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	<title>Commenti a: Dicono di noi</title>
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		<title>Di: Jane</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-39188</link>
		<dc:creator>Jane</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2006 20:17:12 +0000</pubDate>
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		<description>[URL]http://www.campioni.forze.info [/URL]   [URL]http://www.casa.forze.info[/URL]   [URL]http://www.calcio.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.amici.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.formula-1.forze.info [/URL]   [URL]http://www.erotismo.prosesso.org [/URL]   [URL]http://www.amalfi.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.bianchi.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.ferrari.forze.info [/URL]   [URL]http://www.anne-geddes.prosesso.org [/URL]   [URL]http://www.tinto-brass.prosesso.org [/URL]   [URL]http://www.culo.prosesso.org [/URL]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[URL]http://www.campioni.forze.info [/URL]   [URL]http://www.casa.forze.info[/URL]   [URL]http://www.calcio.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.amici.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.formula-1.forze.info [/URL]   [URL]http://www.erotismo.prosesso.org [/URL]   [URL]http://www.amalfi.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.bianchi.mezzogiorno.info [/URL]   [URL]http://www.ferrari.forze.info [/URL]   [URL]http://www.anne-geddes.prosesso.org [/URL]   [URL]http://www.tinto-brass.prosesso.org [/URL]   [URL]http://www.culo.prosesso.org [/URL]</p>
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		<title>Di: Vito La Dolce</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28848</link>
		<dc:creator>Vito La Dolce</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 19:19:58 +0000</pubDate>
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		<description>Lolite, e dopo lavori!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lolite, e dopo lavori!</p>
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		<title>Di: Miku</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28836</link>
		<dc:creator>Miku</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 15:31:28 +0000</pubDate>
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		<description>Lolite e coprolavori?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lolite e coprolavori?</p>
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		<title>Di: Franz Haas</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28835</link>
		<dc:creator>Franz Haas</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 15:12:28 +0000</pubDate>
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		<description>Sono l&#039;autore dell&#039;articolo che ha fatto discutere tanto - e non so dove cominciare a rispondere. Ma per facilitare in futuro la caccia al tesoro posso indicarvi il link dell&#039;archivio dell&#039;università di Innsbruck (sono austriaco) dove si trovano (quasi) tutti i miei pezzi giornalistici degli ultimi 5 anni (più di 100):
http://iza.uibk.ac.at/lis-cgi/laus/laus_list.cgi?pgm_status=search&amp;list=author&amp;aut_id=IZA000001436&amp;laus_lang=de&amp;uid=LQ51FX07HK04IW80PD08TH12HC25  (Innsbrucker Zeitungsarchiv)
C&#039;è un mio articolo che riguarda l&#039;Italia sulla &quot;Neue Zürcher Zeitung&quot; anche oggi:
http://www.nzz.ch/2006/05/24/fe/articleE5DVS.print.html
Per quanto riguarda il dibattito e i gusti letterari: Anna Maria Ortese mi piace di più di Melissa P. E preferisco Guido Morselli a &quot;Paolo Doni&quot;. Non ritengo un capolavoro &quot;Con le peggiori intenzioni&quot; ma non ho voglia di discutere con chi non vede che c&#039;è un abisso tra Piperno e Moccia. E infine: mi dispiace se qualche signora milanese ha il dente avvelenato con Patrizia Valduga. Posso solo consigliarle di leggere, per esempio, &quot;Corsia degli incurabili&quot;, nel volume &quot;Prima antologia&quot; del 1998. Non ho mai seguito la rubrica della signora Valduga.
Ringrazio chi ha postato e soprattutto chi ha tradotto (benissimo) il mio articolo &quot;Lolite e copolavori&quot;.
Cordiali saluti,
Franz Haas</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono l&#8217;autore dell&#8217;articolo che ha fatto discutere tanto &#8211; e non so dove cominciare a rispondere. Ma per facilitare in futuro la caccia al tesoro posso indicarvi il link dell&#8217;archivio dell&#8217;università di Innsbruck (sono austriaco) dove si trovano (quasi) tutti i miei pezzi giornalistici degli ultimi 5 anni (più di 100):<br />
<a href="http://iza.uibk.ac.at/lis-cgi/laus/laus_list.cgi?pgm_status=search&amp;list=author&amp;aut_id=IZA000001436&amp;laus_lang=de&amp;uid=LQ51FX07HK04IW80PD08TH12HC25" rel="nofollow">http://iza.uibk.ac.at/lis-cgi/laus/laus_list.cgi?pgm_status=search&amp;list=author&amp;aut_id=IZA000001436&amp;laus_lang=de&amp;uid=LQ51FX07HK04IW80PD08TH12HC25</a>  (Innsbrucker Zeitungsarchiv)<br />
C&#8217;è un mio articolo che riguarda l&#8217;Italia sulla &#8220;Neue Zürcher Zeitung&#8221; anche oggi:<br />
<a href="http://www.nzz.ch/2006/05/24/fe/articleE5DVS.print.html" rel="nofollow">http://www.nzz.ch/2006/05/24/fe/articleE5DVS.print.html</a><br />
Per quanto riguarda il dibattito e i gusti letterari: Anna Maria Ortese mi piace di più di Melissa P. E preferisco Guido Morselli a &#8220;Paolo Doni&#8221;. Non ritengo un capolavoro &#8220;Con le peggiori intenzioni&#8221; ma non ho voglia di discutere con chi non vede che c&#8217;è un abisso tra Piperno e Moccia. E infine: mi dispiace se qualche signora milanese ha il dente avvelenato con Patrizia Valduga. Posso solo consigliarle di leggere, per esempio, &#8220;Corsia degli incurabili&#8221;, nel volume &#8220;Prima antologia&#8221; del 1998. Non ho mai seguito la rubrica della signora Valduga.<br />
Ringrazio chi ha postato e soprattutto chi ha tradotto (benissimo) il mio articolo &#8220;Lolite e copolavori&#8221;.<br />
Cordiali saluti,<br />
Franz Haas</p>
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	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28821</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 12:21:49 +0000</pubDate>
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		<description>@arte_misia
@vera blau

Ecco, piccole cose. Come questo nanetto di Vera. 
Sul ‘passaparola’ siamo d’accordo: il mercato editoriale ormai è in grado di controllare anche i samizdat mocciani. Trasforma la pizzica nella “Notte della Taranta”. 

