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	<title>Commenti a: facciamo un&#8217;ipotesi</title>
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	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 01:06:12 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Sarah</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-36185</link>
		<dc:creator>Sarah</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2006 07:53:56 +0000</pubDate>
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		<description>[URL]http://www.assalto.info [/URL]   [URL]http://www.thinkandsucceed.info[/URL]   [URL]http://www.ubiqo.org [/URL]   [URL]http://www.bologna.assalto.info [/URL]   [URL]http://www.napoli.ubiqo.org [/URL]   [URL]http://www.casa.thinkandsucceed.info[/URL]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[URL]http://www.assalto.info [/URL]   [URL]http://www.thinkandsucceed.info[/URL]   [URL]http://www.ubiqo.org [/URL]   [URL]http://www.bologna.assalto.info [/URL]   [URL]http://www.napoli.ubiqo.org [/URL]   [URL]http://www.casa.thinkandsucceed.info[/URL]</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26913</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 21:34:33 +0000</pubDate>
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		<description>"6) la cultura democratica sta solo nel centrosinistra".
esatto, trespolo.
qui sta il problema.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;6) la cultura democratica sta solo nel centrosinistra&#8221;.<br />
esatto, trespolo.<br />
qui sta il problema.</p>
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	<item>
		<title>Di: Trespolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26907</link>
		<dc:creator>Trespolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 17:15:18 +0000</pubDate>
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		<description>@Lorenzo: ultimo riassunto/compitino e chiudo:
1) i liberali seri sono solo nel centrosinistra,
2) quelli del centrodestra non rispondono mai alle domande,
3) il centrosinistra è democratico, il centrodestra no,
4) quelli del centrodestra ignorano la democrazia e si limitano a fare conti,
5) devono scrivere saggi economici per chiarire la loro posizione,
6) la cultura democratica sta solo nel centrosinistra,
7) qualunque affermazione di uno del centrodestra è inutile,
8) gli elettori del centrodestra sono degli stupidi e credono a tutto,
9) gli scienziati e i consulenti strategici sono solo del centrosinistra (ripreso da un commento precedente),
10) fatte queste premesse: non si riesce mai a dialogare con quelli del centrodestra.

Sorriso :-)

Buona serata. Trespolo.

PS: nonostante il riassunto, nel 2007 rivoteremo, forse ancora in autunno e, a fronte delle scelte strategiche che si appresta a fare e che farà con grande coerenza, questo governo senza macchia e senza paura, sarà asfaltato, senza alcuna possibilità di replica, dagli elettori; quelli cattivi ovviamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Lorenzo: ultimo riassunto/compitino e chiudo:<br />
1) i liberali seri sono solo nel centrosinistra,<br />
2) quelli del centrodestra non rispondono mai alle domande,<br />
3) il centrosinistra è democratico, il centrodestra no,<br />
4) quelli del centrodestra ignorano la democrazia e si limitano a fare conti,<br />
5) devono scrivere saggi economici per chiarire la loro posizione,<br />
6) la cultura democratica sta solo nel centrosinistra,<br />
7) qualunque affermazione di uno del centrodestra è inutile,<br />
8) gli elettori del centrodestra sono degli stupidi e credono a tutto,<br />
9) gli scienziati e i consulenti strategici sono solo del centrosinistra (ripreso da un commento precedente),<br />
10) fatte queste premesse: non si riesce mai a dialogare con quelli del centrodestra.</p>
<p>Sorriso :-)</p>
<p>Buona serata. Trespolo.</p>
<p>PS: nonostante il riassunto, nel 2007 rivoteremo, forse ancora in autunno e, a fronte delle scelte strategiche che si appresta a fare e che farà con grande coerenza, questo governo senza macchia e senza paura, sarà asfaltato, senza alcuna possibilità di replica, dagli elettori; quelli cattivi ovviamente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26905</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 16:57:41 +0000</pubDate>
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		<description>@trespolo, 
vedo ora che hai fatto un riassuntino, di che cosa, dato che io non ho mai scritto nulla di simile,nè qui su NI nè a te, e ti sfido a provare il contrario?

Immagino quindi che hai riassunto cose scritte da altri, ma rivolgendoti a me - chissà perché - oppure che hai scritto un commento intellettualmente disonesto se il riassuntino è su (presunte) cose scritte da me.

Ci tengo a dirlo, perchè essendo un commento pubblico io devo difendere ciò che scrivo e non posso far passare per mie cose che non ho mai sostenuto in nessuna forma simile a quella che tu hai riportato nel riassuntino - compitino.
Chiunque legga ciò che scrivo qui su NI e in particolare ciò che rivolgo a te può ben vedere che il mio scrivere è imperniato su altro. 
Chi poi voglia approfondire ciò che penso in campo politico 
può leggere su 
www.primumvivere.splinder.com
www.pistorius.splinder.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@trespolo,<br />
vedo ora che hai fatto un riassuntino, di che cosa, dato che io non ho mai scritto nulla di simile,nè qui su NI nè a te, e ti sfido a provare il contrario?</p>
<p>Immagino quindi che hai riassunto cose scritte da altri, ma rivolgendoti a me - chissà perché - oppure che hai scritto un commento intellettualmente disonesto se il riassuntino è su (presunte) cose scritte da me.</p>
<p>Ci tengo a dirlo, perchè essendo un commento pubblico io devo difendere ciò che scrivo e non posso far passare per mie cose che non ho mai sostenuto in nessuna forma simile a quella che tu hai riportato nel riassuntino - compitino.<br />
Chiunque legga ciò che scrivo qui su NI e in particolare ciò che rivolgo a te può ben vedere che il mio scrivere è imperniato su altro.<br />
Chi poi voglia approfondire ciò che penso in campo politico<br />
può leggere su<br />
<a href="http://www.primumvivere.splinder.com" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.primumvivere.splinder.com');" rel="nofollow">http://www.primumvivere.splinder.com</a><br />
<a href="http://www.pistorius.splinder.com" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick-comm/www.pistorius.splinder.com');" rel="nofollow">http://www.pistorius.splinder.com</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26904</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 16:47:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26904</guid>
		<description>CONT.
@trespolo
che tu infatti non abbia ancora capito cosa io, come ogni liberale serio, intenda oggi per regime, dopo tutto quello che ti ho scritto, è indicativo di quanto tu sia sordo e non ti voglia confrontare su nulla che non siano le tue fonti e i tuoi conti...

e infine, è impossibile dialogare con chi non risponde mai a domande ben precise  - che ti ho fatto non solo su NI - continuando solamente a rilanciare, e capisco bene questo comportamento perchè pur con tutti gli errori e i difetti, il Centrosinistra è assolutamente preferibile, per la democrazia, al Centrodestra, da qualsiasi pdv lo si guardi: è chiaro quindi che chiunque cerchi di nascondere questo fatto eviterà di fare distinguo su ciò che è democratico e ciò che non lo è e preferirà dedicarsi ad altro, tipo fare i conti in tasca a Prodi e criticare semtex per gli argomenti che secondo te non porta, come se tu fossi riuscito a spiegare e a convincere qualcuno su quanto sia stato bravo l'economista Tremonti, colui che ha portato l'Italia a crescita zero, il nostro uomo dei condoni, che voleva vendere ancora un po' tutto il patrimonio artistico e paesaggistico dell'Italia, spiagge comprese.
Prova a spiegarcelo, a noi e a comunisti come quelli dell'Economist, scrivi un bel saggio senza troppi numeri né tecnicismi e spediscilo a qualche rivista, anche online, così magari capiremo bene le tue opinioni sul perchè dal pdv economico l'Italia a crescita zero è stata salvata da Tremonti e quella entrata nell'Euro è stata distrutta da Prodi.
Mi piacerebbe leggere un tuo bel saggio così in un rivista di politica e vedere poi che ne pensano gente come semtex e giornalisti esteri esperti in economia. 
Mi piacerebbe davvero.

Altro non ho da dirti, dato che tu sul resto, su tutto ciò che non sia economia, hai deciso di non intendere ciò che ti ho profusamente scritto. In altre parole ritengo inutile continuare a dialogare con un interlocutore che non riconosce la differenza di cultura democratica tra un esponenete qualunque del centrosinistra e un berlusconi cha da settimane grida ai brogli, che dichiara che la sinistra li ha sempre fatti anche in passato e in modo "professionale" e che dice, come ha detto ieri, che con il riconteggio delle schede il risultato elettorale "DEVE" cambiare.

