di alcune regioni nell’ambito del centrodestra,l’Italia produttiva, e soprattutto il quasi sgretolamento del potere mafioso di Bassolino in Campania.Quando questo processo comincerà in altre regioni rosse, anomalie democratiche, potremo dire che la democrazia in Italia si sta rafforzando grazie a B. e grazie all’intelligenza degli italiani.(Poi spiegami semtex la diffferenza tra la mafia siciliana che appoggia B e la camorra che appoggia B in campania,
come denunciò la rifondarola ersilia salvato e decine di comuni del salernitano commissariati e retti dal centrosinistra.E non dirmi che poi sono tutti uguali perchè non ho mai visto prendere provvedimenti dei comunisti puri e duri non solo con Bassolino ma anche contro il sindaco di salerno candidato di nuovo da d’alema o subire centinaia di processi sui sentito dire). Inutile poi fare una sottolineatura sulla rai 3: so anch’io che non sono cinquantanni, era una forzatura voluta come diceva bene Trespolo,che non cambia la questione. Se B. deve lasciare le tv anche gli altri partiti lo devono fare…e a volte ci vuole il buon esempio e poi si può fare la morale !
@tashtego
Guarda sono contento per voi che avete il vostro specchio che vi dice la verità, quella che volete sentire naturalmente,quella che vi fa star bene, quella che nonostante tutto continua a suggerirvi che tutti gli altri sono degli stronzi.L’avevo detto nel mio intervento: bisogna anche sapersi accontentare, a volte.Io questo non lo giudico, nè mi permetterei di fare la morale: ma su queste cose non ci sono due pesi e due misure.
Quella su Montanelli te la potevi risparmiare:non è la prima volta che vi appropriate di cose d’altri spacciandole per vostre ricchezze.Come è successo con le candidature delle mogli o sorelle di gente cadute per mafia, arruolate a viva forza come a dire che solo noi siamo il baluardo democratico.Lasciate a casa naturalmente la moglie di Biagi,quello che fu minacciato da Cofferati e soci e poi ucciso dai ” compagni che sbagliano! “. Anche questa è cultura.Per chi VUOLE capire.
Tashtego, tu sei di Roma? Perché su questa storia del Prg ho letto vari attacchi che secondo me sono all’insegna della imprecisione più assoluta. Si dice che non sono previsti alloggi popolari. Per quanto ne so il Prg suddivide le aree, stabilisce le modalità e le classificazioni, i Piani di Recupero, le aree di espansione ecc. ecc. Poi è all’interno dei singoli comparti che, attraverso l’Urbanistica concertata, vengono previsti gli alloggi a edilizia convenzionata, coi prezzi calmierati ecc. ecc. Insomma, non voglio difendere nulla e nessuno alla cieca, ma neanche attaccare come torelli che vedono rosso (appunto) ha senso.
Ma: NI non si è mai adeguata all’ora legale? Siamo di un’ora indietro!
L’ultima cosa che mi interessa fare è discutere sulle malefatte e gli errori della sinistra di governo con i votanti della destra. Mi troverei spesso d’accordo con loro. E il problema non è far capire a chi non lo ha capito perché, nonostante le tare del centrosinistra, era urgente bloccare i danni del gangster capo del Governo e della sua maggioranza che mette assieme papalismo, razzismo e autoritarismo. Il punto è un altro: perché il liberalismo/liberismo moderato e professionale di un Prodi, che rassicura anche la grande industria, non rassicura una parte di gente che ha i conti dissestati E che comunque non trae diretto vantaggio dall’Azienda Italia in mano a Berlusconi? La questione è: hanno ragione queste persone di votare ancora Berlusconi? Nessun ragionamento mi convincerà che hanno ragione. Il fatto che il voto non sia solo una decisione razionale non rende meno dannoso il fatto che io mi lasci convincere ad appoggiare chi agisce contro il mio interesse. E questo fatto puo’ essere analizzato in termini di manipolazione. Ma. Se quei votanti Berlusconi di cui parlo hanno torto, non ha per nulla ragione il centro sinistra che, senza poter concorrere con la manipolazione berlusconiana, non è pero’ riuscito a muovere degli affetti, delle passioni, toccando il quotidiano delle persone.
E qui trovo un punto d’incontro tra la riflessione di Mozzi e l’analisi di Paccosi, segnalata da Bart.
Rispondo a nonno
““Per prendere delle decisioni è necessario conoscere il più possibile la realtà “generale” nella quale si giocano i nostri destini.”
Se fosse necessario, il voto di un muratore non dovrebbe valere quanto quello di un professore universitario.”