Negli Stati Uniti è ancora meglio: gli editor sono autonomi dalle case editrici, vanno a caccia di esordienti che magari hanno pubblicato un libro di successo, ma di nicchia, e lo trasformano in un best seller di qualità. 

Se questo è un male oppure un bene, visto che invece in Italia gli editor sono succubi degli editori, lo scopriremo presto. 

Tante belle cose 
Bob</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@arte_misia<br />
@vera blau</p>
<p>Ecco, piccole cose. Come questo nanetto di Vera.<br />
Sul ‘passaparola’ siamo d’accordo: il mercato editoriale ormai è in grado di controllare anche i samizdat mocciani. Trasforma la pizzica nella “Notte della Taranta”. </p>
<p>Negli Stati Uniti è ancora meglio: gli editor sono autonomi dalle case editrici, vanno a caccia di esordienti che magari hanno pubblicato un libro di successo, ma di nicchia, e lo trasformano in un best seller di qualità. </p>
<p>Se questo è un male oppure un bene, visto che invece in Italia gli editor sono succubi degli editori, lo scopriremo presto. </p>
<p>Tante belle cose<br />
Bob</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vera blau</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28820</link>
		<dc:creator>vera blau</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 11:25:47 +0000</pubDate>
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		<description>merci, artemisia!

la morte di monsieur  leopardi mi sembra una degna conclusione di questo dibattito...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>merci, artemisia!</p>
<p>la morte di monsieur  leopardi mi sembra una degna conclusione di questo dibattito&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: vera blau</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28805</link>
		<dc:creator>vera blau</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2006 06:46:28 +0000</pubDate>
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		<description>sono assai divertita dei tanti commenti riguardante questo articolo da me trovato nella nzz.
caso vuolo però che ne ho trovato un altro -  e sempre dello stesso autore. franz haas questa volta non esita di chiamare la poetessa patrizia valduga &quot; la più grande poetesse vivente italiana&quot;. abbiamo sentito bene?  non sono le stesse esagerazioni  da lui tanto criticate nell&#039;altro suo  articolo? ci viene il dubbio: non sarebbe un critico migliore nemmeno lui, poor haas?
vera blau, delle opere della vedova raboni ricorda in particolare uno: quando ancora aveva una sua rubrica nella Repubblica, una volte rispose ad una signora milanese che tanto dispiaciuta si mostrava per il  crescente degrado dei negozi di abbigliamento in centro di milano, dicenco che lei invece era molto contenta di avere a disposizione un negozio com HM ( forse più noto alle  signore che ai signori commentatori di nazione indiana..) perché la si poteva provare un intero pomeriggio tutti vestiti che si voleva, lasciandogli in un bel, poetico disordine -  tanto ci sarebbero stati dei bei, giovani commessi a mettere a posto dopo.
Chi sa se anche Mr. Giacomo Leopardi si sarebbe divertito tanto davanti agli scafali dell&#039; Esselunga, magari nel periodo del  tre per due!
Vera Blau comunque auguro una buona giornata a tutti quanti,  poeti e critici migliori e peggiori! 

P.S. : l&#039;articolo di haas su valduga e raboni è del 2.3.06.  una breve menzione si trova sull&#039; inserto economico della Repubblica del 22.6.06, dove giuseppe turani scrive: &quot; E&#039; al settimo cielo Patrizia Valduga, vedova Raboni, dopo aver letto la prestigiosa NZZ. La nuova Gazzetta di Zurigo - uno dei più importanti quotidiani europei - che così scrive: PV &quot; der groessten lebenden Dichterin Italiens&quot; Traduzione: La più grande poetessa italiana vivente. E anche molto bella, aggiungiamo noi! &quot; 

Well...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono assai divertita dei tanti commenti riguardante questo articolo da me trovato nella nzz.<br />
caso vuolo però che ne ho trovato un altro &#8211;  e sempre dello stesso autore. franz haas questa volta non esita di chiamare la poetessa patrizia valduga &#8221; la più grande poetesse vivente italiana&#8221;. abbiamo sentito bene?  non sono le stesse esagerazioni  da lui tanto criticate nell&#8217;altro suo  articolo? ci viene il dubbio: non sarebbe un critico migliore nemmeno lui, poor haas?<br />
vera blau, delle opere della vedova raboni ricorda in particolare uno: quando ancora aveva una sua rubrica nella Repubblica, una volte rispose ad una signora milanese che tanto dispiaciuta si mostrava per il  crescente degrado dei negozi di abbigliamento in centro di milano, dicenco che lei invece era molto contenta di avere a disposizione un negozio com HM ( forse più noto alle  signore che ai signori commentatori di nazione indiana..) perché la si poteva provare un intero pomeriggio tutti vestiti che si voleva, lasciandogli in un bel, poetico disordine &#8211;  tanto ci sarebbero stati dei bei, giovani commessi a mettere a posto dopo.<br />
Chi sa se anche Mr. Giacomo Leopardi si sarebbe divertito tanto davanti agli scafali dell&#8217; Esselunga, magari nel periodo del  tre per due!<br />
Vera Blau comunque auguro una buona giornata a tutti quanti,  poeti e critici migliori e peggiori! </p>
<p>P.S. : l&#8217;articolo di haas su valduga e raboni è del 2.3.06.  una breve menzione si trova sull&#8217; inserto economico della Repubblica del 22.6.06, dove giuseppe turani scrive: &#8221; E&#8217; al settimo cielo Patrizia Valduga, vedova Raboni, dopo aver letto la prestigiosa NZZ. La nuova Gazzetta di Zurigo &#8211; uno dei più importanti quotidiani europei &#8211; che così scrive: PV &#8221; der groessten lebenden Dichterin Italiens&#8221; Traduzione: La più grande poetessa italiana vivente. E anche molto bella, aggiungiamo noi! &#8221; </p>
<p>Well&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28767</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 13:42:48 +0000</pubDate>
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		<description>@arte_misia

giusto, la citazione di Cavazzoni era proprio quella lì!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@arte_misia</p>
<p>giusto, la citazione di Cavazzoni era proprio quella lì!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mary</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28709</link>
		<dc:creator>Mary</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2006 19:01:26 +0000</pubDate>
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		<description>veramente ho scritto: Io = io (maiuscolo = minuscolo)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>veramente ho scritto: Io = io (maiuscolo = minuscolo)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28702</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2006 17:00:11 +0000</pubDate>
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		<description>me ne sbatto dei mandarini come Haas, sono stufo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>me ne sbatto dei mandarini come Haas, sono stufo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28700</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2006 16:58:05 +0000</pubDate>
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		<description>@maria
@r.r.
@tashtego
@arte_misia

“io = io” 

Cara Mary, tutto il mio (dei miei tanti io) lavoro critico è tuo (suo, nostro). Io siamo il magma-magma, la repubblica del mi-dai-che-ti-do. Dopo l’esplosione del soggetto, il ri-posizionamento è uno stato di agitazione continua, un tumulto emotivo da sedare col Ritalin. 