Ti faccio inoltre notare che Berlusconi ha fatto credere a tutti di aver chiesto lui il riconteggio delle schede contestate, come fosse una sua iniziativa, quando avviene ogni volta, dato che è previsto per legge.
Quindi, è inutile che dici che "personalmente non avrei nemmeno imbastito questa storia delle verifiche...". 
Questa storia Berlusconi l'ha imbastita con un chiaro intento politico-mediatico: far credere ai suoi elettori che i risultati delle elezioni sono dubbi, che la vittoria di Prodi è sospetta, e continuerà a dirlo anche a fine della conta (purtroppo per lui, pare che di più non si possa fare per fare in modo che il suo DEVE cambiare, riferito al risultato elettorale, si trasformi in E' CAMBIATO, grazie a Dio, l'italia è sì un regime ma ha ancora delle strutture democratiche che tengono, che berlusconi non è riuscito a distruggere in 5 anni, ma forse in 10 chissà cosa avrebbe fatto...). 
E' agire politico questo, agire antidemocratico, per la precisione: è la tanta parte dell'agire politico di Berlusconi il cui significato in termini di rispetto delle regole democratiche, a me pare ti sfugga o tu voglia farti sfuggire. 
Quindi, nessun giudizio da parte mia su di te come persona (solo su ciò che scrivi), ma meglio evitare, per entrambi, di perdere altro tempo sulla tastiera a risponderci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CONT.<br />
@trespolo<br />
che tu infatti non abbia ancora capito cosa io, come ogni liberale serio, intenda oggi per regime, dopo tutto quello che ti ho scritto, è indicativo di quanto tu sia sordo e non ti voglia confrontare su nulla che non siano le tue fonti e i tuoi conti&#8230;</p>
<p>e infine, è impossibile dialogare con chi non risponde mai a domande ben precise  - che ti ho fatto non solo su NI - continuando solamente a rilanciare, e capisco bene questo comportamento perchè pur con tutti gli errori e i difetti, il Centrosinistra è assolutamente preferibile, per la democrazia, al Centrodestra, da qualsiasi pdv lo si guardi: è chiaro quindi che chiunque cerchi di nascondere questo fatto eviterà di fare distinguo su ciò che è democratico e ciò che non lo è e preferirà dedicarsi ad altro, tipo fare i conti in tasca a Prodi e criticare semtex per gli argomenti che secondo te non porta, come se tu fossi riuscito a spiegare e a convincere qualcuno su quanto sia stato bravo l&#8217;economista Tremonti, colui che ha portato l&#8217;Italia a crescita zero, il nostro uomo dei condoni, che voleva vendere ancora un po&#8217; tutto il patrimonio artistico e paesaggistico dell&#8217;Italia, spiagge comprese.<br />
Prova a spiegarcelo, a noi e a comunisti come quelli dell&#8217;Economist, scrivi un bel saggio senza troppi numeri né tecnicismi e spediscilo a qualche rivista, anche online, così magari capiremo bene le tue opinioni sul perchè dal pdv economico l&#8217;Italia a crescita zero è stata salvata da Tremonti e quella entrata nell&#8217;Euro è stata distrutta da Prodi.<br />
Mi piacerebbe leggere un tuo bel saggio così in un rivista di politica e vedere poi che ne pensano gente come semtex e giornalisti esteri esperti in economia.<br />
Mi piacerebbe davvero.</p>
<p>Altro non ho da dirti, dato che tu sul resto, su tutto ciò che non sia economia, hai deciso di non intendere ciò che ti ho profusamente scritto. In altre parole ritengo inutile continuare a dialogare con un interlocutore che non riconosce la differenza di cultura democratica tra un esponenete qualunque del centrosinistra e un berlusconi cha da settimane grida ai brogli, che dichiara che la sinistra li ha sempre fatti anche in passato e in modo &#8220;professionale&#8221; e che dice, come ha detto ieri, che con il riconteggio delle schede il risultato elettorale &#8220;DEVE&#8221; cambiare.</p>
<p>Ti faccio inoltre notare che Berlusconi ha fatto credere a tutti di aver chiesto lui il riconteggio delle schede contestate, come fosse una sua iniziativa, quando avviene ogni volta, dato che è previsto per legge.<br />
Quindi, è inutile che dici che &#8220;personalmente non avrei nemmeno imbastito questa storia delle verifiche&#8230;&#8221;.<br />
Questa storia Berlusconi l&#8217;ha imbastita con un chiaro intento politico-mediatico: far credere ai suoi elettori che i risultati delle elezioni sono dubbi, che la vittoria di Prodi è sospetta, e continuerà a dirlo anche a fine della conta (purtroppo per lui, pare che di più non si possa fare per fare in modo che il suo DEVE cambiare, riferito al risultato elettorale, si trasformi in E&#8217; CAMBIATO, grazie a Dio, l&#8217;italia è sì un regime ma ha ancora delle strutture democratiche che tengono, che berlusconi non è riuscito a distruggere in 5 anni, ma forse in 10 chissà cosa avrebbe fatto&#8230;).<br />
E&#8217; agire politico questo, agire antidemocratico, per la precisione: è la tanta parte dell&#8217;agire politico di Berlusconi il cui significato in termini di rispetto delle regole democratiche, a me pare ti sfugga o tu voglia farti sfuggire.<br />
Quindi, nessun giudizio da parte mia su di te come persona (solo su ciò che scrivi), ma meglio evitare, per entrambi, di perdere altro tempo sulla tastiera a risponderci.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Trespolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26903</link>
		<dc:creator>Trespolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 16:15:20 +0000</pubDate>
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		<description>@Lorenzo: ok, va tutto bene; faccio il riassunto/compitino:
1) il centrosinistra non ha mai commesso errori (quelli li fanno gli "altri"),
2) aveva e ha un disegno strategico perfetto,
3) i suoi consulenti strategici sono i migliori e dei geni,
4) ha sempre operato correttamente,
5) non è implicato in nessuna lobby,
6) non è impastoiato con nessun potere forte,
7) è pervaso da un senso morale ed etico senza eguali al mondo,
8) è guidato da un futuro Capo del Governo irreprensibile e senza macchia,
9) eletto dal miglior elettorato del mondo,
10) e, soprattutto, opera sempre a favore dei cittadini :-)

Buona Pasqua. Trespolo.

