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	<title>Commenti a: Le suicide de Paris</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 13:41:09 +0000</pubDate>
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		<title>Di: *Paris (hottie) Hilton*</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-50434</link>
		<dc:creator>*Paris (hottie) Hilton*</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2006 13:12:19 +0000</pubDate>
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		<description>complimenti, tu si che sai padroneggiare il languaggio, sai cosa usare e come usare..sei grande...</description>
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		<title>Di: Jane</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-39173</link>
		<dc:creator>Jane</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2006 19:12:22 +0000</pubDate>
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		<description>[URL]http://www.culo.prosesso.org [/URL]   [URL]http://www.anne-geddes.prosesso.org [/URL]   [URL]http://www.amici.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.amalfi.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.calcio.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.ferrari.forze.info [/URL]   [URL]http://www.tinto-brass.prosesso.org [/URL]   [URL]http://www.formula-1.forze.info [/URL]   [URL]http://www.erotismo.prosesso.org [/URL]   [URL]http://www.casa.forze.info[/URL]   [URL]http://www.bianchi.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.campioni.forze.info [/URL]</description>
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		<title>Di: Paolo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28392</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2006 08:35:09 +0000</pubDate>
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		<description>Gran Pezzo!!</description>
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		<title>Di: jack</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28238</link>
		<dc:creator>jack</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2006 07:59:28 +0000</pubDate>
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		<description>Paris è stupenda anche e perchè finta e senza mediazioni

vuole essere solo simulacro ..vuole essere vuota

vuotospinto che risucchia e attrae

no horror vacui ma cupio vacui

Jack</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Paris è stupenda anche e perchè finta e senza mediazioni</p>
<p>vuole essere solo simulacro ..vuole essere vuota</p>
<p>vuotospinto che risucchia e attrae</p>
<p>no horror vacui ma cupio vacui</p>
<p>Jack</p>
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		<title>Di: MariaGiovanna</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28203</link>
		<dc:creator>MariaGiovanna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2006 19:43:33 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissimo, davvero bellissimo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo, davvero bellissimo!</p>
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		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28162</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2006 16:56:55 +0000</pubDate>
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		<description>tash, mi sa che non me lo appoggio nemmeno io, mi sa.
Con tutto quello che può voler significare, non so se ti rendi conto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tash, mi sa che non me lo appoggio nemmeno io, mi sa.<br />
Con tutto quello che può voler significare, non so se ti rendi conto.</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28149</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2006 08:32:52 +0000</pubDate>
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		<description>@roberto
little NON HA i capelli bianchi.
non può averli.
li ha, e li avrà sempre, color volpe.

ligabue non te lo appoggio, mi sa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@roberto<br />
little NON HA i capelli bianchi.<br />
non può averli.<br />
li ha, e li avrà sempre, color volpe.</p>
<p>ligabue non te lo appoggio, mi sa.</p>
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		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28147</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2006 08:03:03 +0000</pubDate>
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		<description>@christian raimo
@tashtego

“salviamo la provincia dal provincialismo”

Ricordo il Borgo del “Liga”. Da ragazzo, Ligabue abitava nello stesso palazzo di Tondelli. Al piano di sopra c’era lui che strimpellava la chitarra. Al piano di sotto il Nostro, morente. Nati nel Bordo. Liberi da consolazioni neorealistiche e ibridazioni postmoderne. In cerca di una identità.    
 