Chiarisco: “è necessario”, significa che è compito del politico presentare un ordine del giorno di problemi, con relative analisi delle cause, e proposte di soluzioni. Certo, la politica puo’ anche fare altro. Far ridere e vendere sogni. E la tua vita che credi al riparo della politica, se la magnano quei poteri economici che già la politica non riesce più a controllare.
“(posso credere che quello che penso sia vero?)”
Certo mio caro, puoi anche credere di saper volare. Ma se provi a farlo dall’ottavo piano, ne resterai alquanto deluso.
Angelo, come tutti i folgorati sulla via di Arcore (la nuova Damasco?), sei l’unico le cui parole sprizzano odio da tutte le sillabe. Rileggiti, se ti va, e considera lo specchio da cui attingi a piene mani non riflessioni ma spruzzi di infamia spacciati per pensiero. “Conosco nelle viscere profonde gli ex compagni”: tu non conosci nemmeno te stesso, in quel caso un po’ di pudore terrebbe a freno la tua mano quando digiti cazzate.
Trespolo: scenette da fratelli De Rege vai a dirlo a tua sorella o all’impolitico eversore che si è messo sulla strada di mandare tutto all’aria.
Boh, dubito della responsabilità dell’elettorato e vi dico perchè.
Sul pericoloso quotidiano comunista “Il Sole 24 ore” sono stati presi in esame i programmi dei due schieramenti in materia economico-fiscale (ricordate il tormentone delle ultime settimane di campagna elettorale: “ma i soldi per fare quel che c’è scritto nel programma dove li prendete?”).
Ebbene il programma dell’Unione richiedeva indicativamente tra i 20 e i 24 mld di euro con un’incidenza sul PIL tra l’1,3 e l’1,7, di cui Prodi in campagna è riuscito con le sue dichiarazioni a giustificare solo per 7 mld di euro.
Il programma della Cdl richiedeva tra i 35 e i 100 mld di euro con un’incidenza sul PIL tra 2,4 e 7,5 punti di cui Berlusconi non ha dato alcuna spiegazione.
Il programma Cdl, sotto questo profilo è qualcosa di assolutamente sconsiderato e folle: chi ha votato essendo a conoscenza di questi dati deve secondo me essere considerato sconsiderato oppure folle, chi ha votato senza sapere questi dati deve essere considerato disinformato e quindi irresponsabile.
puntualizzo alcune cosette:
-non sono un folgorato, sto cercando di scegliere il meno peggio,come voi che lo fate senza accorgervene o celandovi dietro a ragionamenti astrusi, o a distinguo altrettanto fumosi, secondo me !
-le mie mani distillano odio ? solo una impressione, sono in piena fase di disincanto e racconto delle semplici storie vissute. Se la cosa ti può consolare sto nella terra di mezzo, e oggi riesco a parlare con gli uni e gli altri avendone conquistato il rispetto politico, personale, ideologico.
Piuttosto non riesco a digerire l’ipocrisia a palate che nutre la falsità anche di fronte a fatti concreti, atti non ragionamenti da tifoserie. Faccio anche iniziative con tanti amici sinistrorsi,anarchici e quant’altro quando la cosa serve un obiettivo comune e generale…il colore non mi interessa più.
Ma per voi siamo tutti berluscones, per un principio di identificazione che vale e non vale. In una piccola città quando un progetto vale non ha colore di destra o sinistra, lo si fa e basta. L’ideologia attecchisce fino ad un certo punto ovvero quando entra in gioco la politica delle parti, inevitabile se vogliamo ma che dovrebbe trovare un suo limite di fronte alle esigenze reali della comunità governata. Ma se qualcuno mi dice che sono stati tagliati i fondi ai comuni, alle città in misura tale da dover chiudere gli asili, da dover spegnere i lampioni delle città, da far cessare servizi essenziali e poi gli stessi spendono miliardi per iniziative notturne, creando una pletora di assessorati anche doppi di sè stessi, municipalizzate, svendita di beni dello stato al peggior acquirente, sedi internazionali in europa e nel mondo doppioni di ambasciate, in una parola spreco di risorse pubbliche, ecco quegli amministratori siano di destra o di sinistra mi fanno incazzare. Chiara l’antifona ?
Questo è il contesto. Quindi come interlocutore non avete un destrone, un berlusconiano yes man, nemmeno un fideista di sinistra: per gli anni di politica attiva buttati (troppi) mi sono voluto ripagare con la libertà di giudizio.