PS: dimenticavo, nel 2007 rivoteremo, forse ancora in autunno e, a fronte delle scelte strategiche che si appresta a fare e che farà con grande coerenza, questo governo, senza macchia e senza paura, sarà asfaltato, senza alcuna possibilità di replica, dagli elettori; quelli cattivi ovviamente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Lorenzo: ok, va tutto bene; faccio il riassunto/compitino:<br />
1) il centrosinistra non ha mai commesso errori (quelli li fanno gli &#8220;altri&#8221;),<br />
2) aveva e ha un disegno strategico perfetto,<br />
3) i suoi consulenti strategici sono i migliori e dei geni,<br />
4) ha sempre operato correttamente,<br />
5) non è implicato in nessuna lobby,<br />
6) non è impastoiato con nessun potere forte,<br />
7) è pervaso da un senso morale ed etico senza eguali al mondo,<br />
8) è guidato da un futuro Capo del Governo irreprensibile e senza macchia,<br />
9) eletto dal miglior elettorato del mondo,<br />
10) e, soprattutto, opera sempre a favore dei cittadini :-)</p>
<p>Buona Pasqua. Trespolo.</p>
<p>PS: dimenticavo, nel 2007 rivoteremo, forse ancora in autunno e, a fronte delle scelte strategiche che si appresta a fare e che farà con grande coerenza, questo governo, senza macchia e senza paura, sarà asfaltato, senza alcuna possibilità di replica, dagli elettori; quelli cattivi ovviamente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26902</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 15:50:59 +0000</pubDate>
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		<description>Trespolo, per quanto mi riguarda non si dialogare quando uno dei due interlocutori parla ma non ci sente o, peggio, non vuole sentire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trespolo, per quanto mi riguarda non si dialogare quando uno dei due interlocutori parla ma non ci sente o, peggio, non vuole sentire.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mark</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26900</link>
		<dc:creator>Mark</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 15:21:39 +0000</pubDate>
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		<description>ANNULLERANNO QUASI CERTAMENTE I VOTI DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO.
ANCORA UN PO' DI STRIZZA....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ANNULLERANNO QUASI CERTAMENTE I VOTI DEGLI ITALIANI ALL&#8217;ESTERO.<br />
ANCORA UN PO&#8217; DI STRIZZA&#8230;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mark</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26899</link>
		<dc:creator>Mark</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 15:20:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26899</guid>
		<description>Roma. Ci sono gli alleati-soci diessini che un po’ sghignazzano e un po’ s’incazzano: “Un partito di plastica. Se si fossero dati un po’ più da fare, mezzo punto, un punto in più, non avremmo perso il Senato nel Lazio”. Loro, quelli della Margherita, un po’ replicano (“pure i Ds, a Roma, si aspettavano il 26 per cento”) e ovviamente ammettono, come fa Roberto Giachetti, il segretario cittadino: “Un risultato chiaramente insoddisfacente”. Brucia, sotto la pelle dell’universo rutelliano, il risultato nella capitale, che appunto Rutelli per otto anni da sindaco ha guidato: appena il 9 per cento, sotto Rifondazione che ha il 9,5, parecchio meno della metà dei Ds, al 21,5. Insomma, a Roma la Margherita, se si tiene conto sull’altro fronte dei risultati di Forza Italia e An, è il quinto partito. Vero che le stesse previsioni davano la Margherita tra il 9 e l’11 per cento, “e non potevamo certo prendere i voti del 2001, con Rutelli candidato premier, e rispetto alle ultime provinciali siamo passati da 72 a 147 mila voti: non è una catastrofe nucleare”, insiste Giachetti, ma tutti i dirigenti hanno lo stesso l’amaro in bocca. Soprattutto, ha impressionato lo scatto in avanti del Prc, che ha così spedito, nella capitale d’Italia, i moderati del centrosinistra al terzo posto. Del resto, da gran tempo per la Margherita le cose non sono facili. Un partito diviso in componenti, con i prodiani ulivisti guidati dal presidente della Provincia, Enrico Gasbarra, mentre il rutelliano Giachetti guida il partito in città, e Giorgio Pasetto quello laziale. Personalità e sensibilità che s’incontrano e (più spesso) si scontrano. Nelle cronache di questi giorni, le polemiche sono esplose. L’assessore regionale Silvia Costa ha accusato i candidati del partito alle prossime elezioni comunali di “strabismo politico”: “E’ sembrato che questa campagna elettorale, per le politiche, non li riguardasse”. Gasbarra, pubblicamente, si è lamentato: “Mi sento trattato come un semplice militante”. E la polemica è ancora più feroce sulle candidature volute da Rutelli e da Franco Marini. Spiegano gli (interessati) alleati diessini: “Le hanno imposte scontentando il gruppo dirigente locale, aprendo conflitti. Così, tutte le componenti e le correnti erano insoddisfatte”. Non sarà una matassa facile da sbrogliare, quella romana. C’è appunto l’insoddisfazione di Gasbarra, che racconta: “Per tre anni, a Roma, tutta l’area ulivista, più del 35 per cento del partito – quella che ha organizzato la cena con duemila persone con Prodi al Palaeur – non ha avuto patria. Il partito è chiuso in se stesso, neanche un conflitto”. Replica Giachetti ricordando che al tempo del congresso, quando fu eletto segretario, “Gasbarra scelse la strada dell’Aventino con i suoi amici, preferendo non partecipare. Noi abbiamo lavorato per ricostruire l’unità in tutti i municipi. E’ ingeneroso dire che non c’è una gestione unitaria”. In realtà, Gasbarra non ce l’ha tanto con Giachetti, quanto con Pasetto, il segretario regionale, “ultimo segretario della Dc, primo segretario del Ppi, primo segretario della Margherita”. Accusa il presidente della Provincia: “Il partito ha un messaggio forte, il progetto di Rutelli è accattivante, ma non siamo attrezzati, né dal punto di vista della gestione unitaria né da quello dell’utilizzo degli uomini che fanno opinione. E’ come avere a disposizione una macchina da Formula Uno e andare in giro con una 126”. Lamenta anche, Gasbarra, di “non essere utilizzato dal partito”. Ha fatto notare, nelle ore successive all’apertura delle urne: “Non è colpa mia se quando Rutelli andava a Genzano io venivo dirottato ad Amatrice. Insieme avremmo ottenuto un effetto maggiore”. E Giorgio Pasetto, che dice? Mantiene il profilo basso, il coordinatore regionale, e si lamenta molto del voto sul litorale (provincia, non a caso, romana e dunque gasbarriana). E il rutelliano Mario Di Carlo ha maliziosamente annotato che “la Margherita ha preso pochi voti perché ha una responsabilità di governo forte senza avere la visibilità”. Replica Gasbarra: “Nella provincia il centrosinistra è cresciuto: fui eletto con un milione di voti, oggi siamo a un milione e 370 mila”. Poi rilancia la sua critica alla gestione del partito: “E’ dal 2002 che leggo sui giornali i nomi dei nostri candidati. Nessuno mi ha mai chiesto un consiglio, che avrei dato ben volentieri”. Giachetti prova a smussare: “E’ evidente che qualcosa non è andato, che non abbiamo fatto il botto, ma anche che il risultato è caduto addosso a tutti, pure ai nostri alleati”. I quali sono apertamente in attesa di “una resa dei conti” nel partito rutelliano. Fanno già sapere i Ds: “Deve essere chiaro che nel partito democratico che andiamo a costruire non devono portare logiche del genere”. Ammette Giachetti: “Ci sono dei problemi del partito che non voglio trattare sulla stampa, ma nelle sedi interne”. Di solito, a primavera, le margherite se la passano meglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Roma. Ci sono gli alleati-soci diessini che un po’ sghignazzano e un po’ s’incazzano: “Un partito di plastica. Se si fossero dati un po’ più da fare, mezzo punto, un punto in più, non avremmo perso il Senato nel Lazio”. Loro, quelli della Margherita, un po’ replicano (“pure i Ds, a Roma, si aspettavano il 26 per cento”) e ovviamente ammettono, come fa Roberto Giachetti, il segretario cittadino: “Un risultato chiaramente insoddisfacente”. Brucia, sotto la pelle dell’universo rutelliano, il risultato nella capitale, che appunto Rutelli per otto anni da sindaco ha guidato: appena il 9 per cento, sotto Rifondazione che ha il 9,5, parecchio meno della metà dei Ds, al 21,5. Insomma, a Roma la Margherita, se si tiene conto sull’altro fronte dei risultati di Forza Italia e An, è il quinto partito. Vero che le stesse previsioni davano la Margherita tra il 9 e l’11 per cento, “e non potevamo certo prendere i voti del 2001, con Rutelli candidato premier, e rispetto alle ultime provinciali siamo passati da 72 a 147 mila voti: non è una catastrofe nucleare”, insiste Giachetti, ma tutti i dirigenti hanno lo stesso l’amaro in bocca. Soprattutto, ha impressionato lo scatto in avanti del Prc, che ha così spedito, nella capitale d’Italia, i moderati del centrosinistra al terzo posto. Del resto, da gran tempo per la Margherita le cose non sono facili. Un partito diviso in componenti, con i prodiani ulivisti guidati dal presidente della Provincia, Enrico Gasbarra, mentre il rutelliano Giachetti guida il partito in città, e Giorgio Pasetto quello laziale. Personalità e sensibilità che s’incontrano e (più spesso) si scontrano. Nelle cronache di questi giorni, le polemiche sono esplose. L’assessore regionale Silvia Costa ha accusato i candidati del partito alle prossime elezioni comunali di “strabismo politico”: “E’ sembrato che questa campagna elettorale, per le politiche, non li riguardasse”. Gasbarra, pubblicamente, si è lamentato: “Mi sento trattato come un semplice militante”. E la polemica è ancora più feroce sulle candidature volute da Rutelli e da Franco Marini. Spiegano gli (interessati) alleati diessini: “Le hanno imposte scontentando il gruppo dirigente locale, aprendo conflitti. Così, tutte le componenti e le correnti erano insoddisfatte”. Non sarà una matassa facile da sbrogliare, quella romana. C’è appunto l’insoddisfazione di Gasbarra, che racconta: “Per tre anni, a Roma, tutta l’area ulivista, più del 35 per cento del partito – quella che ha organizzato la cena con duemila persone con Prodi al Palaeur – non ha avuto patria. Il partito è chiuso in se stesso, neanche un conflitto”. Replica Giachetti ricordando che al tempo del congresso, quando fu eletto segretario, “Gasbarra scelse la strada dell’Aventino con i suoi amici, preferendo non partecipare. Noi abbiamo lavorato per ricostruire l’unità in tutti i municipi. E’ ingeneroso dire che non c’è una gestione unitaria”. In realtà, Gasbarra non ce l’ha tanto con Giachetti, quanto con Pasetto, il segretario regionale, “ultimo segretario della Dc, primo segretario del Ppi, primo segretario della Margherita”. Accusa il presidente della Provincia: “Il partito ha un messaggio forte, il progetto di Rutelli è accattivante, ma non siamo attrezzati, né dal punto di vista della gestione unitaria né da quello dell’utilizzo degli uomini che fanno opinione. E’ come avere a disposizione una macchina da Formula Uno e andare in giro con una 126”. Lamenta anche, Gasbarra, di “non essere utilizzato dal partito”. Ha fatto notare, nelle ore successive all’apertura delle urne: “Non è colpa mia se quando Rutelli andava a Genzano io venivo dirottato ad Amatrice. Insieme avremmo ottenuto un effetto maggiore”. E Giorgio Pasetto, che dice? Mantiene il profilo basso, il coordinatore regionale, e si lamenta molto del voto sul litorale (provincia, non a caso, romana e dunque gasbarriana). E il rutelliano Mario Di Carlo ha maliziosamente annotato che “la Margherita ha preso pochi voti perché ha una responsabilità di governo forte senza avere la visibilità”. Replica Gasbarra: “Nella provincia il centrosinistra è cresciuto: fui eletto con un milione di voti, oggi siamo a un milione e 370 mila”. Poi rilancia la sua critica alla gestione del partito: “E’ dal 2002 che leggo sui giornali i nomi dei nostri candidati. Nessuno mi ha mai chiesto un consiglio, che avrei dato ben volentieri”. Giachetti prova a smussare: “E’ evidente che qualcosa non è andato, che non abbiamo fatto il botto, ma anche che il risultato è caduto addosso a tutti, pure ai nostri alleati”. I quali sono apertamente in attesa di “una resa dei conti” nel partito rutelliano. Fanno già sapere i Ds: “Deve essere chiaro che nel partito democratico che andiamo a costruire non devono portare logiche del genere”. Ammette Giachetti: “Ci sono dei problemi del partito che non voglio trattare sulla stampa, ma nelle sedi interne”. Di solito, a primavera, le margherite se la passano meglio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mark</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26897</link>
		<dc:creator>Mark</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 15:18:19 +0000</pubDate>
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		<description>dall'Economist:
“Mr Prodi capisce che l’Italia ha bisogno di cambiamenti. Ma non è un liberista orientato verso il libero mercato, e la sua coalizione a 13 gruppi comprende due partiti comunisti che sono visceralmente contro le riforme. Sotto la loro influenza, una delle prossime sicurezze garantite dal centrosinistra è il ribaltamento della legge Biagi fatta dal centrodestra che ha permesso un boom nel lavoro interinale e part time”</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dall&#8217;Economist:<br />
“Mr Prodi capisce che l’Italia ha bisogno di cambiamenti. Ma non è un liberista orientato verso il libero mercato, e la sua coalizione a 13 gruppi comprende due partiti comunisti che sono visceralmente contro le riforme. Sotto la loro influenza, una delle prossime sicurezze garantite dal centrosinistra è il ribaltamento della legge Biagi fatta dal centrodestra che ha permesso un boom nel lavoro interinale e part time”</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Trespolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26895</link>
		<dc:creator>Trespolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 14:55:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26895</guid>
		<description>@Semtex: leggo solamente ora delle argomentazioni che riporti all'interno della risposta a Galbiati e, per sostenerle, continui a sbandierare conoscenze e appartenenze. Posso dire che ti lascio conoscenze personali e appartenenze? Lo faccio con piacere: ho la fortuna di non dover "conoscere" nessuno :-)

Dovresti comunque sapere che non esiste mai un'unica scelta da fare (tattica o strategica che sia), così come dovresti sapere che chi sa e chi non sa è sempre equamente distribuito. Bersani in gamba? E chi ha mai detto il contrario? E' per questo motivo che mi pare MOLTO strano che il centrosinistra abbia riproposto, per la seconda volta, il "buon ex boiardo di stato" Prodi, nonché "ex tappabuchi di Andreatta".
Perché non ci spieghi qual era la strategia alle spalle di una scelta simile (Prodi intendo)? Dovresti saperlo, la conosco pure io che non "conosco" nessuno.
Forse, se provassi a spiegarla, qualche elettore del centrosinistra avrebbe qualche elemento in più per capire come mai ha dovuto votare turandosi il naso.

Buona serata. Trespolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Semtex: leggo solamente ora delle argomentazioni che riporti all&#8217;interno della risposta a Galbiati e, per sostenerle, continui a sbandierare conoscenze e appartenenze. Posso dire che ti lascio conoscenze personali e appartenenze? Lo faccio con piacere: ho la fortuna di non dover &#8220;conoscere&#8221; nessuno :-)</p>
<p>Dovresti comunque sapere che non esiste mai un&#8217;unica scelta da fare (tattica o strategica che sia), così come dovresti sapere che chi sa e chi non sa è sempre equamente distribuito. Bersani in gamba? E chi ha mai detto il contrario? E&#8217; per questo motivo che mi pare MOLTO strano che il centrosinistra abbia riproposto, per la seconda volta, il &#8220;buon ex boiardo di stato&#8221; Prodi, nonché &#8220;ex tappabuchi di Andreatta&#8221;.<br />
Perché non ci spieghi qual era la strategia alle spalle di una scelta simile (Prodi intendo)? Dovresti saperlo, la conosco pure io che non &#8220;conosco&#8221; nessuno.<br />
Forse, se provassi a spiegarla, qualche elettore del centrosinistra avrebbe qualche elemento in più per capire come mai ha dovuto votare turandosi il naso.</p>
<p>Buona serata. Trespolo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Trespolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26894</link>
		<dc:creator>Trespolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 14:33:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26894</guid>
		<description>@Lorenzo: l'unica cosa saggia che poteva fare il centrodestra, e che è stata fatta provocando la reazione delle prime file di confindustria, è stata quella di smetterla di REGALARE Aziende Pubbliche agli amici degli amici e obbligare, per esempio, una società come ENEL a rifocalizzarsi sul suo core business invece di andare a inquinare il mercato con operazioni collaterali che NULLA avevano a che fare con una società come ENEL.
Le PRIVATIZZAZIONI (che liberalizzare è un'altra cosa caro Semtex) fatte dal centrosinistra sono state una PORCATA IMMONDA che è costata all'Italia una montagna di soldi e che ancora costa una montagna di soldi.
Qui si continuano a fare discorsi strategici (??) che non hanno significato alcuno se poi non si entra nella sostanza e non si cerca di capire se la strategia era giusta o sbagliata.
Perché non basta fare le strategie: si deve anche VERIFICARE che funzionino, altrimenti c'è qualcosa che non mi quadra.