*** Little Tony io lo rispetto come farei con il presidente Scalfaro. 
Mica faccio come quei truzzi neofascisti dei Cugini di campagna che lo hanno sfottuto in diretta alla Fattoria. La verità è che in tv non c’è rispetto per chi ha i capelli bianchi. Gli over 65 sono fuori target per Mediaset.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@christian raimo<br />
@tashtego</p>
<p>“salviamo la provincia dal provincialismo”</p>
<p>Ricordo il Borgo del “Liga”. Da ragazzo, Ligabue abitava nello stesso palazzo di Tondelli. Al piano di sopra c’era lui che strimpellava la chitarra. Al piano di sotto il Nostro, morente. Nati nel Bordo. Liberi da consolazioni neorealistiche e ibridazioni postmoderne. In cerca di una identità.    </p>
<p>*** Little Tony io lo rispetto come farei con il presidente Scalfaro.<br />
Mica faccio come quei truzzi neofascisti dei Cugini di campagna che lo hanno sfottuto in diretta alla Fattoria. La verità è che in tv non c’è rispetto per chi ha i capelli bianchi. Gli over 65 sono fuori target per Mediaset.</p>
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	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28131</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2006 12:11:43 +0000</pubDate>
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		<description>Il tema della collocazione del narrato, geografica, culturale, temporale, spaziale credo sia centrale.
Così come quello del rapporto centro/periferia.
Ho iniziato la lettura del Dies irae di Genna e vi ho trovato una forte intonazione epica che mi è sembrata suggestiva, ma a conti fatti un po' forzata, proprio nei termini imitativi di cui faccio cenno sopra, che peraltro Genna dichiara apertamente.
Aggiungo, visto che molto a proposito lo cita Christian, che Il sorpasso di Risi – capolavoro assoluto se mai ve n’è stato uno - è un raro esempio di epos narrativo italico, dove si dice con un vasto respiro la svolta dell’Italia del boom