@trespolo
consentimi di non dilungarmi sul piano regolatore di roma.
non mi va.
però posso dirti due cose.
primo: è prevista una quota di edlizia sociale.
due: i numeri non significano nulla, di per sé, è quello che ci fai che conta.
indicano solo della quantità.
quelle che contano sono le qualità.
Mi sento di sottoscrivere in piano l’intervento di Andrea Inglese (postato alle ore 10.11). Soggiungo che molte, moltissime persone votano a destra perché sospinte da un terrore-odio atavico, emotivo, per tutto ciò che evoca la sinistra. Io ho un paio di amici col cuore di sinistra, con ideali di sinistra, ma che per una sorta di violenta idiosincrasia che affonda chissà dove votano a Dx. Però uno era talmente disgustato per l’Indecente Caimano che non ha votato affatto. Ora queste persone beneficieranno - ed è giusto che lo sia - dello scampato pericolo per la non-vittoria della DX. In particolare, al di là delle questioni economiche, beneficieranno della salvaguardia di ciò che resta della Costituzione Italiana nata dalla Resistenza al fascismo. Infatti la nostra Costituzione, già vilipesa, calpestata e ferita da cinque anni di Indecenza caimanesca al potere, sarebbe stata definitivamente rovinata da altri cinque anni di caimanesca predazione.
Trespolo, io ho l’impressione che tu mescoli un sacco di cose. Inoltre, se pensi che io sostenga che TUTTO quello che ha fatto il centrosinistra è giusto, che tutto quello che ha fatto il centrosinistra non è inquinato da alcun interesse… beh, questa è una opinione tua, che però non è suffragata dai fatti.
Cerco di spiegarti: io ho citato una serie di operazioni (tra cui, e non è un caso, non quelle che hai citato tu) e ho detto che ad esse il centrodestra non può contrapporre niente perché niente ha fatto. Quindi, se - per dire - il centrosinistra ha fatto dieci cose, di cui cinque bene, ha vinto comunque, perché il centrodestra di liberalizzazioni e operazioni di apertura dei mercati, di crescita del sistema paese non ne ha fatta nessuna. Se tu sei capace di dirmi solo quello che ha fatto male il centrosinistra non andiamo lontano, devi dirmi cosa ha fatto bene il centrodestra.
A differenza di te, io non penso di sapere tutto di tutto, quindi, sul piano regolatore di Veltroni non mi esprimo, non l’ho letto e con la gente di Veltroni non ci parlo da un po’ (mi sa che tra un po’ mi toccherà, peraltro). Forse tu hai ragione, forse no.
Però altre cose le so. Quelle che ho citato. Sulle quali credo proprio tu non possa opporre nulla. Parlo, ovviamente di liberalizzazioni.
Delle operazioni, e non delle liberalizzazioni, che citi tu, io dall’interno ne conosco solo due. 1) La rottamazione: è stata fatta per alzare il PIL, perché stavamo rischiando di andare in recessione. Infatti se ne sono avvantaggiati tutti e non solo, né in grande misura, la Fiat… inoltre, che se ne avvantaggi comunque un’impresa nazionale non fa schifo a nessuno che non sia semplicemente un moralistino… non è che il fatto che la Fiat abbia goduto di eccessivi vantaggi un tempo sia una buona ragione per mandarla da culo oggi; chi governa non PUO’ fare questi sciocchi ragionamenti sul passato, perché deve guardare agli interessi di OGGI e di domani, non gli errori di ieri per farli pagare oggi. Inoltre, la rottamazione, in forme diverse e tempi diversi, l’hanno fatta un po’ tutti, in Europa. E, cosa non irrilevante, è stata una misura a costo zero, perché ripagata dall’Iva. Anzi, le casse ci hanno leggermente guadagnato.
Il caso Telecom è diverso: lì si è prima privatizzato e poi liberalizzato, che è - per usare un tecnicismo - una grandissima cazzata. Il nucleo di Telecom era in mano a gente cui era stato (altro grosso errore) REGALATO e che non lo voleva nonostante tutto. Adesso ti pongo un quesito: arriva uno, in una situazione del genere, che si è accollato l’onere di una Olivetti che nessuno in Italia voleva sentir nominare - nonostante avesse in pancia Omnitel - per puro provincialismo e miopia italiane, uno che l’Olivetti l’ha ripresa ed è riuscita a farla diventare appetibile dai tedeschi, che glie l’hanno pagata una barcata di soldi (i tedeschi, non l’Iri, che tra parentesi il centrosinistra ha chiuso); questo qui arriva con dei soldi veri e dice l’Azienda è contendibile, io faccio un’Opa e tu che cosa fai, glielo impedisci in qualche modo? E come? E perché? E con queli ricadute sull’affidabilità del paese all’estero? In quel momento lì, con un’Italia sempre vista come un paese in cui le operazioni vere non si possono fare e nessuno le fa, in un momento in cui al governo c’è della gente che ha sulle spalle il fardello di essere ex comunisti, queli bocciano un’Opa trasparente? (o tu fantastichi che qualcuno abbia chiesto al nocciolo duro di vendere? Il nocciolo duro ha venduto da sé, immediatamente. Lo so perché c’ero, mi dispiace per te).