Poi insisti nel continuare a parlare di regime. In Italia, da quando è nata la Repubblica, non è più esistito un regime e la controprova è data dal fatto che il centrosinistra ha VINTO le elezioni senza che scendessero in piazza i carrarmati. Quelli sono regimi. Da noi il Viminale ha dichiarato stamattina, dopo i dovuti controlli, che c'era stato un errore nel conteggio delle schede contestate, risolvendo in questo modo la querelle. Ma di che golpe bianco parli? E' il comportamento di un regime questo? Nel 2001 il centrosinistra recuperò 36.000 voti dopo le verifiche. Qualcuno disse qualcosa o paventò "golpe bianchi"? Per favore: un simile atteggiamento è PUERILE e crea un'immagine dell'Italia che non esiste da dopo la seconda guerra mondiale.
Che esista una differente visione fra chi vota centrodestra e chi vota centrosinistra mi pare scontato, ma in nessuno dei due casi in Italia si può parlare di regime; continueremo a votare e a scegliere i politici che più ci piacciono.
Personalmente non avrei nemmeno imbastito questa storia delle verifiche, o almeno avrei cercato di fare i dovuti controlli con più eleganza, ma con i comportamenti ineleganti di entrambe le parti, potremmo scrivere un'enciclopedia.
Per quanto mi riguarda il centrosinistra ha vinto, i miei complimenti e, come scrivevo dalle mie parti: che la smettano di fare campagna elettorale, si chiudano in una stanza e pensino a come governare e non a rilasciare dichiarazioni inutili a giornali e televisioni.
Sono anche convinto che questo governo durerà MOLTO poco e che l'anno prossimo ci ritroveremo a votare, ma è una mia opinione, quindi opinabile :-)

@Semtex: mi pare strano, molto strano, che uno "stratega" d'alto livello come te non conosca, almeno a grandi linee, la sostanza delle più importanti SVENDITE "strategiche" messe in campo da quell'accozzaglia di dilettanti che gestirono le Aziende Pubbliche (e la loro privatizzazione) durante il governo del centrosinistra.
Se non conosci il contesto delle principali operazioni finanziarie italiane, mi spieghi su cosa le fai le strategie? Non ho sicuramente lavorato con tutte quelle porcate, ma in alcune ho messo il naso ed è NECESSARIO, appunto perché si tratta di attività strategiche, avere almeno un'idea del contesto economico complessivo nel quale sono collocate e dei principali attori coinvolti (che poi sono sempre gli stessi, purtroppo) per poter dire e fare alcunché. In caso contrario si parla di scelte tattiche, gestite sul breve periodo e sganciate dal contesto: speculazioni, traducendo in soldoni.
Semtex, tanto per chiarire: tu finora non hai spiegato nulla, né a me, né a nessun altro. Ti sei limitato a esporre delle opinioni personali e come tali opinabili. Strategia? Può essere, tutto può essere a questo mondo.

Buona serata e Buona Pasqua. Trespolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Lorenzo: l&#8217;unica cosa saggia che poteva fare il centrodestra, e che è stata fatta provocando la reazione delle prime file di confindustria, è stata quella di smetterla di REGALARE Aziende Pubbliche agli amici degli amici e obbligare, per esempio, una società come ENEL a rifocalizzarsi sul suo core business invece di andare a inquinare il mercato con operazioni collaterali che NULLA avevano a che fare con una società come ENEL.<br />
Le PRIVATIZZAZIONI (che liberalizzare è un&#8217;altra cosa caro Semtex) fatte dal centrosinistra sono state una PORCATA IMMONDA che è costata all&#8217;Italia una montagna di soldi e che ancora costa una montagna di soldi.<br />
Qui si continuano a fare discorsi strategici (??) che non hanno significato alcuno se poi non si entra nella sostanza e non si cerca di capire se la strategia era giusta o sbagliata.<br />
Perché non basta fare le strategie: si deve anche VERIFICARE che funzionino, altrimenti c&#8217;è qualcosa che non mi quadra.</p>
<p>Poi insisti nel continuare a parlare di regime. In Italia, da quando è nata la Repubblica, non è più esistito un regime e la controprova è data dal fatto che il centrosinistra ha VINTO le elezioni senza che scendessero in piazza i carrarmati. Quelli sono regimi. Da noi il Viminale ha dichiarato stamattina, dopo i dovuti controlli, che c&#8217;era stato un errore nel conteggio delle schede contestate, risolvendo in questo modo la querelle. Ma di che golpe bianco parli? E&#8217; il comportamento di un regime questo? Nel 2001 il centrosinistra recuperò 36.000 voti dopo le verifiche. Qualcuno disse qualcosa o paventò &#8220;golpe bianchi&#8221;? Per favore: un simile atteggiamento è PUERILE e crea un&#8217;immagine dell&#8217;Italia che non esiste da dopo la seconda guerra mondiale.<br />
Che esista una differente visione fra chi vota centrodestra e chi vota centrosinistra mi pare scontato, ma in nessuno dei due casi in Italia si può parlare di regime; continueremo a votare e a scegliere i politici che più ci piacciono.<br />
Personalmente non avrei nemmeno imbastito questa storia delle verifiche, o almeno avrei cercato di fare i dovuti controlli con più eleganza, ma con i comportamenti ineleganti di entrambe le parti, potremmo scrivere un&#8217;enciclopedia.<br />
Per quanto mi riguarda il centrosinistra ha vinto, i miei complimenti e, come scrivevo dalle mie parti: che la smettano di fare campagna elettorale, si chiudano in una stanza e pensino a come governare e non a rilasciare dichiarazioni inutili a giornali e televisioni.<br />
Sono anche convinto che questo governo durerà MOLTO poco e che l&#8217;anno prossimo ci ritroveremo a votare, ma è una mia opinione, quindi opinabile :-)</p>
<p>@Semtex: mi pare strano, molto strano, che uno &#8220;stratega&#8221; d&#8217;alto livello come te non conosca, almeno a grandi linee, la sostanza delle più importanti SVENDITE &#8220;strategiche&#8221; messe in campo da quell&#8217;accozzaglia di dilettanti che gestirono le Aziende Pubbliche (e la loro privatizzazione) durante il governo del centrosinistra.<br />
Se non conosci il contesto delle principali operazioni finanziarie italiane, mi spieghi su cosa le fai le strategie? Non ho sicuramente lavorato con tutte quelle porcate, ma in alcune ho messo il naso ed è NECESSARIO, appunto perché si tratta di attività strategiche, avere almeno un&#8217;idea del contesto economico complessivo nel quale sono collocate e dei principali attori coinvolti (che poi sono sempre gli stessi, purtroppo) per poter dire e fare alcunché. In caso contrario si parla di scelte tattiche, gestite sul breve periodo e sganciate dal contesto: speculazioni, traducendo in soldoni.<br />
Semtex, tanto per chiarire: tu finora non hai spiegato nulla, né a me, né a nessun altro. Ti sei limitato a esporre delle opinioni personali e come tali opinabili. Strategia? Può essere, tutto può essere a questo mondo.</p>
<p>Buona serata e Buona Pasqua. Trespolo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26893</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 13:37:44 +0000</pubDate>
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		<description>@mark
ma non l'avevi postata sopra questa tua minchiata?
lo sai che uno che definisce "massimalisti" quelli di Micromega, o non sa cosa vuol dire la parola "massimalismo", oppure è un minchione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@mark<br />
ma non l&#8217;avevi postata sopra questa tua minchiata?<br />
lo sai che uno che definisce &#8220;massimalisti&#8221; quelli di Micromega, o non sa cosa vuol dire la parola &#8220;massimalismo&#8221;, oppure è un minchione?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo Galbiati</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26892</link>
		<dc:creator>Lorenzo Galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 13:25:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26892</guid>
		<description>@ GESTORI DI NI: 
vedo che a quanto pare tollerate LO SPAM, a giudicare dal post di Mark, immesso sia ieri che oggi. che faccio, gli rispondo nello stesso modo di ieri?


Per ora invece riporto questo, chissà se sia da comunista farlo sapere.

IL MINISTERO DELL'INTERNO:

ERRORINO, C'ERANO 5266 SCHEDE CONTESTATE E NE AVEVAMO CONTATE 82850...

"Il numero delle schede contestate si riduce da 43.028 a 2.131 per la Camera dei deputati, e da 39.822 a 3.135 per il Senato della Repubblica". Lo rende noto il Viminale, spiegando che "il primo, provvisorio calcolo delle schede contestate è frutto di un errore materiale". 

Dal televideo, un'ora fa circa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ GESTORI DI NI:<br />
vedo che a quanto pare tollerate LO SPAM, a giudicare dal post di Mark, immesso sia ieri che oggi. che faccio, gli rispondo nello stesso modo di ieri?</p>
<p>Per ora invece riporto questo, chissà se sia da comunista farlo sapere.</p>
<p>IL MINISTERO DELL&#8217;INTERNO:</p>
<p>ERRORINO, C&#8217;ERANO 5266 SCHEDE CONTESTATE E NE AVEVAMO CONTATE 82850&#8230;</p>
<p>&#8220;Il numero delle schede contestate si riduce da 43.028 a 2.131 per la Camera dei deputati, e da 39.822 a 3.135 per il Senato della Repubblica&#8221;. Lo rende noto il Viminale, spiegando che &#8220;il primo, provvisorio calcolo delle schede contestate è frutto di un errore materiale&#8221;. </p>
<p>Dal televideo, un&#8217;ora fa circa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bart</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26889</link>
		<dc:creator>bart</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 12:48:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26889</guid>
		<description>re: "succubi"/incrocio oscuro di pulsioni


... Dipanare (politicamente) l'intreccio tra il bíos delle appartenenze/dipendenze, sovente complessuale, che ci avviluppa in una rete contingente comune (pratityasamutpada secondo il buddismo)  che è anche "nuda vita"... esposta ai pericoli della totalizzazione in balia dei paradossi e dagli arbitri della sovranità (a prescindere dalle sue forme)...