Il problema centro/periferia esiste, eccome. 
C’è una cultura molto forte, l'anglo-americana, alla quale nessuno di noi riesce a sottrarsi, perché tutti in modo più o meno consapevole ne facciamo parte. 
Fare finta che non esista, che non conti, che non pesi, non solo è inutile, ma anche sbagliato, perché tiene fuori artificiosamente una parte rilevante di realtà o supposta tale. 
Il punto è forse che la realtà nostra è composta proprio da questo mix culturale, da questa ibridazione degli immaginari, che però va solo in una direzione: nel senso che noi siamo specchio all’America, ma l’America non lo è per noi.
All’opposto, sembra essere solo oblio e totale indifferenza non solo a noi, ma all’intero pianeta, o quasi.
Percepire Simona Ventura come la Paris Hilton dei poveri è, appunto, da poveri.
Se esiste un’epica di Elvis non occorre per forza andarne a cercare/costruire una per il suo corrispettivo Bobby Solo o Little Tony che sia (Little Tony).
Tuttavia esiste la possibilità di un’epos narrativo per un paese che sembra perdere progressivamente se stesso e nel processo di perdita forse c’è posto per i cloni nostrani di Elvis.
La commedia all’italiana, che per certi versi aborro per il ruolo consolatorio che ha ricoperto e ricopre, è davvero tutta incentrata sulla perdita di noi stessi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema della collocazione del narrato, geografica, culturale, temporale, spaziale credo sia centrale.<br />
Così come quello del rapporto centro/periferia.<br />
Ho iniziato la lettura del Dies irae di Genna e vi ho trovato una forte intonazione epica che mi è sembrata suggestiva, ma a conti fatti un po&#8217; forzata, proprio nei termini imitativi di cui faccio cenno sopra, che peraltro Genna dichiara apertamente.<br />
Aggiungo, visto che molto a proposito lo cita Christian, che Il sorpasso di Risi – capolavoro assoluto se mai ve n’è stato uno - è un raro esempio di epos narrativo italico, dove si dice con un vasto respiro la svolta dell’Italia del boom</p>
<p>Il problema centro/periferia esiste, eccome.<br />
C’è una cultura molto forte, l&#8217;anglo-americana, alla quale nessuno di noi riesce a sottrarsi, perché tutti in modo più o meno consapevole ne facciamo parte.<br />
Fare finta che non esista, che non conti, che non pesi, non solo è inutile, ma anche sbagliato, perché tiene fuori artificiosamente una parte rilevante di realtà o supposta tale.<br />
Il punto è forse che la realtà nostra è composta proprio da questo mix culturale, da questa ibridazione degli immaginari, che però va solo in una direzione: nel senso che noi siamo specchio all’America, ma l’America non lo è per noi.<br />
All’opposto, sembra essere solo oblio e totale indifferenza non solo a noi, ma all’intero pianeta, o quasi.<br />
Percepire Simona Ventura come la Paris Hilton dei poveri è, appunto, da poveri.<br />
Se esiste un’epica di Elvis non occorre per forza andarne a cercare/costruire una per il suo corrispettivo Bobby Solo o Little Tony che sia (Little Tony).<br />
Tuttavia esiste la possibilità di un’epos narrativo per un paese che sembra perdere progressivamente se stesso e nel processo di perdita forse c’è posto per i cloni nostrani di Elvis.<br />
La commedia all’italiana, che per certi versi aborro per il ruolo consolatorio che ha ricoperto e ricopre, è davvero tutta incentrata sulla perdita di noi stessi.</p>
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	<item>
		<title>Di: christian raimo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28128</link>
		<dc:creator>christian raimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2006 00:28:15 +0000</pubDate>
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		<description>no credo che il provincialismo abbia una forza e un linguaggio e un'epicità sua. non posso mettermi a scrivere un romanzo italiano avedno in mente la frontiera, i grandi ponti sull'hudson, o le praterie sterminate. potrò invece scrivere un'epica del borgo, e sarà ugualmente universale, posso essere il fellini di amarcord o il pasolini di accattone o il verga dei malavoglia o il tomasi di lampedusa del gattopardo. se l'italia è una piccola penisola di comuni, scrivere un grande romanzo sull'italia vuol dire raccontare questo provincialismo. 
quando scrissi "babette factory" avevo in mente molto fortemente, forse troppo, i modelli "american" (pastorale, rosso, tabloid, psycho...) e volevo tentare di fare un'operazione del genere in italia. mi resi presto conto che se volevo centrare l'obettivo dovevo storcerlo come ha fatto per esempio per anni la commedia all'italiana: dovevo dare una dignità di personaggi tridimensionali alle caratterizzazione. dovevo inseugire un modello come il sorpasso o er pasticciaccio più che roth o de lillo. è a vanvera quel che dico?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>no credo che il provincialismo abbia una forza e un linguaggio e un&#8217;epicità sua. non posso mettermi a scrivere un romanzo italiano avedno in mente la frontiera, i grandi ponti sull&#8217;hudson, o le praterie sterminate. potrò invece scrivere un&#8217;epica del borgo, e sarà ugualmente universale, posso essere il fellini di amarcord o il pasolini di accattone o il verga dei malavoglia o il tomasi di lampedusa del gattopardo. se l&#8217;italia è una piccola penisola di comuni, scrivere un grande romanzo sull&#8217;italia vuol dire raccontare questo provincialismo.<br />
quando scrissi &#8220;babette factory&#8221; avevo in mente molto fortemente, forse troppo, i modelli &#8220;american&#8221; (pastorale, rosso, tabloid, psycho&#8230;) e volevo tentare di fare un&#8217;operazione del genere in italia. mi resi presto conto che se volevo centrare l&#8217;obettivo dovevo storcerlo come ha fatto per esempio per anni la commedia all&#8217;italiana: dovevo dare una dignità di personaggi tridimensionali alle caratterizzazione. dovevo inseugire un modello come il sorpasso o er pasticciaccio più che roth o de lillo. è a vanvera quel che dico?</p>
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		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28123</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2006 16:38:18 +0000</pubDate>
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		<description>@christian raimo
@tashtego

“paris hilton è più di simona ventura”