Il caso Tronchetti, invece, non l’ho seguito. Quello mi è sembrato una fregatura. Ma io non difendo un baluardo. Io parlo di cose che conosco. Non a caso, a certe operazioni io non ho partecipato. Vedi tu.
Caro Trespolo, non c’è dubbio che tu sia bravissimo a fare dei conticini. Ma qui si discute di questioni strategiche. E quelle coi tuoi conticini non le puoi gestire. Servono conti veri, molto più complessi, che contemplano costi e vantaggi che coi tuoi conticini della serva non vedrai mai. Infatti tu che dici? Che fare l’elica dell’A400 va benissimo. E non capisci il problema strategico che c’è dietro. L’ho visitato il tuo sito, è tutto così. Conticini.
Forse è per questo che qualcuno paga per parlare con me. Perché io ho imparato (puoi riuscirci anche tu) a guardare oltre i conticini.
Una cosa non riesco a capire. L’insofferenza (e la negazione) per quello che la destra chiama “superiorità morale e/o culturale” della sinistra. La presunzione (il presumere) che sia così in realtà nasce però a destra: da sempre la parola “intellettuale” è viene infatti vista (dalla destra) come sinonimo di sinistra ed usata in senso spregiativo.
@ inglese
concordo nella sostanza. Uno dei problemi risiede credo nel fatto che storicamente le idee socialiste di stampo marxista entrarono in Italia dalle cattedre e che troppo spesso è stato usato il termine “elevamento” come sinonimo di “cambiamento”.
angelo Says:
“B. nelle sue cose migliori è un uomo che ispira fiducia perchè le cose che dice le fa , perchè si confronta , perchè è un uomo pratico non politico e quindi non soggetto a estenuanti mediazioni .”
Questa frase va incorniciata, è il compendio perfetto dell’elettore medio di FI. Proviamo a scomporla: “nelle sue cose migliori”: quali? Nessuna risposta.
Angelo dice che B. “si confronta” e contemporaneamente “non [è] soggetto a estenuanti mediazioni” elementi che sono naturalmente in contraddizione: o ci si confronta e si media o ci si impone.
Ma andiamo oltre il punto vero è che: B. “le cose che dice le fa”, “è un uomo pratico non politico”. Perché c’è contraddizione tra essere politici e pratici. Andreotti, homo politicus per eccellenza, ha sempre avuto nella “praticità” il suo elemento più caratteristico.
Se facciamo la somma: ciò che si cerca è qualcuno a cui abbandonare, non delegare, la politica che è cosa sporca. E se è uno che le mani le ha già sporche ancora meglio. Questo è il fascino del populismo, è il fascino plebeo dello sputare sul palazzo senza capire che è, o dovrebbe essere anche nostro.
D’altro canto in Italia la politica, a partire dall’800, è sempre stata vissuta come un problema, un fastidio. Di qui il paternalismo delle élite liberali, il fascino verso gli interventisti prima e i fascisti poi, l’accettazione della DC come di quella cosa che ci permetteva di sottrarsi all’impegno verso la cosa pubblica. E ora, cadute tutte le barriere e le mediazioni, via verso un uomo che usa tutte le parole e le consuma nel profondo.
Solo due punti infine 1. alleanza di populisti di destra e la sinistra contro i liberal-liberisti: andatevi a rileggere cosa scriveva Gramsci a inizio secolo. Ancora oggi una dose di liberismo controllato (albi professionali, assicurazioni, banche, comunicazioni, etc. etc.) sarebbero un buon strumento di giustizia sociale. Chi sono poi i populisti di destra: Bossi? Storace??? I nazisti di Forza Nuova. Vi siete completamente bevuti il cervello.
2. Sul piano regolatore di Roma, approvato anche dall’opposizione: le case popolari sono una quota delle nuove abitazioni, in modo da evitare di creare nuovi quartieri ghetto. Punto e stop. Andiamo a vedere Milano? Come mail continua a perdere colpi?