elaborare politicamente quanto scriveva Antelme (ripreso da Agamben):
i campi di concentramento avevano insegnato che "la messa in questione della qualità di uomo provoca una rivendicazione quasi biologica dell'appartenenza alla specie umana"...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>re: &#8220;succubi&#8221;/incrocio oscuro di pulsioni</p>
<p>&#8230; Dipanare (politicamente) l&#8217;intreccio tra il bíos delle appartenenze/dipendenze, sovente complessuale, che ci avviluppa in una rete contingente comune (pratityasamutpada secondo il buddismo)  che è anche &#8220;nuda vita&#8221;&#8230; esposta ai pericoli della totalizzazione in balia dei paradossi e dagli arbitri della sovranità (a prescindere dalle sue forme)&#8230;</p>
<p>elaborare politicamente quanto scriveva Antelme (ripreso da Agamben):<br />
i campi di concentramento avevano insegnato che &#8220;la messa in questione della qualità di uomo provoca una rivendicazione quasi biologica dell&#8217;appartenenza alla specie umana&#8221;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mark</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26888</link>
		<dc:creator>Mark</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 12:43:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26888</guid>
		<description>Il governo Berlusconi (governo moderato) aveva contro soprattutto i verdi e i comunisti, i dipietristi, i massimalisti di Micromega, dunque i Furio Colombo, i Tabucchi, i Travaglio, i comici, i Moretti, i girotondini, i no global, gli avversatori della Legge Biagi e di ogni grande opera pubblica; nota: il governo Berlusconi rappresentava metà del Paese. Poi. Un governo Prodi (che i più auspicano moderato) avrebbe contro soprattutto i verdi e i comunisti, i dipietristi, i massimalisti di Micromega, dunque i Furio Colombo, i Tabucchi, i Travaglio, i comici, i Moretti, i girotondini, i no global, gli avversatori della Legge Biagi e di ogni grande opera pubblica; nota: un governo Prodi rappresenterebbe l’altra metà del Paese. Poi. Un governo di coalizione Prodi-Berlusconi o simili (governo moderato) avrebbe contro soprattutto i verdi e i comunisti, i dipietristi, i giustizialisti e i massimalisti di Micromega, dunque i Furio Colombo, i Tabucchi, i Travaglio, i comici, i Moretti, i girotondini, i no global, gli avversatori della Legge Biagi e di ogni grande opera pubblica; nota: un governo di coalizione Prodi-Berlusconi o simili rappresenterebbe la quasi totalità del Paese. Ne consegue (equazione finale) che il Paese (tutto il Paese) ha un grande problema: i verdi e i comunisti, i dipietristi, i massimalisti di Micromega hanno rotto la minchia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo Berlusconi (governo moderato) aveva contro soprattutto i verdi e i comunisti, i dipietristi, i massimalisti di Micromega, dunque i Furio Colombo, i Tabucchi, i Travaglio, i comici, i Moretti, i girotondini, i no global, gli avversatori della Legge Biagi e di ogni grande opera pubblica; nota: il governo Berlusconi rappresentava metà del Paese. Poi. Un governo Prodi (che i più auspicano moderato) avrebbe contro soprattutto i verdi e i comunisti, i dipietristi, i massimalisti di Micromega, dunque i Furio Colombo, i Tabucchi, i Travaglio, i comici, i Moretti, i girotondini, i no global, gli avversatori della Legge Biagi e di ogni grande opera pubblica; nota: un governo Prodi rappresenterebbe l’altra metà del Paese. Poi. Un governo di coalizione Prodi-Berlusconi o simili (governo moderato) avrebbe contro soprattutto i verdi e i comunisti, i dipietristi, i giustizialisti e i massimalisti di Micromega, dunque i Furio Colombo, i Tabucchi, i Travaglio, i comici, i Moretti, i girotondini, i no global, gli avversatori della Legge Biagi e di ogni grande opera pubblica; nota: un governo di coalizione Prodi-Berlusconi o simili rappresenterebbe la quasi totalità del Paese. Ne consegue (equazione finale) che il Paese (tutto il Paese) ha un grande problema: i verdi e i comunisti, i dipietristi, i massimalisti di Micromega hanno rotto la minchia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26887</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 12:38:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26887</guid>
		<description>C’è sempre troppa carne al fuoco, i discorsi sono sempre troppo complicati, implicati, connessi con altro ed altro ancora. 
Quindi bisogna tagliare con l’accetta. 
Quello che volevo sommessamente dire è che il “povero”, è considerato dalle ideologie liberal-liberiste (non vedo gran differenza tra il praticare una politica liberale dall’auspicarla e teorizzarla) un perdente nella lotta per l’accaparramento delle risorse.
Questa lotta - si teorizza la competizione, dunque di lotta si tratta – è vista come generatrice di ricchezza. E lo è. 
Il punto è che genera anche diseguaglianze tremende, povertà, emarginazione, sfruttamento del lavoro – oggi tutti dicono “plus-valenza”, ma si tratta pur sempre di “plus-valore”, eh - super-sfruttamento delle risorse naturali ed energetiche, spreco indiscriminato legato al *necessario* consumismo.
In definitiva sto parlando di una cosa che in pochi decenni, non più di due o tre, o si cambia o distrugge il pianeta (Diamond, Collasso).
La cosa interessante è che oggi abbiamo una tale abbondanza di risorse e di tecnologia da poter abolire per sempre il concetto stesso di povertà: ma per far questo dobbiamo almeno avere un efficiente sistema di re-distribuzione della ricchezza, connesso con l’idea di “giustizia sociale”.
Non si pretende di abolire la ricchezza (per ora), ma di abolire la povertà.
Eccetera.
L’altra cosa interessante è che quella che nel Novecento fu un’utopia che si realizzò drammaticamente in alcuni paesi, oggi, anche se non va di moda nemmeno tra le persone più avvertite, sembra essere diventata una futura necessità a tempi brevi: non più l’Avvenire ma il Presente.
Insomma è il principio di realtà e di auto-conservazione che condurrà alla riconsiderazione del socialismo come sistema politico, stavolta su scala mondiale.
Il pianeta è ormai sulla soglia di conflitti non prima immaginabili, ma che sono già nettamente alle viste: in confronto al XXI secolo, le atrocità del Novecento faranno ridere.
Talvolta le grandi onde oceaniche non sono ben percepibili, mentre si vedono bene le increspature di superficie, che spesso vanno nella direzione opposta a quella dell’onda grossa. La grande onda sulla quale galleggiamo, che ha origine nella Rivoluzione Industriale, sta sollevandosi sempre più e tra poco comincerà a frangere.
Oggi è più vero che mai: socialismo o barbarie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C’è sempre troppa carne al fuoco, i discorsi sono sempre troppo complicati, implicati, connessi con altro ed altro ancora.<br />
Quindi bisogna tagliare con l’accetta.<br />
Quello che volevo sommessamente dire è che il “povero”, è considerato dalle ideologie liberal-liberiste (non vedo gran differenza tra il praticare una politica liberale dall’auspicarla e teorizzarla) un perdente nella lotta per l’accaparramento delle risorse.<br />
Questa lotta - si teorizza la competizione, dunque di lotta si tratta – è vista come generatrice di ricchezza. E lo è.<br />
Il punto è che genera anche diseguaglianze tremende, povertà, emarginazione, sfruttamento del lavoro – oggi tutti dicono “plus-valenza”, ma si tratta pur sempre di “plus-valore”, eh - super-sfruttamento delle risorse naturali ed energetiche, spreco indiscriminato legato al *necessario* consumismo.<br />
In definitiva sto parlando di una cosa che in pochi decenni, non più di due o tre, o si cambia o distrugge il pianeta (Diamond, Collasso).<br />
La cosa interessante è che oggi abbiamo una tale abbondanza di risorse e di tecnologia da poter abolire per sempre il concetto stesso di povertà: ma per far questo dobbiamo almeno avere un efficiente sistema di re-distribuzione della ricchezza, connesso con l’idea di “giustizia sociale”.<br />
Non si pretende di abolire la ricchezza (per ora), ma di abolire la povertà.<br />
Eccetera.<br />
L’altra cosa interessante è che quella che nel Novecento fu un’utopia che si realizzò drammaticamente in alcuni paesi, oggi, anche se non va di moda nemmeno tra le persone più avvertite, sembra essere diventata una futura necessità a tempi brevi: non più l’Avvenire ma il Presente.<br />
Insomma è il principio di realtà e di auto-conservazione che condurrà alla riconsiderazione del socialismo come sistema politico, stavolta su scala mondiale.<br />
Il pianeta è ormai sulla soglia di conflitti non prima immaginabili, ma che sono già nettamente alle viste: in confronto al XXI secolo, le atrocità del Novecento faranno ridere.<br />
Talvolta le grandi onde oceaniche non sono ben percepibili, mentre si vedono bene le increspature di superficie, che spesso vanno nella direzione opposta a quella dell’onda grossa. La grande onda sulla quale galleggiamo, che ha origine nella Rivoluzione Industriale, sta sollevandosi sempre più e tra poco comincerà a frangere.<br />
Oggi è più vero che mai: socialismo o barbarie.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio garufi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26886</link>
		<dc:creator>sergio garufi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 12:36:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26886</guid>
		<description>A proposito di retorica ("che in campagna elettorale è tutto") e di differenze antropologiche, io vorrei porre l'accento su un termine che viene inteso con accezioni molto diverse dagli elettorati dei due schieramenti (o da una loro buona parte). La parola è "interesse". "La tutela dei miei interessi", "il conflitto d'interessi" ecc. Nella ormai celebre sparata di Berlusconi sui "coglioni che votano contro il proprio interesse" a me non ha scandalizzato tanto l'insulto, quanto il fatto che nessuno abbia colto il senso che veniva attribuito al termine "interesse". Berlusconi pronunciò quella frase nella sede della Confcommercio, e, pur senza dirlo esplicitamente, fece capire che votare per la Casa delle libertà significava per quella categoria ottenere in cambio una politica fiscale più accondiscendente (o meno rigorosa) rispetto a quella dell'Unione. Segnali in questo senso ne aveva dati diversi in precedenza: ricordo il consiglio, all'inizio del suo mandato, rivolto ai cassintegrati della Fiat, di arrotondare con qualche lavoretto in nero. Più o meno la stessa cosa ribadì ai pensionati in altra occasione; e si potrebbe aggiungere la sparata sul fatto che una pressione fiscale oppressiva e iniqua come quella attuale renda moralmente giusta e comprensibile l'evasione fiscale. Insomma, in definitiva si suggeriva che con lui al governo, e diversamente dall'Unione, quelle specifiche categorie (liberi professionisti, commercianti e piccole imprese) e quegli specifici reati avrebbero goduto di un occhio di riguardo, o perlomeno di una legislazione più comprensiva (vedi la legge sulla depenalizzazione sul falso in bilancio, i vari condoni ecc). Ora, è fin troppo evidente che il tipo di "interessi" che Berlusconi si proponeva di garantire è un interesse particolare (corporativo), ed è altrettanto chiaro che la tutela di interessi particolari è in contraddizione con la tutela degli interessi generali. Per esempio, se non conduci una stenua lotta all'evasione fiscale, che nel nostro paese ha dimensioni gigantesche, non puoi non penalizzare chi, come gli impiegati e i pensionati, le tasse è costretto a pagarle tutte fino all'ultimo euro. Promettere contemporaneamente aumenti agli stipendi degli statali e alle retribuzioni dei pensionati non riequilibra il danno, va solo a scapito di qualche altra voce (maggior indebitamento dello Stato o minori servizi sociali). E qui si innesta un'altra considerazione che affonda le radici in un luogo comune molto diffuso, cioè quello sull'incoerenza di coloro che appartengono a una classe sociale abbiente e votano a sinistra. Lungi dall'essere degli ipocriti, in realtà questo tipo di persone auspica, col proprio voto, una maggior redistribuzione del reddito, ossia fa una cosa che in qualche modo li penalizza a vantaggio dei più bisognosi. Esprime quindi una scelta che non tutela i propri interessi particolari ma privilegia quelli più generali. Nella visione pragmatica e utilitarista (per non dire egoista) di certo elettorato di destra, questi idealisti possono apparire dei "coglioni", quando invece sono delle persone che sanno, in concreto, quanto la tutela dell'interesse generale comporti inevitabilmente dei benefici per tutti. A mio avviso lo sfascio del paese, il suo mostruoso indebitamento, nasce proprio da questa cultura del privilegio particolare, che oggi Berlusconi incarna perfettamente ma che non ha generato lui. Ha radici più lontane e profonde. Il compito dell'intellettuale è quello di denunciare il tumore quando la metastasi non è ancora diffusa. Ecco perché ho amato "Ginger e Fred" di Fellini e non ho amato "Il Caimano". Perché l'italietta cialtrona e briatorizzata esisteva già prima, e Berlusconi gli ha solo dato l'opportunità di non vergognarsi, l'ha portata alla luce (e al governo). Quando rimproverarono a Fellini di aver sprecato un film come "Ginger e Fred" per denunciare un fenomeno tutto sommato marginale e irrilevante (eravamo nell'86), lui rispose dicendo che quello era il cancro dei prossimi vent'anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di retorica (&#8221;che in campagna elettorale è tutto&#8221;) e di differenze antropologiche, io vorrei porre l&#8217;accento su un termine che viene inteso con accezioni molto diverse dagli elettorati dei due schieramenti (o da una loro buona parte). La parola è &#8220;interesse&#8221;. &#8220;La tutela dei miei interessi&#8221;, &#8220;il conflitto d&#8217;interessi&#8221; ecc. Nella ormai celebre sparata di Berlusconi sui &#8220;coglioni che votano contro il proprio interesse&#8221; a me non ha scandalizzato tanto l&#8217;insulto, quanto il fatto che nessuno abbia colto il senso che veniva attribuito al termine &#8220;interesse&#8221;. Berlusconi pronunciò quella frase nella sede della Confcommercio, e, pur senza dirlo esplicitamente, fece capire che votare per la Casa delle libertà significava per quella categoria ottenere in cambio una politica fiscale più accondiscendente (o meno rigorosa) rispetto a quella dell&#8217;Unione. Segnali in questo senso ne aveva dati diversi in precedenza: ricordo il consiglio, all&#8217;inizio del suo mandato, rivolto ai cassintegrati della Fiat, di arrotondare con qualche lavoretto in nero. Più o meno la stessa cosa ribadì ai pensionati in altra occasione; e si potrebbe aggiungere la sparata sul fatto che una pressione fiscale oppressiva e iniqua come quella attuale renda moralmente giusta e comprensibile l&#8217;evasione fiscale. Insomma, in definitiva si suggeriva che con lui al governo, e diversamente dall&#8217;Unione, quelle specifiche categorie (liberi professionisti, commercianti e piccole imprese) e quegli specifici reati avrebbero goduto di un occhio di riguardo, o perlomeno di una legislazione più comprensiva (vedi la legge sulla depenalizzazione sul falso in bilancio, i vari condoni ecc). Ora, è fin troppo evidente che il tipo di &#8220;interessi&#8221; che Berlusconi si proponeva di garantire è un interesse particolare (corporativo), ed è altrettanto chiaro che la tutela di interessi particolari è in contraddizione con la tutela degli interessi generali. Per esempio, se non conduci una stenua lotta all&#8217;evasione fiscale, che nel nostro paese ha dimensioni gigantesche, non puoi non penalizzare chi, come gli impiegati e i pensionati, le tasse è costretto a pagarle tutte fino all&#8217;ultimo euro. Promettere contemporaneamente aumenti agli stipendi degli statali e alle retribuzioni dei pensionati non riequilibra il danno, va solo a scapito di qualche altra voce (maggior indebitamento dello Stato o minori servizi sociali). E qui si innesta un&#8217;altra considerazione che affonda le radici in un luogo comune molto diffuso, cioè quello sull&#8217;incoerenza di coloro che appartengono a una classe sociale abbiente e votano a sinistra. Lungi dall&#8217;essere degli ipocriti, in realtà questo tipo di persone auspica, col proprio voto, una maggior redistribuzione del reddito, ossia fa una cosa che in qualche modo li penalizza a vantaggio dei più bisognosi. Esprime quindi una scelta che non tutela i propri interessi particolari ma privilegia quelli più generali. Nella visione pragmatica e utilitarista (per non dire egoista) di certo elettorato di destra, questi idealisti possono apparire dei &#8220;coglioni&#8221;, quando invece sono delle persone che sanno, in concreto, quanto la tutela dell&#8217;interesse generale comporti inevitabilmente dei benefici per tutti. A mio avviso lo sfascio del paese, il suo mostruoso indebitamento, nasce proprio da questa cultura del privilegio particolare, che oggi Berlusconi incarna perfettamente ma che non ha generato lui. Ha radici più lontane e profonde. Il compito dell&#8217;intellettuale è quello di denunciare il tumore quando la metastasi non è ancora diffusa. Ecco perché ho amato &#8220;Ginger e Fred&#8221; di Fellini e non ho amato &#8220;Il Caimano&#8221;. Perché l&#8217;italietta cialtrona e briatorizzata esisteva già prima, e Berlusconi gli ha solo dato l&#8217;opportunità di non vergognarsi, l&#8217;ha portata alla luce (e al governo). Quando rimproverarono a Fellini di aver sprecato un film come &#8220;Ginger e Fred&#8221; per denunciare un fenomeno tutto sommato marginale e irrilevante (eravamo nell&#8217;86), lui rispose dicendo che quello era il cancro dei prossimi vent&#8217;anni.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: rossella</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26884</link>
		<dc:creator>rossella</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 11:45:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26884</guid>
		<description>L'ipotesi è che la democrazia italiana sia come le altre democrazie europee, dove l'alternanza è un'abitudine consolidata? In passato non è stato così, a causa della nostra storia: la DC ha governato per 40 anni perché il suo antagonista era il più grande partito comunista occidentale. Che oggi le cose non stiano così, mi sembra evidente dagli ultimi preoccupanti fatti circa l'esito delle elezioni. La cosa rientrerà, però i veleni restano. Credo che questa peculiarità italiana stia alla base della differenza antropologica di cui si parla.