Io non credo che siamo una provincia dell’Impero. Voglio dire che non mi convince fino in fondo il nuovo medioevo di Toni Negri, per cui da una parte ci sarebbe il Network imperiale/emettitore di segnali e dall’altra tanti Ripetitori su scala continentale/nazionale. Credo invece che il postmoderno sia chiunque, ovunque, nello stesso tempo. 
Il postmoderno è nell’aria. La terza plebe è sempre la stessa, cambiano solo i tic antropologici, tribali, non la “esistenza superficiale”. 
Perché se veniamo ispirati dalla l’industria “imperiale” dello spettacolo allora siamo disposti ad azzardare giudizi “alti” (il suicidio di Paris come “coscienza del niente”, l’epica “metafisica” di De Lillo), mentre se parliamo della nostra industria “provinciale” rischiamo di fare come Tafazzi, per cui l’epica italiana sarebbe soltanto “kitsch”? Quando scriveremo la storia di Simona Ventura aggredita da un maniaco sulla provinciale di Bitonto? Prima o poi avremo la nostra epica, il nostro realismo kitsch.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@christian raimo<br />
@tashtego</p>
<p>“paris hilton è più di simona ventura”</p>
<p>Io non credo che siamo una provincia dell’Impero. Voglio dire che non mi convince fino in fondo il nuovo medioevo di Toni Negri, per cui da una parte ci sarebbe il Network imperiale/emettitore di segnali e dall’altra tanti Ripetitori su scala continentale/nazionale. Credo invece che il postmoderno sia chiunque, ovunque, nello stesso tempo.<br />
Il postmoderno è nell’aria. La terza plebe è sempre la stessa, cambiano solo i tic antropologici, tribali, non la “esistenza superficiale”.<br />
Perché se veniamo ispirati dalla l’industria “imperiale” dello spettacolo allora siamo disposti ad azzardare giudizi “alti” (il suicidio di Paris come “coscienza del niente”, l’epica “metafisica” di De Lillo), mentre se parliamo della nostra industria “provinciale” rischiamo di fare come Tafazzi, per cui l’epica italiana sarebbe soltanto “kitsch”? Quando scriveremo la storia di Simona Ventura aggredita da un maniaco sulla provinciale di Bitonto? Prima o poi avremo la nostra epica, il nostro realismo kitsch.</p>
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	<item>
		<title>Di: fabrizio virgili</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28119</link>
		<dc:creator>fabrizio virgili</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2006 18:25:20 +0000</pubDate>
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		<description>Andateci piano con le critiche...l'invidia è una brutta bestia!complimenti liviani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andateci piano con le critiche&#8230;l&#8217;invidia è una brutta bestia!complimenti liviani.</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28118</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2006 15:44:50 +0000</pubDate>
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		<description>Mi tocca sempre la parte del cattivo.
I ggiovani sempre e solo manierismi americani et postmodernazzi.
La realtà è ormai la scrittura della scrittura della scrittura: l'originale è in inglese, certamente.
Invece di “voler essere” qualcosa/qualcuno, si potrebbe cominciare a provare direttamente ad “essere”.
Senza mediazioni, che la materia, a voler essere precisi, non mancherebbe.
Intanto, a proposito di precisione, gli editor potrebbero anche sapere che, è solo un esempio, San Lorenzo non fu bombardata coi B52.
Dunque, marginalmente, si scrive Saint Laurent, ma è solo un esempio: la smania di imitare genera mostri (ortografici).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi tocca sempre la parte del cattivo.<br />
I ggiovani sempre e solo manierismi americani et postmodernazzi.<br />
La realtà è ormai la scrittura della scrittura della scrittura: l&#8217;originale è in inglese, certamente.<br />