Voglio usare parole erotiche, eccitanti. Nel nucleo drogato della Nazione, le identità finalmente vacillano, barcollando sotto la potenza “differante” del NICKNAME. “Le radici dell’albero vanno protette, nascoste, coltivate”. Sotto terra, l’Altro Giardino cresce. 

Ormai il soggetto è renitente, vuole sognare e godere subito. Pensa già a quando sarà tanto altro, a quando sarà tutto e di tutti. Come dice Tash: la vita eterna è QUI, non subito, ma tra qualche decennio, magari tra cento anni. Immaginare l’intensità, l’estasi (sua, tua, mia).    

Va bene se scippiamo il brownismo a Mondadori, se usiamo il Codice come grimaldello, come opera transitoria, relativizzante, come un travestimento identitario e una contro-colonizzazione spicciola. Ma non credete che questo “smascheramento” sia esso stesso la posizione dominante del mercato, il suo Bastione (bestiario) nell’immaginario? Confondere e moltiplicarsi ovunque, per (s)vendere.
 
Proviamo a partire da qui, dai discorsi sull’identità, “tra palco e realtà”. Facciamo un’inchiesta fra i poeti che conosciamo: sono loro i più vicini all’essere-altro, i più lontani dal magma-magma generazionista, democraticista, integrista, antagonista (eccetera). 

Che cosa hanno da dire, i poeti, sulla Mitologia odierna? sulle sue Fiction legittimanti, sul suo radicalismo neoidentitario (ma anche sui postumi e sui disobbedienti)? Che cosa succederebbe se i poeti aprissero i Rotoli del Mar Morto? Potremmo accorgerci che Cristo è risolto.   

Ma purtroppo mi manca l’utopia corsara di r.r., l’idea (forte) che si possa interrompere il circuito tra finzione e realtà. Ho l’impressione che il Palco (l’ideologia) sia già la realtà (quando dicevo l’epica di Simona Ventura…), e cioè che il mercato aspetta al varco qualsiasi scrittura alternativa per renderla tale, unica e irrinunciabile (“etnica” secondo arte_misia), e quindi vendibile

Il mercato deve assorbire le nostre emozioni per dilatarsi, cambiare la nostra sensibilità per restare insensibile, piatto, omogeneo, vuoto. Ecco il paradosso. Biko, Ken Saro-Wiva, Mumia Abu-Jamal, Howard Zinn, Said e Chomsky, sono passati tutti sotto le forche caudine del depotenzianmento romanzesco. La loro demistificazione è stata mistificata in partenza (i personaggi di Boyle: ambientalisti taroccati dall’industrialismo umanitario). 

E sa la soluzione fosse davvero il bricolage? “Cose così. Minori. Particolari. Bizzarrie varie della normalità. Facoltative. Gusto di particolari infinitesimi. Sale delle vite. Associazioni di idee imprevedibili scatenate da un argomento apparentemente banale”. Arte_misia, hai presente la famiglia Bastuzzi, la repubblica degli idioti congeniti di Cavazzoni?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@maria<br />
@r.r.<br />
@tashtego<br />
@arte_misia</p>
<p>“io = io” </p>
<p>Cara Mary, tutto il mio (dei miei tanti io) lavoro critico è tuo (suo, nostro). Io siamo il magma-magma, la repubblica del mi-dai-che-ti-do. Dopo l’esplosione del soggetto, il ri-posizionamento è uno stato di agitazione continua, un tumulto emotivo da sedare col Ritalin. </p>
<p>Voglio usare parole erotiche, eccitanti. Nel nucleo drogato della Nazione, le identità finalmente vacillano, barcollando sotto la potenza “differante” del NICKNAME. “Le radici dell’albero vanno protette, nascoste, coltivate”. Sotto terra, l’Altro Giardino cresce. </p>
<p>Ormai il soggetto è renitente, vuole sognare e godere subito. Pensa già a quando sarà tanto altro, a quando sarà tutto e di tutti. Come dice Tash: la vita eterna è QUI, non subito, ma tra qualche decennio, magari tra cento anni. Immaginare l’intensità, l’estasi (sua, tua, mia).    </p>
<p>Va bene se scippiamo il brownismo a Mondadori, se usiamo il Codice come grimaldello, come opera transitoria, relativizzante, come un travestimento identitario e una contro-colonizzazione spicciola. Ma non credete che questo “smascheramento” sia esso stesso la posizione dominante del mercato, il suo Bastione (bestiario) nell’immaginario? Confondere e moltiplicarsi ovunque, per (s)vendere.</p>
<p>Proviamo a partire da qui, dai discorsi sull’identità, “tra palco e realtà”. Facciamo un’inchiesta fra i poeti che conosciamo: sono loro i più vicini all’essere-altro, i più lontani dal magma-magma generazionista, democraticista, integrista, antagonista (eccetera). </p>
<p>Che cosa hanno da dire, i poeti, sulla Mitologia odierna? sulle sue Fiction legittimanti, sul suo radicalismo neoidentitario (ma anche sui postumi e sui disobbedienti)? Che cosa succederebbe se i poeti aprissero i Rotoli del Mar Morto? Potremmo accorgerci che Cristo è risolto.   </p>
<p>Ma purtroppo mi manca l’utopia corsara di r.r., l’idea (forte) che si possa interrompere il circuito tra finzione e realtà. Ho l’impressione che il Palco (l’ideologia) sia già la realtà (quando dicevo l’epica di Simona Ventura…), e cioè che il mercato aspetta al varco qualsiasi scrittura alternativa per renderla tale, unica e irrinunciabile (“etnica” secondo arte_misia), e quindi vendibile</p>
<p>Il mercato deve assorbire le nostre emozioni per dilatarsi, cambiare la nostra sensibilità per restare insensibile, piatto, omogeneo, vuoto. Ecco il paradosso. Biko, Ken Saro-Wiva, Mumia Abu-Jamal, Howard Zinn, Said e Chomsky, sono passati tutti sotto le forche caudine del depotenzianmento romanzesco. La loro demistificazione è stata mistificata in partenza (i personaggi di Boyle: ambientalisti taroccati dall’industrialismo umanitario). </p>
<p>E sa la soluzione fosse davvero il bricolage? “Cose così. Minori. Particolari. Bizzarrie varie della normalità. Facoltative. Gusto di particolari infinitesimi. Sale delle vite. Associazioni di idee imprevedibili scatenate da un argomento apparentemente banale”. Arte_misia, hai presente la famiglia Bastuzzi, la repubblica degli idioti congeniti di Cavazzoni?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Miku</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28682</link>
		<dc:creator>Miku</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2006 12:07:25 +0000</pubDate>
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		<description>@ Garufi