Se l'ipotesi è che si sia votato liberamente, sono d'accordo. La rimonta sorprendente di Berlusconi non è dovuta a quello che i suoi elettori non hanno visto (perché manipolati, perché inconsapevoli dei propri veri interessi ecc.), ma purtroppo, a mio avviso, agli errori che Prodi ha fatto in questa campagna elettorale. Consiglio a questo proposito la lettura dell'articolo di Santomassimo sul Manifesto di ieri ("Destra profonda").</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ipotesi è che la democrazia italiana sia come le altre democrazie europee, dove l&#8217;alternanza è un&#8217;abitudine consolidata? In passato non è stato così, a causa della nostra storia: la DC ha governato per 40 anni perché il suo antagonista era il più grande partito comunista occidentale. Che oggi le cose non stiano così, mi sembra evidente dagli ultimi preoccupanti fatti circa l&#8217;esito delle elezioni. La cosa rientrerà, però i veleni restano. Credo che questa peculiarità italiana stia alla base della differenza antropologica di cui si parla.</p>
<p>Se l&#8217;ipotesi è che si sia votato liberamente, sono d&#8217;accordo. La rimonta sorprendente di Berlusconi non è dovuta a quello che i suoi elettori non hanno visto (perché manipolati, perché inconsapevoli dei propri veri interessi ecc.), ma purtroppo, a mio avviso, agli errori che Prodi ha fatto in questa campagna elettorale. Consiglio a questo proposito la lettura dell&#8217;articolo di Santomassimo sul Manifesto di ieri (&#8221;Destra profonda&#8221;).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26882</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 11:16:06 +0000</pubDate>
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		<description>@tashtego. la faccenda del regime è terminologica: se s'intende politico, allora i regimi sono fondamentalmente 3 con le rispettive degenerazioni o variazioni. se s'intende sociologico (costituzione materiale), è simile all'egemonia gramsciana, ed è certamente un concetto essenziale. in questo senso io e penso anche tu e tanti altri si parla/va di regime democristiano, ora di regime berlusconiano. 
Il discorso che cerco di fare si può calibrare sul singolo individuo: fin dove arriva il condizionamento e dove comincia l'autonomia? in che senso ad es. un voto è libero? è chiaro che non basta opporre cultura a incultura (e chi decide il significato o il contenuto dei 2 termini?). ad es. un marxista può essere un coatto e un analfabeta un libero (un heideggeriano idem - pappagalli ce n'è ovunque). 
in democrazia il problema fondamentale è convincere la maggioranza delle tue idee = dialogo, in cui si deve prevedere/dichiarare che ognuno può cambiare. questo POTER cambiare forse è l'unica libertà definibile. 
ad es. quel marpione di D'Alema ieri ha detto: assegnare 1 presidente del senato all'opposizione non è la premessa per un dialogo, ma l'eventuale conseguenza. questa è intelligenza (per quanto antipatica)
cultura, lo saprai meglio di me, in tedesco è Bildung = costruzione. ci si costruisce/decostruisce e si costruiscono/decostruiscono gli altri col dialogo. per questo sarà così importante la scuola nel programma di governo, e importante la distinzione di semtex tra liberista e liberale (peccato non avere una decina di quarantenni tipo Letta, tecnici/politici pensanti da mettere nei ministeri: se lo dice un anarchico, è davvero il colmo...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tashtego. la faccenda del regime è terminologica: se s&#8217;intende politico, allora i regimi sono fondamentalmente 3 con le rispettive degenerazioni o variazioni. se s&#8217;intende sociologico (costituzione materiale), è simile all&#8217;egemonia gramsciana, ed è certamente un concetto essenziale. in questo senso io e penso anche tu e tanti altri si parla/va di regime democristiano, ora di regime berlusconiano.<br />
Il discorso che cerco di fare si può calibrare sul singolo individuo: fin dove arriva il condizionamento e dove comincia l&#8217;autonomia? in che senso ad es. un voto è libero? è chiaro che non basta opporre cultura a incultura (e chi decide il significato o il contenuto dei 2 termini?). ad es. un marxista può essere un coatto e un analfabeta un libero (un heideggeriano idem - pappagalli ce n&#8217;è ovunque).<br />
in democrazia il problema fondamentale è convincere la maggioranza delle tue idee = dialogo, in cui si deve prevedere/dichiarare che ognuno può cambiare. questo POTER cambiare forse è l&#8217;unica libertà definibile.<br />
ad es. quel marpione di D&#8217;Alema ieri ha detto: assegnare 1 presidente del senato all&#8217;opposizione non è la premessa per un dialogo, ma l&#8217;eventuale conseguenza. questa è intelligenza (per quanto antipatica)<br />
cultura, lo saprai meglio di me, in tedesco è Bildung = costruzione. ci si costruisce/decostruisce e si costruiscono/decostruiscono gli altri col dialogo. per questo sarà così importante la scuola nel programma di governo, e importante la distinzione di semtex tra liberista e liberale (peccato non avere una decina di quarantenni tipo Letta, tecnici/politici pensanti da mettere nei ministeri: se lo dice un anarchico, è davvero il colmo&#8230;)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Radicale</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26881</link>
		<dc:creator>Radicale</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 10:32:43 +0000</pubDate>
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		<description>E' vero che qui in Italia regna l'illegalità, ma è un'illegalità che non si "sente" semplicemente vivendoci, è proprio un'illegalità certificata (prigioni troppo piccole e vecchie, processi troppo lunghi, assenze in luoghi chiave come la Corte Costituzionale, lottizzazione della Rai, il conflitto di interessi non solo di Berlusconi) che è comune al centrodestra come al centrosinistra. Però i Compagni, quando si tratta di cacciare via il caudillo, tralasciano questi problemi che di politico non hanno niente in superficie e si buttano su altre cose, che puzzano di anni 70 e di un misto di Pasolini/RenatoCurcio/WuMing che fanno letteralmente cagare. 
Smettiamola con i modelli di 30 anni fa. Guardiamo Blair e Zapatero e non storciamo il naso perché non sono Marxisti. Grazie a dio, non sono marxisti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero che qui in Italia regna l&#8217;illegalità, ma è un&#8217;illegalità che non si &#8220;sente&#8221; semplicemente vivendoci, è proprio un&#8217;illegalità certificata (prigioni troppo piccole e vecchie, processi troppo lunghi, assenze in luoghi chiave come la Corte Costituzionale, lottizzazione della Rai, il conflitto di interessi non solo di Berlusconi) che è comune al centrodestra come al centrosinistra. Però i Compagni, quando si tratta di cacciare via il caudillo, tralasciano questi problemi che di politico non hanno niente in superficie e si buttano su altre cose, che puzzano di anni 70 e di un misto di Pasolini/RenatoCurcio/WuMing che fanno letteralmente cagare.<br />
Smettiamola con i modelli di 30 anni fa. Guardiamo Blair e Zapatero e non storciamo il naso perché non sono Marxisti. Grazie a dio, non sono marxisti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuliomozzi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26875</link>
		<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 09:03:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26875</guid>
		<description>Caro Galbiati, il fatto è che io non *sostengo* nulla nel mio articolo. Ho proposta un'ipotesi, che ritengo utile prendere in considerazione perché, adottandola provvisoriamente - come si fa per tutte le ipotesi - consente un nuovo punto di vista.
Avrà notato che non ho portato alcun argomento in favore dell'ipotesi proposta. In realtà uno ne avrei, ma è impresentabile (credo, per dirla tutta, nel libero arbitrio: ma di una *credenza* non si può fare buon uso in un ragionamento che tenti di essere nei limiti del possibile scientifico). Non ho portato alcun argomento perché non mi interessa sapere se l'ipotesi è vera ma controllare se, putacaso, questa ipotesi può servire a qualcosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Galbiati, il fatto è che io non *sostengo* nulla nel mio articolo. Ho proposta un&#8217;ipotesi, che ritengo utile prendere in considerazione perché, adottandola provvisoriamente - come si fa per tutte le ipotesi - consente un nuovo punto di vista.<br />
Avrà notato che non ho portato alcun argomento in favore dell&#8217;ipotesi proposta. In realtà uno ne avrei, ma è impresentabile (credo, per dirla tutta, nel libero arbitrio: ma di una *credenza* non si può fare buon uso in un ragionamento che tenti di essere nei limiti del possibile scientifico). Non ho portato alcun argomento perché non mi interessa sapere se l&#8217;ipotesi è vera ma controllare se, putacaso, questa ipotesi può servire a qualcosa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: semtex67</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26870</link>
		<dc:creator>semtex67</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 07:50:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26870</guid>
		<description>TASH, io credo che tu confonda due idee solo apparentemente simili. L'ipotesi che i poveri siano poveri per colpa loro è il concentrato del cosiddetto "capitalismo compassionevole", che se ne fa scudo per proclamare il suo inviolabile diritto a fare quello che vuole. Se tu leggi certi discorsi della Tatcher c'è da rabbrividire, ma per quanto sono cretini. Un tempo - tuonava la vecchia signora - i ricchi del paese donavano loro le scuole al paese stesso: era la loro moralità a farlo, non c'era bisogno di imporre le tasse per i servizi pubblici; venivano donate scuole e ospedali. Un concetto interessantissimo. Sarebbe come dire che se al piano più alto del mio palazzo c'è un riccone e quel riccone vuole arrivare a casa attraverso scale pulite, lui provvederà a farle pulire e ne beneficerò anche io. Geniale. 
Si chiama teoria del "goccia a goccia", lascia liberi i ricchi di fare quello che vogliono e la loro ricchezza filtrerà in basso. Qui, bastano i conticini di Trespolo per verificare che è un'idiozia. 
Il liberalismo, al di là delle definizioni di scuola, ma per quello che viene concretamente praticato (o almeno, tentato) dal pezzo di centrosinistra che conosco io e da quel pezzo di centrodestra che frequento per lavoro, invece, è in sostanza questo: se in una strada ci sono tre fruttivendoli, ma gli abitanti di quella strada non mangiano abbastanza frutta, uno dei tre fruttivendoli chiude. Se invece in quella strada ci sono tre avvocati, ma ne basterebbero due, l'ordine degli avvocati alza le tariffe minime e tu sei costretto a pagare di più un servizio non perché vale di più ma perché un accordo di categoria te lo impone. L'idea sarebbe di cominciare a trattare gli avvocati - almeno in questo - come i fruttivendoli: niente più tariffe minime, niente più trincee categoriali, niente più (inoltre) fare lo schiavo per anni in uno studio perché se non lo vuoi fare, in Italia non PUOI lavorare. Vado a comprare la verdura da chi me la vende a meno, pago l'avvocato quanto merita e non quanto ha imposto l'ordine. D'altra parte, si pone subito la domanda: ma l'avvocato e il fruttivendolo in eccesso che fine fanno? Ci sono varie risposte possibili. La prima, statalista, dice "a tutti deve essere garantito il lavoro e ci deve pensare lo stato". Credo sia ovvio che non c'è modo di farlo e che con questa logica non si fa che estendere la protezione corporativa ai fruttivendoli invece che toglierla agli avvocati. Il liberismo puro dice Cazzi loro, si arrangiassero. Il liberalismo dice Lavoriamo per costruire OPPORTUNITA', perché tutti possano provarci. Questo, in realtà, è enormemente complicato: come tutte le soluzioni non demagogiche, direi. E' estremamente complicato. Nel primo caso si dice che la siepe può crescere selvaggiamente, nel secondo che la siepe si taglia e basta, nel terzo che occorre lavorare su TUTTI i rami. 
In realtà il discorso è estremamente ampio e secondo me estremamente interessante, ma è ben difficile farlo qui.