Invece di “voler essere” qualcosa/qualcuno, si potrebbe cominciare a provare direttamente ad “essere”.<br />
Senza mediazioni, che la materia, a voler essere precisi, non mancherebbe.<br />
Intanto, a proposito di precisione, gli editor potrebbero anche sapere che, è solo un esempio, San Lorenzo non fu bombardata coi B52.<br />
Dunque, marginalmente, si scrive Saint Laurent, ma è solo un esempio: la smania di imitare genera mostri (ortografici).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: christian raimo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28113</link>
		<dc:creator>christian raimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2006 13:41:13 +0000</pubDate>
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		<description>questo pezzo fa schifo. veramente, fa schifo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>questo pezzo fa schifo. veramente, fa schifo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fm</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28111</link>
		<dc:creator>fm</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2006 13:15:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28111</guid>
		<description>Due commenti di seguito letteralmente volatilizzati. E' possibile recuperare almeno il primo? Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Due commenti di seguito letteralmente volatilizzati. E&#8217; possibile recuperare almeno il primo? Saluti.</p>
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	<item>
		<title>Di: christian raimo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28110</link>
		<dc:creator>christian raimo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2006 11:37:56 +0000</pubDate>
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		<description>dicevo fantastico, ma pensavo anch'io a molti aggiustamenti di editing. l'immagine del suicidio potente, immotivata, viene offuscata da quella del masturbatore solitario e poi del killer. il momento dell'arrivo al ponte è il clou di questo stile molto delilliano, ovvio, di metafisica senza dei. paris hilton è più di simona ventura perché ha molti più soldi e meno cellulite, e perché è la coscienza del niente. il suo suicidio non evoca strazi, e questo è terribile? quando mai l'abbiamo vista soffrire? è come la morte di moana, se ci pensate. una parabola esistenziale dolorosissima perché tutta superficiale, tutta esposta. la terza plebe catodica italiana va raccontata in un altro modo, perché è altra cosa. ma questo è un discorso appena più lungo. il provincialismo dell'italia è la sua cifra. e bypassare questo provincialismo e costruirci un'epica è un'operazione facilmente kitsch. ma vorrei tornarci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dicevo fantastico, ma pensavo anch&#8217;io a molti aggiustamenti di editing. l&#8217;immagine del suicidio potente, immotivata, viene offuscata da quella del masturbatore solitario e poi del killer. il momento dell&#8217;arrivo al ponte è il clou di questo stile molto delilliano, ovvio, di metafisica senza dei. paris hilton è più di simona ventura perché ha molti più soldi e meno cellulite, e perché è la coscienza del niente. il suo suicidio non evoca strazi, e questo è terribile? quando mai l&#8217;abbiamo vista soffrire? è come la morte di moana, se ci pensate. una parabola esistenziale dolorosissima perché tutta superficiale, tutta esposta. la terza plebe catodica italiana va raccontata in un altro modo, perché è altra cosa. ma questo è un discorso appena più lungo. il provincialismo dell&#8217;italia è la sua cifra. e bypassare questo provincialismo e costruirci un&#8217;epica è un&#8217;operazione facilmente kitsch. ma vorrei tornarci.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28101</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2006 08:24:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28101</guid>
		<description>@fm