Ha qualche interesse per il pensiero di Haas? Perché, se io non ho preso un abbaglio, allora forse è il caso di intervenire. Quisquilie? ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Garufi</p>
<p>Ha qualche interesse per il pensiero di Haas? Perché, se io non ho preso un abbaglio, allora forse è il caso di intervenire. Quisquilie? ;-)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28641</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 May 2006 09:13:19 +0000</pubDate>
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		<description>@tashtego

“non più rivelazione, ma fiction”

Cristiani rinati ed evangelici americani, come dice Tash, fanno grande Fiction. Il revival pulp del Golgota ha come protagonista un Cristo supereroico con superproblemi***. 

Penso ai neopentecostali di “Rinnovamento dello Spirito” che cantano le lodi del signore nemmeno fossero tanti piccoli Springsteen. Leggo che in Italia stanno guadagnando nuovi adepti. Mi viene in mente la madre di un amico che quando prega alza le mani al cielo e si mette a ballare. Crede di essere la velina bianca?

Negli Stati Uniti, la destra che si converte e prega non teme i narratori browniani. Nel mercato religioso americano ci sono colossi dell’entertainment spirituale in grado di competere con chiunque, su scala globale. Brand come “Left Behind”, il long-seller di Tim F. LaHaye sull’Armageddon, vendono ogni anno milioni di copie. 

Avete visto al cinema “Prima dell’Apocalisse”, il film di Bill Corcoran? L’Anticristo è il presidente delle Nazioni Unite, in ossequio ai neoconservatori che vorrebbero mandare a casa Annan e rifondare l’Onu. Una trilogia di film che trovate facilmente al Blockbuster sotto casa.

Il dispensazionalismo è una dottrina alla moda. Annuncia il ritorno del Messia in Israele, per la seconda volta: il giorno in cui finalmente anche gli ebrei si convertiranno al cristianesimo. Se trovassero un regista, “Il ritorno di Cristo” sarebbe un kolossal meglio del Codice da Vinci.

*** Forse avrete sentito una delle 1600 emittenti di NRB (National Religious Broadcasters), il potente network radiofonico degli evangelici, ma probabilmente ignorate l’esistenza degli Snake Handlers, una setta di derivazione pentecostale. Nelle loro assemblee, i fedeli brandiscono grossi serpenti velenosi. Ottanta morti dalla nascita del movimento e le adesioni crescono. Quando ti senti come Hulk…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tashtego</p>
<p>“non più rivelazione, ma fiction”</p>
<p>Cristiani rinati ed evangelici americani, come dice Tash, fanno grande Fiction. Il revival pulp del Golgota ha come protagonista un Cristo supereroico con superproblemi***. </p>
<p>Penso ai neopentecostali di “Rinnovamento dello Spirito” che cantano le lodi del signore nemmeno fossero tanti piccoli Springsteen. Leggo che in Italia stanno guadagnando nuovi adepti. Mi viene in mente la madre di un amico che quando prega alza le mani al cielo e si mette a ballare. Crede di essere la velina bianca?</p>
<p>Negli Stati Uniti, la destra che si converte e prega non teme i narratori browniani. Nel mercato religioso americano ci sono colossi dell’entertainment spirituale in grado di competere con chiunque, su scala globale. Brand come “Left Behind”, il long-seller di Tim F. LaHaye sull’Armageddon, vendono ogni anno milioni di copie. </p>
<p>Avete visto al cinema “Prima dell’Apocalisse”, il film di Bill Corcoran? L’Anticristo è il presidente delle Nazioni Unite, in ossequio ai neoconservatori che vorrebbero mandare a casa Annan e rifondare l’Onu. Una trilogia di film che trovate facilmente al Blockbuster sotto casa.</p>
<p>Il dispensazionalismo è una dottrina alla moda. Annuncia il ritorno del Messia in Israele, per la seconda volta: il giorno in cui finalmente anche gli ebrei si convertiranno al cristianesimo. Se trovassero un regista, “Il ritorno di Cristo” sarebbe un kolossal meglio del Codice da Vinci.</p>
<p>*** Forse avrete sentito una delle 1600 emittenti di NRB (National Religious Broadcasters), il potente network radiofonico degli evangelici, ma probabilmente ignorate l’esistenza degli Snake Handlers, una setta di derivazione pentecostale. Nelle loro assemblee, i fedeli brandiscono grossi serpenti velenosi. Ottanta morti dalla nascita del movimento e le adesioni crescono. Quando ti senti come Hulk…</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mary</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28637</link>
		<dc:creator>Mary</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 21:35:43 +0000</pubDate>
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		<description>la posizione/situazione, ecco ciò che decide tutto. ad es. qui Scarpa ha scritto che chi dice che è tutto un magna-magna fa parte del magna-magna; poi, giorni dopo, sul Il primo amore ha scritto che è tutto un magna-magna. Deleuze uguale. La posizione/situazione corretta è Io=io.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la posizione/situazione, ecco ciò che decide tutto. ad es. qui Scarpa ha scritto che chi dice che è tutto un magna-magna fa parte del magna-magna; poi, giorni dopo, sul Il primo amore ha scritto che è tutto un magna-magna. Deleuze uguale. La posizione/situazione corretta è Io=io.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: r.r.</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28635</link>
		<dc:creator>r.r.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 19:50:10 +0000</pubDate>
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		<description>@roberto

riemergo ora, per altre ragioni, dalla frequentazione con un testo prezioso ed emblematico, per lo scenario che traccia fra ideologie (egemonie) e (mediazioni) della letteratura: Donatello Santarone, La mediazione letteraria (ne avevamo parlato: l&#039;ottimo raffaeli sul manifesto, ecc.). 