LORENZO GALBIATI Credo tu abbia colto, nella tua risposta a Trespolo un elemento fondamentale nella questione berlusconiana: il rilancio automatico, il "e allora quest'altro?" elevato a metodo dialettico. Il non dare mai risposte ma fare solo domande. Inoltre, però, c'è un altro elemento interessante: l'idea che tutti siano cretini (tranne ovviamente loro). Uscendo dall'ufficio ieri sera mi è tornato in mente una frase cui non avevo reputato utile rispondere perché sui sospetti c'è poco da dire. Ma poi l'ho trovata interessante per altro verso. Trespolo scrive, sulla vicenda Airbus, che si aspetta che adesso ci sia qualcuno pronto a rifilare la sua parte di azioni al centrosinistra non appena ritornerà al governo. Il sottinteso è: arrivano gli scemi, corriamo a tirargli il pacco. Ora, è evidente che questa è una convinzione viscerale, indiscutibile. Per cui quello che sto per dire non servirà a niente a Trespolo, però lo scrivo lo stesso perché mi pare interessante forse per qualcuno che prova a pensare e non ad ammantare la sua visceralità di numeretti. Il tentativo di accordo con Airbus lo stavano facendo, ai tempi, Bersani prima e Letta poi. Io conosco personalmente entrambi e Letta mi sembra leggermente meno preparato, più politico puro, ma certo non mi sembra un cretino. Però queste sarebbero solo le mie impressioni. Fatto sta che ho sentito personalmente più di una volta Berlusconi chiedere a Bersani di entrare nella sua "squadra" (e non l'ho sentito solo io, a volte glielo ha detto in pubblico "peccato che sia comunista"). Allora, se Bersani è il tipico cretino di sinistra che qualcuno aspetta ansiosamente per rifilargli il pacco, dobbiamo dedurne che Berlusconi -che voleva portaselo dalla sua parte- è ancora più cretino. La realtà è che Bersani sa amministrare, ha una visione strategica, sa trattare e fare compromessi al rialzo. E' un ottimo politico e amministratore. Il piccolo problema è che ha un'idea liberale e non liberista. Vuole costruire opportunità e non mettere il timbro sul Fai come ti pare. 
Io conosco un po' di politici di entrambi gli schieramenti. Che ce ne siano parecchi che non sanno nemmeno dove stanno di casa è indubbio, ma che a destra ce ne siano un po' di più mi pare altrettanto indubbio. Ogni tanto sto a sentire Tabacci e penso Ma questo che c'ha a che fare con la CdL, che ha a che vedere Tabacci con, che ne so, Lunardi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>TASH, io credo che tu confonda due idee solo apparentemente simili. L&#8217;ipotesi che i poveri siano poveri per colpa loro è il concentrato del cosiddetto &#8220;capitalismo compassionevole&#8221;, che se ne fa scudo per proclamare il suo inviolabile diritto a fare quello che vuole. Se tu leggi certi discorsi della Tatcher c&#8217;è da rabbrividire, ma per quanto sono cretini. Un tempo - tuonava la vecchia signora - i ricchi del paese donavano loro le scuole al paese stesso: era la loro moralità a farlo, non c&#8217;era bisogno di imporre le tasse per i servizi pubblici; venivano donate scuole e ospedali. Un concetto interessantissimo. Sarebbe come dire che se al piano più alto del mio palazzo c&#8217;è un riccone e quel riccone vuole arrivare a casa attraverso scale pulite, lui provvederà a farle pulire e ne beneficerò anche io. Geniale.<br />
Si chiama teoria del &#8220;goccia a goccia&#8221;, lascia liberi i ricchi di fare quello che vogliono e la loro ricchezza filtrerà in basso. Qui, bastano i conticini di Trespolo per verificare che è un&#8217;idiozia.<br />
Il liberalismo, al di là delle definizioni di scuola, ma per quello che viene concretamente praticato (o almeno, tentato) dal pezzo di centrosinistra che conosco io e da quel pezzo di centrodestra che frequento per lavoro, invece, è in sostanza questo: se in una strada ci sono tre fruttivendoli, ma gli abitanti di quella strada non mangiano abbastanza frutta, uno dei tre fruttivendoli chiude. Se invece in quella strada ci sono tre avvocati, ma ne basterebbero due, l&#8217;ordine degli avvocati alza le tariffe minime e tu sei costretto a pagare di più un servizio non perché vale di più ma perché un accordo di categoria te lo impone. L&#8217;idea sarebbe di cominciare a trattare gli avvocati - almeno in questo - come i fruttivendoli: niente più tariffe minime, niente più trincee categoriali, niente più (inoltre) fare lo schiavo per anni in uno studio perché se non lo vuoi fare, in Italia non PUOI lavorare. Vado a comprare la verdura da chi me la vende a meno, pago l&#8217;avvocato quanto merita e non quanto ha imposto l&#8217;ordine. D&#8217;altra parte, si pone subito la domanda: ma l&#8217;avvocato e il fruttivendolo in eccesso che fine fanno? Ci sono varie risposte possibili. La prima, statalista, dice &#8220;a tutti deve essere garantito il lavoro e ci deve pensare lo stato&#8221;. Credo sia ovvio che non c&#8217;è modo di farlo e che con questa logica non si fa che estendere la protezione corporativa ai fruttivendoli invece che toglierla agli avvocati. Il liberismo puro dice Cazzi loro, si arrangiassero. Il liberalismo dice Lavoriamo per costruire OPPORTUNITA&#8217;, perché tutti possano provarci. Questo, in realtà, è enormemente complicato: come tutte le soluzioni non demagogiche, direi. E&#8217; estremamente complicato. Nel primo caso si dice che la siepe può crescere selvaggiamente, nel secondo che la siepe si taglia e basta, nel terzo che occorre lavorare su TUTTI i rami.<br />
In realtà il discorso è estremamente ampio e secondo me estremamente interessante, ma è ben difficile farlo qui.</p>
<p>LORENZO GALBIATI Credo tu abbia colto, nella tua risposta a Trespolo un elemento fondamentale nella questione berlusconiana: il rilancio automatico, il &#8220;e allora quest&#8217;altro?&#8221; elevato a metodo dialettico. Il non dare mai risposte ma fare solo domande. Inoltre, però, c&#8217;è un altro elemento interessante: l&#8217;idea che tutti siano cretini (tranne ovviamente loro). Uscendo dall&#8217;ufficio ieri sera mi è tornato in mente una frase cui non avevo reputato utile rispondere perché sui sospetti c&#8217;è poco da dire. Ma poi l&#8217;ho trovata interessante per altro verso. Trespolo scrive, sulla vicenda Airbus, che si aspetta che adesso ci sia qualcuno pronto a rifilare la sua parte di azioni al centrosinistra non appena ritornerà al governo. Il sottinteso è: arrivano gli scemi, corriamo a tirargli il pacco. Ora, è evidente che questa è una convinzione viscerale, indiscutibile. Per cui quello che sto per dire non servirà a niente a Trespolo, però lo scrivo lo stesso perché mi pare interessante forse per qualcuno che prova a pensare e non ad ammantare la sua visceralità di numeretti. Il tentativo di accordo con Airbus lo stavano facendo, ai tempi, Bersani prima e Letta poi. Io conosco personalmente entrambi e Letta mi sembra leggermente meno preparato, più politico puro, ma certo non mi sembra un cretino. Però queste sarebbero solo le mie impressioni. Fatto sta che ho sentito personalmente più di una volta Berlusconi chiedere a Bersani di entrare nella sua &#8220;squadra&#8221; (e non l&#8217;ho sentito solo io, a volte glielo ha detto in pubblico &#8220;peccato che sia comunista&#8221;). Allora, se Bersani è il tipico cretino di sinistra che qualcuno aspetta ansiosamente per rifilargli il pacco, dobbiamo dedurne che Berlusconi -che voleva portaselo dalla sua parte- è ancora più cretino. La realtà è che Bersani sa amministrare, ha una visione strategica, sa trattare e fare compromessi al rialzo. E&#8217; un ottimo politico e amministratore. Il piccolo problema è che ha un&#8217;idea liberale e non liberista. Vuole costruire opportunità e non mettere il timbro sul Fai come ti pare.<br />
Io conosco un po&#8217; di politici di entrambi gli schieramenti. Che ce ne siano parecchi che non sanno nemmeno dove stanno di casa è indubbio, ma che a destra ce ne siano un po&#8217; di più mi pare altrettanto indubbio. Ogni tanto sto a sentire Tabacci e penso Ma questo che c&#8217;ha a che fare con la CdL, che ha a che vedere Tabacci con, che ne so, Lunardi?</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26868</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 06:51:59 +0000</pubDate>
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		<description>@db
per regime, in questo caso, si intende un filtraggio alla fonte della materia prima dell'informazione (non mi inoltro ner solito discorzo della cultura televisiva, che pure è corposo), vale a dire delle notizie che servono agli individui responsabili per costruirsi l'opinione che sarà alla base del voto.
ci sono regimi espliciti che non ti fanno votare e regimi impliciti che modificano il tuo voto a loro vantaggio per così dire "alla fonte".
poi esistono anche quelli succubi della fica, ma che c'entra?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@db<br />
per regime, in questo caso, si intende un filtraggio alla fonte della materia prima dell&#8217;informazione (non mi inoltro ner solito discorzo della cultura televisiva, che pure è corposo), vale a dire delle notizie che servono agli individui responsabili per costruirsi l&#8217;opinione che sarà alla base del voto.<br />
ci sono regimi espliciti che non ti fanno votare e regimi impliciti che modificano il tuo voto a loro vantaggio per così dire &#8220;alla fonte&#8221;.<br />
poi esistono anche quelli succubi della fica, ma che c&#8217;entra?</p>
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		<title>Di: db</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/04/11/facciamo-unipotesi/#comment-26866</link>
		<dc:creator>db</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 00:02:41 +0000</pubDate>
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		<description>purtroppo ha ragione mozzi. se noi ipotizziamo un soggetto succube della tv, dovremo ipotizzarne uno succube della fica (ad es. uno vota FI ergo è succube della TV, uno vota I.Staller ergo ecc.), e non è più finita. ad es. quando berlusca dice che la cultura è in mano alla sinistra dice una cosa vera: gli intellettuali sono normalmente di sinistra (vorrei ben vedere), perciò uno che vota a sinistra è succube della cultura. Noi diciamo che cultura è libertà, ma loro dicono che tv è libertà, ed è difficile non vedere che zapping=libertà di cambiare canale. In Veneto tutti i posti parastatali erano filtrati dalla DC, in Emilia dal PCI: purtroppo.
Se per regime s'intende una coagulazione forte di sudditanza, il concetto diventa interessante ma fluido, e al limite inservibile. Se vogliamo pensare/praticare la democrazia, bisogna ipotizzare ciascun individuo come libero/responsabile. La lotta politica sarà allora un tentativo di convincere l'avversario che lui crede di essere libero/avere ragione, ma... tutti cioè pensano di essere liberi, fuorché rari masochisti; tanti poi sono effettivamente masochisti. Il soggetto è cioè (e deve essere) supposto libero, ma in realtà (e al contempo) è l'incrocio oscuro di pulsioni, interessi ecc. Cultura e democrazia insieme dovrebbero pian piano alzare il tasso collettivo di libertà individuale. Per fare ciò, la prima cosa da evitare è dire succube all'avversario, che immancabilmente e giustamente risponderà: succube sarai tu.