 “indagare le scritture silenziose” 

“Le suicide de Paris” è un buon racconto che potrebbe essere migliorato, ma andateci piano con le etichette amazoniane (“fantastico”). Ieri consigliavo a Liviano di rivedere l’incipit del secondo capitolo, che a rileggerlo sembra un po’ confuso. Oggi vorrei proporgli addirittura di rimettere in discussione l’architettura della storia, rinunciando alla seconda parte, quella del tentato omicidio, per concentrarsi sulla prima, riscrivendo con la stessa passione la scena del suicidio (non parlo di una nuova stesura, solo di piccolissimi cambiamenti). Sarà un peccato rinunciare al colpo di scena finale, quando si scopre che il maniaco non nascondeva solo l’uccello ma anche un coltello, ma l’ammazzadivi è un personaggio fin troppo riconoscibile della storia americana. Focalizzare la narrazione sul suicidio di Paris aiuterebbe a distillare meglio il succo del racconto, cioè il destino della diva, la sua morte pornografica, come la vita. Ieri mi era venuta in mente Luce Caponegro. Oggi ci ho pensato su e capito il motivo. Liviani non è riuscito, voglio dire non è riuscito fino in fondo, a staccarsi dal suo modello di riferimento per interpretarlo creativamente. Mi riferisco al “noi” epico di De Lillo che riscalda la narrazione. Perché scegliere una protagonista e una ambientazione “atlantica” per sperimentare nuove forme? Sto dicendo che forse ci saremmo esaltati meno se invece di Paris sul ponte ci fosse stata Simona Ventura. Perché non raccontare la terza plebe catodica che aspetta “la Simo” sotto lo yacht per una foto ricordo? Insomma, punto e a capo. Dov’è il romanzo sperimentale, realistico e visionario, che “parla dell’Italia”? Un’altra sfida per il bravo Liviano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@fm</p>
<p> “indagare le scritture silenziose” </p>
<p>“Le suicide de Paris” è un buon racconto che potrebbe essere migliorato, ma andateci piano con le etichette amazoniane (“fantastico”). Ieri consigliavo a Liviano di rivedere l’incipit del secondo capitolo, che a rileggerlo sembra un po’ confuso. Oggi vorrei proporgli addirittura di rimettere in discussione l’architettura della storia, rinunciando alla seconda parte, quella del tentato omicidio, per concentrarsi sulla prima, riscrivendo con la stessa passione la scena del suicidio (non parlo di una nuova stesura, solo di piccolissimi cambiamenti). Sarà un peccato rinunciare al colpo di scena finale, quando si scopre che il maniaco non nascondeva solo l’uccello ma anche un coltello, ma l’ammazzadivi è un personaggio fin troppo riconoscibile della storia americana. Focalizzare la narrazione sul suicidio di Paris aiuterebbe a distillare meglio il succo del racconto, cioè il destino della diva, la sua morte pornografica, come la vita. Ieri mi era venuta in mente Luce Caponegro. Oggi ci ho pensato su e capito il motivo. Liviani non è riuscito, voglio dire non è riuscito fino in fondo, a staccarsi dal suo modello di riferimento per interpretarlo creativamente. Mi riferisco al “noi” epico di De Lillo che riscalda la narrazione. Perché scegliere una protagonista e una ambientazione “atlantica” per sperimentare nuove forme? Sto dicendo che forse ci saremmo esaltati meno se invece di Paris sul ponte ci fosse stata Simona Ventura. Perché non raccontare la terza plebe catodica che aspetta “la Simo” sotto lo yacht per una foto ricordo? Insomma, punto e a capo. Dov’è il romanzo sperimentale, realistico e visionario, che “parla dell’Italia”? Un’altra sfida per il bravo Liviano.</p>
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		<title>Di: tesi</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28095</link>
		<dc:creator>tesi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2006 17:14:55 +0000</pubDate>
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		<description>Trovo questo pezzo veramente bellissimo.

tesi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo questo pezzo veramente bellissimo.</p>
<p>tesi</p>
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		<title>Di: fm</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28093</link>
		<dc:creator>fm</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2006 16:25:54 +0000</pubDate>
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		<description>Gianni, è solo per questo che l'ho fatto. Non penserai, spero, che io creda davvero in ciò che ho postato nel p.s. ;-)))))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni, è solo per questo che l&#8217;ho fatto. Non penserai, spero, che io creda davvero in ciò che ho postato nel p.s. ;-)))))</p>
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		<title>Di: gianni biondillo</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28091</link>
		<dc:creator>gianni biondillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2006 15:47:05 +0000</pubDate>
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		<description>Ovviamente, fm, altrimenti avrei censurato i tuoi commenti da qui all'eternità! ;-))))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ovviamente, fm, altrimenti avrei censurato i tuoi commenti da qui all&#8217;eternità! ;-))))</p>
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		<title>Di: fm</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28085</link>
		<dc:creator>fm</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2006 15:26:57 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate il refuso: Liviano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate il refuso: Liviano.</p>
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		<title>Di: fm</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28084</link>
		<dc:creator>fm</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2006 15:22:39 +0000</pubDate>
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		<description>Tra i dieci/quindici testi più belli che io abbia mai letto su NI dalla nascita ad oggi. Veramente "fantastico", come scrive Raimo.

Magliani, Di Consoli, Cesano, Dell'Anna, Laviano...: "piccoli" grandi scrittori crescono. Forse sarebbe il caso di abbandonare tante delle "consuete" rotte e mettersi ad esplorare più da vicino queste scritture silenziose, discrete, ma di grandissimo, assoluto valore.

p.s.