Dante e l&#039;Islam (con Said...), Tasso (co)stretto tra ideologia della Riforma e influssi, ancora, della cultura islamica....; la &#039;letteratura coloniale&#039; (la marxiana &#039;robinsonade&#039;), italiana e angloamericana. e poi, un prezioso affondo nelle misconosciute esperienze letterarie che aggirano e rinnovano i paradigmi della negritudine e del multiculturalismo.

Ken Saro-Wiwa, nigeriano, finito impiccato: &quot;Sozaboy&quot;, 1985 ma qui in italia solo 2005 (baldini e castoldi). ecco: (l&#039;azione sul linguaggio) e una pratica (alternativa) del lavoro critico-culturale: in un giardino (alternativo), l&#039;utilizzo eclettico ma mirato e organico di strumenti plurali (il &#039;teatro-informazione&#039;....):  incontri pubblici (seminari, &#039;rassegne-stampa&#039;...), radio, poesia, romanzo, attività critico-saggistica sui giornali. 

a sabotare, smascherare, utilizzare e ricomporre gli stessi strumenti culturali e linguistici dell&#039;ideologia egemone (lì, la storia del colonialismo), secondo l&#039;urgenza della &#039;realtà&#039;, a interrompere e far saltare all&#039;aria il circuito tra finzione (ideologia) e realtà. Insomma, nel giardino di Saro-Wiwa si spezzava la catena deleuziano-lewisiana rumore-ridondanza-informazione assoluta.  

Tutto, nel sistema integrato dell&#039;industria dell&#039;immaginario corrente, &#039;persino&#039; la storia evangelica, è ormai recepita come fiction, come dice bene tashtego, e con essa la guerra, ecc. (la realtà tout court?), e quindi la &quot;percezione [la ricezione] si fa orizzontale, a-gerarchica, omogenea&quot;. 

Le ideologie egemoni (le &#039;narrazioni ufficiali&#039;) sono attaccate dalle contronarrazioni  che ne svelano i subdoli  meccanismi di autoriproduzione e, appunto, di finzione manipolabile. Si dispongono alla difesa (alla reazione, all&#039;attacco di chi si difende sentendosi attaccato), e per questo ricorrono, come sta facendo oggi l&#039;opus dei, agli stessi strumenti dell&#039;ideologia egemone (dell&#039;industria dello spettacolo) su scala globale (canta-la-messa e porta a porta, matrix, la stampa, la tv...). 

Direi allora che il Codice, paradossalmente, potrebbe essere adottato come esempio di un lavoro critico e di una &#039;scrittura&#039; alternativa. 
A patto, però, che il lavoro di smascheramento e di demistificazione e di sabotaggio dei linguaggi e delle narrazioni egemoni non producano (soltanto) altrettante finzioni manipolabili all&#039;infinito e serialmente funzionali a QUESTA industria culturale, seppure di nicchia... 

Ma questa è un&#039;aporia (un&#039;utopia) che investe, ancora una volta, la questione degli strumenti e delle modalità &#039;altre&#039; per un lavoro critico (per una ricezione) e per una scrittura alternativa. 

Apriamo i giardini.

saluti, fabio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@roberto</p>
<p>riemergo ora, per altre ragioni, dalla frequentazione con un testo prezioso ed emblematico, per lo scenario che traccia fra ideologie (egemonie) e (mediazioni) della letteratura: Donatello Santarone, La mediazione letteraria (ne avevamo parlato: l&#8217;ottimo raffaeli sul manifesto, ecc.). </p>
<p>Dante e l&#8217;Islam (con Said&#8230;), Tasso (co)stretto tra ideologia della Riforma e influssi, ancora, della cultura islamica&#8230;.; la &#8216;letteratura coloniale&#8217; (la marxiana &#8216;robinsonade&#8217;), italiana e angloamericana. e poi, un prezioso affondo nelle misconosciute esperienze letterarie che aggirano e rinnovano i paradigmi della negritudine e del multiculturalismo.</p>
<p>Ken Saro-Wiwa, nigeriano, finito impiccato: &#8220;Sozaboy&#8221;, 1985 ma qui in italia solo 2005 (baldini e castoldi). ecco: (l&#8217;azione sul linguaggio) e una pratica (alternativa) del lavoro critico-culturale: in un giardino (alternativo), l&#8217;utilizzo eclettico ma mirato e organico di strumenti plurali (il &#8216;teatro-informazione&#8217;&#8230;.):  incontri pubblici (seminari, &#8216;rassegne-stampa&#8217;&#8230;), radio, poesia, romanzo, attività critico-saggistica sui giornali. </p>
<p>a sabotare, smascherare, utilizzare e ricomporre gli stessi strumenti culturali e linguistici dell&#8217;ideologia egemone (lì, la storia del colonialismo), secondo l&#8217;urgenza della &#8216;realtà&#8217;, a interrompere e far saltare all&#8217;aria il circuito tra finzione (ideologia) e realtà. Insomma, nel giardino di Saro-Wiwa si spezzava la catena deleuziano-lewisiana rumore-ridondanza-informazione assoluta.  </p>
<p>Tutto, nel sistema integrato dell&#8217;industria dell&#8217;immaginario corrente, &#8216;persino&#8217; la storia evangelica, è ormai recepita come fiction, come dice bene tashtego, e con essa la guerra, ecc. (la realtà tout court?), e quindi la &#8220;percezione [la ricezione] si fa orizzontale, a-gerarchica, omogenea&#8221;. </p>
<p>Le ideologie egemoni (le &#8216;narrazioni ufficiali&#8217;) sono attaccate dalle contronarrazioni  che ne svelano i subdoli  meccanismi di autoriproduzione e, appunto, di finzione manipolabile. Si dispongono alla difesa (alla reazione, all&#8217;attacco di chi si difende sentendosi attaccato), e per questo ricorrono, come sta facendo oggi l&#8217;opus dei, agli stessi strumenti dell&#8217;ideologia egemone (dell&#8217;industria dello spettacolo) su scala globale (canta-la-messa e porta a porta, matrix, la stampa, la tv&#8230;). </p>
<p>Direi allora che il Codice, paradossalmente, potrebbe essere adottato come esempio di un lavoro critico e di una &#8217;scrittura&#8217; alternativa.<br />
A patto, però, che il lavoro di smascheramento e di demistificazione e di sabotaggio dei linguaggi e delle narrazioni egemoni non producano (soltanto) altrettante finzioni manipolabili all&#8217;infinito e serialmente funzionali a QUESTA industria culturale, seppure di nicchia&#8230; </p>
<p>Ma questa è un&#8217;aporia (un&#8217;utopia) che investe, ancora una volta, la questione degli strumenti e delle modalità &#8216;altre&#8217; per un lavoro critico (per una ricezione) e per una scrittura alternativa. </p>
<p>Apriamo i giardini.</p>
<p>saluti, fabio</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28628</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 17:20:40 +0000</pubDate>
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		<description>@r.r.
@tashtego

“la ricezione”

Cazzeggio serio. Ieri sera, una lezione di Deleuze. 
Qual è il meccanismo della ricezione? 
INFORMAZIONE ASSOLUTA &gt;&gt; RIDONDANZA &gt;&gt; RUMORE (“le brui”). 