(continua?)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>purtroppo ha ragione mozzi. se noi ipotizziamo un soggetto succube della tv, dovremo ipotizzarne uno succube della fica (ad es. uno vota FI ergo è succube della TV, uno vota I.Staller ergo ecc.), e non è più finita. ad es. quando berlusca dice che la cultura è in mano alla sinistra dice una cosa vera: gli intellettuali sono normalmente di sinistra (vorrei ben vedere), perciò uno che vota a sinistra è succube della cultura. Noi diciamo che cultura è libertà, ma loro dicono che tv è libertà, ed è difficile non vedere che zapping=libertà di cambiare canale. In Veneto tutti i posti parastatali erano filtrati dalla DC, in Emilia dal PCI: purtroppo.<br />
Se per regime s&#8217;intende una coagulazione forte di sudditanza, il concetto diventa interessante ma fluido, e al limite inservibile. Se vogliamo pensare/praticare la democrazia, bisogna ipotizzare ciascun individuo come libero/responsabile. La lotta politica sarà allora un tentativo di convincere l&#8217;avversario che lui crede di essere libero/avere ragione, ma&#8230; tutti cioè pensano di essere liberi, fuorché rari masochisti; tanti poi sono effettivamente masochisti. Il soggetto è cioè (e deve essere) supposto libero, ma in realtà (e al contempo) è l&#8217;incrocio oscuro di pulsioni, interessi ecc. Cultura e democrazia insieme dovrebbero pian piano alzare il tasso collettivo di libertà individuale. Per fare ciò, la prima cosa da evitare è dire succube all&#8217;avversario, che immancabilmente e giustamente risponderà: succube sarai tu.</p>
<p>(continua?)</p>
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