E' chiaro, va da sé, che i redattori di NI sono fuori concorso... ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i dieci/quindici testi più belli che io abbia mai letto su NI dalla nascita ad oggi. Veramente &#8220;fantastico&#8221;, come scrive Raimo.</p>
<p>Magliani, Di Consoli, Cesano, Dell&#8217;Anna, Laviano&#8230;: &#8220;piccoli&#8221; grandi scrittori crescono. Forse sarebbe il caso di abbandonare tante delle &#8220;consuete&#8221; rotte e mettersi ad esplorare più da vicino queste scritture silenziose, discrete, ma di grandissimo, assoluto valore.</p>
<p>p.s.</p>
<p>E&#8217; chiaro, va da sé, che i redattori di NI sono fuori concorso&#8230; ;)</p>
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	</item>
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		<title>Di: zerbini2002@yahoo.it</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28081</link>
		<dc:creator>zerbini2002@yahoo.it</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2006 13:40:56 +0000</pubDate>
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		<description>Un pezzo davvero fantastico !!! Complimenti di vero cuore. Spero di poterti rileggere presto, con un altro tuo brano mozzafiato....
Alessandra</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un pezzo davvero fantastico !!! Complimenti di vero cuore. Spero di poterti rileggere presto, con un altro tuo brano mozzafiato&#8230;.<br />
Alessandra</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28066</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2006 08:42:08 +0000</pubDate>
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		<description>@Liviano

“ho visto la Luce”

Il suicidio di Paris Hilton, reginetta del Fast Porn, è un capitolo della prossima rivoluzione pornografica. 
Un racconto in terza persona plurale. Parlano gli Essi che strisciano come zombie intorno alla Rolls, i dannati della rete che avvolgono la protagonista fino a stritolarla (“È l’istinto individualista di quattro miliardi di esseri umani raccolto in un unico macigno fatto di desiderio…” “È latex, feticcio e consumo. È Wall Street e brokeraggio. È capitalismo sfrenato ignorando di esserlo”. Evidentemente Liviano legge De Lillo). Solo un consiglio per un’eventuale riscrittura, rivedere l’attacco di “Battete le mani”. 
La seconda parte del racconto dovrebbe farmi pensare a un Libra vietato ai minori, una sorta di “Taxi Driver” porno, ma non so perché mi viene in mente Luce Caponegro. Il vero nome di “Selene”, classe 1966, ex star del pornbyz. Ricordo il suo primo film, “Orgia di compleanno”, pellicola maledetta perché uno degli attori – tal Ferdinando Bordogna – in seguito accoltellerà la cognata. Ma ora scusate, mi sono distratto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Liviano</p>
<p>“ho visto la Luce”</p>
<p>Il suicidio di Paris Hilton, reginetta del Fast Porn, è un capitolo della prossima rivoluzione pornografica.<br />
Un racconto in terza persona plurale. Parlano gli Essi che strisciano come zombie intorno alla Rolls, i dannati della rete che avvolgono la protagonista fino a stritolarla (“È l’istinto individualista di quattro miliardi di esseri umani raccolto in un unico macigno fatto di desiderio…” “È latex, feticcio e consumo. È Wall Street e brokeraggio. È capitalismo sfrenato ignorando di esserlo”. Evidentemente Liviano legge De Lillo). Solo un consiglio per un’eventuale riscrittura, rivedere l’attacco di “Battete le mani”.<br />
La seconda parte del racconto dovrebbe farmi pensare a un Libra vietato ai minori, una sorta di “Taxi Driver” porno, ma non so perché mi viene in mente Luce Caponegro. Il vero nome di “Selene”, classe 1966, ex star del pornbyz. Ricordo il suo primo film, “Orgia di compleanno”, pellicola maledetta perché uno degli attori – tal Ferdinando Bordogna – in seguito accoltellerà la cognata. Ma ora scusate, mi sono distratto.</p>
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		<title>Di: piero sorrentino</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/04/le-suicide-de-paris/#comment-28024</link>
		<dc:creator>piero sorrentino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2006 15:50:21 +0000</pubDate>
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		<description>Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto! :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto! :-)</p>
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