Il professor Deleuze cita una lettera di Lewis Carroll: da una parte del GIARDINO c’è il maestro, che chiede allo studente quanto fa due più due. L’informazione assoluta è un ORDINE (il maestro che fa la domanda conosce già la risposta). 

La ridondanza è lo spazio in cui l’informazione si deforma, l’ordine cambia aspetto e significato. Lewis parla di maggiordomi, io li chiamerei “bidelli”, che stravolgono e ripetono l’informazione da una parte all’altra del giardino. 

Quando l’ordine/informazione arriva allo studente, dalla parte opposta del giardino, ormai è ridotto a puro rumore, interferenza, errore. Lo studente obbedisce, risponde. La sua risposta fa il percorso opposto, all’inverso (RUMORE&gt;&gt; RIDONDANZA &gt;&gt; INFORMAZIONE ASSOLUTA), con altre modificazioni e nuove alterazioni. Questo, sinteticamente, il meccanismo della ricezione. 

Se adesso applichiamo questo schema alle cose scritte da Haas, si può dire che il Libro, il Romanzo, l’informazione assoluta, è un ordine che raggiunge il pubblico attraverso la propria ridondanza. 

I “bidelli” sono gli editori, i librai, i creativi del marketing, i giornalisti, i critici, noi tutti, che bivacchiamo in giardino (la grande distribuzione organizzata su scala planetaria). 

Il pubblico ubbidisce, sceglie il libro, compra il romanzo, lo legge. E il meccanismo riparte. 

Quella di Haas è una critica alla ridondanza della letteratura (italiana). 
Per r.r., il rumore bianco è “l’immaginario ricettivo distratto, interclassista, trasversale, del lettore medio”. 

Gli ordini sono che Gesù si è sposato (Brown), che dobbiamo raccontare la nostra adolescenza (il generazionismo di Mocci) e magari scrivere fiction possibilmente ‘nera’. Altro?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@r.r.<br />
@tashtego</p>
<p>“la ricezione”</p>
<p>Cazzeggio serio. Ieri sera, una lezione di Deleuze.<br />
Qual è il meccanismo della ricezione?<br />
INFORMAZIONE ASSOLUTA &gt;&gt; RIDONDANZA &gt;&gt; RUMORE (“le brui”). </p>
<p>Il professor Deleuze cita una lettera di Lewis Carroll: da una parte del GIARDINO c’è il maestro, che chiede allo studente quanto fa due più due. L’informazione assoluta è un ORDINE (il maestro che fa la domanda conosce già la risposta). </p>
<p>La ridondanza è lo spazio in cui l’informazione si deforma, l’ordine cambia aspetto e significato. Lewis parla di maggiordomi, io li chiamerei “bidelli”, che stravolgono e ripetono l’informazione da una parte all’altra del giardino. </p>
<p>Quando l’ordine/informazione arriva allo studente, dalla parte opposta del giardino, ormai è ridotto a puro rumore, interferenza, errore. Lo studente obbedisce, risponde. La sua risposta fa il percorso opposto, all’inverso (RUMORE&gt;&gt; RIDONDANZA &gt;&gt; INFORMAZIONE ASSOLUTA), con altre modificazioni e nuove alterazioni. Questo, sinteticamente, il meccanismo della ricezione. </p>
<p>Se adesso applichiamo questo schema alle cose scritte da Haas, si può dire che il Libro, il Romanzo, l’informazione assoluta, è un ordine che raggiunge il pubblico attraverso la propria ridondanza. </p>
<p>I “bidelli” sono gli editori, i librai, i creativi del marketing, i giornalisti, i critici, noi tutti, che bivacchiamo in giardino (la grande distribuzione organizzata su scala planetaria). </p>
<p>Il pubblico ubbidisce, sceglie il libro, compra il romanzo, lo legge. E il meccanismo riparte. </p>
<p>Quella di Haas è una critica alla ridondanza della letteratura (italiana).<br />
Per r.r., il rumore bianco è “l’immaginario ricettivo distratto, interclassista, trasversale, del lettore medio”. </p>
<p>Gli ordini sono che Gesù si è sposato (Brown), che dobbiamo raccontare la nostra adolescenza (il generazionismo di Mocci) e magari scrivere fiction possibilmente ‘nera’. Altro?</p>
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	<item>
		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28616</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 12:27:01 +0000</pubDate>
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		<description>non vorrei che dal mio commento qui sopra ci si convincesse che io disprezzo Er Piotta: niente di più sbagliato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non vorrei che dal mio commento qui sopra ci si convincesse che io disprezzo Er Piotta: niente di più sbagliato.</p>
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		<title>Di: Ario Trinit</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28613</link>
		<dc:creator>Ario Trinit</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 10:02:18 +0000</pubDate>
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		<description>parole sante (sic!) di tash, l&#039;anti-haas (e poi cos&#039;è &#039;sta roba che all&#039;estero la robaccia non ha successo? Piperno in Germania è il libro del mese, e poi avranno robaccia autoctona al par nostro: o i milioni di lettori del Sun leggono i nipotini di Beckett?)
se vale l&#039;orizzontalità, a ciascuno il suo film: 1- Passion (che è andato fortissimo in Palestina) 2- Codice 3- Mary di Ferrara (anche se io aspetto il terzo americano di von Trier, sperando che tratti di religione)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>parole sante (sic!) di tash, l&#8217;anti-haas (e poi cos&#8217;è &#8217;sta roba che all&#8217;estero la robaccia non ha successo? Piperno in Germania è il libro del mese, e poi avranno robaccia autoctona al par nostro: o i milioni di lettori del Sun leggono i nipotini di Beckett?)<br />
se vale l&#8217;orizzontalità, a ciascuno il suo film: 1- Passion (che è andato fortissimo in Palestina) 2- Codice 3- Mary di Ferrara (anche se io aspetto il terzo americano di von Trier, sperando che tratti di religione)</p>
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	</item>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28612</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 09:38:19 +0000</pubDate>
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		<description>anche &quot;topoi&quot; non est male.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche &#8220;topoi&#8221; non est male.</p>
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		<title>Di: tashtego</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28611</link>
		<dc:creator>tashtego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 09:37:08 +0000</pubDate>
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		<description>Due cose potrei provare a dirle, a patto che si cazzeggi.

La prima è che nel quadro molto ben disegnato da Roberto la narrazione dottrinale della chiesa punta a darsi come fiction, anzi, probabilmente è già percepita come tale.
Non più rivelazione, ma fiction.
È logico allora che tenda a vedere il libro de Brown (che è una cacata patsesca) come un pericolo, in quanto contro-narrazione, plausibile al pari di quella ufficiale.
Quando la fonte sono i media e non più la Parola nel Tempio, il Libro, eccetera, la percezione si fa orizzontale, a-gerarchica, omogenea e la performance di Gesù che cammina sulle acque funge al pari e sullo stesso piano di Hulk e compagni.
Se il Vangelo diventa fiction si può riscrivere come si vuole.
Ma forse questo che dico nemmeno è vero.
La chiesa poi compete con la scienza, e lì la lotta ha altra consistenza e importanza, perché ambedue toccano topoi fondamentali come nascita, morte, malattia, vita eterna, altro che la Maddalena al posto di Giovanni.
Se la scienza comincia davvero a promettere implicitamente la vita eterna QUI, non subito ma tra qualche decennio, magari tra cento anni, per quelli che promettono la vita eterna LÌ, in cielo, le cose si fanno difficili, l’audience cala.

La seconda è che - a parte il Biscardi qui sopra, che tutto sommato ha ragione – non è che ogni merdata tocca recensirla per forza: sarebbe come se un critico d’arte si sentisse in dovere di recensire ogni robaccia de Telemarket (ma alcuni lo fanno), come se i critici dell’architettura (esistono ancora?) accorressero a recensire ogni nuova palazzina in città, ogni quartierino di villini di successo, ogni casermone, dicendo magari: che schifo, che schifo. Come se il critico musicale si buttasse a stroncare l’ultimo pezzo der Piotta, che pure vende, eccome.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Due cose potrei provare a dirle, a patto che si cazzeggi.</p>
<p>La prima è che nel quadro molto ben disegnato da Roberto la narrazione dottrinale della chiesa punta a darsi come fiction, anzi, probabilmente è già percepita come tale.<br />
Non più rivelazione, ma fiction.<br />
È logico allora che tenda a vedere il libro de Brown (che è una cacata patsesca) come un pericolo, in quanto contro-narrazione, plausibile al pari di quella ufficiale.<br />
Quando la fonte sono i media e non più la Parola nel Tempio, il Libro, eccetera, la percezione si fa orizzontale, a-gerarchica, omogenea e la performance di Gesù che cammina sulle acque funge al pari e sullo stesso piano di Hulk e compagni.<br />
Se il Vangelo diventa fiction si può riscrivere come si vuole.<br />
Ma forse questo che dico nemmeno è vero.<br />
La chiesa poi compete con la scienza, e lì la lotta ha altra consistenza e importanza, perché ambedue toccano topoi fondamentali come nascita, morte, malattia, vita eterna, altro che la Maddalena al posto di Giovanni.<br />
Se la scienza comincia davvero a promettere implicitamente la vita eterna QUI, non subito ma tra qualche decennio, magari tra cento anni, per quelli che promettono la vita eterna LÌ, in cielo, le cose si fanno difficili, l’audience cala.</p>
<p>La seconda è che &#8211; a parte il Biscardi qui sopra, che tutto sommato ha ragione – non è che ogni merdata tocca recensirla per forza: sarebbe come se un critico d’arte si sentisse in dovere di recensire ogni robaccia de Telemarket (ma alcuni lo fanno), come se i critici dell’architettura (esistono ancora?) accorressero a recensire ogni nuova palazzina in città, ogni quartierino di villini di successo, ogni casermone, dicendo magari: che schifo, che schifo. Come se il critico musicale si buttasse a stroncare l’ultimo pezzo der Piotta, che pure vende, eccome.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28607</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 08:35:19 +0000</pubDate>
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		<description>@r.r.

“verranno al contrattacco/ con elmi ed armi nuove” 

Non parlerei di “offensiva neocattolica”, se mai di ritirata strategica (vedi Otto e Mezzo di ieri sera). Voglio dire che il Sant’Uffizio le sue ragioni ce l’ha. Non sono credente, ma se devo essere proprio sincero tutti ‘sti drogati di brown (sugar) se lo meriterebbero un po’ di catechismo spicciolo. Come si fa ad andare a messa se poi credi che Gesù si è sposato? 

Da qui il neodiscorso identitario e filologicamente corretto di Ruini&amp;Co, che se lo sogna di avanzare, se mai deve pensare a difendere i fedeli dallo “smarrimento” browniano. In questo senso, vedrei il revival religioso globale, le battaglie culturali di cristianisti e islamisti, come una sorta di ‘resistenza’ alla penetrazione dell’ideologia tardo-capitalistica (con i suoi miti astorici e supermedievali, le narrazioni prive di razionalità scientifica, le credenze istintive quanto primitive, eccetera). 

La Fiction planetaria, versificante, codicista, oggi, è il vero avversario delle Chiese e degli Stati. Prodotto dei prodotti, il Romanzo è in grado di espugnare la Fede, le Nazioni, di ibridare le vecchie Narrazioni, e di rifondare i Grandi Racconti (il ‘sangue reale’ scorre dentro di noi). 

Se guardiamo a questa guerra culturale dal nostro punto di vista (nazionale) allora sembra che la Chiesa e l’intellettualità di destra siano passate all’attacco, ma se vediamo la stessa battaglia in dolby (sul piano globale), credo che emerga più chiaramente il tratto difensivo a cui alludevo: il grido scandalizzato di chi vuol farsi sentire, dire al mondo che esiste ancora. 

Le Chiese, insomma, non subiscono passivamente la colonizzazione del “gregge”, e riprovano, a modo loro, a ricolonizzarlo, in senso tradizionalista (il Papa Subito Santo che sceglie come portavoce Ron), o fondamentalista (la fatwa contro Ayaan Hirsi Ali). 
 
Ma noi? Dov’è l’intelligenza critica della sinistra? Come si situa all’interno di questa guerra culturale? Da che parte stiamo: con padre Cantalamessa o con il direttore editoriale di Mondadori? Che fare? Bruciare Brown? metterlo in vetrina? capirlo? Mi sembra che ci limitiamo a snobbarlo, come immagino farebbe Haas. 

Temo che la sinistra si goda le sue posizioni di rendita, i posti al sole conquistati in passato (a livello accademico, giornalistico, editoriale), senza nemmeno provare a elaborare un discorso critico adeguato alla mutazione (inavvertita) del mercato. 

Un mercato che non pensa più ad egemonizzare, se mai a customizzare o individualizzare il pubblico (i “casi d’uso” sono la Fine della Ricezione, il suo definitivo inveramento). Un mercato che turba e che fa SOGNARE.        

Nel merito: arretrare, rinforzarsi, passare al contrattacco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@r.r.</p>
<p>“verranno al contrattacco/ con elmi ed armi nuove” </p>
<p>Non parlerei di “offensiva neocattolica”, se mai di ritirata strategica (vedi Otto e Mezzo di ieri sera). Voglio dire che il Sant’Uffizio le sue ragioni ce l’ha. Non sono credente, ma se devo essere proprio sincero tutti ‘sti drogati di brown (sugar) se lo meriterebbero un po’ di catechismo spicciolo. Come si fa ad andare a messa se poi credi che Gesù si è sposato? </p>
<p>Da qui il neodiscorso identitario e filologicamente corretto di Ruini&amp;Co, che se lo sogna di avanzare, se mai deve pensare a difendere i fedeli dallo “smarrimento” browniano. In questo senso, vedrei il revival religioso globale, le battaglie culturali di cristianisti e islamisti, come una sorta di ‘resistenza’ alla penetrazione dell’ideologia tardo-capitalistica (con i suoi miti astorici e supermedievali, le narrazioni prive di razionalità scientifica, le credenze istintive quanto primitive, eccetera). </p>
<p>La Fiction planetaria, versificante, codicista, oggi, è il vero avversario delle Chiese e degli Stati. Prodotto dei prodotti, il Romanzo è in grado di espugnare la Fede, le Nazioni, di ibridare le vecchie Narrazioni, e di rifondare i Grandi Racconti (il ‘sangue reale’ scorre dentro di noi). </p>
<p>Se guardiamo a questa guerra culturale dal nostro punto di vista (nazionale) allora sembra che la Chiesa e l’intellettualità di destra siano passate all’attacco, ma se vediamo la stessa battaglia in dolby (sul piano globale), credo che emerga più chiaramente il tratto difensivo a cui alludevo: il grido scandalizzato di chi vuol farsi sentire, dire al mondo che esiste ancora. </p>
<p>Le Chiese, insomma, non subiscono passivamente la colonizzazione del “gregge”, e riprovano, a modo loro, a ricolonizzarlo, in senso tradizionalista (il Papa Subito Santo che sceglie come portavoce Ron), o fondamentalista (la fatwa contro Ayaan Hirsi Ali). </p>
<p>Ma noi? Dov’è l’intelligenza critica della sinistra? Come si situa all’interno di questa guerra culturale? Da che parte stiamo: con padre Cantalamessa o con il direttore editoriale di Mondadori? Che fare? Bruciare Brown? metterlo in vetrina? capirlo? Mi sembra che ci limitiamo a snobbarlo, come immagino farebbe Haas. </p>
<p>Temo che la sinistra si goda le sue posizioni di rendita, i posti al sole conquistati in passato (a livello accademico, giornalistico, editoriale), senza nemmeno provare a elaborare un discorso critico adeguato alla mutazione (inavvertita) del mercato. </p>
<p>Un mercato che non pensa più ad egemonizzare, se mai a customizzare o individualizzare il pubblico (i “casi d’uso” sono la Fine della Ricezione, il suo definitivo inveramento). Un mercato che turba e che fa SOGNARE.        </p>
<p>Nel merito: arretrare, rinforzarsi, passare al contrattacco.</p>
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		<title>Di: "Aldo Biscardi"</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28598</link>
		<dc:creator>"Aldo Biscardi"</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2006 16:26:49 +0000</pubDate>
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		<description>ma scusate, c&#039;è ancora qualcuno che cerca la critica letteraria sui quotidiani o sulle riviste generaliste e si scandalizza se non la trova? O_O;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma scusate, c&#8217;è ancora qualcuno che cerca la critica letteraria sui quotidiani o sulle riviste generaliste e si scandalizza se non la trova? O_O;</p>
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		<title>Di: sevenent</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28592</link>
		<dc:creator>sevenent</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2006 13:22:09 +0000</pubDate>
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		<description>@r.r.
ottima la &quot;sussunzione&quot;, suona bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@r.r.<br />
ottima la &#8220;sussunzione&#8221;, suona bene.</p>
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		<title>Di: sevenent</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28591</link>
		<dc:creator>sevenent</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2006 13:15:09 +0000</pubDate>
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		<description>@orco
è possibile. perchè è tutta colpa di tutti raccomandati di uranio arricchito che non scrivono. altrimenti la raccomandata di oggi  il quotidiano non se la filava manco di striscio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@orco<br />
è possibile. perchè è tutta colpa di tutti raccomandati di uranio arricchito che non scrivono. altrimenti la raccomandata di oggi  il quotidiano non se la filava manco di striscio.</p>
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		<title>Di: Orco</title>
		<link>http://www.nazioneindiana.com/2006/05/14/dicono-di-noi/#comment-28586</link>
		<dc:creator>Orco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2006 11:39:29 +0000</pubDate>
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		<description>oggi sul quotidiano La repubblica un pezzo assai lungo di Marcoaldi sul romanzo di una esordiente raccomandata che non nomino neppure per non farle pubblicità. Ma è possibile che Repubblica non recensisca romanzi importanti di scrittori anche affermati e ospiti marchette ignobili come questa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>oggi sul quotidiano La repubblica un pezzo assai lungo di Marcoaldi sul romanzo di una esordiente raccomandata che non nomino neppure per non farle pubblicità. Ma è possibile che Repubblica non recensisca romanzi importanti di scrittori anche affermati e ospiti marchette ignobili come questa?</p>
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